La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: via francigena

Montepulciano e Pienza presentano i nuovi itinerari di natura e benessere

Sentieri del Nobile e della Via Barlettaia, direttrici inedite tra la “bonifica” della Valdichiana e la Francigena. Una nuova modalità di turismo, abbinando viaggio, scoperta, natura e benessere Nella “due…

Sentieri del Nobile e della Via Barlettaia, direttrici inedite tra la “bonifica” della Valdichiana e la Francigena. Una nuova modalità di turismo, abbinando viaggio, scoperta, natura e benessere

Nella “due giorni” che i Comuni di Montepulciano e Pienza hanno dedicato al Sentiero del Nobile ed al Sentiero della Via Barlettaia c’è stato spazio sia per le riflessioni e per gli incontri con tutti i soggetti interessati al progetto, dall’associazionismo agli imprenditori turistici, sia per il collaudo dell’intero itinerario.

Sabato 29, nel Palazzo Comunale di Pienza, i Sindaci Fabrizio Fè ed Andrea Rossi hanno presentato il progetto, dedicando particolare attenzione a questa nuova proposta di turismo eco-sostenibile, che abbina viaggio, scoperta, natura e benessere, e sottolineando l’importanza della stretta e cordiale collaborazione tra i due Comuni.

Domenica 30, a Montepulciano, al Tempio di San Biagio, significativamente dedicato alla Madonna del Buonviaggio, dalle parole si è passati ai fatti. Provenienti infatti sia da Pienza che dal Lago di Montepulciano, si sono ritrovati gruppi di ciclisti, cavalieri e podisti per un incontro che ha sancito l’avvio dell’attività dei due sentieri.

Come aveva promesso, il Sindaco di Pienza, confermando la sua passione per lo sport praticato, è giunto a Montepulciano in bicicletta accompagnato anche da Assessori e Consiglieri che hanno utilizzato il mezzo a due ruote o, addirittura, hanno scelto l’opzione podistica.

inauguraz bike_2A ricevere Fè in versione biker il collega di Montepulciano Rossi con numerosi componenti della Giunta e rappresentanti del Consiglio Comunale. Hanno aderito all’inaugurazione anche il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco, la Fondazione Sport-Natura-Ambiente ed i rappresentanti degli Uffici Tecnici che, lavorando a ritmo serrato, hanno portato a compimento il progetto.

Particolarmente folto il “gruppone” dei ciclisti che ha raccolto gli specialisti della Cerro Bike, l’associazione che ha materialmente realizzato il troncone di Montepulciano dell’itinerario, e di altre realtà provenienti anche dall’Umbria. Come sempre spettacolare l’arrivo dei drappelli di cavalieri in cui non è passata inosservata la presenza di giovanissime amazzoni.

Per tutti c’è stata la possibilità di partecipare al brindisi offerto dal Consorzio del Vino Nobile prima di prendere la via del ritorno.

Il Sentiero del Nobile e il Sentiero della Via Barlettaia formano un tracciato ciclo-pedonale di circa 40 km complessivi, liberamente percorribile in ogni stagione, anche a cavallo, che realizza l’auspicato collegamento tra due fondamentali direttrici, il Sentiero Arno – Bonifica ad est e la Via Francigena ad ovest.

Il Sentiero del Nobile, che prende il nome dal pregiato vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) che può provenire solo da Montepulciano, ha uno sviluppo complessivo di 18,3 km, si snoda soprattutto sui fianchi delle colline che ospitano i vigneti ma costeggia anche oliveti e le altre coltivazioni agricole. Parte dal Santuario di Sant’Agnese, tocca il Tempio di San Biagio (punto di collegamento tra i due tronchi, in comune anche con il Sentiero degli Etruschi), poi scende attraverso la Madonna della Querce ed il bosco della Madonna del Cerro per giungere al Lago di Montepulciano dove, all’altezza del Centro Visite “La Casetta”, si innesta con il Sentiero Arno – Bonifica. Il percorso è stato progettato con la collaborazione dei volontari della locale Associazione Cerro Bike.

