La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: teatro ciro pinsuti

Il karaoke tragicomico di “Stanno Tutti Male” – Intervista a Riccardo Goretti

Il 22 Novembre, alle 21:00, la stagione invernale del Teatro Ciro Pinsuti si apre con Stanno Tutti Male: uno spettacolo di e con Riccardo Goretti, Stefano Cenci e Colapesce, al…

Il 22 Novembre, alle 21:00, la stagione invernale del Teatro Ciro Pinsuti si apre con Stanno Tutti Male: uno spettacolo di e con Riccardo Goretti, Stefano Cenci e Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, uno dei più apprezzati cantautori italiani, le cui musiche originali permeano tutta la drammaturgia della rappresentazione.

Stanno Tutti Male è un “karaoke tragicomico”, le cui canzoni mutano in note il “male” che inseriamo molto spesso nella risposta alla domanda «Come stai?». «Sto male» è una frase che usiamo così tanto da esautorarla nel significato. Può essere lo «sto male!» derivato da un mal di testa, da un disagio emotivo, ma anche uno «Oddio sto male! Muoio!» che esprime invece il massimo del divertimento, della risata, del godimento: l’ambiguità dell’enunciato «sto male» è il segnale di un’incertezza che ci coinvolge tutti. Questo lavoro propone un affresco, o meglio una caricatura, dell’esistenza contemporanea. «Perché stanno tutti male?» si sono chiesti gli autori «Qual è la scala del bene e del male?» Queste e altre le domande di un’indagine collettiva, condotta su internet e sui social, a cui centinaia di followers hanno risposto, costruendo così il campione di un sondaggio, filtrato e ricomposto dai tre artisti in una rassegna di stati emotivi che, per quanto gravi, sono resi con multiforme comicità. Non a caso, il sottotitolo dello spettacolo è Uno studio collettivo sull’infelicità individuale.

Abbiamo incontrato Riccardo Goretti, autore e interprete dello spettacolo, per rivolgergli alcune domande.

La prima domanda che ti facciamo è la frase di esordio nel mondo, come cantava Brunori, in qualsiasi conversazione, ma nel vostro caso assume connotazioni che definirei totali. Bene, la domanda è: come state?

Riccardo Goretti: Abbastanza male, grazie. Ovviamente parlo per me, ma penso di poter estendere la risposta anche per Stefano e Lorenzo. Siamo accomunati da un senso di disagio costante latente e non meglio precisato. In tre ci smazziamo ansia, insonnia, mood swings, pessimismo, cinismo, disincanto, sfiducia, frustrazione: insomma, tutto normale ecco.

Questo spettacolo parte da un’analisi che avete fatto partendo dalle risposte che la gente ha dato alle domande relative allo stare male: avete in qualche modo analizzato i desideri della gente. Come è avvenuto il lavoro di scrittura di questo spettacolo? E cosa ne è emerso?

RG: Abbiamo chiesto alle persone di scriverci perché stanno male, loro l’hanno fatto, noi abbiamo frullato i loro malesseri – e cioè anche i vostri – con i nostri, ed ecco lo spettacolo. Dove poteva ambientarsi, se non in un karaoke bar, da sempre luogo di mestizia e sfogo per antonomasia?

Nel cast c’è anche Colapesce: come si è confrontato con la veste di attore? In che modo il suo essere musicista si è inserito nella drammaturgia?

RG: Lorenzo, prima di essere un musicista, è un artista molto sensibile… e un ragazzo molto sveglio. Merce rara. Non ha avuto nessun problema a inserirsi nel processo di scrittura  e messa in scena di uno spettacolo teatrale. Del resto è abituato alle sperimentazioni, in altri campi: basti pensare al fumetto La Distanza da lui realizzato per Bao Publishing, disegnato da Alessandro Baronciani…

Il teatro Ciro Pinsuti è un piccolo teatro da 150 posti. La vostra tournée tocca piccoli spazi come questo e grandi realtà come quelle cittadine; si è spostato in strutture teatrali classiche all’italiana, e in centri sociali come l’Angelo Mai; come vi confrontate con i diversi contesti in cui lo spettacolo è messo in scena? E che ruolo ha il pubblico?

