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Valdichiana Salute: il vaccino contro il morbillo, un po’ di storia

Il vaccino contro il morbillo: la madre di tutte le bufale ‘Hai cambiato le mutande? Perché se poi stai male e ti dobbiamo portare all’ospedale…’. Penso di non essere stato…

Il vaccino contro il morbillo: la madre di tutte le bufale

‘Hai cambiato le mutande? Perché se poi stai male e ti dobbiamo portare all’ospedale…’. Penso di non essere stato l’unico a essere perseguitato da questo monito da piccolo. Questo tipo di atteggiamento tradisce, per quanto utilizzato a scopo didattico-igienico, il sentimento di rispetto e considerazione che vigeva nella popolazione qualche anno fa. Oggi, invece, gran parte della società è scettica e mette in discussione gli avvisi e le conquiste che la scienza ha prodotto a favore di qualche “cyber-sciamano” in cerca di popolarità in rete e che probabilmente guadagna tanto quanto le così vituperate case farmaceutiche.

Perché ogni volta che il vostro computer o cellulare richiede un aggiornamento non nascono comitati di protesta che sostiene che l’antivirus faccia male o ne rallenta il computer?  Lungi da me paragonare la vita di un figlio alla manutenzione di un oggetto, ma il forte confronto spiega molto bene cosa intendo.

Cosa è cambiato da allora? Perché abbiamo totalmente perso la fiducia nei medici e nel mondo della sanità in generale?  In gran parte la risposta spetta ai socio-antropologi, e sicuramente coinvolge anche la rivoluzione culturale del ‘68  in cui sono stati contestati e abbattuti  gran parte dei modelli fino ad allora granitici: in paese le autorità erano il prete, il maestro, il dottore ed il maresciallo… qui le mie competenze finiscono e non posso aggiungere altro. Concludendo così, sarebbe molto comodo e come dire che se la gente non crede più ai dottori, è colpa della gente. Ma, a dirla tutta, i dottori qualcosa l’hanno combinata e in particolare quello che ha alzato il polverone più grosso è stato uno: Dr. Andrew Wakefield, gastroenterologo inglese (1).

Prima di addentrarci nella importantissima vicenda che ha condizionato l’intero mondo anglosassone e poi è giunta da noi, parliamo di come si muove la ricerca moderna. Ogni studioso che abbia un’intuizione o un sospetto su qualcosa, crea uno studio e poi si rivolge alle riviste specializzate per pubblicarlo. Gli studi sono di due tipi: prospettici e retrospettivi, i primi si prendono due gruppi di persone e si sottopongono a due differenti cure, si aspetta due mesi e si vede chi è guarito e chi no; quelli retrospettivi, molto più comuni e facili da eseguire per mille motivi, funzionano all’inverso, ci si guarda indietro dividendo i pazienti in base a chi è guarito e chi no, e si cerca di capire quali sono state le differenze che hanno portato alcuni alla guarigione e altri no. Ora, per assurdo, facciamo finta che io sia un medico in piena buona fede in cerca di gloria e clamore scientifico: creo uno studio retrospettivo sui malati di tumore che sono morti nel mio ospedale negli ultimi dieci anni e alla fine me ne esco dicendo che tutti quelli che sono morti di tumore bevevano acqua, almeno una volta al giorno. Capite bene, che da qui a dire che l’acqua fa male, il passo può essere molto breve.  Per fortuna ora gli studi scientifici non sono così semplicistici e banali, ma almeno avete un idea di come funziona.

Tornando alla storia il nostro carissimo Dr. Wakefield, dopo aver lavorato come consulente medico di famiglie con figli presunti danneggiati dai vaccini ed aver guadagnato $670,000 (2), nel 1998 pubblica sulla autorevole rivista inglese “The Lancet” uno studio (3) in cui descrive una nuova forma di autismo legata alla vaccinazione Morbillo Parotite e Rosolia MMR e segue nel 2000 un altro articolo in cui  sospetta che non ci siano state sufficienti prove sul vaccino MMR. (4).

Essendo articoli del 1998 e del 2000 su riviste specializzate, dal momento che internet non era ancora così popolato dai social media come oggi, c’è voluto lo zampino della televisione perché questi articoli facessero il grave danno; così, dopo una conferenza stampa televisiva, è scoppiata una vera e propria crisi di salute pubblica in Inghilterra e negli Stati Uniti. Se in America, nonostante i dibattiti e le disquisizioni di opinionisti in TV, non hanno provocato gran danno sulla salute pubblica, in Inghilterra invece, da un tasso di vaccinazioni del 91% nel 1998 si è passati all’80% nel 2003, e da allora non sono più stati raggiunti i livelli di immunizzazione di gregge (5).

Il panico e l’isteria si sono ben presto diffusi su tutto il Regno Unito e nuovi focolai di morbillo sono ricomparsi con maggior frequenza e violenza; nel 2002 in Irlanda 100 bambini sono stati ospedalizzati con gravi complicanze respiratorie e cerebrali del morbillo e di questi 3 sono deceduti per encefalite morbillo, un altro caso di decesso da morbillo si è registrato anche nell’epidemia del 2006 in Inghilterra sempre per complicanze del morbillo (6).

