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Palio dei Somari 2019 – Tutte le notizie

Sponsorizzato da Valdichiana Media e Associazione Sagra San Giuseppe Porta Nova vince la 63esima edizione: finale con colpo di scena (24/03/19) La Contrada Porta Nova si aggiudica la 63esima edizione…


Sponsorizzato da Valdichiana Media e Associazione Sagra San Giuseppe


Porta Nova vince la 63esima edizione: finale con colpo di scena (24/03/19)

La Contrada Porta Nova si aggiudica la 63esima edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena, al termine di una gara che non ha mancato di riservare sorprese. In seguito alla fase preliminare di qualificazione, la finale, a cui hanno avuto accesso le Contrade di Cavone, Le Fonti, Porta a Pago, Porta Gavina e Porta Nova, ha visto infatti contendersi il drappo oltre il termine della Corsa. È stato durante il secondo giro che Alessandro Stampigioni, fantino di Porta a Pago, trovandosi fiancheggiato da Alessandro Guerrini, a dorso del somaro di Porta Nova, lo ha strattonato.

Un comportamento che non è passato inosservato ai giudici a bordo della pista, i quali hanno immediatamente riscontrato la scorrettezza rispetto a quanto previsto dal regolamento della Corsa. Avendo tuttavia terminato per primo i quattro giri previsti nella batteria finale, Stampigioni è stato raggiunto dai contradaioli di Porta a Pago e dal loro presidente Luca Massai, con il drappo in trionfo. I giudici, certi che il comportamento di Stampigioni non fosse da ritenersi accettabile, ne avevano già durante la corsa decretato la squalifica. Di fronte all’inizio dei festeggiamenti della Contrada Porta a Pago, hanno ritenuto comunque opportuno rivedere le immagini della corsa insieme ai due fantini per portare chiarezza sull’accaduto.

Di fronte alle immagini, i giudici Antonio Benocci, Stefano Vannuzzi, Ricardo Rodriguez e il mossiere Renato Bircolotti, hanno dunque comunicato la decisione presa nei confronti di Stampigioni e hanno deciso di assegnare la vittoria alla Contrada seconda arrivata al canape. È stato così che Porta Nova si è conquistata la 63esima edizione del Palio dei Somari, l’undicesima nel suo palmares, la sesta per il fantino Alessandro Guerrini.

Si è così rivelata una domenica di giubilo, questa, per la Contrada dai colori bianco e nero, che si è aggiudicata anche il premio per la miglior coppia di sbandieratori, Edoardo Boni e Paolo Betti, e quello per la miglior coppia di tamburini, Andrea Berti e Riccardo Rossi. Il premio Sfoggiato, riconoscimento ogni anno attribuito alla Contrada che si distingue per il miglior corteo, è stato vinto invece dalla Contrada Porta a Sole.

La manifestazione, che ha incontrato il favore di un clima pienamente primaverile, si è svolta alla presenza di un ingente pubblico, riunitosi nel borgo di Torrita fin da stamani per assistere al corteo storico e alle spettacolari esibizioni di Sbandieratori e Tamburini.

«Si è conclusa un’edizione da ricordare per il numero di visitatori che sono giunti a Torrita in occasione del Palio, per l’ottima riuscita di tutte le iniziative organizzate, per il coinvolgimento della comunità torritese durante tutta la settimana della festa» ha dichiarato il presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe, Yuri Cardini.


È Palio: verso la finale della 63esima edizione del Palio dei Somari (23/03/2019)

In attesa della Corsa, che decreterà il vincitore della 63esima edizione del Palio dei Somari, in programma per questa sera a Torrita di Siena la presentazione del drappo, dipinto dagli artisti senesi Maurizio Sampieri e Anna Rita Cotugno, e l’emozionante gara tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle otto Contrade.

Mancano solo poche ore alla presentazione del drappo che domani le otto Contrade di Torrita di Siena si contenderanno nella 63esima edizione del Palio dei Somari, e alla gara tra gli Sbandieratori e i Tamburini, in piazza Matteotti dalle 21.

Avrà poi luogo l’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini che rappresentano i Quattro antichi castelli di Torrita: Ciliano, Guardavalle, La Fratta e Montefollonico, e seguirà infine la riconsegna del premio Sfoggiato, il trofeo assegnato ogni anno alla Contrada che presenta il miglior corteo storico, da parte della Contrada Refenero, che se l’è aggiudicato nella passata edizione.

Il programma di domani, 24 marzo, prevede al mattino il corteo storico con i costumi ispirati al XV secolo, lungo le vie del borgo torritese, accompagnato dagli spettacoli degli Sbandieratori e i Tamburini in piazza Matteotti. Nel pomeriggio, l’epicentro della manifestazione si sposta al Gioco del Pallone, lo sferisterio adiacente alle mura dove è allestito il campo di gara. È previsto per le 16 l’inizio della Corsa della 63esima edizione del Palio dei Somari.

La gara è articolata in quattro prime batterie di qualificazione, che vedranno fronteggiarsi: Porta Gavina, con il fantino Andrea Peruzzi detto Drago, e Porta a Pago, con il fantino Alessandro Stampigioni, detto Scheggia; Cavone, con il fantino Jonathan Guerri, detto Rafia, e Stazione con il fantino Francesco Ferrari, soprannominato Spighetto; Le Fonti, con il fantino Gabriele Grotti detto Divino, e Porta a Sole, con il fantino Matteo Noli detto Galletto; Refenero, con il fantino Thomas Bresciani, e Porta Nova, con il fantino Alessandro Guerrini detto Cobra. Le quattro Contrade che non supereranno il primo turno, disputeranno una batteria di recupero, per avere così la possibilità di accedere alla finale, alla quale prenderanno parte quindi cinque Contrade. Gli otto somari verranno assegnati a sorte a ciascuna Contrada nei minuti immediatamente precedenti all’inizio della Corsa.

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


Gli eventi dedicati ai giovani contradaioli accrescono l’attesa per il Palio dei Somari (21/03/19)

Continuano gli eventi a Torrita in attesa del fine settimana conclusivo della 63esima edizione del Palio dei Somari. Le iniziative di queste sere hanno avuto come protagonisti i giovani contradaioli, in particolare lunedì i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di Torrita, che hanno presentato gli spettacoli preparati con le insegnanti per l’occasione. Ieri sera invece si è svolto il consueto quiz “Chissà se in Contrada si sa”: un gioco dell’oca gigante su cui le squadre di ciascuna Contrada si sono sfidate a colpi di risposte sulla cultura e le tradizioni del Palio dei Somari, e dove alla fine sono riusciti ad imporsi i ragazzi della Contrada Stazione.

Il programma della manifestazione prosegue venerdì 22 con le cene propiziatorie nelle Contrade. Sabato 23 l’appuntamento è in piazza Matteotti alle 21, quando viene presentato il drappo, che le contrade si contenderanno l’indomani, e si svolge la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade, prima dell’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini dei Quattro Castelli di Torrita. Chiude il programma della serata la riconsegna del premio Sfoggiato, il trofeo assegnato ogni anno alla Contrada che presenta il miglior corteo storico.

Domenica 24 si inizia al mattino, alle 9, con l’arrivo dei cortei delle Contrade nel centro storico, al quale segue la Santa Messa nella chiesa delle Sante Flora e Lucilla e, al termine di questa, l’esibizione in piazza Matteotti degli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade e dei Quattro Castelli. Sarà possibile quindi ammirare il corteo storico lungo le vie del borgo, prima di ritrovarsi, alle 15.30, presso il campo di gara allestito nell’area del Gioco del Pallone, lo sferisterio adiacente alle mura del centro storico. Sarà lì che alle 16 si disputerà il 63esimo Palio dei Somari.

La manifestazione, iniziata ufficialmente lo scorso 16 marzo, è allestita dai volontari delle otto Contrade, con la collaborazione di tante associazioni torritesi, tra cui Fides, Fondazione Torrita Cultura, Misericordia, Pro Loco, Pubblica Assistenza, Società Filarmonica Guido Monaco “La Samba” e Us Torrita, società sportiva che ha addirittura modificato il proprio calendario calcistico in occasione del Palio, dimostrando così di condividere il fine ultimo della buona riuscita delle diverse iniziative che coinvolgono la comunità.


Palio dei Somari: record di visitatori a Torrita per le Taverne (18/03/19)

Migliaia di persone sono arrivate Torrita di Siena in occasione delle Taverne, il percorso gastronomico curato dalle otto Contrade che ogni anno si svolge tra le mura del centro storico, nel primo fine settimana dedicato ai festeggiamenti per il Palio dei Somari. La 63esima edizione della manifestazione è iniziata raggiungendo, in confronto alle scorse edizioni, un record assoluto di presenze.

Il paese ha iniziato a riempirsi di visitatori da sabato pomeriggio, quando per le vie del borgo è stato inaugurato il Mercato medievale de La Nencia, e in piazza Matteotti si è svolto lo spettacolo di rievocazione storica che ha accompagnato l’estrazione delle batterie di qualificazione della Corsa, in programma per domenica 24 marzo. Spettacoli itineranti e concerti di musica medievale in piazza Matteotti hanno poi contribuito a creare un’atmosfera di festa che si è protratta fino a notte fonda. Complici anche le condizioni atmosferiche, che pure hanno riservato qualche sferzata di vento pungente, anche ieri si è registrata un’ottima affluenza di pubblico sin dal mattino, per Somarando, la rassegna espositiva di asini pensata in particolar modo per i più piccoli, che hanno potuto così conoscere da vicino questi animali. Le esibizioni degli allievi della Scuola del Gruppo Sbandieratori e Tamburini hanno intrattenuto il pubblico per tutto il pomeriggio, fino all’inizio del secondo appuntamento con le Taverne.

«C’è molta soddisfazione per l’ottima riuscita di questo primo fine settimana di eventi, in cui la macchina organizzativa ha dato chiara dimostrazione della propria efficienza» ha commentato il presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe, Yuri Cardini.

Il programma della manifestazione prosegue durante tutta la settimana con varie iniziative di approfondimento, prima di entrare nel vivo venerdì 22 con le cene propiziatorie nelle Contrade, che anticipano gli eventi delle giornate conclusive: la presentazione del Drappo e la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade sabato 23 e il corteo storico e il Palio domenica 24 marzo.


Estratti gli abbinamenti per la fase di qualificazione della corsa (17/03/19)

La 63esima edizione del Palio dei Somari è ufficialmente iniziata, con la cerimonia di estrazione delle batterie di qualificazione per la Corsa, in programma per domenica 24 marzo. In concomitanza allo spettacolo di rievocazione storica che in piazza Matteotti ha accompagnato il sorteggio, all’interno della sala consiliare del palazzo comunale i presidenti delle otto Contrade hanno estratto gli abbinamenti che compongono la fase eliminatoria della Corsa.

Nella prima batteria si sfideranno Porta Gavina, che ha scelto di rinnovare la fiducia a Andrea Peruzzi detto Drago con cui ha vinto la scorsa edizione, e Porta a Pago, che ha confermato Alessandro Stampigioni, detto Scheggia; nella seconda si affronteranno Cavone, che quest’anno punta sul fantino torritese Jonathan Guerri, detto Rafia, e Stazione con il fantino Francesco Ferrari, soprannominato Spighetto; la terza batteria vedrà scontrarsi Le Fonti, per cui correrà ancora il fantino di contrada Gabriele Grotti detto Divino, e Porta a Sole, che si affiderà di nuovo a Matteo Noli detto Galletto; nella quarta si fronteggeranno Refenero, che ha ingaggiato Thomas Bresciani, unico fantino nuovo al campo di gara torritese, e Porta Nova, per la quale correrà di nuovo Alessandro Guerrini detto Cobra. Le quattro Contrade, che non supereranno il primo turno, disputeranno una batteria di recupero, per avere così la possibilità di accedere alla finale.

L’estrazione si è svolta nel contesto di un centro storico già gremito di pubblico per il Mercato medievale de La Nencia e le Taverne, iniziative previste anche per domani, domenica 17 marzo, quando inoltre avrà luogo “Somarando”, la rassegna dedicata ai somari durante la quale sarà possibile conoscere da vicino alcuni esemplari. Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


“Il Palio dei Somari: un’eccellenza della Regione” (13/03/19)

“Il Palio dei Somari” di Torrita di Siena rappresenta una manifestazione di eccellenza, per la storicità e il coinvolgimento della comunità, aspetti unici in tutta la Regione” con queste parole Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, ha elogiato la festa torritese, durante la conferenza stampa la presentazione che si è svolta questa mattina a Firenze.

Appuntamenti tradizionali e interessanti novità compongono il programma messo a punto, a Torrita di Siena, dall’Associazione Sagra San Giuseppe per il Palio dei Somari, giunto quest’anno alla 63ª edizione.

La manifestazione si apre sabato 16 marzo con il caratteristico Mercato medievale de La Nencia, il sorteggio e l’abbinamento delle batterie della Corsa, che si svolge in concomitanza con lo spettacolo di rievocazione storica in piazza Matteotti; di sera vengono aperte le Taverne, i banchetti dove le otto Contrade torritesi servono i piatti tipici della tradizione gastronomica, nel centro storico animato dagli spettacoli degli artisti che, tra musica e performance in stile medievale, allietano gli ospiti sino a tarda notte. Domenica 17, oltre al Mercato medievale e le Taverne, tutta la giornata è dedicata a Somarando, la rassegna espositiva di razze di asini. La manifestazione entra quindi nel vivo venerdì 22 con le cene propiziatorie, prima degli eventi di sabato 23, quando è attesa la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade. Domenica 24, la mattina è riservata alle esibizioni degli Sbandieratori e i Tamburini e al corteo storico, nelle vie del centro storico; nel pomeriggio l’appuntamento è al Gioco del Pallone, lo sferisterio adiacente alle mura, per l’avvincente corsa a dorso di somaro tra le otto Contrade.

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


Renato Bircolotti Sarà di nuovo il mossiere al Palio dei Somari (07/03/19)

È ormai alle porte la 63ª edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena, che quest’anno si svolgerà dal 16 al 24 marzo. Nella mattina di giovedì 7 Marzo è stata presentata nella Sala Aurora del palazzo della Provincia e, nell’occasione, il presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe Yuri Cardini, ha annunciato che, per il secondo anno consecutivo, sarà Renato Bircolotti il mossiere chiamato a gestire la mossa della Corsa che si disputerà domenica 24 marzo tra le otto Contrade torritesi.

Lo starter di Castiglion Fiorentino è Commissario Starter per il Mipaaf ed è noto in tutta Italia per la lunga carriera di presenze registrate in numerose carriere, tra cui quelle di Legnano, Asti, Ferrara e Fucecchio. A Torrita, salvo false partenze da ripetere, sarà chiamato ad abbassare il canape sei volte, considerando le quattro batterie di qualificazione, quella di recupero tra le quattro Contrade eliminate e la finale.

Il calendario completo degli eventi della manifestazione, annunciato pochi giorni fa, è frutto di una formula ben consolidata dalla tradizione: si inizia sabato 16 e domenica 17 con le Taverne, il Mercato Medievale de La Nencia, l’estrazione dell’ordine di sfilata e delle batterie di qualificazione della Corsa, e “Somarando”, la rassegna dedicata al mondo della razza asinina, con l’esposizione di alcuni esemplari.

Si entra dunque nel vivo venerdì 22, con le cene propiziatorie nelle Contrade, che anticipano gli eventi del fine settimana. Previste per sabato 23 alle 21.30 in piazza Matteotti, la presentazione del Drappo e la gara a coppie tra gli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade; in programma per domenica 24, dalla mattina alle 11, il corteo storico per le vie del borgo e, alle 16 presso il campo di gara adiacente al centro storico, la Corsa.

“Il Palio dei Somari di Torrita è una manifestazione che tutela l’identità, la cultura e le tradizioni di un luogo. La sua organizzazione e la profonda partecipazione della comunità sono un esempio per il territorio. L’inserimento delle Contrade nello statuto comunale è la dimostrazione di quanto la festa sia stratificata nel tessuto sociale” – è il commento di Silvio Franceschelli, presidente della Provincia di Siena

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.


Tra rievocazioni storiche, arti e spettacoli, si disputa a Torrita di Siena il 63° Palio dei Somari (27/02/19)

Si svolge dal 16 al 24 marzo 2019 la 63ª edizione del Palio dei Somari, quest’anno dedicata in via eccezionale a don Giovanni Turchi, parroco di Torrita Scalo dal 1948 al 2013, anno della scomparsa, che fu fondatore della Contrada Stazione e per anni nel ruolo di segretario dell’Associazione Sagra San Giuseppe. Per otto giorni il centro storico di Torrita di Siena ospita momenti di rievocazione storica, esposizioni ed eventi, in vista della corsa a dorso di somaro che ogni anno si disputa tra le otto Contrade del paese la domenica successiva al 19 marzo.

Sabato 16 marzo il calendario degli appuntamenti si inaugura con l’apertura del Mercato Medievale de La Nencia, la mostra mercato di manufatti realizzati dagli artigiani con le tecniche e i materiali dell’epoca. Alle 18.30, nella sala consiliare del palazzo comunale si effettua l’estrazione degli abbinamenti per la prima fase di qualificazione della Corsa, accompagnata dall’esibizione in piazza Matteotti degli Sbandieratori e i Tamburini delle otto Contrade. Dal pomeriggio sono inoltre aperte le Taverne, i diversi punti ristoro in cui le Contrade servono i piatti tipici della tradizione gastronomica, animati da spettacoli itineranti che, tra musica e performance in stile medievale, allietano gli ospiti sino a tarda notte.

Domenica 17, dalle 10, si svolge “Somarando”, la rassegna espositiva di alcuni esemplari che permette di conoscere da vicino il mondo di questo animale. Mentre prosegue per tutta la giornata il Mercato de La Nencia, alle 16 si esibiscono in piazza Matteotti gli allievi della scuola del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita. Nel pomeriggio riaprono le Taverne per la seconda serata che, accompagnata alle 19 da “Musicando nei borghi”, a cura dei musicisti dell’istituto di Musica G. Monaco La Samba, si concluderà con ancora spettacoli nelle vie del centro storico.

Novità per l’edizione 2019, l’apertura nel primo fine settimana della manifestazione, dello spazio “Le Arti del Palio”, un locale dove alcuni artisti si riuniranno per mostrare le fasi di progettazione e costruzione di tamburi e bandiere. Lunedì 18 alle 21, al palasport, i bambini delle scuole materna e primaria di Torrita e Montefollonico presentano le iniziative realizzate in occasione del Palio, rispettivamente l’esecuzione di brani popolari legati alla tradizione della Festa e un musical, dal titolo “Il Palio in pochi passi”.

