Aperta a Chiusi la Casa della Cultura

Nuovo spazio aggregativo per adulti e giovani a Chiusi, la Casa della Cultura è divenuta realtà. Ospitato nell’edificio che un tempo era l’area maschile delle scuole elementari, ora riqualificato e…

Nuovo spazio aggregativo per adulti e giovani a Chiusi, la Casa della Cultura è divenuta realtà.

Ospitato nell’edificio che un tempo era l’area maschile delle scuole elementari, ora riqualificato e valorizzato, la Casa della Cultura, apre le porte proprio a tutti e come suggerisce il nome. Una vera e propria “culla del sapere” suddivisa in tre piani: al piano terra c’è la sede del front-office, di alcuni sportelli ed uffici, tra cui quello della Biblioteca comunale (i cui prestiti nel 2012 sono saliti fino ad arrivare a 1.300), l’Infogiovani e lo sportello GiovaniSì (progetto pilota studio, formazione/lavoro).

Il primo piano è, invece, dedicato alle aule studio, diviso tra le attività diurne della Biblioteca, le attività serali dell’Università Popolare, frequentata attualmente da più di duecento iscritti e una stanza interamente dedicata ai bambini per attività ludico-didattiche; infine. Al secondo piano, ha trovato spazio l’archivio storico comunale della città risalente al XV sec. Completamente fruibile e consultabile da studiosi e cittadini gratuitamente, sia nei locali della Casa della Cultura che, per quanto riguarda il periodo preunitario e una piccola parte del postunitario, anche on line dal sito istituzionale del comune.

“La Casa della Cultura è un sogno che diventa realtà – dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – sono soddisfatto dei lavori fatti e sono molto contento che tantissime persone abbiano voluto condividere questo momento. La cultura un po’ a tutti i livelli è considerata il capro espiatorio della crisi, troppo spesso vittima di tagli lineari ed indiscriminati. Il nostro Comune invece vuole vivere e respirare cultura da mattina a sera perché solo questa può essere la linfa vitale in grado di far crescere le nuove generazioni sane, forti e consapevoli del mondo che le circonda e adesso grazie alla Casa della Cultura tutto questo è possibile”.

Soddisfazione da parte dell’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari, che ha dichiarato:

“In questo modo riusciamo ad offrire migliori servizi, ottimizzando i costi e ampliando la vivibilità degli spazi del centro storico. La Casa della Cultura adesso è uno spazio aggregativo per adulti e giovani che speriamo possa essere sempre più vissuto da tutta la cittadinanza. Un ringraziamento va naturalmente all’impegno di tutti gli uffici comunali e alle varie associazioni che hanno collaborato e continueranno a collaborare per portare a termine questo importante progetto”.

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Milan: Allievi Nazionali di Inzaghi a Chianciano

Il campione piacentino Pippo Inzaghi è il nuovo allenatore della Primavera del Milan. L’ex bomber si è guadagnato la promozione dopo gli ottimi risultati alla guida degli Allievi nazionali. L’allenatore…

Il campione piacentino Pippo Inzaghi è il nuovo allenatore della Primavera del Milan. L’ex bomber si è guadagnato la promozione dopo gli ottimi risultati alla guida degli Allievi nazionali. L’allenatore prende il posto di Aldo Dolcetti, che ha perso la semifinale scudetto con la Primavera (1-0 con l’Atalanta). Il Milan ha prolungato fino al 2016 il contratto con Inzaghi che con gli Allievi nazionali da martedì prossimo sarà impegnato nelle Final Eight per lo scudetto a Chianciano Terme, e affronterà nel girone Inter, Juve e Genoa. Gli Allievi Nazionali di Pippo Inzaghi, quindi, lasceranno il Vismara domenica 9 giugno alle 15.00 per raggiungere Chianciano. Il primo allenamento è fissato per le 17.00 di lunedì 10 Giugno al campo sportivo comunale di Sarteano. Martedì 11 giugno affronterà la Juventus alle 18.00 e Mercoledì 12 sempre alle 18.00 contro l’Inter, saranno i primi impegni nel girone della squadra rossonera che tornerà ad allenarsi giovedì 13 Giugno alle 17.00 sempre a Sarteano.

Venerdì 14 Giugno, ancora alle 18.00, l’ultimo impegno nel girone finale contro il Genoa.

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Il talento delle donne nel volontariato

“Le donne nel volontariato per un nuovo protagonismo solidale”, è questo il titolo dell’iniziativa promossa da Arcisolidarietà Valiano e Arci provinciale di Siena, in collaborazione con il Cesvot, Centro servizi…

“Le donne nel volontariato per un nuovo protagonismo solidale”, è questo il titolo dell’iniziativa promossa da Arcisolidarietà Valiano e Arci provinciale di Siena, in collaborazione con il Cesvot, Centro servizi volontariato Toscana, in programma sabato 8 giugno alle 18.30 presso il Circolo Arci Valiano di Montepulciano, in via Lauretana Sud, 32.

