La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: cortona

Elezioni amministrative 2019 in Valdichiana: verso il voto

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno…

Amministrative 2019 – Quando e Dove si vota

Nella tornata elettorale di domenica 26 maggio si deciderà l’assetto politico e istituzionale che 11 comuni della Valdichiana senese e aretina avranno per i prossimi cinque anni. Le elezioni amministrative interesseranno Castiglion Fiorentino, Cetona, Chianciano Terme, Cortona, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sinalunga e Torrita di Siena. Si svolgeranno contestualmente alle Elezioni Europee, per cui negli stessi seggi sarà possibile votare entrambe le schede.

Amministrative 2019 – Come si vota

Ci si potrà recare alle urne dalle 7 alle 23, muniti di documento d’identità in corso di validità e tessera elettorale. Nel caso in cui quest’ultima risultasse smarrita, o senza più spazio per il timbro, è necessario richiederne una nuova presso all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Ciascun elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, apponendo un segno sul simbolo della relativa lista, ed esprimere fino a due voti di preferenza per i candidati alla carica di consigliere, purché di sesso diverso, scrivendone nome e cognome nelle righe predisposte. Laddove vengano indicate due preferenze maschili o due preferenze femminili, il secondo nome non sarà tenuto in considerazione.

Per quanto riguarda i comuni sotto ai 15mila abitanti, viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti; nei comuni sopra ai 15mila abitanti, è proclamato sindaco chi ottiene la maggioranza assoluta (50% + 1) dei voti. Qualora nessuno raggiunga tale quota, si procederà ad un secondo turno elettorale, previsto per il 9 giugno, in cui concorreranno i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Amministrative 2019 – I Comuni al voto

Se per i comuni di Castiglion Fiorentino, Chianciano, Foiano della Chiana, Lucignano, San Casciano dei Bagni, Torrita di Siena c’è in ballo la riconferma dei sindaci che hanno appena concluso il loro primo mandato, a Cetona, Cortona, Marciano della Chiana, Montepulciano e Sinalunga si attende un rinnovamento a guida dell’amministrazione.

Castiglion Fiorentino

Alla conferma di Mario Agnelli della propria disponibilità ad amministrare per altri cinque anni, con la lista civica Libera Castiglioni , si affianca la candidatura a sindaco di Rossano Gallorini, anch’egli a capo di una lista civica, Città al centro, e Giuseppe Mazzoli, per il Partito Comunista dei Lavoratori. Il Centrosinistra schiera Luca Casagni, che con il 71,3% dei voti si è imposto nelle primarie del dicembre 2018, con la lista Castiglioni nel cuore.

Cetona

Si profila un duello tra le due liste civiche Progetto Comune, proposta da Roberto Cottini per il Centrosinistra, e Cetona Piazze un sogno necessario, presentata da Antonello Niccolucci.

Chianciano Terme

La città termale è chiamata al voto per decidere se accordare la fiducia nuovamente ad Andrea Marchetti, della lista civica Puntoeacapo per Chianciano Terme, o a Paolo Piccinelli, della lista di Centrosinistra Insieme per Chianciano Terme, o a Nicola Bettollini, segretario della sezione Valdichiana Senese del Partito Comunista.

Cortona

Unico comune sopra i 15mila abitanti tra quelli qui elencati, Cortona vedrà sfidarsi quattro candidati: Andrea Bernardini, già assessore durante il mandato di Francesca Basanieri e consigliere in quello precedente con Andrea Vignini, è il candidato del Partito Democratico, sostenuto dalle liste Cortona per Bernardini, Uniti per Cortona, Cortona Civica; Luca Donzelli per il Movimento 5 Stelle; Luciano Meoni, appoggiato dalle liste Fratelli d’Italia – Alleanza per Cortona, Futuro per Cortona, Forza Italia e Lega; Marco Turenci, a capo della lista Cortona Patria Nostra. In caso di ballottaggio, vige la possibilità per i candidati coinvolti di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui si sono presentati al primo turno.

Foiano della Chiana

A Foiano Francesco Sonnati si candida per il secondo mandato, presentando la lista civica sostenuta dal Centrosinistra Foiano Insieme, in concorrenza a Gianluca Mencucci per il Centrodestra, precedentemente consigliere e adesso a capo della lista Foiano Ora, e a Serena Ricci, esponente del Movimento 5 Stelle.

Lucignano

A Lucignano si fronteggeranno da una parte Marcello Cartocci, con alle spalle una lunga carriera politica che lo ha visto consigliere comunale prima dal 1970 al 1975 e, sempre all’opposizione, per liste civiche e Forza Italia dal 2004 al 2019, attualmente candidato a guida della lista civica Insieme per Lucignano; dall’altra l’attuale Sindaco Roberta Casini, per il Centrosinistra.

Marciano della Chiana

Sfida tra liste civiche: Insieme per il bene comune di Maria De Palma e Si cambia!, capeggiata da Massimo Salvadori.

Montepulciano

È una sfida a quattro quella a cui ci si appresta nella cittadina poliziana: l’ex-assessore Michele Angiolini si candida a sindaco con la lista di Centrosinistra per Montepulciano, all’interno della quale non manca qualche altro nome presente anche nel mandato appena portato a termine da Andrea Rossi; Alberto Biagi si propone come esponente del Partito Comunista; Mauro Bianchi, proveniente da cinque anni tra i banchi dell’opposizione, avanza la propria candidatura a sindaco come rappresentante del Movimento 5 Stelle; Gianfranco Maccarone schiera invece la lista di Centrodestra per Montepulciano.

San Casciano dei Bagni

Agnese Carletti, vicesindaco durante il mandato presieduto da Paolo Morelli, si candida per il Centrosinistra con la lista Scelgo San Casciano contro Carlo Trioli, sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, esponente della lista Acqua e Terra.

