La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: via lauretana

Due itinerari per scoprire la Via Lauretana, tra Sinalunga, Torrita di Siena e Montepulciano

Nel 2016, guardando un’esposizione di documenti e pubblicazioni riguardanti la Via Lauretana allestita nella Chiesa di Santa Croce a Torrita, rimasi folgorato da un disegno seicentesco raffigurante un pellegrino alle…

Nel 2016, guardando un’esposizione di documenti e pubblicazioni riguardanti la Via Lauretana allestita nella Chiesa di Santa Croce a Torrita, rimasi folgorato da un disegno seicentesco raffigurante un pellegrino alle porte del Santuario di Loreto. Chiunque sia nato e cresciuto in Valdichiana ha sempre sentito parlare della Via Lauretana, ma pochi conoscono le origini e il significato di quel nome o hanno idea di dove portasse quella strada lunga 300km.

Da lì partì il bizzarro progetto di portare le persone a percorrere quell’antica via. A nostro avviso, la Lauretana meritava ben più che rimanere rinchiusa nei salotti di storici dell’arte e ricercatori. Pochi immaginavano che il percorso potesse essere ancora oggi vivo e attuale, così come la fede e la voglia di avventura di chi sceglieva di percorrerlo.

Siamo partiti da Torrita in tre e siamo arrivati a Loreto in tanti, sotto i riflettori dell’opinione pubblica e con la consapevolezza di aver riportato l’attenzione su questo cammino antico, tra i più importanti per i cattolici dalla fine del tredicesimo secolo ad oggi.

Da allora abbiamo accompagnato diverse centinaia di persone sul tratto che da Siena porta fino a Valiano, stimolando diverse associazioni a fare altrettanto. È stato con grande soddisfazione che abbiamo accolto la novità che la Via Lauretana (nella tratta Siena-Loreto) sia stata inclusa nel progetto del MIBACT per sviluppare, riscoprire e valorizzare i tanti itinerari spirituali e storici d’Italia. Grazie a questa delibera del ministero, entro il 2019 il percorso della Lauretana sarà messo in sicurezza e contrassegnato dalla cartellonistica della Regione Toscana nei comuni di Siena, Asciano, Rapolano, Sinalunga, Torrita, Montepulciano e Cortona.

Sabato 17 e Domenica 18 Novembre, la Pro Loco di Torrita di Siena (per la quale ricopro il ruolo di coordinatore della commissione Via Lauretana) ha organizzato due giorni di cammini sul tratto di Lauretana che dalla Pieve di Sinalunga porta alla Maestà del Ponte a Montepulciano stazione, passando per Torrita di Siena. Andiamo a vedere assieme i percorsi nel dettaglio:

Sabato 17 novembre l’itinerario partirà da Sinalunga alle ore 13:30 e proseguirà per circa 10km con un dislivello di 100mt in salita fino a Torrita di Siena, per una durata complessiva di circa tre ore. L’arrivo è infatti previsto per l’imbrunire.

Dopo il ritrovo nel piazzale della stazione ferroviaria, raggiungeremo a piedi la Pieve di S.Pietro ad Mensulas, la prima tappa del percorso. Di origine antichissima, la Pieve sorge nei pressi di una mansio romana sulla Cassia Adrianea che, come la Statio Manliana di Torrita, fungeva da stazione di posta ed era molto attiva in epoca imperiale. Qui, Don Claudio, parroco della Pieve, accoglierà i pellegrini per la benedizione del cammino.

Dopodiché proseguiremo attraverso diverticoli interni che ci porteranno fino alla zona Santarello e subito dopo a La Fratta, tappa fondamentale della Lauretana. Secondo la tradizione questo fu il Castello natale del famoso brigante Ghino di Tacco, che divenne poi un’importante fattoria fortificata tutt’ora in attività. Qui si alleva la razza Chianina e ha sede la Cappella di S.Michele, una chiesetta cinquecentesca al cui interno è custodito un importante affresco di Antonio Bazzi detto Il Sodoma.

