La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: salute

Chianciano: Giornata della Prevenzione e dell’AISM sabato 11 ottobre

A Chianciano Terme, sabato 11 ottobre, si terrà la Giornata della Prevenzione Cittadinanzattiva Valdichiana ha indetto sabato 11 ottobre a Chianciano Terme la Giornata della Prevenzione contro le malattie cardiovascolari….

A Chianciano Terme, sabato 11 ottobre, si terrà la Giornata della Prevenzione

Cittadinanzattiva Valdichiana ha indetto sabato 11 ottobre a Chianciano Terme la Giornata della Prevenzione contro le malattie cardiovascolari.

Dalle ore 10 alle ore 18, presso i Giardini di Via Dante i cittadini potranno effettuare uno screening gratuito della pressione arteriosa e della glicemia. Inoltre, sempre a cura di Cittadinanzattiva, verrà distribuito del materiale informativo per sensibilizzare la popolazione sui rischi dell’Ipertensione arteriosa.

A seguire si terrà anche una dimostrazione dell’Unità Cinofila della Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Siena.

Info e contatti:

Associazione Cittadinanz@ttiva

Sezione della Valdichiana presso Distretto Sanitario USL 7 via Vesuvio – 53042 Chianciano Terme (SI) tel: 0578/713962 – 347/4131890 sito: www.cittadinanzattivavaldichiana.it E-mail: cittadinanzattivachianciano.t@gmail.com

Croce Rossa Italiana – Com. Prov.le di Siena Sede di Montepulciano Stazione, Via Firenze, 4 – 53045 Montepulciano Stazione (SI), tel: 0578/738800, E-mail: cp.siena@cri.it

Chianciano Terme, con gli Autieri sabato e domenica torna “La mela di AISM” per la ricerca sulla sclerosi multipla

L’11 e il 12 Ottobre, i volontari dell’ Associazione Nazionale Autieri d’Italia in partnership con l’AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Siena saranno presenti con i propri banchetti a Chianciano Terme per sensibilizzare la popolazione a sostenere la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla.

Con una minima offerta i cittadini potranno contribuire a sconfiggere una malattia che in Italia colpisce 72 mila persone e per la quale non esiste ancora una cura risolutiva, ricevendo in cambio un sacchetto di mele.

Sabato 11 i volontari saranno presenti dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 20 presso il supermercato “Coop” con una propria postazione dove saranno raccolte le offerte mentre domenica 12 verrà allestito, dalle ore 8.30 alle 17, un gazebo presso Piazza Italia.

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Enrico Rossi: “Due anni di tagli, ora attuare il patto per la salute”

“Forse pochi se ne sono accorti ma in questi anni di crisi il servizio sanitario regionale ha perso 2500 addetti su 50 mila. Come se avesse chiuso la più grande…

“Forse pochi se ne sono accorti ma in questi anni di crisi il servizio sanitario regionale ha perso 2500 addetti su 50 mila. Come se avesse chiuso la più grande impresa della Toscana. Ma il servizio è in piedi, con ottimi risultati di qualità, grazie all’impegno di tutti gli operatori, a tutti i livelli, e può contare su una situazione di bilancio solida e certificata. Ma tutto il sistema nazionale è in una situazione delicata. Il nuovo patto per la salute c’è e la Toscana ha dato un contributo fortissimo. Al governo chiediamo che venga rispettato“.

Così si è espresso il presidente Enrico Rossi intervenendo a un incontro organizzato a Firenze dalla Fimmg, Federazione dei medici di medicina generale. Erano con lui l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il segretario nazionale Giacomo Milillo.

“Se guardiamo ai parametri europei – ha ripreso il presidente Rossi – ci rendiamo conto che quanto a spesa sanitaria l’Italia sta nella media. Germania, Francia e Inghilterra spendono, e non poco, più di noi. Con risultati di qualità competitivi da parte nostra. Quindi il primo messaggio che lancio è attuare il patto per la salute e dare tempo perché questo servizio si possa riequilibrare. Dovessimo derogare in maniera consistente si metterebbero in discussione i fondamenti del sistema e io sarei contrario.”

“In Toscana siamo andati avanti nell’organizzazione sul territorio, con le associazioni territoriali, le case salute, le strutture per le cure intermedie. Abbiamo possibilità di riprendere sul territorio una strada di crescita. Proviamo a scrivere un nuovo programma ascoltando il mondo medico”.