Sinalunga

I sinalunghesi troveranno sulla scheda elettorale il simbolo della lista civica presieduta da Angelina Rappuoli, Angelina per Sinalunga, quello della lista Sinalunga si rinnova, sostenuta dal Centrodestra e rappresentata da Marcella Biribò, quello di Edo Zacchei, che cercherà di raccogliere il testimone di Riccardo Agnoletti a guida dell’amministrazione, con Centrosinistra per Sinalunga.

Torrita di Siena

Giacomo Grazi, candidato del Centrosinistra, si propone per il secondo mandato presentando una lista di nomi tutti nuovi rispetto al precedente gruppo di maggioranza, con la quale affronterà Lorenzo Vestri, esponente della compagine di Centrodestra, e Michela Contemori, a capo della lista civica Torrita Bene Comune.

 

 

1 commento su Elezioni amministrative 2019 in Valdichiana: verso il voto

I Baustelle degli anni ’10 al Cortona Mix Festival

«Siamo dirimpettai chianini» dice Francesco Bianconi al pubblico cortonese, in Piazza Signorelli, ad ascoltare il tour L’Estate, L’amore e la violenza, in chiusura del Cortona Mix Festival. Edizione contrassegnata dal…

«Siamo dirimpettai chianini» dice Francesco Bianconi al pubblico cortonese, in Piazza Signorelli, ad ascoltare il tour L’Estate, L’amore e la violenza, in chiusura del Cortona Mix Festival. Edizione contrassegnata dal clima poliziesco, le ordinanze comunali relative alla vendita di alcolici, la capienza di Piazza Signorelli debitamente ridotta a mille e duecento posti – invece di duemila – e la formula ridotta a cinque giorni. Festival che ha visto presenze di rilievo: Bob Geldolf, che è stato accolto dalla Sindaca Basanieri con la consegna delle chiavi della città, e i Boomtown Rats, Nicola Piovani, Marina Rei, Jill Hennessy e Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare Italiana. Moltissimi anche i fortunati appuntamenti con il presidente Pietro Grasso, Sveva Casati Modignani, Diego de Silva, Marcello Fois e Hanif Kureishi.

 

La scaletta del live propone quasi interamente i brani del nuovo disco, ma inserisce felicemente le “vecchie” hit (Charlie fa Surf, La Guerra è Finita, Un Romantico a Milano), i tributi alla fanbase più rocciosa (Gomma, La Canzone del Riformatorio, La Moda del Lento), splendidi momenti di autorialità bianconiana (Piangi Roma, Bruci la Città), ottime porzioni di protagonismo per Rachele Bastreghi (L’Aeroplano, La Canzone del Parco) e una cover, riuscitissima: una versione post-punk di Henry Lee, di Nick Cave e PJ Harvey.

Su La Moda del Lento, Claudio Brasini imbraccia una chitarra conosciutissima a Cortona, visto che il suo produttore Giulio Carlo Vecchini – liuteria Makassar – vive ed opera in terra cortonese. È la “Mare di Mezzo”, la semiacustica bolt-on realizzata con frammenti di barconi arrivati a Lampedusa. Per ora l’hanno imbracciata Carlos Santana, “Jovanotti”, Verdena, Seunkuti & Egypt80, Giuseppe Scarpato, Luca Barbarossa, Roberto Angelini, Appino dei Zen Circus, Bandabardò, Brunori Sas e i Baustelle. Il viaggio della “Mare di Mezzo” continuerà fino a che verrà battuta in un’asta il cui ricavato verrà devoluto ad un progetto umanitario.

Il web straripa di ragazzini neopatentinati alle prese con i primi scambi di fluidi, la fascinazione per i citazionismi sciapi, in preda alla condivisione compulsiva di frasi bianconiane della quarta – forse quinta – ora. Giovani liceali come lo ero io.

I Baustelle fanno oggettivamente parte del patrimonio intellettivo della mia generazione. Molta della tassonometria che definisce gli attuali gusti, le categorie estetiche affinate nel corso della nostra formazione, si sono conformate sulla base delle estetiche e delle retoriche di Francesco Bianconi (e di pochi altri). I Baustelle sono responsabili di una rilevante porzione del nostro bagaglio culturale. Il punto di partenza da cui moltissimi hanno edificato un immaginario. La leva cantautorale contemporanea ha un debito esorbitante nei confronti della band poliziana.

Quello che da subito è emerso dall’ultimo disco di loro produzione “L’Amore e La Violenza” (definito “oscenamente pop” dallo stesso frontman) è che Francesco, Rachele e Claudio si siano seduti – per retorica rovesciata e tasso medio di ironia- sulla poltrona del pop, sulla tradizione nazional-popolare, ma non lo hanno fatto con tutto il culo. Emerge costantemente quello stigma che strizza l’occhio al pubblico intellettuale. Della serie: «stiamo giocando, vedete?», in maniera troppo spiattellata. È un disco paraculo. Sì, meravigliosamente paraculo. Il gioco della controeloquenza pop – e attenzione ci sono sia i contenuti che le forme, a supporto – poteva essere sfruttato molto meglio. L’artificio ludico della vestizione dei panni di Viola Valentino e Romina Power, sarebbe stato molto più efficace senza lo svelamento dell’ironia. Esiste già un panorama indipendente in musica italiana (anche abbastanza mainstream) che nel gioco delle maschere si comporta molto più violentemente funzionale ai nuclei estetici presenti anche in questo album. Francesco Bianconi può arrivare finanche a sorridere, sul palco. il progetto build the modern chansonnier si è di fatto compiuto.