Il percorso continuerà in direzione Petriolo, nella zona collinare che cinge Torrita a nord. Da qui potremo godere di un bellissimo e ampio scorcio sulla Valdichiana. Proseguendo, giungeremo poi al colle di Poggio Manliano, sede del cimitero di Torrita, primo insediamento urbano certificato sul territorio torritese di epoca romana che portava il nome di Ascanellum, dove sorse anche la prima Pieve della parrocchia: la Madonna delle Nevi. Da questa posizione di favore potremo ammirare la classica vista da cartolina di Torrita di Siena, adagiata sul colle con le sue mura, le sue torri e lo spiccato colore rosso dei suoi laterizi. Pochi minuti ci separeranno dall’entrare trionfalmente nel centro storico di Torrita.

Domenica 18 novembre partiremo alle 9:00 dalla stazione di Torrita di Siena per arrivare alla Maestà del Ponte di Montepulciano all’ora di pranzo; il rientro avverrà nel pomeriggio a Torrita di Siena su un percorso ad anello lungo circa 18km e con 100mt di dislivello.

I volontari della Pro Loco, ormai fini conoscitori dell’itinerario, accompagneranno i partecipanti in questa camminata che risveglierà i sensi sulle bellezze naturalistiche e paesaggistiche dei territori attraversati, con storie e racconti inerenti la Via Lauretana, a detti di molti uno dei Cammini più belli d’Italia.

Partendo dalla stazione ferroviaria di Torrita cammineremo in direzione sud-est verso il Greppo, la zona di confine tra i comuni di Torrita e Montepulciano. Attraverso la sterminata pianura della Chiana raggiungeremo la Fila, una fattoria di epoca Leopoldina composta da molti poderi in perfetto stile Lorena/Asburgico. Tra essi spicca la struttura del Torrione, l’antica torre fatta costruire dal futuro imperatore austriaco per controllare l’esecuzione dei lavori di bonifica nella vallata.

Da lì raggiungeremo la Maestà del Ponte, chiesa seicentesca nei pressi di Montepulciano Stazione, costruita ai piedi dell’antico ponte che conduceva fino a Valiano e che conserva moltissimi riferimenti Lauretani. In questa sede, l’accoglienza degli amici dell’Asd Maestà del Ponte ci ospiterà per il pranzo al sacco prima di completare l’anello di rientro fino a Torrita, che percorreremo su un sentiero leggermente diverso da quello di andata per scoprire altri scorci tra Stazione, Abbadia e Torrita Scalo.

Per partecipare alle camminate puoi contattarmi, attraverso il sito o la pagina facebook, oppure contattare la Pro Loco di Torrita di Siena.

Articolo a cura di Manuele De Bellis – Guida Ambientale Escursionistica


Per approfondire:
La Via Lauretana – Prima parte
La Via Lauretana – Seconda parte
La Via Lauretana – Terza parte

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La Via Lauretana – Terza parte

Bentornati alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Dopo la Prima parte e la Seconda parte, Franco Boschi ci racconta la terza e ultima parte di questo…

Bentornati alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Dopo la Prima parte e la Seconda parte, Franco Boschi ci racconta la terza e ultima parte di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana!

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Terza parte)

Ripreso il cammino sulla Lauretana, dopo circa tre chilometri su di una collina a destra si ammirano il Borgo storico dei Palazzi e le cinquecentesche ville signorili del Vescovo Vagnucci e del Cardinale Silvio Passerini, vicario in Toscana del Papa Clemente VII; più avanti, oltrepassato il confine provinciale Senese-Aretino, ci si immerge nel territorio dell’antica lucumonìa della Tabula Cortonensis e si attraversano i borghi di Centoia e di San Lorenzo, per poi raggiungere, a Camucia, l’innesto con l’antica Via dell’Alpe di Serra – oggi la S.P. 71 Umbro-Casentinese. Da qui il percorso della Lauretana prosegue verso l’Umbria e le Marche, fino a Loreto, dove la Santa Casa, oggi posta all’interno di una grande basilica cinquecentesca, annuncia il termine del viaggio.

