La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: bonifica

La Bonifica Leopoldina in Valdichiana verso il registro dei Paesaggi Rurali Storici

La Valdichiana toscana, intesa come territorio comprendente la Valdichiana senese e aretina, è caratterizzata dal ruolo storico della bonifica e della gestione delle risorse idriche che ne hanno modellato il…

La Valdichiana toscana, intesa come territorio comprendente la Valdichiana senese e aretina, è caratterizzata dal ruolo storico della bonifica e della gestione delle risorse idriche che ne hanno modellato il paesaggio rurale nel corso degli ultimi secoli, permettendo lo sviluppo dei terreni agricoli e dell’economia attuale. L’assetto del reticolo idrografico che possiamo osservare ancora oggi, così come la rete di fossi e canali e l’assetto poderale in cui sono suddivise le campagne, sono il risultato della gestione del territorio attraverso le grandi fattorie granducali originate dalla bonifica leopoldina.

Proprio per certificare l’integrità di questo paesaggio rurale e testimoniarne l’importanza storica e culturale è nato il progetto di candidatura dell’intera area al registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Si tratta di un progetto di area che coinvolge undici Comuni della Valdichiana aretina (Castiglion Fiorentino, Civitella, Cortona, Foiano, Lucignano, Marciano, Monte San Savino) e senese (Chiusi, Montepulciano, Torrita, Sinalunga) uniti per il raggiungimento di questo importante obiettivo, che sta raggiungendo la sua fase finale

La candidatura riguarda infatti il “Paesaggio Storico della Bonifica Leopoldina in Valdichiana”, un’area definita da oltre 23mila ettari del fondovalle interessata dai processi di bonifica e dallo sviluppo agricolo degli ultimi due secoli. Si tratta di un importante percorso di valorizzazione territoriale che comprende un profondo e dettagliato studio tecnico per valutare l’importanza del paesaggio rurale, misurandone l’evoluzione nel corso dei decenni, analizzando l’utilizzo del suolo, le dinamiche sociali e culturali, i processi economici che hanno interessato l’agricoltura locale.

L’obiettivo della candidatura è quello di essere inseriti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, un registro istituito dal Ministero competente (MiPAAFT) al fine di raccogliere le candidature provenienti dagli enti interessati su tutto il territorio nazionale, che soddisfino determinati requisiti di ammissibilità, definendo la loro significatività, integrità e vulnerabilità, tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono loro attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate.

Il percorso di candidatura, iniziato già nel 2019 con la scheda di segnalazione, ha  avviato un percorso di studi, ricerche, condivisioni e concertazioni sul territorio che ha portato alla redazione di un complesso dossier per l’iscrizione definitiva nel registro nazionale.

Tale dossier ha messo in luce l’importanza storica del paesaggio della bonifica leopoldina: quello che caratterizza il territorio della Valdichiana preso in esame, infatti, è un paesaggio scaturito dalle trasformazioni operate dalle comunità locali che, grazie alle opere di ingegneria della bonifica, hanno formato un paesaggio rurale unico nel suo genere, attraverso l’importante rete idraulica, principale e secondaria, che contraddistingue anche la forma degli appezzamenti.

Fin dall’antichità il territorio della Valdichiana Toscana è stato caratterizzato dalla gestione delle risorse idriche: l’area fu una campagna fiorente già dall’epoca etrusca e romana, allora attraversata dal fiume Clanis, per poi subire un progressivo impaludamento in epoca medievale. Il processo di bonifica partito dal XVI secolo si è concluso solo nella prima metà del XIX secolo, permettendo il nuovo sviluppo di terreni agricoli, assicurando una notevole salubrità e rendendola una delle aree più fertili d’Italia. Le infrastrutture comprendono un sistema di chiuse, di “chiari” (i due bacini di Chiusi e Montepulciano) e di colmate che costituiscono un reticolo idrografico complesso, che è al centro della presente candidatura. La liberazione di ampie estensioni di terreno coltivabile ha consentito un nuovo assetto del territorio, tutt’oggi perfettamente leggibile anche a una prima analisi: l’assetto poderale presenta in primo luogo le dieci fattorie granducali e la suddivisione in poderi; tale assetto è stato gestito, sino in tempi molto recenti, tramite il contratto di mezzadria.