Mercoledì 20 il palasport ospita “Chissà se in Contrada si sa”, lo storico quiz tra Contrade incentrato su curiosità e temi di cultura paliesca. Venerdì 22 è il giorno riservato alle cene propiziatorie, nel corso delle quali vengono ufficialmente presentati gli otto fantini che correranno il Palio. Sabato 23 alle 21.30, il drappo, dipinto per questa edizione da Maurizio Sampieri e Anna Rita Cotugno viene presentato in piazza Matteotti, scortato dagli Sbandieratori e i Tamburini delle Contrade, che alle 22 si sfidano in una gara a coppie. Quindi si svolgono la riconsegna del premio Sfoggiato da parte della Contrada Refenero, la quale si è aggiudicata il riconoscimento per il miglior corteo storico nel 2018, e l’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini dei quattro Castelli di Torrita.

Domenica 24 l’appuntamento è alle 9, con l’ingresso del corteo di ciascuna Contrada in piazza Matteotti, al quale segue la Santa Messa, officiata nella Chiesa delle Sante Flora e Lucilla. Al termine, la piazza ospita le esibizioni degli Sbandieratori e i Tamburini, prima che il corteo storico si componga per sfilare lungo le vie del borgo. Il Palio dei Somari si corre nel pomeriggio, alle 16, nel campo di gara allestito presso il Gioco del Pallone. In caso di pioggia il Palio è rimandato a domenica 31 marzo.

Per la prima volta nella storia della manifestazione, quest’anno a correre sul tufo saranno otto somari non provenienti da una sola scuderia, bensì selezionati tra una rosa di esemplari messi a disposizione da più allevatori, a dimostrazione della centralità che il Palio di Torrita sta assumendo nel panorama delle manifestazioni di questo genere.

«Con molto orgoglio diamo ufficialmente il via al Palio dei Somari 2019, un’edizione che, agli eventi divenuti ormai appuntamenti fissi in Valdichiana, aggiunge elementi di novità e perfezionamento» ha dichiarato Yuri Cardini, presidente dell’Associazione Sagra San Giuseppe, nel corso della conferenza di presentazione.

Il Palio dei Somari, organizzato dall’Associazione Sagra San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Torrita di Siena e della Regione Toscana, è iscritto dal 2014 nell’Elenco regionale delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica.

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Palio dei Somari 2019: dietro alle quinte del corteo storico con Massimo Gottardi

Oltre alla corsa dei somari, che ogni anno si lascia scoprire da nuovi appassionati, il Palio di Torrita di Siena già da molte edizioni suscita interesse anche per il corteo…

Oltre alla corsa dei somari, che ogni anno si lascia scoprire da nuovi appassionati, il Palio di Torrita di Siena già da molte edizioni suscita interesse anche per il corteo storico che sfila lungo il borgo medievale nelle giornate di inizio e fine manifestazione.

I festeggiamenti, attorno ai quali si riunisce tutta la comunità, hanno infatti offerto l’occasione per rievocare la storia di Torrita, storica alleata di Siena, dalla metà del 1300, quando si svolse la battaglia contro Perugia che ebbe come protagonista, a comando delle truppe torritesi, il condottiero Anichino di Bongardo, al 1425, anno dell’inaugurazione della chiesa delle Sante Flora e Lucilla dopo un’opera di restauro. Per celebrare la fine della ristrutturazione, fu indetta in quell’anno una processione, alla quale parteciparono religiosi e nobili famiglie.

Nel primo giorno del programma degli eventi, in concomitanza all’estrazione delle batterie di qualificazione della corsa, viene rievocata la disposizione delle truppe che, guidate da Anichino, difesero Torrita dall’attacco perugino; nella mattina del giorno del Palio, invece, ogni Contrada presenta il proprio corteo, che, insieme ai figuranti del Comune, va a comporre una sfilata di più di duecento comparse, a ricordo di quella processione con cui si celebrò la fine del restauro della chiesa.

Per ciascuna Contrada sfilano 17 persone, di cui due sbandieratori, due tamburini, un alfiere porta insegne, un armato, una dama con il signore, otto paggetti e un dotto. Tutti indossano costumi fedelmente ispirati al periodo storico di riferimento, come ci ha raccontato il costumista Massimo Gottardi, che da alcuni anni lavora sui cortei delle Contrade di Torrita.

«Generalmente, per creare un costume d’epoca si inizia dalla ricostruzione storica. Individuato il tempo a cui ci si vuole rifare, parte una ricerca su libri, dipinti e notizie, tra cui si cercano documenti sull’abbigliamento dei nobili di allora. Infatti ogni famiglia di solito aveva un guardaroba ben preciso, dettato anche dal censo in base al quale si distingueva».

Quali sono le fasi successive nella realizzazione di un abito da corteo?

«Dopo la ricerca si passa alla preparazione di un bozzetto da presentare alla Contrada e poi, una volta ricevuta l’approvazione, il lavoro prosegue con il taglio del tessuto, le cuciture e infine le rifiniture a mano».

C’è infatti un accorgimento da osservare, quando, come in questo caso, si lavora su costumi ispirati al XV secolo…

«Un costume storico implica l’essere stato realizzato in maniera artigianale, quindi assolutamente si deve stare attenti che non si vedano le cuciture fatte a macchina, proprio perché il risultato sia il più realistico possibile».

Per quanto riguarda i tessuti, come avviene la scelta di quali utilizzare?

«Anche in questo caso si ricerca il realismo, per cui oltre al velluto, che è uno dei materiali più usati per ricreare costumi d’epoca, si aggiungono tessuti che a quell’epoca venivano effettivamente importati, come la seta e il damascato. Inoltre si fanno abbinamenti tra più tonalità di uno stesso colore, in modo tale che, pur essendo legati ai dettami cromatici di ciascuna Contrada, si riesca a presentare un corteo comunque variopinto e bello a vedersi. Si pensi che per il corteo della Contrada Cavone, i cui colori sono il bianco e il verde, si sono utilizzate sette diverse tonalità di verde».

Nel caso specifico del corteo storico del Palio dei Somari, qual è l’aspetto più difficile da tenere in considerazione?

«Non che ci siano particolari difficoltà, ma forse il fatto che siano otto Contrade a sfilare impone, a ogni rinnovamento, di prestare attenzione che non vi siano modelli somiglianti tra loro. D’altra parte questo spinge sempre più in avanti il gusto di creare e di trovare nuove soluzioni, nella sartoria così come nelle acconciature delle dame».

Proprio perché gli abiti vengono indossati per vari anni consecutivi nelle Contrade, si deve prevedere che verranno indossati da molte persone. Quali misure vengono adottate in questo senso?

«Gli abiti vengono preparati in riferimento a una taglia media, sulla quale di anno in anno si interviene per adattare il costume a chi lo indossa. Tra un’imbracatura, un’imbottitura, e un tacco più alto, ciò che si vede il giorno del Palio è frutto di un lavoro che ogni anno viene personalizzato».

Attraverso la voce di un professionista come Massimo, siamo stati dietro alle quinte di uno degli eventi più attesi del Palio dei Somari: il corteo storico. Per chi volesse vedere da vicino il risultato tanta tecnica e passione, l’appuntamento è a Torrita di Siena, domenica 24 marzo 2019.

Foto: Marco Mazzolai

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Palio dei Somari 2019: un’intervista fuori dagli schemi a Yuri Cardini

A Torrita di Siena è tempo di Palio! È infatti attesa per domenica 24 marzo la corsa a dorso di somaro che, dal 1966, ogni anno coinvolge i torritesi e…

A Torrita di Siena è tempo di Palio! È infatti attesa per domenica 24 marzo la corsa a dorso di somaro che, dal 1966, ogni anno coinvolge i torritesi e appassiona i primi turisti presenti in Valdichiana in primavera. A curare l’organizzazione dell’evento, che comprende otto giorni di appuntamenti, è l’Associazione Sagra San Giuseppe, di cui abbiamo incontrato il presidente Yuri Cardini, per un’intervista un po’ particolare.

Presidente, tra pochi giorni inizierà la 63ª edizione del Palio dei Somari. Per quale motivo raccomanderebbe di non venire a Torrita nei giorni del Palio?

«Personalmente, sconsiglio di partecipare agli eventi in programma per questa 63ª edizione a quanti non vogliono essere accolti dal clima contagioso di festa che a Torrita già da qualche settimana si respira. Vorrei distogliere da questa intenzione anche chi non apprezza la buona cucina, perché, nelle contrade, è già tutto pronto per preparare i piatti che saranno serviti per le Taverne. Con un menù che va dall’antipasto alle celebri frittelle di San Giuseppe, esorto a non avvicinarsi al centro storico chi deve seguire una dieta leggera. Come del resto chi preferisce passare queste ultime sere di inverno in casa, davanti al camino, in quanto il centro storico di Torrita, se le condizioni atmosferiche saranno condiscendenti, tra concerti di musica medievale ed esibizioni di sbandieratori e tamburini, nei prossimi giorni non sarà di certo un luogo di quiete».

Presidente, c’è qualcosa di tutta la manifestazione che proprio non la convince e che vorrebbe cambiare?

«Senza dubbio il corteo storico, composto da figuranti dal portamento tutt’altro che sciatto, come sarebbe forse più facile. Gli abiti indossati si rifanno perfettamente all’epoca storica di riferimento, l’anno 1425, e per questo i figuranti non possono indossare vari accessori, tra cui per esempio piercing, orecchini, occhiali e orologi. Negli ultimi anni, inoltre, con l’introduzione del premio Sfoggiato, il riconoscimento assegnato alla Contrada che si contraddistingue per il miglior corteo, la cura per il dettaglio ha raggiunto un livello a tratti maniacale».

Essere a capo di un’Associazione come questa, composta interamente dai volontari a cui spetta l’organizzazione del Palio dei Somari, non è cosa da poco. Quali sono le problematiche che un presidente deve trovarsi ad affrontare più spesso?

«L’Associazione è una realtà complessa, che presenta continuamente criticità: condividere il tempo con i presidenti delle Contrade, che sono prima di tutto degli amici, far conoscere il nome della manifestazione nelle realtà provinciali e regionali, incontrare personalità autorevoli, avere l’onere di continuare, e possibilmente migliorare, una tradizione, quale è appunto diventata quella del Palio, per tutta la comunità».

Qual è stato finora il momento più difficile che le è capitato durante la presidenza?

«Il momento più difficile è stato al termine del primo mandato da presidente, quando mi è stato proposto di rimanere in carica per i successivi tre anni. Sebbene avessi già avuto consigli da amici e contradaioli, non potevo comunque prendere questa decisione senza consultare la mia famiglia, visto che negli anni precedenti, per tre mesi consecutivi, ero stato impegnato tutte le sere tra riunioni e assemblee. Una sera dunque ho affrontato il discorso con mia moglie e mio figlio, ed è stato quando loro mi hanno incoraggiato a rendermi disponibile per l’incarico, che allora ho capito di non avere proprio alcuna scusa per tirarmi indietro».

In conclusione, qual è secondo lei l’aspetto più criticabile di tutta la Festa?

«Quando c’è il sole e le temperature sono miti, quando insomma si inizia ad avvertire quell’accenno di bella stagione, che per le tante persone non si riesce a camminare, dentro alle mura, nel fine settimana delle Taverne e nella mattina del Palio per il corteo storico, oppure al Gioco del Pallone, per assistere alla Corsa. Questo d’altronde è il risultato del tanto attaccamento dei torritesi per questa festa e la curiosità di chi viene da fuori, ma non è detto che un po’ di spazio non lo si riesca comunque a trovare!»

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Palio dei Somari 2018 – Tutte le notizie

Porta Gavina trionfa nel 62° Palio dei Somari – Parlano il Presidente Rosignoli ed il fantino Peruzzi (03/04/2018) E’ da una settimana che lo coccolano, lo ammirano, lo vezzeggiano. Ma,…

Porta Gavina trionfa nel 62° Palio dei Somari – Parlano il Presidente Rosignoli ed il fantino Peruzzi (03/04/2018)

E’ da una settimana che lo coccolano, lo ammirano, lo vezzeggiano. Ma, benché siano abbastanza abituati ad avere un tesoro simile per casa, l’impressione è che non si stancheranno per un bel po’ di contemplarlo ed accarezzarlo. Sono i contradaioli di Porta Gavina che hanno urlato, festeggiato, cantato a squarciagola per il trionfo nel 62° Palio dei Somari di Torrita e ora riversano tutto il proprio affetto sul “cittino”, il bellissimo panno dipinto da Riccardo Carrai, ovvero il drappellone di Pinocchio, come sarà ricordato per la presenza, a sorpresa, della figura del burattino di Collodi.

 

Porta Gavina, colori rossoneri e aria un po’ aristocratica, legata all’accesso alla cittadina dove nel 1544 si verificò l’eroico sacrificio dell’anziana popolana Nencia, uccisa dai conquistatori fiorentini per essersi rifiutata di inneggiare agli invasori, dimostrando la propria fedeltà a Siena, iscrisse subito il proprio nome nell’albo d’oro del Palio, vincendo nel 1967 la prima edizione ufficiale della carriera.
Si è poi ripetuta per tre volte consecutive, con il leggendario fantino Roberto Terrosi, detto “Miccino”, negli anni ’70 e ha continuato ad inanellare con una certa regolarità successi distribuiti nel tempo. Così, nell’opinione comune, è stata a lungo ritenuta una “vincente”, considerazione che nel terzo millennio si è rafforzata grazie alle affermazioni del 2009 e 2011.

Con il trionfo che porta la firma del Presidente Cesare Rosignoli e del fantino Andrea Peruzzi, detto “Drago”, Porta Gavina consolida la propria appartenenza ai quartieri alti del palmares: è infatti arrivata a quota 11, ad una lunghezza dalla capolista Le Fonti. Trentanove anni, ingegnere libero professionista, al sesto anno al vertice della contrada, subito dopo l’arrivo a braccia levate di Drago, Cesare Rosignoli ha personalmente prelevato il cencio di Carrai dall’arco della Chiesina della Madonna delle Nevi e lo ha portato in mezzo al suo popolo festante. Ma nella domenica di festa aveva vissuto anche l’orgoglio di sfilare con i propri colori nella passeggiata storica, nel ruolo del Cavaliere. Più che di se stesso Cesare preferisce però parlare proprio del fantino: “Andrea è stato eccezionale per l’entusiasmo che ha messo nella sua prova e per la carica agonistica che ha dimostrato di possedere. Il comportamento in corsa è stato poi da autentico campione, la sorte ci aveva assegnato un somaro da terzo posto, lui è riuscito a renderlo vincente con una condotta impeccabile”.

Rosignoli si diverte poi con considerazioni su quanto “fa Palio”: “Se ragioniamo razionalmente sappiamo che non è vero ma non possiamo ignorare il fatto che il nostro somaro si chiamasse Lilli. E Lilli era il soprannome del babbo di Moreno Meucci (per questo detto Lillone), storico contradaiolo di Porta Gavina, una bandiera della contrada e della manifestazione: con un segno così del destino, potevamo non vincere? Non dimentichiamo poi che, dopo aver concluso la collaborazione con Mirko “Baturlo” Ciancagli, vittorioso nel 2009 e nel 2011, ci eravamo orientati verso altre scelte quando si è reso possibile l’accordo con Drago. Non ci siamo fatti scappare l’occasione ed eccoci qui a festeggiare insieme un altro felice disegno del destino”.

A sua volta Andrea Peruzzi, altro torritese DOC, 41 anni, contitolare di un impresa di impianti elettrici, non sta nella pelle dalla soddisfazione: “Non solo quest’anno ricorrevano i venti anni dalla mia prima vittoria (1998 con Cavone, la sua contrada, replicata nel ’99 e nel 2000, n.d.r.) ma anche dieci dall’ultima affermazione, ottenuta nel 2008 con la Stazione. Le ricorrenze e le cifre tonde mi sono state propizie – ammette – ma ho avuto anche intorno persone che mi hanno consentito di puntare dritto alla vittoria. Ringrazio quindi Cesare e la contrada, che mi hanno dato fiducia e accolto con calore, l’amico Maurizio Marcucci, che ha intuito e reso possibile l’accordo con Porta Gavina, e poi la mia compagna e tutta la mia famiglia, che hanno sostenuto le mie scelte ed il mio impegno”.

Con sei vittorie Drago ha eguagliato il record del compianto Maurizio Mantini, detto “Riccio”, il fantino che nel 2016 lo aveva indicato proprio come suo erede: “Io sarò eternamente grato a Maurizio per quello che disse, mi sono sentito ancora più motivato e responsabilizzato, ancora non riesco a credere di essere arrivato a sei vittorie. Anche perché cavalcare i somari è pura passione, nessuno mi obbliga ma mi alleno tutto l’anno, mi piace, mi diverte. Diciamo che prima con Riccio e poi con Drago trionfauno “stile torritese” di correre il Palio che per noi è motivo di grande orgoglio”.

Commentando la corsa, Drago dice: “ho dovuto lavorare parecchio con Lilli, sono partito sapendo che avrei dovuto chiudere tutte le porte perché se Cavone, Le Fonti o anche Refenero mi avessero sorpassato non avrei potuto rimontare o contrattaccare. Ero molto concentrato e motivato, è venuto un Palio spettacolare!”.

A proposito di cabala e di coincidenze favorevoli, anche Drago ha da dire la sua: “Per vincere il Palio dei Somari ci vuole anche una buona dose di fortuna, quella che, per esempio, nel 2016 e 2017 mi è mancata con Refenero. Ma per la prima volta sono venuti ad incitarmi amici da Siena, abbiamo scommesso che grazie a loro avrei vinto e così è andata. E poi c’ho messo anche un pezzo di cuore, ho voluto vincere ancora per onorare la memoria del babbo dei fratelli Giomarelli, contradaioli di Porta Gavina, scomparso nel fine settimana precedente la corsa”.

“Da parte mia – conclude il fantino – ho la certezza, in venti anni, di aver sempre dato il massimo; i miei risultati sono stati sempre meritati e cercati fino all’ultimo, le contrade mi stimano ma per confermare la bravura ci vogliono le vittorie e quella del 2018 è arrivata proprio al momento giusto. Non ho intenzione di smettere ma non vado ad offrirmi: spero, come è successo in questi anni, che siano ancora la mie amate contrade a cercare Drago”.

 


Palio dei Somari 2018: Porta Gavina vince con Drago e Milly (27/03/2018)

La contrada di Porta Gavina con il fantino Andrea Peruzzi detto “Drago” ha vinto la 62esima edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena. Per la contrada rossonera, che occupa uno degli angoli più eleganti e appartati del centro storico, si tratta dell’undicesima vittoria in 51 anni di Palio e 62 carriere, risultato che la pone al secondo posto dell’albo d’oro della manifestazione.

