Il Consiglio di Stato ha respinto, nei giorni scorsi, l’appello proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Anas contro la sentenza del Tar del Lazio n. 2088 del 2010, depositata nel 2011, che accoglieva il ricorso della Provincia di Siena e annullava, di fatto, il Dpcm del 25 giugno 2010 con il quale venivano individuati i raccordi autostradali Siena – Firenze e Bettolle – Perugia tra i tratti di strada da sottoporre a pedaggio.

Accolti tutti i motivi di ricorso della Provincia di Siena. Con la sentenza n. 1613, pubblicata il 7 aprile scorso, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anas ritenendo infondati i motivi di ricorso. Il Consiglio di Stato ha accolto le argomentazioni della Provincia di Siena affermando la legittimazione attiva della Provincia di Siena in quanto ente esponenziale della collettività stanziata sul relativo territorio e sul quale si riverberano le conseguenze dell’introduzione di un condizionamento finanziario alla circolazione.

I giudici hanno inoltre accolto la tesi della Provincia per cui non si può considerare legittimo un prelievo svincolato dall’effettiva fruizione della rete stradale, affermando che il pedaggio:

“si configura quale prestazione commisurata alla richiesta di utilizzo di un tratto stradale e non quale imposizione fiscale, sicché è necessario […] predisporre un meccanismo che assicuri corrispondenza tra pagamento e fruizione” e che è dunque necessario che sussista una corrispettività tra il pedaggio e l’effettiva fruizione di tratti stradali gestiti da Anas”.

“La sentenza del Consiglio di Stato – commenta il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini – mette un punto fermo a tutta “la partita” sull’introduzione dei pedaggi sia sulla Siena – Firenze che sulla Bettolle – Perugia. Dal 2010 la Provincia di Siena si è battuta, in tutte le sedi, in difesa di cittadini e imprese e contro la decisione di Anas e del Governo di introdurre un vero e proprio balzello a carico dei contribuenti, costretti a dover pagare per percorrere una mulattiera più che una strada. In questi anni abbiamo promosso mobilitazioni, iniziative, scritto lettere al governo e ad Anas, facendoci ascoltare in audizioni parlamentari per ribadire l’illegittimità del Decreto della presidenza del consiglio dei ministri. Con questa sentenza si mette una pietra tombale sul Dpcm del 25 giugno 2010 con il quale venivano individuati i raccordi autostradali Siena – Firenze e Bettolle – Perugia tra i tratti di strada da sottoporre a pedaggio e si mette un argine giuridico rispetto ai tentativi che potrebbero essere intrapresi per il futuro. I giudici infatti hanno sottolineato l’illegittimità di un prelievo non commisurato all’effettiva fruizione della strada. Ancora oggi, nonostante gli ultimi interventi di manutenzione – dice ancora Bezzini – la Siena – Firenze ha bisogno di un piano di investimenti serio e di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su tutto il tracciato”.

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