La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: salute

Reumatologia dell’AOU Senese e la onlus SIMBA: nasce il centro per la cura della malattia di Behcet

Nuove possibilità di cura per i pazienti colpiti da malattia di Behcet. Presso l’UOC Reumatologia dell’AOU Senese, diretta dal professor Mauro Galeazzi, è nato il centro dedicato all’attività clinico-ambulatoriale e…

Nuove possibilità di cura per i pazienti colpiti da malattia di Behcet. Presso l’UOC Reumatologia dell’AOU Senese, diretta dal professor Mauro Galeazzi, è nato il centro dedicato all’attività clinico-ambulatoriale e laboratoristica di ricerca per la malattia di Behcet, sotto il patrocinio di SIMBA Onlus, l’Associazione Nazionale dei pazienti affetti da tale patologia. Il centro è coordinato dal reumatologo Luca Cantarini, coadiuvato da quattro medici e quattro biologi.

“La malattia di Behcet – spiega Cantarini – è una rara malattia infiammatoria cronica, caratterizzata dalla presenza di afte orali e genitali ricorrenti ed infiammazione oculare sotto forma di uveite, ma può colpire anche altri organi ed apparati, quali quello vascolare, gastrointestinale, il sistema nervoso centrale, la cute e le articolazioni”.

Per quanto riguarda l’interessamento oculare, il centro si avvarrà della collaborazione dell’oculista Rossella Franceschini, responsabile del Centro Malattie Autoimmuni Oculari. Fondamentale e preziosa la collaborazione con il volontariato.

“Simba Onlus – spiega Alessandra Del Bianco, presidente dell’associazione – che fin dalla sua nascita ha lavorato su tutto il territorio nazionale per incentivare la ricerca e la conoscenza della malattia, ha fortemente voluto l’attivazione di questo nuovo servizio nell’area Senese, visto che già da anni l’UOC Reumatologia seguiva molti pazienti. Questo porta la Toscana, insieme ai centri di Firenze, Pisa e Prato, ad essere la regione che accoglie la maggior parte dei pazienti Behcet in Italia”.

La collaborazione fra il centro e Simba Onlus, ha portato anche all’organizzazione del IV convegno nazionale sulla malattia di Behcet, che si terrà proprio a Siena il prossimo 18 Ottobre.

“Sono felice e orgogliosa del clima di fiducia e di fattiva collaborazione – conclude Alessandra Del Bianco – che si è instaurato con il centro ed i suoi medici. Ciò consentirà di potenziare la qualità dell’assistenza anche incentivando la ricerca sulla malattia, grazie ai fondi raccolti da Simba Onlus e, contemporaneamente, di ridurre le liste di attesa consentendo in questo modo di poter porre diagnosi di malattia nel più breve tempo possibile, elemento fondamentale per poter prevenire eventuali complicanze della malattia”.

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Valori di Nichel a Chiusi, percentuali troppo alte?

Valori di Nichel a Chiusi, percentuali troppo alte? Arriva la precisazione di Bioecologia “In merito agli articoli di stampa pubblicati di recente da alcuni quotidiani locali e nazionali relativi ai…

Valori di Nichel a Chiusi, percentuali troppo alte? Arriva la precisazione di Bioecologia

“In merito agli articoli di stampa pubblicati di recente da alcuni quotidiani locali e nazionali relativi ai valori di nichel riscontrati nella falda idrica nella zona di Chiusi Scalo, Bioecologia ribadisce che tali concentrazioni non possono essere fatte risalire in alcun modo alla propria attività produttiva. A stabilirlo è stata l’Arpat che nel novembre del 2013 ha precisato anche che “la costante presenza di valori eccedenti il valore soglia per il nichel potrebbe essere messa in relazione con la geologia del territorio”. I valori superiori ai limiti di legge sono stati infatti rilevati anche a monte dell’impianto rispetto alla direzione di falda a conferma della non correlazione dell’impianto con l’andamento della presenza di nichel nella falda. Secondo l’Arpat, inoltre, “l’andamento dei valori non è mai stato rappresentativo di un trend crescente da mettere in relazione ad eventuali impatti dovuti all’attività produttiva”.

