Penso di parlare a nome di tutta la redazione quando dico che siamo un gruppo di persone che amano mantenere le promesse e che cercano sempre di dare il proprio meglio mentre lo fanno.

Da un punto di vista personale, mi sembra il minimo volerci mettere tutto l’impegno possibile quando di mezzo c’è una causa di grandissimo valore sociale, che può avvicinare due territori apparentemente lontani anni luce l’uno dall’altro, e che può fare concretamente del bene a tante persone non solo nel breve ma anche nel lungo termine.

Il progetto per realizzare l’evento di domenica 28 giugno è nato un pomeriggio di maggio a Montepulciano Stazione, quando Athanase e Alessio si sono incontrati e hanno cominciato a parlare della cooperativa Dufatanemunda e del progetto di orto sociale di Athanase. In redazione abbiamo due antropologi e quattro o cinque scrittori, era inevitabile che l’interesse per una cosa simile fosse alle stelle, senza poi contare che abbiamo tutti un debole per la narrativa e per le storie.

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Abbiamo quindi chiesto ad Athanase di darci tutto il materiale a sua disposizione. Ci siamo incontrati più volte perché le cose da dire erano veramente tante, ma alla fine avevamo tra le mani foto, video, registrazioni audio e pagine piene di appunti. Abbiamo diviso il lavoro a seconda delle rispettive competenze, e per tutto il mese di giugno abbiamo prodotto e pubblicato quelli che definirei quasi dei micro-capitoli della storia di Athanase, della cooperativa Dufatanemunda e del Burundi.
In questo modo, abbiamo potuto creare un percorso giornalistico attraverso il mese di giugno, che culminasse con l’evento del 28 giugno. Volevamo che i nostri lettori arrivassero informati alla serata principale, che avessero avuto la possibilità e il tempo di conoscere Athanase e il suo progetto, che avessero avuto modo di prendersi a cuore la causa tanto quanto ce l’eravamo presa a cuore noi.

Il 28, al Centro visite La Casetta della Riserva Naturale del Lago di Montepulciano c’erano più di 120 persone. La grande partecipazione è stata davvero la ricompensa più grande per gli sforzi di tutti coloro che hanno dedicato le loro risorse e il loro tempo a questo proposito benefico: moltissimi erano venuti da Montepulciano e dai comuni limitrofi, ma c’era chi veniva da Perugia, da Firenze e dalle terre di Siena.11667379_799769556804641_1709753707977735220_n
La serata, organizzata dall’associazione Amici del Lago di Montepulciano e da La Valdichiana, è stata un successo sia grazie ai partecipanti, sia grazie a tutte le aziende e associazioni che hanno donato i loro prodotti e le loro risorse per fare in modo che tutti i soldi raccolti durante la serata potessero andare a Dufatanemunda, senza dover essere usati per ripagare la serata.

Mi ha fatto un grande piacere vedere quanta gente tenesse al progetto di Athanase, quanti capissero l’importanza della cosa e quanto fossero disposti a dare nonostante i tempi non siano dei migliori. Credo sia importante, in un periodo come questo in cui l’economia rende la vita meno agevole di quanto lo fosse in passato, tenere in grande considerazione il valore del dono. Il benessere degli altri genera il nostro benessere: questo concetto è il fulcro di una società sana. Non importa quanto questi siano lontani, ma l’unico modo per creare un futuro di prosperità per tutti è quello di condividere le risorse e le conoscenze, perché siamo tutti cittadini dello stesso, singolo pianeta, tutti confinati su questa biglia blu che fluttua nel vuoto nello spazio. La condivisione è il futuro inevitabile dell’umanità, se vogliamo sopravvivere.

Il nostro pianeta, la Terra, fotografata dalla sonda spaziale Voyager 1 nel 1990, quando si trovava a 6 milioni di chilometri di distanza.

Il nostro pianeta, la Terra, fotografato dalla sonda spaziale Voyager 1 nel 1990, quando si trovava a più di 6 milioni di chilometri di distanza da noi.

L’impulso di fare qualcosa, almeno per me, viene istintivo al sentire storie di bambini che non hanno accesso ai beni primari e a un’istruzione che possa dar loro la possibilità di scegliere il proprio futuro, di madri che muoiono a causa dell’inadeguatezza degli ospedali, di risorse sprecate e di territori sfruttati senza criterio.

L’Africa non è lontana, c’è solo un pezzetto di mare a dividerci dalle sue nazioni più a nord (nazioni con le quali tra l’altro abbiamo condiviso cultura ed economia in un passato neanche troppo remoto): credo sia ora che si impari a conoscerne la geografia, i popoli, i problemi, perché l’innovazione non è mai – in tutta la storia dell’uomo – venuta dalla chiusura delle frontiere, anzi.

Il terribile nemico da combattere, qui, è l’ignoranza: il disinteresse, l’accidia, l’egoismo distruttivo di coloro che non sono disposti a donare pochi minuti del proprio tempo per conoscere una storia.

Tornando alla serata, non nego l’amarezza di non aver visto comparire volti che avevano promesso e ripromesso di venire all’evento, perché le promesse infrante suonano sempre come bugie atte a offendere il duro lavoro che tutti i volontari hanno svolto, ma credo che sia fondamentale, invece, dare risalto a coloro che c’erano (ed erano tantissimi), che hanno fatto di tutto per esserci e che hanno dimostrato di tenerci, di essere membri di una comunità attenta. Queste sono le cose che mi ridanno speranza per il futuro, il sapere che ci sono persone che sanno donare e che capiscono l’importanza del mutuo soccorso. In queste persone trovo quei valori rarissimi che sono la civiltà, l’altruismo, l’empatia e il rispetto.

Il bilancio della serata è stato assolutamente positivo, tanto che già stanno prendendo forma nuove iniziative sempre a sostegno della cooperativa Dufatanemunda, che cercheremo di portare in giro per la Valdichiana. Noi della redazione vorremmo che queste cause sfondassero le barriere dei singoli comuni e venissero adottate da tutto il territorio, che esattamente come le nazioni non deve soccombere a futili divisioni campaniliste.

Abbiamo visto che unendosi i risultati si fanno concreti: l’anno scorso abbiamo combattuto per far sì che il Torrione della fattoria granducale di Abbadia di Montepulciano rientrasse tra i Luoghi del Cuore tutelati dal FAI. Ci siamo arrivati vicinissimi, e da poco abbiamo saputo che sarà proprio l’ente a portare questo importantissimo simbolo di una comunità all’EXPO. Il Torrione arriverà a Milano, in Europa e nel mondo, e questo grazie a tutti coloro che hanno firmato la petizione.

La Valdichiana continuerà a lavorare per il territorio che ha scelto di raccontare, che comprende Valdichiana senese, aretina e Valdorcia. Continuerà a sostenere cause meritevoli e a porsi come megafono per coloro che hanno bisogno di farsi sentire, perché crediamo che una comunità unita e consapevole sia una comunità sicura, ricca e longeva. Per portare la Valdichiana nel mondo e il mondo in Valdichiana.

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