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Nuove norme sulla ricetta sanitaria elettronica e ticket aggiuntivi

Dal 1 ottobre entrano in vigore le nuove norme sulla ricetta sanitaria elettronica e ticket aggiuntivi ma fino al 31 ottobre i cittadini che si presentano in farmacia o agli…

Dal 1 ottobre entrano in vigore le nuove norme sulla ricetta sanitaria elettronica e ticket aggiuntivi ma fino al 31 ottobre i cittadini che si presentano in farmacia o agli sportelli delle strutture sanitarie con una ricetta che ritengono errata o incompleta potranno correggere la propria fascia economica, evitando così di pagare un ticket aggiuntivo improprio.

Inoltre, per non creare inutili code agli sportelli, è bene ricordare che nessuna scadenza è prevista per l’attivazione della Carta Sanitaria Elettronica e del Fascicolo Sanitario Elettronico, operazione che può essere fatta tranquillamente in ogni momento dell’anno recandosi agli sportelli USL appositamente dedicati o alle farmacie che aderiscono all’iniziativa.

Ma cosa prevedono le nuove norme e cosa si deve fare? Ecco qui un vademecum per i cittadini.

1) Non si può più autocertificare la propria fascia di reddito sulla singola ricetta al momento in cui si acquista un farmaco o si fa una prestazione sanitaria. Con il passaggio alla ricetta elettronica il codice della fascia economica viene “estratto” direttamente dalla banca dati dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS nel momento in cui il medico compila la ricetta.

2) Cosa fare: nulla se il cittadino si  avvale dell’ISEE ai fini del pagamento del ticket aggiuntivo (il dato è fornito dall’INPS per il tempo di validità dell’attestazione, è automaticamente rilevato all’atto della prescrizione medica e non può essere autocertificato) o se è in possesso dell’attestato di esenzione per reddito/condizione lavorativa (E01, E02, E03, E04, E90, E91, E92) o se appartiene alla fascia economica superiore ai 100mila euro (paga già il ticket aggiuntivo massimo).

Chi non fa parte di queste categorie deve verificare che il codice della propria fascia economica (ERA fino a 36.151,98 euro, ERB da 36.151,99 fino a 70mila euro, ERC da 70mila a 100mila euro) sia presente e correttamente inserito nella banca dati. Se il codice non è corretto o non è presente, il cittadino deve autocertificare la propria fascia di reddito.

Sia per la verifica della fascia di reddito sia per l’autocertificazione sono a disposizione diversi strumenti: on line, con tessera sanitaria attivata, lettore di smart card e PIN collegandosi al sito www.regione.toscana.it/servizionline, totem “Punto Sì”(la verifica della fascia di reddito si fa anche con la tessera sanitaria non attivata ma per autocertificare occorre l’attivazione) presenti nei principali presidi AUSL 7 della provincia di Siena, sportelli al pubblico dell’AUSL 7.

Per l’autocertificazione è anche possibile scaricare il modulo dal sito dell’AUSL7 www.usl7.toscana.it, compilarlo e inviarlo con una fotocopia del documento di identità, tramite posta elettronica certificata (ausl7@postacert.toscana.it), con raccomandata o via fax ai recapiti presenti sul sito web dell’AUSL7.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti  è possibile telefonare al  numero verde di Regione Toscana 800 556060, rivolgersi al servizio InfoSaluteAUSL7 (0577 767777) oppure consultare la pagina web dedicata “Occhio alla ricetta!” sul sito www.usl7.toscana.it.

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Marroni: “Mai stati dubbi su Nottola, lavoriamo per liste d’attesa”

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute,…

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. L’inaugurazione dell’Area Critica è stata quindi il punto di partenza per parlare del futuro dell’ospedale di Nottola, dei prossimi investimenti e delle criticità da risolvere.

Assessore Marroni, quale modello di sanità è stato previsto dalla Regione Toscana per la Valdichiana? 