inauguraz horse_1Il Sentiero della Via Barlettaia ha uno sviluppo di 20 km e riprende la denominazione di una direttrice che già nel XIV secolo univa il Monte Amiata con Montepulciano e la Valdichiana, incrociando in Val d’Orcia la Via Francigena. Il nome “barletta” indica un piccolo contenitore in legno prodotto dagli artigiani amiatini che veniva usato dai viaggiatori per l’indispensabile scorta di acqua. Dal Podere Le Costarelle alla Grancia di Spedaletto attraversa i fantastici scenari della Val d’Orcia, transita tra Monticchiello e Pienza, toccando luoghi di intensa bellezza paesaggistica come la Buca del Beato, romitorio rupestre, o altri antichi casali.

I due itinerari, redatti in base alla disciplina della Rete Escursionistica Toscana (RET) in cui saranno presto censiti, possono essere liberamente percorsi in ogni stagione.

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Sarteano: “La Teutonica più importante della Francigena”

Si fa un gran parlare della Francigena (o meglio, Romea per chi andava verso Roma) ma in pochi ricordano un’altra via, quella che arrivava dal mondo tedesco e dai Balcani,…

Si fa un gran parlare della Francigena (o meglio, Romea per chi andava verso Roma) ma in pochi ricordano un’altra via, quella che arrivava dal mondo tedesco e dai Balcani, dunque un’arteria che è stata molto importante, forse anche più della strada più decantata. “De Strata Teutonica” o “von Romweg” (cioè la via per Roma) è il titolo degli atti del convegno che si è svolto su due giorni, a Monticchiello e all’abbazia di Spineto esattamente un anno fa (il 7 e l’8 giugno) appena presentato dal Centro studi romei proprio a Spineta, luogo non casuale: da qui passava una delle vie “traverse”, che collegavano Francigena e Teutonica.

In una pubblicazione di oltre 270 pagine, curata da Renato Stopani e Fabrizio Vanni, si susseguono le relazioni (se non veri e propri piccoli saggi) corredate di foto e cartine di dodici studiosi, che hanno affrontato il rapporto con un altro luogo inflazionato, la val d’Orcia, con un’area di strade, che stanno dietro al suo sviluppo economico. Quello che oggi definiremmo turismo, corredato dai commerci, fu l’elemento di crescita economica, molto più di artigianato o agricoltura.

Aspetto poco considerato, ma approfondito da Patrizia Turrini, è il rapporto tra Comune di Siena, l’ordine di Santa Maria dei Teutonici e la “domus” del priorato di San Niccolò in Monticchiello, cui si aggiunge la ricerca catastale sulla Commenda Saracini. Francesco Salvestrini ha invece studiato il legame dell’abbazia della Santissima Trinità di Spineta e l’ordine vallombrosano. Ma tutto il volume risponde a curiosità e risole tanti dubbi: basti citare lo studio sui simboli e i modelli raffigurativi nella val d’Orcia medievale (Fabrizio Vanni), il romitorio di Pienza (Giovanna Casali) o sulle origini di un nome infamante, quello di Castiglioncello del Trinoro (probabilmente dei ladroni, a cura di Enrico Gori). E, ancora, la viabilità e il culto dei santi in Toscana (Gianno Bergamaschi), la chiesa di Santa Maria ad Balnea a San Casciano dei Bagni (Laura Martini), le testimonianze artistiche del pellegrinaggio (Maria Mangiavacchi), le nebbie e le fascinazioni di una terra di frontiera (Luciano Bassini).

Dietro a questi studi c’è un particolare interesse da parte di alcune amministrazioni pubbliche, che hanno l’intento di riscoprire il valore del proprio territorio, al di là degli stereotipi antichi o contemporanei. Così, anche due Comuni come Radicofani e Sarteano, ai limiti rispetto alla Val d’Orcia e alla Toscana, intendono valorizzare strade che hanno fatto la gloria passata, e che possono rappresentare un recupero di prestigio e una nuova funzione, per un nuovo rilancio dell’area: più ricco di contenuti, meno superficiale o legato agli stereotipi.  

