La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: olio

Festa dell’olio novo di Trequanda 2018

Un’intera settimana di festa per celebrare uno dei prodotti maggiormente caratteristici di Trequanda e della Valdichiana: l’olio extravergine d’oliva, la cui tradizione è portata avanti da una serie di produttori…

Un’intera settimana di festa per celebrare uno dei prodotti maggiormente caratteristici di Trequanda e della Valdichiana: l’olio extravergine d’oliva, la cui tradizione è portata avanti da una serie di produttori appassionati che animano la comunità locale. “L’olio novo di podere” è stato il protagonista della festa che ha visto una serie di iniziative susseguirsi dapprima a Castelmuzio (nel weekend del 13 e 14 ottobre) e successivamente nel centro storico di Trequanda (weekend del 20 e 21 ottobre), per celebrare degnamente il raccolto 2018 e la commercializzazione di un prodotto che caratterizza il piccolo comune toscano.

Tanti curiosi e appassionati hanno partecipato agli eventi organizzati durante le giornate di festa, dalla visita all’oliviera per la prima frangitura alla spiegazione di tutte le fasi produttive dell’olio, abbinati ad appuntamenti culinari con alimenti a km zero. Particolare attenzione è stata data ai corsi per assaggiatori organizzati dall’Associazione Italiana Conoscere l’Olio d’Oliva (Aicoo) a Castelmuzio e a Trequanda, così come alle passeggiate tra gli olivi e le visite guidate dei borghi storici. Alla riuscita della festa hanno partecipato le associazioni locali, dalla Pro Loco Trequanda a Castelmuzio Borgo Salotto, passando per i tanti volontari del posto, che hanno permesso la realizzazione di spettacoli di intrattenimento serali e momenti giocosi per i più piccoli.

La giornata conclusiva della “Festa dell’olio novo” si è svolta nel centro di Trequanda nella giornata di domenica 21 ottobre, con l’apertura degli stand per la degustazione e l’esposizione dell’olio e dei prodotti tipici, con la partecipazione diretta delle aziende e delle associazioni locali. I paesi gemellati di Marone (Brescia) e Poggio San Marcello (Ancona), con i rispettivi sindaci, hanno partecipato allo scambio di doni con il sindaco Machetti di Trequanda, in qualità di partecipanti all’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Durante il pomeriggio è stato inoltre assegnato, come da tradizione, il premio “Oliva d’oro”, assegnato al produttore che durante l’anno si è particolarmente contraddistinto nella cura dell’olio. Il premio di quest’anno è stato assegnato al Alessandra Arenostro dell’azienda “Il Sole”, che ha dato un’ulteriore spinta all’attività aziendale con la passione e gli investimenti della giovane generazione. Dal prossimo anno il premio cambierà, con un regolamento rinnovato che terrà conto delle caratteristiche tecniche del prodotto, della cura dell’oliveto e del rispetto dell’ambiente.

Uno speciale premio “Oliva d’oro”, un ramoscello d’olivo di metallo prezioso, è stato inoltre assegnato dall’amministrazione comunale all’attrice Olga Rossi, in qualità di artista che si è particolarmente distinta nella promozione di Trequanda in campo culturale. L’attrice, da anni residente nel centro storico di Trequanda, è diplomata al Teatro Stabile di Torino e può vantare la partecipazioni a importanti produzioni come “Tu mi nascondi qualcosa” e “I delitti del BarLume”. Olga Rossi ha ringraziato i concittadini per il premio ricevuto e ha annunciato la partenza di un progetto teatrale con gli abitanti, dedicato alla Costituzione Italiana.

La festa dell’olio novo è proseguita con canti popolari e balli folcloristici, concerti nella Chiesa dei santi Pietro e Andrea e stand gastronomici per gustare i prodotti tipici locali. Una settimana di festa, quindi, per un’annata olivicola da incorniciare: grazie alle favorevoli condizioni climatiche i produttori di Trequanda e dintorni possono vantare infatti una raccolta di qualità straordinaria.

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L’olio extravergine d’oliva: un convegno tra cultura e salute

Giunge alla sua 3° edizione “La festa dell’olio e dei sapori d’autunno”, l’evento organizzato col patrocinio della Pro Loco di Montepulciano, che celebra uno dei protagonisti indiscussi delle nostre terre,…

Giunge alla sua 3° edizione “La festa dell’olio e dei sapori d’autunno”, l’evento organizzato col patrocinio della Pro Loco di Montepulciano, che celebra uno dei protagonisti indiscussi delle nostre terre, l’olio. Un momento d’incontro per fare il punto sullo stato di salute di un elemento imprescindibile della nostra cultura. L’olio infatti, è portavoce di un patrimonio non solo gastronomico, ma anche identitario, sinonimo di tradizione, civiltà e sacralità. Pianta di una longevità estrema, l’olivo accompagna la civiltà umana fin da suoi albori. La leggenda narra che tra gli dei, che facevano a gara per trovare il dono più prezioso per donare agli uomini, venne scelta Atena, che donò alla stirpe dei mortali proprio l’ulivo.