Ovviamente visto il polverone alimentatosi, altri autori si sono cimentati nell’arduo compito di trovare un collegamento tra vaccino per il morbillo ed autismo:

  • 7 studi prospettici Americani; 2 studi ecologici Americani; gli istituti di Gran Bretagna, Danimarca e Giappone   ***
  • 2 studi finnici °°°

Nessuno di questi autori è riuscito a trovare un collegamento scientificamente valido tra vaccino MMR e autismo. E la cosa sorprendente è che sono riusciti a farsi pubblicare, perché anche le riviste scientifiche hanno da guadagnare e se proponi uno studio che non dimostra nulla, tendenzialmente viene rifiutato a scapito di qualche altro articolo che dimostra invece una correlazione su qualcosa.

Nel 2004 nella comunità scientifica mondiale non c’era più alcun dubbio:  ‘nessun nesso tra vaccini ed autismo’. Tuttavia il danno ormai era fatto, erano gli anni di internet, le notizie hanno iniziato a circolare veloci senza filtri e senza censori.

Uno studio del 2010 denuncia che il 10% dei genitori nega almeno un vaccino ai propri figli per credenze (7), avete bene in mente cosa è successo alle nostre latitudini e cosa sta succedendo in questi giorni.  E cosa è successo al nostro paladino eroe Dr. Wakefield? È venuto fuori che non era così immacolato e in buona fede, ma che era bensì in combutta con una casa farmaceutica rivale a quella del vaccino appena uscita per promuoverne una nuova versione, quindi voleva soltanto screditarlo per favorire la casa farmaceutica per la quale stava segretamente lavorando e così facendo è finito con lo screditare la credibilità di tutto il sistema. Inoltre il nostro ‘eroe’ è stato trovato insieme ad altri due co-investigatori colpevole di cattiva condotta etica e medica. Alla fine delle indagini il General Medical Council ha raccomandato la revoca della licenza medica al Dr. Wakefield. (8) (9)

Nel 2010 la rivista “The Lancet” ha cancellato formalmente l’articolo del 1998 (10).  La comunità scientifica ha reagito prontamente ed energicamente a un grave inciampo, ma l’opinione pubblica è ormai distratta e non più attenta alle rettifiche e revisioni. Sono convinto che molti degli scettici e dubbiosi italiani non conoscano minimamente questa storia.

“La scienza non è democratica e non ammette opinioni, solo fatti certi”.

Bibliografia:

(1) Dennis K Flaherty. The Vaccine-Autism Connection: A Public Health Crisis Caused by Unethical Medical Practices and Fraudulent Science, Ann Phannacother 2011;45:1302-4.Published Online, 13 Sspt 2011. theannals.com. DOl 1O.13451aph.1 0318

(2) Deer B. How the case against the MMR vaccine was fixed. BMJ 2011; 342:c5347.

(3) Wakefield AJ, Murch SH, Anthony A, et al. Ileal-lymphoid-nodular hy- perplasia,non-specific colitis,andpervasivedevelopmental disorderin children. Lancet1998;351:637-41.

(4) Wakefield AI, Montgomery SM. Measles, mumps, rubella vaccine: through a glass,darkly. Adverse DrugReact Toxicol Rev2000;19:265-83.

(5) Fine PE. Herd immunity: history, theory, practice. Epidemiol Rev 1993; 15:265-302.

(6)OffitPA.Autism’sfalseprophets:badscience,riskymedicine,andthe searchforacure.NewYork,NY: ColumbiaUniversityPress,2008:24.

(7) FreedGL,ClarkSJ,ButchartAT, SingerDC,DavisMM.Parental vac- cine safetyconcerns in 2009. Pediatrics 2010;125:654-9.

(8) General Medical Council. Fitness to practise panel hearing 28 January 2010. http:// www.casewatch.orglforeignlwakefieldlgmc_findings.pdf (accessed 2011 May 11).

(9) General MedicalCouncil. Determination on serious professional miscon- duct (SPM) and sanction. http:// www.gmc-uk.orglWakefield_SPM_ and_SANCTION.pdC)2595267.pdf (accessed 2011 May 12).

(10) Retraetion-neal-lymphoid-nodularhyperplasia,non-specificcolitis,and pervasive developmental disorder in children. Lancet2010;375:445.

***( DeStefanoF,ThompsonWW.MMRvaccineand autism:an updateof the scientific evidence. ExpertRev Vaccines 2004;3: 19-22. ; DeWildeS, Carey 1M,Richards N, Hilton SR, Cook DG. Do children who become autistic consult more often after MMR vaccination?Br J Gen Pract2001;51:226-7. ; FarringtonCP,MillerE,TaylorB.MMRandautism:furtherevidence against a causalassociation. Vaccine 200I; 19:3632-5.; Madsen KM, HviidA, Vestergaard M, et al. A population-based studyof measles, mumps, and rubella vaccination and autism. N Engl J Med 2002;347:1477-82.; MakelaA,NuortiJP,PeltolaH.Neurologicaldisordersaftermeasles- mumps-rubella vaccination. Pediatrics 2002;110:957-63.; Takahashi H, Suzumura S, Shirakizawa F, et al. An epidemiological study on Japanese autism concerning routine childhood immunization history. Jpn J InfectDis 2003;56:114-7.; TaylorB,MillerE,FarringtonCP,etal.Autismandmeasles,mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal associa- tion.Lancet 1999;353:2026-9.; DalesL,HammerSJ,SmithNJ.TImetrends inautismandinMMRim- munization coverage in California. JAMA 2001 ;285: 1183-5.; Kaye JA, del Mar Melero-Montes M, Jick H. Mumps, measles, and rubellavaccineand the incidence of autismrecordedby generalpracti- tioners: atimetrendanalysis.BMJ2001;322:460-3.)

