La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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Cortona On The Move 2017, il racconto del mondo in Valdichiana

Da sei anni, Cortona trasfigura molte delle sue cornici, molti dei suoi interni rinascimentali e delle sue aree storiche, in sedi di esposizione di quello che è diventato il linguaggio…

Da sei anni, Cortona trasfigura molte delle sue cornici, molti dei suoi interni rinascimentali e delle sue aree storiche, in sedi di esposizione di quello che è diventato il linguaggio principe di narrazione contemporanea: l’immagine fotografica. In sette edizioni infatti il Cortona On The Move è diventato uno dei quattro festival di fotografia internazionale più importanti d’Italia, insieme a Fotografia Europea di Reggio Emilia, Photolux di Lucca, Fotografia Etica di Lodi. Dal 13 al 15 luglio si sono celebrate le inaugurazioni delle nove diverse sedi espositive, nelle quali saranno visitabili, fino al primo ottobre 2017, ventuno mostre d’autore, che toccano cinque continenti, il passato e il presente, dalle estreme aree di povertà al racconto visuale della presidenza di Barack Obama, in una complementarità dinamica di temperature narrative diversissime tra loro.

Il racconto per reporting – che solo banalizzandolo si riduce a mero scatto di cattura del momento, ed è in realtà un complesso risultato di scelte squisitamente stilistiche – è il cardine fotografico che unisce tutte le esperienze presentate al Cortona on the Move 2017, diretto da Arianna Rinaldo. Superospiti di rilievo sono Pete Souza con la sua Obama: An Intimate Potrait, fotografo ufficiale di Barack Obama che ha seguito la lunga esperienza alla casa bianca, Donna Ferrato, fotografa statunitense che raccoglie in American Woman: 40 Years quattro decenni di scatti che testimoniano i cambiamenti del ruolo della donna in America, nonché Matt Black che ha raccolto immagini colte nella Central Valley, nelle comunità con un tasso di povertà superiore al 20 %.

Altra magniloquente opera di collazione fotografica è quella che ha portato Donald Weber ad articolare War Sand: June 6, 1944: D-Day, scandagliando le spiagge dello sbarco in Normandia, comparandole ad analisi forensi, vecchi film hollywoodiani, diorami, telecamere su droni, diari e lettere post-bellici. Justina Mielnikiewicz ha approfondito lo sguardo sui luoghi di confine tra le ex repubbliche sovietiche, consegnando agli spettatori il difficile processo di identificazione tra nazioni del confine orientale dell’Europa. Adam Ferguson ha invece raccontato la realtà afghana, giunta al suo diciassettesimo anno di guerra costante, in cui ogni giorno centinaia di civili vengono feriti e i dislivelli di povertà sono sempre più grandi, attraverso ritratti dei cittadini di Kabul. Evocativa è poi l’esperienza di Louis Cobelo che rende omaggio al cinquantennale dell’uscita di Cent’Anni di Solitudine attraverso il progetto Zurumbàtico.

Dal forte impatto sono anche le mostre di Andrea Frazzetta, che in Danakil land of salt and fire fotografa il popolo nomade degli Afar, nella depressione dancalica, tra paesaggi psichedelici naturali; quella di di Daniel Castro Garcia che in Foreigner racconta – attraverso più tecniche – l’esperienza nei luoghi di maggior affluenza di migranti in Europa; Klaus Pichler che riporta in auge ciò che resta della cultura bohemien nei bar e nelle osterie viennesi in Golden days before the end; Miyuki Okuyama in Dear Japanese racconta l’esperienza dei figli tra soldati giapponesi e donne indonesiane durante la guerra del Pacifico, che ancora subiscono il peso di non aver mai conosciuto i loro genitori biologici; Sandra Mehl ha seguito due sorelle Ilona e Maddalena, di undici e dodici anni, figlie di una povera famiglia, di estrazione proletaria, nel quartiere popolare Gély, di Montpellier.

E poi Antoine Bury, con Outback Mythologies: the white man’s hole, con scatti dall’enclave mineraria di Coober Pedy in New Colorado; Farshid Tighehsaz che con From Labyrinth indaga sulle percezioni delle giovani generazioni in Iran; Terje Abusdal che con Slash&Burn presenta la tradizione sciamanica e animistica nella foresta di Finnskogen, tra Norvegia e Svezia; Silvia Amodio che ne L’Arte del Ritratto fornisce un saggio di approfondimento umano attraverso la fotografia individuale e Francesco Comello che porta le immagini colte nella comunità di Yaroslav, in Russia, in L’Isola della Salvezza.