“Abbiamo realizzato due obiettivi importanti per l’area Valdichiana, attraverso la riforma del sistema sanitario regionale. Innanzitutto abbiamo definito la missione dell’Ospedale di Nottola, in qualità di ospedale intermedio. Nel rapporto con Abbadia San Salvatore e Siena, abbiamo definito tre livelli tra ospedali piccoli, medi e grandi. Una missione chiara, quindi, che favorisce l’integrazione tra i livelli sanitari. Abbiamo diviso i percorsi, inaugurando l’Area Critica e acquistando nuovi macchinari per Nottola. Un’attenzione costante alla qualità del servizio sanitario, quindi, per gli abitanti del bacino della Valdichiana. Il secondo obiettivo raggiunto è il nuovo modello organizzativo, che prevede l’integrazione tra il pronto soccorso e tutti i reparti sanitari. A questo è collegato il progetto di ampliamento del pronto soccorso, dopo la visita della scorsa estate, in cui sono venuto di persona a verificare la situazione.”

assessQuali sono le tempistiche per l’ampliamento del pronto soccorso?

“Per l’inaugurazione dell’Area Critica abbiamo investito 1 milione di euro, mentre per il progetto per pronto soccorso investiremo dai 2 ai 3 milioni di euro. C’è già il progetto di massima e il piano di investimenti, ci auguriamo di completarlo in tempi non troppo lunghi. Nel giro di due anni dovremmo riuscirci, è necessario attendere i bandi e tutte le procedure amministrative.”

Ci sono timori per il futuro dell’ospedale di Nottola?

“C’è molta attenzione dalla Regione su queste ospedale e sulla Valdichiana in generale. Abbiamo superato i momenti di tensione e criticità di un paio di anni fa, adesso stiamo migliorando il servizio e programmando nuovi investimenti. Abbiamo lavorato sulla nuova organizzazione dei medici di famiglia, sulla distribuzione dei farmaci, sulla gestione risorse umane per la valorizzazione delle professionalità. Non ci sono mai stati dubbi sul futuro dell’ospedale di Nottola. Anche quando abbiamo passato molti critici e alcuni avevano dei timori sul futuro di questa struttura, noi non abbiamo mai avuto dubbi.”

Per quanto riguarda le liste d’attesa, come avete intenzione di agire?

“Il nostro ultimo impegno per questo mandato amministrativo sarà quello di lavorare sullo snellimento delle liste di attesa. A oggi la Toscana serve 12 milioni di prestazioni all’anno, a fronte di 3 milioni e mezzo di abitanti. Nonostante questa mole enorme di richieste, l’80% circa delle prestazioni vengono servite dal sistema sanitario nei tempi stabiliti per legge, secondo le tabelle nazionali da rispettare per le liste d’attesa. Rimane il 20% fuori dai tempi previsti, un numero basso, ma comunque grande in relazione all’alto numero di prestazioni richieste. C’è già un piano di riallineamento, in studio dal mese di agosto. Tutte le Asl si stanno muovendo in questa direzione e a dicembre tireremo le somme, il nostro obiettivo è quello di superare il 90%.”

 

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Sanità in Toscana, cresce la sicurezza

Secondo i dati della Regione Toscana, ci sono buone notizie dalle strutture sanitarie regionali per quanto riguarda le richieste di risarcimento e i sinistri, che dimostrano una crescita della sicurezza….

Secondo i dati della Regione Toscana, ci sono buone notizie dalle strutture sanitarie regionali per quanto riguarda le richieste di risarcimento e i sinistri, che dimostrano una crescita della sicurezza. Diminuiscono di anno in anno in Toscana le richieste di risarcimento per gli errori in sanità, si accorciano i tempi di liquidazione dei danni, e scende anche l’importo complessivo dei rimborsi. E’ quanto emerge dalla relazione annuale del Centro regionale gestione rischio clinico per il 2013.

“Nel 2007 la Toscana ha fatto la scelta di gestire in proprio il rischio clinico – ricorda l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – Non paghiamo più le assicurazioni, ma sono le stesse aziende a risarcire i pazienti. Una scelta strategica che si è rivelata giustissima, e che confermiamo. La Toscana è stata la prima regione ad incamminarsi su questa strada, ora molte altre regioni la stanno seguendo. Certo, è un sistema che può essere ancora migliorato e raffinato, ma noi siamo pienamente convinti di questa scelta”.

I risultati confermano la bontà della scelta: nel 2009 le richieste di risarcimento alle aziende sanitarie toscane erano 1.674, sono scese a 1.558 nel 2012 e a 1.452 nel 2013.