Il dossier di candidatura ha dimostrato che il paesaggio della Valdichiana Toscana presenta un alto livello di integrità, grazie alla continuità dell’utilizzo del suolo: il fondovalle intorno all’attuale Canale Maestro è stato bonificato appositamente per favorire la coltivazione, e ha mantenuto tale funzione. Anche se il disegno dei campi è variato, la rete di fossi e canali originati dalla bonifica leopoldina si è mantenuta come in origine. Lungo la rete idrografica sono poi presenti antiche opere ingegneristiche e architettoniche che possiamo tuttora apprezzare (come ad esempio la Chiusa dei Monaci, la Botte allo Strozzo o il Callone di Valiano).

Dal punto di vista tecnico, il dossier ha mostrato come il valore di integrità paesaggistica sia pari al 76,75%, una delle classi più avanzate del registro nazionale. Tale valore è stato ricavato attraverso uno specifico strumento chiamato Valutazione Storico Ambientale (VASA), attraverso il confronto e l’elaborazione dei dati tra le cartografie di due epoche differenti (1954-2013). Secondo questo studio, le superfici dedicate ai seminativi lungo il Canale maestro della Chiana si sono mantenute sostanzialmente integre durante il corso degli anni, senza intaccare eccessivamente il paesaggio agricolo dell’area.

Il percorso di candidatura, durato oltre due anni, è giunto alla sua fase finale: il paesaggio della bonifica leopoldina è in attesa della valutazione finale e dell’inserimento nel registro dei Paesaggi Rurali Storici. Nel corso degli ultimi mesi si sono succedute una serie di iniziative pubbliche per coinvolgere le istituzioni locali e la cittadinanza, guidate dal gruppo di lavoro di cui sono stato onorato di far parte. Durante tali incontri sono state raccolte proposte, suggerimenti e idee utilizzate per integrare ulteriormente il dossier di candidatura.

Il soggetto promotore del percorso di candidatura è Qualità e Sviluppo Rurale srl, società del territorio che da anni lavora sul territorio con progetti di valorizzazione e sviluppo sostenibile riconosciuta quale eccellenza; il comitato promotore è formato dai Comuni nei quali ricade amministrativamente l’area interessata. A sostegno della candidatura hanno inoltre aderito la Regione Toscana la Scuola di Rigenerazione Urbana ed Ambientale dell’Università Telematica Pegaso, L’Università Sapienza, la Camera di Commercio Arezzo-Siena, Coldiretti Arezzo, Confindustria Arezzo-Siena, Confcommercio Arezzo, Confesercenti Arezzo, Alpaa Cgil Toscana, Cna Arezzo, Confagricultura Arezzo, Cia Arezzo, Cia Siena, l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “A. Vegni” delle Capezzine-Cortona.

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Le Fattorie Granducali in Valdichiana

Le fattorie granducali hanno contribuito nei secoli a creare l’immagine più conosciuta e amata della Valdichiana. Provate a sedervi, chiudete gli occhi e pensate a questa meravigliosa terra. Posso supporre…

Le fattorie granducali hanno contribuito nei secoli a creare l’immagine più conosciuta e amata della Valdichiana. Provate a sedervi, chiudete gli occhi e pensate a questa meravigliosa terra. Posso supporre che avrete visualizzato dolci colline, attraversate da bianche strade sterrate delimitate da alti cipressi, che salgono fino a vecchissime ville in mattoni in cui chiunque, almeno una volta nella vita, ha pensato “come sarebbe bello vivere lì”.