°°°(Patja A, Davidkin I, KurkiT, KallioMI, Valle M, PeltolaH. Seriousad-verseeventsaftermeasles-mumps-rubella vaccination duringa fourteen- year prospective follow-up. PediatrInfectDis J 2000;19:1127-34.;  PeltolaH, Patja A, LeinikkiP,Valle M, DavidkinI, PaunioM. Noevi- dencefor measles, mumps,and rubellavaccine-associated inflammatory bowel disease or autism in a 14-year prospective study. Lancet 1998; 351:1327-8.)

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Valdichiana Salute: la vaccinazione obbligatoria

Fa freddo, anche in Giappone è tempo di coperte, tè caldi e film romantici sulla neve: Balto. Chi non ha visto la storia dell’eroico amico a quattro zampe che guida…

Fa freddo, anche in Giappone è tempo di coperte, tè caldi e film romantici sulla neve: Balto. Chi non ha visto la storia dell’eroico amico a quattro zampe che guida la carovana alla volta della cittadina di Nome in Alaska?

Film o cartone, tutti ricordiamo quanto Balto sia stato un intrepido condottiero in grado di salvare una cittadina intera, e qui i ricordi finiscono…. Nessuno ricorda cosa diavolo doveva portare, sarà stata mica l’anfora perduta? No altrimenti si sarebbe bevuto un Montenegro alla fine, era bensì una partita di Siero anti-difterite. Nella cittadina di Nome, capoluogo della corsa all’oro in Alaska nei primi del novecento stava imperversando una grave epidemia e c’era il concreto rischio che prima che le strade fossero di nuovo percorribili sarebbero stati tutti infettati e conseguentemente morti.

Oggi del romanticismo e dei gesti eroici di quei tempi non c’è rimasta neanche l’ombra. Sarà per questo che ai giorni nostri ci sono tanti illustri scettici della scienza, forse perché intenzionati a rivivere quei memorabili tempi dove si moriva di malattie orribili (vi sfido a cercare su google DIFTERITE e cliccare Immagini) e nulla o poco si poteva per combattere quelle che all’epoca erano ancora malattie diffusissime e contegnosissime. Allora sì che avremmo scene melodrammatiche strappalacrime con giovani vedove costrette a lutto per sette anni e bambini orfani che si vedranno crescere da soli e diventare i prossimi premi Nobel dopo carriere vessate da invidie borghesi.

Certo,  Balto è un bel film, ma io preferisco la monotona e piatta vita che la scienza tenta a tutti i costi di regalarci e vaccinarmi per vivere in mezzo a gente vaccinata. Vaccino. La storia del primo vaccino ci riporta alla scoperta del legame tra i microrganismi e le malattie infettive; il primo vaccino venne dall’intuizione di un medico,  Edward Jenner (1) che aveva osservato come le lavoratrici del latte che avevano contratto i Vaiolo Vaccino non si ammalavano mai del Vaiolo Umano che era ben peggiore, per cui Jenner dedusse che per diventare immuni dal vaiolo umano bastava ammalarsi prima di quello bovino e così tentò la sorte di un bambino di 8 anni inoculandogli del pus vaccino ed il bambino non si ammalò mai di vaiolo (2). Pur non conoscendo finemente i meccanismi biologici e cellulari, questo è stato il primo vaccino che ha così coniato il nome alla nuova sostanza, in grado di renderci capaci di sconfiggere una malattia, o meglio un agente patogeno esterno, prima ancora che si manifesti.

Per farla breve, rifacendosi alla semplificazione banale, ma scientificamente corretta di Esplorando il Corpo umano, immaginiamo il Sistema immunitario come l’insieme dei corpi di sicurezza di uno stato: pompieri, polizia, carabinieri, finanzieri tutti, il vaccino non è altro che una informativa alla polizia di frontiera. Quando un organismo viene vaccinato corrisponde a consegnargli l’identikit di un ricercato, cosicché qualora e casomai il delinquente si affacciasse alla dogana del nostro aeroporto o porto che sia, tutti sarebbero in grado di riconoscerlo e bloccarlo ancor prima che abbia messo piede nel paese. Questo è quello che fa un vaccino.

Quindi i vaccini, non sono altro che pezzettini di Virus o di Batteri o gli stessi attenuati (cioè resi innocui) che servono a insegnare al nostro sistema immunitario come riconoscere e sconfiggere il batterio o virus prima che questo si insedi e produca danni.

