Un momento simbolico, ma a suo modo storico, nell’anno caratterizzato dalla grande pandemia da Coronavirus. Nella giornata di domenica 27 dicembre si sono tenute nei paesi dell’Unione Europea le prime vaccinazioni contro il Covid-19 attraverso le prime dosi di vaccino mRNA BNT162b2 (Comirnaty) prodotto da BionTech/Pfizer. Per il nostro territorio sono stati interessati i presidi ospedalieri di San Donato ad Arezzo e delle Scotte di Siena.

Martina, Alessandra e Mara: le prime tre vaccinate al San Donato di Arezzo

Martina Erdas, 36 anni, assistente sanitaria, in questo periodo impegnata nella centrale di tracciamento al polo fieristico. Alessandra Roggi, 44 anni, medico del 118. Mara Ceccarelli, 64anni, infermiera della degenza chirurgica. Sono queste le prime tre operatrici sanitarie della Asl Toscana sud-est alle quali stamani, al quarto piano del San Donato, è stato somministrato il vaccino anticoCovid. Insieme a loro altri 42 colleghi, rappresentativi di professionalità e di quelli che vengono definiti i setting di riferimento e cioè le aree di lavoro: 13 infermieri, 12 medici, 1 assistente sanitario, 7 operatori socio sanitari, 2 amministrativi, 1 ausiliario, 1 ingegnere, 1 farmacista, 2 biologi, 1 tecnico di laboratorio, 1 ostetrica, 1 fisioterapista, 2 tecnici di radiologia. Sono 27 donne e 18 uomini.

Le prime dosi di vaccino sono arrivate al San Donato alle 9.30 scortate dalle auto dei carabinieri. La sacca con le 45 dosi è stata presa in custodia dalla Farmacia dell’ospedale  e quindi i vaccini sono stati trasferiti al quarto piano, nel Day Hospital – Day Service dove alcune stanze sono adesso utilizzate per la somministrazione dei vaccini e una grande sala è stata adibita a luogo di attesa post iniezione.

“Oggi è un giorno storico per la lotta al Covid – ha commentato  Simone Bezzini, assessore regionale al diritto alla salute e sanità – È motivo di grande speranza nel futuro. Un primo traguardo raggiunto grazie alla ricerca scientifica e all’impegno congiunto delle istituzioni a livello europeo, nazionale e regionale. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per la riuscita di questa fondamentale giornata di avvio della campagna di vaccinazione. La Toscana sta lavorando con serietà, lungimiranza e grande spirito di squadra, il nostro sistema sanitario è organizzato per affrontare al meglio questa sfida collettiva che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi. Auspico la più grande adesione possibile alla vaccinazione, solo con la tenacia e la fiducia si può vincere questa battaglia per la vita”.

“Questi lunghi mesi sono stati imprevedibili e duri – ha aggiunto il Direttore generale della Asl Tse, Antonio D’Urso. – Il vaccino ci porta a scrivere un altro capitolo della storia Covid ma il libro non è certo finito. Vorrei sottolineare ciò che fuori delle strutture sanitarie non si vede e cioè la preoccupazione  ma anche l’entusiasmo e la determinazione della nostra comunità: donne e uomini profondamente diversi per età, specializzazioni,  attività. Ma con un obiettivo comune: difendere la salute di tutti. Stamani hanno salutato con un applauso la prima collega vaccinata. Era lei il simbolo di una nuova speranza.  Oggi, domani e nei prossimi giorni il lavoro sarà duro come sempre ma, per tutti noi, con una certezza e una speranza in più”.

“Vaccine day”, 50 professionisti di Aou Senese e Asl Toscana Sud Est si vaccinano alle Scotte

Il professor Federico Franchi e l’infermiera Agnese Messina, professionisti dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, sono stati i primi a ricevere questa mattina il vaccino contro il Covid-19 all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena. Subito dopo è toccato ai quattro professionisti dell’Asl Toscana Sud Est che hanno preso parte a questa prima giornata di vaccinazione insieme ai colleghi del policlinico: il medico Marcello Montomoli e l’infermiera Cecilia Butini, dell’emergenza territoriale 118, il medico Francesco Pelusio e l’infermiera Francesca Musco dell’Usca. Sono stati loro a inaugurare questa mattina il “Vaccine day” che per la provincia di Siena si è celebrato all’ospedale Santa Maria alle Scotte, coinvolgendo cinquanta tra tutte le figure professionali sanitarie.

Il direttore amministrativo dell’Asl Toscana Sud Est Francesco Ghelardi, presente insieme al direttore del dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche Lorenzo Baragatti, ha dichiarato: “L’Asl Toscana Sud Est si sta muovendo in piena sintonia e stretta collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese per affrontare insieme questa importante sfida, quello di oggi è solo il primo passo di un progetto che per i prossimi mesi richiederà un grande sforzo organizzativo. L’obiettivo è offrire la possibilità di vaccinarsi a ogni cittadino che lo vorrà, partendo dagli ospedali e dai presidi sanitari per coinvolgere ben presto tutta la popolazione. Su questo il personale dell’Asl Toscana Sud Est garantirà come sempre il massimo impegno”.

“Tengo a ringraziare tutti i nostri professionisti, sia per la risposta massiccia in termini di prenotazioni, che per il grande impegno profuso con tempestività nell’organizzazione delle campagna di vaccinazione”, ha detto il direttore generale facente funzioni dell’Aou Senese, Maria Silvia Mancini, presente insieme al direttore sanitario Roberto Gusinu che ha aggiunto: “L’avvio della vaccinazione anti-Covid, che proseguirà a gennaio 2021, ci pone l’obiettivo di garantire la massima copertura vaccinale per il nostro ospedale, a protezione dei nostri professionisti e dei nostri pazienti”.

Scheda sul vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) di BionTech/Pfizer

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2  è un vaccino destinato a prevenire la malattia da COVID-19 nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.
Viene somministrato in due iniezioni a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

Il vaccino non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo. L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza.

Uno studio clinico di dimensioni molto ampie ha dimostrato che il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è efficace nella prevenzione di COVID 19 nei soggetti a partire dai 16 anni di età. Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte in sei paesi: Stati Uniti, Germania, Brasile, Argentina, Sudafrica e Turchia, con la partecipazione di oltre 44.000 persone. La metà dei partecipanti ha ricevuto il vaccino, l’altra metà ha ricevuto un placebo, un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. L’efficacia è stata calcolata su oltre 36.000 persone a partire dai 16 anni di età (compresi soggetti di età superiore ai 75 anni) che non presentavano segni di precedente infezione.

Lo studio ha mostrato che il numero di casi sintomatici di COVID-19 si è ridotto del 95% nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198 avevano sintomi di COVID-19) rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo (162 casi su 18.325 avevano sintomi di COVID-19).

I risultati di questi studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono impedire al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la sezione “Domande e risposte” dell’Agenzia Italiana del Farmaco.

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