Negli ultimi giorni si è molto parlato in Italia della cerimonia dei 71esimi Golden Globe, per il premio assegnato a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, come miglior film straniero.  Era da ben 25 anni, dal 1989 con Nuovo Cinema Paradiso di  Giuseppe Tornatore, che un film italiano non vinceva questo premio.

La cerimonia dei Golden Globe, che si è tenuta il 12 Gennaio come ogni anno al Beverly Hills Hotel in California, prevede la consegna dei premi, i Golden Globes, assegnati da una giuria di novanta giornalisti appartenenti alla HFPA, l’associazione della stampa estera accreditata ad Hollywood. I premi non riguardano solo il cinema, ma dal 1956 vengono assegnati anche al piccolo schermo. Da molti questa cerimonia è vista come antipasto agli Oscar visto che le premiazioni si tengono in genere a due mesi di distanza l’una dall’altra.

A mio modesto parere, in questa 71esima edizione, in questa  ci sono state delle sorprese e delle conferme per l’assegnazione dei premi. I due contendenti principali erano American Hustle e 12 Years Slave con ben 7 nomination ciascuno. Vediamo allora chi sono stati i vincitori dei premi nelle categorie più interessanti.

Miglior film straniero – La Grande Bellezza. Senza dubbio questa è stata una sorpresa. Il film di Sorrentino (che ho già recensito) si è dovuto confrontare con una agguerrita concorrenza, come Il Sospetto del danese Thomas Vinterberg, il film d’animazione The Wind Rises (Kaze Tachinu) del celeberrimo regista giapponese Miyazaki, Il Passato dell’iraniano Farhadi, oppure il toccante La Vie d’Adèle di Kechiche che era dato da tutti come il favorito. Forse la giuria è stata affascinata da come l’Italia di oggi è stata rappresentata nel film, definita da Sorrentino alla premiazione “… a crazy country, but beautiful.”

Miglior attore in un film commedia o musicale – Leonardo di Caprio (The Wolf Of Wall Street). Speriamo che questo premio guadagnato per l’interpretazione di Jordan Belfort, gli porti fortuna per i prossimi Oscar, visto che ancora non ne ha vinto uno.

Migliore attrice  in un film drammatico – Cate Blanchett (Blue Jasmine). Come avevo già detto, l’ultimo film di Woody Allen, che nell’occasione ha vinto il Golden Globe alla carriera, non mi ha entusiasmato particolarmente ad eccezione dell’interpretazione, appunto, della Blachett.

Miglior film drammatico – 12 Years Slave (12 Anni schiavo). Il film diretto da Steve McQueen (non quel Steve McQuen!) e prodotto da Brad Pitt, è tratto da un autobiografia e racconta la drammatica vicenda di Solomon Northup, violinista di colore che nella metà del ‘800 viene privato della sua identità costretto a vivere, come dice il titolo, da schiavo per 12 anni.

Migliore film commedia o musicale – American Hustle (L’apparenza inganna). Il film ambientato nel mondo delle truffe degli anni ’70 e racconta fatti reali riguardanti l’operazione Abscan del F.B.I.. American Hustle riesce a sbancare portando a casa anche il premio a Amy Adams per Miglior attrice in un film commedia o musicale e a Jennifer Lawrence come Miglior attrice non protagonista, già vincitrice dell’Oscar. Il trittico Russell, Cooper, Lawrence, rispettivamente  regista, attore ed attrice già sperimentato in Silver Linings Playbook (Il lato positivo) può dirsi definitivamente collaudato.

Migliore Regia – Alfonso Cuaròn – Gravity. Un film, con Sandra Bullock e George Clooney, visto di recente che mi ha stupito particolarmente per il sapiente uso degli effetti speciali incentrati più sul rendere maggiormente realistiche le leggi della fisica nello spazio che sulla spettacolarizzazione alla Micheal Bay.

Miglior sceneggiatura – Spike Jonze – Her. Pellicola, con Joaquin Phoenix, ambientata in un futuro non troppo lontano dove le tecnologie sono in grado di emulare emozioni umane.
Riguardo le serie tv c’è stata l’ennesima e forse ultima incoronazione di Breaking Bad che è riuscita ad aggiudicarsi sia il premio come Migliore serie tv drammatica, sia il premio come Miglior attore per una serie tv Bryan Cranston per l’incommensurabile interpretazione di Walter White. Anche House Of Cards, che ho già recensito, riesce a portarsi a casa un Golde Globe, grazie al premio come Migliore attrice in una serie tv assegnato a Robin Wright. Sul lato comedy la serie Brooklyn Nine-Nine ottiene due sfere per Migliore serie comedy e Miglior attore comedy a Andy Samsberg.

Per la prossima premiazione non ci resta che aspettare domani, giovedì 16 Gennaio quando saranno annunciate le nomination per 86^ edizione degli Oscar.

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Matteo Biagi

Nato a Montepulciano nel 1987, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. è attualmente specializzando all’Università di Siena nel corso di laurea in Pubbliche Amministrazioni e Organizzazioni Complesse, curriculum in Amministrazione Economia ed Impresa. Per La Valdichiana si occupa del settore commerciale, oltre alla sua più grande passione: le serie televisive. Ma l’impegno più gravoso è certamente quello di tenere in riga gli altri membri della redazione!

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