La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: Quercia delle Checche

Dove il tempo si ferma: la Val d’Orcia

Se mai qualcuno un giorno dovesse stancarsi di vivere in un posto, in una città, in un piccolo paese di montagna, allora è in quel momento che dovrebbe prendere in…

Se mai qualcuno un giorno dovesse stancarsi di vivere in un posto, in una città, in un piccolo paese di montagna, allora è in quel momento che dovrebbe prendere in considerazione la scelta di trasferirsi in Toscana, precisamente in Val d’Orcia.

È da circa sette mesi ormai che mi trovo qui dopo aver detto addio a Roma per intraprendere un nuovo percorso di studi. Aver lasciato la capitale romana certamente non è stato facile. Come dicono anche i Toscani : ‘Roma è Roma’ , però delle volte serve ritrovare la propria dimensione, il paesino dei sogni arroccato sulla collina per intraprendere uno stile di vita nuovo, a misura d’uomo, badando meno al superfluo, a quella routine inutile che circonda le metropoli e le città industriali. Fu così che non ci pensai due volte quando mi venne data l’opportunità di trasferirmi qui, e godermi in ogni periodo dell’anno i colori che regala la Val d’Orcia , di stagione in stagione.

Come può darci le stesse emozioni uno scorcio tra i vicoli di Pienza o una veduta panoramica sulla Val d’Orcia? Io non credo che si possano provare sempre le stesse sensazioni, anzi! Io sono una di quelle persone che ama ritornare spesso nei soliti luoghi e di volta in volta accorgersi che non è mai lo stesso.

Oggi ad esempio era una bella giornata e dopo il caffè sono partita per scattare alcune foto alle colline della Val d’Orcia. Inutile dirvi quello che si prova ad esser immersi tra queste verdi vallate che sembrano dipinte dalla mano di un pittore. Qui dimentichiamo tutto: l’ora, il dovere, gli amici e forse anche chi siamo.

(cover by Antonio Ruocco)

(articolo e gallery a cura di Alice Mancini)

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Continuano le azioni per la salvaguardia del patriarca della Valdorcia

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno…

Era il 15 agosto 2014 quando la Quercia delle Checche, tra i più antichi alberi d’Italia e simbolo dello splendido paesaggio della Valdorcia, ha subito un grave danno a uno dei suoi rami principali. Da Ferragosto ad oggi le azioni a difesa di questo grande patriarca non si sono placate, dimostrando una grande attenzione spontanea e un profondo attaccamento a quello che può essere definito come un elemento identitario del nostro territorio.

Alla ferita di Ferragosto hanno fatto seguito la formazione di un comitato (S.O.S. Quercia delle Checche), le operazioni di salvataggio, la richiesta di inserimento nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana e addirittura un rave party durante la fine della stagione estiva. Una lunga sequenza di eventi che ha visto protagonista la Quercia delle Checche, e che ha portato ulteriori sviluppi.

Lo scorso 15 gennaio, cinque mesi dopo la prima ferita, si è riunito un comitato tecnico-scientifico a Pienza, composto da esperti e consulenti, con lo scopo di elaborare le strategie più efficaci per tutelare, monitorare e salvaguardare la Quercia delle Checche. L’organismo è stato convocato dall’amministrazione comunale di Pienza, che ha anche trovato un accordo con la proprietà del terreno su cui sorge l’albero per delimitare l’area.

Anche il comitato “SOS Quercia delle Checche” ha inviato due delegati al “summit”: Valido Capodarca e Nicoletta Innocenti. Pubblichiamo un estratto della cronaca dell’incontro, redatto dal comitato, relativo alle considerazioni dell’esperto Daniele Zanzi sullo stato della pianta:

Zanzi ci è da subito sembrato persona di grandissimo spessore professionale, oltreché persona estremamente empatica e disponibile. Ha esposto sul posto una serie di valutazioni accurate, indagando in primis sulle possibili cause che possono aver causato il distacco. In ragione dell’esame condotto sulle immagini prima che evidenziavano la presenza di legno discolorato in prossimità della rottura, e sull’esame diretto Zanzi ritiene con ragionevole probabilità che si sia trattato di “disseccamento di legno umido” ovvero depletamento causato da un evento precedente con conseguente batteriosi dal forte potere alcalinizzante con valori di ph non inferiori a 8,5. La questione in realtà è più complessa ed è legata al fisiologico deperimento di ogni essere vivente che, paradossalmente, in “un bellissimo esemplare, direi unico”, in uno stato di salute ancora buono e vigoroso, può generare meccanismi di difesa paradossi. Zanzi ha evidenziato come rischio maggiore, più ancora che l’effettiva stabilità della pianta, la possibilità che un analogo evento possa riprodursi nell’altra lunga branca verso sud, se non sostenuta e accuratamente monitorata. Ha suggerito poi il taglio del moncone, o comunque una rifilatura della ferita al fine di “asciugarla”, ovvero fare in modo che la maggiore presenza di ossigeno ostacoli possibili aggressioni patogene.