Il calendario vaccinale(3) in Italia prevede come obbligatorio:

Difterite, costituito dalla tossina difterica resa innocua mediante procedimenti chimici: la malattia è endemica nei paesi in via di sviluppo. Penultimo caso in Italia nel 1995 e ultimo nel 2016 (4).
Tetano, costituito dalla tossina tetanica resa innocua mediante procedimenti chimici: nei non vaccinati la mortalità si aggira al 40% e la malattia è ormai presente soltanto nella popolazione anziana, non vaccinata.
Polio, dal 2002, cioè da quando la malattia è stata considerata eradicata, è in uso l’IPV inattive polio virus, cioè il virus della polio viene ucciso ma lasciandone integro l’aspetto esterno in modo tale da essere comunque riconosciuto dal nostro organismo: grazie alla vaccinazione l’OMS considera eradicata la malattia in molti paesi del mondo.
Epatite B, il vaccino è costituito da una proteina di superficie del virus realizzata mediante la tecnica del Dna ricombinante in laboratorio, cioè come se si facesse una replica del naso di una persona ricercata e solo tramite il particolare naso di quel malvivente la nostra polizia di frontiera fosse in grado di riconoscerlo. Nei non vaccinati può portare alla cronicizzazione, con conseguente cirrosi epatica. Dal 1991, quando è divenuto obbligatorio nella popolazione destinataria del provvedimento (i nati dal 1991 in poi), i casi di nuove infezioni si sono ridotti dell’80%

Mentre tra quelli soltanto raccomandati ci sono i vaccini per il morbillo, pertosse, meningite, parotite, rosolia, varicella e infezione da papillomavirus. Al di là degli effetti nel momento dell’infezione, molte infezioni possono rimanere a lavorare in silenzio dentro di noi per anni e manifestarsi in modi che ancora oggi stiamo scoprendo. Sembra ci sia una correlazione anche con alcune malattie psichiatriche, in particolare certe forme di schizofrenia, malattia bipolare e alcuni tipi di infezioni viralinonché la probabilità di sviluppare un tumore cerebrale in età adulta (5)(6). Utile anche ricordare l’importante correlazione tra l’infezione da papillomavirus umano e lo sviluppo del cancro della cervice uterina: il virus che si insedia sulla cervice porta stress del tessuto che è costretto così a replicarsi, prima o poi capita un errore e nasce la prima cellula tumorale, quindi vaccinarsi è un importante aiuto anche nella prevenzione del cancro (7).

Tirando le somme di questa breve introduzione al mondo dei vaccini, ricordiamo che un vaccino non è altro che una sostanza in grado di conferire una immunità attiva contro lo specifico germe, batterio o virus, costituito da parti di germe o parti di esso ricostruite in laboratorio, oppure il germe stesso reso innocuo in laboratorio; la maggior parte dei vaccini a oggi in uso stimola una risposa umorale, cioè la formazione di anticorpi.

In conclusione, vaccinarsi non significa sterilizzarsi e condurre una vita asettica; l’aumento dei casi di allergie, intolleranze, persino celiachia, viene spesso considerato dagli “sciamani del web” come la diretta conseguenza di un mondo ipervaccinato, tuttavia la realtà dei fatti non può essere più lontana da questa tesi (8). Un’infanzia sana e felice è ovvio che debba prevedere ginocchia “sbucciate” e mani graffiate, ma rischiare la vita per un taglietto in un dito, specie se piccolo e innocuo senza neanche una goccia di sangue, sembra proprio sciocco; troppo spesso i genitori, resi scettici dalla quantità di malainformazione presente specialmente sul web, si preoccupano più di fantomatici effetti collaterali che non delle reali conseguenze di tali malattie.

L’ignoranza in materia, se è comprensibile nei genitori, deve essere colmata da un buon medico e pediatra e non può essere pretesto per sostituirsi alla verità scientifica; tuttavia l’immunologia, essendo una branca di nicchia, viene spesso poco studiata dalla popolazione generale dei medici. Si registrano sempre più spesso casi di medici che non sono in grado di colmare i dubbi e le legittime perplessità dei genitori, al punto che anche negli Stati Uniti sono stati condotti studi sulla preparazione dei medici sui vaccini (9).

La scienza non è democratica e non ammette opinioni, solo fatti certi.

(1) Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 359

(2) Da Immunologia cellulare e molecolare, p. 1

(3) Calendario vaccinazioni infanzia

(4) Un caso di difterite in Italia

(5) Brain Tumor Res Treat. 2015 Oct;3(2):65-7. doi: 10.14791/btrt.2015.3.2.65. Epub 2015 Oct 30. Measles may be a Risk Factor for Malignant Brain Tumors.

(6) Neurosci Res. 2016 Nov 14. pii: S0168-0102(16)30246-2. doi: 10.1016/j.neures.2016.11.002. Infection and inflammation in schizophrenia and bipolar disorder.

(7) Patient Educ Couns. 2016 Sep;99(9):1452-60. doi: 10.1016/j.pec.2016.06.027. Epub 2016 Jun 25. Characterizing safety-net providers’ HPV vaccine recommendations to undecided parents: A pilot study.

(8) g Sanita Pubbl. 2016 Jul-Ago;72(4):385-396.[Vaccines: history and stories between reality and imagination].

(9) Vaccine. 2014 May 30;32(26):3175-8. doi: 10.1016/j.vaccine.2014.04.001. Epub 2014 Apr 13. Formal training in vaccine safety to address parental concerns not routinely conducted in U.S. pediatric residency programs.

