Inizia la settimana del XXII Palio della Rivalsa, organizzato da un consiglio direttivo della Pro Loco bettolina neoeletto. Domenica 11 giugno – ad una settimana esatta dalla gara – è stata riproposta un’edizione del fortunato “Il Palio dei Cittini”, che ha visto ventiquattro bambini, divisi in otto squadre da due atleti e uno scalatore ciascuna, sfidarsi in un percorso “in scala” del Palio della Rivalsa, in Piazza Garibaldi.

«Da quattro anni è stato introdotto questo format che permette ai ragazzi al di sotto dei 16 anni, l’età minima per partecipare alla gara ufficiale, di affrontare la prova del Palio della Rivalsa» mi dice Davide Bianchini, presidente della Pro Loco di Bettolle, entusiasmato dalla sentita partecipazione dei piccoli appassionati di Rivalsa, all’evento. «È ovviamente una versione ristretta della vera competizione: c’è una corsa con i barellini, facilitata da una dimensione e un peso ridotti e da un parallelepipedo al posto dell’anfora, più instabile, del regolamento ufficiale, e una scalata al cui palo è stato legato un nastro, ad un’altezza inferiore rispetto a quella della gara vera e propria».

Il nuovo consiglio è composto da giovani e giovanissimi (il più anziano ha infatti trent’anni). Si tratta di un dato socio-culturale importantissimo: per la prima volta, tutto l’apparato organizzativo della manifestazione è gestito da ragazzi cresciuti con il Palio della Rivalsa – la prima edizione, ricordiamo, è del 1996 – sin dalla tenera età. L’impegno è quindi spinto da un’affezione endemica, un legame territoriale fortissimo.  «Mi fa piacere avere intorno un gruppo totalmente composto da giovani» continua Davide Bianchini,  «Bettolle dimostra di essere un paese ricco di passione che arriva dalle giovani generazioni. In più molti di questi ragazzi, interni alla macchina organizzativa, vengono dalla piazza e dalla manifestazione, di conseguenza hanno vissuto sulla propria pelle quello che vuol dire la manifestazione e la competizione dal lato di chi partecipa. Nell’ottica della miglioria generale dell’evento, questo dato credo sia importantissimo. Negli anni ci siamo trovati a confrontarci con persone che si erano trovate in consiglio Pro-Loco senza avere familiarità con la gara; non sapevano infatti cosa effettivamente significasse correre con il barellino, scalare o sbandierare. Questa situazione è fortunatamente superata, poiché noi tutti abbiamo vissuto il Palio dall’interno e conosciamo a fondo le dinamiche della competizione».

Il Palio dei Cittini ha visto trionfare un trio di giovanissimi appassionati (i “Ragazzi del Poggio“: Riccardo Becherini e Alessandro Tavanti al barellino; Pietro Ferraro scalatore) che ben fanno sperare per il futuro di una manifestazione il cui fondamento è affidato alla buona volontà di tutti i partecipanti: in primis negli atleti, che sono sottoposti a specifiche prove di forza attuabili solo nel territorio bettollino. Una delle massime del Palio di Bettolle è infatti: «l’unico allenamento per scalare il palo e correre con il barellino è scalare il palo e correre con il barellino», lo sforzo fisico è specifico, le tecniche sono precise e sempre molto più estenuanti di quello che sembrano.  La difficoltà di attuazione e di riuscita, nella gara, è anche il motivo per cui, nonostante i pronostici, nonostante le contrade date per “favorite”, la quantità di variabili e deviazioni casistiche della competizione rendono, ogni anno, il Palio aperto, e quindi emozionante.

Foto di Cecilia Tommassini e Camilla Roghi. 

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