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Provincia di Siena: 250mila euro per il Sentiero della Bonifica

Un finanziamento da 250 mila euro per la manutenzione straordinaria del tratto senese del Sentiero della bonifica. E’ quello che il Ministero dello sviluppo economico ha concesso alla Provincia di…

Un finanziamento da 250 mila euro per la manutenzione straordinaria del tratto senese del Sentiero della bonifica. E’ quello che il Ministero dello sviluppo economico ha concesso alla Provincia di Siena, nell’ambito della rimodulazione delle risorse del Patto Territoriale Vato, su un progetto che prevede una serie di interventi di messa in sicurezza, sistemazione e imbrecciatura di alcuni tratti del sentiero ciclopedonale di 62 chilometri che unisce Chiusi con Arezzo.

Il progetto prevede inoltre l’installazione di segnaletica turistica per mettere in collegamento il Sentiero della Bonifica con la Via Francigena utilizzando strade a basso flusso veicolare. L’intervento si inserisce in una progettualità più ampia che mira a sviluppare la mobilità dolce nella Provincia di Siena e il turismo attivo in Valdichiana. Il Sentiero della Bonifica rappresenta una punta di eccellenza per la promozione del turismo attivo e il grande interesse manifestato fino ad oggi ha già comportato uno sviluppo sostenibile dell’area e un valore aggiunto per gli operatori.

“Il finanziamento – sottolinea il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini – ci permette di intervenire sul fronte della manutenzione straordinaria realizzando interventi migliorativi al percorso, pensato per chi viaggia lentamente, in bici o a piedi. L’antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale che ben si addice al turismo lento: quella che noi, nelle Terre di Siena, chiamiamo mobilità dolce. L’approccio a un turismo sostenibile è in linea con la natura stessa della domanda, sempre più caratterizzata da un viaggiatore “colto”, in grado di apprezzare non soltanto le bellezze naturali e culturali, ma anche la qualità dei servizi e la gestione della risorsa ambientale.

“Il percorso – conclude Bezzini – rappresenta una meta particolarmente ambita dai naturalisti perchè attraversa le due uniche aree umide della Provincia di Siena – i laghi di Chiusi e Montepulciano – e valorizza anche il progetto delle Riserve Naturali. Il percorso è stato giustamente definito un “museo a cielo aperto” che lungo il suo percorso è in grado di proporre itinerari misti e di grande livello culturale e storico che valorizzano le origini etrusche, le eccellenze enogastronomiche, quelle termali, quelle naturalistiche e ambientali dell’intera area della Valdichiana”.

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La Via Lauretana – Terza parte

Bentornati alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Dopo la Prima parte e la Seconda parte, Franco Boschi ci racconta la terza e ultima parte di questo…

Bentornati alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Dopo la Prima parte e la Seconda parte, Franco Boschi ci racconta la terza e ultima parte di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana!

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Terza parte)

Ripreso il cammino sulla Lauretana, dopo circa tre chilometri su di una collina a destra si ammirano il Borgo storico dei Palazzi e le cinquecentesche ville signorili del Vescovo Vagnucci e del Cardinale Silvio Passerini, vicario in Toscana del Papa Clemente VII; più avanti, oltrepassato il confine provinciale Senese-Aretino, ci si immerge nel territorio dell’antica lucumonìa della Tabula Cortonensis e si attraversano i borghi di Centoia e di San Lorenzo, per poi raggiungere, a Camucia, l’innesto con l’antica Via dell’Alpe di Serra – oggi la S.P. 71 Umbro-Casentinese. Da qui il percorso della Lauretana prosegue verso l’Umbria e le Marche, fino a Loreto, dove la Santa Casa, oggi posta all’interno di una grande basilica cinquecentesca, annuncia il termine del viaggio.