RG: I contesti diversi sono solo divertimento, lo spettacolo cresce e si adatta e si deforma ogni volta che incontra un pubblico nuovo, sia esso composto dai classici “abbonati over 70”, o da scafatissimi occupanti di un centro sociale. Il pubblico è fondamentale per ogni rappresentazione teatrale. Io ormai manco riesco più a fare le prove di uno spettacolo, perché oltre un tot di ore, mi pare tempo perso: è come allenarsi a giocare a tennis con un videogame del Nintendo Wii… se non c’è il live, semplicemente, non è la stessa cosa.

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Nei Panni dell’Altro – Intervista a Olga Rossi

Con la postura austera, ma pacata, dell’attrice di accademia, Olga Rossi non ha mai abbandonato le sue radici toscane, nonostante il curriculum artistico le abbia permesso di falcare da Nord…

Con la postura austera, ma pacata, dell’attrice di accademia, Olga Rossi non ha mai abbandonato le sue radici toscane, nonostante il curriculum artistico le abbia permesso di falcare da Nord a Sud lo stivale, tra tournée teatrali e set cinematografici. Tanto che, tra i lavori per il cinema con Gabriele Salvatores o Rocco Papaleo, e quelli per il teatro con Alessandro Gassman o Ottavia Piccolo – giusto per citarne alcuni – Olga Rossi trova occasioni per portare avanti progetti di propedeutica teatrale, e laboratori di recitazione, nel nostro territorio. Dopo il Diploma al Teatro Stabile di Torino, ha seguito corsi di perfezionamento con Luca Ronconi e Massimo Navone, per poi seguire seminari e workshop con Marcel Marceau, Julie Anne Stanzak e Nicolaj Karpov: non si può di certo negare che abbia avuto la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei più grandi teatranti del nostro tempo.

Residente a Trequanda, già lo scorso anno ha curato un laboratorio teatrale dedicato alla Costituzione italiana e quest’anno, coinvolta dalla direzione del Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, si occuperà dei corsi di recitazione rivolti ai bambini delle scuole elementari e di quelli per adulti. Oltre a Olga Rossi, a coordinare i partecipanti dei laboratori di recitazione presso il teatro sinalunghese ci sarà anche Maria Claudia Massari, ormai volto noto del pubblico del Ciro Pinsuti, che porterà avanti i corsi per ragazzi delle scuole medie e per le scuole superiori.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Olga nella settimana in cui sono stati presentati i corsi attraverso lezioni-prova gratuite.

Quale percorso professionale/artistico ti ha portato a curare la propedeutica teatrale? Cosa ti interessa del lavoro di insegnante di teatro?

Il tempo. In mezzo alle  lunghe tournèe scavalcamontagne che durano mesi, così, per gioco, ho iniziato con i ragazzi del circolo Arci di Trequanda un percorso che mi ha convinta sempre di più della funzione sociale del teatro. Fosse per me aprirei un teatro e una biblioteca, con gli orari di un centro commerciale, in ogni paese. Per quanto riguarda l’insegnamento, non credo che il teatro si possa insegnare, ma se ti interessa puoi imparare a farlo.

Che tipo di lavoro attende i ragazzi che si iscriveranno ai corsi 2019/20 del Ciro Pinsuti?

Ai ragazzi, che poi sono più bambini – dato che con me saranno i piccoli delle elementari – leggerò le Favole al Telefono di Rodari: ogni giorno sarà una storia a guidare la nostra immaginazione. C’era una volta il signor Bianchi di Varese… le leggevo da piccola e l’idea di quel babbo che ogni sera, dal niente, inventava una storia per sua figlia, me la sono portata dietro per anni, poi ho capito perché. Ascoltare storie ci fa sentire meno soli.

Qual è la principale novità di questa stagione, sempre per quanto riguarda i laboratori, rispetto a quelle precedenti?