L’incontro vedrà la partecipazione di Mirella Mencacci, di Arcisolidarietà Valiano; Susanna Cenni, parlamentare senese; Simonetta Pellegrini, assessore alle pari opportunità della Provincia di Siena e Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena. Durante l’iniziativa saranno letti alcuni brani tratti dalla pubblicazione “Talenti quotidiani.. racconti di fretta per narrare l’avventura di essere donna”, che raccoglie tutti i testi in gara per il concorso letterario di scrittura breve concluso nelle scorse settimane e promosso come omaggio alla valorizzazione della figura femminile, ai temi della parità fra uomo e donna e al contrasto delle discriminazioni di genere. Al termine dell’iniziativa, sarà offerto un aperitivo a tutti i presenti.

L’incontro – spiega Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena – parte dalla necessità di riflettere sul ruolo e sul protagonismo solidale delle donne all’interno delle organizzazioni di volontariato. Le donne, da sempre portate a ‘prendersi cura’ degli altri, fanno della loro esperienza nel volontariato anche una modalità efficace di impegno sociale e civile. L’obiettivo di questa iniziativa è proprio quello di parlare di queste donne, dei talenti quotidiani che non fanno notizia, che non compiono azioni eclatanti e visibili, donne che non hanno risalto nei media, ma che ci sono, sempre e sempre di più. Durante la serata cercheremo di confrontarci su come, in che ruoli e sulla base di quale conciliazione con i tempi di vita queste donne riescono a essere protagoniste nella vita della nostra società, ogni giorno”.

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Polvere di Cipria – Prima Parte

Polvere di Cipria – Prima Parte Ho sempre immaginato il Tempo come una figura femminile, molto affamata e smagrita, che, inspiegabilmente, rosicchia il passato – un passato particolare, fatto di…

Polvere di Cipria – Prima Parte

Ho sempre immaginato il Tempo come una figura femminile, molto affamata e smagrita, che, inspiegabilmente, rosicchia il passato – un passato particolare, fatto di figure femminili, mentre gran parte degli uomini li ha lasciati scorrazzare liberi lungo la linea della Storia. Sì, mi chiedo perché si parli poco di principesse, di donne comuni, di eroine di tutti i giorni, ma dal cuore grandissimo. Per non parlare di quelle musiciste, pittrici, scrittriciArtiste che in qualche modo, credo che abbiano avuto il piccolo problema di essere nate donne, perché talvolta non avevano proprio niente da invidiare ai propri colleghi. E sono state ingiustamente messe in ombra, appena accennate o giusto nelle note dei libri di storia e di letteratura. A volte proprio ignorate.

Un’ulteriore precisazione: in questa rubrica mi sentirò come Doctor Wholibera di vagare nel tempo. Non avrò un ordine rigoroso – che sarà totalmente aperto a suggerimenti esterni, e spero di farvi conoscere meglio qualche figura che prima non conoscevate. Così come spero che voi mi facciate conoscere un’artista a me sconosciuta prima. Buona lettura.

Clara Wieck Schumann (1819 – 1896)

Forse a qualche appassionato di musica classica il secondo cognome non suonerà totalmente nuovo. Infatti, Clara Josephine Wieck era la moglie di Robert Schumann (1810 – 1856), ben più noto compositore e pianista tedesco. Quello che può essere noto è il suo volto sulla banconota da 100 marchi tedeschi – per chi li ha visti, utilizzati o toccati con mano; può essere noto che fosse una musicista anche lei: di solito però, si tende a pensare che una musicista – specie una pianista – a quei tempi fosse nettamente inferiore, per estro e abilità, rispetto a un uomo, anche per le possibilità educative che una donna poteva avere. Quindi andava da sé che, una volta accasata, la mediocre artista lasciasse lo strumento da parte e si dedicasse ai numerosi figli. Al contrario, la Wieck ebbe un’ottima ed eccezionale educazione musicale, seguita in maniera intensiva e rigorosissima dal padre Friederich Wieck, che sin dalla tenerissima età ha sottoposto la figlia al proprio metodo pedagogico, rigoroso, troppo rigoroso – ma efficace, perché la prodigiosa Clara – troppo spesso rimbeccata di non esercitarsi abbastanza, di essere negligente, pigra e disordinata – sin dai 10 anni inizia ad esibirsi in concerto, riscuotendo un grande successo, che la porterà a esibirsi anche di fronte a un vecchio (e poco interessato) Goethe, ma anche di fronte a dei veri titani della musica romantica: Mendelssohn, Chopin, Liszt. Ovviamente, il repertorio era rigorosamente scelto dal padre, che controllava con attenzione i pianoforti e i compensi della concertista, ma ben presto Clara iniziò a sviluppare un interesse verso Beethoven, Bach, e la musica di Robert Schumann, l’allievo che suo padre aveva preso a vivere in casa.