Ancor più ragguardevole il dato statistico per il quarantaduenne Drago, torritese DOC, che con questo trionfo ha festeggiato nel migliore dei modi il ventesimo anniversario del suo primo palio (vinto subito, all’esordio, nel 1998, con la propria contrada, Cavone, ripetendosi nei due anni successivi) e ha raggiunto quota sei nell’albo d’oro della manifestazione. Peruzzi raggiunge così in vetta alla classifica dei fantini il leggendario Maurizio Mantini, detto “Riccio”. Proprio Mantini, poi prematuramente scomparso, in occasione del Palio straordinario indetto nel 2016 per festeggiare i 50 anni della festa, indicò in Andrea Peruzzi il suo ideale successore.

Insieme a Porta Gavina, che si era imposta nella prima batteria eliminatoria su Porta a Sole, alla carriera finale, decisiva l’assegnazione del bel panno dipinto da Riccardo Carrai, hanno partecipato Cavone, con Michele Paolucci detto “Mojito”, Le Fonti, con Gabriele Grotti detto “Divino” e Porta a Pago, con Alessandro Stampigioni detto “Scheggia” che avevano prevalso rispettivamente su Refenero, Porta Nova e Stazione. A queste quattro si è aggiunta Porta a Sole, con Matteo Noli detto “Galletto”, che in un’emozionante manche di recupero ha guadagnato l’ultimo posto al canape.

La finale è dunque scattata, mentre il vento continuava a spazzare il Campo di Gara, senza tre “grandi” e cioè Porta Nova, la contrada che ha vinto quattro degli ultimi sette palii, sempre con Alessandro “Cobra” Guerrini, Refenero, che non vince dal 1985 e che si era affidata al bravo fantino pianese Matteo “Silenzio” Bocchi, che pure aveva dato l’impressione di riuscire ad imporsi nella batteria di recupero, e la Stazione, sempre temibilissima con il suo Francesco Ferrari detto “Spighetto”.

Dopo due partenze false, decretate dal nuovo mossiere Renato Bircolotti a causa dei somari che pressavano il canape, la partenza ha visto scattare subito al comando Porta Gavina incalzata da  Le Fonti e Porta a Sole. Mentre Porta a Pago rimaneva inesorabilmente in fondo al gruppo e Cavone, accreditata del miglior somaro del lotto e penalizzata alla mossa, tentava la rimonta, Porta Gavina, Le Fonti e Porta a Sole davano vita ad un confronto a distanza ravvicinatissima. Le Fonti ha anche dato l’impressione di poter insidiare la prima posizione di Porta Gavina ma Drago ha messo in gioco tutta la sua riconosciuta maestria, riuscendo ad ottenere il meglio dal somaro Milly ed a chiudere costantemente ogni varco utile per gli inseguitori. Così ha tagliato il traguardo da trionfatore con un margine rassicurante sulle altre finaliste.

Subito dopo il Presidente rossonero Cesare Rosignoli ha prelevato il drappellone e ha dato il via, insieme al popolo che inneggiava a Drago e a Milly, alla prima tornata di festeggiamenti che, come vuole la tradizione, è destinata a concludersi nel cuore della notte.

Prima della partenza della finale sono stati consegnati altri premi molto attesi: alla comparsa di Refenero è stato assegnato l’ambitissimo “Sfoggiato” ovvero l’artistica realizzazione in legno di olivo che va alla contrada autrice della migliore passeggiata storica, valutata da giudici ed esperti provenienti da altre feste popolari, mentre la contrada di Cavone ha fatto l’en-plein nel concorso per gli sbandieratori e tamburini. Tra lacrime di gioia (e di delusione per qualche sconfitto), i premi sono andati agli sbandieratori Mirko Giomarelli e Vittoria Ciumi e ai tamburini Giovanni Ciumi e Mattia Rossi. Da notare che Vittoria e Giovanni, sorella e fratello, sono figli di Massimo ma, in questo caso, soprattutto di Sandra Spadacci, contradaiola biancoverde, ricordata insieme a pochissime altre come sbandieratrice donna quando la presenza del sesso femminile, in questa arte, era davvero una rarità.

La sfida tra le squadre di sbandieratori e tamburini è andata in scena il sabato sera, in notturna, subito dopo la presentazione del panno di Carrai; gli specialisti si sono esibiti fortunatamente senza vento ma in una piazza insolitamente gelida , con la colonnina di mercurio che non superava i 3°.

Oltre che dalla presenza di un gran pubblico, la domenica del Palio dei Somari di Torrita di Siena è stata caratterizzata dalla partecipazione di un numero particolarmente elevato di rappresentanti istituzionali, a partire dal Prefetto di Siena Armando Gradone. Larghissima poi la rappresentanza di Sindaci, non solo dei Comuni della Valdichiana senese e aretina.

L’affluenza di spettatori è stata cospicua fin dalla mattina quando il Vescovo Stefano Manetti ha officiato la benedizione delle Palme e poi la Messa alla quale hanno assistito le comparse delle otto contrade. Sotto un bel sole, di stampo finalmente primaverile, si è poi mosso l’elegante corteo storico, con oltre 200 figuranti, che ha attraversato tutto il centro storico. Particolarmente apprezzato il ruolo della banda del Palio che, oltre a scandire i momenti del cerimoniale e ad attribuire solennità ai vari movimenti, ha proposto i nuovi inni delle contrade, composti dal Maestro Mirko Rubegni ispirandosi ad alcuni grandi classici.

Molto bene ha funzionato il sistema della viabilità sia grazie al perfetto funzionamento dei collegamenti con i bus navetta, che hanno consentito al pubblico di lasciare le auto nei parcheggi esterni, senza intasare il centro storico, sia all’attento lavoro della Polizia Municipale.

Al termine della manifestazione, che in otto giorni ha avuto un andamento ideale dal punto di vista organizzativo, nonostante il maltempo del primo fine settimana, grande soddisfazione è stata espressa da Yuri Cardini, Presidente dell’Associazione Sagra di San Giuseppe, che ha rivolto un ringraziamento a tutto lo staff e alle otto contrade, ha sottolineato la professionalità del mossiere e della nuova equipe di giudici, si è complimentato con i vincitori ed ha espresso l’auspicio che nel 2019 il Palio possa tornare a svolgersi in condizioni ambientali autenticamente primaverili.


Programma tutto in notturna per la Vigilia del Palio (23/03/2018)

Sale ancora la tensione che circonda il Palio dei Somari di Torrita di Siena che per il sabato, giorno di vigilia della sfida sul tufo, propone un programma interamente in notturna. La suggestione del buio, rotto solo da potenti fasci di luce proiettati su Piazza Matteotti, rende ancor più affascinanti e spettacolari i due elementi principali della serata, la presentazione del panno che andrà alla contrada vincitrice della corsa, dipinto quest’anno da  Riccardo Carrai, e le sbandierate che vedranno prima in competizione le squadre di sbandieratori e tamburini delle otto contrade e poi l’esibizione degli antichi Castelli di Torrita.

Rimasto finora top secret, il Palio sarà prima mostrato al pubblico, che dal 2017 può prendere posto sui gradoni che circondano la piazza e consentono una perfetta visuale, e poi sistemato nella Chiesa delle SS Flora e Lucilla per la benedizione e la successiva presentazione da parte dell’autore.

Riccardo Carrai, 42 anni, nato proprio a Torrita di Siena, ora residente con la famiglia a Rosia, è stato scelto direttamente da Yuri Cardini, Presidente della Sagra di San Giuseppe: Quando Yuri mi ha chiamato non pensavo assolutamente alla realizzazione del panno. Sono legatissimo a Torrita ed al Palio, ho già collaborato dipingendo tamburi e realizzando una bandiera, ma non avrei immaginato di dover dipingere il drappellone. L’incarico mi ha onorato, ho lavorato con grande impegno, ora attendo solo il momento della presentazione”.

Laureato in Scienze Politiche, proveniente da una lunga esperienza professionale come grafico, Carrai ha sempre coltivato una smisurata passione per il disegno e dal 2015 è impegnato professionalmente come illustratore e pittore: “Subito dopo aver accettato la commissione mi sono reso conto che, negli anni, avevo già ragionato su possibili palii. Ho quindi messo in ordine le idee e iniziato il lavoro: il formato verticale mi piace ma, nel caso dei drappelloni, si tratta di proporzioni molto spinte che richiedono una progettazione particolare”.

Parlando poi dello stato d’animo con cui Carrai ha svolto l’incarico dice: “Sono partito – risponde Carrai – con l’idea che si trattasse di un lavori al pari di altri e invece ammetto che mi sono sentito progressivamente caricato di una grossa responsabilità, più grande di quanto pensassi. E’ un lavoro pubblico, che investe un’intera comunità e che va a toccare temi anche molto personali. Quasi superfluo aggiungere quindi che sono molto emozionato”.


Alle cene propiziatorie investitura ufficiale dei fantini (22/03/2017)

Dopo alcune serate in cui a dominare sono stati il senso di comunità e il piacere di partecipare collettivamente ad una grande festa, il Palio dei Somari 2018 riprende vertiginosamente quota proponendo, per venerdì, uno degli appuntamenti che, al contrario, esalta proprio l’appartenenza ad una fazione.

A Torrita di Siena è arrivato infatti il momento delle cene propiziatorie ovvero dei grandi banchetti che precedono di meno di 48 ore la corsa sul tufo e in cui ciascuna contrada affida al fantino la propria sorte.

Mentre si intrecciano indiscrezioni e previsioni su quelli che potranno essere i temi sviluppati dalle contrade, soprattutto dalle più popolose, capaci di mettere a tavola alcune centinaia di persone, si svela anche il quadro delle monte.
In realtà per l’edizione 2018 della carriera torritese di thrilling se n’è vissuto ben poco visto che, con anticipo, l e otto contendenti hanno scoperto le carte, dichiarando le proprie scelte.E se ben sei contrade hanno confermato il fantino del 2017, due hanno messo a segno i colpi che hanno fatto più rumore.

Si tratta di Porta Gavina, che potrà valersi della classe e dell’inesauribile grinta del quarantaduenne torritese Andrea “Drago” Peruzzi, e di Refenero, la “nonna” del palio, a secco di vittorie addirittura dal 1985, che schiererà l’esordiente Matteo “Silenzio” Bocchi. Le due novità sono in qualche modo legate perchè Cesare Rosignoli, Presidente di Porta Gavina, non appena ha appreso che Drago non avrebbe indossato, come nei due anni precedenti, il giubbino di Refenero, lo ha contattato ed ha concluso l’accordo. La contrada rossonera aveva infatti terminato la felice collaborazione con l’aretino Mirko “Baturlo” Ciancagli, che ha portato ben due palii nell’elegante zona del centro storico, e non si è fatta sfuggire l’attuale “re” della piazza, il fantino in attività con il maggior numero di vittorie, sia pure ex-equo, ben cinque.

La dirigenza di Refenero è invece giunta al ventinovenne Bocchi, amiatino di Piancastagnaio, tramite un’amicizia comune: “Silenzio non è un fantino professionista – precisa il Presidente bianco-celeste Manuele De Bellis – ma ha esperienza nel mondo dei cavalli, i primi contatti erano stati avviati un paio di anni fa, per il 2018 si sono create le condizioni per concretizzare la collaborazione”. Ed è chiaro che ora Refenero punti sul fattore sorpresa per liberarsi della scomoda “cuffia”.

Le conferme portano invece i nomi anzitutto del trionfatore dell’edizione 2017, Alessandro “Cobra” Guerrini, 31 anni, anch’egli giunto a quota cinque successi, rimasto fedele a Porta Nova. Scelte immutate, in fatto di fantini già titolati, anche per Cavone, con Michele “Mojito” Paolucci, 42 anni, vincitore nel 2016 sia pure grazie al somaro scosso, e per la Stazione che conferma Francesco “Spighetto” Ferrari, 37 anni, vittorioso all’esordio nel 2014 e artefice della “stella” per aver portato il decimo sigillo nel palmares della contrada bianco, rossa e blu.

Completano il campo dei partenti Gabriele “Divino” Grotti, torritese di 29 anni, per Le Fonti, alla quarta presenza con la sua contrada; il ventenne laziale Alessandro “Scheggia” Stampigioni, al secondo palio con Porta a Pago, e il ventitreenne Matteo “Galletto” Noli, di Lucignano Valdichiana, al quinto anno con Porta a Sole.


Un quiz-spettacolo e studenti-reporter animano la settimana del Palio (21/03/2018)

Il Palio dei Somari propone per mercoledì 21 marzo l’appuntamento più ludico e scanzonato dell’intero programma. Alle 21.00 il Palasport di Torrita di Siena ospita infatti il quiz-spettacolo “Chissà se in contrada si sa” che vede in competizione le squadre delle otto contrade.

Formata da quattro componenti, due giovanissimi e due adulti, ciascuna formazione dovrà muoversi su un grande tabellone numerato, affrontando semplici (e spesso esilaranti) prove di abilità fisica ma soprattutto rispondendo a domande sul Palio, sulla sua storia e sulle stesse contrade. Sotto l’agile forma del quiz, la formula invita dunque a conoscere a fondo la festa anche nelle sue espressioni più spontanee, come i canti popolari, e riesce a coinvolgere un pubblico sempre numeroso, capace di affollare anche gli spalti del Palasport. Ne scaturisce una competizione all’insegna del buonumore, grazie anche alla brillante conduzione degli organizzatori, ma estremamente sentita e quindi affrontata con il massimo impegno e con grande serietà.

Poi gli eventi continuano con gli studenti in primo piano. Dopo il grande successo riscosso lunedì al Palasport, il Palio dei Somari 2018 torna a proporre un appuntamento con il mondo della scuola. Se il 19 marzo, festa di San Giuseppe, in onore del quale si corre il Palio, protagonisti sono stati i più piccoli, giovedì alle 21.00, a monopolizzare la scena del Teatro degli Oscuri saranno gli studenti della 3.a media a tempo prolungato dell’Istituto Parini di Torrita di Siena che proporranno il “Notiziario del Castello”.

Sarebbe più corretto dire “condurranno” visto che i ragazzi, con l’aiuto degli insegnanti e dello staff del Palio, hanno creato un vero e proprio telegiornale. Sul palco degli Oscuri si alterneranno dunque i conduttori dell’inedito TG, non necessariamente incentrato sulle vicende paliesche, mentre sullo schermo saranno proiettati, sotto forma di collegamenti in diretta, i servizi realizzati nei giorni precedenti.

Al divertimento nel presentarsi nei panni di giornalisti e reporter, andati in viaggio nel tempo, gli studenti hanno abbinato un approfondimento della storia di Torrita tra il ‘300 ed il ‘500, il periodo, cioè, in cui si sono verificati alcuni fatti storici salienti; la fantasia si è invece potuta sbrigliare immaginando un Palio dei Somari già esistente in quell’epoca.

Nella stessa occasione la Dott.ssa Maria Silvia Corbelli, Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Parini, presenterà in anteprima il progetto già in corso di realizzazione per il 2019 e cioè una “Guida al Palio dei Somari” che presenta un particolare elemento di originalità. Alla redazione stanno infatti contribuendo tutti e tre gli ordini della scuola, da quella dell’infanzia, che cura la colorazione delle illustrazioni, alla primaria, che ha intervistato i fondatori della festa, fino alla secondaria, i cui studenti, oltre a scrivere i testi, coordinano l’intero lavoro.


Le Taverne più forti anche del maltempo

L’annunciato arrivo di una nuova perturbazione, con pioggia incessante, ha costretto gli organizzatori a modificare il programma della seconda giornata del Palio dei Somari di Torrita di Siena. Annullato l’appuntamento della domenica mattina con “Somarando”, proprio a causa delle precipitazioni, in quel momento particolarmente intense, nel pomeriggio si è svolta la Festa dei giovani sbandieratori e tamburini non più però in Piazza Matteotti ma nel Palatenda.  Al coperto (ed anche al riparo dal vento, temuto soprattutto dagli alfieri) si sono quindi esibite le scuole del Palio dei Somari e del Bravìo delle Botti di Montepulciano, del quartiere Canneti di San Quirico d’Orcia e del terziere Porta Fiorentina di Castiglion Fiorentino.

La tregua concessa dal meteo nel pomeriggio ha consentito invece di confermare l’appuntamento con le Taverne che già sabato sera, nonostante il tempo incerto, hanno fatto registrare un grande afflusso di pubblico; gli avventori, provenienti da tutta la Val di Chiana, hanno gustato le proposte gastronomiche delle cucine di contrada e si sono poi trattenuti fino a notte fonda nella piazza centrale, degustando le classiche frittelle di San Giuseppe (quest’anno lodate anche dai più esigenti gourmet) e seguendo gli spettacoli e l’intrattenimento musicale. E’ stata soprattutto una diversa sistemazione delle Taverne, che rispetto al passato offrono ora un numero ben più consistente di posti al coperto, a permettere di non rinunciare ad uno degli appuntamenti più partecipati dell’intera manifestazione.

Il programma del Palio dei Somari 2018 prosegue lunedì 19 marzo, alle 18.00, al Palasport, con “Figuranti e scrittori in erba”, evento che segna un ulteriore potenziamento del rapporto tra la festa e il mondo della scuola.Come spiega la Prof.ssa Maria Silvia Corbelli, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “G. Parini” di Torrita di Siena, “quest’anno, d’accordo con gli organizzatori, abbiamo sdoppiato il  tradizionale incontro con le scuole. Una serata unica non era infatti più sufficiente, anche sotto il profilo logistico, per dare spazio a tutte le iniziative realizzate dal nostro istituto in collaborazione con il Palio”.

Protagonisti di questo primo appuntamento saranno i bambini della Scuola dell’infanzia “Mago Burletto” di Montefollonico, le sezioni C e D della sezione “Arcobaleno” di Torrita e le classi quinte della scuola primaria sempre di Torrita. “I più piccoli intoneranno i canti popolari del Palio – anticipa Alessandro Guazzini, componente della Commissione Corteo Storico, delegato a curare la collaborazione con la scuola -, i ragazzi delle sezioni A e B a tempo pieno si esibiranno invece nei movimenti della sfilata indossando i costumi del corteo, rispondendo ai tempi scanditi da sbandieratori e tamburini ed esaltando i valori di bellezza, eleganza e portamento che esprime la passeggiata storica”.

“I ragazzi di Torrita – sottolinea Guazzini – dai piccoli ai più grandi, sanno ormai tutto di bandiere, tamburini e corsa con i somari; quest’anno abbiamo portato nelle scuole il corteo storico con tutto il suo profondo significato. Insegnanti, ragazzi e famiglie sono stati eccezionali, il lavoro è stato impegnativo ma ci ha regalato grandi soddisfazioni ed anche enorme divertimento, attendiamo con impazienza il debutto di lunedì”.