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Valdichiana Salute: meningite, epidemie e vaccini

La meningite, questa sconosciuta. Nelle ultime settimane, in concomitanza della recrudescenza di nuovi casi di meningite, nei social media, in particolare su FB, sono apparsi come lumache dopo la pioggia…

La meningite, questa sconosciuta.

Nelle ultime settimane, in concomitanza della recrudescenza di nuovi casi di meningite, nei social media, in particolare su FB, sono apparsi come lumache dopo la pioggia innumerevoli epidemiologi di fama oscura fino ad allora latenti. È per questo che ho sentito il sincero bisogno di dire anche io la mia. Fatta questa premessa, va ricordato che quando si parla di scienza si parla essenzialmente in maniera noiosa, citando fonti, autori, lavori internazionali; altrimenti equivale ad una chiacchiera da bar post partita della nazionale ai mondiali quando si scoprono tutti allenatori.

Cos’è la meningite? Meningite è letteralmente una infiammazione delle meningi e tale può essere data da molteplici cause, di fatto si distinguono meningiti chimiche, fisiche, infettive e tra queste ultime quelle virali e quelle batteriche. Quando ai Tg sentiamo parlare di meningite, nel 99% dei casi si parla di meningiti batteriche. Questo è proprio il punto su cui si sono cimentati i nostri epidemiologi dell’ultim’ora andando ad additare l’uomo nero come vettore di questi batteri maledetti.

Veniamo ai fatti. La meningite batterica è solitamente causata da 3 famiglie di batteri: lo pneumococco, l’hemofilus influenzae e la famiglia del Nisseria Meningitis. Quest’ultima famiglia di batteri, detta comunemente Meningococco, è costituita da diversi sottogruppi, fino ad ora identificati 13 sottogruppi di cui quelli noti per causare la malattia sono A, B, C, W135, X, e Y.

Ci occuperemo proprio del meningococco perché in Toscana, rispetto al resto d’Italia dove l’andamento del numero di casi di meningite è pressoché stabile o presenta piccole oscillazioni nel triennio 2011-2014 , dai dati del 2015 e i dati preliminari 2016 si evince un aumento di casi di meningococco di tipo C negli adulti.

Il meningococco vive normalmente nella cavità oro-faringea di molte persone, i cosiddetti portatori sani (2-30% della popolazione); questo non implica e non aumenta il rischio di contrarre l’infezione, difatti lo screening con tampone faringeo è stato a più riprese abbandonato come mezzo diagnostico/profilattico; e giusto per curiosità questo batterio non si ritrova in nessun altro animale, solo nell’uomo. La maggior parte dei contagi avviene da portatori sani, soltanto nello 0,5% dei casi avviene da persone malate.

Fatta luce sull’argomento ritorniamo ai nostri epidemiologi dell’ultim’ora che hanno da subito additato i migranti come causa di questo aumento di incidenza. Prima però abbiamo bisogno a questo punto dell’ultima informazione: quali sottofamiglie, sierogruppi/ceppi hanno causato queste meningiti:

  • meningococco B: 65, 51, 48 , 48 , 36 e 28% dei ceppi tipizzati nel 2011, 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016
  • meningococco C: 17, 30, 31, 31, 44 e 52% dei ceppi tipizzati nel 2011, 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016.

Detto questo, basta ricordare agli esimi colleghi epidemiologi dell’ultim’ora, che in Africa, ed in particolare nella meningitis belt sono endemici i sierogruppi A,W135 ed X. Inoltre un recente studio ha dimostrato come nelle bocche dei migranti siano presenti, come quando stanno a casa loro, i sierogruppi X ed Y . Quindi fintanto che non avremmo un crescere esponenziale di questi sierogruppi possiamo stare tranquilli che la causa di questo aumento non sono le popolazioni migranti. Per scoprire il vero motivo ci stanno lavorando i veri epidemiologi, quelli con la schiena curva e gli occhiali a fondo di bottiglia che prima di dire qualcosa ci pensano bene e si documentano, generalmente per qualche triennio, analizzando i dati di centinaia di migliaia di persone.

Rimane il fatto che la meningite è una malattia rara che tuttavia quando colpisce, colpisce forte, ed è per questo che dovremmo vaccinarci per proteggere noi stessi e la comunità.

La scienza non è democratica e non ammette opinioni, solo fatti certi.

Fonti

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Perché si cade sempre più nella trappola del complottismo?

C’è una piaga che si sta spargendo per la Rete a velocità preoccupante. E contamina anche cervelli normodotati; sì, le vittime potrebbero essere anche dei vostri insospettabili amici. Il problema…

C’è una piaga che si sta spargendo per la Rete a velocità preoccupante. E contamina anche cervelli normodotati; sì, le vittime potrebbero essere anche dei vostri insospettabili amici. Il problema è che se ne sottovalutano i primi timidissimi sintomi, pensando che questo o quell’amico sia stato preso da un abbaglio temporaneo. Invece non è così. Di che cosa stiamo parlando? Del complottismo. 

