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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: comitato sos quercia delle checche

Continuano le azioni per la salvaguardia del patriarca della Valdorcia

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno…

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno dei suoi rami principali. Da Ferragosto ad oggi le azioni a difesa di questo grande patriarca non si sono placate, dimostrando una grande attenzione spontanea e un profondo attaccamento a quello che può essere definito come un elemento identitario del nostro territorio.

Alla ferita di Ferragosto hanno fatto seguito la formazione di un comitato (S.O.S. Quercia delle Checche), le operazioni di salvataggio, la richiesta di inserimento nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana e addirittura un rave party durante la fine della stagione estiva. Una lunga sequenza di eventi che ha visto protagonista la Quercia delle Checche, e che ha portato ulteriori sviluppi.

Lo scorso 15 gennaio, cinque mesi dopo la prima ferita, si è riunito un comitato tecnico-scientifico a Pienza, composto da esperti e consulenti, con lo scopo di elaborare le strategie più efficaci per tutelare, monitorare e salvaguardare la Quercia delle Checche. L’organismo è stato convocato dall’amministrazione comunale di Pienza, che ha anche trovato un accordo con la proprietà del terreno su cui sorge l’albero per delimitare l’area.

Anche il comitato “SOS Quercia delle Checche” ha inviato due delegati al “summit”: Valido Capodarca e Nicoletta Innocenti. Pubblichiamo un estratto della cronaca dell’incontro, redatto dal comitato, relativo alle considerazioni dell’esperto Daniele Zanzi sullo stato della pianta:

Zanzi ci è da subito sembrato persona di grandissimo spessore professionale, oltreché persona estremamente empatica e disponibile. Ha esposto sul posto una serie di valutazioni accurate, indagando in primis sulle possibili cause che possono aver causato il distacco. In ragione dell’esame condotto sulle immagini prima che evidenziavano la presenza di legno discolorato in prossimità della rottura, e sull’esame diretto Zanzi ritiene con ragionevole probabilità che si sia trattato di “disseccamento di legno umido” ovvero depletamento causato da un evento precedente con conseguente batteriosi dal forte potere alcalinizzante con valori di ph non inferiori a 8,5. La questione in realtà è più complessa ed è legata al fisiologico deperimento di ogni essere vivente che, paradossalmente, in “un bellissimo esemplare, direi unico”, in uno stato di salute ancora buono e vigoroso, può generare meccanismi di difesa paradossi. Zanzi ha evidenziato come rischio maggiore, più ancora che l’effettiva stabilità della pianta, la possibilità che un analogo evento possa riprodursi nell’altra lunga branca verso sud, se non sostenuta e accuratamente monitorata. Ha suggerito poi il taglio del moncone, o comunque una rifilatura della ferita al fine di “asciugarla”, ovvero fare in modo che la maggiore presenza di ossigeno ostacoli possibili aggressioni patogene.

In seguito alla valutazione di Zanzi sulla Quercia delle Checche la riunione del comitato tecnico-scientifico si è spostata al Comune di Pienza, assieme al sindaco e il vicesindaco Colombini. Sono state concordate le procedure per la salvaguardia della pianta, tramite l’apposizione di materiale cippato e di compostaggio, oltre a intervenire con puntellature si più punti per scongiurare il rischio di altri eventi. Inoltre è stata concordata una recinzione tramite una staccionata, l’apposizione di pannelli informativi e lo spostamento della branca tagliata che rimarrà come memoria storica di quanto accaduto a Ferragosto. Il comitato ha proposto di negoziare con la proprietà del terreno un’area più vasta di quella attualmente circoscritta, anche in considerazione del possibile utilizzo di diserbanti sull’area in cui insistono le radici della pianta; inoltre, ha ribadito la disponibilità ad attivare un crowdfunding per implementare il fondo istituzionale per l’esecuzione di interventi di mantenimento e di una pubblicazione monografica sulla Quercia delle Checche. L’incontro si è concluso con l’impegno di redigere una relazione tecnica sugli interventi da eseguire, con relativo impegno di spesa.