La valle attraversata dal Clanis, l’antico fiume dell’Etruria meridionale, abbonda di antiche fattorie costruite nella prima metà del XVIII secolo, come passo conclusivo del processo di bonifica e appoderamento della Valdichiana iniziato nei primi anni del ‘500 dalla dinastia Medici. Dopo decenni dedicati al risanamento della palude, che copriva 8.800 ettari di terreno e si estendeva da Arezzo a Chiusi, i fiorentini, che si erano impossessati dei territori di Arezzo nel XIV secolo e di Siena dopo la Battaglia di scannagallo nel 1554, ordinarono la costruzione di tredici fattorie. Disposte in modo da coprire l’intera vallata, queste imponenti abitazioni erano riservate ai proprietari terrieri o ai loro contadini e servivano a organizzare i lavori agricoli di tutti i terreni coltivati a cui facevano riferimento: i terreni erano suddivisi in poderi, generalmente condotti con il sistema della mezzadria. Le fattorie granducali in Valdichiana erano le seguenti: Foiano, Bettolle, Abbadia, Acquaviva, Dolciano, Chianacce, Creti o S. Caterina, Montecchio Vesponi (che comprendeva anche Capannacce), Brolio, Pozzo, Frassineto e Font’a Ronco.

È possibile leggere la Valdichiana granducale come l’esito di un grande piano che ha proceduto dal generale al particolare: piano territoriale, con la scelta tra le strategie e le opzioni di fondo; bonifica per colmata o per essiccamento; modalità insediative e appoderamento; ruolo delle colmate; ruolo dei canali allaccianti nell’assicurare lo scolo delle acque alte provenienti dalle colline; previsione delle vie e dei ponti principali, del numero e della dimensione delle varie fattorie; il loro piano urbanistico; la suddivisione in poderi ecc. Un percorso che ha permesso a queste meravigliose fattorie del ‘700 di giungere fino a noi, con la loro ricchezza storica che, come scrive il Prof. Gian Carlo Di Pietro nell’Atlante della Val di Chiana, fa di questa terra un monumento dell’identità toscana.

Nel corso degli anni le fattorie sono più volte cadute in disgrazia, ma sono comunque giunte fino a noi nel loro splendore, ricche di fascino e di tradizione. Nel 1799, a seguito dell’avvento di Napoleone in Italia, tutti i beni, comprese queste ville, vennero incamerati dal Governo francese; durante la Restaurazione passarono ai Lorena e da questi, infine, al nuovo Regno d’Italia, che le vendette a privati.

[Le immagini delle fattorie sono tratte da G. F. Di Pietro (a cura di), Atlante della Val di Chiana, Debatte Editore, Livorno, 2009]

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Frontiera Due: se una Leopoldina potesse parlare

La leopoldina è la tipica casa contadina: lungo tutta la Valdichiana è possibile osservare queste particolari abitazioni che raccontano la storia del nostro territorio. A volte si trovano in stato di…

La leopoldina è la tipica casa contadina: lungo tutta la Valdichiana è possibile osservare queste particolari abitazioni che raccontano la storia del nostro territorio. A volte si trovano in stato di abbandono, altre volte sono state ristrutturate o riconvertite in abitazioni, magazzini o agriturismi. Le leopoldine racchiudono tra le loro mura le vicende delle campagne della Valdichiana degli ultimi tre secoli, le complicate fasi di passaggio che dalla civiltà contadina hanno portato alle rivoluzioni del Novecento, alla fine della mezzadria, fino all’attuale modello sociale, urbano ed economico.

Proprio queste storie sono alla base del romanzo di Piero Giulio Baricci, “Frontiera Due”, pubblicato pochi mesi fa dalla casa editrice Don Chisciotte. Se una leopoldina potesse parlare, quante storie avrebbe da raccontare? Questa è la domanda a cui ha cercato di dare una risposta l’autore, intrecciando le vicende delle campagne della Valdichiana in un romanzo che ripercorre gli ultimi due secoli di storia.

