Consiglio comunale straordinario a Sarteano. A settant’anni dal 24 giugno 1944, suoni, immagini, testimonianze

SARTEANO – A settanta anni esatti dalla liberazione di Sarteano, avvenuta il 24 giugno dell1944, il consiglio comunale si è riunito, in serata, nella piazza principale del paese, subito ribattezzata nel dopoguerra con questa data fatidica.

“Siamo qui, con orgoglio commozione, a ricordare questo importante evento e i suoi protagonisti – ha esordito il sindaco Francesco Landi davanti a un folto pubblico, prima di ribadire – il valore prezioso delle istituzioni democratiche, come questo consiglio comunale, che sono state conquistate con il sacrificio, spesso estremo, di donne e di uomini che lottarono per quei valori di democrazia e di libertà oggi sanciti nella nostra Costituzione”.

La riconoscenza e il ricordo hanno assunto così, proprio nella piazza 24 giugno, un valore ancora più simbolico.

“Sono sentimenti – ha aggiunto il sindaco – che ci legano a tutti quei sarteanesi che combatterono nella guerra di Liberazione, e a tutti i martiri, caduti per darci il diritto di scegliere attraverso il voto da chi essere amministrati, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza davanti alla legge.

Nel corso della seduta è stato votato un ordine del giorno, all’unanimità, per riaffermare i valori della lotta al nazifascismo e contro ogni forma di revisionismo storico. Si sono ascoltate le note immortali di “Bella ciao” e le parole di “Cronaca di un eccidio”, brano tratto dal diario dell’allora parroco di Castiglioncello del Trinoro: il resoconto dei tragici eventi accaduti nella frazione.

Nell’occasione è stato presentato film documentario di circa 30 minuti, realizzato dall’Anpi e dall’Associazione Triora di Chiusi, con la regia Gianluigi Marrati, per conto dell’Unione dei comuni della Val di Chiana. Un lavoro che contiene le testimoniane dei partigiani che operarono nel sud della provincia di Siena in quegli anni, con le musiche di Nicola Piovani.

“Si tratta di una testimonianza cruda, dura, a tratti straziante di quegli eventi – osserva ancora Landi – che serve a ricordare da dove veniamo, per apprezzare ciò che oggi diamo per scontato forse con troppa facilità”.

La seduta-evento è stata possibile grazie al lavoro de Silvia De Bellis, di Mauro Sini e della nuova accademia degli Arrischianti.

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