Bene, quello che mi piace di più di questa storia, è questo lato un po’ sentimentale (ma ha il suo perché): che Robert e Clara – più piccola di lui di nove anni – vissero sotto lo stesso tetto e il padre, gelosissimo del possibile legame che avrebbe potuto instaurarsi, cercò di mandarla in giro per la Germania il più possibile, per concerti, per studio, al fine di tenerla lontana da Robert. Non solo, la gelosia si rivolse anche al talento immenso di Robert nelle sue composizioni, che Clara aveva iniziato a suonare e a proporre in pubblico, sebbene quest’ultimo non fosse ancora pronto a capire composizioni come i Carnaval. In tutto questo, Clara fu una splendida interprete delle opere dell’amico (non ancora marito), non priva di espressività, dato che Robert ebbe problemi alla mano destra e decise di dedicarsi alla composizione. Schumann, poi, aiutò la giovane a scrivere e a perfezionare i primi concerti per piano scritti da lei. In questo senso, il connubio artistico e poi sentimentale, fu importante per entrambi: Clara si rivelò una prolifica compositrice in gioventù (qui il catalogo, a fondo pagina); meno da sposata, una volta aver infranto il divieto imposto dal padre, perché la famiglia, i numerosi figli, e il fatto di avere un altro compositore in casa fu sicuramente un bell’impiccio. In tutto questo, il quadro si complicò con i problemi finanziari e i problemi di salute di figli e del marito, morto a 46 anni a causa della sifilide, contratta anni prima.

Un altro lato molto bello della figura di Clara Wieck Schumann? A parte la sua immensa bravura, testimoniata anche dal fatto che era stata la prima a suonare il proprio repertorio a memoria, che aveva affascinato Germania, Austria (e relativo imperatore), Danimarca, Inghilterra (dove però le composizioni del marito non avevano ricevuto altrettanto favore), era proprio la sua testardaggine, durata per decenni di carriera, durata una vita, fino alla fine, nel voler far riconoscere le opere del marito, che sicuramente aveva conosciuto molta meno fortuna rispetto alla moglie e aveva rincorso lavori e incarichi disperatamente e con più difficoltà rispetto a Clara. Non ha mai smesso di proporre qualcosa di Robert nei suoi concerti, rivelandosi anche un’ottima insegnante – dando molto peso all’espressività nel suonare il pianoforte, alla quale era sottomessa la tecnica e non il contrario, come si può sentire nei suoi Notturni e nelle sue Romanze e Valzer Romantici – e un’ottima mentore, di nientemeno che Johannes Brahms (scoperta sua e del marito – e decisamente non un giovane compositore a caso). Clara Wieck Schumann aveva anche un carattere molto fermo e deciso – e non si poteva chiedere altrimenti a una donna così attiva e così decisa a suonare fino al 1891, cinque anni prima della sua morte avvenuta per ictus. Un’artista non angelica e perfetta, ma con tutte le sue antipatie e simpatie: la simpatia e l’affetto fortissimo per il giovane Brahms, che Robert considerava il suo erede nel mondo della musica, l’antipatia in età adulta per Lizst, eliminato poi da qualsiasi suo programma e il disprezzo per Wagner, per i suoi Tannhäuser, Lohengrin e per Tristano e Isotta.

Una pianista affascinantissima nelle sue opere, che credo che non vengano suonate molto, oggi. Vi consiglio caldamente questo link su YouTube, se volete avere un’idea, ben selezionata, della sua musica. Purtroppo, di filmografia c’è veramente ben poco e a mio avviso, non così meritevole di essere visto – soprattutto il bruttissimo “Geliebte Clara”. Posso sempre consigliarvi un bel libro, romanzato, ma godibile, anche se non sempre scorrevole, nella lettura: “Struggimento” di J.D. Landis, anche se sinceramente, il finale proprio tragico da film-polpettone poteva risparmiarselo.

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Montepulciano, dalla Bcc 4 milioni contro la crisi

A seguito di una delibera del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo è stata predisposta la creazione di un fondo per 4 milioni di euro destinato a finanziare…

A seguito di una delibera del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo è stata predisposta la creazione di un fondo per 4 milioni di euro destinato a finanziare ristrutturazioni, sviluppo o anche il mantenimento di attività da parte di strutture ricettive, commercianti, artigiani del territorio.

