Sale a tre il bilancio delle vittime dello scoppio del silos all’interno dell’azienda “IlsapBiopro», un’industria del gruppo Martena, con sede legale a Latina, che produce biodiesel e olio raffinato. L’esplosione si è verificata nel pomeriggio di giovedì 12 settembre, nella zona industriale di Lamezia Terme.

Oltre le due vittime, Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri, entrambi di 34 anni, è morto anche l’operaio Enrico Amati, di 36 anni, di  Torrira di Siena, deceduto nell’ospedale di Catanzaro dove era stato ricoverato con ustioni sul 90% del corpo. Erano saldatori e specializzati nella bonifica delle cisterne, all’interno delle quali avviene la raffinazione delle biomasse, un lavoro che le vittime svolgevano periodicamente. Qualcosa, però, non è andato per il verso giusto. Gli operai si trovavano all’interno del silos e stavano facendo dei lavori di manutenzione quando si è verificato lo scoppio, seguito da un incendio che ha carbonizzato gli operai. Altri addetti alla manutenzione che si trovano nelle vicinanze sono stati scaraventati a decine di metri.

Sono intervenuti, oltre alle forze dell’ordine, i vigili del fuoco per accertare la natura di vapori che si sono liberati nell’aria. Una nuvola di fumo e un odore acre, infatti, si sono sprigionati dall’interno delle cisterne esplose ed ha coperto il cielo per alcuni chilometri. Sul posto anche il procuratore della repubblica di Lamezia, Prestinenzi, che proprio giovedì mattina si era insediato nel nuovo ufficio. Ci sono da accertare le cause dello scoppio che ha provocato la morte degli operai e verificare le condizioni di lavoro cui erano stati sottoposti.

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