La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: solidarietà

Dufatanemunda: il futuro passa per la Moringa

“Dufatanemunda” è una parola della lingua burundese che significa “l’unione fa la forza” ed è anche il nome del progetto di cooperativa sociale che unisce un piccolo villaggio del paese…

Dufatanemunda” è una parola della lingua burundese che significa “l’unione fa la forza” ed è anche il nome del progetto di cooperativa sociale che unisce un piccolo villaggio del paese africano del Burundi alla piccola frazione di Montepulciano Stazione in Valdichiana: un progetto di solidarietà, di sviluppo locale e di incontro tra mondi diversi che vi raccontiamo già da molti anni. La storia della cooperativa Dufatanemunda è stata infatti una delle prime cause che la nostra testata ha seguito, contribuendo a raccogliere fondi e raccontando gli effetti di tali iniziative ne villaggio di Vugizo, in Burundi. Due anni fa l’associazione locale legata alla cooperativa Dufatanemunda Onlus ha organizzato un pranzo di raccolta fondi, e da quel momento sono proseguite le attività in Burundi. Ho incontrato Athanase Tuyikeze, ideatore del progetto, per conoscere gli ultimi sviluppi del progetto e quali benefici abbiano portato i fondi raccolti in Valdichiana alla vita degli abitanti di Vugizo.

“In questi ultimi due anni l’associazione ha continuato a raccogliere fondi, anche senza organizzare eventi. – racconta Athanase – Le persone che conoscono il progetto hanno continuato a donare, secondo le proprie possibilità, permettendoci di sostenere le attività della cooperativa. Sono appena tornato da un viaggio in Burundi in cui abbiamo apportato molte novità, a cui hanno partecipato altre persone della Valdichiana che hanno portato le loro conoscenze tecniche e agronomiche alla cooperativa di Vugizo, che sta proseguendo con buoni risultati.”

Il gruppo in partenza per il Burundi

Il gruppo in partenza per il Burundi

Nel frattempo, infatti, Dufatanemunda ha continuato a sostenere i membri della cooperativa attraverso attività di microcredito e sostegno alle attività agricole; sono state inoltre incrementate le attività di mutuo soccorso ed è stata costruita una stalla per accogliere i maiali, gestiti da un responsabile comune e da un guardiano. La cooperativa sta inoltre bonificando un terreno paludoso per ampliare le coltivazioni di mais, grazie al miglioramento della rete irrigua realizzata con i primi interventi. Ciò che è importante sottolineare, secondo Athanase, è che la cooperativa debba compartecipare a ogni sforzo economico attraverso le proprie risorse, senza fare unicamente affidamento alle donazioni provenienti dalla Valdichiana. Dal momento delle prime raccolte fondi, infatti, la cooperativa si è sviluppata ed è diventata capace di camminare con le proprie gambe: le risorse raccolte tramite la onlus possono migliorare le tecnologie e incrementare le attività, ma non sono propedeutiche alla sopravvivenza della cooperativa, e questo è uno dei principali obiettivi raggiunti.

La principale novità riguardante la cooperativa, comunque, riguarda la coltivazione della moringa, un arbusto tropicale dalle ottime capacità nutritive e dai numerosi utilizzi. L’albero della moringa oleifera è infatti al centro di progetti di coltivazione sostenibile: le foglie, i semi, le radici, il tronco e la resina possono essere utilizzate per realizzare farine, integratori alimentari e altri materiali utili per l’economia locale.

L’albero della moringa è al centro di un progetto creato da un altro agronomo burundese, Valence Ndayisenga, che ha vinto il premio “Dr. Startupper 2016” con una squadra dell’Università Cattolica di Piacenza. Dufatanemunda ha iniziato a collaborare con tale progetto, chiamato NAFASCO, che interessa la provincia settentrionale del Burundi, il Kirundo (mentre Vugizo si trova nella provincia meridionale). Valence e Athanase sono andati in Burundi insieme, visitando entrambe le zone e mettendo in rete le rispettive cooperative per la sperimentazione e la lavorazione degli alberi di moringa.

