A San Giuseppe, oltre che ad essere dedicato il Palio dei Somari, è consacrata una delle porte più antiche attraverso le quali si accede al centro storico di Torrita di Siena: Porta a Sole. Tradizionalmente, il nome di questa porta, che risale al 1208, si ritiene da attribuire al suo orientamento ad est.

Oggi a Porta a Sole, con il territorio che le si estende in prossimità, corrisponde l’omonima Contrada dai colori giallo e blu, vincitrice di quattro delle prime 64 edizioni del Palio dei Somari, nel 1978, 1979, 1996 e 2010.

Con il Presidente Mirco Zurli siamo andati ad indagare le caratteristiche che contraddistinguono questa Contrada, iniziando dall’aspetto del Palio che vi si apprezza di più.
«Il nostro Palio ha tante piccole sfaccettature che lo rendono unico. Per questo sarebbe scontato dire che l’aspetto più bello sia da ricondurre esclusivamente alla vittoria del drappo (gioia che tra le altre cose non ho ancora assaporato da presidente), o all’emozione dell’ingresso in piazza della Contrada, quando si può ammirare il corteo di contrada nella sua completezza ed al massimo del suo splendore, grazie alle molte energie che gli vengono dedicate durante tutto l’anno. Una riflessione andrebbe sviluppata guardando al di là dei propri colori e confini. In questo senso, l‘aspetto più bello del Palio è a mio avviso quello di essere riuscito a unire realmente il paese di Torrita, conseguendo un obiettivo importantissimo, che altre feste, già esistenti all’epoca degli esordi di questa manifestazione, non non avrebbero mai potuto raggiungere.
È un risultato storico e particolarmente significativo, che ha rappresentato un enorme progresso dal punto di vista sociale, aggregando la comunità torritese e fornendo ad essa, in primo luogo, un forte senso di appartenenza, e, in secondo luogo, un altrettanto forte senso di identità e orgoglio.
Allo stesso tempo, tali sensazioni si sono riversate anche a livello delle singole Contrade, con un effetto moltiplicatore che ha reso possibile lo svolgimento di tantissime attività nei singoli rioni, non sempre necessariamente collegate a quella principale mirata all’organizzazione del Palio. Proprio queste attività collaterali, come in un circolo virtuoso, hanno contribuito a rendere ancora più importante, direi ad oggi ormai imprescindibile, la funzione sociale delle Contrade, con tutto ciò che ne consegue al fine di mantenere e incrementare la convivenza civile della comunità».

Racconti di Contrada
«Una Contrada possiede una sua storia di numerosi aneddoti significativi che non sempre possono essere raccontati. La nostra memoria tuttavia torna spesso ad una serie di episodi avvenuti in occasione delle vittorie del Palio: quando, nel 1978, si vinse per la prima volta, ad esempio fu organizzata una gara di bevute di quartini di vino al box, seguita da una spedizione dei giovani di Contrada all’Oppiello; oppure quando, in occasione del Palio vinto nel 1996, un’edizione tra l’altro a noi particolarmente cara visto che era dedicata a David Capitani, uno dei fondatori della festa e della nostra Contrada, ci togliemmo le cuffie da nonna e le consegnammo a Refenero, in un simbolico passaggio del testimone del ruolo di “contrada da più tempo non vincitrice del Palio”.
O ancora quando, in occasione del Palio “perso” del 1997, il trattamento alcolico a cui fu sottoposto il fantino Carpaccio si concluse con un ultimo “bicchiere d’acqua” bevuto prima della finale, che sortì un effetto a dir poco catastrofico sulla sua salute».

Non tutti sanno che…
«Porta a Sole è stata la prima ad omaggiare le nascite dei piccoli contradaioli, affiggendo un avviso in bacheca e donando un piattino di ceramica commemorativo».

(foto di Marco Mazzolai)

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