Molto internazionalismo ma anche grande presenza dei territori cortonesi: in Rinascita, Jessica Backhaus che cerca spunti stilistici contemporanei nelle case leopoldine locali che saranno oggetto di restauro. Punto di partenza, quello del lavoro della Backhaus, del progetto di recupero storico e culturale della Tenuta Granducale di Montecchio, in cui un arboreto di 200 specie di alberi e frutteti secolari, è stato recuperato dall’azienda di erboristeria medica Aboca. Anche Michael Ewert, fotografo tedesco che vive dal 1979 tra Monaco di Baviera e Tecognano, sulle colline cortonesi, ha registrato i cambiamenti del territorio di Cortona negli ultimi decenni in I Giardini Selvatici della Memoria – Tracce di una Vetrina. In più Anna Rinaldo, insieme a Spacenomore, ha portato avanti lungo quest’anno il progetto 36littlegoodthings: a 36 fotografi di guerra internazionali è stato consegnato un rullino da 36 pose, con il quale avrebbero di dovuto fissare 36 momenti di bellezza quotidiana: delle 1296 fotografie, sono state selezionate 36, esposte in Via Nazionale, nel quartier generale di Cortona on the Move. Il Comune di Cortona ha inoltre commissionato “Non Solo Gol”, progetto fotografico di Simone Donati, del collettivo fiorentino TerraProject, raffigurante il lavoro delle cooperative sociali e delle associazioni sportive che si occupano di integrazione sociale e lotta all’emarginazione.

Una pluralità di esperienza tenute insieme dalle splendide cornici cortonesi che accolgono le mostre: la fortezza del Girifalco, il Vecchio Ospedale in Via Maffei, Palazzo Cinaglia in Via Santucci, l’Ex Magazzino delle Carni, Palazzo Mancini Sernini, la Bottega del Comune in via Roma, in esterna il Parco del Parterre e – per la prima volta – il MAEC, il museo dell’accademia etrusca e della città di Cortona che apre al contemporaneo della fotografia.

Un’occasione per trovarsi al centro del mondo, trovare il confronto diretto con esperienze quanto più lontane tra loro e da noi. Questo significa fare cultura e dare consapevolezza: portare il mondo in Valdichiana. Il Cortona On The Move lo fa splendidamente da sei anni.

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Pareti di Carta #2 – “Grande Era Onirica” di Marta Zura-Puntaroni

Quando ho letto la forma germinale di quello che da lì a qualche mese dopo sarebbe divenuto “Grande Era Onirica”, romanzo d’esordio di Marta Zura-Puntaroni, ho chiesto all’autrice se fosse…

Quando ho letto la forma germinale di quello che da lì a qualche mese dopo sarebbe divenuto “Grande Era Onirica”, romanzo d’esordio di Marta Zura-Puntaroni, ho chiesto all’autrice se fosse stata sicura di pubblicare un testo nel quale molte porzioni – reali – della sua esistenza fossero immesse in un dispositivo narrativo così ambiguo. Per ambiguo intendo propriamente l’aspetto di auto-fiction che regge tutto il racconto interno al romanzo; il mescolamento di vita vera, cioè di autobiografismo, e l’appannaggio di finzione, di schemi immaginari di sequenze degli avvenimenti. In effetti, l’incontro di venerdì 26 maggio, si è centrato su questo: un romanzo che esplicita crisi interiori, relazioni disfunzionali, in un processo di formazione definito da sessioni di assimilazione delle più disparate sostanze (dagli psicofarmaci agli alcolici), che arrivano finanche a modellare i sogni, il modo di intendere ed essere condizionata dall’aspetto onirico della psiche.

Grande Era Onirica è un flusso narrativo tracciato in prima persona che racconta le vicende di Marta – protagonista del testo – tra le difficoltà familiari, ingolfate dal difficile e altalenante rapporto con il padre, le complessità delle relazioni sessuali, sempre più disumanizzate dagli additivi chimici e dalle incertezze comportamentali legate all’incomunicabilità, le sedute di psicoterapia, spesso vere e proprie sessioni di autoanalisi rovesciate nella prosa di questo coraggioso romanzo.

Marta Zura-Puntaroni è toscana di adozione. È nata e cresciuta a San Severino Marche, in provincia di Macerata. Si è trasferita a Siena nel 2007, per gli studi universitari, e nella città del Palio è rimasta, vivendo rigorosamente dentro le mura: e pure ‘simpatizzante’ del Nicchio, Contrada di via dei Pispini. La città di Siena è un’altra protagonista del romanzo, tanto grande è la componente ambientale e descrittiva dei luoghi, arrivando a nominare le vie, le piazze, i luoghi riconoscibili per qualsiasi studente fuori sede che abbia calcato i pavimenti di Fieravecchia, del palazzo di San Niccolò, e degli altri luoghi di aggregazione studentesca del centro storico senese.