E’ stata scoperta, da chi scrive questa nota, un’altra curiosità storico-territoriale del percorso della Via Lauretana e delle cause che avevano determinato l’ attraversamento della Chiana sullo storico Ponte di Valiano. Comunemente, infatti, le vie regie o le vie di pellegrinaggio puntavano al lontano luogo di arrivo seguendo itinerari rettilinei, compatibilmente con la conformazione del terreno; ma la via Lauretana, nella sezione senese-aretina, anziché seguire l’attuale tracciato del raccordo autostradale Siena-Perugia, allungava e non di poco il suo percorso verso Sud, perchè?

Questo il motivo. La Valdichiana era stata allagata dal 1055 dagli Orvietani con la realizzazione del noto Muro Grosso di Carnaiola, presso Fabro, e come dimostra il disegno di Leonardo da Vinci del 1503, il ponte più vicino all’itinerario lauretano era quello di Valiano, che, come detto, univa la terraferma attraversando la palude con un tavolato su palafitte dalla località Maestà del Ponte al piede della collina di Valiano. Gli unici altri ponti si trovavano molto più distanti, presso Arezzo e alle Torri chiusine di Beccati questo e Beccati quest’altro.

Da notare che la Via Lauretana era l’unica strada che conduceva da Perugia a Siena e fa piacere pensare che anche i pittori umbri, Perugino, Pinturicchio e lo stesso Raffaello, quando si recavano a Siena, seguissero il percorso Lauretano. Riguardo al sommo Raffaello, sappiamo che debuttò, diciassettenne, a Città di Castello, in occasione del Giubileo del 1500; occasione, come tutti gli Anni Santi, di grandi fioriture artistiche, con un’ immagine strettamente lauretana: l’Incoronazione di San Nicola da Tolentino, eseguita per l’altare dei Baronci nella locale chiesa di Sant’Agostino. San Nicola da Tolentino è il Santo che, dal suo convento di Recanati, avrebbe visto la Santa Casa scendere, sorretta dagli angeli, sul colle di Loreto. Raffaello si sarebbe poi recato a Siena, in questa sua missione decorativa al seguito del suo maestro Pinturicchio, lasciando probabili tracce del suo passaggio in più località.

cortona_via_lauretana

L’attività di Raffaello, il pittore delle Madonne, inedito pittore lauretano, sarebbe continuata più tardi a Firenze con la Madonna del cardellino, dipinto in cui, sulla destra, l’edificio a pianta centrale che svetta su una collina potrebbe ricordare il Santuario di Loreto. La tavola fu eseguita per le nozze di Lorenzo (Laurentius) Nasi, il mercante fiorentino che aveva una cappella nella chiesa di Santa Lucia dei Magnoli, contigua al suo palazzo di Via de’ Bardi, cappella che fin dal ‘600 risulta dedicata alla Madonna di Loreto e che addirittura riproduce le dimensioni della Santa Casa.

Il percorso lauretano di Raffaello sarebbe infine terminato a Roma, in Santa Maria del Popolo, la prima chiesa che i pellegrini provenienti da Loreto trovavano entrando in città, dove ristrutturò per il banchiere senese Agostino Chigi la Cappella di Loreto, che il cardinal Girolamo Basso della Rovere, protettore della Santa Casa, aveva fatto costruire a fine ‘400, e per la quale dipinse una Madonna di Loreto, ora a Chantilly, che ne ha adornato a lungo l’altare.

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Alla scoperta del castello di Valiano

Noi che viviamo nei paesi disseminati per la Valdichiana, a volte, non sappiamo con precisione le origini di ciò che ci circonda. Eppure, le campagne e le pietre dei nostri…

Noi che viviamo nei paesi disseminati per la Valdichiana, a volte, non sappiamo con precisione le origini di ciò che ci circonda. Eppure, le campagne e le pietre dei nostri centri storici sono intrise di vicende storiche importanti, degne di essere raccontate e tramandate.