Nessun commento su I Baustelle degli anni ’10 al Cortona Mix Festival

Cortona On The Move 2017, il racconto del mondo in Valdichiana

Da sei anni, Cortona trasfigura molte delle sue cornici, molti dei suoi interni rinascimentali e delle sue aree storiche, in sedi di esposizione di quello che è diventato il linguaggio…

Da sei anni, Cortona trasfigura molte delle sue cornici, molti dei suoi interni rinascimentali e delle sue aree storiche, in sedi di esposizione di quello che è diventato il linguaggio principe di narrazione contemporanea: l’immagine fotografica. In sette edizioni infatti il Cortona On The Move è diventato uno dei quattro festival di fotografia internazionale più importanti d’Italia, insieme a Fotografia Europea di Reggio Emilia, Photolux di Lucca, Fotografia Etica di Lodi. Dal 13 al 15 luglio si sono celebrate le inaugurazioni delle nove diverse sedi espositive, nelle quali saranno visitabili, fino al primo ottobre 2017, ventuno mostre d’autore, che toccano cinque continenti, il passato e il presente, dalle estreme aree di povertà al racconto visuale della presidenza di Barack Obama, in una complementarità dinamica di temperature narrative diversissime tra loro.

Il racconto per reporting – che solo banalizzandolo si riduce a mero scatto di cattura del momento, ed è in realtà un complesso risultato di scelte squisitamente stilistiche – è il cardine fotografico che unisce tutte le esperienze presentate al Cortona on the Move 2017, diretto da Arianna Rinaldo. Superospiti di rilievo sono Pete Souza con la sua Obama: An Intimate Potrait, fotografo ufficiale di Barack Obama che ha seguito la lunga esperienza alla casa bianca, Donna Ferrato, fotografa statunitense che raccoglie in American Woman: 40 Years quattro decenni di scatti che testimoniano i cambiamenti del ruolo della donna in America, nonché Matt Black che ha raccolto immagini colte nella Central Valley, nelle comunità con un tasso di povertà superiore al 20 %.

Altra magniloquente opera di collazione fotografica è quella che ha portato Donald Weber ad articolare War Sand: June 6, 1944: D-Day, scandagliando le spiagge dello sbarco in Normandia, comparandole ad analisi forensi, vecchi film hollywoodiani, diorami, telecamere su droni, diari e lettere post-bellici. Justina Mielnikiewicz ha approfondito lo sguardo sui luoghi di confine tra le ex repubbliche sovietiche, consegnando agli spettatori il difficile processo di identificazione tra nazioni del confine orientale dell’Europa. Adam Ferguson ha invece raccontato la realtà afghana, giunta al suo diciassettesimo anno di guerra costante, in cui ogni giorno centinaia di civili vengono feriti e i dislivelli di povertà sono sempre più grandi, attraverso ritratti dei cittadini di Kabul. Evocativa è poi l’esperienza di Louis Cobelo che rende omaggio al cinquantennale dell’uscita di Cent’Anni di Solitudine attraverso il progetto Zurumbàtico.

Dal forte impatto sono anche le mostre di Andrea Frazzetta, che in Danakil land of salt and fire fotografa il popolo nomade degli Afar, nella depressione dancalica, tra paesaggi psichedelici naturali; quella di di Daniel Castro Garcia che in Foreigner racconta – attraverso più tecniche – l’esperienza nei luoghi di maggior affluenza di migranti in Europa; Klaus Pichler che riporta in auge ciò che resta della cultura bohemien nei bar e nelle osterie viennesi in Golden days before the end; Miyuki Okuyama in Dear Japanese racconta l’esperienza dei figli tra soldati giapponesi e donne indonesiane durante la guerra del Pacifico, che ancora subiscono il peso di non aver mai conosciuto i loro genitori biologici; Sandra Mehl ha seguito due sorelle Ilona e Maddalena, di undici e dodici anni, figlie di una povera famiglia, di estrazione proletaria, nel quartiere popolare Gély, di Montpellier.

E poi Antoine Bury, con Outback Mythologies: the white man’s hole, con scatti dall’enclave mineraria di Coober Pedy in New Colorado; Farshid Tighehsaz che con From Labyrinth indaga sulle percezioni delle giovani generazioni in Iran; Terje Abusdal che con Slash&Burn presenta la tradizione sciamanica e animistica nella foresta di Finnskogen, tra Norvegia e Svezia; Silvia Amodio che ne L’Arte del Ritratto fornisce un saggio di approfondimento umano attraverso la fotografia individuale e Francesco Comello che porta le immagini colte nella comunità di Yaroslav, in Russia, in L’Isola della Salvezza.

Molto internazionalismo ma anche grande presenza dei territori cortonesi: in Rinascita, Jessica Backhaus che cerca spunti stilistici contemporanei nelle case leopoldine locali che saranno oggetto di restauro. Punto di partenza, quello del lavoro della Backhaus, del progetto di recupero storico e culturale della Tenuta Granducale di Montecchio, in cui un arboreto di 200 specie di alberi e frutteti secolari, è stato recuperato dall’azienda di erboristeria medica Aboca. Anche Michael Ewert, fotografo tedesco che vive dal 1979 tra Monaco di Baviera e Tecognano, sulle colline cortonesi, ha registrato i cambiamenti del territorio di Cortona negli ultimi decenni in I Giardini Selvatici della Memoria – Tracce di una Vetrina. In più Anna Rinaldo, insieme a Spacenomore, ha portato avanti lungo quest’anno il progetto 36littlegoodthings: a 36 fotografi di guerra internazionali è stato consegnato un rullino da 36 pose, con il quale avrebbero di dovuto fissare 36 momenti di bellezza quotidiana: delle 1296 fotografie, sono state selezionate 36, esposte in Via Nazionale, nel quartier generale di Cortona on the Move. Il Comune di Cortona ha inoltre commissionato “Non Solo Gol”, progetto fotografico di Simone Donati, del collettivo fiorentino TerraProject, raffigurante il lavoro delle cooperative sociali e delle associazioni sportive che si occupano di integrazione sociale e lotta all’emarginazione.

Una pluralità di esperienza tenute insieme dalle splendide cornici cortonesi che accolgono le mostre: la fortezza del Girifalco, il Vecchio Ospedale in Via Maffei, Palazzo Cinaglia in Via Santucci, l’Ex Magazzino delle Carni, Palazzo Mancini Sernini, la Bottega del Comune in via Roma, in esterna il Parco del Parterre e – per la prima volta – il MAEC, il museo dell’accademia etrusca e della città di Cortona che apre al contemporaneo della fotografia.