Un prodotto che però non riceve sempre la giusta importanza. Manca infatti prima di tutto una comunicazione adeguata, che possa promuovere nel miglior modo possibile l’olio, e rendere anche più consapevole il consumatore al momento della scelta. Ma soprattutto, molto spesso, è assente un vero supporto all’attività degli olivicoltori, che da generazioni si dedicano a realizzare un prodotto che non sempre porta con sé il guadagno sperato.

Tutti questi aspetti sono stati affrontati nel pomeriggio di sabato 29 ottobre presso il salone del convento di S. Agnese, in un convegno che ha visto l’intervento di numerosi esperti del mondo dell’olio, che da prospettive diverse hanno sottolineato le criticità, ma anche le potenzialità che contraddistinguo in questo momento la produzione olearia toscana.

Il supporto il coordinamento dei produttori, sono i primi elementi da cui partire per mantenere alta la qualità di una delle eccellenze culinarie della nostra terra. Un’attività nella quale da anni si impegna l’O.T.A., l’Associazione Olivicoltori Toscani Associati.

Assistenza tecnica, ma anche innovazione e trasferimento di nuove conoscenze e tecnologie. È questo il supporto maggiore che oggi l’Associazione fornisce ai suoi soci, per un settore, quello oleario, ancora legato a tecniche produttive di uno o due secoli fa, e che rispetto ad altri comparti dell’agroalimentare, necessita maggiormente dell’inserimento di innovazioni tecnologiche e meccaniche. Questo per aumentare anche la resa e il profitto dei produttori stessi, e garantire una maggiore qualità del prodotto finale. A tal fine abbiamo rapporti costanti coi centri di ricerca, le università e il CNR.”   

Sono queste le parole di Giampiero Cresti, presidente dell’O.T.A., che descrivono chiaramente il lavoro incessante che l’associazione porta avanti. Un impegno non solo rivolto agli addetti ai lavori, ma che guarda anche al territorio.

Fare e promuovere la cultura dell’olio significa partire dalle fasce più giovani, attraverso numerose attività sul territorio toscano, per aumentare la conoscenza e la consapevolezza di questo prodotto. Molto spesso la qualità e l’eccellenza faticano ad emergere nel mercato attuale. Questo perché, quando ci si approccia all’olio, mancano gli strumenti per valutare il reale rapporto tra prezzo e qualità. Non ci si rende conto dell’investimento di risorse umane ed economiche che necessita la produzione dell’olio, e soprattutto del piacere e del gusto che un olio di qualità può conferire ad un piatto, anche se questo comporta una spesa maggiore.”

Un fattore oggi imprescindibile per liberare le grandi potenzialità insite nel comparto oleario è l’investimento sia sulle nuove tecnologie sia su pratiche produttive diverse. Una questione che da anni viene portati avanti dal dott. Stefano Biagiotti, direttore di Qualità Sviluppo Rurale, che si occupa di offrire consulenza e servizi alle aziende dell’agroalimentare.

L’innovazione, sia meccanica che nelle pratiche, è ormai un elemento indispensabile nella produzione di olio. I vantaggi in un’agricoltura di precisione, ad esempio attraverso l’impiego di droni, possono essere molti, sia di natura economica per il produttore, ma anche per il consumatore. Una pratica di questo tipo infatti, può ridurre in modo considerevole l’utilizzo dei fitofarmaci. Soprattutto quello a cui oggi si guarda non sono solo più i costi legati alle materie prime – continua Biagiotti – ma anche quelli inerenti lo smaltimento dei rifiuti. Ecco perché accanto all’innovazione tecnologica, si devono unire le buone pratiche. Si sta abbandonando infatti il concetto di un’economia lineare, per abbracciare quello di economia circolare, nella quale gli scarti vengono riutilizzati all’interno del processo produttivo. Tutto questo parte dalla consapevolezza della limitatezza delle risorse a disposizione, e dall’impatto sull’ambiente. Un’agricoltura condotta in modo intensivo oggi non è più ecosostenibile, in termini di sfruttamento del suolo, della produzione di anidride carbonica o degli interventi coi fitosanitari, che molto spesso vengono fatti senza una reale necessità. La coltura dell’olivo, ben prima dell’introduzione della meccanizzazione e delle nuove tecnologie, si muoveva in questa direzione. Dobbiamo – conclude Biagiotti – sostenere l’attività degli olivicoltori non solo per consentire ad una delle nostre eccellenze di essere ancora competitiva sul mercato, con prodotti che fanno del basso costo e della bassa qualità i loro punti forza, ma anche per l’opera di salvaguardia del territorio che portano avanti da decine e decine di anni.”

convegno-olio-2La ricchezza dell’olio si riflette anche sulla nostra tavola. Il sapore che un buon olio extra vergine d’oliva conferisce al piatto è qualcosa di irripetibile. Una bontà che allo stesso tempo è sinonimo di salute. L’olio è infatti uno dei pilastri della dieta mediterranea, fonte di numerosi benefici e segreto per una vita longeva.