Si ricorda che il monitoraggio presso l’impianto in oggetto è stato autorizzato con l’Autorizzazione integrata Ambientale e che i controlli da parte dell’Azienda – affiancati a quelli di Arpat – sono stati avviati nel 2008 con periodicità semestrale. A tali attività, sono infine da aggiungere quelle programmate con l’obiettivo di potenziare le misure di controllo e di verifica, sia a monte che a valle dell’impianto. E’ infine da sottolineare che il servizio di depurazione degli scarichi fognari delle imprese presenti nell’area artigianale di Chiusi Scalo è effettuato Bioecologia, attraverso una convenzione con il Comune di Chiusi e il gestore del servizio idrico integrato, solamente a partire dal 2009.

Bioecologia ritiene, quindi, priva di fondamento ogni associazione tra l’impianto e la presenza di nichel e del tutto immotivata la diffusione di tutte quelle notizie che oltre a causare un infondato allarme, possono ledere l’immagine dell’Azienda. In considerazione dei dati sopra forniti, che dimostrano in modo oggettivo l’assoluta estraneità dell’attività produttiva svolta da Bioecologia rispetto ai valori riscontrati, questa Società si vedrà costretta ad assumere ogni iniziativa utile per tutelare l’onorabilità del proprio operato laddove l’impianto di Chiusi venisse associato alla presenza di nichel nella falda idrica”.

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Legittimata la consegna diretta di farmaci a pazienti cronici

È stato respinto dal TAR toscano, il ricorso dell’Associazione delle farmacie private senesi, sul progetto della USL7 che riguarda la consegna diretta di farmaci a pazienti cronici. Il progetto, al contrario, è…

È stato respinto dal TAR toscano, il ricorso dell’Associazione delle farmacie private senesi, sul progetto della USL7 che riguarda la consegna diretta di farmaci a pazienti cronici. Il progetto, al contrario, è stato valutato dai giudici amministrativi legittimo in ogni sua parte, rigettando pertanto ognuno dei tre motivi del ricorso.

Di fatto, quindi, tutte le farmacie convenzionate (pubbliche), che hanno aderito al progetto di distribuzione diretta dei farmaci e quelle private che vorranno aderire, potranno continuare la distribuzione dei farmaci ai pazienti interessati da patologie croniche.

L’Azienda USL7, infatti, sulla base delle indicazioni regionali, ha attivato percorsi per patologie croniche quali scompenso, diabete, ipertensione, bronco pneumopatia cronica ostruttiva e ictus basati sulla continuità assistenziale ospedale-residenzialità, volti ad ottimizzare l’assistenza del paziente cronico in collaborazione con i medici di famiglia, rendendola più controllata e qualificata, per ricondurre i ricoveri ospedalieri a situazioni di stretta necessità.

Tutto ciò, oltre a favorire il controllo da parte del personale medico della corretta aderenza alla terapia del paziente cronico produce per l’azienda risparmi nella spesa farmaceutica complessiva, risparmi che la stessa azienda  reinveste nel territorio per la realizzazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata e del nuovo modello assistenziale del “Chronic Care” .

Per la consegna diretta dei farmaci, infatti, le aziende sanitarie possono acquistare medicinali a brevetto scaduto, con sconti fino all’80% del loro prezzo di listino, a seguito di gare effettuate dagli Estav, con validità pluriennale.

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Dalla Regione, 4 milioni e mezzo di Euro per gli studenti di infermieristica

Confermata anche per l’anno accademico 2012-2013 l’erogazione degli assegni di studio dei corsi di laurea in infermieristica. La giunta ha deliberato stamani, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Luigi…

Confermata anche per l’anno accademico 2012-2013 l’erogazione degli assegni di studio dei corsi di laurea in infermieristica. La giunta ha deliberato stamani, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, un finanziamento di 4.507.000 euro per gli iscritti al corso di laurea in infermieristica. Gli assegni verranno erogati tramite le tre sedi universitarie dell’Azienda per il diritto allo studio universitario di Firenze, Pisa e Siena.