Non so bene rispondere in questi termini. Il lavoro appassionato di Maria Claudia, che da vent’anni ha cresciuto i ragazzi di Sinalunga e, agli albori, ha cresciuto anche me. Quello che Calamandrei dice a proposito della legge credo possa essere piuttosto universale, le regole del teatro sono vive perché dentro a queste formule circola il pensiero del nostro tempo; bisogna lasciarvi entrare l’aria che respiriamo, mettervi dentro i nostri propositi e le nostre speranze. Il teatro è giovane e antico come la primavera, si rinnova sempre e le persone, se ne hanno voglia, possono fare altrettanto.

A quale tipo di persone sono rivolti i tuoi corsi?

Non esistono requisiti specifici, credo che piuttosto sia necessaria la voglia di provare a mettersi nei panni di qualcun altro, lasciare andare un pezzo delle proprie convinzioni per provare a capire cosa pensa qualcuno che non sia ‘io’; è un esercizio necessario in questi tempi.

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La tradizione della Filodrammatica di Sinalunga tra storia e aneddoti

La compagnia Filodrammatica Sinalunga, in questo momento, sta “ripassando” SisterS Act, poiché lo spettacolo verrà replicato dal 13 al 15 Ottobre 2017 al teatro Ciro Pinsuti. La Valdichiana è andata a…

La compagnia Filodrammatica Sinalunga, in questo momento, sta “ripassando” SisterS Act, poiché lo spettacolo verrà replicato dal 13 al 15 Ottobre 2017 al teatro Ciro Pinsuti. La Valdichiana è andata a disturbare le loro prove per sapere quale, dei tantissimi spettacoli che l’attuale nutrita compagine, tra attori, cantanti, ballerini e ovviamente direttori dei lavori, enumera nel suo repertorio, porta più nel cuore.

Rebecca Papa, che interpreta la protagonista di SisterS Act, mi rivela: «Sono legatissima a Mamma Mia: è stata la mia prima esperienza da protagonista, in età adulta, ed è stato un lavoro molto impegnativo. Lo stesso però poteri dire di SisterS Act, che mi sta coinvolgendo tantissimo. In più sono felice di condividere il palco a stretto contatto con Vanessa Marcocci. L’ultima volta che siamo state così vicine e così a contatto per la preparazione di uno spettacolo, è stato per Grease, ma sono passato undici anni…», accanto a lei c’è proprio Vanessa Marcocci, la “Madre Superiora”, che mi rivela «Anche per me Sisters Act sembra essere la prova più coinvolgente finora: anche perché è con questo musical che sono tornata sul palco dopo la gravidanza. Se ci penso però anche Grease mi è rimasto nel cuore: eravamo tutti più giovani, energici, ed essendo un musical estremamente corale, ci ha aiutato a rafforzare il nostro gruppo, a farci sentire tutti parte della stessa famiglia».  «Il Re Leone è stato il musical che ci ha fatto fare un salto di qualità, sia per i costumi e per allestimento generale» mi dice Michela Rossi/Suor Maria Patrizia, lo stesso pensa Luca Grazi/Tenente Souther  «Ho adorato il Re Leone, perché è un cartone d’infanzia che avevo nel cuore. Mi sono divertito a fare la parte del cattivo. Da bambino mi impauriva Scar e poi mi sono ritrovato ad interpretarlo».

Federica Terrosi, Berta in SisterS Act, mi dice: «Forza Venite Gente è stato uno dei musical in cui ho dovuto impegnarmi maggiormente. Sono molto legata a Forza Venite Gente anche per il messaggio che conteneva, la storia di San Francesco era raccontata in un modo così bello che mi coinvolge ancora adesso». Il musical sulla vita di Francesco d’Assisi è anche indicato da Federica Goti/Suor Maria Ignazia, che mi dice «Forza Venite Gente è forse il musical per il quale ho avuto una parte più rilevante dal punto di vista recitativo. Io di solito mi occupo dell’aspetto coreografico perché sono una ballerina, ma in occasione di Forza Venite Gente il regista mi ha dato fiducia recitativa. Se guardo ancora più al passato ti dico che in qualche modo Rugantino mi ha “battezzato” nella Compagnia e ancora oggi lo sento come quello a cui sono più affezionata».