Questo progetto, nato da una proposta del Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, è frutto da una attenta analisi degli effetti negativi della crisi economica che colpiscono soprattutto aziende e famiglie.

L’iniziativa promossa dal Comune e dalla Bcc si concretizza in una doppia azione: da una parte, sostenere a livello economico e creditizio le attività recettive, commerciali  e artigianali, dall’altra parte contrastare la mancanza di lavoro.

Di propria iniziativa, la Banca ha deciso di deliberare un ulteriore stanziamento di 10 mila euro, che va a finanziare il Fondo di solidarietà, creato dal comune con lo scopo di promuovere i reinserimenti nel mercato del lavoro di chi, per colpa della crisi economica, è rimasto disoccupato e sprovvisto di ammortizzatori sociali.

Sono calcolati in due anni, i tempi di realizzazione della nuova sede della Bcc, iniziati nei primi mesi del 2013. Il costo dell’intera opera è di quasi 9 milioni euro, finanziato in parte anche da aziende e imprese di fornitura della banca stessa, con ricadute positive dal punto di vista economico su tutto il territorio.

«Le nostre aziende, i nostri operatori hanno soprattutto bisogno di segnali di attenzione che si traducano in fiducia e coraggio – afferma il sindaco di Montepulciano Andrea Rossi -. È per questo che, parlando con il presidente della banca locale Eros Nappini e con il direttore generale Beniamino Barbi, abbiamo pensato ad una forma di finanziamento che possa sostenere e rilanciare l’economia locale, rendendo più facile l’accesso al credito». Per quanto riguarda il contributo al Fondo di solidarietà, commenta il primo cittadino, «la decisione della Bcc ci consente di raddoppiare, fin da ora, il tetto raggiunto nel 2012 quando a formare la somma contribuirono le associazioni, con la formula “1 euro in solidarietà”, basata sui pasti serviti in occasione di feste e sagre, e lo stesso Comune. L’anno scorso abbiamo effettuato circa venti reinserimenti a carattere sociale distribuendo cinquanta mensilità; la graduatoria di quest’anno comprende già 27 nominativi, il che ci fa comprendere quanto la situazione sia preoccupante. A ciascun idoneo sarà offerta la possibilità un inserimento per tre mesi percependo un piccolo contributo, 257 euro mensili, il massimo che ci è concesso dalle normative vigenti, che possono comunque rappresentare un aiuto per affrontare la spese più urgenti oltre che restituire dignità e offrire una possibilità di reinserimento in una attività lavorativa».

“Il progetto” dichiara il presidente della Bcc Eros Nappini, «è il frutto di un’intesa e di un collaborazione con il Comune ormai consolidate e naturalmente, in riferimento al plafond dei finanziamenti, si estende a tutto il territorio in cui è presente la banca con le sue filiali. Sappiamo che per mantenere il ritmo di un situazione economica difficile la liquidità è fondamentale: per questo abbiamo voluto dare un segnale di attenzione e vicinanza agli imprenditori. Registriamo con grande soddisfazione anche l’attenzione che ci è stata formulata dalle associazioni di categoria con le quali il confronto e la collaborazione sono vivaci proprio per allargare la conoscenza dell’iniziativa agli operatori che potranno usufruire dei finanziamenti. Per quanto riguarda il Fondo di solidarietà del Comune – sottolinea Nappini – troviamo che la formula adottata sia estremamente valida e per questo abbiamo deciso di dare un convinto contributo».

Il Comune e la Bcc hanno annunciato alla stampa in occasione della presentazione del progetto, che sarà organizzato un evento in cui saranno esposte dettagliatamente le modalità di accesso al credito a tutti i soggetti potenzialmente interessati.

Hanno partecipato alla presentazione: i rappresentanti dei Centro Commerciale Naturale, Cna Confcommercio, Confesercenti, del Consorzio turistico alberghiero e Associazione albergatori e della Strada del Vino Nobile di Montepulciano; presenti per l’amministrazione comunale anche il vicesindaco Luciano Garosi e l’assessore al Sociale Tiziana Terrosi.

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Città della Pieve: “Zaff! I giorni dell’afrodisiaco”

Da venerdì 7 a domenica 9 giugno Città della Pieve festeggia il suo prodotto di eccellenza: lo zafferano, e lo fa attraverso “Zaff! I giorni dell’afrodisiaco”. L’amministrazione comunale in collaborazione…

Da venerdì 7 a domenica 9 giugno Città della Pieve festeggia il suo prodotto di eccellenza: lo zafferano, e lo fa attraverso “Zaff! I giorni dell’afrodisiaco”.