Sull’importanza dell’olio in tavola e su una corretta educazione alimentare, da anni il dott. Giorgio Ciacci porta avanti una serie di progetti, come “Mangiocando” nato nel 2002, rivolto ai ragazzi della scuola primaria, e la Onlus “ELEA”, impegnata nel comune di San Quirico d’Orcia con il “Circo del Gusto” nelle mense scolastiche.

Expo 2015 ha lanciato un grande messaggio, ossia quello di arrivare alla consapevolezza che il cibo non sia solo una questa di sopravvivenza, ma anche un elemento di compagnia di tutti i giorni, e arrivare ud una vera cultura del cibo anche in relazione all’ambiente. Questa consapevolezza deve essere sviluppata con un lavoro che inizi proprio dai bambini. I dati europei – prosegue il dott. Ciacci – ci vedono in modo preoccupate al primo posto per quanto riguarda il rischio di obesità. Questo vuol dire che le generazioni future saranno molto più predisposte alle malattie cardiovascolari e anche, purtroppo, ai tumori. Una questione strettamente connessa anche con l’ambiente. Oggi infatti si dice “dimmi cosa mangi e ti dirò come stai e come sta il pianeta intorno a te”, e questo la dice lunga su come il nostro modo di magiare possa avere delle ripercussioni non solo su noi stessi, ma anche sulla realtà circostante. L’auspicio è che questa nuova cultura intorno al cibo sia il frutto di un lavoro congiunto, che veda coinvolte le famiglie, le scuole e le istituzioni.”   

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Valdichiana Lounge – Olio extravergine d’oliva

Valdichiana Lounge è la rubrica che vi porta a conoscere i piaceri della nostra terra: dalla degustazione dei vini ai prodotti enogastronomici di qualità! Seguite Valentina e i nostri ospiti alla…

Valdichiana Lounge è la rubrica che vi porta a conoscere i piaceri della nostra terra: dalla degustazione dei vini ai prodotti enogastronomici di qualità! Seguite Valentina e i nostri ospiti alla scoperta dei segreti per una piacevole degustazione e di tutti quei prodotti che rendono il nostro territorio famoso a livello internazionale: il nuovo episodio della rubrica è stato realizzata in collaborazione con la Pro Loco Montepulciano, il Frantoio di Montepulciano e l’Agraria Poliziana.

Nel quinto episodio andiamo a conoscere meglio l’Olio extravergine d’oliva toscano: dalle fasi di lavorazione alla caratteristiche del prodotto, fino ai consigli per una gustosa bruschetta! Buona visione… e buona degustazione!

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Festa dell’olio e dei sapori d’autunno

Questo speciale è realizzato in collaborazione con la Pro Loco Montepulciano A Montepulciano arriva la “Festa dell’Olio e dei Sapori d’Autunno”: nel weekend del 29 e 30 ottobre, tante iniziative…

Questo speciale è realizzato in collaborazione con la Pro Loco Montepulciano

festa-olio-2016

A Montepulciano arriva la “Festa dell’Olio e dei Sapori d’Autunno”: nel weekend del 29 e 30 ottobre, tante iniziative per approfondire la conoscenza con uno dei prodotti d’eccellenza del territorio animeranno la cittadina poliziana. Dai convegni di approfondimento professionali dedicati agli agricoltori al mercato con i prodotti tipici, dalle escursioni per le campagne toscane alle lezioni sui processi di trasformazione delle olive in olio extravergine, sono molte le opportunità per chi vuole scoprire le caratteristiche dell’olio o più semplicemente festeggiare l’ultimo weekend di ottobre con una gustosa bruschetta!


Il programma

Sabato 29 Ottobre

presso l’Aula Magna dei Licei Poliziani:

  • ore 10:30 – Visita virtuale al frantoio di Montepulciano. Relatore: Manuel Mecallini
  • ore 11:15 – Mister olio extravergine d’oliva. Relatore: Dott. Giorgio Ciacci
  • ore 12:00 – Bruschettata del Frantoio

presso il Salone del Convento di S.Agnese:

  • ore 16:30 – Classificazione dell’olio extravergine d’oliva e degustazione. Relatore: Giampiero Cresti
  • ore 17:30 – Aspetti salutistici dell’olio evo e antichi sapori. Relatori: Dott. Giorgio Ciacci e Dott. Stefano Biagiotti
  • ore 18:00 – Aspetti economici e problematiche della produzione dell’olio. A cura del Frantoio di Montepulciano
  • ore 19:00 – Bruschettata del Frantoio e rinfresco a base di prodotti tipici locali