Francesco Bartolini/Monsignor O’Hara predilige Grease, «è stato il musical nel quale ho avuto un ruolo più importante ma sono legato un po’ a tutte le nostre produzioni, perché c’è qualcosa in ogni esperienza che ti porti dentro», mentre Luca Mosconi/Willy mi svela «preferisco Mamma Mia perché è stato il primo spettacolo con musica dal vivo e con le scenografie in movimento: mi ha coinvolto moltissimo». Giovanna Benocci, che interpreta Suor Maria Lucia predilige la prosa: «lo spettacolo che mi è rimasto nel cuore è Frankestein Junior: io ho debuttato con questa commedia, ho fatto anche una delle parti principali, Elizabeth, è stato divertente ed emozionante; con quello spettacolo ho imparato tutto quello che si può ricevere dal teatro». Gabriele Paolucci/Joy che è un fan degli ABBA, inevitabilmente sceglie Mamma Mia «uno spettacolo con tutte le canzoni che più adoravo, mi ha veramente fatto stare bene. Io sono qui dal 2000 e tutti gli allestimenti mi hanno lasciato qualcosa: siamo cresciuti, non solo di età, ma siamo diventati tutti più bravi; non abbiamo più timore di definirci Attori».

Fabio Panfi, e Fabio Terrosi, che sono due veterani della Filodrammatica Sinalunghese, in maniera molto sentita, mi raccontano l’evoluzione della compagnia in quindici anni. «Sono affezionatissimo all’esperienza de Il Gatto in Cantina, lo spettacolo con cui l’attuale gruppo ha esordito» mi dice Fabio Panfi «o meglio, non proprio ‘attuale’, perché siamo cresciuti moltissimo, anche numericamente. Inizialmente eravamo in otto ed oggi siamo cinque volte quelli che eravamo quindici anni fa. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un gran regista come Marco Mosconi che oltre ad essere bravissimo, ha saputo coinvolgere, grazie alla sua esperienza da Professore nelle scuole di Sinalunga, anche i giovanissimi, i quali sono cresciuti dentro questa compagnia. Sono orgoglioso di ciò che è stato fatto, abbiamo raggiunto un livello che per essere amatoriale è veramente il migliore che, in zona, si possa trovare». Fabio Terrosi invece indica Grease e Mamma Mia, come spettacoli verso cui nutre più affetto: «la cosa più bella, al di là del singolo spettacolo» mi dice «è vedere questo gruppo di persone unite da un legame che li porta a stare insieme, per molte serate durante l’anno, senza parlare di lavoro, senza sbuffare per i problemi di ogni giorno: noi siamo insieme e ci divertiamo facendo qualcosa di bello insieme. Questo è l’importante».

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Movimento 5 stelle, incontro sullo sviluppo turistico a Sinalunga

Il Movimento 5 Stelle di Sinalunga-Torrita-Trequanda organizza un incontro pubblico sul potenziale sviluppo turistico del territorio dal titolo “O si fa turismo o si muore…?!”. L’incontro  organizzato dal Movimento 5…

Il Movimento 5 Stelle di Sinalunga-Torrita-Trequanda organizza un incontro pubblico sul potenziale sviluppo turistico del territorio dal titolo “O si fa turismo o si muore…?!”.

L’incontro  organizzato dal Movimento 5 Stelle si terrà  Lunedì 25 Novembre alle ore 21,30 presso la sala Agnolucci del Teatro Ciro Pinsuti a Sinalunga ed è rivolto a tutti gli operatori del settore, in modo da condividere strategie e trovare soluzioni per il futuro.

Parteciperanno al dibattito Adina Persano, Presidente dell’Ass.Guide Turistiche Toscana e Roberto Bechi, esperto di politiche sul turismo sostenibile, che forniranno nozioni e suggerimenti affinché lo sviluppo turistico possa incrementare e dare una spinta all’economia  del  territorio.

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