La Toscana ha avviato questa forma di incentivo economico fin dall’anno accademico 2000-2001, e la cifra destinata agli assegni di studio per gli studenti di infermieristica è cresciuta di anno in anno: da 1.307.000 euro, per 662 assegni nel 2000-2001, ai 4.137.288 per 2.006 assegni nel 2011-12. Complessivamente, in 12 anni la Regione ha destinato agli assegni di studio per gli infermieri oltre 30 milioni di euro.

Per l’anno accademico 2012-13 l’importo sale ancora: 4.507.000 euro, così suddivisi tra le tre aziende universitarie per il diritto allo studio: 2.243.000 a Firenze, 1.497.430 a Pisa, 766.410 a Siena.

Questi gli importi degli assegni: per il 1° anno 955 euro; per il 2° anno 1.936 euro; per il 3° anno 3.227 euro. Per aver diritto agli assegni è necessario essere iscritti in corso senza essere stati iscritti fuori corso o ripetente per più di una volta, oppure essere iscritti fuori corso o ripetente per la prima volta. Se iscritti al primo o secondo anno: aver superato entro il 30 aprile 2013 tutti gli esami previsti per gli anni precedenti e per l’anno accademico 2012-13, riportando per l’anno accademico 2012-13 una media non inferiore a 22/30; aver superato con esito positivo la valutazione del tirocinio. Se iscritti al terzo anno: aver superato entro il 30 aprile 2014 tutti gli esami previsti per l’anno accademico 2012-13 riportando una media non inferiore a 22/30; aver superato con esito positivo la valutazione del tirocinio; aver discusso la tesi di laurea, oppure aver superato la prova finale del corso di laurea, entro la sessione autunnale o primaverile.

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Disponibile sul mercato italiano il primo vaccino contro il meningococco B

Anche i bambini italiani possono essere protetti dal rischio della meningite meningococcica B: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti autorizzato il rilascio sul mercato del primo lotto del vaccino Novartis…

Anche i bambini italiani possono essere protetti dal rischio della meningite meningococcica B: l’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti autorizzato il rilascio sul mercato del primo lotto del vaccino Novartis contro la malattia meningococcica da sierogruppo B [rDNA, componente, adsorbito]. Il vaccino è ora disponibile anche nel nostro Paese, dopo essere stato rilasciato in Francia, Regno Unito e Germania.

«Siamo orgogliosi di questo importante traguardo», dichiara Francesco Gulli, Amministratore Delegato di Novartis Vaccines. «Avere finalmente disponibile il vaccino contro la meningite B anche in Italia, dove è stato sviluppato e prodotto grazie al tenace lavoro del nostro team di collaboratori, chiude il cerchio e rende sempre più reale e tangibile la nostra ambizione di proteggere più persone possibili dal rischio di contrarre questa temibile infezione batterica. Siamo infatti fiduciosi che le strutture sanitarie, sia a livello nazionale sia nelle singole regioni italiane, valuteranno al più presto con quali modalità inserire questo vaccino nei piani di prevenzione vaccinale».

Indicato per l’immunizzazione a partire dai due mesi di età, il vaccino Novartis contro il MenB è il risultato di oltre venti anni di ricerca d’avanguardia nello sviluppo dei vaccini presso i laboratori di Siena.

«Il rilascio del vaccino contro MenB sul mercato italiano è una notizia che accogliamo con gioia» dichiara Rino Rappuoli, Responsabile Mondiale della Ricerca di Novartis Vaccines «perché finalmente possiamo vedere concretizzarsi il nostro impegno, con i primi bambini italiani vaccinati: un altro passo avanti verso un futuro libero dalla meningite. MenB è stato un bersaglio particolarmente difficile da raggiungere, ma dopo anni di lavoro e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo siamo riusciti, grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa – la reverse vaccinology – a mettere a punto un vaccino efficace, partendo dal genoma del batterio. Lo sviluppo del vaccino è stato prima di tutto un grande successo della ricerca scientifica».