In seguito alla valutazione di Zanzi sulla Quercia delle Checche la riunione del comitato tecnico-scientifico si è spostata al Comune di Pienza, assieme al sindaco e il vicesindaco Colombini. Sono state concordate le procedure per la salvaguardia della pianta, tramite l’apposizione di materiale cippato e di compostaggio, oltre a intervenire con puntellature si più punti per scongiurare il rischio di altri eventi. Inoltre è stata concordata una recinzione tramite una staccionata, l’apposizione di pannelli informativi e lo spostamento della branca tagliata che rimarrà come memoria storica di quanto accaduto a Ferragosto. Il comitato ha proposto di negoziare con la proprietà del terreno un’area più vasta di quella attualmente circoscritta, anche in considerazione del possibile utilizzo di diserbanti sull’area in cui insistono le radici della pianta; inoltre, ha ribadito la disponibilità ad attivare un crowdfunding per implementare il fondo istituzionale per l’esecuzione di interventi di mantenimento e di una pubblicazione monografica sulla Quercia delle Checche. L’incontro si è concluso con l’impegno di redigere una relazione tecnica sugli interventi da eseguire, con relativo impegno di spesa.

In attesa di nuove riunioni del comitato tecnico-scientifico, con la speranza che possa diventare un organismo stabile per il monitoraggio e la tutela dell’albero, la Quercia delle Checche ha conseguito altre importanti vittorie. Lo scorso dicembre è stata infatti inserita nell’elenco regionale degli alberi monumentali, uno speciale albo che permetterà di attivare più facilmente strategie di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, riconoscendone di fatto l’importanza storica e culturale. Il Comune di Pienza, inoltre, ha in programma la realizzazione di un percorso naturalistico lungo il fiume Orcia, tra Bagno Vignoni e Spedaletto: vedremo se anche la Quercia delle Checche farà parte del progetto di tutela e valorizzazione.

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

La bacheca è piena di messaggi di affetto nei confronti della pianta

Nel frattempo il comitato “SOS Quercia delle Checche” continua la sua azione: il gruppo su Facebook ha oltrepassato 3.800 membri ed è una fonte di informazioni costante sull’albero, oltre a permettere agli utenti di condividere le foto sull’amato patriarca e favorire la partecipazione dal basso. Il suo scopo è quello di informare la popolazione residente e tutti coloro che amano questo territorio, sollecitare le istituzioni affinché vigilino sulla tutela della pianta, coordinare azioni e interventi, progettare una pubblicazione per celebrare il valore storico, botanico e simbolico della Quercia delle Checche.

La petizione su Change ha raggiunto 1.560 firmatari, segno di un interesse diffuso per le sorti della Quercia delle Checche. L’impressione è quella di trovarsi di fronte a una cittadinanza attiva che ha fatto causa comune a difesa di un elemento di identità culturale e di memoria storica del nostro territorio e che potrebbe sostenere tutte le azioni amministrative, politiche e sociali per la salvaguardia del tanto amato “Patriarca della Valdorcia”.

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La Quercia delle Checche diventa Albero Monumentale della Toscana

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della…

Dopo mesi passati al centro di molte discussioni e polemiche, la Quercia delle Checche è stata messa sotto protezione dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nell’Elenco degli Alberi Monumentali della Toscana.

L’albero si trova nel Comune di Pienza, in Val d’Orcia, e vanta un’altezza di 22 metri e una circonferenza di 4,5 metri, per un’età stimata di 350 anni. Da tempo è considerata un’attrazione per turisti e appassionati e la popolazione locale ha dimostrato più volte di averne a cuore le sorti, specialmente nei recenti casi di cronaca riguardanti il cedimento di un ramo e il rave abusivo svoltosi a poca distanza dalla pianta lo scorso settembre.
Durante l’autunno, infatti, sia il Comitato SOS Quercia delle Checche che Società Italiana di Arboricoltura si erano mobilitati per far fronte a questi avvenimenti che minacciavano l’integrità della pianta e dell’area in cui si trova.

Lo scorso anno, il Comitato SOS Quercia delle Checche aveva avanzato forti proteste riguardo il mancato inserimento dell’albero nell’elenco degli alberi monumentali regionale, proteste che oggi sembrano aver avuto l’effetto sperato: la richiesta di tutela, inviata alla Regione dal Comune di Pienza nel settembre 2014, oggi ha ricevuto il via libera.

La fama della Quercia come attrazione turistica, rende necessaria l’attuazione di provvedimenti per tutelare la salute della sua struttura e del terreno circostante, per la sicurezza delle persone e dell’ambiente stesso.

È stata inoltre lanciata la proposta di realizzare una pedana in legno e di una recinzione per proteggere l’albero e il terreno dal calpestìo delle persone, che potrebbe comprometterne la stabilità idrogeologica. Tali lavori, nel caso si decidesse di realizzarli, spetterebbero al Comune di competenza.

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Quercia delle Checche, grande attenzione da parte della Regione

In seguito al mancato inserimento della secolare Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e ai mancati interventi dopo il…

In seguito al mancato inserimento della secolare Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia pubblicato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e ai mancati interventi dopo il grave distaccamento di un grande branca che ha causato uno sbilanciamento fisiologico alla pianta, il comitato SOS Quercia delle Checche ha scritto una lettera al Presidente della Regione Enrico Rossi con delle interrogazioni per ottenere dei chiarimenti.

Di seguito riportiamo le domande inviate al Presidente:

1 – Per quale ragione La Roverella delle Checche, già presente dal 1978 nell’elenco del Corpo Forestale dello Stato, non è stata cooptata nell’Elenco Regionale delle Piante Monumentali, così come tutti gli altri alberi monumentali della nostra provincia per i quali è stata operata la transazione e conseguentemente il vincolo e la tutela che la legge regionale prevede?

2 – Per quale ragione il Comune di Pienza, pur avendo inserito nel Piano Strutturale nel 2008 la Quercia delle Checche tra le priorità ambientali da sottoporre a vincolo non ha proceduto con gli atti amministrativi conseguenti?