E’ stata scoperta, da chi scrive questa nota, un’altra curiosità storico-territoriale del percorso della Via Lauretana e delle cause che avevano determinato l’ attraversamento della Chiana sullo storico Ponte di Valiano. Comunemente, infatti, le vie regie o le vie di pellegrinaggio puntavano al lontano luogo di arrivo seguendo itinerari rettilinei, compatibilmente con la conformazione del terreno; ma la via Lauretana, nella sezione senese-aretina, anziché seguire l’attuale tracciato del raccordo autostradale Siena-Perugia, allungava e non di poco il suo percorso verso Sud, perchè?

Questo il motivo. La Valdichiana era stata allagata dal 1055 dagli Orvietani con la realizzazione del noto Muro Grosso di Carnaiola, presso Fabro, e come dimostra il disegno di Leonardo da Vinci del 1503, il ponte più vicino all’itinerario lauretano era quello di Valiano, che, come detto, univa la terraferma attraversando la palude con un tavolato su palafitte dalla località Maestà del Ponte al piede della collina di Valiano. Gli unici altri ponti si trovavano molto più distanti, presso Arezzo e alle Torri chiusine di Beccati questo e Beccati quest’altro.

Da notare che la Via Lauretana era l’unica strada che conduceva da Perugia a Siena e fa piacere pensare che anche i pittori umbri, Perugino, Pinturicchio e lo stesso Raffaello, quando si recavano a Siena, seguissero il percorso Lauretano. Riguardo al sommo Raffaello, sappiamo che debuttò, diciassettenne, a Città di Castello, in occasione del Giubileo del 1500; occasione, come tutti gli Anni Santi, di grandi fioriture artistiche, con un’ immagine strettamente lauretana: l’Incoronazione di San Nicola da Tolentino, eseguita per l’altare dei Baronci nella locale chiesa di Sant’Agostino. San Nicola da Tolentino è il Santo che, dal suo convento di Recanati, avrebbe visto la Santa Casa scendere, sorretta dagli angeli, sul colle di Loreto. Raffaello si sarebbe poi recato a Siena, in questa sua missione decorativa al seguito del suo maestro Pinturicchio, lasciando probabili tracce del suo passaggio in più località.

cortona_via_lauretana

L’attività di Raffaello, il pittore delle Madonne, inedito pittore lauretano, sarebbe continuata più tardi a Firenze con la Madonna del cardellino, dipinto in cui, sulla destra, l’edificio a pianta centrale che svetta su una collina potrebbe ricordare il Santuario di Loreto. La tavola fu eseguita per le nozze di Lorenzo (Laurentius) Nasi, il mercante fiorentino che aveva una cappella nella chiesa di Santa Lucia dei Magnoli, contigua al suo palazzo di Via de’ Bardi, cappella che fin dal ‘600 risulta dedicata alla Madonna di Loreto e che addirittura riproduce le dimensioni della Santa Casa.

Il percorso lauretano di Raffaello sarebbe infine terminato a Roma, in Santa Maria del Popolo, la prima chiesa che i pellegrini provenienti da Loreto trovavano entrando in città, dove ristrutturò per il banchiere senese Agostino Chigi la Cappella di Loreto, che il cardinal Girolamo Basso della Rovere, protettore della Santa Casa, aveva fatto costruire a fine ‘400, e per la quale dipinse una Madonna di Loreto, ora a Chantilly, che ne ha adornato a lungo l’altare.

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La Via Lauretana – Seconda parte

Ecco a voi la seconda parte del percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che…

Ecco a voi la seconda parte del percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana: se vi siete persi la prima parte, correte a leggerla prima di proseguire!

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Seconda parte)

Lasciata Asciano, la Lauretana proseguiva verso Sinalunga affrontando la collina del Lecceto, alle cui falde i pellegrini potevano avvalersi della importante stazione termale di Montalceto e seguendo poi un percorso segnato da alcuni cippi miliari – tutt’oggi visibili – che indicavano la distanza dalla colonna granducale di Arbia.