Il pubblico ha partecipato calorosamente, alla presentazione del 26 maggio, spinto anche dalla curiosità di conoscere la personalità ospite. Fabio Bliquo, con l’apporto del suo moog, non ha mancato di regalare perle inedite e decostruzioni di brani più o meno celebri legati al sogno.   Francesca del Zoppo ha letto ampie parti dal romanzo che sempre più, a due mesi dall’uscita nelle librerie, sembra essere assimilato dalla critica come esordio tonante, il quale sancisce la presenza di Marta Zura-Puntaroni nella comunità letteraria italiana.

 

(foto di Carmen Mihai e Redazione La Valdichiana)

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Pareti di Carta #1 – “Abrivado” di Alessio Cappelli

La cosa divertente di Pareti di Carta, il nuovo format letterario che è decollato con un notevole – e inaspettato – successo, è che le pareti reali, del luogo in…

La cosa divertente di Pareti di Carta, il nuovo format letterario che è decollato con un notevole – e inaspettato – successo, è che le pareti reali, del luogo in cui l’evento è stato, per adesso, allestito sono di vetro, e non di carta; come ad insubordinare, forse, il pericoloso schema fisso che la concettualità del titolo impone e formalmente superarlo. Le Pareti di Carta sono sì quelle di un libro, di una brossura, ma anche quelle di una piattaforma testuale labile, trafiggibile, forse addirittura oltraggiabile. Le pareti di vetro, invece, che hanno circondato la presentazione e le letture di “Abrivado” di Alessio Cappelli, da poco uscito per i tipi Augh, sono emblemi di trasparenza, di attraversamento luminoso. In entrambi i casi le pareti non sussistono in quanto protezione, anzi, espongono i contenuti delle stanze che sono chiamate a perimetrare. Questo era l’obiettivo: abbattere non solo la quarta parete nel senso di Grotowski, ma anche tutte le altre, far intervenire il pubblico da più lati e da più fronti, fino a mescolare in maniera omogenea l’elemento degli agenti e degli spettatori.

Così è andata. Nel cubo di vetro, posto ai margini della struttura di MiglioVerde, Alessio Cappelli si è direttamente confrontato con un uditorio preparato sul suo testo, che ha piacevolmente invaso la conversazione, intersecando punti di vista, suggestioni, sensazioni. A leggere passi del romanzo è stata Francesca del Zoppo, volto noto dei teatri della valdelsa. Ad accompagnare musicalmente l’incontro è stato fABIO bLIQUO, also known as Fabio Marroni, compositore e polistrumentista toscano, che vanta collaborazioni con importanti nomi del panorama pop italiano: di un anno fa è Controsensi, primo disco ufficiale del progetto solista fABIO bLIQUO, opera di finissimo synth-pop. Con sorpresa, finanche dell’autore, il cantautore ha sfoggiato un brano originale, scritto appositamente per l’occasione ed ispirato dalle forze emotive del testo.

Abrivado è un romanzo che fa perno sui termini ambientali, lascia che siano i paesaggi, le atmosfere, gli stadi climatici, a raccontare la vicenda. I protagonista è un architetto della Roma bene, un professionista ben inserito nei salotti e negli ambiti borghesi, ma che ha alle spalle una militanza nei movimenti antagonisti della Capitale, ma soprattutto ha una ferita – forse mai rimarginata, o rimarginata male – inflitta dall’esperienza del G8 di Genova, nel 2001. In un andirivieni tra fabula e analessi, seguiamo il protagonista durante un viaggio in Camargue nel quale fa i conti con il suo passato.

Il prossimo evento è il 26 Maggio. Marta Zura-Puntaroni, uscita da poco più di un mese nella collana nichel di Minimum Fax, con un romanzo tanto dilabente quanto carezzevole. Si intitola Grande Era Onirica e sarà il prossimo elemento di sfondamento per una qualsiasi delle quattro Pareti di Carta (o di Vetro, a piacer vostro).

(foto di Carmen Mihai e Redazione La Valdichiana)

 

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Rock’n’Roll Noir: la maledizione delle rockstar

Esiste un club esclusivo nella musica rock: il club in cui tutti vorrebbero entrare, considerando l’immenso successo conseguito dai suoi membri, ma di cui al contempo nessuno vorrebbe far parte,…

Esiste un club esclusivo nella musica rock: il club in cui tutti vorrebbero entrare, considerando l’immenso successo conseguito dai suoi membri, ma di cui al contempo nessuno vorrebbe far parte, per via della tragica sorte che li accomuna. Il “Club 27” è infatti il gruppo delle star della musica che sono morte all’età di 27 anni: da Janis Joplin a Kurt Cobain, da Jim Morrison a Jimi Hendrix, si tratta di artisti che hanno vissuto delle vite costellate di grandissimi successi, spinte al limite dall’abuso di alcol e droghe, scomparsi in circostanze più o meno misteriose.