3 – Per quale ragione, pur essendo la quercia secolare inserita nel Piano di Gestione del Parco della Val d’Orcia (di cui il Comune di Pienza è socio fondatore fin dal 1989) tra i monumenti da salvaguardare, non è stata adottata alcuna forma di protezione e tutela?

4 – E’ consentito ad un amministratore pubblico, nella fattispecie il Sindaco di Pienza, di non produrre atti di natura pubblica, senza tenere conto delle norme sulla trasparenza?

5 – E’ eticamente corretto che un sindaco ignori la richiesta di confronto avanzata da un gruppo di cittadini, costituitisi in Comitato S.O.S. QUERCIA delle CHECCHE per la consegna della petizione popolare di oltre 1600 firme e per confrontarsi su un percorso condiviso sul futuro della nostra Patriarca, per noi bene comune?

6 – E’ ammissibile che migliaia di cittadini che ritengono di avere a cuore responsabilmente la propria terra, e che dovrebbero essere considerati loro stessi una risorsa non avendo da giocare nessun’altra partita se non quella della salvaguardia di una pianta di 370 anni che per la nostra storia sociale e per la nostra sensibilità costituisce il valore identitario di una intera comunità, debbano rivolgersi alla visibilità dei media, alle redazioni di Striscia la Notizia o delle Iene per avere conto ad un diritto all’informazione e alla partecipazione condivisa che gli viene negato?

La risposta del presidente Rossi non si è fatta attendere ed ha inviato alla Sig. Nicoletta Innocenti, portavoce del Comitato, le dovute spiegazioni ai suoi interrogativi, senza però entrare in merito alle questioni che riguardano la gestione e la competenza comunale, non essendoci, tra Regione e Comune, nessun rapporto gerarchico. Invece, per quanto riguarda il mancato inserimento della Quercia delle Checche nel registro delle piante monumentali d’Italia, il Presidente ha risposto:

“La quercia non era stata inserita nell’elenco regionale in quanto non era pervenuta fino al 23 settembre scorso alcuna segnalazione da parte del Comune. Tale segnalazione è fondamentale per la Regione per iniziare la procedura d’inserimento nell’elenco, procedura che gli uffici hanno subito attivato all’indomani della segnalazione di fine settembre. – continua il PresidenteDa parte della Regione è stata dedicata grande attenzione alla quercia, in quanto siamo prontamente intervenuti per poter chiudere tutta la procedura amministrativa entro la fine dell’anno, convocando non appena possibile la Consulta tecnica per ottenere il parere di competenza per l’inserimento nell’elenco regionale. Tale parere, risultato favorevole, è stato dato il 10 novembre scorso, seppur richiedendo alcune informazioni aggiuntive (arrivateci il 2 dicembre) al Comune di Pienza.

Al momento – conclude – la pratica è completa e verrà fatto il decreto di inserimento della Quercia delle Checche nell’elenco regionale entro la fine di questo mese. Quando verrà predisposto un similare elenco nazionale, ci premureremo che le piante presenti in quello regionale, vengano trascritte in automatico”.

Il comitato Sos Quercia delle Checche, composto da professionisti, imprenditori, studenti universitari e ogni altra categoria sociale, continua la sua azione per la tutela e contro l’abbandono di questo albero monumentale, scongiurando così il rischio di perderla per sempre, perchè la pianta non rappresenta solo un bene ambientale ma anche un valore affettivo.

“Un gruppo – dice Nicoletta Innocenti – che intorno alla Quercia delle Checche ha catalizzato amore e affettività per il proprio territorio. Per noi è totalmente incomprensibile per quale ragione tante energie positive non debbano essere considerate una bella risorsa. Un percorso sinergico e condiviso tra cittadini e amministratori locali che avrebbe potuto divenire un interessante prototipo per la nostra valle. Ci saranno a breve da assumere decisioni importanti per la quercia, non solo l’istituzione di un comitato tecnico scientifico che valuti i rischi ed eventuali interventi, ma anche l’elaborazione di nuove e più rispettose tecniche di fruizione dell’area, iniziative per la salvaguardarla e valorizzarla allo stesso tempo”.

Il comitato ha anche in progetto l’elaborazione di un prodotto editoriale sulla storia sociale e botanica della pianta, con possibilità di interfacciare scuole elementari e medie con il territorio per costruire un percorso didattico al fine di creare nuova sensibilità e attenzione verso le piante storiche e il mondo vegetale in genere.

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Rave Party in Valdorcia: rifiuti ancora da smaltire

***AGGIORNAMENTI*** Dopo la verifica di venerdì pomeriggio, 19 settembre 2014, i rifiuti sono stati smaltiti e l’area risulta ripulita. Seguiranno ulteriori aggiornamenti. ____________________________________________________________________________________________________ A una settimana di distanza dal Rave Party…

***AGGIORNAMENTI***

Dopo la verifica di venerdì pomeriggio, 19 settembre 2014, i rifiuti sono stati smaltiti e l’area risulta ripulita. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

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A una settimana di distanza dal Rave Party in Valdorcia, a ridosso dalla famosa Quercia delle Checche, la situazione rifiuti non è ancora stata risolta. Il comitato S.O.S. Quercia delle Checche ha contribuito alla pulizia dell’area intorno alla pianta, nel pomeriggio di giovedì 18 settembre, e ha inviato la seguente documentazione fotografica sulla situazione attuale. Dalle foto possiamo notare un’area di circa 2 ettari comprendente rifiuti sparsi, batterie di automobili, plastica, lattine, rifiuti organici, bottiglie di vetro e tendoni. Quintali di rifiuti abbandonati dopo il Rave Party e tuttora privi di interventi di bonifica. Il rischio è che gli animali e gli agenti atmosferici possano disperdere i rifiuti, giungendo a inquinare anche il fiume Orcia.

