Vi racconterò storie affascinanti di uomini e donne sepolti nel cimitero monumentale di Foiano della Chiana, le cui esistenze si sono intrecciate con le tappe più significative del passato del borgo aretino. Vi condurrò in un freddo e umido sotterraneo, alle cui pareti sono appese incredibili decorazioni mortuarie, che da un secolo omaggiano defunti di altre epoche. Vi guiderò nella penombra di stanze interrate, abitate da grossi ragni neri, che per decenni hanno tessuto ragnatele dall’aspetto macabro e inquietante. Sarà un itinerario alla scoperta dei segreti del cimitero di Foiano, per riportare alla luce storia e arte di un piccolo paese già ricchissimo di cultura.

La prima tappa di questo viaggio sono le “catacombe” situate sotto l’oratorio al centro del grande loggiato semicircolare. Per raggiungere l’antica cappella è necessario attraversare tutto il camposanto nella sua lunghezza.

Il cimitero monumentale di Foiano della Chiana venne costruito alla fine del Settecento, seguendo gli orientamenti del Granduca Pietro Leopoldo, che vietavano la sepoltura all’interno delle chiese nell’ambito di una complessiva riorganizzazione dello Stato, che interessava anche la sanità. Attraverso modesti lavori di muratura l’antica pieve di S. Martino, edificata nel X secolo e situata a poche decine di metri dell’antica Via Cassia, venne ridotta a cappella del cimitero su progetto dell’architetto Leonardo De Vegni nel 1783, responsabile anche di quelli coevi del Teatro e della Torre civica all’interno del centro storico.

Cimitero monumentale di Foiano della Chiana. Mattino di gennaio.

 

Adiacente all’ingresso una piccola porta sulla parete sinistra nasconde una scala che sprofonda nell’oscurità. Non è possibile addentrarsi in quel buio se non accendendo un vecchissimo interruttore, che flebilmente illumina le rampe. Il cambio di temperatura che si avverte sulla pelle è immediato. Subito l’umidità si appiccica sul viso e sulle mani, il muro trasuda e dense nubi di alito caldo escono dalla bocca a ogni respiro.

È solo quando si entra nella stanza interrata che ci si accorge delle stupende decorazioni che sono appese alle pareti. Sono scarsamente illuminate dalla luce gialla di due lampade attaccate al soffitto, ma tanto basta per cogliere subito i primi dettagli. Si tratta di due grandi corone floreali, che nonostante gli anni pare abbiano conservato vita e colori. La linfa sembra non essersi mai esaurita e rose bianche e fiori candidi completano la composizione che sembra composta soltanto qualche ora prima, tanto appaiono freschi i petali. Viene da chiedersi “com’è possibile?”. Ma la domanda si dissolve in una frazione di secondo, appena si capisce che foglie e fiori sono forgiati in metallo. Un nastro scuro, anch’esso in metallo sottile, cade lungo la circonferenza dando l’impressione di leggerezza e delicatezza. I dettagli sono maniacali, coperti solo dalla polvere e dalle ragnatele.

Foto scattata con cavalletto in assenza di luce

 

Di fronte, su una delle due colonne che stanno al centro della stanza è appesa una grande teca. Il vetro, sporco e polveroso, ha salvato dalle intemperie un autentico capolavoro. All’interno è conservata una terza composizione floreale che incanta per i suoi colori. Il metallo che compone le foglie si intreccia e lascia il posto a fiori dalla tinta delicata, molto probabilmente in porcellana.

Foto scattata con cavalletto in assenza di luce

 

Gli altri tre lati della stanza comunicano con piccole cripte. In ciascuna le decorazioni floreali costituiscono l’unico arredo. Adagiate per terra o appese alle pareti, queste opere di fine artigianato sono il tributo che i familiari hanno dedicato al caro defunto. Presumibilmente si tratta di oggetti che solo famiglie facoltose potevano permettersi. Non a caso, in una delle stanzette mortuarie sono dipinti due stemmi araldici di ignote famiglie foianesi: una peculiarità condivisa soltanto dai nobili. Di questa anche il soffitto è decorato. Sembra di stare sotto un cielo notturno illuminato da stelle dorate.

 

Quest’angolo affascinante del cimitero di Foiano ci permette non soltanto di ammirare pezzi rari di artigianato, ma anche di capire rituali e usanze di oltre un secolo fa.

Nel prossimo articolo andremo alla scoperta di personaggi che hanno scritto la storia di questo incredibile paese toscano.

 


Fonti

Palmerini Francesco, Un paese toscano Foiano della Chiana, Giardini, Agnano Pisano, 1964

izi.TRAVEL the storytelling platform, Trekking a Foiano della Chiana, https://izi.travel/it/bdd4-trekking-a-foiano-della-chiana/it#883b2f1b-3982-48b9-ac6c-f15aa24acd84

Enciclopedia Treccani, De Vegni Leonardo Massimiliano, http://www.treccani.it/enciclopedia/de-vegni-leonardo-massimiliano_(Dizionario-Biografico)/

Intervista audio al custode del cimitero Stefano Valdambrini, in possesso di Bellacci Francesco

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