Un’occasione per trovarsi al centro del mondo, trovare il confronto diretto con esperienze quanto più lontane tra loro e da noi. Questo significa fare cultura e dare consapevolezza: portare il mondo in Valdichiana. Il Cortona On The Move lo fa splendidamente da sei anni.

Nessun commento su Cortona On The Move 2017, il racconto del mondo in Valdichiana

La Tavola di Cortona e la lingua degli Etruschi

La civiltà etrusca è stata alla base del nostro territorio: le vestigia del passato raccontano la loro cultura, le loro abitudini e i loro costumi. L’antica Etruria occupava quasi interamente…

La civiltà etrusca è stata alla base del nostro territorio: le vestigia del passato raccontano la loro cultura, le loro abitudini e i loro costumi. L’antica Etruria occupava quasi interamente la Toscana, si spingeva fino alla pianura padana al nord e fino alla Campania al sud. Il territorio oggi rappresentato dalla Valdichiana, ai tempi degli Etruschi, poteva essere definito come uno dei cuori pulsanti della civiltà: importanti città come Chiusi, Cortona o Chianciano conservano tuttora i tesori lasciati dal popolo etrusco, dai reperti archeologici fino alle tombe funerarie.

Tra i reperti di maggiore importanza c’è sicuramente la Tavola di Cortona, chiamata anche “Tabula Cortunensis” custodita al MAEC e liberamente osservabile dai visitatori del museo. Si tratta di una lamina in bronzo con iscrizione etrusche, risalente al III o II secolo a.C, spezzata in otto parti; sette parti sono custodite al Museo di Cortona, l’ottavo tassello è tuttora mancante. Il ritrovamento della “Tabula”, infatti, è ancora avvolto da vicende poco chiare: “Sette furono consegnate nell’ottobre 1992 a Francesco Nicosia, allora sovrintendente ai Beni archeologici della Toscana, che individuò subito l’importanza eccezionale del reperto”, ma che le ha presentate pubblicamente solo nel 1999, nel tentativo di recuperare l’ottavo tassello o altre parti mancanti. I reperti furono ritrovati in località Piagge di Camucia, ma anche sul luogo di ritrovamento non c’è molta chiarezza, dal momento che il punto esatto non è mai stato identificato.

38_museo-maec-13

Sull’importanza della Tavola di Cortona, invece, non ci sono dubbi. Si tratta del terzo testo etrusco più lungo in nostro possesso, con 32 righe di scrittura su un lato e 8 righe sull’altro, iscritte con l’alfabeto arcaico della zona cortonese. Le interpretazioni correnti lo identificano come un atto di vendita, presumibilmente una transazione di vigne o di terreni agricoli nella zona del Trasimeno, da un proprietario a più compratori; questa ipotesi è avvalorata dalla presenza dello “zilath mechl rasnal”, ovvero del pretore di Cortona, che rappresentava la più alta carica cittadina nelle funzioni giuridiche. La presenza del manubrio e della capocchia testimoniano la provenienza da uno schedario notarile, con la lastra che veniva esposta in un luogo pubblico.

Un elemento interessante presente nella Tavola di Cortona è la presenza di tre elenchi di nomi: i venditori, i compratori e i garanti del contratto. Assieme al pretore di Cortona, i figli e i nipoti delle due parti erano considerati garanti dell’atto, a dimostrazione che gli impegni intrapresi dalle persone ricadevano anche sulla famiglia e sui discendenti. Inoltre, la presenza di una serie di numeri a indicare gli oggetti o i terreni messi in vendita aiutano la comprensione dei numerali utilizzati dagli Etruschi.

Il valore archeologico della Tavola di Cortona è testimoniato anche dall’utilità per il mondo accademico per l’interpretazione della lingua etrusca. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, la lingua etrusca non è affatto misteriosa o indecifrabile. Il presunto mistero, diffuso nella cultura popolare, è stato alimentato dalla probabile origine non indoeuropea della lingua etrusca, e per il dibattito che vede gli Etruschi come una popolazione arrivata in Italia dall’Asia Minore.

Anche se molti elementi della civiltà etrusca rimangono oscuri, la decifrazione della loro scrittura non è tra questi. Siamo infatti in possesso di un elevato numero di reperti archeologici (oltre 10mila) che ci permettono di identificare l’alfabeto etrusco come un derivato di quello greco, presumibilmente proveniente dall’isola di Negroponte; si tratta di un alfabeto in cui a ogni lettera corrisponde un fonema, simile a quello che utilizziamo oggi, e che ha fortemente influenzato quello latino. Siamo in possesso di testimonianze dirette (documenti in lingua etrusca) e testimonianze indirette (citazioni di opere etrusche in testi di altre lingue) che raccontano l’evoluzione dell’alfabeto etrusco con il passare dei secoli, e che mostra le sue sostanziali differenze con le lingue e i dialetti parlati dalle altre popolazioni italiche.

Il problema principale per la lingua etrusca non è quindi relativo alla decifrazione, bensì all’interpretazione: comprendere i testi è difficile, perché la lingua non sembra imparentata con le altre di origine indoeuropea. I reperti che sono giunti fino a noi sono numerosi, ma non particolarmente utili per lo scopo: le iscrizioni sono infatti brevi e di carattere funerario, con indicazioni di nomi, divinità e luoghi. La decifrazione di tali reperti è semplice, considerando l’alfabeto etrusco: per quanto riguarda i testi più complessi come la Tavola di Cortona, la Mummia di Zagabria o la Tegola di Capura, l’interpretazione linguistica diventa più difficile.

La Tavola di Cortona è uno dei reperti più importanti che siano giunti fino a noi, ma le ricerche sulla lingua degli Etruschi non sono ancora concluse: anche se le iscrizioni dell’antica civiltà che abitava il nostro territorio possono essere decifrate, non siamo ancora in possesso di strumenti adatti a un’interpretazione corretta. Gli Etruschi nascondono ancora molti tesori: la speranza è che ulteriori ritrovamenti archeologici e studi accademici possano aiutarci a mettere in luce ulteriori aspetti della loro civiltà e i forti legami con le culture dei secoli successivi.