Domenica 30 Ottobre

presso Piazza e Convento S.Agnese:

  • Dalle ore 9:00 alle ore 18:00 – Mercatino dell’olio e dei sapori d’autunno. Mostra mercato con esposizione, degustazione e vendita di prodotti di eccellenza del territorio ed esposizione di piante e fiori
  • ore 12:30 – Bruschettata del Frantoio e arrivo vespe e auto d’epoca a cura di Vintage Tour

presso Frantoio di Montepulciano:

  • Dalle ore 9:00 alle ore 12:30 – Passeggiata a piedi tra gli ulivi e visita alla chiesa “Madonna delle Querce”. Passeggiata non competitiva con rientro e aperitivo in Piazza S.Agnese
  • ore 9:00 – Passeggiata a cavallo tra gli ulivi. Escursione a cavallo a cura del Maneggio Cognanello


Approfondimenti dal convegno presso il Convento di S.Agnese: 

Giunge alla sua 3° edizione “La festa dell’olio e dei sapori d’autunno”, l’evento organizzato col patrocinio della Pro Loco di Montepulciano, che celebra uno dei protagonisti indiscussi delle nostre terre, l’olio. Un momento d’incontro per fare il punto sullo stato di salute di un elemento imprescindibile della nostra cultura. L’olio infatti, è portavoce di un patrimonio non solo gastronomico, ma anche identitario, sinonimo di tradizione, civiltà e sacralità. Pianta di una longevità estrema, l’olivo accompagna la civiltà umana fin da suoi albori. La leggenda narra che tra gli dei, che facevano a gara per trovare il dono più prezioso per donare agli uomini, venne scelta Atena, che donò alla stirpe dei mortali proprio l’ulivo.

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Dall’olivo all’olio: come funziona il processo di che permette alle olive di trasformarsi in olio extravergine? Ce lo spiega il Frantoio di Montepulciano attraverso una serie di slide che approfondiscono tutti i passaggi!


Valdichiana Lounge

Torna la rubrica che vi porta a scoprire i piaceri della nostra terra, dedicata ai prodotti enogastronomici di qualità! In occasione della Festa dell’Olio e dei Sapori d’Autunno, non potevamo che concentrarci sull’olio extravergine di oliva, uno dei prodotti toscani più apprezzati a livello internazionale. Questo episodio di Valdichiana Lounge è realizzato in collaborazione con Pro Loco Montepulciano, Frantoio di Montepulciano e Agraria Poliziana.

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M5S, danni olivicoltura: “Il Governo Renzi deve prevedere una apposita deroga”

Istituito nel 2004, il Fondo di Solidarietà Nazionale consente alle aziende agricole colpite da calamità di accedere ad interventi compensativi. Tra questi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno…

Istituito nel 2004, il Fondo di Solidarietà Nazionale consente alle aziende agricole colpite da calamità di accedere ad interventi compensativi. Tra questi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile (nelle zone svantaggiate estendibile fino al 90%), prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per l’anno successivo, da erogare a tasso agevolato, proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. Ma al Fondo di Solidarietà Nazionale possono accedere solo le aziende colpite da calamità che danneggino le strutture aziendali e le scorte e che non rientrano nelle garanzie del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale, varato entro novembre di ogni anno dal Ministero dell’Agricoltura. Per questo, i deputati M5S della Commissione Agricoltura hanno presentato un ordine del giorno, accolto dal Governo, per allargare gli interventi compensativi del Fondo anche agli agricoltori colpiti dalle patologie “mosca dell’olivo”, “cinipide del castagno” e “marciume delle castagne”.

Un settore così colpito non poteva non avere un minimo di supporto che è proprio quello che chiediamo al Governo Renzi. La speranza è che venga compresa la gravità della situazione e si dia attuazione al nostro ordine del giorno: il nostro fiato sul collo continuerà sino al termine della proceduradichiara la deputata M5S aretina Chiara Gagnarli, in Commissione Agricoltura alla CameraCon il Piano Assicurativo Agricolo Nazionale 2014, il Ministro Martina ha esteso ulteriormente l’utilizzo delle polizze agevolate per la difesa dai danni atmosferici e meteorologici e, in particolare, per una maggiore affermazione delle polizze multirischio e pluririschio a vantaggio delle monorischio. Le regole previste per il 2014 avrebbero dovuto provocare un ulteriore interesse dei produttori verso la stipula di polizze assicurative, dato che i produttori che non assicurano le colture riportate dal piano assicurativo contro i danni previsti dallo stesso, nel caso in cui dovessero verificarsi i danni, non potranno richiedere l’attivazione delle procedure di stato di calamitàspiega Gagnarli (M5S) – Tuttavia, sia perché le Compagnie non hanno trovato interesse a proporre polizze per le colture e le fitopatie inserite nel piano (vedi il cinipide del castagno), sia perché alcune di queste infestazioni non erano inserite nel Piano (la mosca, ad esempio,  negli ultimi tre, quattro anni non è mai stata inserita tra le infestazioni parassitarie assicurabili) – conclude la deputata toscana M5S della Commissione Agricolturaabbiamo ritenuto opportuno impegnare il Governo Renzi a valutare la possibilità di prevedere una apposita deroga, in modo tale da consentire l’accesso al Fondo di Solidarietà Nazionale anche a quegli agricoltori colpiti da queste patologie”.