Il Club 27 è stato oggetto di numerosi studi, per cercare di capire se il legame tra la prematura scomparsa di queste superstar fosse soltanto una coincidenza, o al suo interno si nascondesse qualcosa di più. Il libro di Elisa Giobbi, Rock’n’Roll Noir, ha il merito di raccontarci le loro vite senza soffermarsi troppo sui complottismi o le dietrologie. Ci racconta i magnifici sette del club (Robert Johnson, Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy Winehouse) assieme ad altri cinquanta artisti di minore successo, ma comunque scomparsi all’età di 27 anni, concentrandosi sulle relazioni e sui tratti in comune. Si tratta di artisti accomunati da un enorme passione per la musica, unita a un talento geniale e capaci di renderli pietre miliari del genere pur avendo a disposizione un tempo molto limitato. Carriere brevissime, vite al limite, caratterizzate da un’infanzia difficile e da rapporti amorosi turbolenti, da una relazione tragica con l’enorme successo di pubblico e con la responsabilità di portare sulle spalle il peso di essere rockstar.

Presentazione di Rock’n’Roll Noir a Chiusi Scalo

Il libro è stato presentato domenica 15 Gennaio a Chiusi Scalo, presso il ristorante-winebar Seasons; nonostante la fredda giornata, la presenza di pubblico è stata notevole e gli apprezzamenti ricevuti dal lavoro di ricerca di Elisa Giobbi sono stati unanimi. L’incontro con l’autrice è stato anticipato da alcune letture, tratte dalle storie dedicate alle sette rockstar, con accompagnamento musicale dei loro brani più famosi. Le letture sono state messe in scena dalla compagnia teatrale “Semi d’arte 2.0” composta da Andrea Storelli, Enrico Sorbera e Benedetta Margheriti; gli arrangiamenti musicali sono stati affidati a Igor Abbas e Danilo Staglianò, accompagnati dalla voce di Margherita Bonucci. La presentazione è stata organizzata dall’associazione GEC (che, tra le tante attività culturali, è anche l’organizzatrice dell’appuntamento estivo con il Lars Rock Fest), come anteprima dell’iniziativa “Libriamoci” del Comune di Chiusi, in sinergia con le associazioni di commercianti di Chiusi Scalo.

Ho accolto con piacere l’invito del gruppo GEC, presentando la serata e intervistando l’autrice di “Rock’n’Roll Noir”. Durante la lunga e stimolante chiacchierata con Elisa, abbiamo approfondito le tematiche relative alle relazioni amorose delle sette rockstar, accomunate da difficili rapporti con i rispettivi partner, come se potessero essere pienamente amate soltanto dalla musica. Abbiamo poi parlato approfonditamente del rapporto tra successo e talento, e del significato che la morte di questi artisti ha comportato per il mondo della musica. Seppur accomunati da una brevissima carriera e da una prematura scomparsa, sono stati capaci di scuotere il mondo fin alle sue fondamenta, rivoluzionando la storia della musica. E il loro impatto non si è limitato al settore artistico, ma ha invaso la cultura, la politica e tutta la società, per via del loro successo globale e degli atteggiamenti ribelli e anticonformisti. Soprattutto negli anni ’60 e ’70, in cui hanno vissuto gran parte dei membri del Club 27, il messaggio artistico ha superato le barriere della loro breve vita. Perché la luce che arde col doppio dello splendore si brucia nella metà del tempo.

Intervista all’autrice Elisa Giobbi, organizzata dall’associazione GEC

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Montepulciano, Vincenzo Sardiello presenta il suo nuovo libro

Venerdì 3 ottobre, alle 18.00, agli ex-Macelli di Montepulciano (Piazza Moulins), sarà presentato il libro “Racconti in punta di cravatta”, esordio letterario di Vincenzo Sardiello. L’autore è un sociologo ed…

Venerdì 3 ottobre, alle 18.00, agli ex-Macelli di Montepulciano (Piazza Moulins), sarà presentato il libro “Racconti in punta di cravatta”, esordio letterario di Vincenzo Sardiello.

L’autore è un sociologo ed esperto d’arte, impegnato sia sul versante delle mostre artistiche, di cui si occupa in veste di curatore,  sia dello spettacolo, come regista di opere teatrali.

“Racconti in punta di cravatta”, uscito a novembre 2013 per i tipi di MdS Editore, contiene diciannove brani, che si distinguono per lo stile originale e l’aderenza ad una contemporaneità frenetica, sregolata, a volte isterica (quando non tragica) e due commedie.

I suoi scritti, talvolta estremi e paradossali, sono sempre attraversati da una vena ironica, che esprime affetto o comprensione verso i protagonisti, annulla la drammaticità e rende gli intrecci più realistici.

Nell’occasione, oltre a incontrare l’autore, si potranno ascoltare letture tratte dal libro, per la voce di Giovanna Vivarelli, interprete della compagnia teatrale Arteatro Gruppo.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Montepulciano.