L’amministrazione comunale in collaborazione con il Consorzio di promozione e tutela dello zafferano di Città della Pieve, insieme alle associazioni culturali e musicali, artisti e operatori commerciali e della ristorazione, allestirà una ricca e spettacolare manifestazione per festeggiare le innumerevoli proprietà di questa pianta della famiglia delle Iridaceae.

Numerose le iniziative in programma nel centro storico, dalla Rocca medievale alle sale di Palazzo della Corgna, un concentrato d’arte, di gusto e di armonia quello che è in scena  nella città del Perugino, dove la seduzione passa attraverso tutti i sensi.

A partire da venerdì 7 giugno, ogni giorno dalle 9.00 alle 24.00, degustazioni guidate attraverso la magia dei sapori di vini e distillati a Palazzo della Corgna; al piano nobile, nelle sale espositive, installazioni e scenografie, forme artistiche originali ed evocative sul tema del desiderio e della seduzione. In via Vittorio Veneto mostra mercato di prodotti “appassionanti”, dal cioccolato al caffè, dalle tisane ai profumatori per ambienti e, naturalmente, uno spazio sempre aperto dedicato al prodotto principe: il “Croco di Pietro Perugino” (lo zafferano di Città della Pieve in fili). Piazza Matteotti e il cortile della Rocca ospiteranno laboratori di cucina creativa, dal cake design alla preparazione di piatti a base di zafferano: deliziosi e afrodisiaci. Nel pomeriggio di venerdì e di sabato, lezioni di ballo a Palazzo della Corgna: olodanza, danze in cerchio.
Alle 17:00 di sabato 8 giugno, nella sala Sant’Agostino di Città della Pieve, si terrà una lezione sul tema “La carne, il sesso e il diavolo nella pittura” tenuta dal critico d’arte Vittorio Sgarbi.In Piazza Plebiscito, alle 22.00, musica di grande qualità ogni sera: venerdì 7 l’effetto full immersion dei Prograssik Trio; sabato 8 il “Re dello Swing” Emanuele Urso e il quintetto Swing di Roma.

Domenica 9 giugno ritmi samba e afrobrasiliani alle 17.00 e , alle 21.00, Sabor de Caribe con ritmi latino americani e zumba. Domenica alle 12.00, a Palazzo della Corgna, appuntamento con la passionalità della musica classica: concerto del M° Leonardo Locatelli “Il pianista virtuoso”. In via Roma laboratorio di creazione al tornio “La carezza avvolgente dell’argilla”. Tra le tante attrazioni del centro storico, gelato e menù afrodisiaci, ostriche e bollicine, e la rievocazione di un salotto del ‘900, con i suoi colori, profumi e sapori.In piazza Matteotti, è possibile partecipare al laboratorio di pittura, dove si dipinge con uno speciale infuso di zafferano, per “gustare” la spezia anche nell’arte.

Per chi vuole addentrarsi nell’alchimia della notte a Palazzo Orca, nella taverna del Borgo Dentro, a partire dal pomeriggio di venerdì, percorso psicosensoriale attraverso i sogni.

Una manifestazione questa, che non solo ha lo scopo di diffondere la cultura dello zafferano italiano, ma vuole valorizzare le piccole realtà territoriali.

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Bradley Cooper racconta la sua terza “notte da leoni”

“Ok ragazzi, niente panico, ho un piano”: i lupi sono tornati, per la terza e ultima volta. Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha)…

“Ok ragazzi, niente panico, ho un piano”: i lupi sono tornati, per la terza e ultima volta. Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha) are back, e da giovedì scorso sono nei cinema italiani con il terzo capitolo della saga Una notte da leoni.

Questa volta nessun matrimonio, nessun addio al celibato, nessuno sballo, nessun party dell’altro mondo: i ragazzi si sono calmati, e la parola d’ordine sembra essere “chiudere il cerchio”, anche se il regista Todd Phillips non riesce a chiudere la trilogia con il botto, come sperava. Forse perchè Bradley Cooper era a disposizione solo part-time, visto che lui, il botto è riuscito a farlo eccome?

Dopo il primo film, infatti, la giovane promessa di Hollywood considerato da molti il figlio adottivo di Robert De Niro (hanno infatti recitato insieme due volte, la prima in Limitless, la seconda ne Il lato positivo, in cui erano padre e figlio, ndr), nonché uno dei sex simbol più ambiti, si è riscattato, riuscendo a conquistare un tale successo che gli ha permesso di staccarsi da queste parti comiche per concentrarsi su altri progetti.