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Il comitato S.O.S. Quercia delle Checche ha anche inviato la seguente lettera alla prefettura e alla questura di Siena:

“In relazione a quanto accaduto quest’ultimo fine settimana nell’area prospiciente la già tristemente nota Quercia delle Checche nel comune di Pienza, faccio evidentemente riferimento al rave party tenutosi in tale area, privo per quanto ci consta di qualsivoglia autorizzazione, mi vedo costretta a chiederle quanto segue:
1 – Può considerarsi accettabile che in un area a forte impatto ambientale oltreché mediatico, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, venga organizzato e tollerato un rave party?
2 – Ci risulta che ad un cittadino comune, che intenda organizzare una pacifica manifestazione per una giusta causa, vengano richieste svariate forme autorizzative.
E’ possibile consentire agli organizzatori di rave party (che peraltro lucrano su tali manifestazioni) ed ai loro partecipanti di eludere ogni forma di controllo e autorizzazione? Come tale atteggiamento da parte delle autorità preposte al controllo può essere reso comprensibile agli occhi della cittadinanza?
3 – Ci risulta che fossero presenti, oltreché svariate centinaia di persone (si parla di 500-600 partecipanti), 3 camion con grandi casse e amplificatori, 2 camion contenenti tensile structure ecc… Gli autisti di tali mezzi, che presumibilmente dovevano avere una relazione con l’organizzazione del rave, sono stati identificati? Ci risulta inoltre che siano stati identificazioni svariati partecipanti in uscita dalla “manifestazione”. Quale esito avrà tale identificazione?
4- Oggi alle 14.00 l’area, fino a giungere al fiume Orcia, risultava devastata da immondizia abbandonata ovunque, resti di cibo, bottiglie di vetro spaccate, lattine, bottiglie di plastica e un odore nauseabondo (erano visibili addirittura presenze di escrementi). Quanto tempo dovranno attendere i cittadini per vedere bonificata l’area? Chi si occuperà di tale bonifica? E’ legittimo che venga speso pubblico denaro per ripristinare un area rurale insulsamente devastata?
5 – Il danno subito dai cittadini dell’area che per 2 giorni, notte e giorno, hanno dovuto subire un gravissimo inquinamento acustico, il danno economico per le attività economiche ed agrituristiche, il danno d’immagine per l’intera Val d’Orcia chi provvederà a risarcirlo?
La ringrazio fin d’ora per la sua cortese risposta.
Distinti saluti”
Nicoletta Innocenti
portavoce Comitato S.O.S. QUERCIA DELLE CHECCHE

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Quercia delle Checche, le interrogazioni alle istituzioni

Proseguono le azioni da parte del Comitato “SOS Quercia delle Checche” per la salvaguardia della pianta monumentale, simbolo della Valdorcia. All’impegno dei cittadini e dei volontari, preoccupati per la sorte della…

Proseguono le azioni da parte del Comitato “SOS Quercia delle Checche” per la salvaguardia della pianta monumentale, simbolo della Valdorcia. All’impegno dei cittadini e dei volontari, preoccupati per la sorte della Quercia delle Checche, si sono aggiunti negli ultimi giorni alcuni rappresentanti politici e istituzionali, che hanno presentato delle interrogazioni alla giunta regionale e al ministro dei beni culturali.

Ecco l’interrogazione presentata dal deputato PD Michele Anzaldi al ministro Dario Franceschini:

Quercia delle Checche, patriarca verde da tutelare

“Maestosi e affascinanti: sono i grandi ‘Patriarchi verdi’, quegli alberi che si distinguono per età o per particolare valore storico. In ogni parte del Mondo vivono ancora alberi millenari e ultracentenari, testimoni solenni del tempo e della storia ai quali sono sopravvissuti, e per questo considerati veri e propri monumenti. Un esempio per tutti, in Europa, è la quercia di Guernica, piccola cittadina dei paesi baschi, resa celebre dalla maestosa e drammatica tela di Picasso. Oggi, chi si reca a visitare il Museo Guggenheim di Bilbao spesso prosegue il tour con una tappa nella cittadina basca per andare ad ammirare l’antica quercia sotto cui si riunivano i re castigliani ed i consiglieri dell’Assemblea basca.

In Italia, l’idea di iniziare l’attività di ricerca, individuazione e catalogazione degli alberi monumentali nacque negli anni ’80, grazie all’intuizione dell’allora Direttore generale delle foreste, Alfonso Alessandrini che incaricò il Corpo forestale dello Stato di effettuare una ricerca per censire quelle che lui definiva “cattedrali vive, architravi del bosco, puntelli del firmamento”. Il risultato fu sorprendente: l’Italia possedeva un patrimonio di monumenti verdi di circa 22.000 “alberi di notevole interesse”, di oltre 2.000 di “grande interesse” e di 150 di “eccezionale valore storico o monumentale”.