Il Palio dei Somari poi per mercoledì 21 marzo propone l’appuntamento più ludico e scanzonato dell’intero programma: alle 21.00 il Palasport di Torrita di Siena ospita il quiz-spettacolo “Chissà se in contrada si sa” che vede in competizione le squadre delle otto contrade.

Formata da quattro componenti, due giovanissimi e due adulti, ciascuna formazione dovrà muoversi su un grande tabellone numerato, affrontando semplici (e spesso esilaranti) prove di abilità fisica ma soprattutto rispondendo a domande sul Palio, sulla sua storia e sulle stesse contrade. Sotto l’agile forma del quiz, la formula invita dunque a conoscere a fondo la festa anche nelle sue espressioni più spontanee, come i canti popolari, e riesce a coinvolgere un pubblico sempre numeroso, capace di affollare anche gli spalti del Palasport. Ne scaturisce una competizione all’insegna del buonumore, grazie anche alla brillante conduzione degli organizzatori, ma estremamente sentita e quindi affrontata con il massimo impegno e con grande serietà.

Mentre, la seconda serata dedicata alle scuole è invece in programma per giovedì 22 marzo quando, alle 21.00, al Teatro degli Oscuri, gli studenti della terza media a tempo pieno proporranno un inedito TG medievale del Palio con servizi e interviste.


Primo giorno della festa, estratte le batterie della corsa

Con l’estrazione delle batterie di qualificazione della carriera (che si svolgerà domenica 25 marzo) il Palio dei Somari di Torrita di Siena ha sancito uno dei suoi passaggi fondamentali. Al termine di una sorta di gimkana tra previsioni meteo altalenanti e condizioni del tempo incerte, il sorteggio si è potuto finalmente fare secondo copione, seguito in piazza da una folta cornice di pubblico che ha ammirato la rievocazione di un episodio storico, l’ingresso in città nel 1358 del condottiero Anichino di Bongardo.

I contradaioli non hanno però perso di vista il gioco dei bussolotti che ha dato un esito come sempre elettrizzante. Dunque nella prima batteria si confronteranno le contrade di Porta a Sole e di Porta Gavina, Poi, a seguire, scenderanno sul tufo, Refenero – Cavone, Porta Nova – Le Fonti e Porta a Pago – Stazione. Come è noto le vincenti conquisteranno un posto per la finale, decisiva per l’assegnazione del panno dipinto da Riccardo Carrai, mentre le sconfitte si giocheranno il quinto posto al canape in una batteria di recupero tradizionalmente al cardiopalma.

Il sabato dell’edizione 2018 del Palio dei Somari è stato caratterizzato anche dall’apertura del mercato dell’artigianato medievale, intitolato alla storica eroina Nencia, uccisa nel 1544 per non essersi piegata al dominio dei conquistatori senesi, e soprattutto dall’avvio della Taverne. Le succulente proposte gastronomiche delle otto contrade torritesi, distribuite nel centro storico, e impreziosite quest’anno dalla partnership con l’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell’Aglione della Valdichiana, hanno richiamato come sempre un grande pubblico. Le Taverne di Torrita godono infatti di grandissima e meritata notorietà e rappresentano un appuntamento immancabile per migliaia di avventori che, verso la metà di marzo, non si fanno sfuggire l’occasione di cenare tra antiche mura, nei borghi e nelle piazzette.

Ora si torna a guardare al meteo che, per la domenica, sembra non poter promettere condizioni ideali. Il programma della seconda giornata del Palio 2018 prevede comunque l’apertura di Somarando, la kermesse che mette al centro dell’attenzione i quadrupedi protagonisti della festa. Adulti e soprattutto bambini, accompagnati dagli allevatori, potranno “fare tondino”, provando a condurre il somaro; in un’altra area sarà allestita la mostra degli esemplari di diverse razze italiane.

Mentre il centro storico continuerà ad essere animato dal mercatino della Nencia, alle 16.00 prenderà il via la settima edizione della Festa dei giovani sbandieratori e tamburini. Oltre a quella di Torrita di Siena, in Piazza Matteotti si esibiranno le scuole del Bravìo delle Botti di Montepulciano, del quartiere Canneti di San Quirico d’Orcia e del terziere Porta Fiorentina di Castiglion Fiorentino. Infine alle 19.00, sempre meteo permettendo, riapriranno le golose Taverne, accompagnate dalle esibizioni di giullari, trampolieri e artisti di strada e poi dagli spettacoli in piazza che chiuderanno a tarda ora la domenica.


Nelle Taverne trionfa la gastronomia, emozioni contradaiole per il sorteggio

Si leva finalmente il sipario sul Palio dei Somari di Torrita di Siena, edizione 2018. Dopo la presentazione ufficiale svoltasi a Firenze, presso il Consiglio Regionale, alla presenza del Presidente dell’assemblea Eugenio Giani, sabato 17 marzo avrà inizio infatti la serie di eventi che culminerà domenica 25 nella sfida sull’ovale di tufo tra le contrade in onore di San Giuseppe.

Secondo un copione subito intensissimo (e ormai ampiamente collaudato), la prima delle otto giornate di festa sarà caratterizzata dalle Taverne, dove a trionfare è il cibo, ma anche dall’estrazione delle batterie eliminatorie della carriera a dorso di ciuco e dal Mercatino della Nencia che cita un’eroina della storia torritese del 1544 e trasforma l’incantevole centro di Torrita in una multicolore fiera dell’antiquariato e dell’artigianato di ispirazione medievale.

Ad aprire per primo, alle 15.00 di sabato, sarà proprio il mercatino; un modo piacevole per trascorrere il pomeriggio in attesa di uno dei momenti più attesi dai contradaioli. Nella sala consiliare del Palazzo Comunale il Sindaco Giacomo Grazi, con il Presidente dell’Associazione Sagra di San Giuseppe Yuri Cardini e con i Presidenti delle otto contrade, procederà infatti all’estrazione delle quattro batterie eliminatorie del Palio; in contemporanea, in Piazza Matteotti, andrà in scena la rievocazione dell’arrivo in città, nel 1358, dell’avventuriero Anichino di Bongardo, poi sconfitto nella battaglia di Torrita dai perugini, che comunicherà in maniera spettacolare il responso dei bussolotti.

Nel clima suggestivo del crepuscolo, tra bandiere, tamburi, chiarine e figuranti in costume, si conosceranno così gli accoppiamenti che designeranno le prime quattro finaliste; le perdenti di ciascun confronto diretto avranno a disposizione una batteria di recupero per agguantare in extremis il quinto posto al canape della carriera decisiva.

Subito dopo, alle 19.00, apriranno i battenti le Taverne ovvero i luoghi dove è possibile degustare i migliori piatti della tradizione secondo una formula itinerante che, di pietanza in pietanza, conduce in alcuni dei luoghi più suggestivi del centro cittadino.

Così al “Pagone”, ritrovo della contrada di Porta a Pago, sarà servita l’ormai celeberrima zuppa di verdure accompagnata da crostoni; nelle Taverne “La Cripta”, della contrada di Cavone, e “La Nencia”, curata da Porta Gavina e Porta a Sole, non mancheranno gli immancabili pici conditi con il sugo o con la salsa all’Aglione della Valdichiana. Al Braciere della Piana la contrada della Stazione offrirà Bocconi di salsiccia e pane mentre la Taverna del “Re Fenero”, che cita chiaramente la contrada biancoceleste, proporrà la scottiglia di cinghiale. Al pane, ai dolci, al vino ed al vinsanto provvederanno le taverne curate dalle contrade de Le Fonti e di Porta Nova.

Contemporaneamente lungo i borghi e nelle piazze si esibiranno giullari, musici e trampolieri che coinvolgeranno il pubblico prima delle serie di spettacoli che, tra musica e suggestioni medievali, condurrà fino alla tarda notte.

Domenica mattina, confidando nella clemenza di un meteo che tiene un po’ con il fiato sospeso, il programma si aprirà alle 10.00, ai Giardini pubblici, con Somarando, l’iniziativa che consente soprattutto ai bambini di familiarizzare con gli asinelli, veri protagonisti della manifestazione. Mentre nel centro storico proseguirà il Mercato della Nencia, alle 16.00, in Piazza Matteotti, si terrà la Festa dei giovani sbandieratori e tamburini e dalle 19.00 si ripeterà il rito delle Taverne, accompagnate dall’intrattenimento degli artisti di strada e dagli spettacoli musicali in piazza.


A Torrita le Contrade e il Palio sono elementi della comunità

Ancora poche battute e poi si leverà il sipario sull’edizione numero 62 del Palio dei Somari di Torrita di Siena. Ad aprire gli otto giorni di festeggiamenti in onore di San Giuseppe, che culmineranno domenica 25 marzo nell’imprevedibile e spettacolare carriera sul tufo, sarà il fine settimana delle Taverne, ricco come sempre di appuntamenti molto attesi e coinvolgenti.

Torrita di Siena – Ma prima che le chiarine comincino a squillare e le bandiere a sventolare, facendo salire la pressione paliesca, è Yuri Cardini, Presidente dell’Associazione Sagra di S. Giuseppe, a rivelare il particolare profilo della festa 2018. Quarantadue anni, geometra, torritese DOC, cresciuto fin da bambino nell’atmosfera del Palio e Presidente per due mandati, dal 2002 al 2008, della Contrada di Cavone, Cardini racconta così il progetto su cui è nata l’edizione ormai alle porte.

“Abbiamo individuato un tema che consentisse di ricostruire e consolidare la storia del Palio dei Somari ma capace anche di valorizzare Torrita di Siena e di lasciare un’eredità alla comunità. Lo scorso anno avevamo scelto i costumi del corteo storico, quest’anno i bozzetti del drappellone”.

Come avete organizzato la ricerca?

“Non nascondo che siamo stati aiutati dalla fortuna. Subito dopo la fine del Palio 2017, abbiamo deciso di mettere a posto alcuni archivi e da un armadio è spuntato un fascio di disegni e pitture, fortunatamente conservati da qualcuno, che hanno rivelato essere i bozzetti. Ne abbiamo recuperati ben quaranta, dal 1982 ad oggi, e abbiamo così potuto allestire, con la collaborazione della Pro Loco, la mostra “Abbozzi di Palio”.

C’è un altro aspetto del Palio 2018 che lega particolarmente la festa alla comunità.

“Si, ed è un elemento sostanziale, direi strutturale, del Palio, al quale, insieme al Sindaco Giacomo Grazi, la cui sensibilità di uomo di Palio si è dimostrata fondamentale, abbiamo lavorato per un anno. Questa delicata attività si è concretizzata in due atti del Comune, entrambi di enorme importanza. Con uno, che ha richiesto una modifica dello Statuto Comunale, approvata il 18 novembre 2017, le otto Contrade sono state riconosciute come realtà storiche, sociali e culturali della comunità. Con il secondo atto, approvato il 31 gennaio scorso con voto unanime, il Comune ha modificato la convenzione che lo lega all’Associazione Sagra di San Giuseppe, raddoppiando sia la durata della stessa (da tre a sei anni) sia l’entità del contributo annuale, passato da 5.000 a 10.000 Euro”.

Si può dire che con questi atti il Palio dei Somari di Torrita di Siena sia stato istituzionalizzato?

“Si può e si deve dire!” sottolinea Cardini. “Questi obiettivi erano nel mio programma, per me è stato un onore ed una grande soddisfazione raggiungerli. Inoltre questo traguardo rafforza il rapporto tra la festa e l’Amministrazione Comunale, andatosi negli anni un po’ sbiadendo. Nessuno potrà più toccare il Palio, tutte le forze che vi contribuiscono possono lavorare con più tranquillità, pianificando il futuro ed eventuali investimenti. E questi atti non giovano solo alle contrade o alla Sagra ma all’intera comunità”.

Subentrato ad otto

bre 2016 al dimissionario Fosco Tornani, lei giungerà nel 2018, dopo due dei tre anni previsti, alla fine del suo mandato. Può fare previsioni sul futuro della presidenza?

“Nel momento in cui sono stato indicato per la sostituzione di Tornani, ho dato piena disponibilità e mi sono tuffato nell’impegno. Non mi sono però mai sentito un semplice traghettatore, ho accettato per garantire continuità ad un progetto. Ritengo che per realizzare compiutamente un programma due anni siano troppo pochi; se quindi l’associazione mi vorrà ancora al proprio vertice, sono pronto a proseguire nell’incarico di Presidente”.


Il Palio dei Somari, patrocinio delle Regione Toscana e un mese di eventi per la 62ª edizione

Il ricco calendario di appuntamenti messo a punto dall’Associazione Sagra San Giuseppe per la 62ª edizione del Palio dei Somari, la festa dedicata a San Giuseppe, è stato presentato dal presidente dell’Associazione Yuri Cardini

Torrita di Siena – Il programma è stato presentato alla Casa della Cultura di Torrita di Siena alla presenza degli otto presidenti delle otto contrade di Torrita di Siena.

La 62esima edizione del Palio sarà all’insegna della continuità con il passato, eventi nuovi e collaudati faranno da contorno alla corsa sul tufo di domenica 25 marzo. Novità importante di questa edizione è l’attribuzione del patrocinio da parte delle Regione Toscana. Per la prima volta nella storia del palio, infatti, la manifestazione torritese potrà godere dell’aiuto della Regione Toscana.

La manifestazione si aprirà all’insegna della novità: sabato 24 febbraio infattì verrà inaugurata la mostra dal titolo “Abbozzi di Palio”, realizzata grazie al supporto della Pro Loco. In questa occasione saranno visibili bozzetti realizzati dai pittori del Palio in cinquant’anni di storia della festa, disegni preparatori, alcuni dei quali sono stati successivamente riportati su stoffa, mentre altri sono rimasti “abbozzi”, in quanto non selezionati dalle commissioni incaricate di scegliere tra più proposte quale sarebbe stata dipinta. Oltre ai bozzetti, saranno esposti anche degli abiti che in passato hanno fatto parte del corteo storico.

Si tratta di un’iniziativa molto importante, sia in quanto risultato della preziosa collaborazione tra Associazione Sagra San Giuseppe e Pro Loco, sia perchè la mostra rimarrà aperta oltre il termine della manifestazione, in modo tale da permettere sempre a chi visiterà Torrita di conoscere il Palio.

Gli appuntamenti della 62esima edizione entreranno nel vivo sabato 17 marzo nel centro storico a partire dalle 15:00 con il caratteristico Mercato de La Nencia, per proseguire, alle 18:30 nella sala del Consiglio Comunale, con il sorteggio e l’abbinamento delle batterie della Corsa. Il pubblico in piazza potrà assistere allo spettacolo di rievocazione storica che accompagna l’evento. Alle 19:30, l’apertura delle Taverne, i banchetti dove va in scena tutta la tradizione dell’enogastronomia locale in un centro storico animato dagli spettacoli degli artisti che, tra musica e performance in stile medievale, allieteranno gli ospiti sino a tarda notte.

Domenica 18 la giornata si apre alle 10:00 con Somarando, l’evento che permette di conoscere da vicino il mondo di questo animale così caro al popolo torritese. Prevista un’area espositiva di razze asinine, e uno spazio di mostra mercato dove si potrà scoprire i tanti prodotti ricavati dal latte d’asina.

Prosegue tutto il giorno il Mercato de La Nencia, mentre alle 16:00 in Piazza Matteotti si esibiranno i giovani sbandieratori e tamburini delle scuole partecipanti alla VII Festa della Bandiera. Alle 19:30 riaprono Taverne, per la seconda serata che si concluderà con ancora spettacoli per le vie del centro storico.

Lunedì 19 alle 18:00 i bambini delle scuole materna e primaria presenteranno il progetto “Figuranti e scrittori in erba”, mentre mercoledì 21sarà la volta di Chissà se in Contrada si sa, lo storico quiz tra Contrade in tema di curiosità e cultura paliesca. Giovedì 22 si torna nel centro storico, precisamente al teatro degli Oscuri, con “Il notiziario del Castello”, iniziativa realizzata dagli alunni della scuola media inferiore dell’Istituto Scolastico G. Parini di Torrita. Venerdì 23 i Contradaioli si riuniranno per le cene propiziatorie, nel corso delle quali verranno ufficialmente presentati i fantini che saliranno a dorso di somaro la domenica successiva.

Sabato 24, alle 21:30, farà il suo ingresso in piazza il Palio, scortato dagli Sbandieratori e i Tamburini delle otto Contrade che alle 22:00 si sfideranno nella gara a coppie. A seguire, la riconsegna del premio Sfoggiato da parte della Contrada Cavone, la quale si è aggiudicata il premio per il miglio corteo storico nel 2017, e l’esibizione degli Sbandieratori e i Tamburini dei quattro Castelli di Torrita.

L’indomani, domenica 25, l’ingresso del corteo di ciascuna Contrada in piazza Matteotti, la benedizione delle Palme e quindi la Santa Messa, officiata da Don Roberto Malpelo nella Chiesa delle S.S. Flora e Lucilla. Al termine della funzione, il pubblico in piazza potrà assistere alle esibizioni di Sbandieratori e Tamburini con una migliore visuale grazie alle pedane introdotte su tre lati di Piazza Matteotti nella scorsa edizione. Dopo che l’intero corteo avrà sfilato per il centro storico, l’appuntamento sarà per tutti alle 15:30 al Gioco del Pallone dove alle 16:00 si correrà il Palio dei Somari.

In caso di pioggia, la Corsa sarà rinviata a lunedì 2 aprile, giorno di Pasquetta.

Riconfermato anche quest’anno il servizio navetta per il 17, 18, 24 e 25 marzo, giorni clou della manifestazione. Permetterà a torritesi, e non solo, di raggiungere il centro storico lasciando la propria auto nei tanti parcheggi punti di raccolta.

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Palio dei Somari 2018: i fioretti delle contrade

Il Palio dei Somari è l’evento tradizionale che apre la stagione festiva della Valdichiana, e la nostra redazione non poteva mancare all’appuntamento: siamo andati a conoscere meglio le contrade in…

Il Palio dei Somari è l’evento tradizionale che apre la stagione festiva della Valdichiana, e la nostra redazione non poteva mancare all’appuntamento: siamo andati a conoscere meglio le contrade in cui è suddiviso il paese di Torrita di Siena, per scoprire tutte le emozioni dell’edizione 2018, che si è conclusa domenica 25 Marzo presso il piazzale del Gioco del Pallone.

Marta Parri e Niccolò Picchiarelli sono andati a raccogliere i fioretti dei contradaioli, chiedendo una promessa da realizzare in caso di vittoria della rispettiva contrada; a ogni fioretto è stata poi associata una parola dal dialetto chianino, per celebrare degnamente la tradizione del Palio dei Somari, che è ormai un elemento fondante della comunità torritese.

A vincere è stata la contrada di Porta a Gavina: il fioretto sarà stato realizzato? Buona visione!

