I Carmina Burana, prima di un’opera musicale, sono uno dei più importanti documenti poetici e musicali del Medioevo, raccolti nel Codex Latinus Monacenis.

Il termine Carmina Burana fu introdotto dallo studioso Johannes Andreas Schmeller, nel 1847, in occasione della prima pubblicazione del manoscritto. I testi originali sono inframmezzati da notazioni morali e didattiche, come si usava nel primo Medioevo, e la varietà degli argomenti (specialmente religioso e amoroso ma anche profano e licenzioso) e delle lingue adottate, riassume le vicende degli autori, i clerici vagantes, altrimenti detti goliardi (dal nome del mitico vescovo Golia), che usavano spostarsi tra le varie nascenti università europee assimilandone lo spirito più concreto e terreno.

Nel 1937, il compositore tedesco Carl Orff musicò alcuni brani dei Carmina Burana, realizzando un’opera con lo stesso nome per orchestra, coro e tre solisti.

Orff scelse di comporre una musica nuova, sebbene nel manoscritto originale fosse contenuta una traccia musicale per alcuni dei brani.

Inizialmente la musica dei Carmina Burana fu criticata e condannata come “musica degenerata”, ma in seguito questo lavoro, anche per l’afflato vitalistico che aleggia per tutta la partitura, fu accolto con entusiasmo dal regime nazista come una celebrazione della primitiva “cultura ariana”; il tempo ha, poi, sfrondato via ogni sospetto di ideologismo e ha consegnato (dagli anni ’60) questo indiscusso capolavoro alla sua non comune fortuna presso il vasto pubblico di sempre.

La composizione oggi è parte del repertorio classico internazionale e alcuni brani – come O Fortuna – sono stati utilizzati in numerosi film, come Excalibur, Il Presagio, The Doors, e nella pubblicità.

Al Cortona Mix Festival martedì 29 luglio, alle ore 21,30 in piazza Signorelli questa opera straordinaria sarà trasformata in danza dal Spellbound Contemporary Ballet.

Geniale per invenzione e plasticità del linguaggio corporeo contemporaneo, ardito nelle tensioni dinamiche tra le figure ed il contesto scenico-spaziale, rappresenta uno degli spettacoli più intensi e belli proposti negli ultimi anni dal mondo della danza italiana.

La coreografia ed il concept di Mauro Astolfi trasforma tutto in una danza incredibilmente dirompente, fatta di vitalità e ritmo, creando un effetto magico senza tempo. Nove ballerini quasi perfetti nel rendere la tensione e l’impatto di quest’opera.

Le coreografie giocano coi corpi in maniera tale da far diventare palpabile la tensione inquieta di quel Medioevo che risuona nelle musiche dei Carmina, a volte sembra di vedere le Grazie della Primavera del Botticelli, ma è solo un attimo, solo una postura perché l’età non è quella del Rinascimento, i gesti infatti sono inquieti, pieni di forza, scevri di dolcezza e linearità: è il gotico che diventa danza. Ma il linguaggio del corpo è contemporaneo, plastico, virtuoso, ricco di slanci e di contrazioni, un contrasto che segue la musica e ne diventa naturale estensione.

Coreografia e set concept Mauro Astolfi; interpreti Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Alessandra Chirulli, Giuliana Mele, Gaia Mattioli; Sofia Barbiero, Mario Laterza, Giacomo Todeschi, Michelangelo Puglisi; musiche Aleksandar Sasha Karlic, Carl Orff, A. Vivaldi; disegno luci Marco Policastro; scene Stefano Mazzola; costumi Sandro Ferrone.

A cura di Fondazione Toscana Spettacolo

Info: www.cortonamixfestival.it

Tel. 0575 606887

email: mixfestival@terreetrusche.it

ticketing.terretrusche.com

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