Comunicato stampa di M5S del 3 dicembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Olio, senza requisiti di rintracciabilità, sequestrato dalla Forestale

Sequestrato oltre 12.000 litri di olio dichiarato come “extra vergine di oliva – 100 % italiano – campagna 2014 – 2015”, proveniente da un’azienda olearia stabilita nella regione Puglia. Il…

Sequestrato oltre 12.000 litri di olio dichiarato come “extra vergine di oliva – 100 % italiano – campagna 2014 – 2015”, proveniente da un’azienda olearia stabilita nella regione Puglia. Il sequestro si è reso necessario per la mancanza dei prescritti requisiti di rintracciabilità documentale del prodotto oggetto di accertamento. Il sequestro è stato operato dal personale dei Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Montepulciano e Sarteano, a seguito di un controllo stradale in prossimità del casello autostradale di Bettolle.

Dalle verifiche condotte sono emerse varie e sostanziali irregolarità nella compilazione del documento di accompagnamento della merce, oltre che incongruenze significative tra il tragitto indicato nel documento stesso e quello ricostruito dagli uomini della forestale attraverso la consultazione del cronotachigrafo installato nell’autocarro. Inoltre, l’impresa indicata nel DDT come destinataria dell’olio, una nota azienda olearia stabilita in provincia di Firenze, ha dichiarato di non avere rapporti commerciali con l’impresa pugliese.

Tali circostanze, unitamente al fatto che il trasporto si protraeva da quasi quattro giorni, durante i quali il mezzo ha percorso diverse centinaia di chilometri in varie regioni del centro Italia senza un motivo ben preciso, hanno indotto il personale del Corpo forestale dello Stato ad intraprendere la misura cautelare del sequestro.

Al fine di verificare l’origine e qualità dell’olio dichiarato come “extra vergine di oliva”, inoltre, in collaborazione con personale tecnico dell’Azienda USL 7 di Siena – Dipartimento della Prevenzione Zona Valdichiana, è stato effettuato un prelievo di campioni all’interno della cisterna di trasporto, operazione finalizzata alla successiva analisi chimico-fisica del prodotto comprensiva del contenuto di alchil esteri, sostanze rivelatrici dell’origine geografica e della buona qualità dell’olio italiano.

Il carico di olio è stato, quindi, travasato all’interno di due contenitori messi a disposizione da un oleificio di Motepulciano, azienda completamente estranea alla vicenda, per poi essere sottoposto a sequestro, unitamente alla documentazione di accompagnamento ed ai fogli di registrazione del cronotachigrafo.

Nel corso della corrente campagna olearia il Corpo Forestale dello Stato ha attivato in tutta la regione una specifica campagna di controlli finalizzati a verificare la movimentazione dei prodotti olivicoli (olive ed olio), al fine di prevenire, ed eventualmente reprimere, frodi a danno dei consumatori e della regolarità del mercato.

Come è noto, infatti, il marcato calo di produzione degli oliveti toscani, stimato intorno al 50 – 70 % rispetto allo scorso anno, con punte addirittura del 90 % in alcune zone, dovuto soprattutto alle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla diffusione della mosca olearia, potrebbe incentivare traffici, talvolta illegali, di prodotti olivicoli provenienti da fuori regione, anche di origine comunitaria ed extra comunitaria, a danno delle produzioni nazionali, ed in particole di quelle toscane di eccellenza.

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Tempo di raccolta delle olive: ecco tutte le fasi di lavorazione

L’olio d’oliva è un prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo e principalmente prodotto nelle regioni a clima mite. La Toscana,caratterizzata da un clima salubre, è da sempre un territorio…

L’olio d’oliva è un prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo e principalmente prodotto nelle regioni a clima mite. La Toscana,caratterizzata da un clima salubre, è da sempre un territorio favorevole per questo tipo di prodotto.

Ottobre – Novembre sono i mesi perfetti per la raccolta delle olive. La raccolta delle olive, è un lavoro faticoso, ma altrettanto piacevole, perché si può godere di qualche ora all’aria aperta e fare un lavoro che alla fine può essere anche divertente.