Nel mondo, ogni anno, sono complessivamente mezzo milione i casi di meningite meningococcica. L’epidemiologia dei diversi sierogruppi di meningococco varia considerevolmente a seconda dell’area geografica. In Italia, la causa principale è rappresentata dal sierogruppo B, che nel 2011 è stato responsabile del 64% dei casi totali tipizzati. Ha rappresentato inoltre la causa principale di meningite meningococcica nei bambini sotto l’anno di età, causando il 77% dei casi totali.

La proposta di utilizzo immediato del vaccino arriva dal Board del ‘Calendario per la Vita’, composto da Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG). «La vaccinazione contro il meningococco B» afferma Paolo Bonanni, Professore presso il Dipartimento di Scienze della Salute (DSS) dell’Università di Firenze e Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e medicina preventiva «rappresenta una necessità epidemiologica, ma anche etica e comunicativa non eludibile. Per tali ragioni le società scientifiche raccomandano il suo utilizzo per la vaccinazione gratuita di tutti i lattanti».

L’infezione batterica da meningococco è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore: la meningite meningococcica ha una letalità tra il 9 e il 12%, ma in assenza di un trattamento antibiotico adeguato può raggiungere il 50%. I segni e sintomi sono spesso simili a quelli influenzali, rendendo difficile la corretta diagnosi negli stadi iniziali dell’infezione e limitando la possibilità di evitare le conseguenze più gravi. Su dieci persone che contraggono la malattia, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di devastanti disabilità permanenti, quali danni cerebrali, problemi di udito o amputazione di arti: un forte impatto dunque non solo dal punto di vista della sanità pubblica, ma anche dal punto di vista sociale.

La prevenzione attraverso la vaccinazione rappresenta l’unica difesa contro questa infezione così aggressiva: ora il prossimo passo spetta alla Sanità pubblica, che potrà mettere a disposizione dei cittadini questa nuova opportunità vaccinale con l’inserimento nei piani vaccinali delle singole Regioni e nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV).

I profili di tollerabilità e immunogenicità del nuovo vaccino sono stati valutati in un ampio programma clinico che ha coinvolto oltre 7.000 persone tra cui in Italia 11 istituti diversi e circa 1.500 tra neonati, bambini, adolescenti e adulti. Somministrabile a partire dai due mesi di età, il nuovo vaccino offre diverse opzioni di schedula vaccinale che possono essere integrate negli attuali programmi di vaccinazione di routine.

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Mezzo milione di italiani a letto per l’influenza

Sono quasi 100mila i bambini già colpiti dall’influenza nell’ultima settimana dell’anno, ma il picco deve ancora arrivare ed è atteso a partire dai giorni successivi all’Epifania, quando riapriranno le scuole…

Sono quasi 100mila i bambini già colpiti dall’influenza nell’ultima settimana dell’anno, ma il picco deve ancora arrivare ed è atteso a partire dai giorni successivi all’Epifania, quando riapriranno le scuole e gli uffici cominceranno a riaffollarsi. Di circa 450.000 italiani a letto per l’influenza durante le feste di Natale e Capodanno oltre il 20% è rappresentato da bambini sotto i 5 anni. Negli ultimi giorni del 2013 si è registrato un incremento dei casi di influenza proprio tra i più piccoli (0-5 anni) con una incidenza di 4 casi su mille a fronte del dato generale pari a 1,5 casi su 1000.

Isolato all’inizio di dicembre 2013, il virus più comune della stagione influenzale in corso è l’AH3N2, compreso nel vaccino di quest’anno. E dai pediatri dell’ospedale Bambino Gesù arrivano i consigli per affrontare l’epidemia stagionale: igiene, riposo e una alimentazione più ricca di frutta e verdura.