In attesa di nuove riunioni del comitato tecnico-scientifico, con la speranza che possa diventare un organismo stabile per il monitoraggio e la tutela dell’albero, la Quercia delle Checche ha conseguito altre importanti vittorie. Lo scorso dicembre è stata infatti inserita nell’elenco regionale degli alberi monumentali, uno speciale albo che permetterà di attivare più facilmente strategie di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, riconoscendone di fatto l’importanza storica e culturale. Il Comune di Pienza, inoltre, ha in programma la realizzazione di un percorso naturalistico lungo il fiume Orcia, tra Bagno Vignoni e Spedaletto: vedremo se anche la Quercia delle Checche farà parte del progetto di tutela e valorizzazione.

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

Nel frattempo il comitato “SOS Quercia delle Checche” continua la sua azione: il gruppo su Facebook ha oltrepassato 3.800 membri ed è una fonte di informazioni costante sull’albero, oltre a permettere agli utenti di condividere le foto sull’amato patriarca e favorire la partecipazione dal basso. Il suo scopo è quello di informare la popolazione residente e tutti coloro che amano questo territorio, sollecitare le istituzioni affinché vigilino sulla tutela della pianta, coordinare azioni e interventi, progettare una pubblicazione per celebrare il valore storico, botanico e simbolico della Quercia delle Checche.

La petizione su Change ha raggiunto 1.560 firmatari, segno di un interesse diffuso per le sorti della Quercia delle Checche. L’impressione è quella di trovarsi di fronte a una cittadinanza attiva che ha fatto causa comune a difesa di un elemento di identità culturale e di memoria storica del nostro territorio e che potrebbe sostenere tutte le azioni amministrative, politiche e sociali per la salvaguardia del tanto amato “Patriarca della Valdorcia”.

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La Quercia delle Checche diventa Albero Monumentale della Toscana

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della…

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della Toscana.

L’albero si trova nel Comune di Pienza, in Val d’Orcia, e vanta un’altezza di 22 metri e una circonferenza di 4,5 metri, per un’età stimata di 350 anni. Da tempo è considerata un’attrazione per turisti e appassionati e la popolazione locale ha dimostrato più volte di averne a cuore le sorti, specialmente nei recenti casi di cronaca riguardanti il cedimento di un ramo e il rave abusivo svoltosi a poca distanza dalla pianta lo scorso settembre.
Durante l’autunno, infatti, sia il Comitato SOS Quercia delle Checche che Società Italiana di Arboricoltura si erano mobilitati per far fronte a questi avvenimenti che minacciavano l’integrità della pianta e dell’area in cui si trova.

Lo scorso anno, il Comitato SOS Quercia delle Checche aveva avanzato forti proteste riguardo il mancato inserimento dell’albero nell’elenco degli alberi monumentali regionale, proteste che oggi sembrano aver avuto l’effetto sperato: la richiesta di tutela, inviata alla Regione dal Comune di Pienza nel settembre 2014, oggi ha ricevuto il via libera.

La fama della Quercia come attrazione turistica, rende necessaria l’attuazione di provvedimenti per tutelare la salute della sua struttura e del terreno circostante, per la sicurezza delle persone e dell’ambiente stesso.

È stata inoltre lanciata la proposta di realizzare una pedana in legno e di una recinzione per proteggere l’albero e il terreno dal calpestìo delle persone, che potrebbe comprometterne la stabilità idrogeologica. Tali lavori, nel caso si decidesse di realizzarli, spetterebbero al Comune di competenza.

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Quercia delle Checche, grande attenzione da parte della Regione

In seguito al mancato inserimento della secolare Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e ai mancati interventi dopo il…

In seguito al mancato inserimento della secolare Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e ai mancati interventi dopo il grave distaccamento di un grande branca che ha causato uno sbilanciamento fisiologico alla pianta, il comitato SOS Quercia delle Checche ha scritto una lettera al Presidente della Regione Enrico Rossi con delle interrogazioni per ottenere dei chiarimenti.

Di seguito riportiamo le domande inviate al Presidente:

1 – Per quale ragione La Roverella delle Checche, già presente dal 1978 nell’elenco del Corpo Forestale dello Stato, non è stata cooptata nell’Elenco Regionale delle Piante Monumentali, così come tutti gli altri alberi monumentali della nostra provincia per i quali è stata operata la transazione e conseguentemente il vincolo e la tutela che la legge regionale prevede?

2 – Per quale ragione il Comune di Pienza, pur avendo inserito nel Piano Strutturale nel 2008 la Quercia delle Checche tra le priorità ambientali da sottoporre a vincolo non ha proceduto con gli atti amministrativi conseguenti?

