22 febbraio 2021: in Congo, sulla strada tra Goma, capoluogo del Nord Chivu, e la cittadina di Rutshuru, un piccolo convoglio senza scorta, con le insegne delle Nazioni Unite, viene bloccato e assaltato da un gruppo di persone che sparano con kalashinkov. Viene subito colpito a morte l’autista di una delle due auto, un cittadino congolese, e vengono portati via l’Ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, ed il Carabiniere Vittorio Iacovacci, che gli fa da scorta. I due, già feriti, dopo poco perdono la vita, Iacovacci nel tentativo di proteggere il diplomatico, Attanasio nel viaggio verso l’Ospedale di Goma.

Una vicenda tragica, una vera e propria azione di guerra, forse un tentativo di rapimento – finito male –, operato da una delle tante bande che si dividono il controllo del territorio, che a distanza di tanti mesi ancora non è stato ricostruito con chiarezza. Ma a languire è soprattutto una già difficile indagine, a causa della scarsa collaborazione offerta dalle autorità locali e dall’immunità diplomatica dietro la quale si trincera il personale del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM), titolare della missione in cui era impegnato Attanasio e i cui rappresentati erano presenti al momento dell’agguato.

Il giornalista Matteo Giusti, che lavora da anni come africanista per la rivista di geopolitica Limes e che ha visto con i propri occhi il Congo, terra che, per le sue straordinarie risorse naturali (oro, diamanti, uranio e coltan) potrebbe essere un paradiso e invece è un inferno, ha scritto il primo libro uscito in Italia sul fatto (“L’omicidio Attanasio. Morte di un ambasciatore”, Castelvecchi) e lo presenta sabato 4 dicembre, alle 18 ad Acquaviva, al Piranha Social Club.

All’incontro, condotto da Lucia Giusti, sarà presente anche Salvatore Attanasio, padre dell’Ambasciatore, che dall’inizio di questa vicenda è impegnato nella ricostruzione della verità e nell’attribuzione delle responsabilità per l’accaduto.

Nel volume Matteo Giusti, che è stato anche cronista sui territori della Valdichiana senese e aretina, raccoglie le parole, i ricordi, le speranze e i progetti di chi ha conosciuto Attanasio e Iacovacci e lotta ogni giorno per dare una speranza al gigante africano, che l’Occidente si limita a tenere in vita solo per spremerlo economicamente.

L’argomento appare tra l’altro di ancora maggiore attualità alla luce degli sviluppi della pandemia da coronavirus che vedono chiamata in causa proprio l’Africa, che oscilla tra i vari ruoli che in questi giorni le attribuisce l’opinione pubblica.

A chiedere giustizia per una morte assurda e per un fatto gravissimo sono in tanti, a cominciare naturalmente dai familiari delle due vittime ma anche il Premio Nobel per la Pace 2018, Denis Mukwege, autore della prefazione del libro.

“L’arrivo dei Carabinieri in Congo, l’intervento delle Nazioni Unite e l’impegno assunto dal governo del Presidente congolese Felix Tshisekedi (sollecitato anche dal Premier Mario Draghi nel corso del recente G20, a Roma, n.d.r.) non sembrano essere sufficienti a districare una matassa davvero intricata” scrive Giusti.

La presentazione fa parte di un ciclo denominato “Incontri” organizzato dal Collettivo Piranha in collaborazione con la Biblioteca Comunale – Archivio Storico “Piero Calamandrei”, con il Comune di Montepulciano e con la Libreria Centofiori, La Valdichiana e la Residenza Stuart.

Per il Piranha Social Club – Circolo Arci si tratta di un momento di approfondimento in un cartellone che propone concerti rilevanti come quello di Adriano Viterbini (17 dicembre), oltre a una serie di iniziative sociali e ricreative il cui programma completo si trova sui canali social del club.

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