La leopoldina è infatti la tipica casa settecentesca fatta costruire durante la bonifica della Valdichiana dai Granduchi di Toscana: prendono il nome da Pietro Leopoldo di Lorena, che impiegò grandi sforzi nelle opere di bonifica dei terreni e nella creazione di nuove fattorie. Le leopoldine furono le prime vere case rurali delle campagne, disseminate nei poderi e raggruppate nelle fattorie padronali, in cui venivano poi spostati i mezzadri per la conduzione dei terreni. Queste particolari abitazioni erano costituite da una struttura molto ampia, per ospitare più nuclei familiari, anche trenta persone contemporaneamente: al primo piano si trovavano le abitazioni, mentre al piano terra le stalle e i magazzini. Caratteristico il lucernario in cima al tetto, chiamato “piccionaia”, e il cortile adiacente denominato “aia”; con il passare del tempo le abitazioni si sono dotate di servizi sempre maggiori, senza però mutare la loro funzione fino al termine del sistema mezzadrile.

Questo particolare tipo di abitazione, che si lega in maniera così forte al modello sociale di vita contadina, non poteva che diventare uno spunto per una vicenda avvincente, anzi per più vicende che si intrecciano tra di loro. Baricci ha infatti immaginato una leopoldina abbandonata, “Frontiera Due”, e le ha fatto raccontare le sue storie, percorrendo generazioni su generazioni.Baricci frontiera due

Piero Giulio Baricci è un biologo in pensione, da sempre appassionato lettore, che soltanto in età matura ha realizzato il suo primo romanzo. L’attività letteraria si lega a doppio filo con un’altra passione, quella della musica: Baricci ha infatti suonato per anni la chitarra e il basso, scrivendo molti testi di canzoni.

Con il suo gruppo musicale ha suonato per anni, provando in una leopoldina che ha poi ispirato il podere chiamato “Frontiera Due”; in alcune occasioni ha ospitato anche i giovanissimi Baustelle, una delle band più famose uscite da Montepulciano, ai tempi in cui non avevano ancora gli strumenti con cui provare. Baricci ha visto crescere i Baustelle, prestando loro gli strumenti e la leopoldina, e di quelle esperienze il compaesano Francesco Bianconi ha sempre tenuto gran conto, tanto da scrivere un commento pubblicato a margine di “Frontiera Due”. D’altronde anche Bianconi, come Baricci, ha aggiunto alla passione per la musica quella della letteratura, pubblicando due romanzi con la Mondadori.

Il romanzo di Baricci racconta la vicenda di una tipica casa colonica della Valdichiana, attraverso l’espediente del ritrovamento di un manoscritto in cui si intrecciano le tante storie e i tanti personaggi che sono ruotati attorno al podere “Frontiera Due”. Un nome inventato per una leopoldina come tante, uno dei tanti poderi in rovina che si possono incontrare lungo le strade e le campagne della Valdichiana. Un podere abbandonato che incontra un personaggio abbandonato, lasciato solo da tutti, e queste due solitudini si parlano a vicenda e aprono la via ai racconti del passato.

Ogni capitolo viene introdotto da una citazione di un brano musicale, per sottolineare con più forza il legame tra musica e letteratura. Nel corso dei capitoli del romanzo, di circa quattrocento pagine, emergono personaggi inventati e personaggi reali, riproposti attraverso l’estro dell’autore in situazioni verosimili. Ad esempio l’ingegnere aretino Fossombroni, artefice delle colmate della bonifica, oppure il Granduca Leopoldo di Toscana, fino a Giuseppe Garibaldi e ai soldati della Grande Guerra.

