Si avvia verso la conclusione la diciottesima edizione del Festival Orizzonti. La Fondazione Orizzonti d’Arte è riuscita a proporre una settimana di spettacoli ed eventi nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. Per il weekend conclusivo del festival, la rassegna di spettacoli selezionati da Gianni Poliziani promette di animare ulteriormente il centro storico di Chiusi.

Un enorme successo è stato registrato dagli spettacoli frutto dei laboratori annuali diretti da Alessandro Manzini e Irene Bonzi, che hanno visto negli ultimi giorni accompagnare il pubblico nei luoghi più evocativi della Città di Chiusi, dal museo della cattedrale al labirinto di Porsenna, dalla Cisterna romana ai fondi nascosti del centro storico. Anche il giovane gruppo teatrale di Chiusi, Semidarte2.0 hanno avuto modo di affrontare 15 giorni di laboratorio con il maestro Francis Pardeilhan.  

Nella giornata di Sabato 8 agosto, si ricomincia alle 18:30, presso il chiostro di San Francesco, dove va in scena proprio il frutto dei quindici giorni di laboratorio che Francis Pardeilhan ha impostato con i Semidarte2.0. Si intitola “Workaround, uno studio sulla distanza che unisce”, dove per “workaround” si intende “una soluzione alternativa per risolvere un problema”. «“Workaround” è un laboratorio teatrale di quindici giorni, un viaggio alla ricerca di risposte a queste domande nel tentativo di aggirare le difficoltà» spiega Pardeilhan, «Lavorando per esclusione, abbiamo cercato di trasformare i vari disagi in punti di forza: punti di forza inaspettati che ci aprono nuove prospettive di lavoro futuro». Lo spettacolo vede in scena Pietro Carloncelli, Fabio Forcucci, Noemi Lo Bello, Carlotta Margheriti, Claudia Pronti e Andrea Storelli. 

Alle 21:30 si prosegue in Tensostruttura San Francesco con “Il Paese più Sportivo del Mondo” , con Alessandro Waldergan e Lorenzo Bartoli. Lo spettacolo, prodotto da LST Teatro, è diretto e scritto da Manfredi Rutelli, basato sui racconti di Riccardo Lorenzetti. Racconta  storie alle quali non è difficile affezionarsi, perché sono storie che parlano di tutti: ci raccontano nel profondo di come siamo e, forse, anche di come vorremmo e dovremmo essere: storie dove ognuno è a suo modo protagonista di qualcosa che passa alla storia. E se non proprio passa alla storia (con la Esse maiuscola) entra a far parte della piccola cronaca romanzata e di una vita vissuta comunque con la voglia di esserci.

Domenica 9 Agosto, si comincia alle 10:00 con lo spettacolo “Dove Eravamo Rimasti?”, nel quale Alessandro Manzini, direttore dei corsi di teatro per bambini, ragazzi e adulti del Teatro Mascagni e delle scuole di Chiusi, porta in scena lo spettacolo conclusivo dei bambini della scuola primaria, che non hanno avuto modo di presentare il loro saggio a primavera. 

Si continua poi alle 18:30, sul palco della Tensostruttura San Francesco, Silvia Frasson interpreta lo spettacolo “La Vita Salva”: una produzione Tedavi’98, in collaborazione con il festival Montagne racconta e il patrocinio di A.I.D.O. Toscana. La storia è l’incrocio di più storie, di più vite, di più personaggi. La trama si snocciola piano piano, si scopre pezzo dopo pezzo e lascia in apnea il pubblico. «Ultimamente ho osservato la morte prendersi persone più e meno vicine. La morte che spesso arriva all’improvviso. La morte mi ha costretto in questo ultimo anno a farsi pensare» afferma Silvia Frasson che ha anche scritto lo spettacolo «Io ho forte bisogno di raccontare invece che la vita è più forte. La vita di tutti, una vita più grande, la vita universale. Siamo tutti in mezzo a quella stessa grande universale vita, per la quale dobbiamo fare il meglio che possiamo»

Lo spettacolo è patrocinato da A.I.D.O Toscana ed affronta il tema della donazione di organi da un particolarissimo punto di vista, che tende a sensibilizzare il pubblico nei confronti di un tema molto difficile. «I grandi conflitti raccontati in questa storia sono i grandi conflitti» spiega Frasson «la morte di qualcuno, la vita di qualcun altro. La fine di qualcosa e il ricominciare. Il dolore più grande che possa esistere e il coraggio di superarlo. Il tutto mischiato alla quotidianità, fortissima e quasi imperturbabile». 

Alle 21:30, sempre sul palco della tensostruttura di San Francesco, Claudio Boccaccini porta a Chiusi il fortunato spettacolo “La Foto del Carabiniere – la storia di Salvo d’Acquisto e di mio padre”. Una commedia, già in giro per l’Italia da otto anni, che non ha mai smesso di far ridere e commuovere il pubblico. Nell’estate del 1960, Claudio Boccaccini, all’epoca bambino, scopre che il papà Tarquinio conservava gelosamente, e ai suoi occhi misteriosamente, la foto di un giovane in uniforme nella sua patente di guida. Il piccolo ne chiede al padre la ragione e, dopo molte insistenze, riesce a farsi raccontare la storia del giovane carabiniere, Salvo D’Acquisto, della loro amicizia e del suo eroico sacrificio che, nel 1943, salvò la vita di Tarquinio e di altri 21 uomini innocenti.

Per tutte le serate del festival sarà allestito in Piazza del Comune “Il DopoFestival”, a partire dalle 22:00, organizzato dai ristoratori di Chiusi in collaborazione con birrifici e cantine selezionati.

L’organizzazione della Fondazione Orizzonti d’Arte è stata molto attenta nel rispetto assoluto delle norme igienico-sanitarie di prevenzione per il COVID-19, in tutti gli spazi in cui si sta svolgendo la manifestazione. D’altra parte, questo comporta una responsabilizzazione da parte del pubblico: è necessario che i biglietti per gli spettacoli vengano acquistati prima dell’evento, presso la biglietteria della Fondazione Orizzonti d’Arte, in Via Porsenna 81, oppure online, su www.ciaotickets.com fino a 30 minuti prima dell’inizio degli spettacoli. I biglietti sono obbligatori per tutti gli eventi, anche quelli a ingresso gratuito e non sarà possibile acquistarli all’ingresso degli spettacoli. 

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