Intendiamoci, il complottismo non è nato su Internet – c’era già prima – ma oggigiorno si è diffuso a una velocità troppo rapida per non essere osservata: provate a pensare quante volte ultimamente vi siete imbattuti in teorie riguardanti scie chimiche, chip sottocutanei per il controllo della popolazione, vaccini da boicottare – perché fanno ammalare artificialmente la popolazione, a beneficio delle cure sperimentate delle case farmaceutiche, eventi orditi da non meglio specificate lobby o logge massoniche… Fino ad arrivare al volo MH17 della Malaysian Airlines abbattuto volutamente, perché a bordo si trovava uno dei maggiori ricercatori per quanto riguardava la cura contro l’HIV. Di sicuro vi sarà capitato di leggere qualche link che esordiva con: “I giornali non ne parlano”, “La verità che nessuno dice, ecco perché…”, “Svegliatevi, informatevi, condividete…”.

Ma perché c’è gente che abbocca a queste teorie fantasiose – e prive di qualsiasi fondamento, se le approfondite un po’? Ci sono alcuni elementi di sociologia che sono arrivati in soccorso di chi scrive e il tentativo sarà di chiarire che cosa passa nella testa.

Prima di tutto in questi anni di crisi, la maggior parte di questi “complottisti” ha atteso delle risposte valide da parte delle istituzioni, dai governi… Ma a quanto pare queste risposte non sono arrivate o non sono state le risposte attese. Perché? Ciascuno di noi ha un bagaglio di esperienze e di conoscenze differenti dagli altri. Il problema è quando la differenza – la dissonanza – tra quanto vissuto da me e quello che viene esperito dagli altri è troppa. Chi dei due si sente fuori dal mondo? Le istituzioni vengono oramai percepite come troppo lontane dai problemi reali delle persone, quindi per forza sono i cittadini delusi a sentirsi “fuori luogo”, o “fuori da questo mondo”. Ed è qua che s’innesca una delle possibili tre reazioni alla dissonanza cognitiva tra sé e gli altri:

  1. Si cambia l’ambiente;
  2. Si cambia il comportamento / atteggiamento;
  3. Si cambia il proprio modo cognitivo;

La possibile reazione del complottista è un cambiamento di ambiente – nel senso che le risposte vengono cercate al di fuori delle istituzioni, dai governi, combinato a un cambio di atteggiamento verso coloro che lo hanno deluso, verso i quali prova diffidenza e risentimento. E il complottista del 2014 cerca le proprie risposte su Internet. Un ambiente sconfinato, potenzialmente infinito, dove si può scrivere di tutto e il contrario di tutto (in apparenza). In apparenza, tutto quello che si può leggere può essere preso per vero, se non si organizzano più coerentemente le proprie nozioni, se non si applica più un filtro critico verso quanto ci si appresta a leggere. Il complottista, improvvisamente, smette di eseguire queste due semplici operazioni: critica e organizzazione delle nozioni. Perché si sente intrappolato in un mondo troppo dissonante dal suo, ma non vuole subirlo, vuole dominarlo. Non vuole subire verità che non sente sue, vuole dominare con le sue verità che non riescono a trovare un riscontro da nessuna parte. Ma su Internet è possibile, nell’infinito mare di Internet, è possibile trovare la risposta esatta, che sfugga alle norme delle istituzioni, alla conoscenza organizzata. Cerca una verità alternativa, che per lui o lei è nascosta volutamente. Ma all’epifania della verità, fateci caso, il complottista non è mai presente: parla sempre per sentito dire, per link condivisi, per testimonianze di terzi, senza molte altre prove sensate, spesso in contraddizione tra loro, ma a quanto pare nessuno dei complottisti sembra rendersene conto.

Avete mai sentito parlare di Effetto Forer? È proprio quello che si scatena nel (non ancora) complottista di fronte allo svelamento di una verità nascosta, nello smascheramento di un complotto. Avete presente un oroscopo? Quando vi dice che in amore ci saranno “molte sorprese”, che sul lavoro ci saranno “momenti impegnativi”, e che la salute “andrà tenuta d’occhio”? E avete presente quando quello era proprio quello che volevate sentirvi dire per il vostro segno zodiacale – a dispetto del fatto che venga detta la stessa cosa negli altri undici segni, più o meno? Questo è l’Effetto Forer – una risposta perfettamente generica che esaurisce tutte le domande irrisolte. Il fatto è che queste domande possono essere tra le più disparate, tra le più complesse.

Politica? È tutto un complotto.

Politiche ambientali? Tutti complotti dietro per distruggere l’ambiente.

Tecnologia? Stanno complottando per renderci schiavi della tecnologia e controllarci.

Salute? C’è un complotto dietro per farci ammalare di più.

Il complotto è formalmente generico, vago, inconsistente. È un ready-made, ma può essere rimanipolato, modificato appena appena, per essere utilizzato per altri argomenti. È ciò che in semiotica è sottoposto a semiosi illimitata – ciascuno può prendere il complotto, reinterpretarlo e farlo diventare uno tutto nuovo e scintillante potenzialmente all’infinito. Eppure è la risposta perfetta, meno faticosa in assoluto da ottenere per qualsiasi quesito fondamentale di natura sociale. Ed è per questo che le risposte facili e generiche causano una certa dipendenza nel complottista.