L'evoluzione dell'alfabeto etrusco

L’evoluzione dell’alfabeto etrusco

Nessun commento su La Tavola di Cortona e la lingua degli Etruschi

Valdichiana Lounge – Vini Cortona

Valdichiana Lounge è la rubrica che vi porta a conoscere i piaceri della nostra terra: dalla degustazione dei vini ai prodotti enogastronomici di qualità! Seguite Valentina e i nostri ospiti…

Valdichiana Lounge è la rubrica che vi porta a conoscere i piaceri della nostra terra: dalla degustazione dei vini ai prodotti enogastronomici di qualità! Seguite Valentina e i nostri ospiti alla scoperta dei segreti per una piacevole degustazione e di tutti quei prodotti che rendono il nostro territorio famoso a livello internazionale: la rubrica è stata realizzata in collaborazione con il Valdichiana Outlet Village e la Fisar Valdichiana.

Nel terzo episodio andiamo a conoscere meglio i Vini DOC Cortona: undici varietà di produzioni tipiche della provincia di Arezzo, tra cui spicca il Syrah. Buona visione… e buona degustazione!

Nessun commento su Valdichiana Lounge – Vini Cortona

La Filosofia dell’Eccellenza, in poche parole. Intervista a Brunello Cucinelli

Nei giorni del Mix Festival di Cortona, Concita de Gregorio e Brunello Cucinelli hanno parlato di “Filosofia dell’Eccellenza”, di nuova fiducia nell’Italia di questo tempo e del senso della responsabilità…

Nei giorni del Mix Festival di Cortona, Concita de Gregorio e Brunello Cucinelli hanno parlato di “Filosofia dell’Eccellenza”, di nuova fiducia nell’Italia di questo tempo e del senso della responsabilità per le nuove generazioni. Alla fine dell’incontro ho cercato di carpire una dichiarazione, da parte dell’imprenditore umbro, che di fatto riassumesse in poche parole, tutto il blablabla che ha riempito le due ore all’ex convento di Sant’Agostino il 31 luglio 2015 scorso.

Brunello Cucinelli, come può un ragazzo di 25 anni pensare oggi di poter investire sul suo futuro, con il panorama desolante che ci circonda, con l’assoluta mancanza di rigore morale, senso della giustizia e fiducia nel prossimo?

No, dovete affrontare la vita con grande sogno, con grande determinazione e fierezza, ma soprattutto senza volgere le spalle alla povertà. Dovete avere il coraggio di alzare gli occhi al cielo perché è così che si vive meglio. Seriamente, senza ironie, sono certo che vi aspetti un futuro meraviglioso. Dovete avere il coraggio di dare dignità economica e morale al lavoro. A tutti i lavori.

Quindi non c’è nemmeno bisogno di scappare? Si può rimanere in questo territorio senza cercare fortuna nelle metropoli internazionali?

Sostengo che possiamo tornare a lavorare nei borghi. Siamo ormai collegati con tutti. I nostri luoghi hanno un valore particolare, unico nel mondo. I nostri manufatti devono rappresentare anche i nostri luoghi perché abbiamo la fortuna di vivere e lavorare in paesi in cui l’estetica, il clima, il mangiare, soprattutto il rapporto con le persone, hanno qualcosa di speciale. Questi sono i luoghi del rinascimento, di Lorenzo il Magnifico, voglio dire… c’è qualcosa di speciale, senza dubbio.

Nessun commento su La Filosofia dell’Eccellenza, in poche parole. Intervista a Brunello Cucinelli

Affinità/Divergenze tra Ascanio Celestini e Noi. Un’intervista

Il teatro di narrazione ha ormai, in Italia, un’importantissima tradizione. Da Marco Paolini e Marco Baliani che, negli anni ’80, seguendo il campo aperto della grande stagione monologica del teatro di…

Il teatro di narrazione ha ormai, in Italia, un’importantissima tradizione. Da Marco Paolini e Marco Baliani che, negli anni ’80, seguendo il campo aperto della grande stagione monologica del teatro di Fo e Gaber, batterono una strada analoga, tracciando da subito un percorso dalla forte importazione ‘civile’, profondamente militante e concentrata sul presente.

C’è anche chi, successivamente, inserendosi in quella grande tradizione, non scorda la lezione di Brecht, Flaiano, Beckett e Pasolini, e lo fa impostando il discorso di scena secondo precisi schemi ‘televisivi’: Ascanio Celestini ha infatti definito un metodo narrativo, sfruttando i brevissimi spazi brevi che gli erano concessi nei programmi cui ha partecipato (Parla con Me, The Show Must Go Off, tra gli altri).

Al Cortona Mix Festival ha portato lo spettacolo “Racconti d’Estate”, una summa del suo particolare ed efficacissimo metodo di mise en scène.
L’ho incontrato dopo una serie non numerabile di Martini e vino bianco nel foyer del Teatro Signorelli a Cortona, per intervistarlo come inviato della trasmissione radiofonica “Radio Incontri Goes To Mix”.

Qui di seguito la trascrizione di alcune domande.

Qual è il panorama che si pone davanti ad un narratore che cerca di raccontare questo paese come lo fai tu? O meglio, cosa fotografa il teatro di narrazione italiano oggi?

