Seconda tappa della rubrica di itinerari lungo il Sentiero della Bonifica in Valdichiana Toscana


La sponda orientale del Lago di Chiusi separa Toscana e Umbria. Lungo quella stessa riva un tempo finiva il Granducato e cominciava lo Stato Pontificio. Il primo tratto del Sentiero della Bonifica è disseminato di indizi sul passato di questi luoghi. Nella storia del Lago di Chiusi si fondono politica e leggenda, ingegneria e agiografia. Lo chiamavano Chiaro di Luna e si raccontava che la dea del cielo Noctiluca si specchiasse nelle sue acque. Si dice anche che ogni anno, all’alba del 3 luglio, sul lago appaia la scia del mantello di Santa Mustiola: la martire cristiana l’avrebbe usato come imbarcazione per fuggire dalle guardie romane che la inseguivano su ordine dell’imperatore.

Fra Chiusi e Montepulciano risulta più facile immaginare che aspetto avesse l’antica palude. Nella terra di mezzo tra le due vasche lacustri l’aria ha un odore pungente e il tracciato propone lievi saliscendi, curve strette, piccole buche. Superato il confine fra le province di Siena e Perugia, un boschetto sulla destra porta un po’ di ombra sullo sterrato; a sinistra, nella Chiana, una coppia di nutrie nuota a pelo d’acqua.

Decenni fa questi roditori furono introdotti in Europa dal Sudamerica. La loro pelliccia era oggetto di commerci. Pare che la presenza delle nutrie sia molto aumentata per via di alcune fughe dagli allevamenti e della scelta dell’uomo di liberarne una quota in natura. Nel tragitto si possono incontrare ovunque, in acqua e sul sentiero. Una assiste al passaggio della bici a un paio di metri di distanza, altre sostano al sole un po’ più in là o si spostano nascoste dal canneto. Ciclisti e camminatori non sembrano spaventarle e non va escluso un attraversamento improvviso durante la pedalata. Comunque non sarebbe difficile scansarle, considerate le loro grandi dimensioni si vedono bene: per scrupolo, dita sulle leve dei freni.

Un cartello piantato a ridosso delle canne segna l’inizio del Comune di Montepulciano. Salitina, poi a sinistra prima di scavalcare tramite un ponte il torrente Parce. Mentre un treno ad alta velocità scorre sui binari in mezzo alla campagna, una sequenza di curve confonde i punti cardinali e il Canale Maestro scompare e riappare, cambiando lato. Dei rampicanti si sono aggrappati ai muri esterni di due costruzioni di mattoni in rovina. Al bivio che si trova a quest’altezza c’è un’indicazione per il Sentiero del Nobile di Montepulciano, che collega la cittadina all’itinerario della bonifica. Bisogna svoltare leggermente a destra e, appena attraversato il ponte successivo, è prudente scendere dalla bici per portarla a mano lungo una discesa cortissima ma ripida su cui, a frenare, si rischia di perdere l’equilibrio. Uno sciame di moscerini sbatte sul manubrio, annunciando l’arrivo al Lago di Montepulciano.

La catena si inceppa con uno scatto secco e da un albero una ventina di garzette bianche si alza in volo. La Riserva Naturale è stata istituita nel 1996 per tutelare l’habitat di specie animali e vegetali tipiche delle zone umide. Vari uccelli acquatici migratori si fermano presso i laghi di Montepulciano e Chiusi. In uno dei campi a sinistra si nota una cabina di legno coperta e rialzata da terra, a cui si accede con una scala; guardando nella direzione opposta, invece, una torre di avvistamento metallica svetta sulla linea dell’orizzonte. Il Centro visite “La Casetta” organizza sessioni di birdwatching, con escursioni a piedi e a bordo di un battello elettrico che naviga nel bacino.

Gli studiosi osservavano e censivano i volatili presenti intorno al Lago di Montepulciano già nell’Ottocento e finora, in quest’area, sono state contate oltre 190 specie differenti. Uno dei motivi per cui tanti esemplari scelgono di vivere qui per una parte dell’anno è l’abbondanza dei canneti, adattissimi per nidificare e trascorrere l’inverno. La tinta beige scuro della vegetazione predomina sul versante Ovest dello specchio d’acqua. I fusti della cannuccia di palude terminano con una pannocchia color avorio, soffice al tatto e il vento fa sfregare fra loro quelli vicini, producendo un fruscio costante. Dal centro della strada un anatroccolo nero raggiunge velocemente il bordo lago; più avanti le canne si diradano e sulla superficie si distinguono pezzi di tronchi e cespugli galleggianti. La flora all’interno della Riserva oggi rientra spesso nel novero delle piante rare.

In questo paesaggio dal fascino primordiale il regolamento consente la pesca sportiva e, lungo il perimetro dell’area protetta, il Tour del Chiaro si sviluppa per 12 chilometri, formando un anello che si sovrappone per un segmento al Sentiero della Bonifica. Il Centro visite è il luogo di riferimento per il pacchetto di esperienze turistiche attive sul Lago di Montepulciano. La struttura è circondata da un prato e dista pochi passi da un breve molo. I suoi spazi ospitano il Museo “Mestieri e ricordi del Lago”, una mostra di fossili, una sezione distaccata della Biblioteca Archivio “Piero Calamandrei” e un auditorium. Il sito web della Riserva Naturale elenca i servizi a disposizione del pubblico che qui vengono forniti: i cicloturisti possono fare affidamento sul punto ristoro, la foresteria, il noleggio bike e un bicigrill per semplici manutenzioni.


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Bianca Sestini
Bianca Sestini

Giornalista professionista dal 2020, si è laureata in Giurisprudenza all'Alma Mater Studiorum Università di Bologna e ha frequentato la Scuola di Giornalismo "Massimo Baldini" di Roma. Orgogliosamente chianina dal 1991, non sopporta le salite in bici e sta lavorando sulla sua fobia per nutrie e cinghiali. Scrive di itinerari, territorio, turismo lento.

1 thought on “Il Sentiero della Bonifica – Tappa 2: dal confine Siena-Perugia al Lago di Montepulciano

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