“Il nostro obiettivo è sconfiggere la malnutrizione – spiega Valence – che affligge il 58% della popolazione del Burundi attraverso l’uso consapevole di una delle risorse naturali che il nostro pianeta ci offre, l’albero della moringa, e a un coinvolgimento diretto delle famiglie locali. Si tratta poi di un modello replicabile che potrebbe essere riproposto anche in altri Paesi dell’Africa che lottano quotidianamente con problemi simili a quelli del Burundi”

Una donna burundese raccoglie le foglie di moringa

Proprio in virtù di tale progetto e della collaborazione avvenuta con NAFASCO, Dufatanemunda ha investito parte delle ultime risorse raccolte per acquistare più di 3mila semi di moringa. La coltivazione di questa varietà di arbusto, che ben si adatta al clima tropicale, potrebbe creare un notevole miglioramento all’alimentazione e alle condizioni di vita degli abitanti.

“Conoscevo la moringa, ma non immaginavo che a Piacenza ci fosse un altro agronomo burundese impegnato in un progetto simile al nostro. – racconta Athanase – Ci siamo incontrati e abbiamo pensato di collaborare, unendo le forze tra Vugizo e il Kirundo, con l’obiettivo di aiutare i contadini del Burundi. Nel nostro ultimo viaggio abbiamo insegnato alle persone a utilizzare la moringa ai fini alimentari e a coltivarla in maniera efficace. Stiamo realizzando un vivaio, in modo che ogni membro della cooperativa abbia un suo albero di moringa: una parte da utilizzare, una parte da commercializzare.”

Gli obiettivi futuri di Dufatanemunda prevedono la raccolta di ulteriori fondi per la costruzione di un mulino per realizzare la farina di moringa. A questo scopo la onlus è già al lavoro sulla realizzazione di un nuovo evento, anche attraverso dei convegni per approfondire la conoscenza e lo studio di questa varietà tropicale. La prospettiva della cooperativa è sempre stata quella di scambiare le rispettive conoscenze, condividere le tecnologie e unire le forze per migliorare le condizioni di vita delle persone. Un sostegno concreto al villaggio di Vugizo e al Burundi in generale che, attraverso il contributo di tutti, ha sviluppato progetti sempre più sostenibili.

“In questi anni ho visto Vugizo cambiare, è la realizzazione di un sogno – spiega Athanase – è un piccolo villaggio in cui le giovani donne, attraverso la cooperativa Dufatanemunda, stanno garantendo un futuro agli abitanti. Siamo consapevoli che ci sia ancora tanto da fare ma i risultati raggiunti finora sono molto positivi. Abbiamo un dipendente della cooperativa che lavora tutti i giorni, abbiamo raggiunto 22 membri complessivi che ottengono aiuto economico e progetti di microcredito, famiglie che hanno visto un accrescimento delle loro condizioni, sviluppo di orti e di nuovi terreni agricoli, con l’opportunità di far arrivare l’acqua gratuitamente a tutti. In Burundi stanno nascendo nuove cooperative, grazie all’impegno governativo, ma Dufatanemunda è tra le più organizzate ed è capace di trasmettere e condividere le proprie conoscenze. Se riusciremo a svilupparci ulteriormente potremo aiutare anche le altre e realizzare una rete comune.”