Un esempio perfetto è Valiano, borgo di trecento anime circa, che costituisce una delle frazioni del comune di Montepulciano. Valiano è stato un antico castello feudale di fondamentale importanza come avamposto militare fin dal XIII secolo. Anche se adesso è una piccola frazione, il suo passato è stato fondamentale per il nostro territorio.

Il castello di Valiano sorge su una collina che domina la Valdichiana senese e la Valdichiana aretina. Le sue origini possono essere fatte risalire addirittura all’epoca etrusco-romana, per via delle tombe rinvenute a Palazzo Vecchio. Le prime notizie dell’utilizzo militare del castello di Valiano risalgono invece al XIII secolo, grazie al Comune di Perugia, che cercava degli avamposti in posizione strategica all’interno del territorio di Cortona. Il castello di Valiano, che in alcuni documenti è indicato anche come “Valiana”, era inizialmente affidato ai Marchesi del Colle, per poi diventare feudo dei poliziani Del Pecora. Il castello di Valiano costituiva un importante avamposto nei territori paludosi della Valdichiana, costituendo un punto di passaggio obbligato per le truppe; inoltre, grazie a un sistema di torri comunicanti, permetteva segnalazioni diurne con specchi riflettenti assieme ai castelli di Montalera e di Montegualandro, per tutto il territorio che si apriva dal Lago Trasimeno al Monte Cetona e al Monte Amiata.

valiano

L’importanza del castello di Valiano, quindi, era dovuta principalmente alla sua posizione strategica tra i comuni della Toscana e dell’Umbria, lo Stato Pontificio e il successivo Granducato di Toscana. All’interno del castello era presente una posta, ovvero una stazione intermedia, tipica delle ville medievali, che servivano a controllare il traffico delle merci tra le città più lontane e aiutare le attività dei corrieri a cavallo, oltre a permettere la riscossione dei dazi doganali. La posta di Valiano aveva autorità anche sulle merci che transitavano sul porticciolo della Chiana, presso il Lago di Montepulciano e il Chiaro di Chiusi.

Il castello di Valiano passò sotto Firenze nel 1502, mantenendo però la sua condizione di comune libero, finché il Granduca Leopoldo di Toscana non decise di unirlo definitivamente al comune di Montepulciano nel 1774. Grazie alle opere di bonifica della palude, l’agricoltura della zona ebbe un grande sviluppo e la conseguente crescita di popolazione portò alla fondazione di una grande fiera per il giorno del 10 agosto 1782. Tale fiera divenne sempre più importante nel territorio, anche in virtù della presenza dei buoi di razza Chianina; tuttora la tradizionale fiera di San Lorenzo continua a svolgersi all’interno di Valiano, dopo più di due secoli, a dimostrazione dell’importanza del passato nella costruzione della nostra identità.

Dell’antico castello di Valiano, oggi, si può ancora osservare una delle torri e il cassero con il campanile. Il centro storico mantiene la struttura medievale, con le vie strette all’interno delle mura e la posta sulla Via Lauretana. È presente anche l’antica Pieve di San Lorenzo, restaurata nel 1804, con un crocefisso del XVI secolo, e il palazzo dei Del Pecora che domina la piazza cittadina.

A Valiano il passato è ricordato con orgoglio: dalle pendici del colle ti immagini arrivare, ancora oggi, i mercanti a cavallo diretti alla posta.

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La Via Lauretana – Seconda parte

Ecco a voi la seconda parte del percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che…

Ecco a voi la seconda parte del percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana: se vi siete persi la prima parte, correte a leggerla prima di proseguire!

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Seconda parte)

Lasciata Asciano, la Lauretana proseguiva verso Sinalunga affrontando la collina del Lecceto, alle cui falde i pellegrini potevano avvalersi della importante stazione termale di Montalceto e seguendo poi un percorso segnato da alcuni cippi miliari – tutt’oggi visibili – che indicavano la distanza dalla colonna granducale di Arbia.