“Ci fa spendere meno, si accorciano i tempi e diamo soddisfazione alle famiglie dei pazienti – sintetizza l’assessore Marroni – Abbiamo avuto due effetti qualitativi e uno economico. E’ sceso il numero di sinistri e di richieste di risarcimento, e sono diminuiti del 30% i tempi di evasione della pratica. Ed è calato anche l’importo annuale che liquidiamo. Nel 2007 si pagavano 47 milioni di premi assicurativi, oggi ne avremmo pagati 60 milioni. Ora liquidiamo una media di 25-30 milioni l’anno. Per il 2012 le richieste erano per 47 milioni, ma ne sono state liquidati circa 20 (un conto è il danno teorico, un altro quello che viene effettivamente riconosciuto). Tutto questo mentre indagini e classifiche nazionali, come il recente Piano Nazionale Esiti, pongono la Toscana ai primi posti per qualità e sicurezza delle cure“.

La Toscana ha circa il 40% in meno di danni clinici rispetto alle medie internazionali. Una revisione di oltre 11.000 cartelle cliniche ha dimostrato un tasso di eventi avversi nelle aziende sanitarie toscane del 5%, del tutto in linea con analoghi studi svolti nei migliori servizi sanitari di alcuni Paesi europei.

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Tumore al seno: scoperto collegamento tra cancro e glucosio

Roma-Siena, Luglio 2014. Lo studio intitolato “p53 status come modificatore di effetto nell’associazione tra glicemia pre-trattamento e outcome in pazienti non diabetiche affette da cancro mammario HER2 positivo trattato con trastuzumab”…

Roma-Siena, Luglio 2014. Lo studio intitolato “p53 status come modificatore di effetto nell’associazione tra glicemia pre-trattamento e outcome in pazienti non diabetiche affette da cancro mammario HER2 positivo trattato con trastuzumab” è stato di recente accettato ai fini di pubblicazione dalla rivista scientifica Oncotarget. Gli autori del manoscritto appartengono ad un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Dott.ssa Maddalena Barba, ricercatrice presso la Divisione di Oncologia Medica B dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, Roma.

«I progressi realizzati nell’ambito della ricerca applicata al cancro mammario hanno consentito la definizione di caratteri molecolari che rappresentano il bersaglio di terapie innovative sempre più efficaci, note comunemente come “terapie intelligenti”. In tale ambito, il trastuzumab ha rivoluzionato il trattamento delle pazienti HER2 positive. Allo stesso tempo, abbiamo espanso le conoscenze inerenti al ruolo di fattori legati al metabolismo del glucosio nello sviluppo di numerosi tumori, incluso il cancro mammario» afferma il Prof. Antonio Giordano, professore di Anatomia ed Istologia Patologica dell’ Universita’ degli studi di Siena e direttore dell’ Istituto Sbarro per la ricerca sul Cancro di Philadelphia, scienziato di fama internazionale da anni impegnato nella lotta contro il tumore al seno.

«Nell’ambito della nostra linea di ricerca imperniata sul binomio “cancro-metabolismo”, abbiamo riscontrato evidenze in chiave con il ruolo svolto dall’oncosoppressore noto come p53, che in condizioni di normalità opera a difesa e garanzia dell’integrità genomica, nel modulare l’associazione tra un indicatore sistemico dell’assetto metabolico-glucidico (glicemia a digiuno) e gli outcome di trattamento in pazienti non diabetiche affette da cancro mammario HER2 positivo trattate con trastuzumab» aggiunge il Prof. Giordano.

«In base alle nostre conoscenze, l’ipotesi relativa ad un ruolo di p53 nel condizionare l’associazione tra glicemia pre-trattamento ed outcome non è mai stata formulata né testata in studi clinici precedenti. La caratterizzazione di p53 potrebbe contribuire ad una più dettagliata definizione della popolazione bersaglio ed aiutare nell’interpretazione dei risultati ottenuti in seguito ad interventi basati sulla somministrazione del trastuzumab. Inoltre, la definizione di p53 potrebbe guidare decisioni inerenti alla somministrazione farmaci e modulazione dello stile di vita che vadano ad agire sul metabolismo del glucosio» chiarisce la Dott.ssa Barba.

«Se confermati da studi successivi condotti in pazienti con caratteristiche sovrapponibili, è possibile che opportune modifiche dello stile di vita e/o somministrazione di uno o più farmaci diretti contro il metabolismo del glucosio in donne trattate con trastuzumab possano tradursi in un aumento dell’efficacia terapeutica e incremento della sopravvivenza» conclude il Prof. Giordano.