Le olive raccolte, solitamente vengono portate al frantoio entro la fine della giornata, per evitare che inizino a fermentare. Quando l’intero raccolto viene portato al frantoio, e a fine ciclo si può gustare una bella fetta unta con l’olio nuovo dal gusto intenso e leggermente piccante, quelle sì che sono soddisfazioni.

La Valdichiana è andata a scoprire quali sono le fasi di lavorazione delle olive per la produzione dell’olio e lo ha fatto presso il Frantoio La Romita di Montisi, accompagnata dal Frantoiano Carlo Alberto Bindi. Alberto, ha spiegato con passione, in modo semplice ed esaustivo l’intero procedimento.

Buonasera Alberto. Allora, come inizia la lavorazione delle olive?

“Innanzitutto, c’è un sistema che toglie le foglie, i rami e tutti gli altri corpi estranei. Le olive vengono poi lavate, e passano al molino, che riduce olive e noccioli in pasta. Il nostro molino usa otto coltelli che girano frantumando le olive. Gli altri frantoi invece, usano dei molini con i martelli, che frantumano le olive alzando la temperatura di 3/4 gradi.

Gramola in funzione

Gramola in funzione

La pasta ottenuta viene trasferita nelle gramole, che sono dei grossi contenitori dove per 20-30 minuti viene impastata, o meglio “gramolata” molto lentamente. Con la gramolazione, la pasta di olive viene incessantemente mescolata per facilitare la separazione dell’olio.”

Qual è la temperatura giusta per il processo di gramolazione?

“La temperatura deve essere rigorosamente sotto i 27°, quindi bisogna fare molta attenzione che non aumenti. È proprio per via di questa bassa temperatura, che il nostro  metodo di produzione viene definito “a freddo”. Questa procedura fa sì che si rompa l’emulsione tra acqua e olio, di modo che l’olio acquisti il proprio peso specifico e l’acqua il suo. Questo passaggio è fondamentale, poiché le goccioline di olio si aggregano tra di loro, galleggiano e così le due sostanze si separano. Trascorso il tempo di gramolazione la pasta viene indirizzata in una grossa centrifuga, il decanter, dove avviene l’estrazione vera e propria – spiega Alberto – Qui, la pasta fa 3600 giri, così che le sue tre parti costitutiveolio, acqua e sansa – si separino.

Olio Torbido

Olio ancora torbido

Dopo questa fase che cosa succede?

“L’olio così ottenuto, è torbido e contiene ancora qualche particella di sospensione, quindi viene inviato all’ultima centrifuga, nella quale poi diventerà olio finito.”

E per ultimo?

“L’ultima fase di lavorazione si svolge mettendo l’olio in diversi contenitori di acciaio inox e in base alla sua acidità oleica, vengono sistemati in stanze buie e fresche lontano da fonti di calore e luce.”

L'olio del frantoio "La Romita" ha un colore molto simile a quello originale delle olive

L’olio del frantoio “La Romita” ha un colore molto simile a quello originale delle olive

 

 

Perché a volte il colore di un olio è più verde rispetto ad un altro?

“Molti frantoi fanno un olio più verde del nostro, un verde che molte volte va fuori dal range del colore della clorofilla, e allo stesso tempo risulta molto più piccante. Questo è dato dal tipo di olive e dal grado di maturazione. Il colore dell’olio del nostro frantoio è molto simile al colore dell’oliva in sé per sé”.

Ringraziamo il signor Alberto per questa preziosa e accurata descrizione e per averci fatto sentire per un paio d’ore delle vere frantoiane. Nei prossimi articoli parleremo degli aspetti biologici dell’olio e lo faremo con il biologo Mario. Ma ci occuperemo anche di come sarà la raccolta di quest’anno, già severamente compromessa dalla xylella, un insetto nocivo per l’ulivo.

Materiale a cura di Maria Stella Bianco e Valentina Chiancianesi

 

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Nuovo registro per l’olio extravergine d’oliva

C’è tempo fino al 10 di aprile per mettere in regola i registri dell’olio extravergine di oliva. Dal primo gennaio dell’anno, è infatti entrata in vigore una norma molto importante…

C’è tempo fino al 10 di aprile per mettere in regola i registri dell’olio extravergine di oliva. Dal primo gennaio dell’anno, è infatti entrata in vigore una norma molto importante per la tutela di uno dei prodotti più famosi del nostro territorio. Si tratta di un registro dove gli olivicoltori devono segnare la produzione di olio dell’azienda destinato alla commercializzazione. Non è solo burocrazia, ma un modo per tutelare il consumatore e il produttore dalle tante truffe alimentari che colpiscono i prodotti di qualità italiani e in particolar modo l’olio extravergine.

