La raccolta differenziata è ormai diventata una prassi dell’educazione civica, una buona abitudine che pian piano sta entrando nella vita delle persone anche nelle aree di campagna come quelle in cui viviamo. Tuttavia, può essere difficile, per chi è sempre stato abituato a buttare i rifiuti tutti nello stesso secchio senza troppi pensieri, capire come funziona e riuscire a metterla in pratica nel modo giusto.

Iniziamo questa miniserie di articoli dedicati alla raccolta differenziata parlando della PLASTICA, forse il rifiuto che più di frequente finisce nelle nostre spazzature. È anche quella che purtroppo troviamo più spesso a sporcare i luoghi pubblici, e che solitamente impiega decenni se non secoli a sparire (e anche allora, rimarrebbe comunque a contaminare il suolo e le acque).

Le regole di base per mettere in pratica una corretta raccolta della plastica sono poche e chiare, e in caso di dubbio è facile trovare le risposte:

LAVA IL RIFIUTO

La plastica può essere riciclata solo se prima è stata ripulita dai residui organici come ad esempio quelli di cibo, e dai residui chimici. Per questo è importante lavare sempre i contenitori prima di buttarli: barattoli di yogurt, bottiglie e lattine di passata di pomodoro, tetrapack contenenti fagioli, panna e simili vanno tutti lavati con abbondante acqua corrente. I rifiuti vanno buttati vuoti, quindi non devono contenere nemmeno acqua.

SEPARA I MATERIALI

Spesso, le confezioni di plastica vengono appaiate con altri materiali, solitamente la carta: è necessario separare queste due parti e riciclarle separatamente. Se abbiamo un contenitore di plastica avvolto in una confezione di carta, come succede per gli yogurt o anche alcuni prodotti del banco frigo, dobbiamo separarli e rimuovere anche eventuali rimasugli di colla. La carta plastificata (come le confezioni dei biscotti) non può essere riciclata e va nell’indifferenziato.

SCHIACCIALI!

Lo spazio costa! La maggior parte dei rifiuti di plastica sono ingombranti perché mantengono la loro forma e intrappolano l’aria. Dobbiamo quindi dedicare un paio di secondi a schiacciare e rimpicciolire il più possibile i nostri rifiuti, in modo che anche la capacità delle campane nelle aree ecologiche venga ottimizzata e vadano svuotate meno spesso. Sarebbe un risparmio per tutta la comunità!

NON ESSERE PIGRO, VAI ALL’ISOLA ECOLOGICA!

Alcuni rifiuti sono ingombranti e non entrano nelle campane. Questo non è un buon motivo per abbandonarli lì accanto, anzi: abbandonare i rifiuti per strada o fuori dai contenitori adibiti è un gravissimo gesto di inciviltà e di maleducazione. Se abbiamo rifiuti troppo grandi o che non sappiamo dove buttare, le soluzioni sono due: alzare il telefono e chiamare l’isola ecologica che verrà a prendere i nostri rifiuti ingombranti (oppure prenotare comodamente il ritiro dal sito di SEI Toscana) o portarceli noi stessi, se le campane sono piene o se non siamo sicuri sul dove buttarli. Siamo tutti stanchi di vedere materassi, televisori gabinetti e giocattoli rotti abbandonati vicino ai cassonetti, magari proprio sotto le nostre finestre, no? Il decoro e la tutela dello spazio pubblico in cui facciamo crescere i nostri figli vale cinque minuti del nostro tempo.

QUALI OGGETTI DI PLASTICA SI POSSONO RICICLARE?

La parte più complicata è sicuramente il riuscire a capire cosa va nel secchio della plastica e cosa no, perché esistono tanti tipi di plastica e non tutti possono essere riciclati. Infatti, un tipo di plastica non può essere trasformato in un altro, e per questo motivo si possono riciclare solo plastiche simili tra loro. Il concetto di base è che si possono riciclare tutti i contenitori e le confezioni, principalmente PE, PET e PVC:

– bottiglie di plastica e vetro
– buste della pasta
– flaconi dei prodotti per le pulizie e igiene personale
– vaschette in plastica, vetro, alluminio e polistirene
– tubetti del dentifricio e delle salse
– cassette e retine della frutta
– vasetti dello yogurt
– incarti trasparenti di brioches e caramelle
– barattoli di vetro e di latta
– carta stagnola
– piatti e bicchieri usa e getta
– bombolette spray (NON se il contenuto era tossico o infiammabile)