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Donazione multiorgano e trapianto di cuore al Santa Maria alle Scotte

Donazione multiorgano e trapianto di cuore nella notte all’Ospedale Santa Maria alle Scotte. Grazie alla generosità di una donna della provincia di Siena, deceduta per cause accidentali, la speranza di una…

Donazione multiorgano e trapianto di cuore nella notte all’Ospedale Santa Maria alle Scotte. Grazie alla generosità di una donna della provincia di Siena, deceduta per cause accidentali, la speranza di una nuova vita si è riaccesa per altre quattro persone tra Siena, Udine, Torino e Pisa. Infatti, la donna ha donato il cuore che è stato trapiantato a Siena, il fegato è andato ad Udine, un rene a Torino e un altro rene a Pisa; sono state inoltre donate le cornee e la cute. 

Un bel gesto di generosità della famiglia – commenta Laura Savelli del coordinamento organi dell’AOU Senese – pur in un momento di profondo dolore per la perdita della persona cara”. 

L’équipe cardiochirurgica e di sala operatoria delle Scotte, con i cardiochirurghi Massimo Maccherini e Giuseppe Davoli, l’anestesista Alessandra Pastorino, la perfusionista Emanuela Desogus e tutto il personale tecnico e infermieristico, hanno lavorato tutta la notte per il trapianto di cuore su una giovane paziente proveniente da fuori Toscana. Il programma trapianto di cuore dell’AOU Senese è l’unico attivo in Toscana: quello effettuato nella notte è il 380esimo trapianto di cuore dall’inizio dell’attività ed è il decimo fatto nel 2014. 


“L’intervento – spiega Maccherini – è andato bene e attualmente la paziente è affidata alle cure della Terapia Intensiva Cardiotoracica, diretta dalla professoressa Bonizella Biagioli, ed è in prognosi riservata. Il nostro pensiero e un sentito ringraziamento va alla famiglia della donatrice e, con un affettuoso abbraccio, vogliamo raggiungere anche tutte le famiglie di chi ha scelto di donare organi e tessuti dei propri cari perché è grazie a loro che può riaccendersi la speranza per altri pazienti”.

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Chiusi: controlli dell’Arpat per la tutela della salute

“Come già rilevato nel periodo di osservazione che parte dal 2008 non è stato rilevato un andamento delle concentrazioni di nichel tale da ascrivere all’impianto in oggetto (Bioecologia) la presenza…

“Come già rilevato nel periodo di osservazione che parte dal 2008 non è stato rilevato un andamento delle concentrazioni di nichel tale da ascrivere all’impianto in oggetto (Bioecologia) la presenza di valori anomali… Gli accertamenti che codesta Amministrazione prevede di effettuare in ordine alle problematiche di igiene e sanità pubblica correlate all’uso agricolo delle acque de pozzi privati, potrebbero produrre ulteriori elementi di conoscenza… può essere opportuno al momento in cui saranno disponibili tutti i dati ricercati, aprire un tavolo tecnico, tra l’azienda e i vari Enti competenti per la valutazione di tutti gli elementi di conoscenza.”

Questo è uno dei passaggi più significativi della comunicazione ufficiale del dipartimento Arpat di Siena arrivata questa mattina, martedì 25 febbraio, al Comune di Chiusi in relazione alla questione della presenza di nichel in una zona dell’area industriale al confine con Città della Pieve. Dal documento è dunque chiaro che gli organi preposti al controllo (Arpat ed Usl) incalzati in primis dal Comune, stanno lavorando per capire le cause e gli effetti che hanno determinato i valori anomali. Dagli stessi controlli è stato confermato che la falda acquifera dedicata all’attingimento idrico potabile non è interessata dalla vicenda perchè a Chiusi l’acqua potabile arriva in modo esclusivo dal lago che garantisce un’acqua adesso ancora migliore grazie al recente avvio del depuratore delle Torri.

“Quando il tema è la salute dei cittadini – dichiara il sindaco Stefano Scaramelli – abbiamo tolleranza zero e per questo siamo intervenuti chiedendo ad Arpat ed Usl un maggiore coinvolgimento e controlli mirati. Abbiamo inoltre demolito una struttura potenzialmente pericolosa perché con copertura in eternit e stiamo agendo anche su aziende private che fanno controlli molto più capillari e precisi rispetto al passato. Insomma il Comune sta agendo con fermezza e rigore e non accettiamo che questo argomento possa essere strumentalizzato con inutile demagogia.”