«La vaccinazione è lo strumento di prevenzione più efficace per i bambini a rischio come quelli affetti da cardiopatie, pneumopatie, diabete, fibrosi cistica» spiegano gli esperti dell’ospedale pediatrico romano. «È importante che un bambino affetto da una di queste patologie non contragga l’influenza – raccomanda Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambino Gesù – si tratta di categorie a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una malattia di particolare rilevanza. Per tutti i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi, avvalendosi del consiglio del proprio pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile».

Una persona infetta può trasmettere il virus molto facilmente prima ancora che appaiano i sintomi, con un semplice colpo di tosse, uno starnuto o una stretta di mano. Vaccinandosi si proteggono i familiari, i colleghi e i pazienti, specialmente quelli a maggior rischio di sviluppare le complicanze associate con l’influenza.

È importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono troppo a lungo (oltre 5 giorni). Si è contagiosi dal momento in cui si contrae il virus e fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e/o starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate. L’esperto del Bambino Gesù suggerisce di approfittare delle 24-48 ore in casa post-influenza per dormire un po’ di più al mattino e per dedicare tempo ai 4 pasti giornalieri, favorendo l’assunzione di frutta e verdura.

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Sanità in Valdichiana: parte la formazione tra madri per l’allattamento al seno

L’Ospedale di Nottola, tra i primi in Italia ad essere riconosciuto “Amico del bambino”, ha presentato alle mamme della Valdichiana senese, subito prima di Natale, il progetto “da pari a…

L’Ospedale di Nottola, tra i primi in Italia ad essere riconosciuto “Amico del bambino”, ha presentato alle mamme della Valdichiana senese, subito prima di Natale, il progetto “da pari a pari”.

Il sostegno tra pari è svolto da donne della comunità formate per dare assistenza e supporto ad altre madri. Varie ricerche confermano come il sostegno tra pari sia utile a migliorare l’avvio dell’allattamento al seno ed a mantenerlo nel tempo.

Durante un incontro tenutosi nell’auditorium dell’Ospedale le mamme intervenute, dopo un breve saluto da parte del Responsabile della Pediatria, Dr. Flavio Civitelli, hanno potuto conoscere i particolari del progetto attraverso la presentazione della Dottoressa Valentina Canocchi e del gruppo di ostetriche e infermiere esperte.

Il progetto prevede una formazione dedicata alle mamme che, vista l’affluenza, saranno sicuramente numerose a riprova del senso di appartenenza e di reciprocità ancora presente in modo forte nel territorio.

Le partecipanti al corso, che si terrà in gennaio, ed è aperto a tutte le mamme che vorranno anche successivamente aderire, impareranno a condividere la loro esperienza legata all’allattamento al seno con le neo mamme che potranno contare così su una di loro, esperta, in un rapporto alla pari.

Dopo la presentazione, nello spazio comune dell’Ospedale i bambini seguiti dalla pediatria e i figli delle mamme che hanno partecipato all’incontro, sono stati invitati ad una piccola festa della pediatria insieme ai clown-dottori dell’associazione Coccinelle, che hanno distribuito alcuni doni. Alla fine un ottimo buffet, politicamente corretto, con alimenti privi di glutine (senza problemi per chi non tollera i derivati del grano) che ha riscosso un unanime successo.

L’iniziativa rientra nella tematica “Sostenere l’allattamento: vicine alle madri” che si sono dati i punti nascita della Valdichiana e della Valdelsa e che è confermato anche dalla Settimana mondiale dell’allattamento materno.

L’Azienda USL 7 di Siena conferma così il proprio impegno nella promozione e nel sostegno dell’allattamento al seno, riconosciuto come una tra le più importanti strategie di promozione della salute per l’intera popolazione.

