“I medici di famiglia hanno proclamato lo stato di agitazione a causa di una serie di inadempienze che riguardano la mancata applicazione dell’accordo integrativo aziendale che la Direzione generale della ASL di Siena non intende rispettare”.

Questo l’inizio di una nota delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale Snami e Finmg. Uno stato di agitazione che arriva dopo la rottura completa di ogni possibile trattativa tra i sindacati medici e la Usl 7 di Siena. Agitazione che assicurano i sindacati, non andrà in nessun modo a creare disservizi ai pazienti che saranno seguiti come sempre dai propri medici.

“La ASL di Siena, dopo la sottoscrizione dell’accordo nell’agosto 2013 – spiegano i sindacati -, per mesi ha pubblicamente elogiato lo stesso come grande fatto innovativo, ma nella pratica ha adottato una estenuante ed intollerabile pratica del rinvio mese per mese anche quando i rappresentanti sindacali hanno evidenziato che si stavano logorando i rapporti, scegliendo persino di non rispondere anche all’ ultimativa lettera in cui veniva innescata la procedura dello stato di agitazione prevista per i servizi pubblici”.

Inevitabile quindi la convocazione da parte del Prefetto.

“Ci siamo incontrati davanti al Prefetto – spiegano i rappresentanti sindacali Fnmg Marcello Sbrilli e Snami Liliana Gradi – Purtroppo anche in questa sede la Direzione Aziendale ha mantenuto ferma la propria posizione. L’accordo prevede potenziamento e miglioramento dei servizi territoriali indispensabile per fare fronte alla crescente domanda di malattie croniche ed al ridimensionamento degli ospedali. Obiettivo che è possibile perseguire senza aggravio di risorse. Questa strada è perseguibile e possibile perchè in provincia di Siena i Medici di Medicina Generale hanno assicurata da anni l’appropriatezza della spesa farmaceutica. Nel bilancio della ASL7 il costo dei Medici di Famiglia nel bilancio è assai contenuto, appena il 5%”.

Il tutto in un’ottica di ottimizzazione delle risorse per poter dare maggiori e migliori servizi ai pazienti cittadini senza aumentare le spese, come suggerito dalle linee guida della riforma Balduzzi sulla sanità. La condizione indispensabile è quella di una comune programmazione delle attività dei Medici di famiglia e dell’ASL, a condizione che anche negli altri settori di spesa della ASL si ottimizzino e si recuperino le risorse.

E’ faticoso, ma possibile. E con l’accordo sottoscritto ad Agosto 2013 i Medici di Famiglia hanno detto Sì ed hanno cominciato a lavorarci, scontrandosi con i ritardi programmati, con la burocrazia, con la resistenza dell’inefficienza. La ASL anzi ha proceduto per la sua strada con documenti ed atti sui quali non ha chiesto nessun parere o contributo, ma non ha nemmeno comunicato (riorganizzazione della rete ospedaliera, taglio dei presidi e delle attività distrettuali, progetti delle Case della Salute, ecc.). Dove vanno a fine le risorse recuperate?

“Recuperare risorse da destinare allo sviluppo della medicina generale sul territorio attraverso il potenziamento del personale di studio e infermieristico, di dotazioni diagnostiche, di percorsi assistenziali, di integrazioni di sedi – spiegano ancora Sbrilli e Gradi – consentendo al paziente di risparmiarsi gli spesso inutili viaggi per l’accesso alle strutture o le lungaggine di contatti con i CUP”.

Per questo tutti i medici sono chiamati a protestare contro la direzione della ASL di Siena per non aver rispettato i patti stipulati, ma soprattutto per mantenere aperta la strada allo sviluppo di servizi sanitari a livello territoriale, senza i quali nel prossimo futuro rischiamo un pesante peggioramento dell’assistenza.

Per questo i medici di medicina generale si rivolgono ai cittadini, alle rappresentanze delle loro associazioni, alla istituzioni locali affinchè divengano consapevoli della necessità di organizzare un vero servizio sanitario a livello territoriale indispensabile per rispondere alla crescente domanda e ai nuovi bisogni.

La protesta di Siena avrà risonanza oltre i confini provinciali, proprio mentre a Roma i Vertici delle due Parti (pubblica e sindacale) stanno definendo il nuovo Accordo collettivo che dovrebbe ribadire la connotazione libero-professionale del Medico di Medicina Generale.

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