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“Una goccia nel mare”: a Montepulciano si parla di affidi familiari

“Una goccia nel mare”: la presentazione del libro di Meri Lolini, dedicato all’esperienza degli affidi familiari, si svolgerà il prossimo sabato 27 settembre alle ore 17:30 nella splendida cornice del…

“Una goccia nel mare”: la presentazione del libro di Meri Lolini, dedicato all’esperienza degli affidi familiari, si svolgerà il prossimo sabato 27 settembre alle ore 17:30 nella splendida cornice del Palazzo del Capitano di Montepulciano. L’analista chimico Meri Lolini vive a Firenze, ma è originaria della Maremma, ed è legata a Montepulciano perché ha sposato un poliziano doc, Marco Bardelli.

“Amo Montepulciano da sempre. Ho fatto il mio ingresso nella Contrada di Voltaia quando ho conosciuto Marco; qui ho incontrato tanti nuovi amici che mi hanno trasmesso la passione per la partecipazione all’attività contradaiola e mi hanno accolto in semplicità ed amicizia e, grazie a loro, sono entrata in sintonia con l’ambiente, con i sapori ed i profumi dei piatti della tradizione culinaria, sublimi cornici ad ogni manifestazione poliziana”.

15225_733819280019054_4639159123061500012_nAmo definire Meri una mamma speciale, mamma di cuore e di pancia, perché ha condiviso con Marco e suo figlio Matteo, ventuno anni fa, l’esperienza dell’affido familiare accogliendo Raluca, una bambina rumena, quando suo figlio aveva dieci anni. “Una goccia nel mare: dalla casa-famiglia alla famiglia” è il racconto che Meri ci offre del vissuto, del vivere quotidiano in casa Bardelli dopo aver intrapreso l’ esperienza di affido.

“La storia della nostra famiglia, che io definisco come una famiglia in espansione, ho sentito il bisogno di metterla per iscritto per testimoniare l’importanza e l’urgenza dell’affido familiare”.

Il libro, edito da Harmakis ed uscito nel gennaio di quest’anno, ha già conosciuto notevoli riconoscimenti soprattutto da parte dei lettori ed è stato presente a numerosi eventi: a Terni presso l’Arpa Umbria con il patrocinio dello stesso comune, a Radio Incontri Valdichiana di Cortona, a  Valdeuropa di Montevarchi e in più occasioni a Firenze con il patrocino del Comune ed in collaborazione con il Centro Affidi. Nel libro Meri sottolinea l’importanza dell’accoglienza nei confronti dei minori che per motivi diversi sono affidati ai servizi sociali e collocati in casa-famiglia e comunità.

“A questi fanciulli viene a mancare la “stampella” della continuità familiare e sono svantaggiati rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie dove i ruoli sia affettivi che educativi sono di facile identificazione”.

Meri sostiene che il rapporto tra i genitori affidatari ed eventuali fratelli e sorelle che incontrano nella nuova famiglia deve essere basato sempre sull’accoglienza incondizionata e non deve mai trasparire verso di loro la minima compassione.

“Queste creature non devono sentire su di loro il peso ingombrante delle carenze affettive ed educative della loro famiglia di origine, ma devono avere il diritto di essere amati, cresciuti ed educati come tutti i figli con le stesse necessità perché tante, diverse e specifiche sono le loro personalità, sensibilità e gli avvenimenti che li hanno traditi e feriti. Per accogliere un minore in una famiglia non esiste un metodo educativo da adottare, ma sono necessari gli stessi ingredienti che si usano per i figli naturali: amore, tolleranza, comprensione e capacità di ascolto. La stessa condivisione di una linea da adottare spesso va corretta di volta in volta dato che le rigidità di comportamento e di pensiero non sono mai percorribili per le possibili problematiche che possono generare”.

Nel libro Meri valuta anche i rapporti dei componenti della famiglia affidataria con il contesto sia familiare che sociale nella quale vivono, lavorano e studiano.

“Ci sono molte curiosità, a volte anche banali, che scaturiscono da parte dei conoscenti, alcune domande che riguardano le motivazioni che ti hanno portato a fare questo percorso alle quali spesso rispondiamo più con i fatti che con mille parole”.

Il libro di Meri si legge bene, ha un sapore familiare, pare scritto con un inchiostro che profuma d’amore, ti riempie e ti presenta una famiglia che nella quotidianità si è resa grande.

“Prima di aprire la porta di casa, bisogna aprire la porta del cuore e della testa. È necessario essere accoglienti non solo per il minore in se stesso, ma verso il suo modo di pensare e la sua cultura di origine perché spesso i bambini in affidamento non sono solo italiani e di religione cattolica. Bisogna pensare con convinzione di essere cittadini del mondo per arrivare ad una piena condivisione”.

L’amica Meri si augura che il suo libro possa contribuire a far aprire la strada per far crescere il numero di questa tipologia familiare.