Se volete contribuire alle attività della cooperativa e ai progetti di sviluppo sostenibile in Burundi, è sempre possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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Dufatanemunda: pranzo di buon augurio per il raccolto

Da molto tempo seguiamo ormai le vicende della cooperativa Dufatanemunda: una cooperativa sociale che riunisce un gruppo di persone a Vugizo, nel Burundi, e che sta offrendo opportunità di sviluppo…

Da molto tempo seguiamo ormai le vicende della cooperativa Dufatanemunda: una cooperativa sociale che riunisce un gruppo di persone a Vugizo, nel Burundi, e che sta offrendo opportunità di sviluppo sostenibile nel territorio africano grazie al sostegno di tanti volontari e donatori provenienti dalla Valdichiana. Nel corso degli ultimi due anni sono stati infatti numerosi i legami tra la Valdichiana e il Burundi: due convegni al Lago di Montepulciano e una continua attività di sensibilizzazione portata avanti da Athanase Tuyikeze, fino alla nascita di una vera e propria onlus che porta lo stesso nome della cooperativa (Nel nostro speciale potete trovare tutti gli approfondimenti).

Per sancire questo legame, sempre più forte, la scorsa domenica 13 Marzo l’associazione Dufatanemunda si è riunita per un pranzo di buon augurio per il raccolto. Oltre cento persone, interessate alla storia di Vugizo e della cooperativa, si sono riunite per un pranzo in un’atmosfera serena e conviviale presso la sala Auser di Abbadia di Montepulciano.

“Siamo molto felici della grande partecipazione a quest’evento. – ha detto Athanase, presidente dell’associazione – Oltre alle tante persone che fin dall’inizio ci accompagnano in questo progetto, abbiamo notato nuove persone che si sono interessate alle attività della cooperativa e che portano sempre nuovi stimoli e nuove opportunità di crescita.”

Grazie ai fondi raccolti dall’associazione durante il pranzo sociale, sarà possibile continuare i lavori a Vugizo, nel sud del Burundi, potenziando le attività agricole della cooperativa e finanziando le opportunità di microcredito, che stanno già dando dei buoni frutti. L’obiettivo a medio termine è sempre quello di costruire una stalla, che sarebbe utile anche per l’approvvigionamento del concime per la fertilità degli orti sociali.

“Vogliamo ringraziare calorosamente tutte le persone che hanno partecipato a questa bella giornata e hanno pranzato assieme a noi. – ha continuato Athanase, al termine del pranzo – Un grazie speciale all’Auser di Abbadia di Montepulciano, che ci ha donato l’utilizzo della sala come contributo alla nostra associazione; e uno speciale ringraziamento ai ragazzi del Nautilus Xenolid Team, che hanno curato tutta la fase di catering e di servizio ai tavoli. Grazie di cuore anche a Raimondo e Bastiana, che hanno creduto in questo progetto fin dall’inizio e sono stati fondamentali per la buona riuscita di questo pranzo.”

Le attività dell’associazione, a sostegno della cooperativa Dufatanemunda e dello sviluppo sostenibile in Burundi, non si fermano qui: per il terzo anno di fila, infatti, è in fase di organizzazione il convegno al Lago di Montepulciano, che si terrà alla fine del mese di Giugno. L’evento sarà anche l’occasione per aggiornare tutti gli associati sullo stato di avanzamento dei progetti in corso a Vugizo, oltre ad approfondire importanti tematiche ambientali e agronomiche.

Mentre in Italia l’associazione Dufatanemunda si mobilita con grande partecipazione, in Burundi si è festeggiato il capodanno agricolo. I membri della cooperativa si sono mostrati molto felici del raccolto dei loro orti sociali, e le attività agricole proseguono alacremente. Segno evidente che il pranzo dell’associazione è stato veramente di buon augurio, e che le donazioni raccolte in Valdichiana stanno facendo una reale differenza in Burundi!

Se volete contribuire alle attività della cooperativa, è sempre possibile effettuare una donazione all’associazione locale: Dufatanemunda Onlus, codice iban: IT28 J033 5901 6001 0000 0147 362

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La Spider Woman di Manara: una polemica sul corpo femminile

In questi giorni sta infuriando la polemica riguardante alcune cover del primo volume di Spider Woman, commissionate dalla Marvel a Milo Manara, il grande maestro del fumetto erotico italiano, e…

In questi giorni sta infuriando la polemica riguardante alcune cover del primo volume di Spider Woman, commissionate dalla Marvel a Milo Manara, il grande maestro del fumetto erotico italiano, e a Greg Land, autore che, si dice (non sono andata a verificare e non sono proprio esperta di comics americani), ami ricalcare foto di pornostar per realizzare i suoi disegni.

