Nel grande successo della serie televisiva “Strappare lungo i bordi” del fumettista Zerocalcare, pubblicata su Netflix a metà novembre, c’è anche un po’ di Valdichiana: Chiara Magrini, originaria di Montepulciano, ha infatti partecipato come clean-up artist e cercheremo di conoscerla meglio nel corso di questa intervista.

La serie animata di Zerocalcare sta riscuotendo grandi apprezzamenti: dopo dieci anni di opere a fumetti, il passaggio all’animazione ha amplificato il successo dell’artista romano. I sei episodi, balzati in cima alle classifiche della piattaforma di streaming, sono stati realizzati da Movimenti Production, Bao Publishing e DogHead, lo studio di animazione e grafica 2D con sede a Firenze.

Chiara Magrini, artista freelance e motion designer, ha collaborato come clean-up artist alle animazioni della serie, insieme a più di duecento collaboratori. È stata coinvolta per circa tre mesi, dando il suo contributo alla realizzazione finale. Cerchiamo di capire meglio qual è stato il suo ruolo e che significato avrà il successo di “Strappare lungo i bordi” per il settore dell’animazione in Italia.

Qual è stato il tuo incarico per la serie tv? Che cosa fa il clean-up artist?

“Pulisce le linee, ridisegna ciò che fanno gli animatori, frame by frame. La procedura è abbastanza semplice, la cosa più difficile è restare fedeli al modello che viene dato dalla produzione in modo da avere tutti i disegni più fedeli possibile all’originale e uguali tra loro. Bisogna stare attenti, avere cura di rispettare il tipo di tratto da usare, la chiusura delle linee, come e dove fermarsi, eccetera. Bisogna stare attenti a tanti dettagli.”

Molti ragazzi italiani hanno lavorato a questa serie, anche con un background che viene dal fumetto, suddivisi in tanti ruoli. Tu hai scoperto una nuova possibilità di lavoro?

“Io provengo da un background diverso in effetti, all’inizio sono entrata in crisi mistica! C’erano tante persone che venivano dalle accademie del fumetto, illustratori e disegnatori… io invece ho studiato da sola, non mi sentivo all’altezza della situazione, pensavo di essere inferiore. Mi sono fatta forza, ho studiato come una matta, mi sono esercitata tanto, imparando gli strumenti giusti. C’è stato un confronto notevole, ma non mi sono fermata, volevo imparare il più possibile dai miei colleghi. Insomma è stata bella esperienza, super formativa.”

Questa esperienza secondo te farà crescere la cultura dell’animazione nel nostro Paese, anche come opportunità di lavoro per i giovani?

“L’animazione viene vista come una cosa distante rispetto al nostro Paese, però in realtà c’è tanto mercato e tante possibilità per riuscire a studiare da soli. Ci sono corsi in abbondanza, si può investire in un programma o in un software, in una tavoletta grafica per approcciarsi. Poi però ti devi sbattere, è un lavoro che consuma tanto tempo. In questo settore devi essere veloce e preciso, per fare un secondo di animazione magari devi fare dodici disegni.”

Come è stato disegnare nello stile di Zerocalcare? Non è facile riprodurre lo stile di un altro autore

“Allenamento. Allenarsi a osservare, guardare, capire, copiare. Tanta osservazione, bravura nel guardare i dettagli. La linea di Zerocalcare, rispetto ad altri clean-up che ho fatto, non è tra le più complesse. Le linee sono abbastanza facili, una volta capito lo stile non è troppo articolato, tutto sommato sono disegni che possono essere fatti abbastanza velocemente.”

Della serie come prodotto finale cosa ne pensi?

“Una figata. Non lo dico perché ne ho fatto parte, ma perché è bellissima. Serie pazzesca, bella storia, tanti strati da leggere, oltre alla tematica importante di cui non si parla così spesso. Ha toccato temi che dovrebbero essere più al centro dell’attenzione, in maniera delicata. Una serie di cui avevamo bisogno.”

Il video integrale dell’intervista è disponibile su Instagram: https://www.instagram.com/p/CWv2R7SIS3C/

Print Friendly, PDF & Email
Show Full Content

About Author View Posts

Michele Bettollini

Mi chiamo Michele Bettollini, ma per alcuni sono semplicemente Betto. Sono uno studente universitario con una passione per il trekking e un amore per il disegno. Dopo aver passato un'infanzia a leggere fumetti, ho capito/deciso che saranno il mio futuro. Quando non ho la matita per le mani mi trovi a girovagare tra le colline toscane, con la mia reflex al collo. Cinefilo irreversibile, aspirante fumettista e fotografo (a tempo perso), sopravvivo a caffè e serie tv.

Comments

Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter!

Ultimi Articoli

Ultimi Podcast

Ultimi Video

Archivi

Close
Close