La storia si intreccia alla biologia, alla musica, all’arte: la personalità poliedrica di Baricci si è cimentata anche nell’illustrazione della copertina, perché l’autore si diletta anche a dipingere. La copertina rappresenta una falena nata dai bachi da seta, un allevamento che è stato molto importante per l’economia della Valdichiana: erano infatti molti i contadini che utilizzavano i piani superiori delle leopoldine e addirittura le camere da letto per l’allevamento del baco da seta, e la stessa Fortezza di Montepulciano ha ospitato un importante stabilimento bacologico nel XIX secolo.

Questo romanzo ha il pregio di ricordarci l’importanza storica della leopoldina, non soltanto come particolarità architettonica, ma per la sua valenza sociale, culturale ed economica. Piero Giulio Baricci ha il merito di aver intessuto, come in un bozzolo di seta, la musica, la biologia, l’arte e la letteratura. Perchè la letteratura, come ha scritto Francesco Bianconi in “Frontiera Due”, è forse l’unica e commovente forma di biologia possibile.

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Maiolo (Uila) e Cagnetti (Filbi-Uil): “Cancellare i Consorzi di Bonifica è un rischio che non possiamo correre”

A poco meno di due anni dall’approvazione della L.R. 79/2012 con la quale la Regione Toscana ha provveduto ad attribuire e regolamentare le competenze dei consorzi di bonifica, i parlamentari…

A poco meno di due anni dall’approvazione della L.R. 79/2012 con la quale la Regione Toscana ha provveduto ad attribuire e regolamentare le competenze dei consorzi di bonifica, i parlamentari toscani, alla ricerca forse di un consenso basato sulla mera analogia “Consorzio uguale tassa”, rischiano di minare in modo irreparabile con la loro proposta di legge un comparto, quello della bonifica che opera quotidianamente e con evidenti risultati nella nostra regione nella difesa dal rischio idrogeologico, con il solo risultato di derubricare gli effetti della legge regionale ancora in fase di attuazione, contravvenendo così con un clamoroso autogol ai suoi principi ispiratori.

La proposta di legge dell’On. Donati del Partito Democratico non tiene conto delle ricadute occupazionali ma, al contrario, espone i lavoratori dei consorzi di bonifica alla scure del licenziamento, insistendo sulla eliminazione dei consorzi stessi e smantellando di fatto l’unico e l’ultimo presidio di tutela idrogeologica del territorio.

“È infatti grazie alla professionalità dei lavoratori che operano all’interno dei consorzi – commenta così il Segretario Regionale del FILBI Andrea Cagnetti – che le sciagure ambientali che si sono succedute anche sul nostro territorio non hanno avuto ripercussioni ancor più gravi: c’è bisogno di una politica di prevenzione strategica e strutturale contro il dissesto idrogeologico dell’Italia”.

Con quella proposta di legge non si prevede alcuna efficace alternativa all’organizzazione consortile e soprattutto, non si destina al presidio del territorio nuove risorse. Desta inoltre preoccupazione la volontà di trasferire il personale in modo approssimativo, senza considerare il patrimonio di conoscenza del territorio, ed in barba al rispetto dei diritti acquisiti e riconosciuti dal CCNL.

La UILA e il FILBI stigmatizzano questa nuova ulteriore proposta per gli effetti che produrrebbe ed invitano gli amministratori ed i parlamentari ad incoraggiare la Regione Toscana a dare seguito ed attuazione alla legge di riordino, affinché predisponga i necessari regolamenti e statuti che devono essere ancora adottati dai consorzi a distanza di due anni e che sono propedeutici alla funzionalità di questi enti. Tutto questo senza considerare che i consorzi sono enti che si autofinanziano con la contribuenza, senza gravare sui bilanci degli enti locali per circa 60 milioni di euro nella sola nostra regione.

“La manifestazione che si terrà a Roma il 29 novembre e lo sciopero confederale del 12 dicembre – conclude Triestina Maiolo, Segretario Generale della UILA – saranno un segnale importante contro proposte come questa che recano solo danni al nostro Paese e minacciano migliaia di posti di lavoro.”