Le copertine hanno sollevato un gran polverone, specialmente da quando alcuni zelanti colleghi disegnatori hanno pensato che fosse il caso di sottolineare tutto ciò che c’è di sbagliato, anatomicamente ed eticamente, in quelle illustrazioni.

Le copertine in questione sono queste:

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Non siamo qui a discutere dei gusti, non siamo qui a decidere se siano belle o no, perchè io le trovo entrambe bruttine (la seconda molto brutta). Ma pubblicare copertine brutte non è un crimine, è una cosa che succede da sempre e PER FORTUNA siamo liberi di pubblicare anche copertine bruttine, e non esiste un qualche ispettorato all’estetica che ci imponga per legge di rispettare determinati requisiti tecnici.

Appena svelate, le due copertine sono rimbalzate di blog in blog, specialmente su Tumblr, dove sono state tacciate di sessismo, di oggettificazione del corpo della donna, e di imprecisione anatomica.

Le imprecisioni anatomiche ci sono, sono innegabili, sono tante e decisamente evidenti, specialmente nell’illustrazione di Land. Gli artisti che hanno attaccato le immagini hanno realizzato una serie di schizzi in cui mostrano quali sarebbero state delle pose più corrette, e come le avrebbero realizzate loro:

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Nessuno mette in dubbio che questi schizzi siano anatomicamente più realistici (anche se decisamente non perfetti) rispetto alle immagini originali (a parte che non si evince da nessuna parte che la Spider Woman di Manara sia in procinto di saltare. A me sembra in procinto di strisciare o gattonare, e infatti l’autore ha appunto spiegato che starebbe facendo il “passo del giaguaro“).

Vorrei però riflettere sul perchè qualcuno dovrebbe sentire il bisogno di denigrare il lavoro altrui, soprattutto di un collega, esponendo al pubblico i suoi errori (e qui vorrei rimandare al bellissimo articolo della mia collega Alessandra, riguardante la mancanza di solidarietà tra gli artisti, che lei applica principalmente alla scena musicale italiana, ma che funziona tranquillamente in qualsiasi altro campo). Non ammiro chi critica Dostoevskij per come usa le virgole dicendo che “non è capace di scrivere”, o chi disprezza Battisti perchè “era stonato”.

L’arte è arte proprio quando un errore viene reso elemento espressivo in armonia con il suo contesto. Allora smette di essere errore e diventa stile.

È davvero così grave disegnare un corpo umano anatomicamente scorretto?
Il 90% dei fumetti esistenti contengono errori anatomici e prospettici più o meno gravi. Spesso, questi errori sono parte integrante dello stile di un autore, e ne sono l’elemento caratteristico. Nei manga giapponesi, è spesso l’elemento espressivo chiave: pensiamo alle gambe lunghissime della Sailor Moon di Naoko Takeuchi, che mi ha fatta innamorare dei fumetti da bambina, alla sua vita troppo corta o troppo stretta, ai suoi fianchi troppo tondi o troppo sottili:

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Il disegno deve essere verosimile? Il disegno è un mezzo espressivo, è uno dei mezzi che abbiamo per capire, riprodurre, interpretare e narrare il mondo che ci circonda. Imporre un qualsiasi canone al disegno equivarrebbe a tarpare le ali a una colomba. Sono dell’idea che le regole sia sempre meglio conoscerle prima di infrangerle, ma nessuno di noi disegnatori avrà mai una padronanza dei propri strumenti sufficiente a riprodurre fedelmente tutti i fenomeni fisici e tutte le proprietà degli oggetti di questo mondo. Per questo si semplifica, si schematizza, si creano manierismi. E in questo il disegno si differenzia dalla copia e diventa espressione di un essere vivente.