“Non credo che avrei mai potuto produrre Limitless e di certo la Weinstein Company non mi avrebbe affidato Il lato positivo (film per il quale ha ricevuto la sua prima nomination agli Oscar, ndr)” ha spiegato lo stesso attore, confessando che proprio per questo è grato a Phillips. “Farei tutto quello che Todd (Phillips, ndr) mi chiedesse di fare. Non solo perché io abbia un debito con lui, e ce l’ho, ma perché penso semplicemente che sia un grande autore”.

Cooper, infatti, è una persona che prende molto seriamente il suo lavoro, e sceglie di girare un film in base al regista e non al copione. “Perché se non hai un buon regista fai poca strada” ha dichiarato recentemente in un’intervista a Sky. Ed è proprio per questo che ha deciso di tornare alla saga che gli ha dato popolarità, insieme ai suoi compagni di (dis)avventure, tra battute azzeccate, risate assicurate ed una corsa contro il tempo che da Los Angeles condurrà il trio a Las Vegas, passando per il Messico.

“Il nostro obiettivo, come ci alzavamo al mattino, era sempre lo stesso: riuscire a farci ridere a vicenda. E’ anche per questo che ci siamo divertiti moltissimo insieme a girare questo film, e credo che questo sia uno degli aspetti più fondamentali per contribuire alla riuscita di un prodotto cinematografico” ha raccontato l’attore.

Il fatto poi che sia uscito in questo periodo di crisi, in cui non solo l’America ma il mondo intero è alle prese con problemi e situazioni tali da dover dichiarare lo stato d’emergenza (il caso più recente a Londra, dove un soldato è stato ucciso a colpi di machete, ndr), è stata un’ottima strategia di marketing, perché “il pubblico aveva davvero bisogno di una commedia del genere, ed era da un po’ di tempo che non se ne vedeva nessuna”.

Cooper ha poi sottolineato con grande entusiasmo il fatto di aver recitato ancora una volta con i colleghi di sempre, senza essersi mai stancato di loro. “Ci sono state delle pause tra un film e l’altro, quindi non abbiamo avuto modo di stancarci l’uno dell’altro. Io amo questi ragazzi sia professionalmente che personalmente. Ed è anche per questo che è stato facile fingere che Ed (Helms, ndr) e Zach (Galifianakis, ndr) fossero i miei migliori amici”.

Se una trilogia può finire, una vera amicizia dura per sempre.

una notte da leoni 3

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Sarteano: appuntamento con la storia

“Tra le due Romee. Storia, itinerari e cultura del pellegrinaggio in Val d’Orcia” è questo il titolo dell’incontro curato dal Centro studi romei e dai Comuni di Sarteano, Radicofani, San…

“Tra le due Romee. Storia, itinerari e cultura del pellegrinaggio in Val d’Orcia” è questo il titolo dell’incontro curato dal Centro studi romei e dai Comuni di Sarteano, Radicofani, San Quirico d’Orcia, e Pienza. Un’iniziativa culturale che riguarderà la viabilità e i pellegrinaggi dell’epoca medievale in Val d’Orcia, e che servirà ad approfondire il ruolo di cerniera che questo territorio ha avuto nel tempo, tra la via Francigena a ovest e la via Teutonica ad est.

Il convegno sarà ospitato il 7 e 8 giugno a Monticchiello, al Granaio, e all’abbazia di Spineto, nei pressi di Sarteano. L’abbazia di Spineto è nata proprio in quest’asse di congiunzione che collegava le due strade in Valdichiana. Questo sarà proprio uno degli aspetti che verranno analizzati insieme ad altri approfondimenti, con relatori specializzati che cercheranno di dare ampio raggio all’area di passaggio medievale.

Il 7 giugno l’appuntamento sarà a Monticchiello, al Granaio dalle 10.00 dove Renato Stopani interverrà sui due principali itinerari e Patrizia Turrini parlerà della Domus di Monticchiello, dai Teutonici ai Gerosolimitani. La mattinata sarà conclusa da Fabrizio Vanni continuerà sui simboli e i modelli raffigurativi in Val d’Orcia nel medioevo. Alla ripresa pomeridiana Marco Gamannossi interverrà sulla chiesa prepositurale dei santi Leonardo e Cristoforo e Giovanna Casali approfondirà il tema sul romitorio di Pienza. Le ultime due relazioni della giornata saranno quelle di Luciano Bassini su nebbie e fascinazioni di una terra di frontiera e di Gianni Bergamaschi su viabilità e culto dei santi.