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Prevenzione oncologica, miglioramenti nella diffusione e nella partecipazione della popolazione

Programmi di screening oncologico sempre più estesi e partecipazione sempre più elevata da parte della popolazione. Ancora una volta, nel settore della prevenzione secondaria, la Toscana registra una delle performance…

Programmi di screening oncologico sempre più estesi e partecipazione sempre più elevata da parte della popolazione. Ancora una volta, nel settore della prevenzione secondaria, la Toscana registra una delle performance migliori d’Italia. I risultati del monitoraggio dell’attività dei tre programmi di screening offerti dal Servizio Sanitario Regionale sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, assieme al direttore generale dell’Ispo Gianni Amunni, in occasione della presentazione del 14° Rapporto Annuale dell’Ispo, l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica.

Il bilancio è soddisfacente soprattutto sul fronte dell’estensione (percentuale di inviti inviati alla popolazione): per il tumore alla mammella, gli inviti hanno raggiunto il 102% della popolazione bersaglio; per il tumore al collo dell’utero il 103% e per il colon-retto il 92%. Un risultato che evidenzia l’impegno profuso dalle Aziende Sanitarie e dagli operatori nel garantire un’offerta capillare, anche in tempi di ridotte risorse finanziarie.

Ottimi i risultati anche sul fronte della risposta da parte della popolazione (percentuale di adesioni agli inviti), con un’adesione del 51,5% per lo screening del tumore del colon-retto, del 72,6% per lo screening mammografico e del 57,5% per la prevenzione del tumore del collo dell’utero.

“La Toscana è stata tra le prime Regioni in Italia a capire l’importanza della prevenzione nel campo delle patologie oncologiche – sottolinea l’assessore Luigi Marroni – Un’intuizione che si è concretizzata nella messa a punto di programmi di screening che, negli anni, hanno coinvolto fasce sempre più ampie di popolazione. I valori che presentiamo oggi sono tra i migliori a livello nazionale, ma sappiamo che possono migliorare ancora e continueremo a lavorare per questo”.

Questi alcuni dei risultati più significativi dei programmi di screening attivi in Toscana:

Lo screening mammografico. Nel 2012 in Toscana sono state invitate a sottoporsi a una mammografia di screening 245.400 donne, con un’estensione del 102% (a fronte del 93,2% nel 2011). Il risultato è sicuramente ottimo se si tiene conto che è la prima volta che viene raggiunto un livello così elevato da quando lo screening è stato avviato in Regione nel 1999. Sono presenti variazioni tra le Aziende, che riflettono specifiche situazioni locali e probabilmente anche un diverso atteggiamento nei confronti della prevenzione, ma i dati confermano che il programma è ben radicato nella popolazione toscana. La diagnosi attraverso lo screening di tumori piccoli e a prognosi favorevole consente di conservare la mammella nella grande maggioranza dei casi: oltre il 90% dei tumori individuati, infatti, ha avuto un trattamento chirurgico conservativo. I tempi di attesa (per la risposta, per l’esecuzione degli approfondimenti diagnostici e per l’intervento) rappresentano il punto maggiormente dolente del percorso.

Lo screening del colon-retto. I risultati dell’estensione di questa attività preventiva (92%, in confronto all’87,3% del 2011) sono particolarmente significativi, se si considera che questo programma di screening è stato attivato nel 2005. Nel 2012 sono stati invitati 439.500 uomini e donne. Di questi, il 51,5% ha aderito all’invito effettuando il test, per un totale di circa 217.400 persone esaminate. Solo il 4,2% delle persone che ha effettuato il test della ricerca del sangue occulto fecale è risultato positivo e sono stati avviati ad effettuare una colonscopia: 7.000 le colonscopie effettuate. Questo ha permesso di diagnosticare 263 cancri e 1.544 adenomi avanzati. Come atteso, in circa il 40% dei casi i tumori individuati erano in stadio iniziale e quindi con elevatissime percentuali di guarigione. In media, i programmi di screening toscani sono riusciti inoltre a garantire l’invio del referto negativo entro tre settimane ben nel 94% degli utenti. Persistono invece problemi nei tempi di attesa per l’esame colonscopico (solo il 52% dei pazienti effettua la colonscopia entro 30 giorni). Circa il 21% delle persone risultate positive al test di screening non effettua invece alcun esame colonscopico di approfondimento.