Solo i piccoli produttori, coloro che non producono oltre i duecento chili di olio per un consumo familiare, saranno esentati dalla tenuta del registro. Per tutti gli altri invece vale la normativa. Attraverso il Sian www.sian.it (sistema informativo agricolo nazionale) le aziende possono iscriversi on line nel portale dell’olio d’oliva e provvedere alle annotazioni con la tempistica che prevede la norma. In questa prima fase di avvio, è tuttavia prevista la compilazione di un Registro Provvisorio sul portale Sian, nel quale dovranno essere annotati i dati riepilogativi dei mesi di gennaio e febbraio. Le aziende potranno dare mandato al CAA Coldiretti per l’affidamento del servizio di assistenza alla tenuta del registro, una volta iscritta sul Portale SIAN.

Ricapitolando: i produttori sono esentati dalla tenuta del registro se l’olio è destinato tutto all’autoconsumo e se in azienda l’olio è tutto preconfezionato ed etichettato. Mentre i produttori obbligati alla tenuta del registro sono tenuti ad effettuare le registrazioni entro e non oltre il sesto giorno successivo a quello dell’operazione, giorni festivi compresi. Le registrazioni dei dati relativi alle operazioni del mese precedente possono essere registrate entro il 10 del mese successivo se: l’olio aziendale è prodotto solamente con olive provenienti dalla propria azienda e se la produzione di olio non supera i 500 chilogrammi per campagna di commercializzazione (1° luglio- 30 giugno dell’anno successivo).

Gli uffici di Coldiretti Siena restano a disposizione per ulteriori e più approfonditi chiarimenti, ricordando che il termine scade il prossimo 10 aprile.

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Dagli USA a Montepulciano, la qualità dell’olio DOP Terre di Siena

Riscoprire la qualità, la salubrità e la sicurezza di una produzione d’eccellenza. È questo uno degli obiettivi principali del primo banco d’assaggio dell’Olio Dop Terre di Siena, che si è…

Riscoprire la qualità, la salubrità e la sicurezza di una produzione d’eccellenza. È questo uno degli obiettivi principali del primo banco d’assaggio dell’Olio Dop Terre di Siena, che si è svolto a Montepulciano venerdì 28 marzo, organizzato dal Consorzio Volontario Fitosanitario della provincia di Siena con la collaborazione del Consorzio Olio Dop Terre di Siena. Anche i compratori Usa dimostrano grande interesse per una produzione certificata e di qualità. Due mesi dopo “l’Extra Vergin Suicide” del New York Times, alcuni buyer provenienti da oltre oceano si sono dati appuntamento nella città poliziana per degustare l’Olio certificato Dop delle Terre di Siena, riscoprendo così una produzione certificata e d’eccellenza non solo per la zona di provenienza ma per tutto il Made in Italy.

«Il mercato Usa dimostra sempre un grande interesse nei confronti dell’extravergine toscano in generale e dell’olio Dop Terre di Siena in particolare. La nostra iniziativa di Montepulciano, diventa ambasciatore di qualità e sicurezza agroalimentare – sottolinea il direttore del Consorzio Volontario Fitosanitario di Siena Marco Castellani –. Certificazione e controlli sono un elemento imprescindibile per veicolare la qualità e la salubrità delle nostre produzioni olearie. Mantenere alta l’attenzione e tutelare il lavoro nelle aziende che producono extravergine nelle Terre di Siena rappresentano non solo dei requisiti fondamentali e indispensabili ma anche dei veri e propri valori aggiunti da perseguire con costanza per permettere ai produttori di avere sbocchi di mercato all’estero».

Dopo la polemica sull’extravergine contraffatto lanciata dal New York Times, quindi, l’incontro ha promosso oltreoceano la qualità della produzione toscana. I buyer provenienti dagli Stati Uniti hanno assaggiato la Dop 2013 e un’anteprima del 2014, hanno assistito alle conferenze sull’ovicoltura senese e sulle proprietà salubri dell’extravergine.

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Nuovi Totem interattivi dalle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana

Sono 7 in provincia di Pisa e 5 in quella di Grosseto, 4 in provincia di Arezzo, 3 in quella di Livorno e in quella di Firenze, 2 in provincia…

Sono 7 in provincia di Pisa e 5 in quella di Grosseto, 4 in provincia di Arezzo, 3 in quella di Livorno e in quella di Firenze, 2 in provincia di Siena e 1 in provincia di Pistoia.

Sono i nuovi Totem, in totale 26, per 12 delle 22 strade del vino dell’olio e dei sapori di Toscana, che hanno aderito al progetto. I totem sono già operativi e vanno a costituire il nuovo sistema di infopoint in rete realizzato dalla Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana. Il progetto è stato realizzato grazie ad una compartecipazione con Regione Toscana che ha stanziato 140 mila euro.

