Dopo essere stato al lungo atteso, la scorsa domenica alle 22.50 su Rai 3, è andato in onda Masterpiece: uno dei programmi più interessanti (se non il più interessante) di questa stagione televisiva italiana. La prima puntata è stata accolta molto bene dal pubblico raggiungendo il 5,14% di share e quasi 700 mila spettatori, pur collocandosi in un orario non proprio facile.

Il progetto di questo programma, prodotto dalla Rai e da FremantleMedia, è molto ambizioso: violare la sacralità della letteratura, prendendo scrittore e libro per buttarli in pasto al mondo dei talent show. Selezionando solo 70 manoscritti tra gli oltre 5 mila inviati alla redazione, soltanto un concorrente potrà vincere l’ambitissimo premio in palio: il vincitore di Masterpiece potrà vedere stampato il suo libro da Bompiani in 100 mila copie.

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Struttura. Masterpiece ricalca lo stile vincente e ampiamente sperimentato, di altri talent come MasterChef o Xfactor. Nella prima parte della puntata, avviene la prima scrematura da parte dei giudici che, esprimendo le loro considerazioni sui testi e sugli autori della puntata, selezionano soltanto quattro concorrenti ammessi alla fase successiva. Nella seconda parte i quattro autori vengono divisi per coppie e portati in posti diversi (da un centro sociale ad una balera) per “vivere un esperienza”. Questo sarà utile nella fase successiva quando, attraverso una prova di scrittura live, i quattro concorrenti devono raccontare la loro esperienza in 30 minuti; i due che avranno saputo dimostrare migliori qualità di scrittura saranno poi ammessi dai giudici all’ultima fase. I due scrittori giunti alla fase conclusiva dovranno dimostrare di saper “vendere” il loro libro, cercando di convincere un giudice esterno in 60 secondi, che esprimerà poi un parere utile ai giudici per decretare il vincitore della puntata. Nell’ultima puntata del programma si sfideranno i vincitori di tutte le puntate decretando il vincitore di Masterpiece che si aggiudicherà le 100 mila copie.

I giudici. A giudicare i manoscritti e gli autori ci sono tre giudici d’eccellenza: Andrea De Carlo, autore di Due di Due e di Giro di Vento, a fare la parte del “poliziotto cattivo”; invece a fare la parte del poliziotto buono, Giancarlo De Cataldo, giudice della Corte d’Assise ed autore di Romanzo Criminale; a dare un tocco d’esoticità, di freschezza e di equilibrio alla giuria, la scrittrice “Afropolitan” per sua stessa definizione, Taiye Selasi divenuta famosa per il suo libro La bellezza delle cose fragili. A condurre il programma  accompagnando gli scrittori nel loro cammino Massimo Coppola, autore per Mtv del programma Avere vent’anni.

Gli scrittori. Il programma più che focalizzato sulle opere letterarie sembra incentrato su chi le produce. C’è uno spiccato accento sui casi umani: l’operaia livornese condannata alla fabbrica, l’ex ergastolano, il ragazzo che si è fatto ricoverare in manicomio, la giovane donna fragile con un passato da anoressica e il giovane clochard che si ispira a John Fante. Questa sembra la vera nota dolente che alcuni critici hanno evidenziato, altri invece, non negando questo aspetto, hanno affermato che essendo un talent show l’attenzione non poteva che non essere rivolta all’autore piuttosto che al libro.

Voto. 7.5/10. A mio parere l’esperimento è ben riuscito. Non penso che questo sia il miglior modo di cercare talenti letterari, ma credo che Masterpiece riesca ad avvicinare, con uno stile accattivante, due mondi, quello dell’editoria e quello dei talent show, molto separati che si pensava fossero inconciliabili. Tutto questo potrebbe portare un nuovo slancio al mercato editoriale che in questi anni sta registrando una continua decrescita.

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Matteo Biagi

Nato a Montepulciano nel 1987, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. è attualmente specializzando all’Università di Siena nel corso di laurea in Pubbliche Amministrazioni e Organizzazioni Complesse, curriculum in Amministrazione Economia ed Impresa. Per La Valdichiana si occupa del settore commerciale, oltre alla sua più grande passione: le serie televisive. Ma l’impegno più gravoso è certamente quello di tenere in riga gli altri membri della redazione!

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