Ma, non è stato sufficiente, la mancanza di una legge nazionale aveva creato un’area di autonomia legiferativa da parte delle regioni, che di fatto rischiavano di indebolire la tutela degli alberi monumentali. Nel gennaio 2013 è stata finalmente approvata dal Parlamento la legge 10/2013 che ha colmato il vuoto legislativo nazionale. L’art. 7 della nuova legge riporta le “disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale” definendo i criteri di identificazione e rendendoli univoci ed omogenei su tutto il territorio nazionale
Oggi, almeno sulla carta, questi alberi sono riconosciuti un patrimonio da tutelare. Ma siamo ben lontani dal trasformarli in veicoli di comunicazione storica e culturale. Gestirli come veri e propri monumenti, come accade con la quercia di Guernica, farli diventare un’attrazione per i turisti, li proteggerebbe anche dall’abbandono e dagli atti vandalici. Ultimo, ma non unico è il caso della Quercia delle Checche, un maestoso albero di quasi 300 anni, censito tra i più vecchi d’Italia, posto nel cuore della Val d’Orcia, tra Pienza e Bagno Vignoni. Non una malattia e neanche il maltempo, ma lo stupido gesto dell’uomo ne ha messo a rischio la sopravvivenza. Sembra infatti che nelle notti intorno a ferragosto, un gruppo di persone abbia causato il distacco di un grande ramo che ora giace spezzato e senza vita. Ora, se non si interverrà rapidamente, si metterà a rischio la sopravvivenza di questo antico testimone.

Eppure, la Quercia delle Checche è situata in uno dei luoghi più affascinanti del nostro territorio, quella Val d’Orcia che ogni anno attira migliaia di turisti italiani e stranieri, con i suoi antichi villaggi e con il suo paesaggio incontaminato che tanto influenzò gli artisti del Rinascimento. Ma questa valle è stata anche testimone di importanti vicende storiche, come la nascita di quel Granducato di Toscana che per trecento anni fu uno degli stati più prosperi e moderni d’ Europa. Si potrebbe raccontare ai visitatori che quell’albero ha assistito alla nascita della prima strada ferrata pubblica, quella portentosa opera che collegava Pisa e Livorno con Siena e Firenze, la celebre ferrovia che prese il nome dal Granduca Leopoldo II e che terminava nella oggi famosa ex stazione Leopolda. Furono anni di fermento politico, artistico e civile e si potrebbe narrare, con licenza poetica o meglio storica, che forse, durante le battute di caccia, i notabili del luogo, e magari gli stessi Granduchi di Toscana, si fermassero a dibattere su Pietro Leopoldo d’Asburgo e la sua rivoluzionaria riforma della legislazione criminale, quel celebre Codice Leopoldino che portò la Toscana a diventare il primo stato nel mondo ad abolire la pena capitale, attuando le idee di Cesare Beccaria. Si potrebbe, appunto, ma nel frattempo non si fa nulla anzi si danneggia.

Per questo motivo con il Presidente della Commissione cultura al Senato, Andrea Marcucci, abbiamo scritto al Ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, per sapere come sia possibile che la quercia delle Checche, inserita nella lista degli alberi monumentali italiani, sia abbandonata a se stessa, senza alcun controllo, in balia della stupidità umana. Solo riconoscendole il suo ruolo storico e culturale potremo preservarla dall’oblio e proteggere la sua – nostra storia. Scrisse il poeta libanese Khalil Gibran: “Se un albero scrivesse l’autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo”.

Di seguito pubblichiamo invece l’interrogazione presentata dal consigliere di SEL, Mauro Romanelli, alla giunta della Regione Toscana:

La Regione coordini subito operazioni per tutela e messa in sicurezza di questo bellissimo albero monumentale

“Nella bellissima Val d’Orcia abita un albero molto particolare, la Quercia delle Checche, che, con i suoi 360 anni d’età e i suoi 22 metri d’altezza, oltre che a una chioma di più di 30 metri, riveste un valore storico, ornamentale e paesaggistico di incredibile rilevanza. Quest’albero negli ultimi mesi è passato purtroppo alla cronaca, sia per il cedimento in agosto di uno dei suoi grandi rami, sia per un recente rave party illegale che ha invaso l’area che lo ospita.

quercia 2Da tempo intorno a quest’albero si è riversato l’affetto e l’attenzione di molti cittadini riunitisi in comitato per chiedere che definitivamente la Quercia riceva un monitoraggio e una cura costanti, garantendo sì l’accesso delle persone che vogliono vederla, ma ponendo limiti e segnaletica adeguata. A tal proposito ho quindi presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale nella quale chiediamo che la Regione Toscana inserisca finalmente la Quercia nel registro degli alberi monumentali, e che si attivino di concerto con il Comune di Pienza, il Comitato, il Corpo Forestale e il Ministero dell’Ambiente, tutti quegli interventi necessari di natura terapeutica, di cura colturale e gestionale.