In Valdichiana, la Via Lauretana non poteva rivolgersi direttamente verso Cortona a causa dell’area paludosa che impediva il passaggio a uomini ed animali, dovendo, pertanto, costeggiare la pianura tra Sinalunga e Torrita, che raggiungeva in prossimità di Rigaiolo. Il piccolo borgo, situato non lontano dalla pieve sinalunghese di San Pietro ad Mensulas, dove alcuni scheletrici apparati della chiesa stradale detta della Madonna del Gallo e un vistoso tabernacolo settecentesco a forma di cappella si offrono ancora alla devozione dei passanti.

In prossimità di Torrita di Siena, la Lauretana passa in mezzo ad una sorgente e ad un’altra chiesa consacrata al culto mariano, la Madonna delle Fonti a Giano: simile nella configurazione architettonica seicentesca al limitrofo, basso edificio che era stato eretto a protezione di una fonte che dissetava in passato uomini e animali. Sempre a Torrita, troviamo un altro edificio mariano, la Madonna delle Nevi, forse non ricollegabile alla Lauretana, ma capace di evocare nella semplice aula rettangolare preceduta da una loggia in laterizio il tipico aspetto di una cappella stradale, arricchita, come a Camparboli di Asciano, da una pregevole Assunzione di Girolamo di Benvenuto.

Proseguendo il viaggio, entriamo in territorio poliziano. La Lauretana, ad Abbadia di Montepulciano, attraversa longitudinalmente il centro abitato, sfiorando la Parrocchiale di San Pietro del XVI sec., quindi, in uscita dal borgo, lascia, a sinistra, la medievale chiesetta di San Pietro Vecchio, da poco restaurata e, a destra, la Fattoria Granducale dell’Abbadia, con la Villa Granducale impreziosita dal parco all’italiana, con la Casa del Fattore ed i locali per le maestranze; un nucleo di immobili al servizio dell’agricoltura che risale al 1806 e che annuncia l’ormai prossimo fondovalle della Valdichiana: grande area pianeggiante, antico Granaio d’Etruria, prima impaludata nel 1055 ad opera degli Orvietani, poi bonificata dai regnanti toscani ad iniziare dal 1551.

Superando il torrente Salarco si può apprezzare una delle opere più belle della bonifica chianina, ovvero la Serra del Salarco, progettata dall’Ing. Alessandro Manetti nel 1849 – come scritto sulla parete verticale ove cadono le acque con un gran salto – al fine di invertire il corso del torrente dal lago di Montepulciano al Foenna che incontrandolo poco distante da questo luogo, i due torrenti danno origine al gran canale Allacciante di Sinistra.

via lauretana

Questa sezione della Lauretana corre dapprima perpendicolare e poi parallela al Canale e, dopo circa due chilometri, raggiunge l’originale bivio della Chiesa della Maestà del Ponte, a Montepulciano Stazione: un edificio sacro che nasce nel 1616 – come impresso nel trave dell’orditura maestra – da una cappella stradale con l’immagine della Madonna situata sul bivio dell’antica strada alla fine del lungo tavolato su pali che attraversava la palude proveniente dal piede della collina di Valiano. Due chilometri dopo, la Lauretana soprapassa il Canale Maestro della Chiana sul Ponte di Valiano, potrebbe essere questo lo storico ponte, dove si dice che transitasse Annibale proveniente dal Valdarno con il suo esercito per sferrare l’attacco al Console Flaminio sulle rive del Trasimeno.

Attraversato il Canale più importante della bonifica di questa valle, dopo tre curve su una ripida salita, la Lauretana giunge al borgo medievale di Valiano, fondato in epoca romana dalla Gens Valia. Il castello, appartenuto dal 1100 ai Marchesi Bourbon Del Monte Santa Maria, passò nel 1357 ai Del Pecora di Montepulciano con l’aiuto di Perugia; estintasi la Signorìa poliziana, nel 1427, il popolo di Valiano ottenne da Firenze che il borgo fosse riconosciuto libero Comune e lo rimase fino al 1774, quando Pietro Leopoldo con la riforma comunitativa ordinò che fosse annesso a quello di Montepulciano. All’interno delle strette viuzze del centro storico c’è l’antica Pieve di San Lorenzo, restaurata e ampliata a croce latina nel 1804, con al suo interno un ligneo e miracoloso Crocefisso del XVI secolo e tre pregevoli dipinti di cui uno su tavola con il Santo Patrono ed un altare ricostruito dei Della Robbia. Sulla piazza osserviamo il palazzo comunale, oggi centro civico, e il palazzo dei Del Pecora; di lato alla porta di accesso la portella del gabelliere.