(articolo a cura di Lucia Tremiti)

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Appuntamento al Teatro Poliziano con il Bravìo delle Botti

Gli appuntamenti di domenica 24 al Teatro Poliziano: premiazione “A tavola con il nobile”, consegna del Grifo d’Oro e presentazione del Panno del Bravìo Con il Proclama del Gonfaloniere, il…

Gli appuntamenti di domenica 24 al Teatro Poliziano: premiazione “A tavola con il nobile”, consegna del Grifo d’Oro e presentazione del Panno del Bravìo

Con il Proclama del Gonfaloniere, il saluto alla folla e la lettura del cerimoniale, si può decretare aperto il quarantennale del Bravìo delle Botti di Montepulciano. Domenica 24 agosto, in attesa della gara di domenica 31, proseguono gli eventi collaterali della manifestazione in un pomeriggio ricco di eventi dove si incontrano storia, arte e cultura accompagnate dall’immancabile enogastronomia locale, fatta di ricette della tradizione e di Vino Nobile di Montepulciano.

Il pomeriggio di domenica 24 agosto ha inizio alle ore 16:00 dalla Colonna del Marzocco con la passeggiata storica. Esibizioni itineranti del gruppo Sbandieratori e Tamburini, composto dalla nuova generazione e da figure storiche, intratterranno turisti e poliziani lungo le vie cittadine, fino ad arrivare al Teatro Poliziano, dove prenderà il via la cerimonia di premiazione e la seguente presentazione del panno 2014. Un corteo importante, creato per l’occasione dei 40 anni di Bravìo, in grado di unire passato presente e futuro di sbandieratori e tamburini.

corteo2Alle 17:00 si svolgerà la premiazione della dodicesima edizione del concorso enogastronomico ideato dal giornalista Bruna Gambacorta insieme al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, “A Tavola con il Nobile”, una giuria di giornalisti decreterà la contrada vincitrice e colei che avrà realizzato il miglior primo piatto a base di Cinta Senese Dop in abbinamento con i Vino Nobile.

A seguire l’assegnazione del premio “Grifo Poliziano”, premio destinato a una personalità che è distinta per il proprio impegno nella promozione della città e del territorio e che quest’anno è stato assegnato all’artista cinese Xu Hong Fei, autore della mostra “Nobile Leggerezza”, che dal 7 settembre al 3 novembre 2013 ha stupito e divertito Montepulciano ed i suoi visitatori creando un punto d’incontro tra le due culture.

Poi sarà la volta della premiazione del Concorso di pittura artistica “2014…40 anni di Bravio delle Botti” che hanno partecipato gli alunni delle Scuole Secondarie di I grado di Montepulciano, i cui disegni saranno esposti e visibili nel foyer del Teatro Poliziano. Sarà presente l’Assessora Francesca Profili.

Fino ad arrivare alla tanto attesa presentazione del panno del Bravìo, l’opera pittorica che andrà in premio alla contrada vincitrice, e che quest’anno è stata realizzata da Roberto Longi, direttore del Museo Civico. Un panno dedicato non a caso ai “40 anni di Bravio”, tema del bando, che racconta la passione, l’emozione e la storia della gara storica poliziana.

“Non posso dire molto altrimenti tolgo l’effetto sorpresa – dice l’autore Longi – ma posso dire che è un panno che rompe la tradizione. La protagonista di questo Bravìo è la gente e l’atmosfera che si respira durante la gara, gara che è in grado di emozionare sempre chiunque la guardi”.

All’appuntamento saranno presenti il Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi, Giulio Pavolucci Reggitore del Magistrato delle Contrade, il consigliere con delega al Bravìo Stefano Bazzoni, Andrea Contucci, vice-Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, il giornalista Bruno Gambacorta e tutti i reggitori delle otto contrade di Montepulciano. A presentare il ricco pomeriggio il giornalista Diego Mancuso con la partecipazione speciale di Martina Belvisi.

Infine, alle ore 18.00, in Piazza Grande esposizione del Panno e l’immancabile sbandierata dei piccoli Sbandieratori e Tamburini di Montepulciano e dalle ore 21:00 di domenica 24 agosto, fino a venerdì 29 agosto, prove notturne degli spingitori con partenza dalla Colonna del Marzocco per tutto il centro storico e tutte le sere cene e intrattenimenti nelle otto contrade.

Ricordiamo inoltre che attraverso #bravìo2014 è possibile inviare commenti e foto per rimanere sempre connessi con la manifestazione. #bravìo2014 stay with us!