Ascanio Celestini: Niente. Io non fotografo. La fotografia è un lavoro che viene fatto attraverso la luce, che impressiona la pellicola. Quello che sta davanti alle due lenti, le quali creano prossimità con la profondità, crea l’immagine. Io invece registro. Sì registro, non fotografo. Questo registrare mi serve, per definire poi il lavoro che mi vedi fare sul palco, per due cose; la prima è ciò che scaturisce dall’incrocio di sguardi, che se ci pensi è l’etimologia della parola intervista, no? Adesso noi stiamo facendo un incrocio di punti di vista per creare qualcosa. È un piccolo rito, per quanto sia possibile ottimizzare riti in questa strana modernità in cui viviamo. Dall’altra parte, questa registrazione per me serve come studio elementare della scrittura. Quando leggo Dostoevskij o Shakespeare, io faccio una gran fatica a tirar fuori la struttura su cui quegli autori hanno lavorato. Invece quando leggo la trascrizione della mia vicina di casa, per quanto dica decisamente delle cose meno importanti di Tolstoj o di Roth, riesco perfettamente a capire come costruisce la storia. Questo è fondamentale per me. È come imparare ad impagliare una sedia; se cerco l’impagliatore sotto casa, lui con la sua umiltà, è capace di spiegarmi perfettamente l’impagliatura della sedia. Se invece cerco il campione numero uno tra gli impagliatori di sedie, probabilmente non riuscirei mai a capire nulla. Il racconto è questo: non è uno stile, ma un modo per capire come le persone operino nel mondo. Più è semplice e più è interessante come studio.

I tuoi monologhi, le strutture dei fraseggi, l’azione che imposti della messa in scena, è un lavoro che fai autonomamente. Cosa ne pensi invece del lavoro meccanico, in un mestiere come il tuo?

A.C. Tutto dipende da l’urgenza che una persona ha, quando agisce. Il film è una cosa sola. Come il libro è una cosa sola. Negli affreschi lavoravano in dieci persone, per un opera unica. È chiaro che più noi riusciamo a fare in modo che l’opera d’arte sia gestita da un’unica persona, meglio quell’opera veicolerà un’immagine di una mente. Però l’idea stessa del cantiere, che è uno spazio e un tempo preciso, rappresenta una dialettica importante. Penso al cantiere di una casa: mio padre era un piccolo artigiano e lucidava i mobili nei cantieri, come porte e finestre con coppale o vernici, smalti o addirittura a mano con la gommalacca a tampone: ecco, nel cantiere c’era il piastrellista, il falegname, il lucidatore, et cetera. È importante una dialettica che metta in relazione persone che fanno cose differenti. Il problema è un altro: l’idea novecentesca della regia che costruisce il testo teatrale, con lo sceneggiatore che si fa i cazzi suoi con la sceneggiatura, il musicista che fa le sue pippe con la musica , funzionerebbe a pieno se il teatro fosse McDonald. Avrebbe un senso, se fosse una cosa di massa. Ma visto che del teatro non gliene frega niente a nessuno, e non siamo obbligati a seguire dei precisi tempi di produzione, potremmo anche lavorare in maniera diversa dalla catena di montaggio, con tutto il rispetto per chiunque lavori in questo ambiente sfigato.

Non è che cosa ma come lo si fa.

A.C. Eh sì, tutto però dipende dall’urgenza che una persona ha. Se per le persone che lavorano in teatro l’industrializzazione è un urgenza – può essere eh – io darei loro tutta la fiducia possibile. Se mi dicessero che l’urgenza di un autore è riportare in scena le Baccanti perché è importantissimo che le persone sappiano com’è morto Penteo, e il sentore di tutti necessita che quel musicista faccia le musiche, quell’attore faccia la sua parte con la recitazione e quel regista e quel coreografo mettano in pratica le loro conoscenze, io lo sosterrei. L’urgenza in teatro è fondamentale. È anche vero però che le teorie in teatro non esistono, esiste solo la pratica, anche quando è teoria.

Che consiglio dai ai giovani attori, ma un po’ a tutti i giovani?

A.C. Tre cose; fatte pagà. Nessuno lavora gratis. Seconda cosa, come si diceva in Unione Sovietica: “Studiare, Studiare, Studiare”. Terza cosa: scappa. Vattene il prima possibile. Che prima scappi e prima ritorni.

Nessun commento su Affinità/Divergenze tra Ascanio Celestini e Noi. Un’intervista

“La Scuola”, il classico contemporaneo di Starnone e Luchetti

Gli inglesi hanno David Lodge che scrive romanzi e racconti ambientati nei campus universitari, ma anche più genericamente scolastici, e quindi narra vicende abbastanza stigmatizzate dei caratteri chiave dell’ambiente accademico…

Gli inglesi hanno David Lodge che scrive romanzi e racconti ambientati nei campus universitari, ma anche più genericamente scolastici, e quindi narra vicende abbastanza stigmatizzate dei caratteri chiave dell’ambiente accademico inglese, in particolare la Campus Trilogy, composta da Changing Places: A Tale of Two Campuses (1975), Small World: An Academic Romance (1984), e Nice Work (1988). in Italia abbiamo allo stesso modo con più o meno le stesse dinamiche letterarie, ovviamente entro paradigmi diversi come diverse sono le scuole da noi, Domenico Starnone; è uno scrittore che si direbbe “tematico”. Scrive racconti e romanzi svolti nei malandati istituti scolastici italiani. La scuola è qui sfruttata come contenitore, canale espansivo, ambiente multiforme per accedere ad altri temi; tramite la scuola Starnone parla infatti delle difficoltà del mondo del lavoro, specie quello della classe insegnante, del disagio giovanile, delle crisi di tutte le fasce d’età, dagli adolescenti ai trentenni precari, dai professori disillusi di mezza età ai pensionanti. Domenico Starnone ha scritto “Sottobanco”, una piece teatrale che è divenuta spunto per un’intera tradizione di narrativa tematica sul mondo della scuola. Dalla pièce, e da altri testi dello stesso Starnone, in particolare Ex Cattedra, del 1987, Daniele Luchetti produsse e diresse nel 1995 un delizioso affresco intitolato “La Scuola”, film di culto degli anni ’90 nonché David di Donatello al miglior film, quell’anno.

La Scuola secondo le parole di Luchetti è diventato un classico contemporaneo. Quando un testo è definito tale, non può essere modificato, anche quando questo viene esposto più di vent’anni dopo la sua prima stesura. Su questo fa perno il remake de La Scuola andato in scena al Teatro Signorelli mercoledì 1 aprile, un pienone concorde sull’applaudire, perfino a scena aperta, lo spettacolo.