Triestina Maiolo, Segretario Generale della UILA Toscana
Andrea Cagnetti, Segretario Regionale del FILBI-UIL Toscana

Comunicato stampa del 28 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

 

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Il Torrione della Fattoria Granducale di Abbadia

Nel nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più importanti e caratteristici della Valdichiana senese, non potevo evitare di soffermarmi su un luogo che rappresenta la mezzadria e la bonifica del…

Nel nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più importanti e caratteristici della Valdichiana senese, non potevo evitare di soffermarmi su un luogo che rappresenta la mezzadria e la bonifica del nostro territorio, e che è anche un monumento simbolico al passato di tante famiglie locali. Un luogo del cuore, insomma.

torrione 3Il Torrione della Fattoria Granducale di Abbadia è ancora oggi presente al termine della Fila, la lunga strada nei pressi di Valiano che attraversa i poderi dell’antica fattoria, attorno a cui hanno vissuto generazioni di mezzadri, i pilastri della civiltà contadina da cui si è originata l’attuale Valdichiana. Si tratta di un edificio di origine settecentesca, che veniva utilizzato come punto di osservazione sulle colmate della Bonifica della Valdichiana. Originariamente faceva parte della fattoria di Bettolle, ma in epoca ottocentesca venne utilizzato come base per la costruzione delle fattorie granducali di Abbadia e Acquaviva, man mano che la bonifica procedeva e più campagne si liberavano.

Nel corso della sua lunga storia il Torrione è stato utilizzato come granaio, come magazzino, come sede di scuole primarie per tanti figli di contadini, come punto di avvistamento privilegiato sulla bonifica e sulla mezzadria. Nel secondo dopoguerra, divenne anche l’abitazione della guardia campestre e la sede della stalla con i tori della fattoria. Il Torrione ha seguito le vicende della Fattoria Granducale di Abbadia, una tenuta agricola di circa 700 ettari che dalla fine del XIX secolo è passata sotto le proprietà dei conti Bastogi e negli anni ’20 alla famiglia dei fattori Ciuffi. Proprio la famiglia Ciuffi tuttora rimane alla guida dell’azienda agricola proprietaria del Torrione, dopo le varie vicissitudini dovute alla fine del sistema mezzadrile e ai cambiamenti sociali ed economici del secondo dopoguerra.

Il Torrione era anche un luogo simbolico per tutti i mezzadri della fattoria, sempre presente nei loro racconti: oltre a ospitare le scuole primarie, i magazzini o le abitazioni della guardia campestre, era anche un punto di riferimento visivo all’interno della grande tenuta, era un punto di raccolta e di aggregazione della comunità, a testimonianza di un passato che ha dato vita alla Valdichiana così come oggi la conosciamo.

Nonostante questo grande valore storico e culturale, oggi il Torrione è una struttura inagibile e che rischia di andare in rovina. Necessita di interventi di ristrutturazione e di valorizzazione, possibilmente collegati a progetti per il recupero che potrebbero prevedere un collegamento al Sentiero della Bonifica e il ricordo della memoria contadina attraverso un museo dedicato alla mezzadria.

Torrione 2Un’opportunità concreta per recuperare il Torrione è offerta dal censimento del Fondo Ambientale Italiano, “I luoghi del Cuore”, che prevede dei sostegni concreti a progetti di salvaguardia e valorizzazione. Attraverso il censimento del FAI, che prevede la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini attraverso un semplice voto online o una firma, sarà possibile proteggere un luogo simbolico per tutta la Valdichiana. il Torrione fa parte della speciale classifica “Expo 2015 – Nutrire il Pianeta”, dedicata a tutti luoghi legati alla produzione alimentare, con una storia e una peculiarità da tutelare, per non smarrirne la memoria e il significato. I luoghi con il maggior numero di segnalazioni all’interno di questa speciale classifica potranno beneficiare di un intervento diretto da parte del FAI per progetti di recupero e valorizzazione.