Ricordato che la Quercia delle Checche è un albero monumentale situato su un terreno privato in Val d’Orcia, località Spedaletto, nel comune di Pienza, e trattasi di un albero di circa 360 anni d’età, alto 22 metri, con un tronco dal perimetro di circa 4,5 metri e una chioma di oltre 34 metri diametro; ricordato che nel mese di agosto del corrente anno, la monumentale Quercia delle Checche ha subito il cedimento di una delle sue grandi branche e che la vulnerabilità del sito è relativamente elevata, poiché l’albero vegeta al margine di una strada provinciale a discreta intensità di traffico ed è meta di visita da parte di moltissime persone; ricordato che nel mese di settembre nell’area che ospita la Quercia, si è tenuto un rave party non autorizzato e in generale si registrano spesso episodi di “tree climbing” (arrampicata sugli alberi), pericolosi per i rami dell’albero; ricordata la recente relazione a cura di “S.I.A. – Società Italiana di Arboricoltura Onlus”, a seguito del ricordato cedimento, secondo cui l’albero ha bisogno d’interventi urgenti, alcuni di natura terapeutica, altri di cura colturale e gestionale costante;

Considerato che la Quercia delle Checche riveste un valore storico, ornamentale e paesaggistico incommensurabile, tale da costituire una delle perle che caratterizzano il paesaggio della Val d’Orcia; interroga la Giunta Regionale per conoscere:
– Quali azioni intende intraprendere per contribuire alla tutela e alla messa in sicurezza della Quercia delle Checche,
– Se intende inserire l’albero nel Registro delle piante monumentali

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La situazione rifiuti dopo il Rave Party in Valdorcia

I tre giorni di rave party sulle rive del fiume Orcia, a poche centinaia di metri dalla famosa Quercia delle Checche, hanno lasciato degli strascichi. Almeno cinquecento ragazzi, giunti da…

I tre giorni di rave party sulle rive del fiume Orcia, a poche centinaia di metri dalla famosa Quercia delle Checche, hanno lasciato degli strascichi. Almeno cinquecento ragazzi, giunti da tutta Italia e anche da altri paesi europei, hanno letteralmente preso d’assalto un terreno in Valdorcia e hanno lasciato, alla loro partenza, un’allarmante situazione rifiuti.

Un nostro collaboratore ha documentato la situazione dei rifiuti dopo il rave party. All’interno di un parco artistico-naturale unico al mondo come quello della Valdorcia, abbiamo documentato decine di sacchi sparsi in mucchi in tutta l’area, resti di falò accanto a rotoballe secche, lattine e plastica, escrementi umani e animali. La spazzatura non si limita all’area del rave party ma si estende per più di un chilometro lungo il corso del fiume.

In attesa della bonifica dell’area, inseriamo le foto che documentano la situazione dei rifiuti, scattate nella giornata di lunedì 15 settembre:

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Quercia delle Checche: gli aggiornamenti dal comitato

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei…

La Quercia delle Checche, uno dei simboli della Valdorcia e una delle querce più antiche di tutta Italia, ha vissuto momenti difficili nell’ultimo mese: dopo la ferita a uno dei rami principali e le operazioni di salvataggio, ha assistito a un rave party durante lo scorso weekend ed è in attesa di strategie per la messa in sicurezza.

Attorno a questo maestoso albero si è formato un movimento affettivo per la tutela e la salvaguardia, riunito in un Comitato. Abbiamo intervistato Nicoletta Innocenti, una delle fondatrici del gruppo a sostegno della Quercia delle Checche e portavoce del comitato, che ci ha gentilmente aggiornato sulla situazione della pianta e sulle attività in corso. Nicoletta è un’imprenditrice locale, esperta in marketing territoriale e sviluppo sostenibile; ha lavorato per anni su progetti di sviluppo locale con la Comunità Europea, oltre ad aver svolto incarichi amministrativi per due mandati nel comune di San Casciano dei Bagni.

Nicoletta, puoi parlarci del comitato e dei suoi obiettivi?

“Abbiamo cominciato ad agire come gruppo informale il mese scorso per salvaguardare la Quercia delle Checche durante l’emergenza. Ci siamo costituiti formalmente la settimana scorsa, dopo la sollecitazione da parte di alcuni membri di trasformarci in un gruppo stabile per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della Valdorcia in generale. Attualmente siamo impegnati su tutti i fronti per informare la popolazione, sollecitare le istituzioni e coordinare gli interventi per tutelare la Quercia delle Checche: abbiamo attivato una petizione, un blog, un gruppo su facebook. Non vogliamo disperdere questo affetto nato attorno alla pianta, ma vorremmo dare il nostro contributo per vigilare sulla Valdorcia, sul suo valore storico, botanico, sociale e antropologico. Affinchè questa valle non sia soltanto un paesaggio da cartolina, è necessario che non perda il rapporto identitario con le sue radici.

Come avete affrontato l’emergenza della pianta?

quercia blog

Il Blog del Comitato

“Lo scorso 15 agosto la Quercia delle Checche ha subito un gravissimo incidente spontaneo, uno dei rami principali stava infatti per staccarsi dal tronco. Ci sono passata davanti mentre tornavo a casa da Celle sul Rigo, paese di cui sono originaria, e ho notato il problema. Dopo i primi momenti di panico ho contattato il Sindaco e il Vicesindaco di Pienza, in cerca di aiuto, poi mi sono rivolta a un ex-assessore comunale all’ambiente, che casualmente era stato testimone oculare di quella che potrebbe essere stata una concausa al problema, ovvero alcune persone che hanno fatto “tree climbing” nei giorni precedenti sui rami della pianta. Il 18 agosto abbiamo creato il gruppo su facebook, abbiamo sollecitato le istituzioni a gestire l’emergenza e contattato la prefettura, la forestale e la regione. Ci siamo rivolti al Sindaco di Pienza, che ci ha detto che si stava occupando del problema; una delle principali difficoltà era costituita dal fatto che la competenza della Quercia delle Checche non è dell’amministrazione comunale bensì del privato che detiene la proprietà del terreno. Inoltre la pianta non è mai stata inserita dalla Regione Toscana nell’elenco delle piante monumentali, nonostante il censimento della forestale del 1998: un elenco che avrebbe permesso di trattare la Quercia delle Checche al pari di un monumento e garantire più controlli e monitoraggio. A quanto pare la Regione si è dimenticata di inserire la pianta nell’elenco, e neppure a Pienza si sono resi conto di questa assenza. Il proprietario, inoltre, già da molti anni aveva proposto la cessione gratuita della pianta e dell’area al Comune di Pienza, ma l’amministrazione a quanto pare ha sempre rifiutato.”