Fare uno spettacolo sulla scuola degli anni ’90, nel 2015, si configura come una rappresentazione anacronistica. Quella scuola (quella di Starnone), infatti, non è ancora digitalizzata, i ragazzi hanno problemi e dipendenze diverse da quelle di oggi, hanno altri ritmi e un altro tipo di approccio alle istituzioni. I professori di oggi, d’altro canto, hanno completamente prospettive diverse rispetto a quelle dei loro predecessori, hanno vissuto un periodo formativo nel decennio del riflusso e non gli anni della protesta come gli insegnanti degli anni ’90. Il testo resta comunque ancorato a quel contesto storico; i cellulari ancestrali, i registri con le fototessere, il ministro Jervolino.

Ci sono però divergenze con l’opera originale; sono stati sì mantenuti il contesto, l’ambiente, le strutture narrative generali, ma è completamente assente il professor Sperone, interpretato nel film da Fabrizio Bentivoglio, che fungeva da contraltare pragmatico e tecnico rispetto all’idealismo del professor Vivaldi, il quale è stato cassato nella nuova mise en scène. Al suo posto non c’è sostituzione. Mentre per Anna Galiena e Mario Prosperi, nei panni dell’esilarante preside ignorante, convinto che dice in totem al posto di in toto, e non ha “mai visto” le Metamorfosi di Ovidio, ci sono marina Massironi e Roberto Citran. Per Bentivoglio si è preferito lasciare il vuoto, riscrivendo praticamente il tronco reggente di tutta la vicenda. La storia d’amore, o sedicente tale, tra il professore Cozzolino (che nel film era Prof. Vivaldi) interpretato da Silvio Orlando e la Professoressa Majello, non è così celata e mal compresa, sia dal pubblico sia dagli stessi personaggi, come nel film, ma è da subito un pettegolezzo esposto che gira a scuola e sulla cui effettiva percezione appare una lettere recapitata al preside, nella quale si accusano i due di non adempiere alle funzioni scolastiche. I professori hanno un passato politicizzato duranti gli anni ’70, il prof. Cozzolino ha preso un candelotto in petto mentre protestava dalla parte sinistrorsa del movimento mentre il professore di francese (un instancabile Roberto Nobile) ricorda di essere stato chiuso in bagno, perché fascista, dai compagni del movimento.

Allo stesso modo è dato ampio spazio agli intrighi comici, all’aspetto farsesco dei reticoli interni tra personaggi. Ridottissimo invece, lo spazio tragico dato a Cardini e al disagio umano derivato da questo personaggio esterno. La deliziosa scena in cui Silvio Orlando vola appeso al cordone della palestra, ricalcante la serie di splendidi monologhi sulla qualità di Cardini nel fare “la mosca”, non serve a fornire il tono necessario per sfumare la leggerezza farsesca nel dramma.

La Scuola rimane uno spettacolo che dovrà avere una tradizione, perché ha parlato di questo paese negli anni ‘90 e continua a dire un sacco di cose sui disagi che tutte le fasce di età hanno nel corso delle loro vite. Il disagio giovanile cambia strumenti, facce, vesti ma alla fine resta sempre figlio dello stesso mal du vivre che esiste da quando esiste l’anima degli uomini.

Nessun commento su “La Scuola”, il classico contemporaneo di Starnone e Luchetti

A Cortona va in scena la commedia “Natale al Basilico”

Il 16 Gennaio 2015, andrà in scena al Teatro Signorelli di Cortona la commedia “Natale al Basilico”, di Valerio di Piramo per la regia di Marco Nocchia. I veterani della compagnia del…

Il 16 Gennaio 2015, andrà in scena al Teatro Signorelli di Cortona la commedia “Natale al Basilico”, di Valerio di Piramo per la regia di Marco Nocchia. I veterani della compagnia del “Piccolo Teatro” porteranno in scena il divertente spettacolo in tema natalizio, ricco di situazioni entusiasmanti e colpi di scena.

Tutto è pronto alla vigilia del Natale: Oreste e Carla sono felici di passare questo giorno speciale soli soletti in tutta tranquillità. Ma una bufera di neve sconvolgerà tutti i loro piani e questa apparentemente splendida e tranquilla giornata si trasforma in qualcosa di completamente diverso.
A questo punto entra in scena un gran susseguirsi di personaggi, ad iniziare da Adele, mamma di Carla, che arriverà all’improvviso nella casa per portare scompiglio con i suoi vuoti di memoria. Poi toccherà a Vladimir, che con il suo comportamento porterà vivacità e spensieratezza. Snob e tremendamente sofisticata, poi, entrerà in scena Lilli, seguita dai figli di Oreste e Carla, Francesco e Angelo. Infine, sarà Buruni l’interprete dell’ultimo divertentissimo colpo di scena che lascerà tutti a bocca aperta.

Il sipario si alzerà su ‘Natale al Basilico’ alle ore 21:15.

Nessun commento su A Cortona va in scena la commedia “Natale al Basilico”

Valdichiana Aretina, firmato un accordo storico sulla promozione turistica

Si è svolta sabato 20 dicembre 2014, nel salone Mediceo di Palazzo Casali a Cortona, la cerimonia per la firma del Protocollo d’intesa tra i Comuni di Cortona, Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana,…

Si è svolta sabato 20 dicembre 2014, nel salone Mediceo di Palazzo Casali a Cortona, la cerimonia per la firma del Protocollo d’intesa tra i Comuni di Cortona, Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana, Lucignano, Marciano, Monte San Savino e Civitella in Valdichiana per l’integrazione dei servizi di base finalizzati alla promozione turistica.

Un atto che può essere definito storico, un accordo fattivo tra i sette comuni della Valdichiana Aretina che rappresenta la base per costruire future collaborazioni e cooperazione, non solo per quanto riguarda la promozione turistica ma anche per la valorizzazione delle risorse culturali e storico-artistiche. Durante la cerimonia, infatti, è emersa la soddisfazione per questo risultato e soprattutto la consapevolezza che esso rappresenti il primo passo verso un’integrazione ancora maggiore in tanti altri settori.