Sabato 8 giugno, invece, l’incontro sarà alle 10.00 all’abbazia di Spineto con l’inaugurazione della mostra “La val d’Orcia nei disegni di Massimo Tosi”. Sarà di Donatella Ciampoli l’intervento sulla viabilità secondo il duecentesco Statutum Viarum del Comune di Siena e di Francesco Salvestrini il racconto sull’abbazia di Santa Trinita a Spineta e l’Ordine Vallombrosano tra XII e XVII secolo. Maria Mangiavacchi parlerà delle testimonianze artistiche del pellegrinaggio. Un tema tutto da approfondire quello sul quale si soffermerà Enrico Gori, alle origini di un appellativo infamante, cioè quello di Castillione Latronorum, se ne saprà di più, così, dell’origine del nome di Castiglioncello del Trinoro.

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Episodio #4 – Al di qua del fosso

 < episodio 3   episodio 5> Al di qua del fosso – Episodio n.4 Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano. Mentre…

fosso

 < episodio 3   episodio 5>

Al di qua del fosso – Episodio n.4

Sophie è una ragazza ticinese che si trasferisce a Montepulciano con suo padre per motivi che non ci interessano.
Mentre la ragazza cerca di instaurare nuove amicizie, si accorge che nel paesello si verifica un numero esoso di eventi improbabili, e che c’è qualcuno che trama nell’oscurità.

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Disclaimer: ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale

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La rockstar cinese Cui Jian a Sarteano

Cui Jian è uno dei più famosi musicisti rock cinesi: nato a Pechino nel 1961, è considerato il pioniere della musica rock in Cina, dove è conosciuto anche con il…

Cui Jian è uno dei più famosi musicisti rock cinesi: nato a Pechino nel 1961, è considerato il pioniere della musica rock in Cina, dove è conosciuto anche con il soprannome di “Vecchio Cui”. La fama internazionale per Cui Jian è avvenuta durante le proteste di piazza Tienanmen del 1989, in cui la canzone “Nothing to My Name” divenne un inno degli studenti manifestanti. Durante il suo tour del 1990, inoltre, Cui Jian iniziò ad esibirsi sul palco con una benda rossa sugli occhi mentre cantava il suo inno politico, “A Piece of Red Cloth”: una provocazione che spinse il governo cinese a cancellare il resto del tour, ma che aumentò il successo internazionale della rockstar.

Cui Jian ha visitato la Valdichiana proprio in questi giorni, per le riprese di un film-documentario che lo vede alla scoperta dell’Italia a bordo di una Maserati. Assieme al “Vecchio Cui” viaggiava anche Howard Bernstein, produttore dei più famosi artisti internazionali, che ha collaborato con Björk, U2, Robbie Robertson, Elisa e Tricky.

Dopo la tappa di Firenze, la rockstar cinese e il produttore sono arrivati a Sarteano, alla ricerca di un autentico borgo toscano. Dopo aver girato alcune scene nel Teatro degli Arrischianti, Cui Jian si è esibito con la tromba e ha ripreso le immagini della tomba della quadriga infernale. La contrada di Sant’Andrea ha aiutato il Comune nell’ospitalità ai due artisti e alla troupe, invitandoli alla sagra popolare che si è tenuta nel borgo di Castiglioncello del Trinoro. In tale occasione Cui Jian si è esibito assieme alla band locale dei Malahora, suonando alcuni pezzi rock dei rispettivi repertori.

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Girogustando: Toscana e Piemonte a confronto

Tutto pronto per la dodicesima tappa di Girogustando, dove si confronteranno la Fassona versus Chianina, il Nebbiolo ‘contro’ Sangiovese. Giovedì 6 giugno la rassegna dei cuochi d’Italia torna a caccia…

Tutto pronto per la dodicesima tappa di Girogustando, dove si confronteranno la Fassona versus Chianina, il Nebbiolo ‘contro’ Sangiovese. Giovedì 6 giugno la rassegna dei cuochi d’Italia torna a caccia delle suggestioni del tramonto sul lago di Chiusi, dove , il ristorante Pesce d’oro ospiterà un ristorante culturale di Torino: Torlo Vini, Enoteca con cucina locale suddiviso in 4 aree territoriali (Piemonte, Toscana, Nord e Centro-Sud) dove trovano spesso spazio proposte di approfondimento legate a cibi e vini. A guidarla, Cosimo e Marta Torlo: sarà quest’ultima, in particolare, ad incrociare le pentole nella cucina del Pesce d’oro con la ‘resident chef’ Gianna Fanfano.

L’obiettivo condiviso sarà prestigioso: le eccellenze dei rispettivi territori a confronto dall’inizio alla fine del menu. La Fassona e la Chianina, in primo luogo, due delle tipologie-simbolo di carni bovine italiane, che saranno alternate nel caratterizzare gli antipasti (battuta di fassona e roastbeef), i primi (tagliolini al ragout bianco di chianina) ed i secondi piatti (croccante di fassona). E poi il Sangiovese e il Nebbiolo, vitigni-principe del territorio italiano, che i sommelier AIS alterneranno nei calici in abbinamento alle pietanze. In linea con lo spirito di confronto che anima Girogustando, e con la volontà di valorizzazione delle espressioni locali che ispira Vetrina Toscana (che patrocina la manifestazione), il pubblico del Pesce d’oro potrà apprezzare anche la componente artistica che caratterizzerà in sala la serata.