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Presentazione del nuovo volume dei Ricercatori Liberi Chianini

Sabato 9 agosto alle ore 16, presso la chiesa di Sciarti, sarà presentato il nuovo volume dei “Ricercatori Liberi Chianini” dedicato alla Fattoria Abbadia I “Ricercatori Liberi Chianini”, un gruppo…

Sabato 9 agosto alle ore 16, presso la chiesa di Sciarti, sarà presentato il nuovo volume dei “Ricercatori Liberi Chianini” dedicato alla Fattoria Abbadia

I “Ricercatori Liberi Chianini”, un gruppo di studiosi e appassionati del territorio, si riuniranno il prossimo sabato 9 agosto alle ore 16 per presentare i frutti del loro ultimo lavoro. Il volume è intitolato “La Fattoria dell’Abbadia, dall’epoca granducale a Bettino Ricasoli” e verrà presentato proprio nella chiesa di Sciarti, ad Abbadia di Montepulciano, un luogo storico della fattoria oggetto della ricerca.

ricercatori liberi chianiniLa pubblicazione dei Ricercatori Liberi Chianini nasce dopo oltre due anni di ricerche, effettuate nell’archivio storico della Fattoria di Abbadia, di proprietà della famiglia Ciuffi. Un incredibile archivio dove è custodita la storia di una delle 13 fattorie granducali della Valdichiana e della sua “sorella”: le fattorie di Abbadia e di Acquaviva, che sono alla base del tessuto socio-culturale ed economico delle campagne di Montepulciano e dintorni. Alla pubblicazione seguiranno altri due volumi, entrambi dedicati a fasi storiche successive della Fattoria Abbadia.

Nell’occasione sarà presentato anche il magnifico dipinto dell’altare della chiesa di Sciarti, dedicato a santa Maria del Soccorso (fine XVII sec. scuola senese), da poco restaurato da Mary Lippi. Seguirà inoltre un aperitivo per tutti i partecipanti.

la presentazione del volume dei Ricercatori Liberi Chianini è inoltre legata alle iniziative per promuovere la salvaguardia del Torrione, un luogo storico e simbolico della Fattoria Granducale di Abbadia, al centro di una raccolta firme grazie al censimento FAI dei “Luoghi del Cuore”. Attraverso la raccolta firme, libera e gratuita, sarà possibile finanziare il recupero del Torrione e nuovi progetti di valorizzazione legati alla mezzadria e alla bonifica della Valdichiana.

Per proteggere il Torrione, è sufficiente votare a questo link: Luoghi del Cuore FAI

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San Casciano dei Bagni: un’estate tutta da vivere

Il programma delle manifestazioni estive di San Casciano dei Bagni, tra il Palio di San Cassiano, Calici di Stelle, concerti e cinema all’aperto Il borgo di San Casciano dei Bagni…

Il programma delle manifestazioni estive di San Casciano dei Bagni, tra il Palio di San Cassiano, Calici di Stelle, concerti e cinema all’aperto

Il borgo di San Casciano dei Bagni è un punto di riferimento per tutta la provincia, e non solo, in virtù delle sue famose acque termali, il cui utilizzo risale addirittura all’epoca della civiltà etrusca. Con l’arrivo della stagione estiva, tuttavia, le attrattive della cittadina che può vantare la “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano non si limitano alle terme. Un ricco programma di eventi e manifestazioni terrà compagnia ai cittadini e agli ospiti di San Casciano per tutta l’estate, tra concerti, cinema all’aperto, Calici di Stelle e l’ormai tradizionale Palio di San Cassiano.

Cinema. La rassegna “Cinemi..amo San Casciano”, organizzata dalla Pro Loco, prevede la proiezione di film all’aperto presso la terrazza del Comune. L’inizio degli spettacoli è prevista per le ore 21 dei giorni 4 agosto, 11 agosto e 25 agosto.

Concerti in piazza. Un ricco programma musicale per le serate in Piazza Matteotti viene inaugurato il 12 agosto con il concerto della Banda G.Bisacchi. Il 13 agosto è la volta dei “Kronos”, sempre a partire dalle ore 21. Per la giornata di ferragosto, invece, l’atmosfera cittadina si rituffa negli anni ’70 grazie al concerto degli “Albatros”. Il 18 agosto sarà la volta degli “Athanasius Duo”, per una serata all’insegna della pizzica; il 19 agosto, invece, è la volta di un concerto di pianoforte e flauto con Alessio Chiuppesi e Chiara Petrini. Grande attesa per il 21 agosto, quando a San Casciano si esibirà Carlo Barlozzo.

276Palio di San Cassiano. Le iniziative dedicate al tradizionale palio sono cominciate sabato 2 agosto con la Cena Rinascimentale, in cui le quattro contrade si sono lanciate la sfida a colpi di stornelli toscani. La sfida verrà raccolta il 10 agosto, a partire dalle ore 17, con i giochi tra le contrade di San Casciano per aggiudicarsi l’ambito palio. Da non perdere poi l’appuntamento del 23 agosto, con la cena e il ballo delle contrade, per festeggiare tutti assieme il Palio di San Cassiano.