Quali sono stati gli interventi delle istituzioni per risolvere l’emergenza?

“Durante la prima fase c’è stata la massima disponibilità da parte di tutti i soggetti. Abbiamo partecipato a un incontro con il comitato assieme all’amministrazione comunale di Pienza e alla SIA, onlus degli arboricoltori. Abbiamo quindi organizzato una sorta di commissione, assieme alla rappresentanza della Regione Toscana; noi siamo stati il pungolo, affinchè alle chiacchiere potessero seguire rapidamente i fatti. Dopo una settimana sono partiti gli interventi, l’incarico di salvataggio è stato affidato dal proprietario del terreno alla SIA, che ha effettuato i lavori in maniera volontaria e gratuita. I volontari hanno tolto le parti secche, hanno sfoltito le parti più problematiche per il peso della pianta e hanno effettuato il taglio del ramo, perché ormai era troppo tardi per salvarlo. La proprietà si è dimostrata molto disponibile, ha accettato di lasciare la branca sul posto e di non segarla, in modo che possa essere utilizzata in futuro per altri scopi, magari per interventi educativi o come memoria storica.”

E nella seconda fase?

L’emergenza è risolta, ma sarebbero necessari altri interventi: sistemare l’area, ripulirla dalle parti tagliate, fare un rapporto sulla stabilità della pianta e sulla sua salute. E definire come fruire della Quercia delle Checche in futuro, perché il terreno compatto alla sua base sta provocando dei danni, per mancanza di accesso all’acqua. Sarebbe quindi necessario prevedere delle passerelle o altre sistemazioni per impedire ad automobili e trattori di parcheggiare nei pressi e organizzare nuovi modi di fruizione di una pianta dall’alto valore simbolico per tutto il territorio. Passata l’emergenza iniziale, però, l’amministrazione comunale di Pienza non ci ha dato più ascolto e hanno preferito fare il proprio percorso in autonomia, probabilmente non volevano troppa esposizione mediatica. Penso che quella del Comitato sia una bella esperienza di processo condiviso tra cittadini e istituzioni, che senso ha interromperla dopo che è finita la crisi iniziale? Potrebbe essere un esempio di relazione proattiva, non conflittuale, per la salvaguardia del bene comune. Il Comitato si è sempre mosso con delicatezza, non vuole prendersi il merito per la risoluzione dell’emergenza, ma sta predisponendo tutto il materiale necessario per la Regione Toscana affinchè sia ufficializzata la messa a vincolo della Quercia delle Checche come pianta monumentale.”

Che rapporti avete avuto con le altre istituzioni?

“La forestale è stata estremamente collaborativa. Molto cordiali e collaborativi anche la polizia provinciale e i carabinieri. Siamo stati supportati nelle nostre attività da molti circoli di Legambiente, da Terra Nostra Firenze, dal Presidente della commissione Italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi. Abbiamo ricevuto sostegno anche dalla sovrintendenza di Siena e dal Presidente Enrico Rossi. Nessuno aveva il potere interdittivo, ma tutti ci hanno dato sostegno.”

Che cosa vi spinge a continuare, quindi?

quercia petizione

La petizione su Change

“A noi interessa tradurre in azioni concrete l’affetto nei confronti della Quercia delle Checche. La pianta deve essere al sicuro, sistemata, e deve essere fruita con rispetto. Ci interessa anche che la Valdorcia venga salvaguardata, poiché ha vinto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità come paesaggio umanizzato, creato dal rapporto tra uomo e natura. Quando la gente si mobilita per cause giuste e nobili, in maniera compatta e non aggressiva, anche questo è un patrimonio da salvaguardare. Nel Comitato ci sono tanti professionisti, dalla botanica alla comunicazione, dalla storia all’ambiente: si tratta quindi di un gruppo che ha gli strumenti per fare bene, nello spirito positivo della democrazia partecipativa. Abbiamo raccolto tutto il materiale storico, fotografico e archivistico sulla Quercia delle Checche; vorremmo produrre una pubblicazione monografica che tenga conto di tutti gli aspetti sociali e culturali. E magari immaginare un percorso con le scuole, che possa educare i ragazzi a fruire di questa pianta, ad avere rispetto per la natura e per il nostro patrimonio.”

Per finire, un commento sul rave party?

“Alla Quercia delle Checche non è stato causato nessun danno. Dal secondo giorno c’è stato un presidio costante da parte delle forze dell’ordine, e noi del Comitato siamo andati a monitorare la situazione. Non mi piace la demonizzazione, se l’area viene lasciata pulita non ci sono problemi. Purtroppo però così non è stato, attualmente l’area è invasa dall’immondizia, fino al fiume. Noi ci siamo presi l’impegno di ripulire l’area adiacente alla pianta, ma il resto delle operazioni di bonifica dai rifiuti dovrà essere effettuato dagli enti competenti.”