Screening per il tumore al collo dell’utero. Nel 2012 sono stati effettuati 173.523 pap test: le citologie per le quali è previsto un ulteriore approfondimento sono state il 2,6% del totale. Il tasso di Pap Test inadeguati per cui è stato necessario ripetere il test è stato pari all’1,27% collocando la Toscana fra le regioni italiane a minor tasso di inadeguati. Nel 2012 sono state inviate in colposcopia complessivamente 3.495 sul totale delle donne esaminate (2%). L’81,5% delle donne invitate a fare la colposcopia ha accettato di fare l’approfondimento presso il centro di riferimento del programma. La migrazione sanitaria delle donne da un’azienda all’altra è stata verosimilmente la principale causa di bassa adesione alla colposcopia registrata in alcuni programmi. I tempi di attesa per la lettura del Pap test sono particolarmente critici per alcuni programmi toscani, per una carenza di personale dedicato alla lettura.

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Ambiente e salute: Valdichiana più ecologica nel 2014

L’obiettivo 2014 è una Valdichina più ecologica. Un territorio che mira alla conservazione delle sue tipicità e all’eliminazioni di fonti di inquinamento esistenti o di quelle in programma, come appunto…

L’obiettivo 2014 è una Valdichina più ecologica. Un territorio che mira alla conservazione delle sue tipicità e all’eliminazioni di fonti di inquinamento esistenti o di quelle in programma, come appunto le centrali a biomasse. Un obiettivo che vede la Valdichiana diventare un vero e proprio “esempio internazionale”, da illustrare nell’ambito di una Conferenza Internazionale in programma ad Arezzo nel 2014 e successivamente alla Conferenza che ogni 5 anni l’Unione Europea organizza su Ambiente e Salute. Più che una ipotesi è l’indicazione emersa dal Workshop svoltosi a Sansepolcro come fase preliminare alla quinta Conferenza Internazionale su Salute e Ambiente, che sarà organizzata da ISDE e OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel corso del Workshop di San Sepolcro sono emerse due tematiche principali.

La prima è quella della “green economy in agricoltura”, nell’ambito della quale la tutela della Valdichiana verrebbe a configurarsi quale esempio virtuoso di salubrità ambientale derivante dalla promozione di un’economia ecologica. Valorizzare la qualità agricola/biologica, ridurre drasticamente l’uso dei pesticidi, non impiegare colture ogm, privilegiare gli aspetti culturali-turistici, promuovere la produzione e il consumo di prodotti a filiera corta e la vera dieta mediterranea, rifiutando forme di produzione energetica anti-ecologiche e inquinanti come la prevista maxi-centrale a biomasse. Questa sarebbe l’unica strada per mettere anche in evidenza i vantaggi sulla salute, garantendo al contempo la crescita dei livelli occupazionali, una trasformazione positiva dei rapporti sociali, comunitari e culturali. Proprio dall’OMS è giunto l’invito a fare di una Valdichiana disinquinata, ma produttiva in senso ecologico, un modello da esportare.

L’altra tematica sarà la “salute ambientale del bambino” con la messa a punto di un pacchetto formativo rivolto ai rappresentanti di tutte le società medico- scientifiche perché è ormai palese la correlazione fra varie patologie e l’ambiente nel quale viviamo. Secondo l’OMS almeno il 25% di tutte le cause di morte nei paesi occidentali sarebbe da attribuire ad un ambiente inquinato. Nei paesi del terzo mondo la percentuale sale al 33%. Le patologie tradizionalmente connesse all’inquinamento ambientale sono in primis quelle oncologiche. Ma la letteratura scientifica più recente dimostra come l’esposizione precoce ad agenti inquinanti possa essere un fattore importante all’origine dell’allarmante aumento di patologie endocrino-metaboliche (obesità e diabete), neuroendocrine, del neuro-sviluppo, neuro-degenerative e psichiatriche.
Questi sono i principali temi trattati e dibattuti da esperti convenuti a Sansepolcro, in rappresentanza di OMS, ISDE, Cnr, Università Bocconi, Istituto Superiore di Sanità, Asl 8 e Comune di Arezzo e dai rappresentanti del Comitato di Tutela della Valdichiana, del Centro Franco Basaglia e di Aboca.