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La bandiera vola tra le emozioni della storia – Intervista al Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita

Per ricercare l’origine della figura dello sbandieratore dobbiamo risalire al periodo medievale e più precisamente all’ambiente di guerra. La bandiera era il segno dell’orgoglio cittadino ma allo stesso tempo esprimeva…

Per ricercare l’origine della figura dello sbandieratore dobbiamo risalire al periodo medievale e più precisamente all’ambiente di guerra. La bandiera era il segno dell’orgoglio cittadino ma allo stesso tempo esprimeva un’esigenza tattica ed era punto di riferimento durante il combattimento. Gli sbandieratori servivano per comunicare con i reparti: attraverso lanci e sventolii dei vessilli veniva infatti indicato l’attimo più propizio per l’attacco, i movimenti da effettuare con le truppe e le fasi salienti della battaglia, secondo un codice ben preciso.

Il maneggio delle bandiere era affidato a bravi militi che avevano il compito di difendere le proprie insegne sino alla morte. Dovevano essere fedeli, discreti e ingegnosi oltre che istruiti in diverse lingue per comunicare con i nemici sul campo di battaglia. Se i nemici catturavano uno sbandieratore, questi, nonostante violenze e torture, non dovevano assolutamente rivelare i segreti che gelosamente custodivano.

Oggi della figura dello sbandieratore è rimasto l’aspetto estetico e lo spettacolo che determinano l’atmosfera di una festa, una figura che fa vivere la bandiera con uno sventolio preciso e multicolore che sia scandito dai tempi indicati dai tamburi e dalle chiarine. Quello che non è cambiato nei secoli, però, è la paura, l’insicurezza e soprattutto l’onore e l’orgoglio che ogni sbandieratore e tamburino prova quando veste i colori della propria contrada che sia essa un’epoca antica o moderna.

Juri Gigliotti, presidente Gruppo Sbandieratori e Tamburini Torrita di Siena

Sensazioni strane e allo stesso tempo difficili da descrivere quelle provate da uno sbandieratore o tamburino, ma che la nostra redazione è riuscita a carpire dalle parole di Juri Gigliotti, neo presidente del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena.

Il Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena nasce nel 1991, figlio naturale dell’Associazione Sagra San Giuseppe, l’associazione che organizza ogni anno il Palio dei Somari. Il gruppo è attualmente composto da 50 elementi tra sbandieratori, tamburini, chiarine, armati e tutte le persone che lavorano dietro le quinte per la crescita dei questa bella realtà torritese.

Lo scopo del Gruppo è quello di far conoscere e promuovere il territorio di Torrita di Siena, il suo Palio e tutta la passione con la quale viene vissuto, rievocando la tradizione dell’epoca tardo-medievale senese. Il Gruppo si esibisce in suggestivi cortei e in curate evoluzioni capaci di far rivivere uno scorcio di vita medievale, utilizzando le bandiere delle 8 contrade e dei 4 castelli del Palio dei Somari di Torrita.

Ogni contrada sfila il giorno del Palio in un suggestivo corteo che racchiude quasi 300 figuranti in costume. All’interno del corteo vi sono due sbandieratori e due tamburini per ogni contrada che si sfidano il sabato antecedente al Palio, in una gara a coppie nella piazza del Comune. Questa gara ha raggiunto negli anni alti livelli di qualità, destrezza e sincrona armonia nelle esibizioni presentate dalle coppie di concorrenti. La domenica del Palio tutti gli sbandieratori e i tamburini delle Contrade si esibiscono insieme in esecuzioni di piccola squadra, grande squadra e numero dei musici.

Ciao Juri, primo anno di palio da neo presidente del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita, come ti senti?

Sono molto emozionato. Spero di essere all’altezza di questi ragazzi perché l’impegno che mettono in tutto quello che fanno è massimo e quindi li devo rappresentare nel migliore dei modi’

Come si sta preparando il gruppo in vista del Palio e quali sono i numeri che porteranno in piazza il giorno della grande corsa?

‘Il gruppo si sta preparando con prove continue, studi e tanti consigli da chi è stato sbandieratore o tamburino prima di loro. Spesso far conciliare impegni personali e prove non è semplice e quindi i nostri ragazzi fanno i salti mortali per poter essere impeccabili il giorno del Palio. È un gruppo fantastico e sta facendo un ottimo lavoro. Quest’anno il giorno del Palio porteranno in piazza due numeri: uno composto da sei sbandieratori e otto tamburini, uno per contrada, e un altro in cui ci saranno otto sbandieratori e otto tamburini. Inoltre ci sarà il numero aggiuntivo dei castelli composto da quattro tamburini e quattro sbandieratori”.

Oltre al vento, qual è l’insidia più temuta da uno sbandieratore?

‘Oltre il vento l’insidia più temuta è sicuramente l’emozione. L’emozione potrebbe giocare brutti scherzi, perché portare in piazza i colori della tua contrada, farli sventolare a ritmo di tamburi è una scarica di adrenalina che non ti abbandona mai, ma allo stesso tempo ti da la giusta carica per affrontare il numero. Questi momenti ti regalano un insieme di emozioni difficili da spiegare che solo vivendoli si possono capire’.

Ed è proprio la voglia di continuare a tramandare queste emozioni e la passione per la bandiera che nel 2005 nasce la Scuola Sbandieratori e Tamburini di Torrita, dedicata ai bambini dai 9 ai 14 anni. La Scuola Sbandieratori e Tamburini si è esibita all’interno di molti contesti sia nel nostro territorio che nelle province e nelle regioni limitrofe. Veder crescere le nuove generazioni vicine all’arte della bandiera, del tamburo e della chiarina, garantendo così il tramandarsi della propria tradizione e attività, è fonte di orgoglio e soddisfazione per il Gruppo Sbandieratori e Tamburini, che rappresenta ormai fiore all’occhiello della propria comunità.

Che effetto fa essere considerati uno dei gruppi più apprezzati e ammirati della Valdichiana?

‘Fa estremamente piacere e onore ad essere visti così dagli altri gruppi della Valdichiana, perché significa che stiamo lavorando bene, frutto di anni di lavoro e di molti sacrifici da parte delle persone che ne hanno fatto parte nel tempo. In questo ci ha aiutato molto la scuola dei piccoli sbandieratori e tamburini, con la quale siamo partiti sette anni fa e adesso stiamo raccogliendo i risultati di quel lavoro. La buona preparazione ricevuta dai piccoli fa bene alla crescita del gruppo e vedere che oggi quei bambini sono cresciuti e quindi passati nel gruppo dei grandi, fa sicuramente piacere’.

Del gruppo fanno parte anche diverse donne. Com’è cambiato, negli anni, il ruolo delle donne nel gruppo e quante ne fanno parte attualmente?

‘Le donne, fino a poco tempo fa, non erano così numerose come adesso. In passato hanno ricoperto il ruolo di porta insegne e ci aiutavano dietro le quinte: mi viene da citare e ringraziare Francesca Rossi e Daniela Bonollo. Le quote rosa stanno prendendo sempre più campo sia tra gli sbandieratori e che tra i tamburini e anche nella scuola è arrivato un bel gruppetto di bambine. Quest’anno poi, nel gruppo dei grandi, ci sarà sempre la coppia di donne della contrada Porta a Pago e quindi anche quest’anno ci sarà una bella rappresentanza di donne che non solo fanno parte dell’uscita della domenica del Palio ma partecipano attivamente a tutta la vita del gruppo’.

Ci sono rivalità tra gli sbandieratori e tamburini del gruppo?

‘Le rivalità ci sono, però si tratta di sana competizione. Tra i ragazzi c’è molto affiatamento perché la giornata del Palio siamo tutti insieme per suonare in piazza e portare in alto i colori di Torrita. Non ci sono mai stati litigi, ma solo, ripeto, una sana competizione’.

L’esperienza acquisita negli anni dai ragazzi, oggi adulti, ha portato ad adattare le loro esibizioni a ogni necessità richiesta, con la possibilità di esibirsi in spettacoli di grande squadra, piccola squadra e singolo e numero dei musici. Molte sono state le piazze entusiasmate dai colori torritesi negli ultimi venti anni di attività, italiane ed europee, ecco alcuni esempi: Middelalder Festival di Horsens, Middelalder Festival di Oslo, Santiago de Compostela, Piazza San Pietro a Città del Vaticano, Beauvais e Budapest.

Juri Gigliotti al suo primo anno da presidente del Gruppo sente molta responsabilità e alle giovani generazioni spera di riuscire a tramandare l’amore per la festa, la passione per la bandiera o per i tamburi o le chiarine, ma soprattutto l’impegno di cui la manifestazione ha bisogno per crescere ancora e le gioie e i dolori che possono portare questa meravigliosa festa, simbolo di aggregazione e comunità.

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Palio dei Somari: vince Porta Nova con Cobra

La Contrada di Porta Nova ha vinto la 61.a edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena. Per il quartiere bianconero si tratta del quarto successo in appena sei…

La Contrada di Porta Nova ha vinto la 61.a edizione del Palio dei Somari di Torrita di Siena. Per il quartiere bianconero si tratta del quarto successo in appena sei anni, tutti firmati dal fantino Alessandro Guerrini, detto “Cobra”, che entra così nell’Olimpo dei grandi protagonisti della manifestazione. Trent’anni, nato a Farneta, frazione di Cortona, ma ormai residente in Svezia, dove svolge l’attività di fantino professionista nelle corse di equitazione e di allenatore di cavalli da gara, Guerrini porta infatti a cinque il numero delle sue affermazioni, affiancando così Andrea “Drago” Peruzzi, altro jockey ancora in attività, ad una sola lunghezza dal compianto Maurizio “Riccio” Mantini, capace di imporsi sei volte su un arco di venti anni, dal ’76 al ’95.

Da parte sua Porta Nova, piccola ma vivacissima contrada del centro storico, raggiunge quota dieci nei trionfi in poco più di mezzo secolo di sfide sul tufo, si potrà dunque fregiare della “stella” (finora appannaggio de Le Fonti, di Porta Gavina e della Stazione) e onora al meglio l’eredità morale del Presidente Ivo Pieri, che nel 2012 assaporò il successo con “Cobra”, sul quale aveva puntato già da tre anni, e che scomparve poco dopo il bis del 2013. Oggi a festeggiare è il Presidente Enrico Buracchi, contradaiolo DOC, “pupillo” di Pieri e autentico condottiero, insieme ad una dirigenza dinamica e compatta e a famiglie che hanno fatto la storia di questa contrada.

Il merito del successo viene unanimemente attribuito, anche dagli sconfitti e dai delusi, proprio a Cobra, fantino giovane ma lucido e determinatissimo nei momenti che contano. La sorte aveva infatti assegnato a Porta Nova il somaro Margheritina, rivelatosi subito non particolarmente competitivo. Guerrini ha vinto la propria batteria eliminatoria, su Porta Gavina, sfruttando proprio la debolezza dell’avversario e dedicando i tre giri della manche anche a conoscere meglio la sua cavalcatura. Così in finale è partito, con prudenza, alle spalle delle scatenate Porta a Sole (che con Matteo “Galletto” Noli ha condotto per i primi due giri, dando l’impressione di poter puntare al successo) e Stazione, sempre combattiva con il fortissimo Francesco “Spighetto” Ferrari; poi ha saputo cogliere alla perfezione l’attimo in cui le prime due sono calate, ha spronato il proprio somaro dove sapeva che avrebbe potuto ottenere il massimo ed ha condotto in testa un fantastico ultimo giro e mezzo che gli ha consegnato il trionfo.

Impazzito di gioia, di fronte ad un successo tanto netto quanto insperato, il popolo di Porta Nova si è impadronito del bellissimo panno dipinto dall’artista fiorentino Andrea Granchi, e lo ha portato a lungo in corteo, prima di raggiungere il territorio di contrada ed improvvisare la prima festa di ringraziamento. Alla finale erano pervenute anche Cavone e Porta a Pago che, pur disputando una buona prova, non sono mai riuscite ad inserirsi nel discorso per la vittoria. Sono rimaste invece fuori Le Fonti, Porta Gavina e Refenero con quest’ultima ancora desolatamente “nonna” del palio torritese, ad ormai ben 32 anni dall’ultima affermazione.

Per quanto riguarda gli altri premi, a conquistarli sono stati Cavone, che ha portato in sede lo Sfoggiato, per il corteo storico più aderente alle linee guida della rievocazione medievale, e che potrà detenerlo fino al prossimo palio, gli sbandieratori di Refenero Gianmarco Goti e Giacomo Bracciali ed i tamburini di Porta a Sole Alessandro Zollo ed Amedeo Tavanti.


Il programma del Palio dei Somari 2017 si aprirà domenica mattina alle 9.00 con l’arrivo in Piazza Matteotti dei figuranti delle otto contrade (Cavone, Le Fonti, Porta Gavina, Porta Nova, Porta a Pago, Porta a Sole, Refenero e Stazione), provenienti ciascuno dal proprio territorio. Alle 9.30 tutti i monturati parteciperanno alla Messa, celebrata nella Chiesa delle Ss. Flora e Lucilla, al termine della quale, nuovamente in piazza, si esibiranno gli sbandieratori e tamburini. Alle 11.45 partirà il Corteo Storico che attraverserà le vie della cittadella medievale per giungere al Gioco del Pallone, l’ampio spazio che, per il Palio, diventa Campo di Gara.

Alle 15.30 il programma riprenderà  con un nuovo ingresso del corteo nell’area della carriera sul tufo, accompagnato dal palio, dipinto quest’anno dall’artista fiorentino Andrea Granchi, ed alle 16.00 avranno inizio le batterie eliminatore. Il sorteggio ha messo di fronte Fonti – Cavone, Porta a Sole – Stazione, Porta a Pago – Refenero e Porta Gavina – Porta Nova. Le vincenti andranno direttamente alla finale, le quattro sconfitte potranno giocarsi l’accesso ad un posto tra le protagoniste della carriera decisiva attraverso una spietata batteria di recupero.

I somari, tutti esemplari femmina, la cui presenza scongiura certe esuberanze tipiche dei maschi, provengono da un allevamento di Pozzo della Chiana, selezionato dai Presidenti delle contrade; sulla regolarità della corsa vigila una giuria di cui sono chiamati a far parte organizzatori di manifestazioni simili, tra i quali viene scelto il mossiere: quest’anno i giudici provengono da Montepulciano Stazione, Asciano, Montisi e Castiglion Fiorentino, tutte località con una tradizione di giostre e carriere.

Nel corso del pomeriggio saranno assegnati anche i premi “Lo Sfoggiato”, per la migliore comparsa del Corteo Storico, ed alla coppie vincitrici della gara riservata a sbandieratori e tamburini, andata in scena nella notte della vigilia. Ma con l’incedere del programma tutta l’attenzione si concentrerà sempre di più sulla corsa e sulle prestazioni dei somari che il più delle volte risultano decisive, anche al di là dei meriti dei fantini. Proprio un anno fa, a marzo 2016, si è verificato uno degli eventi meno pronosticati e cioè la vittoria di un ciuchino scosso, Veronica, che ha trascinato all’entusiasmo la Contrada di Cavone.

Impossibile dunque parlare di favoriti, anche se alcune contrade si affidano alle prestazioni di ottimi fantini, in alcuni professionisti provenienti dal mondo dell’equitazione. Ma la storia del Palio torritese è costellata di successi di outsider. Questi comunque gli abbinamenti tra contrade e fantini: Cavone, Michele “Mojito” Paolucci; Le Fonti, Gabriele “Divino” Grotti; Porta Gavina, Mirko “Baturlo” Ciancagli; Porta Nova, Alessandro “Cobra” Guerrini; Porta a Pago, Alessandro “Scheggia” Stampiglioni; Porta a Sole, Matteo “Galletto” Noli; Refenero, Andrea “Drago” Peruzzi; Stazione, Francesco “Spighetto” Ferrari.

L’ingresso del pubblico al Campo di Gara sarà aperto dalle ore 14.00; il costo del biglietto è di 8,00 Euro. Nel giorno della festa riprenderà il servizio gratuito di bus navetta che, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, collegherà i parcheggi esterni più distanti con il centro storico.


Il programma del Palio dei Somari 2017 ha proposto una serata dedicata alla storia di Torrita di Siena e della sua festa popolare ma anche al patrimonio artistico del territorio ed alle tradizioni che ne portano alla luce tutta la sua grande vitalità sociale. Un appuntamento culturale in senso pieno che, grazie però ad una formula inedita e accattivante, è riuscito a calamitare l’attenzione generale ed a coinvolgere l’intera comunità, non solo quella di più stretta fede contradaiola.

Al centro dell’attenzione, il mezzo secolo di vita della manifestazione letto attraverso l’evoluzione di uno dei costumi più rappresentativi e suggestivi del Corteo Storico, quello della dama. Ma insieme a costumisti ed esperti della ricostruzione storica, a raccontare come è nata e come si è evoluta questa montura sono state alcune sarte dei primordi, quelle che trasformarono stoffa ed idee nei costumi: un viaggio intessuto di aneddoti e ricordi, un talk show, “cucito” dagli esperti delle Commissioni paliesche e dalla voce della festa, Luca Mosconi. Inedita anche l’ambientazione, la piccola Chiesa della Madonna delle Nevi, a cui si accede proprio dal Campo di Gara, e la divulgazione, avvenuta esclusivamente in diretta TV (ed in streaming video), sulle frequenze di NTi, dgt ch. 271.

Ulteriore elemento positivo e di novità, la partnership tra il Palio e la Pro Loco di Torrita di Siena che, come conferma il Presidente Roberto Goracci, ha fortemente voluto la serata. “Abbiamo trovato il massimo appoggio nell’Associazione Sagra San Giuseppe e nella Parrocchia di San Martino e Costanzo che ha messo a disposizione la Chiesa della Madonna delle Nevi. Una serata fondata su tre principi: collaborazione, curiosità e passione. L’opportunità di svolgere la serata dentro questo antico Oratorio ci ha suggerito un importante assist per il titolo “Da dove il Palio parte”. Perché la corsa, non solo quella della storia che in mezzo secolo ci ha portato fino a qui, ma anche quella della domenica, parte veramente da questo luogo dove presidenti, capitano, fantini, veterinari e giudici si ritrovano per gli ultimi dettagli prima dei duelli e delle finali. Ci auguriamo che il mix tra storia dell’arte e storia del Palio possa rappresentare un pilastro della futura crescita della manifestazione”.

