Gli oltre 15mila lavoratori del settore termale hanno scioperato e organizaato presidi per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di tre anni.

Le Organizzazioni sindacali hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e una giornata di sciopero il 22 ottobre, a seguito delle posizioni rigide di Federterme, che «chiede l’ampliamento della sfera contrattuale per poter applicare il contratto nazionale di lavoro del settore termale anche negli alberghi e la decurtazione del trattamento economico della malattia per il periodo di carenza», spiegano Daniela Spiganti e Gianfranco Mazza, rispettivamente Filcams Cgil e Fisascat Cisl Siena.

Nonostante i vari tentativi di mediazione – proseguono i sindacalisti – Federterme si è mostrata irremovibile dalla sua posizione, dichiarando che senza queste due condizioni non saranno disponibili ad affrontare le richieste sindacali poste in piattaforma, a partire dall’incremento salariale, elemento per noi fondamentale dato che i dipendenti del settore sono fermi con la retribuzione da oltre tre anni.

Secondo le Organizzazioni Sindacali sono due proposte inaccettabili perché potrebbero creare solo confusione e dumping contrattuale, oltre alla messa in discussione dei diritti acquisiti. Per questi motivi Filcams Cgil e Fisascat Cisl di Siena hanno organizzato un presidio dei dipendenti a Chianciano, davanti alla direzione delle Terme «per difendere i diritti dei lavoratori e avere un rinnovo contrattuale dignitoso senza cedere a ricatti». Soddisfatti i sindacati senesi: «L’adesione allo sciopero ha registrato il 99%».

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