La notizia ha iniziato a diffondersi il 17 gennaio, anche se i documenti erano già stati pubblicati da parte dell’amministrazione comunale della città termale. Ma cosa è successo esattamente? Stando a quanto riportato da Valtubo la polemica è dovuta a una mala gestione di un fondo regionale destinato alla promozione e al riposizionamento dell’offerta turistica chiancianese, con un focus anche su nuove strategie di comunicazione e di rinnovamento.

Il problema sarebbe dovuto al fatto che dei quasi 350mila euro totali (di cui una parte è stanziata anche dal Comune) alla Regione Toscana ne sono stati richiesti la metà, visto che la gara per l’assegnazione del bando (al ribasso) si è conclusa con una proposta dell’agenzia romana PIRENE srl da circa 50mila euro l’anno (da spalmare sul triennio 2021-2023, per 157.380 euro totali). Ma è possibile che l’amministrazione comunale abbia commesso una leggerezza di questa caratura perdendo metà dei fondi?

Sull’argomento si è espresso anche il Presidente dell’Associazione Albergatori di Chianciano Terme Daniele Barbetti, che ha presentato la proposta di Federalberghi per intercettare i finanziamenti del PNRR. Ci sono infatti fondi anche per il settore termale, fino a 10 milioni ottenibili attraverso un fondo rotativo. Barbetti ha sottolineato l’importanza di investimenti anche per la promozione, lanciando un appello a Comune e Regione, sperando di ottenere che i fondi non impiegati per il bando restino destinati alla valorizzazione di Chianciano.

La pandemia e i suoi effetti hanno colpito tutti, ma ovviamente il tessuto delle imprese di una zona a cosi forte vocazione turistica ha accusato il colpo in maniera particolarmente decisa. Altrettanto duro è stato il commento alla vicenda del leader dell’opposizione in Consiglio Comunale, Paolo Piccinelli, che ha definito l’attuale giunta non adeguatamente preparata per proporre un proprio modello di città.

La nostra redazione ha dunque raggiunto il Sindaco Andrea Marchetti, per avere risposte e maggiore chiarezza su quanto scritto e detto nell’ultima settimana. Il primo cittadino ha, per prima cosa, precisato l’entità del fondo: il bando nasce infatti dai fondi della Regione Toscana destinati alla promozione del termalismo, e prevede un cofinanziamento da 40mila euro del comune, insieme ai 310mila euro investiti dalla Regione.

Il rappresentante della lista civica puntoeacapo, in carica dal 2014 e attualmente al secondo mandato, ha poi precisato cosa ha portato ad assegnare il bando all’agenzia Pirene (che conta comunque clienti di primo piano come il Comune di Torino e l’azienda farmaceutica Pfizer).

L’assegnazione del bando è andata a punteggio, 80% al progetto, 20% all’offerta economica.” 

Ma allora nessuno ha presentato un progetto migliore chiedendo un compenso maggiore? A quanto dice Marchetti, c’era stata una proposta giudicata più valida in prima istanza:

“Il soggetto vincitore aveva inizialmente presentato un progetto da 300mila euro, ma per problemi dovuti all’agenzia delle entrate sono stati scartati. Il secondo progetto era quello di Pirene, che ha firmato il contratto con il Comune. Pur avendo un’offerta giudicata inferiore sul lato del progetto, guadagnava punti sul lato economico.” 

Ma cosa ne sarà dunque di ciò che non rientra nel contratto con l’azienda di comunicazione romana? Sono soldi che Chianciano ha perso?

I 150mila euro non sono “avanzati” e non torneranno indietro. Il dialogo con la Regione è aperto e si cerca una strategia per affiancare questa somma a quanto già stanziato tramite il bando. L’assessore regionale Marras (che ha anche le competenze legate a turismo e industria alberghiera, ndr) ed Elena Rosignoli, delegata del Consiglio regionale per la Valdichiana, si incontreranno il 2 febbraio insieme anche all’Associazione Albergatori per decidere come investire quanto avanzato.

Crisi rientrata, dunque? Staremo a vedere l’evolversi della vicenda. Viene da chiedersi come mai sia nata una polemica che ha coinvolto tutti coloro che ricoprono un ruolo significativo nella città termale, dal momento che a quanto dice il Sindaco il problema era poco più che un inciampo. Sicuramente il Comune si è trovato in una situazione inattesa, dopo aver selezionato il progetto vincitore e vedendosi poi costretto a revocare l’assegnazione e si potrebbe aprire una riflessione anche sul perché ci fosse uno scarto di 150mila euro tra le prime due offerte, cosa che rappresenta già una mezza sconfitta. Il principio di efficacia delle gare pubbliche è un’ampia partecipazione, che consenta una sana concorrenza. Di fatto il percorso al ribasso nei bandi è una metodologia che punta al risparmio di risorse da parte delle istituzioni, ma che può portare alla perdita di qualità nei servizi.

Forse un maggiore dialogo tra pubblico e privato, tra associazioni di categoria e aziende, potrebbe permettere una più ampia risposta. Ciò che resta è la curiosità verso ciò che sarà dei restanti fondi (ne sapremo di più dopo il 2 febbraio), oltre che la speranza che aiutino concretamente l’economia di Chianciano Terme e di tutto il territorio.

(articolo a cura di Francesco Pipparelli)

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