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La Via Lauretana – Prima parte

Cominciamo oggi un percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. In concomitanza con la mostra dedicata a questa storica via…

Cominciamo oggi un percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. In concomitanza con la mostra dedicata a questa storica via in programma ad Asciano fino alla prossima settimana, Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana.

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Prima parte)

Una tavola rotonda tenutasi a Valiano dal Centro Culturale “Gens Valia” sul tema “La Via Lauretana dalle Crete Senesi alla Val di Chiana Senese-Aretina”, un antico itinerario di artisti, pellegrini e mercanti dalla Via Francigena a Siena alla Via dell’Alpe di Serra presso Camucia di Cortona, ha riacceso l’interesse degli studiosi su questa storica via regia.

Una strada molto transitata nei secoli XV, XVI e XVII che da Porta Pispini a Siena, si staccava dalla Via Francigena per giungere fino a Camucia, ai piedi di Cortona, poi l’antico percorso lauretano si dirigeva sulla sponda orientale del Lago Trasimeno, attraversava Passignano, lambiva Perugia e proseguiva sino a Foligno. Da questa città, si dirigeva verso gli Appennini umbro-marchigiani, valicandoli all’altezza del Passo di Colfiorito per giungere, attraverso varie località, a Loreto dove, secondo la tradizione, nel 1294 si adagiò, portata dagli angeli, su un colle di lauri, vicino al mare, la piccola casa di Nazareth dove era avvenuto l’Annuncio dell’Angelo a Maria e dove Gesù aveva vissuto fino al suo magistero pubblico.

A differenza della vicina via Francigena che ha continuato ad essere percorsa anche nei tempi moderni da chi si recava a Roma, la Lauretana senese-aretina, percorso essenzialmente devozionale, ha perso nei secoli viandanti e pellegrini di lungo percorso, che hanno scelto nuove strade per raggiungere la meta. La strada è stata quindi dimenticata e sostituita da altri tracciati più comodi: difficilmente chi la percorre oggi ne ricollega il nome all’antico pellegrinaggio verso Loreto.

Alcuni ricercatori si sono concentrati nello studio delle presenze artistiche ed architettoniche disseminate lungo l’antico percorso della via Lauretana ed in particolare Divo Savelli ha richiamato l’attenzione su di un affresco, probabilmente dell’anno 1500, che si trova in una vetusta chiesa d’impianto romanico ad Asciano, lungo la vecchia Lauretana appena fuori del borgo. Un’opera di pregevole qualità e di non modesto rilievo artistico, che lo studioso riferisce per aspetti stilistici e iconografici proprio ad una delle tante decorazioni devozionali che si trovano lungo il percorso di pellegrinaggio.

In virtù di una scritta graffita sull’affresco, oltrechè dell’esame oggettivo della figura, Savelli ha poi sostenuto che il dipinto fosse stato eseguito dal sommo Raffaello proprio in occasione del grande Giubileo di Mezzo Millennio. Per avvalorare questa ipotesi occorreva accertare che veramente il termine di Via Lauretana  si riferisse proprio al cammino dei pellegrini verso Loreto. Occorreva quindi trovare dei segni, delle testimonianze che confermassero questa sua, oggi dimenticata, ma un tempo importante funzione. I toponimi di spedale, taverna, osteria, le fonti e i ruderi di antichi abbeveratoi per i cavalli che si susseguono ancora  lungo la via Lauretana e, poi, vistosi tabernacoli, cappelle viarie, grandi croci ai bivi delle strade, offrono importanti e suggestivi indizi. Ovviamente, la testimonianza più attendibile che è stata trovata è quella data dalle numerose immagini di devozione al culto mariano, spesso con specifici riferimenti alla Madonna di Loreto,  presenti nelle chiese lungo la strada o nelle sue vicinanze, sia nelle Crete senesi che in Valdichiana.