Un consiglio spassionato: ci sono questioni che non possono avere una risposta univoca, immediata, semplice. A volte non c’è piena comprensione delle risposte, perché sono di loro incomplete, a volte occorrono anni per completarle e renderle delle risposte soddisfacenti, ma non per questo sono errate. A volte manca qualche competenza in chi pone la domanda e non comprende appieno la soluzione fornita. È giusto e legittimo dubitare delle risposte che vengono fornite, ma occorre dubitare con senso critico e con lucidità. Bruciarsi il cervello dietro un complotto inconsistente e spacciarlo per verità significa prima di tutto fare un danno verso se stessi, e soprattutto un danno sociale, verso altre persone potenzialmente più soggette a farsi coinvolgere in questa mania chiamata complottismo.

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Guicciardini: ”Un passo avanti l’accordo Novartis – GSK per la crescita del settore”

“All’indomani dell’accordo tra Novartis e GlaxoSmithKline il mio auspicio è che l’intesa sia un ulteriore passo in avanti per un’azienda e un settore fondamentali per la sviluppo della nostra provincia….

“All’indomani dell’accordo tra Novartis e GlaxoSmithKline il mio auspicio è che l’intesa sia un ulteriore passo in avanti per un’azienda e un settore fondamentali per la sviluppo della nostra provincia. Mi auguro che siano garantite le prospettive di crescita che ci attendiamo da questo comparto e che vengano tutelati i posti di lavoro e l’impegno sul nostro territorio”.

Con queste parole Niccolò Guicciardini, segretario provinciale del Partito democratico senese commenta la cessione della divisione vaccini a GlaxoSmithKline da parte di Novartis.

“Novartis – continua Guicciardini – ha dato a Siena un profilo di livello internazionale in un settore di grande innovazione come quello della ricerca e delle scienze della vita. Gli investimenti dell’azienda hanno consentito di raggiungere numeri importanti a livello occupazionale (con quasi 3mila persone impiegate) e di investimento sul territorio (oltre un miliardo di euro). L’auspicio è che l’accordo siglato pochi giorni fa garantisca nuove prospettive di sviluppo. Noi vigileremo affinché vengano garantiti i posti di lavoro e perché possa ulteriormente rafforzarsi il legame tra Siena e la presenza di un settore così importante in un comparto strategico, come è quello delle scienze della vita. Un settore per il quale è giusto che le istituzioni locali e regionali si impegnino affinché le condizioni di occupazione e di ricerca possano continuare a svilupparsi nella nostra provincia. Il sistema istituzionale ha lavorato per agevolare e incoraggiare tali insediamenti industriali e dovrà continuare con convinzione a creare le condizioni per le quali implementare un settore così strategico a Siena abbia il valore aggiunto che riconosciamo . Il Pd si impegnerà, inoltre, in una ulteriore riflessione nei suoi organismi per continuare a disegnare i nuovi orizzonti su cui scommettere per il futuro”.

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Valentini su Novartis: “Siena deve rimanere il polo internazionale per la ricerca”

“Come Sindaco sto seguendo con attenzione le vicende che riguardano la cessione della divisione vaccini di Novartis a GlaxoSmithKline”. Con queste parole il Sindaco di Siena, Bruno Valentini, commenta l’operazione…

“Come Sindaco sto seguendo con attenzione le vicende che riguardano la cessione della divisione vaccini di Novartis a GlaxoSmithKline”.

Con queste parole il Sindaco di Siena, Bruno Valentini, commenta l’operazione che ha portato l’azienda svizzera Novartis ad acquisire la divisione oncologica di GlaxoSmithKline e contemporaneamente a cedere al gruppo inglese la propria divisione vaccini, ad eccezione del settore anti-influenzale.

“Mi auguro – continua il Sindaco Valentini – che questo passaggio sia un’occasione per rafforzare il distretto farmaceutico senese, una realtà storicamente radicata sul nostro territorio, capace di esprimere eccellenze competitive sul piano mondiale. I siti di Siena e Sovicille sono ormai diventati un’importantissima realtà internazionale per la ricerca, lo sviluppo e la produzione dei vaccini e danno occupazione a quasi tremila lavoratori (compresi interinali, a tempo determinato e vari consulenti) che noi vogliamo assolutamente salvaguardare”.

“Ovviamente – continua Valentini – non posso che confermare la mia disponibilità e il mio impegno a mettere in campo tutte le azioni amministrative utili a garantire e rafforzare il radicamento di questo importante settore produttivo nel nostro territorio ed, eventualmente, anche a migliorarne le condizioni di insediamento e attrattività. Occorre, però, che Governo e Regione Toscana siano coinvolti in questa vicenda, che ha una risonanza nazionale. Il Presidente Enrico Rossi ha già fattivamente manifestato l’interesse della Regione al mantenimento e allo sviluppo del polo senese dei vaccini, in forte legame con le ricerca universitaria ed il distretto scientifico di TLS. Prima possibile, non appena le autorità internazionali avranno dato il via libera alle operazioni di scambio societario, chiederemo un incontro a Novartis e Glaxo”.

Foto: Alessia Bruchi

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Inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale

Partirà con l’inizio di novembre in tutte le Asl la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2013-2014. La Regione ha acquistato quest’anno 811.000 dosi di vaccino, con una spesa…

Partirà con l’inizio di novembre in tutte le Asl la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2013-2014. La Regione ha acquistato quest’anno 811.000 dosi di vaccino, con una spesa di circa 4 milioni di euro, per garantire la copertura vaccinale gratuita agli anziani oltre i 65 anni e alle categorie a rischio. I vaccini sono in distribuzione a tutte le Asl. Le aziende sanitarie li distribuiranno poi a medici di famiglia e pediatri, in base al numero di pazienti da vaccinare, e dalla prossima settimana partiranno le vaccinazioni, secondo i calendari vaccinali di ogni singola azienda.