La serata ha visto, come detto, la testimonianza delle sarte torritesi Adua Migliorucci, Livia Ruzzolini e Mara Paolucci che hanno realizzato i primi vestiti e che hanno raccontato alcuni aneddoti curiosi sulle “botteghe” sartoriali dove venivano realizzati in gran segreto i primi costumi. Sono intervenuti anche Niccolò Malacarne, esperto di storia ed arte, Alessandro Guazzini e Francesca Ardanese, della Commissione Corteo Storico, Federica Goti, della Commissione Archivio e Ricerca, Enzo Sodi, iniziatore, con l’associazione “Torrita Ricordi”, di una capillare ricerca delle immagini fotografiche del Palio, e tre esperti costumisti, Maurizio Sampieri, della Contrada della Civetta di Siena, Massimo Gottardi e Giancarla Anselmi, questi ultimi due collaboratori della Commissione Corteo Storico ma anche di alcune contrade.


Vigilia del Palio dei Somari numero 61: il clima a Torrita di Siena è veramente rovente, tra la necessità di organizzare una festa complessa, che impegna direttamente oltre 400 persone ma coinvolge, di fatto, un’intera comunità, e il pensiero che corre alla corsa sul tufo, con le sue sorprese e le incertezze, legate al carattere imprevedibile dei somari. E anche il sabato della festa torritese oscilla tra un appuntamento di grande pregio, che unisce, forse per l’ultima volta prima della carriera, le otto contrade, ed una sfida molto sentita. Il tutto a partire dalle 21.30, dopo una giornata dedicata a smaltire le libagioni delle cene propiziatorie ma anche impegnata dai preparativi, come sempre frenetici.

Nella centralissima Piazza Matteotti, allestita con gli inediti palchi, che garantiranno piena visibilità a tutto il pubblico, il programma, tutto in notturna, si aprirà con la presentazione del palio, rimasto rigorosamente top secret, per la cui realizzazione la Sagra di San Guseppe si è rivolta quest’anno ad un artista di grande livello, il pittore fiorentino Andrera Granchi.

Alle 22.00, dopo l’esposizione dell’opera nella Chiesa delle Ss. Flora e Lucilla, avrà inizio la gara tra le coppie di sbandieratori e tamburini delle otto contrade: in meno di cinque minuti, sotto gli occhi di una giuria di esperti, ciascuna equipe mostrerà il risultato di un anno di preparativi, in un confronto che non ammette errori.
Il ritmo dei tamburi, il volteggiare delle bandiere sotto i fari che rischiarano il buio, la partecipazione degli spettatori, regaleranno il fascino che ogni anno questo particolare evento riesce ad emanare. Dopo la riconsegna al comitato organizzatore del premio “Sfoggiato”, per la migliore comparsa del corteo storico, che sarà nuovamente assegnato la domenica, prima della carriera, faranno il loro ingresso in piazza altri sbandieratori e tamburini, quelli dei quattro antichi castelli di Torrita.

Andrea Granchi, fiorentino, è stato a lungo titolare di cattedra di pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara e Firenze. La sua produzione artistica, in cinquant’anni di attività, è stata enorme e costellata di riconoscimenti. L’artista ha approfondito e praticato anche altre forme espressive (è riconosciuto tra i protagonisti del “Cinema d’Artista”), facendo sempre dialogare la pittura con i linguaggi più attuali ma rimanendo fedele al suo inconfondibile stile. Tra le sue opere, anche il panno per il Palio di Castel del Piano del 2014.

Intanto, in un Palazzetto dello Sport stracolmo di pubblico partecipe e divertito, si è svolto il gioco “Chissà se in contrada si sa”, con un maxi-tabellone numerato disegnato sul parquet sul quale si sono mossi, come nel Monopoli, due bambini per ciascuna contrada, chiamati a lanciare il dado ma anche a rispondere a domande sul Palio se su Torrita e a cavarsela tra imprevisti e probabilità, ed una coppia di adulti che ha affrontato esilaranti prove di abilità fisica e di agilità. Alla fine, con i piccoli Angelo Bufalini e Beatrice Bernardini ed i più grandi Diego Canapini e Nicole Arcieri, ha trionfato la squadra della contrada de Le Fonti, che si è distinta anche nel particolare challenge sul tema delle frittelle di San Giuseppe


Formalmente figura come una giornata di riposo. In realtà, pur non prevedendo alcun appuntamento ufficiale, anche quest’anno il giovedì del Palio dei Somari di Torrita di Siena si è tradotto per la maggior parte dei contradaioli in un impegno ancora maggiore. È stato infatti destinato alla preparazione delle cene propiziatorie ovvero le otto grandi feste in cui il venerdì ciascuna contrada si ritrova, banchetta, si dà la carica e soprattutto la trasmette al fantino.

L’edizione 2107 non sfugge alla regola, in realtà c’è chi già da tempo si sta dedicando all’organizzazione dell’evento che più di ogni altro esalta il senso di appartenenza a ciascuna area del territorio e, anche se il quadro dei fantini che scenderanno sul tufo sembra essere delineato, l’attesa per il momento in cui il Presidente consegnerà al prescelto lo zucchino ed il giubbetto con i colori della contrada è realmente spasmodica.

Nel 2016, con l’edizione straordinaria per il mezzo secolo di vita della manifestazione, due sono state le contrade vittoriose, a marzo Cavone, con il torritese Michele “Mojito” Paolucci ed il somaro scosso Veronica, che così nell’albo d’oro è salita a quota cinque successi, ed a giugno Le Fonti, con il suo contradaiolo Michelangelo “Fracassa” Goracci, già trionfatore nel 2013, che ha portato a dodici le sue affermazioni, rafforzando la posizione di leader nel palmares paliesco.

Cavone conferma il quarantunenne Paolucci, che inanellerà dunque la terza presenza consecutiva sul tufo, mentre Le Fonti si affida – come vuole la regola – ad un altro contradaiolo, l’ex-sbandieratore Gabriele “Divino” Grotti, 28 anni, che ha esordito nel 2015 ed era stato confermato nella carriera di marzo 2016. La cena propiziatoria di Cavone cita l’ultimo Festival di Sanremo ma strizza anche l’occhio alla determinazione ed alla volontà di vittoria e dunque il banchetto dei biancoverdi diventa un “Cavone’s Karma” mentre quella de Le Fonti, ambientata nel Parco della Canonica, si rifà addirittura al rock dei Guns N’ Roses dando a tutti un benvenuto nella jungla: Welcome to the jungle è infatti il titolo.

Ad inseguire Le Fonti nell’albo d’oro, con dieci vittorie a testa, sono la Stazione e Porta Gavina. Il popoloso quartiere bianco-rosso-blu tiene viva l’attesa con una festa di stampo caraibico, intitolata “Hasta la Stazione siempre”, e conferma per il quarto anno consecutivo il bravissimo professionista versiliese Francesco “Spighetto” Ferrari, 36 anni, vittorioso all’esordio nel 2014 e protagonista dunque della conquista della stella, per il decimo successo. Porta Gavina gioca con la superstizione, intitola la cena “Buon venerdì 17” e conferma a sua volta il fortissimo aretino Mirko “Baturlo” Ciancagli, all’undicesima presenza in rosso-nero, due volte trionfatore, nel 2009 e nel 2011.

Ulteriori conferme giungono da Porta Nova, che dà ancora fiducia al fortissimo Alessandro “Cobra” Guerrini, 30 anni, altro professionista, vincitore già di 4 palî di cui il primo, da esordiente, con la Stazione e tre sempre in bianco—nero, di cui l’ultimo nel 2015, e da Porta a Sole che intitola esplicitamente la sua cena propiziatoria “In picio veritas” e non smonta il giovane Matteo “Galletto” Noli, 22 anni, di Lucignano Val di Chiana, al quarto palio consecutivo in giallo-blu dopo l’esordio del 2015.

La carriera 2017 vede riproporsi anche uno degli abbinamenti più promettenti e suggestivi, quello tra Refenero, la “nonna” del palio, a secco di successi dall’ormai remoto 1985, e Andrea “Drago” Peruzzi, 41 anni, torritese DOC, autentico fuoriclasse, come dimostrano le cinque affermazioni fin qui riportate, di cui tre con Cavone, la sua contrada, ed una ciascuna per la Stazione e Porta a Pago. Il popoloso quartiere bianco-celeste si affida dunque di nuovo a Drago, come aveva già fatto a marzo 2016, per provare a spezzare quello che sembra quasi un incantesimo.

Nell’ottava ed ultima casella, vicino al nome di Porta a Pago, figura invece ancora un punto interrogativo. L’identità del fantino – rimasta finora realmente segreta – sarà svelata solo in occasione della cena propiziatoria (che snocciola una catena di “17”, evidentemente per scacciare la malasorte) dal Presidente Luca Massai, a sua volta fantino vittorioso, all’esordio, nello “straordinario” in notturna del 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia.


Un paese intero che per una sera si ferma e si riunisce, intorno ad un enorme tabellone del Gioco dell’Oca. Succede a Torrita di Siena, per il Palio dei Somari, che mercoledì sera, al Palazzetto dello Sport, propone uno degli più appuntamenti più informali (e per questo più divertente) ma non meno sentito del suo programma 2017. Si tratta del gioco “Chissà se in contrada si sa” che mette in competizione le otto fazioni cittadine, sottoponendole a prove di conoscenza della storia paliesca e torritese ma anche a spettacolari (e spesso esilaranti) confronti di agilità ed abilità fisica.

Realizzando uno dei rovesciamenti di ruolo che sono alla base dei giochi di maggior impatto, a recitare la parte dei concorrenti “seri” saranno, per ciascuna contrada, due ragazzi di massimo 14 anni; le prove goliardiche (rigorosamente a sorpresa), che rispetteranno tra l’altro gli accoppiamenti delle batterie eliminatorie della carriera di domenica, saranno invece riservate ad una coppia di adulti per contrada. Per avanzare sul tabellone del gioco, riprodotto sul parquet del palazzetto, non basterà, ovviamente, lanciare i dadi ma ad ogni casella bisognerà rispondere esattamente a domande di storia locale e sul palio o superare prove canore che avranno ad oggetto le canzoni popolari di Torrita. Terminato un giro completo di lanci, scatterà il fil rouge che impegnerà come detto gli adulti che potranno a loro volta far guadagnare caselle ai propri colori.

Un prelibato bonus sarà assegnato al termine della prova-frittelle: ciascuna contrada dovrà infatti presentarsi con una cestella ben fornita di dolci tipic di San Giuseppe che una giuria formata da quattro spettatori scelti a caso dovrà giudicare, senza conoscerne la provenienza; al termine della golosa degustazione la contrada più votata avanzerà sul tabellone. Insomma, si preannuncia una serata all’insegna dell’ilarità e del relax, attraversata dal grande amore dei torritesi verso la propria città e la propria festa popolare.

Intanto, in un Teatro degli Oscuri gremitissimo di pubblico, è andato in scena un altro degli appuntamenti più attesi del programma. L’Istituto Comprensivo “Parini” di Torrita di Siena ha infatti presentato i lavori realizzati dalle classi di tutte e tre i livelli di istruzione (scuola per l’infanzia, primaria e secondaria), nell’ambito dell’ormai consolidato progetto di collaborazione con il Palio dei Somari. Come ha spiegato la Dirigente Scolastica Prof.ssa Maria Corbelli, quest’anno l’attenzione si è concentrata dalla manualità e dalle abilità artigianali (tema del 2016) alla storia ed alle tradizioni locali. Sul palcoscenico si sono alternati dunque i bambini più piccoli, che hanno interpretato con grande entusiasmo le canzoni popolari, e poi i ragazzi della Secondaria di primo grado che hanno interpretato un capitolo di storia medievale, dal 1358 al 1425, riscritto con lo stile del racconto dei nonni. Gli studenti della Scuola primaria si sono invece esibiti in piazza in una danza medievale. È stata dunque una serata ricchissima di spunti e di notizie, impreziosita dal lavoro della Commissione Corteo Storico, presieduta da Alessandro Guazzini (che ha anche condotto il lungo show), che ha portato in scena alcuni abiti ed accessori della passeggiata storica che debutteranno domenica 19, dall’inedita figura del Podestà agli scudi realizzati seguendo fedelmente l’iconografia dell’epoca.


Palio dei Somari: bilancio positivo per il primo weekend

Una splendida domenica, inondata da un sole limpido, ha fatto da ideale cornice alla seconda tappa del cammino che l’edizione 2017 del Palio dei Somari di Torrita di Siena sta conducendo verso il fatidico 19 marzo. Il tempo instabile che, più o meno regolarmente, aveva negli anni disturbato “Somarando”, la kermesse che all’interno del programma è dedicata al protagonista della carriera sul tufo, stavolta si è tenuto a distanza.

E così oltre centocinquanta bambini, appartenenti anche a famiglie di turisti in gita in Valdichiana e di camperisti, che hanno affollato le aree a loro dedicate, hanno potuto provare nel “tondino” allestito ai giardini pubblici l’ebrezza di una passeggiata a dorso di somaro o a bordo del calesse trainato dal simpatico animale. E per i più curiosi tra i giovanissimi c’è stata anche la possibilità di conoscere da vicino alcune razze in esposizione e di condurre per le redini un piccolo somaro lungo un percorso attrezzato, con l’assistenza degli allevatori.

Immancabili le goliardiche provocazioni tra i Presidenti di contrada che, ad una settimana dal palio, evocano quelli che potranno essere i confronti “veri” sul tufo: con apprezzabile coraggio il condottiero di Porta Nova, Enrico Buracchi, ha lanciato il guanto di sfida al numero 1 della Stazione Massimo Bolici, uscendo però dal confronto chiaramente sconfitto. Il programma domenicale è proseguito poi con le esibizioni dei gruppi provenienti dalla scuole di Sbandieratori e Tamburini di Castiglion Fiorentino, di Montepulciano e naturalmente di Torrita, e con “Musicando nei borghi”, il concerto itinerante proposto dalla Scuola di Musica G. Monaco “La Samba”.

Nel bilancio del primo fine settimana del palio torritese 2017 una voce molto positiva è quella relativa alla Taverne: una migliore disposizione nella cittadella medievale, con un numero maggiore di luoghi chiusi dove poter comodamente consumare le specialità proposte dalle cucine di contrada, ha riscosso il pieno apprezzamento delle centinaia e centinaia di avventori, molti dei quali tornati appositamente per il bis domenicale. Di qualità anche gli spettacoli e l’intrattenimento proposto da artisti di strada, funamboli e musicisti folk ed immersi nel suggestivo scenario del Mercato medievale della Nencia.

Un notevole interesse, superiore alle aspettative degli stessi organizzatori, ha suscitato la mostra multimediale dedicata ai 50 anni della manifestazione e realizzata dalla Commissione Archivio Storico in collaborazione con Enzo Sodi e con la Pro Loco. Ad impreziosire la proiezione di foto storiche, frutto di un attento lavoro di ricerca e di selezione, una serie di abiti indossati dai figuranti del Corteo Storico, recuperati – insieme alle storie della loro realizzazione – nelle sartorie di contrada. Emozione (e qualche lacrima di commozione) per l’esibizione in piazza delle “vecchie glorie” del Gruppo Sbandieratori e Tamburini che ha fatto seguito all’estrazione delle batterie eliminatorie della corsa e che ha dimostrato che la scuola di Torrita ha sfornato nei decenni eccellenti specialisti, ancora in grado di dire la loro sulla pietra serena.


Palio dei Somari: estrazione delle batterie eliminatorie

Una presenza di pubblico già notevole ha accompagnato la cerimonia di estrazione delle batterie eliminatorie, primo atto dell’edizione 2017 del Palio dei Somari di Torrita di Siena; i Presidenti delle otto contrade, riuniti nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale con il Sindaco Giacomo Grazi ed il Presidente dell’Associazione Sagra di San Giuseppe hanno estratto i bussolotti, determinando gli accoppiamenti.

Nella prima batteria si affronteranno dunque le vincitrici del palio 2016 e cioè Le Fonti, che si impose nello “straordinario” di giugno, e Cavone, trionfatrice con il somaro scosso Veronica nel tradizionale appuntamento di marzo. Le altre batterie vedranno di fronte, nell’ordine, Porta a Sole – Stazione, Porta a Pago – Refenero e Porta Gavina – Porta Nova.

Nella giornata di apertura del palio 2017 è stata inaugurata anche la mostra multimediale, dedicata ai 50 anni di storia della festa, ed ha aperto i battenti il suggestivo Mercato della Nencia, dedicato all’artigianato di ispirazione medievale ed all’antiquariato. Una gran folla si è riversata poi nelle Taverne dove le cucine di contrada hanno proposto piatti appetitosi e succulenti prima di seguire gli spettacoli musicali e le esibizioni dei saltimbanchi ed artisti di strada che hanno accompagnato la nottata torritese.

Anche per l’edizione 2017, domenica mattina, dalle 10.30, ai Giardini pubblici si ripeterà “Somarando”, una delle iniziative più originali e apprezzate degli ultimi anni, proprio per il coinvolgimento delle famiglie che riesce a realizzare e per una sorta di “riscatto” che opera nei riguardi dell’umile quadrupede, spesso bistrattato ma in realtà amatissimo dai bambini e primattore del palio torritese.

Esemplari di varie razze di somari saranno dunque presenti, immersi nella tranquillità dell’area verde, mentre nel “tondino” appositamente allestito i più piccoli potranno montare in groppa agli asini, condotti dagli allevatori, sognando di imitare i fantini o, più semplicemente, godendosi la passeggiata in compagnia del simpatico animale. E non mancheranno, come sempre, le estemporanee esibizioni degli adulti che faranno da scherzoso ed ideale prologo alla sfida sull’anello di tufo del 19 marzo.

Giovani di nuovo protagonisti alle 16.00, per la sesta edizione della Festa dei giovani sbandieratori e tamburini, espressione delle migliori scuole di questa autentica e spettacolare arte, legata alle rievocazioni storiche e alla manifestazioni folkloristiche. Alle 19.30 un’altra scuola, quella di musica Guido Monaco “La Samba”, proporrà il concerto itinerante “Musicando nei Borghi”, esibizione bandistica sempre molto gradita.

Il programma di domenica 12 marzo prevede dalle 10.30 la riapertura del mercato medievale della Nencia; alle 17.30 riprenderanno invece la propria attività le Taverne che fino a tarda sera proporranno i propri succulenti menù, richiamando tanti appassionati della cucina più tradizionale. In serata, dalle 21.45, in Piazza Matteotti, si susseguiranno la Compagnia d’arme “Il Santaccio”, dei Terzieri di Chiusi, che installerà un vero e proprio accampamento medievale prima di dar vita ai duelli di armati e cavalieri, il movimento Dam Danza, che proporrà uno spettacolo di danza aerea, e il gruppo Fire Phantom, con lo spettacolo “Verso la strada del fuoco”.