Dopo il successo della serata 2012, il sottofondo musicale di Girogustando a Chiusi sarà ancora affidato ai Corde vocali (Stefano Imbroglini al basso e contrabbasso, Alice Spadea alla voce) per l’occasione affiancati dallo special guest Luca Severini nell’interpretazione di brani soul ed evergreen italiani. Contemporaneamente Vita di Benedetto, nota pittrice senese, sarà impegnata nel live painting dei Girologi, mentre i commensali potranno apprezzare parte delle sue opere esposte sul posto.

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Breve storia della Valdichiana – Terza Parte

Terzo appuntamento con la rubrica dedicata alla storia della Valdichiana attraverso un racconto in più parti alla scoperta delle radici del nostro territorio. Se vi siete persi le prime parti, rinfrescatevi…

Terzo appuntamento con la rubrica dedicata alla storia della Valdichiana attraverso un racconto in più parti alla scoperta delle radici del nostro territorio. Se vi siete persi le prime parti, rinfrescatevi la memoria prima di proseguire con la lettura!

Valdichiana – La Bonifica

Altri interventi di scavo del Canale Maestro furono eseguiti tra l’Arno e i Ponti di Arezzo sino agli inizi dell’Età moderna ma rimanevano ancora sommersi dalle acque della palude circa settemila ettari da Pieve al Toppo a Carnaiola di Fabro.

Nei primi decenni del 1500, la famiglia Medici di Firenze riuscì ad eleggere al soglio pontificio due Papi e alcuni Cardinali intraprendendo una operazione imprenditoriale di bonifica idraulica della Valle che spaziava sia sui territori Umbri sia su quelli Toscani ed in più nel 1557 con la caduta della Repubblica di Siena riuscì a riunire tutto il territorio Toscano sotto il Granducato Mediceo.

Ristabilito poi il governo del territorio a livello regionale, i Medici, illustri promotori rinascimentali, conferirono agli scienziati del tempo, primo fra tutti Leonardo da Vinci , lo studio della bonifica della Valdichiana; dal 1525 in poi, stipularono un contratto di migliorìa fondiaria con tutte le comunità della valle interessate dall’impaludamento dei loro territori, portata susseguentemente a compimento dai Granduchi Lorenesi, dove si diceva che per ogni staiora di terreno bonificato la comunità avrebbe ricevuto annualmente uno staio di grano mentre i terreni passavano in proprietà della Famiglia Fiorentina.
La scelta progettuale adottata fu quella di invertire la pendenza delle valle da Chiusi verso Arezzo rialzando il terreno con la tecnica della “bonifica per colmata” conducendo così le sue acque nel fiume Arno.
Da Città della Pieve a Fabro, trattandosi di territorio dello Stato Pontificio, della bonifica per colmata se ne occuparono i Pontefici Romani che si succedettero i quali continuarono a condurre le acque al fiume Tevere.

Sul finire del 1500, l’alluvione del 24 dicembre 1598 su Roma contemporaneamente all’avvento del Pontefice Clemente VIII dissidente con la Famiglia Medici, trasformarono le operazioni di bonifica sul territorio a confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana in una vera e propria “guerra delle acque”. Furono rialzati e potenziati: l’argine-diga del Muro Grosso, realizzato il Bastione di Clemente VIII tra Poggio Cavalieri e le colline di Cetona e dell’argine diga con cateratte del Buterone connesso tra Poggio dei Cavalieri e le colline di Città della Pieve. La Valle subì di nuovo un desolante ed esteso impaludamento vanificando tutto quello che era stato fatto in 50 anni.

Su richiesta delle popolazioni della Valle, le Corti dei due Stati iniziarono a dialogare: dal 1600 al 1780 stipularono quattro concordati ove si articolarono le modalità tecniche del come e dove condurre fiumi e torrenti dei territori di confine appartenenti alle comunità di Cetona, Chiusi, Città della Pieve e Castiglione del Lago.

Con il concordato del 1780, firmato dal granduca Pietro Leopoldo e dal Papa Pio VI, fu definitivamente stabilita la realizzazione tra Chiusi e Moiano di Città della Pieve dell’Argine di Separazione delle due valli dando così origine, come lo sono attualmente, alla Valdichiana Toscana e alla Valdichiana Romana oggi Umbra.

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