Se volete contribuire gratuitamente a proteggere il Torrione, potete sostenere il progetto attraverso un semplice voto online a questo link: Luoghi del Cuore FAI

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Il Lago di Montepulciano

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese, tra gli angoli più nascosti e le eccellenze di fama internazionale. Non poteva mancare un appuntamento dedicato…

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese, tra gli angoli più nascosti e le eccellenze di fama internazionale. Non poteva mancare un appuntamento dedicato al Lago di Montepulciano, residuo della grande palude che un tempo caratterizzava la Valdichiana.

Il Lago di Montepulciano è un bacino lacustre formato dal Canale Maestro della Chiana, unico immissario ed emissario; situato a poca distanza dal Lago di Chiusi e dal Lago Trasimeno, le sue sponde meridionali segnano il confine tra la Toscana e l’Umbria. Lo specchio d’acqua porta la testimonianza di una storia millenaria: la palude ebbe infatti origine dal mare pliocenico che invase la depressione della Valdichiana fino a mezzo milione di anni fa. Nell’area sono stati rinvenuti reperti fossili di mamut, ippopotami e cervi che testimoniano la grande dimensione del bacino lacustre; quando la Toscana meridionale venne interessata dal sollevamento causato dagli episodi vulcanici del Monte Amiata, la valle divenne fluviale e diede origine al fiume Clanis. La deviazione delle sue acque tra il fiume Tevere e il fiume Arno hanno caratterizzato l’impaludamento secolare di queste terre, della cui bonifica il Lago di Montepulciano è testimone.

Oltre alla sua importanza storica, il Lago di Montepulciano rappresenta anche una delle più importanti zone umide dell’Italia centrale ed è un’area naturale protetta fin dal 1996, quando venne investita del titolo di Riserva Naturale dalla Regione Toscana, assieme ad alcuni terreni agricoli adiacenti e parte del Canale Maestro della Chiana. La Riserva Naturale copre circa 300 ettari, nella parte meridionale del Comune di Montepulciano.

lago di montepulciano

La protezione dell’area naturale e il percorso di valorizzazione dura da oltre vent’anni. Già nel 1989 il Come di Montepulciano e la Provincia di Siena avevano affidato l’area in gestione alla LIPU, rendendola un’Oasi Naturale. Con la nascita della vera e propria Riserva Naturale c’è stato poi un tentativo di riassetto e di rilancio dell’area protetta, la cui gestione è stata affidata all’Associazione Amici del Lago di Montepulciano.

Gli appassionati di birdwatching conoscono bene questo lago, poiché si tratta di un importante punto di sosta per l’avifauna che migra dai paesi africani verso l’Europa. All’interno della Riserva Naturale sono presenti numerose specie di uccelli, che la utilizzano per lo svernamento e per la nidificazione. Da non trascurare neppure la pesca, poiché all’interno delle acque lacustri sono presenti specie originarie quali l’anguilla, il cavedano e lo spinarello, e specie introdotte come il luccio, la carpa e la tinca. Intere generazioni chianine hanno pescato in queste acque, mentre i mezzadri coltivavano i terreni agricoli circostanti.

Il Centro Visite “La Casetta” della Riserva Naturale Lago di Montepulciano, situato in prossimità del lago e dei sentieri che lo circondano, è facilmente raggiungibile sia da Acquaviva che da Valiano. All’interno del centro è possibile trovare materiale didattico e informativo sul territorio, oltre a un museo che raccoglie oggetti e reperti ritrovati negli insediamenti dei dintorni. È presente anche una sala convegni in cui vengono ospitate mostre, seminari, workshop e una serie continua di eventi durante tutto l’anno, oltre a un punto ristoro e a un ampio parcheggio attrezzato anche per i camper.