Il protocollo è entrato immediatamente in vigore con la stampa di una mappa dei musei del territorio realizzata in due lingue (italiano e inglese), con l’attivazione di un sito web dedicato (www.valdichianamusei.it) e con l’adozione di un biglietto cumulativo e di una tessera unici per l’accesso ai musei e ai siti d’interesse culturale di tutti i comuni.

Sono state inoltre definite strategie di comunicazione e promozione condivise, non solo del patrimonio storico e culturale ma anche delle attività artigianali, commerciali e ricettive. Uno dei principali obiettivi è quello di operare in sinergia per la programmazione degli eventi culturali annuali, così da renderli più efficaci e di successo. E’ stato anche definita una road map che prevede la programmazione di incontri periodici e la creazione di un’immagine coordinata del progetto Valdichiana Musei.

Nessun commento su Valdichiana Aretina, firmato un accordo storico sulla promozione turistica

Primo Duathlon della Solidarietà per la Città di Cortona

Un’originale manifestazione sportiva è in programma per domenica 14 dicembre a Cortona. Un Duathlon per ricordare una delle figure che hanno caratterizzato la vita sociale e spirituale della città negli…

Un’originale manifestazione sportiva è in programma per domenica 14 dicembre a Cortona. Un Duathlon per ricordare una delle figure che hanno caratterizzato la vita sociale e spirituale della città negli ultimi cinquanta anni: Don Antonio Mencarini.

L’evento è organizzato dal VIS Cortona Triathlon A.S.D e partirà dalle ore 9:00 da Piazza Garibaldi a Cortona, per poi concludersi alle ore 13:00 con le premiazioni.

“Questo evento è stato organizzato per dare significato e valore aggiunto che una società sportiva amatoriale operante sul territorio ormai da anni, deve avere come valore intrinseco: lo sport inteso non solo come igiene di vita, crescita sociale, integrazione e guida per la crescita delle giovani generazioni, ma anche di sostegno ed aiuto per coloro a cui la vita ha riservato un trattamento meno favorevole” – dice Carlo Monacchini presidente del VIS Cortona Triathlon A.S.D

“Come Amministrazione – dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali e Sport Andrea Bernardini – abbiamo fin da subito appoggiato e favorito la realizzazione della manifestazione perché non è una semplice gara sportiva ma ha un lato sociale importante: la presenza dell’Associazione Amici di Vada che tanto sta facendo nel nostro territorio è stato un valore aggiunto e poi la dedica a Don Antonio Mencarini una persona di straordinaria umanità, uomo di fede ma soprattutto uomo vicino ai bisogni dei più deboli.

Cortona è legata in maniera indissolubile alla sua storia, alle sue tante iniziative, al gruppo Scout Agesci, al volontariato, alle attività estive per i disabili, a chiunque negli ultimi 60 anni abbia avuto bisogno di una parola ma anche di un sostegno concreto. Una eredità fatta di fede, impegno civile e di solidarietà. Un cammino di vita straordinario nel quale l’aiuto per gli altri è sempre stato il suo faro e la sua guida.

Per l’occasione verranno raccolti fondi per l’acquisto di un televisore da destinare al Centro Residenziale di Camucia “Camilla Sernini” e all’acquisto anche di libri per bambini (fino a 3 anni) da destinare agli ambulatori pediatrici del territorio, nell’ambito del progetto Nati per Leggere.

unnamed56

1 commento su Primo Duathlon della Solidarietà per la Città di Cortona

Spettacoli e divertimento a Cortona e Camucia

Entrano nel vivo le iniziative natalizie per territorio cortonese, sabato 13 e domenica 14 dicembre 2014 spettacoli, intrattenimenti e divertimento per i più piccoli. A Cortona è stata attivata la…

Entrano nel vivo le iniziative natalizie per territorio cortonese, sabato 13 e domenica 14 dicembre 2014 spettacoli, intrattenimenti e divertimento per i più piccoli.

A Cortona è stata attivata la Giostra in Piazza Signorelli, e il Museo Maec, oltre alla collezione permanente, ospita due originali mostre: una sui Giocattoli d’Epoca e l’altra sui Mestieri dell’Arte fra Tevere e Arno.

Nel pomeriggio di oggi, sabato 13 dicembre il MAEC si animerà con i ragazzi per il progetto Archeogiocando. Domenica 14 dicembre in centro storico si animerà sin dalla mattina con il 1^ memorial di Duathlon della solidarietà Don Antonio Mencarini e aalle 17 spettacolo itinerante con Le Renne Matte.

unnamed89Tre animatori in abito da renna, con piccoli strumenti musicali intrattengono il pubblico con animazione di contatto itinerante, distribuiscono caramelline per i più piccoli. Anni di esperienza nell’improvvisazione assicurano la battuta giusta al momento giusto con la persona giusta.

A Camucia, invece, è aperta la pista del ghiaccio ai giardini del Rondò. Sabato 13 dicembre dalle 16 alle 19 tra Piazza Sergardi, in viale Regina Elena, via Ipogeo, via Lauretana, via Gramsci, spettacolo di animazione per i bambini con folletti, fate e Babbo Natale con doni per bambini e sculture di palloncini e attrazioni itineranti con il duo “Sotto le stelle”, che davanti ad un grande pacco natalizio esibirà in un concerto di canzoni cantate a due voci e suonate da fisarmonica, concertina, armonica, grancassa e box-bass. Insieme alle canzoni natalizie verrà presentato un programma ricco di storielle cantate, filastrocche, gag comiche e curiosi strumenti musicali.

Domenica 14 dicembre ore 16,30 nel centro di Camucia esibizione del gruppo sbandieratori e musici di Cortona.

Nessun commento su Spettacoli e divertimento a Cortona e Camucia

Type on the field below and hit Enter/Return to search