“Il Comune di Chiusi – dichiara il vicesindaco Gianluca Sonnini – sta lavorando con attenzione e velocità per capire come stanno veramente le cose. La direzione che abbiamo preso è quella giusta perché abbiamo attivato tutti gli organismi preposti e presto avremo un quadro più chiaro possibile per stabilire futuri interventi. L’importante è evitare inutili strumentalizzazioni.”

“Come comandante della Polizia Municipale – dichiara Fabrizio Giannini – confermo che attualmente i rilievi sono in corso e c’è un’ottima collaborazione tra i miei uomini e quelli della Polizia Forestale. Confermo inoltre che l’eventuale presenza di nichel sarebbe comunque al di fuori della falda idropotabile ma nonostante questo sono in corso anche una serie di controlli per quanto riguarda l’attingimento irriguo di alcuni pozzi così da avere il quadro completo della situazione.”

Il Comune di Chiusi continua dunque la propria azione di controllo del territorio a tutela della salute dei cittadini ed è proprio su questo che sta lavorando la commissione consiliare ambiente, territorio e patrimonio presieduta dalla consigliera di maggioranza Sara Marchini. L’obiettivo è dunque rendere il Comune di Chiusi una città sana e sicura, per questo le demolizioni di eternit sono iniziate da immobili pubblici e per lo stesso motivo anche i controlli sul nichel sono portati avanti in modo rigoroso.

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Enrico Rossi: “Cannabis terapeutica: necessario un confronto serio e aperto”

“Una iniziativa importante l’incontro sulla ‘Canapa medica’, organizzato oggi in Consiglio regionale, a cui mi dispiace non poter partecipare. L’uso terapeutico della cannabis è un tema di grande attualità, che…

“Una iniziativa importante l’incontro sulla ‘Canapa medica’, organizzato oggi in Consiglio regionale, a cui mi dispiace non poter partecipare. L’uso terapeutico della cannabis è un tema di grande attualità, che la Regione Toscana ha affrontato da tempo. Condivido pienamente i contenuti della proposta di legge del senatore Manconi. Anche noi come Regione, dal maggio 2012, disponiamo di una legge che accelera le procedure di ottenimento dei farmaci a base di cannabis”.

Così il presidente Enrico Rossi sull’incontro organizzato nel pomeriggio di oggi da Enzo Brogi, cofirmatario della legge regionale, per presentare il libro di Fabrizio Dentini, “Canapa medica, Viaggio nel pianeta del Farmaco ‘proibito’ “, con la partecipazione di Luigi Manconi, proponente di un disegno di legge nazionale depositato in Senato e del medico toscano Fabrizio Cinquini, sperimentatore dell’uso terapeutico della sostanza, arrestato l’estate scorsa per coltivazione di cannabis.

“Anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale – aggiunge Rossi – che ha cancellato la legge Fini-Giovanardi per le droghe leggere, una legge che ha riempito le carceri e creato sofferenze inutili concentrate su ragazzi e poveracci, credo che sia opportuno confrontarsi sul tema cannabis medica da un punto di vista non solo terapeutico ma anche etico. La giunta ha di recente approvato (nel dicembre 2013) un regolamento attuativo della legge del 2012 mirato a garantire un uso appropriato del prodotto cannabis. So che su questo testo e sulla sua corrispondenza con i contenuti della legge regionale ci sono valutazioni critiche. Il messaggio che voglio mandare oggi, in occasione di questo incontro, è anche quello di una disponibilità ad un confronto serio e aperto su questo tema”.

“Una iniziativa importante l’incontro sulla ‘Canapa medica’, organizzato oggi in Consiglio regionale, a cui mi dispiace non poter partecipare. L’uso terapeutico della cannabis è un tema di grande attualità, che la Regione Toscana ha affrontato da tempo. Condivido pienamente i contenuti della proposta di legge del senatore Manconi. Anche noi come Regione, dal maggio 2012, disponiamo di una legge che accelera le procedure di ottenimento dei farmaci a base di cannabis”. Così il presidente Enrico Rossi sull’incontro organizzato nel pomeriggio di oggi da Enzo Brogi, cofirmatario della legge regionale, per presentare il libro di Fabrizio Dentini, “Canapa medica, Viaggio nel pianeta del Farmaco ‘proibito’ “, con la partecipazione di Luigi Manconi, proponente di un disegno di legge nazionale depositato in Senato e del medico toscano Fabrizio Cinquini, sperimentatore dell’uso terapeutico della sostanza, arrestato l’estate scorsa per coltivazione di cannabis.

“Anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale – aggiunge Rossi – che ha cancellato la legge Fini-Giovanardi per le droghe leggere, una legge che ha riempito le carceri e creato sofferenze inutili concentrate su ragazzi e poveracci, credo che sia opportuno confrontarsi sul tema cannabis medica da un punto di vista non solo terapeutico ma anche etico. La giunta ha di recente approvato (nel dicembre 2013) un regolamento attuativo della legge del 2012 mirato a garantire un uso appropriato del prodotto cannabis. So che su questo testo e sulla sua corrispondenza con i contenuti della legge regionale ci sono valutazioni critiche. Il messaggio che voglio mandare oggi, in occasione di questo incontro, è anche quello di una disponibilità ad un confronto serio e aperto su questo tema”.

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Via libera al nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato per la Toscana

Piano Sanitario e Sociale Integrato al via. Il risultato è un prodotto di alto profilo, che consolida i risultati ottenuti e guarda al futuro, con interventi molto innovativi, perfettamente in…

Piano Sanitario e Sociale Integrato al via. Il risultato è un prodotto di alto profilo, che consolida i risultati ottenuti e guarda al futuro, con interventi molto innovativi, perfettamente in linea con il Patto per la Salute che verrà siglato a Roma tra Governo e Regioni.

Aggiornato e ridefinito, alla luce dei cambiamenti della situazione economica nazionale, tagli delle risorse, spending review, il nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta. Stamani gli assessori Luigi Marroni (diritto alla salute) e Salvatore Allocca (welfare e politiche per la casa) lo hanno presentato alla stampa, illustrandone i contenuti e gli aspetti innovativi.

“Questo Piano Sanitario e Sociale Integrato rappresenta per noi una grande sfida, particolarmente significativa in questo momento così complesso e in evoluzione – ha detto l’assessore Luigi Marroni – Il Piano era stato approvato dalla giunta nel 2011. Da allora, sono trascorsi due anni segnati da una profonda crisi economica e da normative statali che hanno richiesto un continuo e difficile lavoro di adeguamento da parte di tutto il sistema regionale, un percorso di profonda verifica e di riorganizzazione dell’intero sistema. Il sostanziale pareggio del bilancio 2012 ci ha consentito di riavviare il percorso di approvazione del Piano, per arrivare alla sua adozione definitiva e alla sua consegna alle strutture, agli operatori, alla cittadinanza. La sanità toscana è in piedi, in buona salute, e anzi è migliorata. I conti sono sotto controllo. I due anni della “traversata del deserto”, anziché indebolirci, ci hanno rafforzato. Sta continuando il processo di investimento e completamento della rete ospedaliera. Dal punto di vista economico, l’importo che è stato investito nel nuovo millennio per le strutture ospedaliere attualmente operative è di 3.000.000.000 di euro, consentendo anche di procedere alla realizzazione dei quattro nuovi ospedali con tempi contenuti. Una serie di classifiche nazionali dimostrano che siamo tra le prime Regioni, e siamo migliorati proprio negli anni della stretta economica”.

“Finalmente – dice l’assessore Salvatore Allocca – la stesura definitiva del Piano è approdata in giunta. Il lavoro di questi mesi ha prodotto un atto importante, anche se condizionato nei tempi da una ricorrente incertezza del complessivo quadro normativo e finanziario. Le critiche relative all’allungamento dei tempi sono legittime, ma adesso è necessario che il Piano, subito dopo l’approvazione in giunta, segua in tempi brevi il suo corso in commissione ed in consiglio. Alcuni quotidiani hanno parlato di una discussione che si è aperta sull’ipotesi di rinvio dell’atto alla prossima legislatura. Non sono d’accordo. Il documento – conclude l’assessore – certamente è da discutere, da valutare e migliorare in sede di commissione, ma resta un atto fondamentale, non solamente necessario per la programmazione in campo sociale e sanitario, ma anche per l’elaborazione di nuovi contenuti di sistema imposti dalla crisi in atto”.

Ora che è stato approvato dalla Giunta, il Piano proseguirà il suo iter in Consiglio Regionale: quarta commissione e quindi in aula.

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