L’impegno degli organizzatori è quello di coinvolgere nel progetto organizzazioni governative e non governative e di avviare a partire dalle prossime settimane incontri con gli amministratori e con i principali stakeholders che con le loro azioni possono contribuire in modo concreto alla riuscita di un programma articolato e multidisciplinare che porterebbe la Valdichiana ad un livello di valorizzazione fra i più alto al mondo, con grandi prospettive di sviluppo “economico” realmente “ecologico”.

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SmartWig – Parrucca INTELLIGENTE

Sarà per la loro comodità, per i loro innumerevoli utilizzi o per l’aria fortemente Hi-Tech che danno a chi li indossa, ma i nuovi dispositivi basati sulla wearable technology, stanno lentamente facendo capolino…

Sarà per la loro comodità, per i loro innumerevoli utilizzi o per l’aria fortemente Hi-Tech che danno a chi li indossa, ma i nuovi dispositivi basati sulla wearable technology, stanno lentamente facendo capolino tra i progetti delle maggiori industrie mondiali del settore tecnologico. Così dopo i Google Glass del colosso dalla grande G e lo smartwatch di SAMSUNG, anche Sony ha deciso di partecipare a questa nuova era pioneristica dei dispositivi indossabili e lo ha fatto secondo un idea tutta sua, depositando il brevetto della SmartWig, la parrucca intelligente.

Si, prorpio così, Sony si discosta dalla banalità dei più comuni dispositivi già in commercio per studiare qualcosa che secondo il colosso nipponico sarà molto più facile da indossare rispetto ad un paio di occhiali. Che si tratti proprio di una parrucca lo testimoniano alcune ricerche fatte riguardo il brevetto depositato , in cui si accennava ad una miscela di capelli umani, lana, fibre sintetiche, crine di cavallo, peli di bufalo e piume, che andrebbe a formare la folta chioma il cui compito non sarà più solo quello di abbellire chi li indossa, ma anche di celare l’hardware al suo interno.

smartwig 2Infatti la SmartWig avrà al suo interno un puntatore laser, un sistema di navigazione Gps e sensori che monitorano i valori fisiologici di chi la indossa, una fotocamera e anche la connettività WiFi che gli permetterà di collegarsi con altri dispositivi. In più il progetto è stato sviluppato sulla base di tre modelli per adattarsi alle molteplici funzioni che la parrucca potrà essere  in grado di eseguire.

Il primo modello della SmartWig sarà dotato di navigatore e riuscirà ad indicare il percorso corretto attraverso delle vibrazioni sulla nuca: il principio di funzionamento è molto semplice, se vibra a destra si deve girare a destra, se a sinistra a sinistra. Scenario incentrato sui bisogni di disabili e non vedenti, che potrebbero giovarsi delle indicazioni ottenute grazie al GPS.

Un altro prototipo è dotato di puntatore laser e potrà scorrere le slide di PowerPoint semplicemente muovendo la testa, o attivare filmati magari facendo l’occhiolino.

Un terzo modello invece monitora i valori fisiologici come temperatura corporea, pressione sanguigna, battito e onde cerebrali. In più grazie alla connessione Wi-Fi i dati potrebbero essere inviati in tempo reale al medico per avere un riscontro pressoché immediato.

Altri impieghi utili, secondo Sony, si potrebbero trovare nell’industria videoludica e quindi al settore del divertimento in realtà aumentata.

Al momento però non ci sono certezze della produzione in serie della SmartWig, bisognerà quindi attendere le nuove evoluzioni del progetto, poiché la società giapponese non ha ancora deciso se la parrucca intelligente arriverà davvero sul mercato.

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