3 – Per quale ragione, pur essendo la quercia secolare inserita nel Piano di Gestione del Parco della Val d’Orcia (di cui il Comune di Pienza è socio fondatore fin dal 1989) tra i monumenti da salvaguardare, non è stata adottata alcuna forma di protezione e tutela?

4 – E’ consentito ad un amministratore pubblico, nella fattispecie il Sindaco di Pienza, di non produrre atti di natura pubblica, senza tenere conto delle norme sulla trasparenza?

5 – E’ eticamente corretto che un sindaco ignori la richiesta di confronto avanzata da un gruppo di cittadini, costituitisi in Comitato S.O.S. QUERCIA delle CHECCHE per la consegna della petizione popolare di oltre 1600 firme e per confrontarsi su un percorso condiviso sul futuro della nostra Patriarca, per noi bene comune?

6 – E’ ammissibile che migliaia di cittadini che ritengono di avere a cuore responsabilmente la propria terra, e che dovrebbero essere considerati loro stessi una risorsa non avendo da giocare nessun’altra partita se non quella della salvaguardia di una pianta di 370 anni che per la nostra storia sociale e per la nostra sensibilità costituisce il valore identitario di una intera comunità, debbano rivolgersi alla visibilità dei media, alle redazioni di Striscia la Notizia o delle Iene per avere conto ad un diritto all’informazione e alla partecipazione condivisa che gli viene negato?

La risposta del presidente Rossi non si è fatta attendere ed ha inviato alla Sig. Nicoletta Innocenti, portavoce del Comitato, le dovute spiegazioni ai suoi interrogativi, senza però entrare in merito alle questioni che riguardano la gestione e la competenza comunale, non essendoci, tra Regione e Comune, nessun rapporto gerarchico. Invece, per quanto riguarda il mancato inserimento della Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia, il Presidente ha risposto:

“La quercia non era stata inserita nell’elenco regionale in quanto non era pervenuta fino al 23 settembre scorso alcuna segnalazione da parte del Comune. Tale segnalazione è fondamentale per la Regione per iniziare la procedura d’inserimento nell’elenco, procedura che gli uffici hanno subito attivato all’indomani della segnalazione di fine settembre. – continua il PresidenteDa parte della Regione è stata dedicata grande attenzione alla quercia, in quanto siamo prontamente intervenuti per poter chiudere tutta la procedura amministrativa entro la fine dell’anno, convocando non appena possibile la Consulta tecnica per ottenere il parere di competenza per l’inserimento nell’elenco regionale. Tale parere, risultato favorevole, è stato dato il 10 novembre scorso, seppur richiedendo alcune informazioni aggiuntive (arrivateci il 2 dicembre) al Comune di Pienza.

Al momento – conclude – la pratica è completa e verrà fatto il decreto di inserimento della Quercia delle Checche nell’elenco regionale entro la fine di questo mese. Quando verrà predisposto un similare elenco nazionale, ci premureremo che le piante presenti in quello regionale, vengano trascritte in automatico”.

Il comitato Sos Quercia delle Checche, composto da professionisti, imprenditori, studenti universitari e ogni altra categoria sociale, continua la sua azione per la tutela e contro l’abbandono di questo albero monumentale, scongiurando così il rischio di perderla per sempre, perchè la pianta non rappresenta solo un bene ambientale ma anche un valore affettivo.

“Un gruppo – dice Nicoletta Innocenti – che intorno alla Quercia delle Checche ha catalizzato amore e affettività per il proprio territorio. Per noi è totalmente incomprensibile per quale ragione tante energie positive non debbano essere considerate una bella risorsa. Un percorso sinergico e condiviso tra cittadini e amministratori locali che avrebbe potuto divenire un interessante prototipo per la nostra valle. Ci saranno a breve da assumere decisioni importanti per la quercia, non solo l’istituzione di un comitato tecnico scientifico che valuti i rischi ed eventuali interventi, ma anche l’elaborazione di nuove e più rispettose tecniche di fruizione dell’area, iniziative per la salvaguardarla e valorizzarla allo stesso tempo”.

Il comitato ha anche in progetto l’elaborazione di un prodotto editoriale sulla storia sociale e botanica della pianta, con possibilità di interfacciare scuole elementari e medie con il territorio per costruire un percorso didattico al fine di creare nuova sensibilità e attenzione verso le piante storiche e il mondo vegetale in genere.

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