L’Archivio storico dell’antifascismo di Foiano della Chiana, nato negli anni ’50 per iniziativa dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) sezione Licio Nencetti, conserva una preziosissima raccolta di fonti storiografiche sulla Lotta di Liberazione in provincia di Arezzo.

Il giorno successivo alla liberazione di Foiano della Chiana da parte delle truppe anglo-americane, il 2 luglio 1944, dalla locale casa del Fascio, parzialmente distrutta dalle truppe tedesche in ritirata che avevano minato e fatto saltare la torre civica, vennero recuperati dai partigiani i documenti delle milizie mussoliniane. Nella stessa sede si insediò il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) costituito su impulso di Galliano Gervasi, che fu tra i protagonisti della rivolta di Renzino e successivamente sindaco di Foiano e componente dell’Assemblea costituente. Quelle carte recuperate dalle macerie, insieme ai documenti del CLN, andarono a costituire il primo nucleo documentario dell’archivio foianese.

Di lì a poco venne fondata la locale sezione dei partigiani, che riuniva combattenti antifascisti, patrioti e tutti coloro che contribuirono a liberare l’Italia dai nazifascisti durante il periodo Resistenziale. L’ANPI di Foiano della Chiana ereditò la sede del Comitato di Liberazione e gli associati si dedicarono alla raccolta delle informazioni per l’ottenimento di indennità, riconoscimenti di medaglie al valore, pensioni e forme di assistenza per gli ex combattenti e per le famiglie dei caduti.

A partire soprattutto dagli anni ‘70 gli sforzi della sezione, e in particolare del segretario Ezio Raspanti, si orientarono verso la promozione di studi e ricerche, che mettessero in risalto l’importanza della guerra partigiana. Raspanti si dedicò alla raccolta delle più svariate fonti, come testimonianze dei protagonisti di quegli eventi, carteggi, documenti, fotografie, ecc. nella convinzione che, come afferma lui stesso, «la conoscenza sia un contributo formidabile alla crescita delle coscienze e dunque il principale ostacolo per ogni tentativo di cancellare, rileggere, revisionare la storia secondo le convenienze politiche di volta in volta dominanti».

Negli anni la ricerca, grazie all’instancabile dedizione di Ezio Raspanti, fu estesa fino a comprendere la storia delle classi subalterne e del movimento contadino e operaio dall’inizio del XX secolo. Vennero promossi e organizzati dibattiti e conferenze e costante fu anche l’impegno a concorrere alla formazione civile dei giovani, tramite lezioni nelle aule scolastiche dove gli ex partigiani portavano la loro esperienza e le loro memorie.

Le ricostruzioni degli episodi di guerra, delle vicende umane dei protagonisti e della storia del territorio ha portato, negli anni ’90, a un’intensa attività editoriale. Di seguito si riportano i lavori principali:

  • Sergio Mugnai (a cura di), Diario di Rita Nencetti. Madre di partigiano, con prefazione di Nilde Jotti, 1984.
  • N. Labanca (a cura di), Quando le nostre città erano macerie. Immagini e documenti sulle distruzioni belliche in Provincia di Arezzo (1943 – 1944), 1988.
  • Enzo Gradassi, Galliano Gervasi da Renzino al Parlamento, 1990.
  • E. Raspanti e G. Verni (a cura di), Foiano e dintorni tra memoria e storia, 1991.
  • E. Raspanti, Ribelli per un ideale, a cura di E. Gradassi, prefazione di Nilde Jotti, 1994.
  • E. Gradassi e E. Raspanti, Prigionieri ad Anghiari. La vicenda del parroco di Micciano e di un campo di concentramento in Provincia di Arezzo, 1997.
  • G. Sacchetti, L’imboscata. Foiano della Chiana, 1921: un episodio di guerriglia sociale, Documentazione iconografica e postfazione di E. Raspanti, 2000.
  • E. Gradassi (a cura di), Lavoro e libertà nella grafica di Ezio Raspanti, 2001.
  • E. Raspanti e I. Biagianti (a cura di), Enrico Petrina: il dottore dei patrioti, 2004.
  • C. Cardinali e E. Raspanti (a cura di), Bernardo Melacci. Poeta libertario, 2005.

Dal 2003 l’Archivio dell’ANPI è stato organizzato e riconosciuto formalmente come “Istituto storico della Resistenza e dell’antifascismo Bernardo Melacci” con lo scopo di conservare per le future generazioni e per gli studiosi gli atti di cui è in possesso, nonché di continuare la raccolta e la divulgazione di testimonianze e documentazioni del periodo della Resistenza. L’Istituto è liberamente consultabile ed è costituito delle specifiche partizioni di: archivio storico, attività di documentazione, emeroteca, biblioteca e collezione di documenti.

Oggi l’Istituto storico accoglie studiosi e ricercatori impegnati nella stesura delle tesi di laurea o di pubblicazioni scientifiche e organizza dibattiti ed eventi culturali. Inoltre, l’impegno con le scuole dell’obbligo non si è mai interrotto. L’ANPI di Foiano, infatti, si dedica a giornate guidate e incontri con le scuole sia in aula che direttamente in archivio, per avvicinare i più giovani a un approccio della storia più partecipativo e per far conoscere meglio le vicende locali della Resistenza italiana.

Ezio Raspanti in uno dei suoi interventi nelle scuole
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Francesco Bellacci
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2 thoughts on “L’Istituto storico dell’Antifascismo e della Resistenza in Valdichiana

  1. Sono Marcelli Angiolo,ho 86 anni sono nato a Foiano e mio padre era Guardia Comunale e lo fu sia nel periodo fascista che dopo con sindaco Gervasi per la sua estraneità ai partiti. Da 61 anni vivo a Pisa, e ricordo perfettamente gli ultimi giorni di occupazione nazista, il passaggio del fronte e in particolare la notte che salto la torre. Quelle notte la passai nascosto dietro le persiane della casa di mio nonno in via tolemaide cinini, allora , ora via indipendenza dove anche io abitavo. Come dicevo vidi andare via i tedeschi sistemati nei più strani mezzi di trasporto e verso mezza notte vidi la torre partire in alto come un razzo e dopo crollare su se stessa con un boato fortissimo e un gran polverone. Tra poco avrei compiuto dieci anni ma sono cosa indimenticabili.

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