Con le taverne si apre l’edizione 2017 del Palio dei Somari

Dopo la prestigiosa passerella in Consiglio Regionale, che ha visto Eugenio Giani, Presidente dell’assemblea toscana presentare, insieme al Sindaco Giacomo Grazi, Torrita di Siena e la sua ormai cinquantennale manifestazione, il Palio dei Somari entra finalmente nel vivo dell’edizione 2017. La carriera sul tufo si disputerà domenica 19 marzo, in onore di San Giuseppe, a cui è intitolata l’intera festa, ma il programma si apre otto giorni prima con il fine settimana dedicato al sorteggio delle batterie eliminatorie, alle Taverne e a numerosi altri significativi appuntamenti.

Il sessantunesimo palio torritese si presenta all’insegna di importanti novità: dirigenza profondamente rinnovata, con il giovane Yuri Cardini al vertice; nuovo allestimento della centralissima Piazza Matteotti, con le pedane rialzate che consentiranno al pubblico di gustare al meglio gli spettacoli della rievocazione medievale; una forte spinta alla comunicazione, con ulteriori appuntamenti in diretta tv e un impiego più intenso dei social network, che racconteranno spesso “dal vivo” il succedersi degli eventi.

Ma le consuetudini non si modificano, soprattutto quando sono all’insegna del successo proprio come le Taverne, ovvero i suggestivi luoghi disseminati nel centro storico cittadino, tra vicoli (i cosiddetti “borghi”), piazzette e panorami sulle colline e sulla Valdichiana, nei quali le otto contrade cittadine, per una volta unite nell’impegno, propongono ricercati manicaretti e specialità della cucina locale, spesso di antica tradizione.

Le Taverne apriranno già alle 17.30 di sabato 11 e alla stessa ora di domenica, quando sarà possibile smorzare l’appetito con gustose merende “a chilometro zero”. Ma il clou è rappresentato dall’ora di cena quando gli avventori, effettuando un affascinante tour tra le varie postazioni, potranno deliziarsi con un ricco pasto.

Dall’antipasto, a base di crostoni e zuppa, nella taverna di Pagone, gestita dalla Contrada di Porta a Pago ai pici della tradizione, nei locali della Cripta e della Nencia, a cura di Porta Gavina, Porta a Sole e Cavone; dalla scottiglia di cinghiale, proposta da Refenero alla taverna dei Ghiotti, ai bocconi di salsiccia e pane, direttamente prelevati dalla contrada di Stazione dal “Braciere della Piana”; dalle ciacce e companatico, servite alla “Focacceria di Ghino” dalla contrada de Le Fonti (che cura anche l’Osteria del Giano, regno dei migliori vini di qualità del territorio) fino alla taverna “La Sfiziosa”, in cui Porta Nova offrirà dolci e vin santo, sarà tutto un trionfo di profumi, sapori e clima di festa.

L’itinerario tra le taverne permetterà ai visitatori di ammirare anche il Mercato medievale della Nencia, rassegna tematica dedicata prevalentemente all’artigianato ed antiquariato di ispirazione storica (apertura sabato alle 15.00 con prosecuzione domenica), e di assistere alle performance degli artisti di strada. Sia sabato sia domenica, dalle 21.45, in Piazza, si alterneranno le esibizioni di armati e cavalieri, di funamboli e mangiafuoco e di gruppi di danza oltre, naturalmente, agli spettacoli musicali.

Per i contradaioli più “puri” il programma di questo intenso fine settimana scatterà alle 15.00 di sabato con l’inaugurazione, nei locali della Biblioteca Comunale, della consueta mostra retrospettiva che quest’anno diventa multimediale guardando indietro ai 50 anni di storia del Palio.

Altro appuntamento imperdibile, alle 18.00, ancora in Piazza, lo spettacolo rievocativo “Torrita 1358: la fortuna di un castello” che, tra cortei e sbandierate, introdurrà un momento carico di emozioni, l’estrazione delle batterie di qualificazione della carriera sul tufo a dorso di somaro. E i confronti diretti tra le quattro contendenti accenderanno immediatamente la ridda delle ipotesi ed i pronostici.

Già da sabato saranno attive, dalle 16.00 alle 24.00, le tre linee del servizio navetta gratuito che farà la spola tra i parcheggi e la cittadella medievale. Domenica due le linee in funzione, dalle 16.00 alle 22.00.


Palio dei Somari, presentato il programma

Il Palio dei Somari di Torrita di Siena presenta il programma dell’edizione 2017 insieme ad alcune importanti novità. La carriera sulla pista a dorso di ciuco, dedicata a San Giuseppe dagli artigiani torritesi che la fondarono nel 1966, andrà in scena quest’anno proprio il 19 marzo, domenica, nella giornata intitolata al Santo lavoratore, patrono dei falegnami. Consueta ormai la formula che vedrà sfidarsi le otto contrade (Porta Pago, Porta Sole, Porta Gavina e Porta Nova, situate nel centro storico, e Cavone, Le Fonti, Refenero e Stazione, esterne alla cittadella medievale) in quattro batterie ad eliminazione diretta, un recupero e nella finalissima a cinque.

Ma il Palio dei Somari 2017 giunge all’appuntamento che coinvolge ed appassiona l’intera comunità anzitutto con una dirigenza completamente rinnovata. Ad ottobre 2016, a seguito della conclusione anticipata del mandato del Presidente Fosco Tornani, dimessosi per motivi personali, al vertice dell’Associazione Sagra di San Giuseppe, titolare della manifestazione, è stato eletto Yuri Cardini.
Insieme a lui hanno occupato i ruoli più importanti nello staff Giacomo Novembri (vice-Presidente), Roberto Trabalzini (Tesoriere) e Anita Goti, riconfermata nel ruolo di Segretaria. Una dirigenza fortemente motivata, composta interamente da autentici contradaioli, “gente di palio” che conosce a fondo la manifestazione in ogni suo aspetto, sia organizzativo sia sentimentale. In particolare Cardini, quarant’anni, geometra, fin da bambino ha vissuto il clima della contrada di Cavone; è stato paggetto e tamburino per i colori bianco-verdi (ed anche nella comparsa del Comune, per i Castelli), ha suonato la chiarina nella Banda del Palio ed ha infine ricoperto la carica di Presidente della contrada per due mandati, dal 2002 al 2008. La nuova dirigenza si è messa subito al lavoro per il Palio del 2017 trovando valido appoggio nel Comitato, in cui siedono gli otto Presidenti di Contrada ed il Presidente del Gruppo Sbandieratori e Tamburini, rimasto invariato rispetto all’anno precedente, e dando ulteriore impulso all’attività delle Commissioni.

Un risultato molto evidente di questo impegno si vedrà già nel Palio ormai alle porte: la centralissima Piazza Matteotti (ovvero la Piazza del Comune), cuore pulsante della manifestazione insieme al Campo di Gara, allestito nel piazzale del Gioco del Pallone, ospiterà infatti delle comode pedane rialzate alle quali il pubblico potrà accedere per gustare l’intero spettacolo del corteo storico e delle esibizioni di sbandieratori e tamburini del 18 e 19 marzo, senza essere costretto a sbirciare attraverso le teste della folla che normalmente circonda lo spazio centrale. Le pedane, dotate di quattro livelli e quindi di cinque piani di appoggio, cingeranno tre dei quattro lati della piazza formando un anfiteatro a “U” che lascerà naturalmente libera la scenografia rappresentata dal Palazzo Comunale.
“Si tratta di un investimento significativo per il nostro bilancio e di un lavoro di montaggio (e poi smontaggio) che si aggiunge a quello delle tribune del Campo di Gara – afferma il Presidente Cardini – ma abbiamo la certezza che questa soluzione renderà la manifestazione ancora più attraente e piacevole, esaltandone la bellezza”.

Reduce da un 2016 memorabile, in cui ha festeggiato i 50 anni di storia e le 60 carriere, anche con un’edizione straordinaria che, al successo di Cavone nella sfida di marzo, ha aggiunto quello de Le Fonti nella rivincita di giugno, il Palio dei Somari 2017 prenderà ufficialmente il via nel pomeriggio di sabato 11 marzo con il primo, tradizionale appuntamento. In entrambi i week end (11 – 12 e 18 – 19) un servizio navetta gratuito collegherà sia il pomeriggio sia la sera i parcheggi ed i punti di raccolta più distanti con il centro storico, agevolando l’afflusso degli ospiti e decongestionando la circolazione nella zona nevralgica della festa. Il bus fermerà, tra l’altro, in Piazza Falcone, al parcheggio antistante la Ferrovia, in Piazza della Libertà e in Piazza Alessandrini.


“Una manifestazione autentica, perfettamente godibile da ogni visuale che ha come scenario un borgo medievale meraviglioso. Anche con questo appuntamento, che cresce in qualità anno dopo anno, si dimostra l’estrema vivacità del territorio senese” – è questo il commento del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani intervenuto insieme al consigliere Simone Bezzini alla presentazione dell’edizione numero 51 del Palio dei Somari di Torrita.

Come hanno spiegato il sindaco di Torrita, Giacomo Grazi, Yuri Cardini, presidente Sagra di San Giuseppe, titolare della manifestazione, Alessandro Guazzini, consigliere Sagra San Giuseppe, Federica Goti, consigliera senese del consiglio Giochi storici regionale, l’obiettivo della manifestazione è quello di celebrare oltre mezzo secolo di storia tra tradizione e novità.

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La storia del Palio raccontata attraverso gli abiti

Il Palio dei Somari di Torrita di Siena non è solo la gara sul tufo disputata dalle otto contrade della città, ma è anche aggregazione, entusiasmo e rievocazione storica. Nei…

Il Palio dei Somari di Torrita di Siena non è solo la gara sul tufo disputata dalle otto contrade della città, ma è anche aggregazione, entusiasmo e rievocazione storica. Nei giorni del Palio, il palazzo comunale, la chiesa SS. Flora e Lucilla, Piazza Matteotti fanno da cornice ad una serie di spettacoli che ripercorrono gli anni in cui il castello di Torrita era conteso tra Siena e Perugia perché considerato territorio fertile e ricco.

Nel 1358, infatti, il Comune di Perugia, a seguito di una cocente sconfitta con Siena, cercò di conquistare Torrita. I perugini inviarono nel campo avverso il guanto di sfida e vedendo avanzare il nemico, Anichino, condottiero di ventura stabilitosi a Torrita, uscì dalle mura del castello, ma i perugini, in superiorità numerica, circondarono i mercenari senesi e catturarono Anichino provocando la ritirata delle milizie. La contesa tra le città di Perugia e Siena si concluse a Firenze nel 1359. Le due città, debilitate dai costi delle battaglie, dalle devastazioni delle milizie mercenarie e dalle loro richieste di ingenti somme di denaro per interrompere i saccheggi, dettero esecuzione ad un accordo già sottoscritto ad Arezzo nel 1358 che stabiliva una limitata autonomia di Montepulciano, mentre Perugia doveva ritirarsi da molti castelli conquistati in Valdichiana.

Ed è proprio dalla vicenda del 1358 che parte la storicità e la spettacolarità del Palio dei Somari di Torrita. Quell’Anichino che richiamava l’attenzione dei torritesi, quel rullio dei tamburi e quello squillare di chiarine che risuonavano nei borghi, quello sventolare di bandiere che coloravano il cielo sopra Torrita, rappresentano tutt’oggi un segnale inconfondibile per i torritesi pronti a combattere e a festeggiare come fecero i loro antenati dal 1358 al 1425.

Ovviamente come in tutte le feste che si rispetti non può mancare un corteo che gioiso sfila per le vie del paese e anche Torrita ha il suo. Un corteo imponente ed elegante che da 51 anni, la mattina della giornata del palio, sfila in maniera impeccabile per i borghi del centro storico e che con i suoi abiti riesce a raccontare l’origine della manifestazione, dagli anni di Anichino e del Podestà, fino agli anni ’60 quando un gruppo di torritesi dette inizio a tutto.

Francesca Ardanese, componente della Commissione Corteo Storico, mi spiega che il corteo  che tutt’oggi sfila per le vie del paese si inserisce proprio in quel lontano 1425 quando Torrita era in festa per la liberazione del castello e la consacrazione della Chiesa di SS. Flora e Lucilla. Abiti rinascimentali preziosi e imperiali tirati a lustro per farsi ammirare nella sua bellezza e rendere la manifestazione ancora più ricca dal punto di vista storico.

La donna, tra il 1400 e il 1500, indossava vesti, lunghe e voluminose, che mettevano in evidenza la vita e scoprivano il seno, reso importante con ampie scollature che variavano a seconda dell’età della dama. Le stoffe si arricchirono rispetto al passato, comparvero infatti sete e velluti molto spessi, a volte intarsiati con oro o argento. Le maniche persero molta della loro ampiezza, diventarono più aderenti e più lunghe, mentre il polsino arrivava fino alla punta delle dita.  Lo strascico rimase solo nelle grandi occasioni cerimoniali, in cui era sorretto dalle damigelle. I vestiti erano spesso composti da due lembi, uno dietro ed uno davanti: la parte anteriore del vestito era composta da due strisce di stoffa che si riunivano all’altezza del busto, e sopra erano tenute insieme da nastrini abbottonati.

Gli abiti degli uomini tendevano a mettere in evidenza la linea del corpo scoprendo tutte le forme. I giovani preferivano vestire con una specie di giaccone, detta guarnacca, e una cinghia in vita. Più tardi la guarnacca prese il nome di farsetto, il giaccone diventò più attillato e venne arricchita con pieghe che si aprivano per lasciar vedere le calzebrache. Spesso le calze erano di colore diverso e poteva essere di panno, velluto o seta.

Dettagli, stoffe e materiali pregiati, sono i particolari che non devono assolutamente mancare in un corteo storico perfetto che cerca di rispecchiare i canoni dell’epoca.

Francesca mi dice che negli anni gli abiti del corteo torritese sono stati oggetto di studio da parte della Commissione Corteo Storico e dalle sarte di contrade. Molte le ricerche filologiche fatte con lo scopo di ricostruire modelli sempre più precisi di quell’epoca per fornire alla manifestazione la giusta collocazione storica e lasciare una testimonianza della moda del tempo. Grazie a queste ricerche il corteo storico si è arricchito di nuovi abiti e infatti, domenica 19 marzo giorno del Palio, sfileranno per la prima volta, nel corteo del Comune insieme ai tamburini, alle chiarine e agli sbandieratori, l’abito del Podestà, delle ancelle e dei soldati con gli scudi ricostruiti fedelmente sia nelle fattezze che nei materiali.

Ciò che più affascina del Palio dei Somari, oltre alla corsa, è l’innegabile tuffo nel passato che gli organizzatori di questo evento riescono a regalare al pubblico. Nonostante la manifestazione abbia avuto una naturale evoluzione, l’atmosfera che si crea a Torrita nei giorni del palio è pregna di storia, notizie e aneddoti che non per forza rimandano ai tempi di Anichino, Ghino di Tacco, Podestà e Ancelle, ma che vivono nella mente della gente, che orgogliosa racconta le sue origini attraverso questa festa.

Gli abiti storici del corteo sono in mostra nei locali della Biblioteca Comunale insieme alla consueta mostra retrospettiva che quest’anno diventa multimediale guardando indietro ai 50 anni di storia del Palio.

Sitografia:

http://www.italiadonna.it/public/percorsi/01052/0105254b.htm

http://ilmondodiaura.altervista.org/RINASCIMENTO/ABBIGLIAMENTO1400.htm

www.comunetorritadisiena.it

 

 

 

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Palio dei Somari, la storia s’impara fin da piccoli

Archiviato con un bilancio più che positivo il primo fine settimana della 61esima edizione del Palio dei Somari, l’intenso programma è continuato al Teatro degli Oscuri, dove i protagonisti sono…

Archiviato con un bilancio più che positivo il primo fine settimana della 61esima edizione del Palio dei Somari, l’intenso programma è continuato al Teatro degli Oscuri, dove i protagonisti sono stati gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Torrita.

Dopo lo spettacolo della rievocazione storica, l’estrazione delle batterie eliminatorie, i gustosi piatti delle Taverne allestite dalle otto contrade, la magica esibizione degli artisti di strada, le coinvolgenti melodie folk, il rullio dei tamburi e gli squilli delle chiarine suonate delle giovani leve del gruppo tamburini e sbandieratori, spazio agli alunni delle scuole che con i loro canti, le loro danze e i loro racconti hanno fatto emozionare il pubblico del teatro degli Oscuri.

L’Associazione Sagra San Giuseppe, da sempre molto attenta al mondo dei giovani e delle scuole, anche quest’anno attraverso la collaborazione dei volontari e delle maestre dell’Istituto hanno realizzato un viaggio nella storia del Palio torritese ricostruendo il periodo storico in cui si colloca la manifestazione.

La serata all’insegna della storia e della musica è stata aperta dagli alunni della scuola dell’infanzia Arcobaleno e Mago Burletto, che sul palco degli Oscuri hanno eseguito canzoni popolari come ‘Torrita paese diletto’ e ‘La Rosina bella’, canti che hanno segnato generazioni di torritesi e che tutti in occasione della tanto attesa festa cantano ed intonano con allegria e spensieratezza.

Poi è stata la volta degli alunni delle primarie, classe quinta tempo pieno, che hanno realizzato attraverso melodie contemporanee canzoni dai contenuti strettamente connessi alla festa del Palio. Nello scenario naturale di Piazza Matteotti, gli alunni si sono esibiti in danze medievali, facendo balzare Torrita e i torritesi di colpo indietro nei secoli in un’atmosfera magica e suggestiva.

Dopo la Piazza, il teatro degli Oscuri è tornato di nuovo protagonista e a salire sul palco è toccato gli alunni del tempo prolungato della secondaria di primo grado che insieme alla Commissione Corteo Storico sono stati coinvolti nei lavori di ricerca e riscostruzione storica con lo scopo di rendere i bambini parte attiva nell’organizzazione di un Corteo Storico.

Con un testo riadattato per la serata dalla maestra Cristina Nannotti, gli alunni della secondaria hanno ripercorso, attraverso il racconto, i 70 anni tra la presa del Castello di Torrita, da parte delle truppe perugine, avvenuta nel 1358, fino alla liberazione avvenuta nel 1425 celebrata con una grande festa e un grande corteo storico. Gli alunni, insieme alla commissione Corteo Storico hanno condotto uno studio sulla storia degli abiti di quegli anni, e una ricerca minuziosa e attenta, ha permesso ad uno storico e ad una costumista di ricostruire fedelmente l’abito del Podestà, delle ancelle e dei soldati con gli scudi, anch’essi ricostruiti fedelmente sia nelle fattezze che nei materiali. Gli abiti mostrati durante la serata sfileranno nel corteo storico del Comune, insieme a tamburini, chiarine e sbandieratori, per la prima volta domenica 19 marzo 2017, in occasione della corsa della 61esima corsa sul tufo.

Grazie a tutte le edizioni della serata dedicata ai più piccoli, negli anni si è venuto a formare un patrimonio straordinario realizzato dagli alunni delle scuole e che attraverso un progetto ‘È il nostro palio’, Torrita vuole realizzare una pubblicazione che raccolga tutto il materiale, non solo per la formazione didattica, ma come esperienza reale.

