Si pronunciano nello stesso modo, ma non vogliono dire la stessa cosa.

La normalità: carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, con riferimento sia al modo di vivere, di agire, o allo stato di salute fisica o psichica, di un individuo, sia a manifestazioni e avvenimenti del mondo fisico, sia a situazioni più generali.

L’anormalità: stato, condizione di ciò che è anormale: anormalità di una situazione, di un comportamento, di un fenomeno, di una manifestazione; anormalità psichica. In senso concreto, la cosa stessa che esce dalla normalità o che è irregolare: riscontrare molte anormalità nell’amministrazione.

Nella vita si danno per scontate tante, molte e forse troppe cose. Si danno per scontate le cose che abbiamo, le cose che facciamo e addirittura le persone. Senza parlare poi dei valori, dei sentimenti e degli affetti. Prendiamo ad esempio l’amore: l’amore è il sentimento più bello e più normale che si possa provare; troppo spesso però, negli ultimi anni soprattutto, quello che in amore dovrebbe essere normale diventa tragicamente anormale. E titoli come questi ‘Uccisa per il troppo amore’, ‘L’ho uccisa per amore’, non fanno altro che sottolineare che di normale c’è poco o niente e che non possiamo dare per scontato, o giustificarli, comportamenti o parole di queste genere

È questo il concetto che l’associazione culturale ‘ArtedaParte’ porta in scena con lo spettacolo ‘No Normal’ in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Questo progetto nasce nel 2017 in collaborazione con il laboratorio teatrale di espressione emozionale, mettendo in scena prima ‘Ab-Normal’ e poi ‘Very Abnormal People’. L’iniziativa suscitò  molto interesse fino ad arrivare , quest’anno, a una collaborazione attiva che unisce varie realtà artistiche presenti nel territorio della Valdichiana, con l’intento di scuotere le coscienze verso un tema, quello della violenza sulle donne, che ormai sta dilagando anche nel nostro territorio.

Attraverso l’interpretazione scenica di giovani attori, attori professionisti e attori amatoriali, la regista ha cercato di indagare sulla realtà che esiste oltre quell’amore ‘normale’ ma che in realtà non lo è: ‘No Normal’ è un modo per dire ‘Non è normale’ mostrando persone ‘normali’ in un’altalena di situazioni di vittime e carnefici, per far riflettere e discutere.

Tramite schemi emotivi e caratterizzazione emotiva, i personaggi sul palco reinterpreteranno i testi del libro di Serena Dandini ‘Ferite a morte’ e i casi di violenza saliti agli onori di cronaca per la loro crudeltà e spietatezza. In maniera emotiva e toccante, gli interpreti faranno emergere il normale che diventa anormale in una vita apparentemente felice.

L’adattamento scenico dello spettacolo è affidato a Emanuela Castiglionesi, per la direzione scenica di Ira Moering. ‘No Normal’, oltre a monologhi e testimonianze, avrà anche un accompagnamento musicale affidato a Niccolò Falciani e Joao Pedro Savino, il tutto con l’obiettivo di allontanare della coscienza umana ogni tipo di violenza e prendere le distanze dall’anormale brutalità che invece per l’essere umano può sempre normale.  Lo spettacolo vede la partecipazione di Chiara Protasi, Stefano Bernardini,  M. Paola Bernardini, Luca, Fabio e Aurora Amirante, M. Luisa De Curtis, Emma Bali, Damiano Belardi, Alessandra Guattari, Lara Frosoni, Federico Vulpetti, Samuele Peruzzi, Stefano Boffa, Luisa Noli, M. Cristina Neri, Giacomo Maggi, Emanuela Castiglionesi e, in una coreografia di Cristina Peruzzi, Lucrezia Cozzi e Francesco Esposito.

La regista ha lavorato sugli attori dal punto di vista emotivo, spogliandoli delle loro caratteristiche per farli entrare in situazioni lontane dal loro modo di essere e distaccandoli dalle loro reazioni, fare della loro anormalità la normalità.

‘Andando ad interpretare brani di Mia Martini, ho trovato difficoltà dal punto di vista tecnico, io sono cantante lirica mentre Mia Martini è una cantante moderna. Dal punto di vista interpretativo, invece, il messaggio è forte perché il brano che interpreto parla di donne in balia del potere maschile e infatti il messaggio che vogliamo lanciare con questo spettacolo è quello di prendere le distanze da ogni tipo di violenza. Con questo spettacolo abbiamo voluto portare in scena fatti di forti e crudi proprio perché lo spettatore non si deve riconoscere in quello che vede e dunque prenderne le distanze e attivarsi perché fatti di violenza non avvengano più’ è il commento di Chiara Protasi, una delle interpreti.

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 22 novembre alle 21:30 al Teatro dei Concordi di Acquaviva di Montepulciano e sabato 23 novembre alle ore 21:30 al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena. L’iniziativa è organizzata con il patrocinio dell’Unione Comuni Valdichiana Senese, il Centro Pari Opportunità, il Comune di Montepulciano e il Comune di Torrita di Siena ed in collaborazione con il Laboratorio Teatrale di Espressione Emozionale, il Gruppo Teatrale F.U.C. (Formare Una Compagnia), la Petite Ecole di C. Peruzzi (Scuola di Danza), il CTA “Il Borgo” Torrita di Siena, la Pro Loco Torrita di Siena e l’Associazione “Amica Donna” (Ascolto e Accoglienza Vittime).

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