L’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, che stamani ha lanciato la campagna vaccinale con una conferenza stampa – alla quale hanno partecipato anche Maria Grazia Santini, responsabile dell’Unità operativa Igiene e sanità pubblica della Asl 10 di Firenze, e Giovanni Vitali Rosati, pediatra – invita gli ultra65enni e gli appartenenti alle categorie a rischio a vaccinarsi.

“La scorsa stagione la vaccinazione ha sofferto delle conseguenze causate dai ritardi nella consegna del vaccino alle varie regioni – dice Marroni – e la copertura vaccinale ha registrato una notevole flessione. Voglio ricordare che il vaccino antinfluenzale è riconosciuto universalmente come il mezzo più efficace e conveniente per prevenire l’influenza e le sue complicanze, raramente ha effetti collaterali ed è consigliato a tutti, ma soprattutto a quelle categorie di soggetti a rischio, che dalle complicanze dell’influenza possono avere le conseguenze più gravi”.

Nella stagione 2012-2013 in Toscana la copertura è scesa al 58,90%, rispetto al 67,80% della precedente stagione 2011-2012.

Ad anziani sopra i 65 anni e cittadini appartenenti alle categorie a rischio la vaccinazione verrà offerta gratuitamente, tramite i medici di famiglia, i pediatri e gli ambulatori delle Asl. Nelle categorie a rischio rientrano bambini (di età superiore a 6 mesi) e adulti affetti da particolari patologie croniche (malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, renale, malattie degli organi emopoietici, diabete e altre malattie dismetaboliche, sindromi da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, altre malattie congenite o acquisite che comportino carente o alterata produzione di anticorpi, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici), bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, bambini pretermine e di basso peso alla nascita.

La vaccinazione è gratuita anche per le donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica, per gli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, e per il personale di assistenza o i familiari di soggetti ad alto rischio. Obiettivo della vaccinazione antinfluenzale, prevenire le complicanze e ridurre del 70-80% la mortalità legata all’influenza.

Come negli anni passati, con il vaccino antinfluenzale agli anziani verrà somministrata anche la vitamina D, per proteggere le ossa.

Il periodo giusto per vaccinarsi è il mese di novembre: il vaccino diventa efficace dopo circa due settimane dal momento della vaccinazione, e i picchi epidemici si verificano di solito tra la fine di dicembre e i primi di febbraio.

Il rapporto Ars sulla campagna vaccinale 2012-2013

Anche quest’anno, come ogni anno, l’Ars, Agenzia Regionale di Sanità, ha predisposto un rapporto sull’andamento della campagna vaccinale 2012-2013, sulla base del monitoraggio condotto dalla DG Diritti di cittadinanza e coesione sociale.

La stagione influenzale 2012-2013 (42ª settimana 2012 – 17ª settimana 2013) ha avuto, in Toscana come in Italia e nel resto d’Europa, un andamento tipico: il numero dei casi ha mostrato un marcato aumento a partire dalla 52ª settimana del 2012 (quella delle feste natalizie) e il picco epidemico è stato raggiunto nella 7ª settimana del 2013 (metà febbraio).

L’epidemia ha presentato un’intensità intermedia e si stima abbia coinvolto più di 300.000 toscani. La sindrome ha colpito soprattutto i bambini più piccoli: nella fascia di età 0-4 anni è stato raggiunto il picco epidemico più alto (23,7 per 1.000). Tra i giovani adulti, un’incidenza lievemente superiore si è osservata nella classe di età 25-44 anni.

Nel periodo epidemico – è sempre il Rapporto dell’Ars a dircelo – in Toscana gli accessi al pronto soccorso per infezioni respiratorie acute sono stati oltre 56.000, pari al 7,7% degli accessi totali al PS in quel periodo.

Hanno partecipato alla campagna vaccinale tutte le Asl toscane, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Sono state somministrate in tutto 677.875 dosi di vaccino, circa 156.000 in meno rispetto alla stagione precedente (834.050). La maggior parte delle vaccinazioni è stata effettuata in soggetti di età superiore a 64 anni, 515.168, pari al 58,9% delle dosi totali somministrate, e 162.707 dosi in soggetti appartenenti alle categorie a rischio di età inferiore ai 64 anni. La copertura vaccinale raggiunta nella popolazione generale è stata di 18,5%, inferiore rispetto al 22,2% della stagione 2011-2012.

La Rete InfluNet

Anche nella stagione influenzale 2013-2014 la Regione Toscana continuerà a partecipare alla Rete nazionale di sorveglianza della sindrome influenzale InfluNet, che si basa sulla segnalazione, da parte di un campione di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta, al Centro interuniversitario di ricerca sull’influenza (Ciri) dei casi di sindrome influenzale osservati ogni settimana tra gli assistiti. Questo sistema permette di calcolare i tassi di incidenza per settimana della malattia quasi in tempo reale.

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