Cominciamo oggi un percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. In concomitanza con la mostra dedicata a questa storica via in programma ad Asciano fino alla prossima settimana, Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana.

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Prima parte)

Una tavola rotonda tenutasi a Valiano dal Centro Culturale “Gens Valia” sul tema “La Via Lauretana dalle Crete Senesi alla Val di Chiana Senese-Aretina”, un antico itinerario di artisti, pellegrini e mercanti dalla Via Francigena a Siena alla Via dell’Alpe di Serra presso Camucia di Cortona, ha riacceso l’interesse degli studiosi su questa storica via regia.

Una strada molto transitata nei secoli XV, XVI e XVII che da Porta Pispini a Siena, si staccava dalla Via Francigena per giungere fino a Camucia, ai piedi di Cortona, poi l’antico percorso lauretano si dirigeva sulla sponda orientale del Lago Trasimeno, attraversava Passignano, lambiva Perugia e proseguiva sino a Foligno. Da questa città, si dirigeva verso gli Appennini umbro-marchigiani, valicandoli all’altezza del Passo di Colfiorito per giungere, attraverso varie località, a Loreto dove, secondo la tradizione, nel 1294 si adagiò, portata dagli angeli, su un colle di lauri, vicino al mare, la piccola casa di Nazareth dove era avvenuto l’Annuncio dell’Angelo a Maria e dove Gesù aveva vissuto fino al suo magistero pubblico.

A differenza della vicina via Francigena che ha continuato ad essere percorsa anche nei tempi moderni da chi si recava a Roma, la Lauretana senese-aretina, percorso essenzialmente devozionale, ha perso nei secoli viandanti e pellegrini di lungo percorso, che hanno scelto nuove strade per raggiungere la meta. La strada è stata quindi dimenticata e sostituita da altri tracciati più comodi: difficilmente chi la percorre oggi ne ricollega il nome all’antico pellegrinaggio verso Loreto.

Alcuni ricercatori si sono concentrati nello studio delle presenze artistiche ed architettoniche disseminate lungo l’antico percorso della via Lauretana ed in particolare Divo Savelli ha richiamato l’attenzione su di un affresco, probabilmente dell’anno 1500, che si trova in una vetusta chiesa d’impianto romanico ad Asciano, lungo la vecchia Lauretana appena fuori del borgo. Un’opera di pregevole qualità e di non modesto rilievo artistico, che lo studioso riferisce per aspetti stilistici e iconografici proprio ad una delle tante decorazioni devozionali che si trovano lungo il percorso di pellegrinaggio.

In virtù di una scritta graffita sull’affresco, oltrechè dell’esame oggettivo della figura, Savelli ha poi sostenuto che il dipinto fosse stato eseguito dal sommo Raffaello proprio in occasione del grande Giubileo di Mezzo Millennio. Per avvalorare questa ipotesi occorreva accertare che veramente il termine di Via Lauretana  si riferisse proprio al cammino dei pellegrini verso Loreto. Occorreva quindi trovare dei segni, delle testimonianze che confermassero questa sua, oggi dimenticata, ma un tempo importante funzione. I toponimi di spedale, taverna, osteria, le fonti e i ruderi di antichi abbeveratoi per i cavalli che si susseguono ancora  lungo la via Lauretana e, poi, vistosi tabernacoli, cappelle viarie, grandi croci ai bivi delle strade, offrono importanti e suggestivi indizi. Ovviamente, la testimonianza più attendibile che è stata trovata è quella data dalle numerose immagini di devozione al culto mariano, spesso con specifici riferimenti alla Madonna di Loreto,  presenti nelle chiese lungo la strada o nelle sue vicinanze, sia nelle Crete senesi che in Valdichiana.

via lauretana siena

A Siena, sulla facciata della stessa porta Pispini, dove ha origine la Via Lauretana, Sodoma aveva affrescato una natività, oggi in gran parte perduta, ma immagine per eccellenza del culto mariano e testimonianza evidente dell’antico amore dei Senesi per la loro celeste protettrice. Successivamente la Lauretana incrociava la Scialenga in prossimità di Monselvoli, dove un antico documento riferiva della presenza di un ospedale per pellegrini e viandanti e, proseguendo verso oriente, lambiva i sacelli di San Florenzio a Vescona e di San Giovanni alla Pievina. Superato con un ponte il fiume Ombrone la strada raggiungeva Asciano, dove trovava ben due chiese con importanti riferimenti al culto mariano: la cappella stradale di S. Sebastiano in Camparboli, nella cui abside troviamo uno straordinario affresco con la Madonna Assunta di Benvenuto di Giovanni e di Girolamo di Benevenuto e la chiesa romanica dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano. È questa la struttura religiosa, già annessa ad un ospedale dei Gesuati, nella quale Savelli ha ipotizzato l’intervento pittorico del giovane Raffaello.

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