Al Centro Visite è possibile prenotare escursioni guidate sui sentieri ed escursioni in battello, per godere appieno dell’area naturale. Il sentiero che attraversa parte del canneto termina con una torretta d’avvistamento, oltre a confinare con il Sentiero della Bonifica, itinerario ciclopedonale che percorre tutta la Valdichiana dalla Chiusa dei Monaci di Arezzo a Chiusi Scalo. Che siate appassionati di birdwatching, amanti delle aree naturali protette o semplicemente dei turisti alla ricerca di un posto tranquillo in cui riassaporare il ricordo dell’antica palude della Valdichiana, il Lago di Montepulciano è sicuramente una tappa obbligata.

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Consorzio di Bonifica: si vota sabato 30 Novembre

Sabato 30 novembre si vota per il rinnovo del Consorzio di Bonifica. La Regione Toscana, con la legge 79/2012, ha accorpato in soli 6 soggetti gli attuali 33 enti gestori,…

Sabato 30 novembre si vota per il rinnovo del Consorzio di Bonifica. La Regione Toscana, con la legge 79/2012, ha accorpato in soli 6 soggetti gli attuali 33 enti gestori, che comprendevano tredici consorzi e tredici Unioni di Comuni, più 7 consorzi interregionali.

Il Consorzio di Bonifica è un Ente con personalità giuridica pubblica, amministrato dai propri consorziati, che opera in base alla Legge Regionale 34/94 “Norme in materia di bonifica” e successive modifiche e integrazioni alle norme del proprio statuto. Ogni cinque anni i consorziati eleggono, fra di loro, i componenti elettivi del Consiglio dei Delegati. Dopo le elezioni, il Consorzio sarà l’unico soggetto a svolgere l’attività di manutenzione. Prima della riforma, invece, l’attività di manutenzione ordinaria era suddivisa fra più soggetti: Province, Consorzi, Unioni di Comuni. Con la riforma, alle Province spettano compiti di controllo e vigilanza sui corsi d’acqua mentre alla Regione, oltre a coordinare il lavoro di Province e Consorzi, spetta il compito di realizzare le opere strategiche a livello regionale.

La norma regionale stabilisce che tutto il tributo ritorni sotto forma di lavori per il territorio, riducendo al minimo le spese amministrative di gestione. La nuova legge regionale dice chiaramente che saranno tenuti al pagamento del tributo solo i consorziati che riceveranno un beneficio “specifico e diretto” dall’attività del Consorzio, infatti, questo tributo non è una tassa di scopo ma un contributo che consente di mantenere e incrementare il valore di case e terreni.

Gli elettori del nostro territorio sono oltre 204mila, e contribuiranno a formare il Consorzio “Alto Valdarno” che va dal Valdarno fiorentino fino alla Valdichiana senese e la provincia di Arezzo. Gli elettori di quest’area eleggeranno 15 rappresentanti per l’assemblea consortile, a cui si aggiungeranno 11 rappresentanti a nomina diretta, scelti dai presidenti delle province interessate e tra i sindaci del Consiglio delle Autonomie Locali.

Le elezioni si svolgeranno sabato 30 novembre con metodo proporzionale e gli elettori avranno diritto di voto sulla base dei pagamenti effettuati, suddivisi in tre diverse sezioni a seconda del livello di contributo richiesto. La prima sezione riguarda gli elettori che pagano fino a 30.31 euro; la seconda va dai 30.31 euro a 270.48 e l’ultima da 270.48 in su. Ogni sezione elegge i propri rappresentanti tramite liste, il cui termine per la presentazione è stata chiusa il 22 novembre scorso. Nelle votazioni sono presenti 4 liste: Più bonifica intra Tevero et Arno, Bonifica Bene Comune, L’Altra Bonifica e Cittadini alluvionati e avvelenati.

Maggiori informazioni sulla riforma e sulla votazione possono essere consultate a questo link.

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