NON VANNO NELLA RACCOLTA DELLA PLASTICA

– terracotta e ceramica
– lampadine e neon
– bacinelle
– cristallo
– termometri tradizionali (il mercurio che contengono è altamente tossico se disperso nell’ambiente)
– specchi
– giocattoli di plastica dura
– vetro pirex
– tutti i contenitori di prodotti tossici o pericolosi (vernici, colle)
– schermi
– decorazioni in vetro (lampadine natalizie, oggetti in vetro soffiato)
– dispositivi elettronici con gusci in plastica

Tutte queste cose vanno portate in all’isola ecologica e consegnate all’operatore responsabile!

COME DISTINGUO LA PLASTICA RICICLABILE DA QUELLA NON RICICLABILE?

Se ci avete mai fatto caso, sugli imballaggi sono riportati dei simboli che ci dicono se si può riciclare o no, e dove va. In caso doveste avere dubbi riguardo alla raccolta differenziata dei materiali plastici, potete interpellare il COREPLA (Consorzio Recupero Plastiche).

Il Polistirolo, pur non essendo plastica, viene gestito in modo diverso da comune a comune. Alcuni indicano di disporre dei contenitori in polistirolo nel cassonetto destinato alla plastica, altri invece lo indirizzano all’indifferenziata. È importante che seguiate le linee guida del vostro comune.
Per il Tetra Pak e l’alluminio il discorso è simile, il modo in cui vanno gettati varia da un comune all’altro (esistono comuni dove l’alluminio viene raccolto in cassonetti dedicati). In ogni caso, è importante che prima di buttarlo lo laviate bene e lo schiacciate.

PER RISPARMIARE E RIDURRE GLI SPRECHI

Forse non ci abbiamo mai pensato, ma tutta quella plastica che buttiamo l’abbiamo pagata (e ne paghiamo lo smaltimento). Lo spreco si traduce sempre in una spesa, e quindi è logico che acquistare prodotti con poco imballaggio sia un doppio risparmio. Ci sono molte soluzioni a questo problema:

al supermercato potete privilegiare i prodotti sfusi (si trovano facilmente detersivi, cereali, té, caffé, cibo per animali) o a ricarica (deodoranti per la casa, prodotti per le pulizie, spazzolini). Per quanto riguarda i detersivi, esistono in commercio kit per produrre i propri cosmetici naturali a casa in tutta sicurezza, e ricette per realizzare con pochi ingredienti comuni dei detergenti efficaci per le pulizie frequenti. Questi prodotti, se fatti con gli ingredienti giusti, non hanno nulla da invidiare a quelli che troviamo sugli scaffali del supermercato.

E l’acqua? Secondo i dati del WWF, una famiglia di quattro persone spende ogni anno da 320 a 720€ con un consumo di 32 litri di combustibili fossili per bere acqua in bottiglie di plastica.
Se ne abbiamo la possibilità smettiamo di comprare l’acqua nelle bottiglie di plastica. Informiamoci se il nostro comune fornisce acqua potabile dalle fontanelle pubbliche (l’acqua del Vivo d’Orcia, ad esempio) o se mette a disposizione le casine dell’acqua diventate ormai molto diffuse (in Valdichiana sono presenti in quasi tutti i comuni di entrambe le provincie). C’è la possibilità di installare dei potabilizzatori in casa propria. In questo modo è sufficiente utilizzare bottiglie di vetro o taniche riusabili, che ci dureranno per anni tagliando di netto la nostra spesa per l’acqua e noi ci guadagneremo in salute. Possiamo imparare a portarci dietro bicchieri di plastica riutilizzabili (ne esistono di telescopici che una volta usati si possono appiattire e riporre in tasca) o thermos al posto delle bottigliette, se ne abbiamo la possibilità.

E per concludere, vi mostriamo un grafico del Sole24Ore che raffigura la variazione della raccolta differenziata della plastica dal 2014 al 2015, regione per regione. La Toscana è solo settima: possiamo fare di meglio!

Tratto da Il Sole 24 ORE del 23/03/2016, pagina 15

Fonti:
www.seitoscana.it
www.tuttogreen.it
COREPLA
www.contiamoci.com

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