Imponendo paletti al COME rappresentare l’anatomia umana, si esercita censura.

Una seconda critica che viene mossa alle copertine è di essere erotiche (ma chi conosca un minimo l’illustrazione erotica capisce bene che questa non lo è, neanche lontanamente) o sessualizzanti nei confronti del corpo femminile. Il termine “sessualizzante” viene usato come se fosse una cosa negativa, nonostante sia una cosa assolutamente comune. Chi di noi non ha mai pensato, guardando un oggetto, che fosse di forma fallica? D’Annunzio riteneva che le forme delle colline toscane fossero simili a quelle di una donna nuda, sdraiata, a dei seni o a dei fondoschiena. Questo è sessualizzare gli oggetti. Perchè sessualizzare qualcosa o qualcuno – mi viene in mente un giovane cantante italiano che si auto-sessualizza in continuazione e la gente lo adora per questo – dovrebbe essere una cosa dannosa? Quello che è dannoso è la discriminazione pre-esistente nei confronti del sesso femminile. Infatti, si condanna la sessualizzazione del corpo della donna ma non quello dell’uomo (o almeno, non mi vengono in mente esempi calzanti, anzi). Perchè l’illustrazione di una donna in tutina molto aderente (addirittura più simile a del bodypainting!) causa così tanto scandalo, quando fior fiore di supereroi con indosso le stesse improbabili tutine – che non nascondono NIENTE nemmeno sui loro corpi – non hanno mai disturbato nessuno?

Censurare il corpo femminile, pretendere che venga rappresentato in un certo modo, è davvero un passo in avanti verso la parità dei sessi? Io non credo. Credo che la parità assoluta esista solo quando entrambi i sessi vengano trattati nello stesso modo, sia in positivo che in negativo.

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Montepulciano: anche per il 2014 ci sarà l’iniziativa “1 Euro di solidarietà”

Nel 2014 il Comune di Montepulciano riproporrà, per il terzo anno, il progetto “1 Euro in solidarietà”, un’iniziativa senza precedenti su scala nazionale che, integrando il tradizionale rapporto tra Istituzioni…

Nel 2014 il Comune di Montepulciano riproporrà, per il terzo anno, il progetto “1 Euro in solidarietà”, un’iniziativa senza precedenti su scala nazionale che, integrando il tradizionale rapporto tra Istituzioni e associazioni, ha consentito di raccogliere significative risorse da destinare al sociale. Ad annunciare al mondo dell’associazionismo la conferma dell’iniziativa è stata l’Amministrazione Comunale che ha anche fornito i lusinghieri dati di consuntivo.

Nel 2013 “1 Euro in solidarietà” ha consentito di raccogliere ben 40.000 Euro che sono stati destinati a progetti di collaborazione per persone rimaste senza occupazione a causa della crisi economica e sprovvisti di ammortizzatori sociali o che versano comunque in condizioni di difficoltà economica e sociale.

Sono 51 le persone che hanno potuto quindi prestare per un trimestre la propria collaborazione al Comune, alla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, alla Biblioteca Comunale, al Centro di socializzazione per disabili di Gracciano, alle scuole, alla Misericordia ed alla Associazione Amici del Lago ricevendo un contributo sociale che, oltre ad alleviare situazioni economiche precarie, ha attribuito valore all’apporto dato e restituito dignità alle persone, facendole sentire attive e inserite nel ciclo sociale.

I soggetti beneficiari sono stati individuati attraverso una valutazione delle singole condizioni, con il contributo professionale del servizio sociale della USL 7. Il Comune è promotore del progetto e si fa garante non solo della sua gestione ma anche di una equa ripartizione della solidarietà collettiva.