2 commenti su Quercia delle Checche: gli aggiornamenti dal comitato

Un weekend di Rave Party alla Quercia delle Checche

Tre giorni di rave party, all’insegna dello sballo e del divertimento sfrenato: questo è quanto è accaduto lo scorso weekend sulle rive del fiume Orcia, a poche centinaia di metri…

Tre giorni di rave party, all’insegna dello sballo e del divertimento sfrenato: questo è quanto è accaduto lo scorso weekend sulle rive del fiume Orcia, a poche centinaia di metri dalla famosa Quercia delle Checche. Almeno cinquecento ragazzi, giunti da tutta Italia e anche da altri paesi europei, hanno letteralmente preso d’assalto un terreno nel meraviglioso paesaggio della Valdorcia, patrimonio naturale dell’umanità. Il terreno, di proprietà di un privato, è stato invaso clandestinamente e non è stato messo a disposizione dei partecipanti, come erroneamente riportato nei giorni scorsi.

Il rave party è cominciato venerdì 12 e si è concluso domenica 14 settembre. Una folla che non è passata inosservata e che ha messo in allarme la popolazione locale, oltre a turbare la quiete della valle e a causare una notevole quantità di rifiuti. Il dispiegamento delle forze di sicurezza non ha impedito lo svolgimento del rave party, la cui musica ha invaso la Valdorcia per il weekend, a poche centinaia di metri dalla famosa Querce delle Checche, che negli ultimi tempi aveva destato forti allarmi nella popolazione per il distaccamento di un grosso ramo.

Abbiamo raccolto la testimonianza diretta di un lettore, che preferisce rimanere anonimo per questioni di sicurezza, che ha documentato fotograficamente il rave party quando era alla sua conclusione, durante il tardo pomeriggio di domenica:

rave party 2

“Ciao, gradirei rimanere anonimo, ma vorrei al tempo stesso denunciare questo avvenimento, a dir poco vergognoso!

Sono nato in Valdorcia, qui sono cresciuto e qui lavoro. Nella Valdorcia faccio passeggiate, mi rigenero il corpo e la mente abbandonando lo sguardo sulle dolci curve di questa terra così meravigliosa. A dire che è bella non sono soltanto io, lo dicono anche le migliaia (o forse milioni) di turisti che ogni anno la attraversano, lo dice anche l’Unesco, che il 2 luglio di dieci anni fa lo ha inserito nella lista dei luoghi da tutelare, lo dicono gli investitori, che da ogni parte del mondo sono arrivati fino a questa valle incantata per acquistare il proprio casale da sogno.

Nei giorni scorsi ho assistito ad un vero e proprio “tam tam” sui giornali locali, la notizia che il “Quercione delle Checche” aveva subito un grave danno (un ramo spezzato) è rimbalzata sui vari social network, suscitando lo sdegno e la rabbia di chi conosce la pianta in questione, una querce secolare. Subito è partita un inchiesta per stabilire se le cause del danno siano da ricondurre ad un eventuale problema della pianta oppure per cause umane.

Qualche giorno prima si parlava del territorio, dell’immagine della toscana che trapela al mondo, della salvaguardia di essa, del vincolo paesaggistico, del rispetto dell’ora del silenzio e anche delle lamentele da parte di chi trovava le deiezioni dei cani altrui sul suo cammino: poi c’è un Rave party con un numero imprecisato di persone, mezzi, strutture, attrezzature e nessuno dice niente, anzi, peggio ancora, nessuno FA niente! […]

I partecipanti al Rave Party sono arrivati nel cuore della notte, hanno montato tutto l’impianto audio aiutati dalle tenebre e verso le cinque del mattino di sabato hanno cominciato il party. i proprietari delle case, degli agriturismi e i clienti di quest’ultimi, si sono ritrovati fuori casa a cercare di capire che cosa fosse quell’apocalisse sonora a base di “tunz-tunz”, il tutto si è protratto fino alle 19:00 di domenica: 40 ore di musica assordanti e due notti di sonno perse.

Un altra cosa che posso aggiungere è che per giorni ci sono state svariate decine di ragazzi (più o meno lucidi) che chiedevano passaggi per strada, molti di loro sono entrati anche dentro delle proprietà private per chiedere aiuto, sono entrati nel campo con la macchina o il camper e sono rimasti impantanati. Un ragazzo di Roma è stato male, verso le 20:00 di questa sera l’ambulanza lo ha soccorso, sono intervenuti anche i carabinieri, ma il ragazzo era senza documenti e ha cercato di spiegare com’ è arrivato in Valdorcia ma con scarsi risultati, era visivamente alterato, probabilmente ancora sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. […]

Parte della legna del ramo tagliato del quercione (che si trovava ancora sotto l’albero, dietro una rete arancio che delimitava il perimetro per ovvi motivi di sicurezza) è stata usata per accendere dei fuochi. Dalle foto si possono vedere i camion con le attrezzature, il gruppo elettrogeno per alimentare l’impianto audio, i vari camper, auto, tende e qualche centinaio di cani che, come i loro padroni, non hanno nessun ritegno.”

***AGGIORNAMENTO***

Il terreno in cui si è svolto il rave party, di proprietà di un privato, è stato invaso clandestinamente e non è stato messo a disposizione dei partecipanti, come erroneamente riportato nei giorni scorsi. La smentita è stata sollecitata anche ai rappresentanti delle forze dell’ordine presenti in loco a monitorare l’evento, per evitare che si creino false aspettative da parte dei soggetti interessati a organizzare o partecipare a simili eventi, verso i quali il proprietario del terreno ribadisce la propria ferma contrarietà e l’intenzione di tutelarsi legalmente per quanto accaduto.

10 commenti su Un weekend di Rave Party alla Quercia delle Checche

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