In Valdichiana, la Via Lauretana non poteva rivolgersi direttamente verso Cortona a causa dell’area paludosa che impediva il passaggio a uomini ed animali, dovendo, pertanto, costeggiare la pianura tra Sinalunga e Torrita, che raggiungeva in prossimità di Rigaiolo. Il piccolo borgo, situato non lontano dalla pieve sinalunghese di San Pietro ad Mensulas, dove alcuni scheletrici apparati della chiesa stradale detta della Madonna del Gallo e un vistoso tabernacolo settecentesco a forma di cappella si offrono ancora alla devozione dei passanti.

In prossimità di Torrita di Siena, la Lauretana passa in mezzo ad una sorgente e ad un’altra chiesa consacrata al culto mariano, la Madonna delle Fonti a Giano: simile nella configurazione architettonica seicentesca al limitrofo, basso edificio che era stato eretto a protezione di una fonte che dissetava in passato uomini e animali. Sempre a Torrita, troviamo un altro edificio mariano, la Madonna delle Nevi, forse non ricollegabile alla Lauretana, ma capace di evocare nella semplice aula rettangolare preceduta da una loggia in laterizio il tipico aspetto di una cappella stradale, arricchita, come a Camparboli di Asciano, da una pregevole Assunzione di Girolamo di Benvenuto.

Proseguendo il viaggio, entriamo in territorio poliziano. La Lauretana, ad Abbadia di Montepulciano, attraversa longitudinalmente il centro abitato, sfiorando la Parrocchiale di San Pietro del XVI sec., quindi, in uscita dal borgo, lascia, a sinistra, la medievale chiesetta di San Pietro Vecchio, da poco restaurata e, a destra, la Fattoria Granducale dell’Abbadia, con la Villa Granducale impreziosita dal parco all’italiana, con la Casa del Fattore ed i locali per le maestranze; un nucleo di immobili al servizio dell’agricoltura che risale al 1806 e che annuncia l’ormai prossimo fondovalle della Valdichiana: grande area pianeggiante, antico Granaio d’Etruria, prima impaludata nel 1055 ad opera degli Orvietani, poi bonificata dai regnanti toscani ad iniziare dal 1551.

Superando il torrente Salarco si può apprezzare una delle opere più belle della bonifica chianina, ovvero la Serra del Salarco, progettata dall’Ing. Alessandro Manetti nel 1849 – come scritto sulla parete verticale ove cadono le acque con un gran salto – al fine di invertire il corso del torrente dal lago di Montepulciano al Foenna che incontrandolo poco distante da questo luogo, i due torrenti danno origine al gran canale Allacciante di Sinistra.

via lauretana

Questa sezione della Lauretana corre dapprima perpendicolare e poi parallela al Canale e, dopo circa due chilometri, raggiunge l’originale bivio della Chiesa della Maestà del Ponte, a Montepulciano Stazione: un edificio sacro che nasce nel 1616 – come impresso nel trave dell’orditura maestra – da una cappella stradale con l’immagine della Madonna situata sul bivio dell’antica strada alla fine del lungo tavolato su pali che attraversava la palude proveniente dal piede della collina di Valiano. Due chilometri dopo, la Lauretana soprapassa il Canale Maestro della Chiana sul Ponte di Valiano, potrebbe essere questo lo storico ponte, dove si dice che transitasse Annibale proveniente dal Valdarno con il suo esercito per sferrare l’attacco al Console Flaminio sulle rive del Trasimeno.

Attraversato il Canale più importante della bonifica di questa valle, dopo tre curve su una ripida salita, la Lauretana giunge al borgo medievale di Valiano, fondato in epoca romana dalla Gens Valia. Il castello, appartenuto dal 1100 ai Marchesi Bourbon Del Monte Santa Maria, passò nel 1357 ai Del Pecora di Montepulciano con l’aiuto di Perugia; estintasi la Signorìa poliziana, nel 1427, il popolo di Valiano ottenne da Firenze che il borgo fosse riconosciuto libero Comune e lo rimase fino al 1774, quando Pietro Leopoldo con la riforma comunitativa ordinò che fosse annesso a quello di Montepulciano. All’interno delle strette viuzze del centro storico c’è l’antica Pieve di San Lorenzo, restaurata e ampliata a croce latina nel 1804, con al suo interno un ligneo e miracoloso Crocefisso del XVI secolo e tre pregevoli dipinti di cui uno su tavola con il Santo Patrono ed un altare ricostruito dei Della Robbia. Sulla piazza osserviamo il palazzo comunale, oggi centro civico, e il palazzo dei Del Pecora; di lato alla porta di accesso la portella del gabelliere.