via lauretana siena

A Siena, sulla facciata della stessa porta Pispini, dove ha origine la Via Lauretana, Sodoma aveva affrescato una natività, oggi in gran parte perduta, ma immagine per eccellenza del culto mariano e testimonianza evidente dell’antico amore dei Senesi per la loro celeste protettrice. Successivamente la Lauretana incrociava la Scialenga in prossimità di Monselvoli, dove un antico documento riferiva della presenza di un ospedale per pellegrini e viandanti e, proseguendo verso oriente, lambiva i sacelli di San Florenzio a Vescona e di San Giovanni alla Pievina. Superato con un ponte il fiume Ombrone la strada raggiungeva Asciano, dove trovava ben due chiese con importanti riferimenti al culto mariano: la cappella stradale di S. Sebastiano in Camparboli, nella cui abside troviamo uno straordinario affresco con la Madonna Assunta di Benvenuto di Giovanni e di Girolamo di Benevenuto e la chiesa romanica dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano. È questa la struttura religiosa, già annessa ad un ospedale dei Gesuati, nella quale Savelli ha ipotizzato l’intervento pittorico del giovane Raffaello.

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La Via Lauretana protagonista ad Asciano

Da venerdì 26 luglio a domenica 4 agosto, la Via Lauretana sarà protagonista ad Asciano con la mostra documentaria e fotografica “La Via Lauretana: strada di artisti e pellegrini?“, che avrà…

Da venerdì 26 luglio a domenica 4 agosto, la Via Lauretana sarà protagonista ad Asciano con la mostra documentaria e fotografica “La Via Lauretana: strada di artisti e pellegrini?“, che avrà luogo presso la chiesa di Sant’Agostino.

L’evento, che si svolgerà in concomitanza con i concerti di musica classica dell’Accademia delle Crete e che verrà inaugurato venerdì 26 alle ore 18:00, nasce dall’idea e del lavoro delle associazioni culturali “Arci I° Maggio” e “Altramente Asciano” e sarà finanziato da Bancasciano Credito Cooperativo. Il patrocinio sarà dell’Amministrazione Comunale, mentre la Confraternita di Misericordia e S. Chiodo, l’Associazione Artisti del Garbo e i dipendenti in cassa integrazione dell’azienda DBI Services di Asciano ( ex FAU) offriranno il loro supporto collaborativo.

La mostra ripercorrerà la storia della Via Lauretana, che già nel Medioevo attraversava le Crete, la Valdichiana e giungeva a Cortona e Loreto, mettendo sotto i riflettori la produzione artistica e la ricca storia che hanno visto la luce lungo questa strada, transitata nei secoli da artisti, militari, mercanti, pellegrini e prelati che la percorrevano lasciando o recandosi a Siena e Perugia.

Durante il periodo di apertura della mostra avranno luogo alcuni eventi paralleli:
Sabato 27 agosto, alle ore 18:00, si svolgerà una conferenza dal titolo “Asciano, le Crete e la Lauretana“, durante la quale lo storico di archeologia medievale dott. Francesco Brogi e lo storico dell’arte dott. Divo Savelli esporranno alcuni loro studi relativi al soggetto della mostra.
Domenica 4 agosto, al mattino verrà officiata una celebrazione straordinaria, mentre alle ore 17:39 si terrà una visita guidata ai siti storico-artistici relativi alla via Lauretana, dal titolo “Camminando lungo la Lauretana“. L’escursione si spingerà fino alla pieve di Sant’Ippolito e sarà curata dal dott. Divo Savelli.

L’evento si propone quindi come un intreccio di storia, arte e musica volto a valorizzare il passato illustre delle Crete Senesi.

Orari della mostra:
mattina 10:00 – 12:00
pomeriggio 17:00-19:00
sera 21:00-22:30

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