A formare il “tesoretto” che ha alimentato il progetto sono state le associazioni (contrade incluse) che, in occasione di eventi e manifestazioni, offrono pasti al pubblico: per ogni commensale è stato chiesto agli organizzatori di feste e sagre di contribuire con 1 Euro alla nobile finalità, le risorse raccolte sono confluite in uno specifico fondo, gestito dal Comune. Nel corso del 2013 si sono registrati i generosi contributi di altre realtà locali che, in maniera spontanea, hanno condiviso l’obiettivo. Si tratta, in particolare, della Banca di Credito Cooperativo di Montepulciano, che ha versato 10.000 Euro, del Lions Club Cianciano, che ha partecipato con 6.000 Euro, e della Parrocchia di Sant’Agnese che è stata il punto di riferimento dei Pranzi della solidarietà, organizzati con altre associazioni.

“Fino a qualche anno fa l’unico rapporto economico tra Comune e associazioni si concretizzava nella concessione di contributi” dichiara il Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, ideatore del progetto. “Ora il rapporto si è evoluto, attraverso la propria attività, e in un rapporto chiaro e trasparente con l’Amministrazione Comunale, l’associazionismo è partner delle Istituzioni e assume un ruolo sempre più attivo e definito nel panorama sociale”.

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Solidarietà responsabile a Sarteano

A Sarteano è nato il Tavolo della solidarietà responsabile per diffondere una cultura della solidarietà e del volontariato, e per aggredire il disagio e rafforzare l’inclusione sociale. L’atto di nascita…

A Sarteano è nato il Tavolo della solidarietà responsabile per diffondere una cultura della solidarietà e del volontariato, e per aggredire il disagio e rafforzare l’inclusione sociale. L’atto di nascita del nuovo organismo si è svolto nei giorni scorsi con la firma di un accordo tra il Comune di Sarteano e otto associazioni che, in varia natura e forma, operano in ambito sociale nel territorio.

I firmatari del protocollo sono stati, oltre al sindaco Francesco Landi, le locali associazioni Arci “Circolo ricreativo lavoratori”, Auser “Il bosco di Giano”, Avis, Oxfam Italia/Wipala, Elea, Mani amiche, Sarteanoviva e Venerabile Arciconfraternita di Misericordia.

“L’obiettivo del lavoro comune che abbiamo iniziato – è il parere condiviso del sindaco Francesco Landi,  dell’assessore Luisa Gandini, e del consigliere con delega al volontariato Marco Costantini – è rendere omaggio a chi impiega tempo per gli altri, far crescere una consapevolezza del tema della solidarietà, favorire una conoscenza reciproca per poter programmare azioni comuni tese alla qualità della vita. Sarà rispettata l’autonomia di ogni associazione, cui il tavolo aggiunge solo un momento di confronto utile per tutti”.

Il tavolo, come sancito dal protocollo, potrà rappresentare uno strumento di raccordo per rendere patrimonio comune l’esperienza maturata nelle organizzazioni di volontariato, e allo stesso tempo uno strumento per la promozione della cittadinanza attiva e solidale nel contesto sociale. L’intento è di approfondire il tema dell’emarginazione, della solidarietà e della giustizia sociale, utilizzando il confronto, l’esperienza e le conoscenze dei soggetti aderenti al tavolo.

Oltre alle otto associazioni firmatarie hanno partecipato agli incontri anche altri rappresentanti di associazioni o soggetti che, pur non potendo formalmente firmare il protocollo, si sono detti comunque interessati a collaborare su singole e specifiche iniziative su Sarteano.