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La Via Lauretana – Prima parte

Cominciamo oggi un percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. In concomitanza con la mostra dedicata a questa storica via…

Cominciamo oggi un percorso alla scoperta della Via Lauretana, l’antica strada etrusco-romana che collegava Cortona a Montepulciano, Asciano e Siena. In concomitanza con la mostra dedicata a questa storica via in programma ad Asciano fino alla prossima settimana, Franco Boschi ci racconta la storia di questo importante pezzo di storia che attraversa la Valdichiana.

La riscoperta della Via Lauretana Senese-Aretina (Prima parte)

Una tavola rotonda tenutasi a Valiano dal Centro Culturale “Gens Valia” sul tema “La Via Lauretana dalle Crete Senesi alla Val di Chiana Senese-Aretina”, un antico itinerario di artisti, pellegrini e mercanti dalla Via Francigena a Siena alla Via dell’Alpe di Serra presso Camucia di Cortona, ha riacceso l’interesse degli studiosi su questa storica via regia.

Una strada molto transitata nei secoli XV, XVI e XVII che da Porta Pispini a Siena, si staccava dalla Via Francigena per giungere fino a Camucia, ai piedi di Cortona, poi l’antico percorso lauretano si dirigeva sulla sponda orientale del Lago Trasimeno, attraversava Passignano, lambiva Perugia e proseguiva sino a Foligno. Da questa città, si dirigeva verso gli Appennini umbro-marchigiani, valicandoli all’altezza del Passo di Colfiorito per giungere, attraverso varie località, a Loreto dove, secondo la tradizione, nel 1294 si adagiò, portata dagli angeli, su un colle di lauri, vicino al mare, la piccola casa di Nazareth dove era avvenuto l’Annuncio dell’Angelo a Maria e dove Gesù aveva vissuto fino al suo magistero pubblico.

A differenza della vicina via Francigena che ha continuato ad essere percorsa anche nei tempi moderni da chi si recava a Roma, la Lauretana senese-aretina, percorso essenzialmente devozionale, ha perso nei secoli viandanti e pellegrini di lungo percorso, che hanno scelto nuove strade per raggiungere la meta. La strada è stata quindi dimenticata e sostituita da altri tracciati più comodi: difficilmente chi la percorre oggi ne ricollega il nome all’antico pellegrinaggio verso Loreto.

Alcuni ricercatori si sono concentrati nello studio delle presenze artistiche ed architettoniche disseminate lungo l’antico percorso della via Lauretana ed in particolare Divo Savelli ha richiamato l’attenzione su di un affresco, probabilmente dell’anno 1500, che si trova in una vetusta chiesa d’impianto romanico ad Asciano, lungo la vecchia Lauretana appena fuori del borgo. Un’opera di pregevole qualità e di non modesto rilievo artistico, che lo studioso riferisce per aspetti stilistici e iconografici proprio ad una delle tante decorazioni devozionali che si trovano lungo il percorso di pellegrinaggio.