Arte e Opera. Venerdì 8 agosto si terrà un’asta delle opere degli artisti Kai Rosner e Dirk Bretschneider a Casina delle Rose, a partire dalle ore 21. Dal 14 al 24 agosto si terrà poi la mostra collettiva di pittori dell’Associazione “Diritti al cuore”, all’ingresso del Palazzo Comunale.

Celle sul Rigo. La frazione del comune può vantare una serie di interessanti iniziative per tutta l’estate. Il 13 agosto l’appuntamento è con “Celle a Cena”, a partire dalle ore 20 nel centro storico, organizzato dalla Pro Loco Giovani di Celle sul Rigo. Per ferragosto la società filarmonica ha organizzato un concerto della banda, a partire dalle ore 21:30, presso la Piazza del Pozzo. Il 17 agosto è la volta del “Palio del Cacio”, a partire dalle ore 15:30.

Sagre e feste patronali.Dal 15 al 17 agosto la frazione di Palazzone si animerà per la festa patronale, con cene e serate danzanti organizzate dalla Parrocchia di Santa Maria Assunta. Dal 28 al 31 agosto sarà invece la volta della “Sagra della Cinta” a San Casciano, organizzata dalla polisportiva Fontebelverde, presso l’area feste dello Stadio Comunale.

Calici di Stelle. Doppio appuntamento dedicato alle stelle cadenti a San Casciano. Si comincia venerdì 8 agosto con la street Band “Girlesque” che si esibirà per le strade del centro storico, a partire dalle ore 21. Il 9 agosto sarà invece la serata dedicata alle degustazioni di vino e alle premiazioni del miglior vino presso il centro storico di Celle sul Rigo, con gli occhi all’insù per cercare una stella cadente.

Divertimento per tutti i gusti. Per serate particolari all’insegna del divertimento, il 14 agosto l’appuntamento è a Bagno Bossolo con una festa organizzata dalla Pro Loco a partire dalle ore 22, accompagnata da DJ. Il 16 agosto è invece la volta del “Summer White Party” al Fonteverde Tuscan Resort & SPA, con la band “False Partenze”, a partire dalle ore 21 presso la piscina termale. Per finire, venerdì 22 agosto, una caccia al tesoro nel centro storico di San Casciano dei Bagni, organizzata dalla Pro Loco.

Un’estate tutta da vivere, quindi, a San Casciano dei Bagni: per maggiori informazioni, scaricate il volantino con il programma completo!

Estate San Casciano Bagni

 

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Roberto Gugliotta: Il picciotto e il brigatista. La presentazione a Chianciano il 22 luglio

Terme di Chianciano: viene presentato martedì 22 luglio alle ore 11,30, un romanzo-verità basato su interviste condotte sul campo dagli autori, durante lunghissime sessioni con due detenuti eccellenti: un pentito…

Terme di Chianciano: viene presentato martedì 22 luglio alle ore 11,30, un romanzo-verità basato su interviste condotte sul campo dagli autori, durante lunghissime sessioni con due detenuti eccellenti: un pentito di mafia e una colonna delle BR

Roberto Gugliotta, messinese, direttore di «IMG Press», quotidiano nazionale online, nonché collaboratore del «Corriere della Sera» e «L’Espresso”, presenta martedì alle ore 11,30 alle Terme di Chianciano, in Sala Fellini, il suo libro Il picciotto ed il brigatista.

Un brigatista e un mafioso s’incontrano nel carcere di Cuneo. Dopo l’iniziale diffidenza, tra i due nasce un’amicizia che diventa sempre più profonda. Il romanzo prende spunto da un reale fatto di cronaca: la mancata uccisione di molti brigatisti da parte dei siciliani, che avrebbero dovuto obbedire a “ordini superiori” e che hanno preferito combattere il loro stesso sistema piuttosto che gli amici con cui avevano condiviso anni di vita carceraria. Tale vita è qui ricostruita attraverso i racconti di ex detenuti: uno, colonna delle BR e l’altro, pentito di mafia, a lungo intervistati dagli autori.

Le carceri, in quegli anni, sono un claustrofobico microstato regolamentato da dure leggi interne, da rigidi codici comportamentali che procedono paralleli alle trame che si tessono all’esterno. In un arco temporale che si snoda lungo un decennio di sangue, Roberto Gugliotta e Giovanna Vizzaccaro indagano sui misteriosi rapporti tra mafia e Stato, penetrando nella vita dei detenuti, aprendo spiragli su scenari terribili, rendendo evidenti i meccanismi, le collusioni, gli intrighi di quei difficili anni. L’errore, il pentimento, la solidarietà, la fede distorta, ma incrollabile e salda in un credo, s’inseriscono naturalmente in una narrazione dedicata a tutti coloro che hanno avuto la forza di capire, dimenticare, perdonare, contro l’odio che non vuole fare parlare, sapere, pensare. Dimenticare non è mai la soluzione e ricordare, anche gli errori, è l’unico modo per non sprecare una seconda occasione.

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