Il Tavolo della solidarietà responsabile di Sarteano, che in futuro potrà essere esteso ad altri soggetti e singoli cittadini, vuole avere una finalità pratica: programmare azioni condivise e concrete per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e per combattere il disagio sociale. Dalle prime riunioni è emersa la volontà di rafforzare alcune misure già spontaneamente in atto di solidarietà per chi ha subito la crisi, e di lavorare assieme alle scuole, sviluppando progetti formativi sui temi del consumo responsabile, della buona alimentazione, della solidarietà e della tolleranza

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In campo con Fiorentina e Juve per la solidarietà

L’incontro con i settori giovanili delle più importanti società professionistiche Gli Esordienti dell’Unione Polisportiva Poliziana in campo insieme ai colleghi di Fiorentina, Juventus, Siena e Livorno. L’incontro tra i giovanissimi…

L’incontro con i settori giovanili delle più importanti società professionistiche

Gli Esordienti dell’Unione Polisportiva Poliziana in campo insieme ai colleghi di Fiorentina, Juventus, Siena e Livorno.
L’incontro tra i giovanissimi calciatori, tutti under 12, avverrà il 17 e 18 maggio 2014 a Firenze in occasione della 5.a Dommo Cup, torneo nazionale organizzato dalla U.S. Sales del capoluogo di regione in collaborazione con la Fondazione Stefano Borgonovo.
Obiettivo dell’iniziativa, che ha già fatto registrare l’adesione dei settori giovanili delle più importanti società professionistica (oltre a quelle già citate, anche Prato, Spezia, Parma, Bologna, Sassuolo e Padova), raccogliere fondi a favore dei progetti di ricerca contro la SLA, la terribile malattia che ha stroncato Stefano Borgonovo, prima brillante bomber di Fiorentina e Milan e poi testimonial, con la sua famiglia, della lotta alla Sclerosi laterale amiotrofica.
Il torneo si disputerà presso gli impianti del Centro Sportivo Don Bosco e l’Unione Polisportiva Poliziana sarà una delle quattro squadre dilettantistiche impegnate.

“Abbiamo deciso di partecipare – dichiara Massimiliano Bianconi, Presidente della UPP – per compiere un altro, importante passo lungo la strada che abbiamo deciso di intraprendere e che è già caratterizzata da significativi interventi in campo sociale. Lo sport ed il calcio, oltre al forte valore agonistico, possono trasmettere messaggi di amicizia e solidarietà di particolare efficacia; questo effetto, a livello giovanile, si esalta e diventa educativo per gli stessi giocatori. Sarà una partecipazione onerosa per la Società – puntualizza Bianconi – ma siamo felici di destinare risorse economiche ad un causa così nobile, stornandole magari da altri obiettivi per offrire, allo stesso tempo, ai nostri giovani calciatori l’opportunità di compiere un’esperienza che rimarrà indimenticabile”.

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Medici e Musica: concerto di solidarietà promosso da Banca Valdichiana

Banca Valdichiana e Amici per sempre presentano gli “M&M’s” – Medici e Musica: un concerto di solidarietà Sono tutti medici e tutti con la passione per la musica e il…

Banca Valdichiana e Amici per sempre presentano gli “M&M’s” – Medici e Musica: un concerto di solidarietà

Sono tutti medici e tutti con la passione per la musica e il canto. Dal febbraio 2012 hanno costituito un gruppo ma si esibiscono solo a scopo di beneficienza. Sono gli “M&M’s” – Medici e Musica, che venerdì 9 agosto alle 21.15 si esibiranno a Chiusi Città, in località Il Prato, invitati da Banca Valdichiana e Amici per sempre, la cassa mutua di cui Banca Valdichiana è socio sostenitore.

Lo scopo unico del gruppo degli “M&M’s” – il cui repertorio spazia dal blues, al rock e alla musica italiana d’autore, tutto e sempre rigorosamente dal vivo – è quello di coniugare la passione musicale con la solidarietà. In poco più di un anno di attività hanno contribuito con diversi eventi a raccogliere fondi per il comune di Finale Emilia, per la ricostruzione dopo il terremoto, per la Onlus “Amici di Francesca” che si occupa di malattie rare, per la Onlus “Gli occhi della speranza” per il progetto “Africa”.

Anche i fondi che verranno raccolti nell’ambito del concerto di Chiusi, verranno destinati ad uno dei progetti di beneficienza del gruppo.