La serata si è conclusa con i ringraziamenti da parte dell’Associazione Sagra San Giuseppe a tutti i volontari per il prezioso tempo dedicato a questo progetto, alla presidente dell’Istituto Comprensivo Parini Silvia Maria Corbelli, alle insegnanti e a tutti i genitori e alunni dell’Istituto.

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Le Taverne del Palio dei Somari 2017

Il Palio dei Somari di Torrita di Siena si correrà domenica 19 marzo, proprio nella giornata intitolata a San Giuseppe, il patrono a cui è dedicata la festa. Come da…

Il Palio dei Somari di Torrita di Siena si correrà domenica 19 marzo, proprio nella giornata intitolata a San Giuseppe, il patrono a cui è dedicata la festa. Come da tradizione, però, la marcia di avvicinamento alla sfida tra le otto contrade della cittadina è scandita da alcuni importanti appuntamenti. Uno dei più apprezzati è sicuramente quello delle Taverne, che si svolgono il weekend precedente alla corsa e che attirano centinaia di visitatori, oltre a riunire tutta la cittadinanza torritese tra i vicoli del centro storico.

Quest’anno la nostra redazione è tornata a visitare le Taverne, per raccontare il lavoro dei contradaioli che preparano piatti e specialità della cucina tipica locale, attraverso dei punti di ristoro disseminati per tutto il centro storico. Subito dopo l’estrazione delle batterie eliminatorie e la prima sfilata del corteo storico, abbiamo cominciato il tour alla scoperta dei piatti più gustosi delle contrade di Torrita di Siena: ecco le fotografie e il racconto della serata!

Il tour delle Taverne comincia con “Pagone”, il punto dedicato agli aperitivi, gestito dalla Contrada Porta a Pago. Nella prima tappa del nostro percorso siamo accolti dal Presidente e dagli addetti alla cucina e ai tavoli, che ci presentano i loro piatti: i classici crostini e la zuppa in crosta, ovvero un minestrone contadino all’interno di un panino. Un ottimo modo per cominciare la serata!

La seconda tappa del tour enogastronomico delle Taverne ci porta alla “Cripta”, dove si trova anche la sede della Contrada Cavone. Inganniamo l’attesa con un bicchiere di vino, mentre le massaie terminano l’impiattamento: arriva poi il momento dei pici, il primo piatto che non può mancare in una festa tradizionale del nostro territorio!

Ancora una volta i pici sono protagonisti per la terza tappa del tour: arriviamo infatti alla “Taverna della Nencia”, percorrendo le vie esterne del centro storico, dove tanti altri piatti (conditi da ragù o da aglione) sono pronti ad aspettarci. La taverna è gestita dalla Contrada Porta a Sole e dalla Contrada Porta Gavina, che hanno unito le forze (e le rispettive cucine) per far fronte alla grande affluenza.

Giunti a metà del percorso, ci gettiamo sui secondi piatti: il percorso ci riporta verso la piazza centrale di Torrita, dove la Contrada Refenero gestisce la “Taverna dei Ghiotti”. I ragazzi non si fanno pregare e ci mostrano i pentoloni dove fanno cuocere le loro prelibatezze: scottiglia di cinghiale con pulezze. Ancora una volta, accompagnati da un buon bicchiere di vino!

La folla di ragazzini di fronte al “Braciere della Piana” ci blocca per qualche minuto, ma non ci facciamo intimidire! Grazie alle energie (e alle calorie) accumulate fino a questo momento, riusciamo a farci largo fino a raggiungere la brace della Contrada Stazione e a immortalare i cotnradaioli impegnati alla griglia. Un morso ai bocconi di salsiccia e pane, e siamo pronti al gran finale!

Eccoci giunti alla fine del viaggio: all’Osteria di Giano è il momento di assaporare i dolci e le classiche frittelle, degna conclusione di una bella serata passata in compagnia delle contrade di Torrita di Siena. La taverna gestita dalla Contrada Le Fonti e dalla Contrada Porta Nova, che si trova proprio in Piazza Matteotti, è anche il punto in cui poter brindare con un bicchiere di vin santo o un assaggio di vino speziato. Buon Palio dei Somari a tutti!

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I fantini del Palio dei Somari: curiosità e domande

Manca soltanto un giorno alla corsa del 58° Palio dei Somari e i fantini si preparano a contendere la vittoria finale! Durante le tradizionali cene propiziatorie del venerdì abbiamo fatto…

Manca soltanto un giorno alla corsa del 58° Palio dei Somari e i fantini si preparano a contendere la vittoria finale! Durante le tradizionali cene propiziatorie del venerdì abbiamo fatto il giro delle contrade di Torrita per raccogliere impressioni e retroscena dagli otto fantini, che ci hanno lasciati con molte curiosità e domande… le risposte saranno svelate in diretta durante la trasmissione!

Porta a Sole: sapete qual’è il soprannome del fantino?

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Stazione: sapete qual’è il rito scaramantico del vittorioso fantino?

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Refenero: qual’è il portafortuna del fantino per tornare a far vincere l’armata bianco blu?

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Porta Gavina: qual’è la parola magica del fantino?

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Porta a Pago: chi è il misterioso fantino?

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Porta Nova: quanti palii ha già vinto Alessandro?

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Cavone: qual’è il famoso soprannome del fantino?

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Le Fonti: i biancorossi schierano sul tufo Gabriele, qual’è il suo soprannome?

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Le risposte a queste e a tante altre domande della 58° Edizione del Palio dei Somari durante la trasmissione di sabato 21 marzo (dalle ore 21) e domenica 22 marzo in diretta su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre): da non perdere!

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Palio dei Somari di Torrita: Fosco Tornani nuovo presidente

Il 6 ottobre 2014 è stato nominato il nuovo presidente del Comitato Associazione Sagra San Giuseppe di Torrita di Siena. A ricoprire la carica il Sig. Fosco Tornani, un gradito…

Il 6 ottobre 2014 è stato nominato il nuovo presidente del Comitato Associazione Sagra San Giuseppe di Torrita di Siena. A ricoprire la carica il Sig. Fosco Tornani, un gradito ritorno sugli scranni dell’Associazione che organizza il Palio dei Somari.

Tornani, di fatto, ha già ricoperto la carica nel periodo novembre 2006-giugno 2009. Fosco Tornani, accettando la carica, ha ringraziato tutti i membri del Comitato, augurando un proficuo lavoro organizzativo già in vista del Palio di marzo 2015, 58°edizione.

Il Palio dei Somari nacque nel 1966 per iniziativa di un gruppo di Torritesi che vollero creare una festa popolare in onore di San Giuseppe (patrono dei falegnami), date che a Torrita di Siena la lavorazione del legno era ed è tutt’oggi un’attività molto diffusa. L’intento della festa era quello di esaltare due componenti del lavoro dell’uomo: la fatica e la semplicità.

A contendersi il Palio, vi sono le otto contrade di Torrita: Porta a Pago, Porta a Sole, Porta Gavina, Porta Nova, Le Fonti, La Stazione, Refenero e Cavone, tutte con i proprio colori e il proprio stemma.

Per l’occasione vi riproponiamo il nostro speciale Speciale Palio dei Somari 2014

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Alessio Benvenuti, tra classicità e modernità, un sogno divenuto realtà

Intervista al musicista torritese, Alessio Benvenuti, che oltre alla sua straordinaria carriera ci ha parlato di “Aria”, il suo progetto divenuto realtà grazie alla sua tenacia, bravura e a Francesca…

Intervista al musicista torritese, Alessio Benvenuti, che oltre alla sua straordinaria carriera ci ha parlato di “Aria”, il suo progetto divenuto realtà grazie alla sua tenacia, bravura e a Francesca Del Toro, giovane ed eccellente ballerina, torritese anche lei.

Classe 1976, torritese doc, Alessio Benvenuti ha iniziato a suonare a tre anni, la sua passione per la musica gli è stata trasmessa dal padre ed è divenuta la sua ragione di vita. La Valdichiana.it ha incontrato Alessio Benvenuti durante lo spettacolo delle eccellenze torritesi, serata organizzata dall’Associazione Sagra San Giuseppe, durante la 57^ edizione del Palio dei Somari.

“Ho mosso le dita all’inizio sulla tastiera di un pianoforte, anzi, come molti dicono per miracolo durante la messa di Natale sull’harmonium della chiesa, suonando ad orecchio il motivo della Alleluja”- così è iniziata l’intervista ad Alessio Benvenuti, che ci ha raccontano come è nata questa sua passione per la musica e che mano a mano è diventata la sua passione, non che lavoro. – “Il violino mi fu poi consigliato dalla mia professoressa Ivette Grigorian, ed intrapresi quel nuovo cammino pochi mesi dopo aver iniziato con il pianoforte e da allora ho sempre portato i due strumenti avanti insieme. L’amore per la musica me l’ha trasmesso mio padre che insieme alla mia famiglia mi ha sempre seguito negli studi e nella vita, incoraggiandomi sempre, con quell’amore che solo un padre o una madre sanno dare ai propri figli. Importantissimo anche l’appoggio e l’aiuto che ogni giorno mi danno mia sorella Sara e mia moglie Natalia in tutto ciò che faccio”.

Alessio ha avuto la fortuna di studiare con grani ed importanti maestri della musica, da Uto Ughi a Guido Agosti, insegnante di pianoforte, che discendeva direttamente dalla scuola di Liszt, di George Enescu e di Chopin, andando ancora più indietro, compositori immortali della storia della musica classica.

“La possibilità di studiare con queste persone, oltre che essere una grande fortuna, rappresenta, in qualche modo, un ponte tra quella generazione e quella futura”. – ci spiega Alessio

D: Hai collaborato con prestigiose Istituzioni, cosa ti hanno dato tutte queste esperienze, oltre la crescita personale e culturale?

R: “Ho girato il mondo in lungo ed in largo, suonando per gente di tutte le età, di tutte le etnie, con usi e costumi totalmente differenti tra di loro ed ho sempre cercato di arricchire con questo il mio bagaglio culturale. Non mi dimentico mai però di essere italiano, il nostro paese ha forse il più grande patrimonio artistico, culturale, musicale del mondo, l’Italia è la casa dell’opera: il pianoforte è stato “inventato” a Firenze, Bartolomeo Cristofori lavorava presso la corte dei Medici ed inventò il “gravicembalo con il piano e il forte”. – continua Alessio – “A Cremona il violino, a Milano la Scala, abbiamo un patrimonio talmente grande, anche in Toscana, che solamente respirare l’aria italiana ti arricchisce culturalmente. La crescita personale è quella che ci ha dato il nostro territorio, la storia della nostra gente, perchè bisogna sempre capire da dove veniamo per andare avanti, il nostro passato parla da solo. Quello che tutto ciò mi ha dato è stato fondamentalmente per rimanere sempre e comunque la persona che sono, semplice ed umile e che porta sempre le sue radici nel cuore ovunque vada”.

Alessio Benvenuti, in questo periodo, sta lavorando, insieme a Francesca Del Toro, ballerina torritese reduce dalla trasmissione di Amici di Maria De Filippi dell’ultima edizione, ad un nuovo progetto che si chiama Aria. L’idea nasce proprio dall’incontro tra questi due artisti di eccezione e dall’unione di queste due personalità, Alessio e Francesca, differenti, ma in un certo senso speculari, che unendo la musica classica alla danza moderna danno vita alla sintonia perfetta tra musica e movimento, utilizzando una sottile linea immaginaria, che unisce passato e presente, per proiettare questa magia nel futuro e far si che la musica e ballo diventino una cosa sola.

Francesca Del Toro

Francesca Del Toro

“Qualcuno ha voluto che incontrassi Francesca del Toro, mia vicina di casa, a me quasi sconosciuta fino ad un paio di mesi fa. Ho trovato una persona straordinaria, ma non per il fatto che balla benissimo, straordinaria per quello che è, una persona semplice, di una educazione esemplare, una persona che poteva davvero affiancarmi in qualcosa di nuovo e meraviglioso. – è il commento all’incontro con Francesca Del Toro, Alessio ha poi continuato nello spiegarmi di cosa si tratta ARIA – “Aria è uno spettacolo che porteremo in giro per l’Italia, in Europa e nel Mondo. Ed è solo l’inizio di un progetto triennale, ho già incaricato il compositore Michele Lanari di scrivere la colonna sonora per Aria 2.0. Sono estremamente felice di ciò che sta diventando Aria, un qualcosa che è nato per gioco e che cresce giorno dopo giorno. Sono oltremodo felice che sia Francesca del Toro ad accompagnarmi in questa avventura”.

D: In che modo si possono unire musica e movimento facendoli diventare una cosa sola?

R: “La musica è in realtà movimento, le note si muovono, i ballerini si muovono, è già di per se un naturale coinvolgimento. Il difficile in questo caso è l’unione di musica classica con la danza contemporanea, ed ancora più difficile se si pensa che tutto lo spettacolo sarà sostenuto solamente da due persone. Coordinare ogni movimento della ballerina con ogni nota che uscirà dal pianoforte, questo è lo scopo, perché si fondano in un unione perfetta”.

D: Come sono stati scelti i brani del progetto ARIA?

R:“Tutto è nato da ciò che a me trasmette uno dei brani di musica classica più perfetti che io conosca, l’aria di apertura delle “Variazioni Goldberg” di Bach. Un pezzo puro scritto tra il 1741 ed il 1745, ma di una modernità incredibile, se lo si ascolta si può pensare veramente che sia stato scritto ieri. Tutti i brani scelti per Aria sono molto sottili, ma allo stesso tempo profondi, raccontano l’amore, la vita, la natura, lo show, si apre e si chiude con lo stesso brano, 55 minuti, un racconto, come il racconto di una giornata, o quello di tutta una vita”.

Aria, 17 maggio teatro Montefollonico

Aria, 17 maggio teatro Montefollonico

Lo spettacolo Aria debutta il 17 maggio prossimo al teatro di Montefollonico, ma le date in trattativa sono davvero moltissime, dalla Francia alla Spagna.

“ Ed un sogno che si sta realizzando, quello di essere i due italiani invitati dall’Istituto Italiano di Cultura in Cina ed Hong Kong per rappresentare l’Italia durante i festeggiamenti per la Festa della Repubblica”. – racconta Alessio.

“Aria è un sogno, in realtà, e come tutti i sogni è nato per gioco, ma a differenza di tanti altri sogni questo si sta realizzando e sta diventando reale”. Sono queste le parole con cui Alessio Benvenuti ha concluso la nostra interessante e lunga intervista. A questo punto non ci resta che aspettare il 17 maggio per vedere il debutto di questo grande spettacolo, che si preannuncia un’opera eccellente, un prezioso incontro tra musica e danza, tra classicità e modernità.

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Il Palio è lacrime e sorrisi, vita e gioia, emozione e passione!

La credenza popolare vuole che a Siena, osservando attentamente il cencio dipinto, si possa fare supposizioni- previsioni su quale sarà la contrada vincitrice. Guardando il Palio dipinto da Daniele Righi…

La credenza popolare vuole che a Siena, osservando attentamente il cencio dipinto, si possa fare supposizioni- previsioni su quale sarà la contrada vincitrice. Guardando il Palio dipinto da Daniele Righi Ricco, ho fatto un po’ la stessa cosa che avrebbe fatto un senese di fronte al drappo. E’ un caso che in primo piano ci siano due sbandieratori, uno della contrada Refenero e uno della contrada Stazione? Ed è forse un altro caso che in alto a sinistra i due somari rappresentati siano uno di colore marrone e uno di colore azzurro?

Bah.. chi lo sa.. Mistero! Fatto sta che è stata proprio una contrada con il colore blu nella bandiera ad aggiudicarsi il somaro più veloce. Un Palio del genere, all’insegna della pioggia, è stata un po’ un’esclusiva. Non che gli altri anni il tempo ci abbia particolarmente assistito, ma quest’anno si è proprio impegnato di brutto! Forse sarà stato proprio il diluvio che ha annaffiato somari, fantini, spettatori, che ha permesso alla contrada tricolore di aggiudicarsi il 10° Palio.

L’accoppiata vincente Nuvola-Ferrari, non ha avuto un attimo di esitazione, e come un’impavida guerriera, ha sfidato la pioggia persistente portando la contrada alla vittoria. Nella batteria finale, non c’è stata storia. Le altre contrade che gareggiavano con la Stazione, Porta Nova, Le Fonti, Refenero e Porta a Gavina, sono rimaste troppo indietro… Spighetto ha fatto mangiare la polvere a tutte loro! Che poi, Polvere.. Boh, forse “schizzi d’acqua” rende più l’idea. Le altre contrade, sono uscite amareggiate dalla competizione.

Porta Nova sperava di vincere, non contenta dei tanti premi portati in sede quest’anno. Primo tra tutti, la vittoria del torneo di Subbuteo con l’impavido Nico Faralli, poi il premio lo “Sfoggiato”, come contrada il cui corteo storico ha meglio interpretato lo spirito della manifestazione, e infine il premio per i migliori Sbandieratori, Paolo Betti ed Edoardo Boni, già vincitori del medesimo premio nell’anno 2013. Questi due ragazzi hanno incantato la piazza con la loro esibizione fresca, piena di vitalità e di innovazione. Che dire bravi ragazzi! Refenero continua invece la tradizione di eterni non-vincitori, il leone è ancora chiuso in gabbia, al suo posto hanno ruggito di gioia Andrea Bove e Mattia Rossi, che si sono aggiudicati il premio come miglior Tamburini. Complimenti a voi! Giovani e con tanta voglia di fare, ve lo siete proprio guadagnati questo premio!

Il Cavone è stato battuto da Le Fonti nella terza batteria, il Drago non è riuscito ad avere la meglio sul Giano Bifronte, uno scontro questo tra titani: Andrea Peruzzi e Roberto Goracci, sono infatti i fantini più conosciuti a Torrita per le loro innumerevoli vittorie. I somari di Porta a Pago, Porta a Sole e Porta a Gavina, quest’anno, non erano affatto in forma, ma il lato positivo, è che tutte e tre queste contrade provengono da tre vittorie recenti: la contrada GialloBlu ha festeggiato nel 2010, la RossoNera nel 2011 e la VerdeRossa ha portato a casa il Palio straordinario sempre nel 2011.

A parte questa breve descrizione di quello che è stato il Palio 2014, concludo con il dire che è stato uno spettacolo emozionante, come tutti gli anni. E come tutti gli anni, finiti i dieci giorni di festa, quando cala il sipario sulla manifestazione più sentita di Torrita, ogni torritese si sente svuotato, perchè il Palio è lacrime e sorrisi, vita e gioia, emozione e passione: “Perché la terra dei ciuchi è la terra dei ciuchi!” 

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