In seguito al mancato inserimento della secolare Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e ai mancati interventi dopo il grave distaccamento di un grande branca che ha causato uno sbilanciamento fisiologico alla pianta, il comitato SOS Quercia delle Checche ha scritto una lettera al Presidente della Regione Enrico Rossi con delle interrogazioni per ottenere dei chiarimenti.

Di seguito riportiamo le domande inviate al Presidente:

1 – Per quale ragione La Roverella delle Checche, già presente dal 1978 nell’elenco del Corpo Forestale dello Stato, non è stata cooptata nell’Elenco Regionale delle Piante Monumentali, così come tutti gli altri alberi monumentali della nostra provincia per i quali è stata operata la transazione e conseguentemente il vincolo e la tutela che la legge regionale prevede?

2 – Per quale ragione il Comune di Pienza, pur avendo inserito nel Piano Strutturale nel 2008 la Quercia delle Checche tra le priorità ambientali da sottoporre a vincolo non ha proceduto con gli atti amministrativi conseguenti?

3 – Per quale ragione, pur essendo la quercia secolare inserita nel Piano di Gestione del Parco della Val d’Orcia (di cui il Comune di Pienza è socio fondatore fin dal 1989) tra i monumenti da salvaguardare, non è stata adottata alcuna forma di protezione e tutela?

4 – E’ consentito ad un amministratore pubblico, nella fattispecie il Sindaco di Pienza, di non produrre atti di natura pubblica, senza tenere conto delle norme sulla trasparenza?

5 – E’ eticamente corretto che un sindaco ignori la richiesta di confronto avanzata da un gruppo di cittadini, costituitisi in Comitato S.O.S. QUERCIA delle CHECCHE per la consegna della petizione popolare di oltre 1600 firme e per confrontarsi su un percorso condiviso sul futuro della nostra Patriarca, per noi bene comune?

6 – E’ ammissibile che migliaia di cittadini che ritengono di avere a cuore responsabilmente la propria terra, e che dovrebbero essere considerati loro stessi una risorsa non avendo da giocare nessun’altra partita se non quella della salvaguardia di una pianta di 370 anni che per la nostra storia sociale e per la nostra sensibilità costituisce il valore identitario di una intera comunità, debbano rivolgersi alla visibilità dei media, alle redazioni di Striscia la Notizia o delle Iene per avere conto ad un diritto all’informazione e alla partecipazione condivisa che gli viene negato?

La risposta del presidente Rossi non si è fatta attendere ed ha inviato alla Sig. Nicoletta Innocenti, portavoce del Comitato, le dovute spiegazioni ai suoi interrogativi, senza però entrare in merito alle questioni che riguardano la gestione e la competenza comunale, non essendoci, tra Regione e Comune, nessun rapporto gerarchico. Invece, per quanto riguarda il mancato inserimento della Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia, il Presidente ha risposto:

“La quercia non era stata inserita nell’elenco regionale in quanto non era pervenuta fino al 23 settembre scorso alcuna segnalazione da parte del Comune. Tale segnalazione è fondamentale per la Regione per iniziare la procedura d’inserimento nell’elenco, procedura che gli uffici hanno subito attivato all’indomani della segnalazione di fine settembre. – continua il PresidenteDa parte della Regione è stata dedicata grande attenzione alla quercia, in quanto siamo prontamente intervenuti per poter chiudere tutta la procedura amministrativa entro la fine dell’anno, convocando non appena possibile la Consulta tecnica per ottenere il parere di competenza per l’inserimento nell’elenco regionale. Tale parere, risultato favorevole, è stato dato il 10 novembre scorso, seppur richiedendo alcune informazioni aggiuntive (arrivateci il 2 dicembre) al Comune di Pienza.

Al momento – conclude – la pratica è completa e verrà fatto il decreto di inserimento della Quercia delle Checche nell’elenco regionale entro la fine di questo mese. Quando verrà predisposto un similare elenco nazionale, ci premureremo che le piante presenti in quello regionale, vengano trascritte in automatico”.

Il comitato Sos Quercia delle Checche, composto da professionisti, imprenditori, studenti universitari e ogni altra categoria sociale, continua la sua azione per la tutela e contro l’abbandono di questo albero monumentale, scongiurando così il rischio di perderla per sempre, perchè la pianta non rappresenta solo un bene ambientale ma anche un valore affettivo.

“Un gruppo – dice Nicoletta Innocenti – che intorno alla Quercia delle Checche ha catalizzato amore e affettività per il proprio territorio. Per noi è totalmente incomprensibile per quale ragione tante energie positive non debbano essere considerate una bella risorsa. Un percorso sinergico e condiviso tra cittadini e amministratori locali che avrebbe potuto divenire un interessante prototipo per la nostra valle. Ci saranno a breve da assumere decisioni importanti per la quercia, non solo l’istituzione di un comitato tecnico scientifico che valuti i rischi ed eventuali interventi, ma anche l’elaborazione di nuove e più rispettose tecniche di fruizione dell’area, iniziative per la salvaguardarla e valorizzarla allo stesso tempo”.

Il comitato ha anche in progetto l’elaborazione di un prodotto editoriale sulla storia sociale e botanica della pianta, con possibilità di interfacciare scuole elementari e medie con il territorio per costruire un percorso didattico al fine di creare nuova sensibilità e attenzione verso le piante storiche e il mondo vegetale in genere.

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