In virtù di una scritta graffita sull’affresco, oltrechè dell’esame oggettivo della figura, Savelli ha poi sostenuto che il dipinto fosse stato eseguito dal sommo Raffaello proprio in occasione del grande Giubileo di Mezzo Millennio. Per avvalorare questa ipotesi occorreva accertare che veramente il termine di Via Lauretana  si riferisse proprio al cammino dei pellegrini verso Loreto. Occorreva quindi trovare dei segni, delle testimonianze che confermassero questa sua, oggi dimenticata, ma un tempo importante funzione. I toponimi di spedale, taverna, osteria, le fonti e i ruderi di antichi abbeveratoi per i cavalli che si susseguono ancora  lungo la via Lauretana e, poi, vistosi tabernacoli, cappelle viarie, grandi croci ai bivi delle strade, offrono importanti e suggestivi indizi. Ovviamente, la testimonianza più attendibile che è stata trovata è quella data dalle numerose immagini di devozione al culto mariano, spesso con specifici riferimenti alla Madonna di Loreto,  presenti nelle chiese lungo la strada o nelle sue vicinanze, sia nelle Crete senesi che in Valdichiana.

via lauretana siena

A Siena, sulla facciata della stessa porta Pispini, dove ha origine la Via Lauretana, Sodoma aveva affrescato una natività, oggi in gran parte perduta, ma immagine per eccellenza del culto mariano e testimonianza evidente dell’antico amore dei Senesi per la loro celeste protettrice. Successivamente la Lauretana incrociava la Scialenga in prossimità di Monselvoli, dove un antico documento riferiva della presenza di un ospedale per pellegrini e viandanti e, proseguendo verso oriente, lambiva i sacelli di San Florenzio a Vescona e di San Giovanni alla Pievina. Superato con un ponte il fiume Ombrone la strada raggiungeva Asciano, dove trovava ben due chiese con importanti riferimenti al culto mariano: la cappella stradale di S. Sebastiano in Camparboli, nella cui abside troviamo uno straordinario affresco con la Madonna Assunta di Benvenuto di Giovanni e di Girolamo di Benevenuto e la chiesa romanica dedicata ai Santi Ippolito e Cassiano. È questa la struttura religiosa, già annessa ad un ospedale dei Gesuati, nella quale Savelli ha ipotizzato l’intervento pittorico del giovane Raffaello.

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Convegno di studi su Ghino di Tacco e la Via Francigena

Un convegno di studi sulla Via Francigena e un documentario sulle gesta di Ghino di Tacco: tra Monticchiello e l’Abbazia di Spineto, lo scorso weekend, è andato in scena un…

Un convegno di studi sulla Via Francigena e un documentario sulle gesta di Ghino di Tacco: tra Monticchiello e l’Abbazia di Spineto, lo scorso weekend, è andato in scena un evento che ha unito la Valdichiana e la Valdorcia alla riscoperta delle radici comuni.

Il convegno, dal titolo “Tra due Romee. Storia, itinerari e cultura del pellegrinaggio in Valdorcia” si è tenuto a Monticchiello il 7 giugno e all’Abbazia di Spineto l’8 giugno.  Il convegno ha affrontato la centralità della Valdorcia nella viabilità medievale, grazie al ruolo di cerniera tra la via Francigena, ad ovest, e la via Teutonica o di Alemagna, ad est.

Nel corso delle iniziative culturali del convegno, grande attenzione è stata riservata anche alla figura di Ghino di Tacco. Il Centro Culturale “Gens Valia” ha collaborato alla produzione della puntata speciale del programma televisivo “Esplorando” dal titolo “Radicofani e la Via Francigena”, con la comparsa di Ghino di Tacco della Fratta di Sinalunga. Nel documentario, coprodotto con Alex Revelli Sorini di ARS, si parla delle gesta del cosiddetto Falco della Rocca di Radicofani, che nel 1297 conquistò la Valdorcia partendo dalla Valdichiana.

Ecco a voi il video in anteprima, disponibile online al seguente link:

[button style=”3″ caption=”Radicofani e la Via Francigena” link=”http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/video/Video-esplorando-Radicofani-e-la-Francigena.html”][/button] [divider]

Per i telespettatori, questa è la programmazione della messa in onda:

Teletruria canale 10

venerdì 14 Giugno : ore 21.40
sabato 15 Giugno : ore 14.45
domenica 16 Giugno : ore 12.30

Toscana tv canale 18

domenica 30 Giugno : ore 13.15

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