“È con piacere – sottolineano la presidente di Banca Valdichiana Mara Moretti e il direttore Fulvio Benicchi – che promuoviamo questo concerto a Chiusi, nella convinzione che la solidarietà sia più che mai indispensabile oggi.”

Uno dei musicisti inoltre, Mario Aimi, è membro del Consiglio di amministrazione di Amici per sempre nonché del suo Comitato scientifico e fin dalla nascita della cassa mutua collabora per realizzare i suoi progetti.

“Ritengo – aggiunge il presidente di Amici per sempre Carlo Capeglioni – che le finalità di questo concerto siano assolutamente coerenti con gli obiettivi della nostra cassa mutua e sono sicuro che la cittadina di Chiusi saprà dare il meglio di sé di fronte alle finalità di beneficienza.”

Gli “M&M’s” nella formazione attuale sono composto da dieci elementi tra medici e non, della ASL 8 di Arezzo. I componenti del gruppo “M&M’s” sono: Rosa “The sister” La Mantia, voce solista nonché unica donna; Giorgio “Big George Ibanez” Sgrevi, voce e chitarra acustica; Carlo “Gyno Fender bass” Casettari, voce e basso elettrico; Giovanni “O’Direttore” Porciello, sax tenore e clarinetto; Francesco “The best” Diodato, sax soprano e sax tenore; Mario “Laini” Aimi, flauto traverso e sax contralto; Piero “Quick rod” Angori, batteria e percussioni varie; Bruno “Fast hand” Bernasconi, percussioni varie e batteria; Paolo “The guitar” Angori, chitarra acustica ed elettrica eMarco “Long hair Roland” Margioni, voce, piano e tastiere

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Il talento delle donne nel volontariato

“Le donne nel volontariato per un nuovo protagonismo solidale”, è questo il titolo dell’iniziativa promossa da Arcisolidarietà Valiano e Arci provinciale di Siena, in collaborazione con il Cesvot, Centro servizi…

“Le donne nel volontariato per un nuovo protagonismo solidale”, è questo il titolo dell’iniziativa promossa da Arcisolidarietà Valiano e Arci provinciale di Siena, in collaborazione con il Cesvot, Centro servizi volontariato Toscana, in programma sabato 8 giugno alle 18.30 presso il Circolo Arci Valiano di Montepulciano, in via Lauretana Sud, 32.

L’incontro vedrà la partecipazione di Mirella Mencacci, di Arcisolidarietà Valiano; Susanna Cenni, parlamentare senese; Simonetta Pellegrini, assessore alle pari opportunità della Provincia di Siena e Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena. Durante l’iniziativa saranno letti alcuni brani tratti dalla pubblicazione “Talenti quotidiani.. racconti di fretta per narrare l’avventura di essere donna”, che raccoglie tutti i testi in gara per il concorso letterario di scrittura breve concluso nelle scorse settimane e promosso come omaggio alla valorizzazione della figura femminile, ai temi della parità fra uomo e donna e al contrasto delle discriminazioni di genere. Al termine dell’iniziativa, sarà offerto un aperitivo a tutti i presenti.

L’incontro – spiega Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena – parte dalla necessità di riflettere sul ruolo e sul protagonismo solidale delle donne all’interno delle organizzazioni di volontariato. Le donne, da sempre portate a ‘prendersi cura’ degli altri, fanno della loro esperienza nel volontariato anche una modalità efficace di impegno sociale e civile. L’obiettivo di questa iniziativa è proprio quello di parlare di queste donne, dei talenti quotidiani che non fanno notizia, che non compiono azioni eclatanti e visibili, donne che non hanno risalto nei media, ma che ci sono, sempre e sempre di più. Durante la serata cercheremo di confrontarci su come, in che ruoli e sulla base di quale conciliazione con i tempi di vita queste donne riescono a essere protagoniste nella vita della nostra società, ogni giorno”.

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