Denominato “Strade di Toscana in rete” il progetto è stato presentato l’8 Marzo in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. Presenti l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, il presidente della federazione delle Strade del vino dell’olio e dei sapori, Mauro Marconcini, il rappresentante dell’azienda che ha ideato e realizzato la piattaforma e le soluzioni tecniche, Bruno Bottini.

I totem touchscreen, oltre a fornire in modo semplice, immediato ed in multilingua tutte le informazioni sul territorio, sugli eventi e sulle sue aziende, permetteranno al turista di conoscere ciò che accade in tutta la Toscana, inserendo così gli eventi promossi da ogni singola Strada nel più ampio contesto regionale.

L’integrazione con il QR Code, che trasferisce ai cellulari la sintesi dei contenuti di interesse consultati, e l’integrazione con il sistema di e-booking del sito web di Regione Toscana (www.turismo.intoscana.it) permetteranno a ciascuna Strada di diffondere informazioni sul proprio territorio, valorizzandone gli eventi e le aziende che vi operano. Dai totem sarà inoltre possibile per il turista telefonare gratuitamente alle Strade del Vino e a tutte le aziende del territorio, per ricevere maggiori informazioni ed effettuare prenotazioni per pernottamenti o degustazioni.

Tutte queste informazioni saranno disponibili anche sugli apparecchi mobili tramite le applicazioni per Smartphone che, grazie al sistema di geolocalizzazione, permettono di trovare le cantine, i frantoi e gli agriturismi più vicini alla nostra posizione. Sarà quindi possibile degustare i milgiori vini, assaggiare i migliori Oli ed assaggiare i prodotti dell’eccellenza toscana percorrendo percorsi minimi e con la massima semplicità

Infine, il circuito dei totem è connesso in rete anche con l’aeroporto di Pisa e quello di Milano Orio al Serio, quest’ultimo con un flusso di 9 milioni di turisti, è il terzo aeroporto italiano ed è partner di Expo 2015.

“Il progetto Strade del Vino in Rete – ha detto il presidente della Federazione, Mauro Marconcini – valorizza il territorio, migliora il servizio di accoglienza turistica e contestualmente promuove le ricchezze turistiche della regione ed offre un servizio non stop anche agli oltre 13 milioni di turisti che ogni anno transitano dall’aeroporto di Pisa e da quello di Milano Orio al Serio.”

“Grazie a questi Totem – ha aggiunto Bruno Bottini, presidente di BBS – il turista può avere informazioni anche quando gli uffici sono chiusi, con dati coerenti, sempre aggiornati e fruibili anche attraverso la APP disponibile gratuitamente dai principali market, con un dettaglio informativo che solo il territorio può garantire e diffonderle in modo coordinato su tutti i media disponibili. ” In vista ci sono anche ulteriori novità. “In previsione di Expo 2015 – ha concluso Bottini – stiamo allestendo un video call center in grado di erogare supporto ai turisti live in 7 lingue (russo e cinese incluso) gratuitamente attraverso i nostri totem.”

“Questa iniziativa – ha concluso l’assessore Salvadori – è già una realtà concreta di grande potenzialità, che permetterà ai turisti di conoscere in maniera più completa la grande offerta del nostro territorio e alle aziende darà l’opportunità di una vetrina sempre aperta per farsi conoscere e far conoscere sempre meglio la qualità dei loro prodotti.”

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Sanremo: cena Toscana per la serata finale

Vetrina Toscana, il progetto di promozione dei prodotti e delle realtà culinarie più tipiche voluto da Regione e Unioncamere, porterà il segno della cultura enogastronomica regionale a Casa Sanremo 2014,…

Vetrina Toscana, il progetto di promozione dei prodotti e delle realtà culinarie più tipiche voluto da Regione e Unioncamere, porterà il segno della cultura enogastronomica regionale a Casa Sanremo 2014, l’area dell’ospitalità ufficiale del Festival della canzone italiana.

Tre cuochi tra i più rappresentativi, e i Consorzi di tutela dei prodotti DOP e IGP toscani saranno ambasciatori del gusto toscano in questo contenitore che accoglie gli addetti ai lavori che arrivano a Sanremo per la kermesse internazionale della musica italiana

“Siamo contenti di partecipare a questo evento che valorizza Vetrina Toscana, quindi la nostra cultura e le nostre tradizioni, nella importante e popolare cornice di Sanremo – ha affermato l’assessore regionale alla cultura, turismo e commercio Cristina Scaletti presentando stamani l’iniziativa insieme a Vincenzo Russolillo, patron di Grandi Eventi, la società che organizza Casa Sanremo da otto anni – . Un grande risultato senza alcun costo per la Regione, voglio sottolineare, che è stato raggiunto grazie al lavoro di collaborazione che sta crescendo sempre più in Vetrina Toscana fra il mondo del commercio, della produzione e quello della cultura. Ringraziamo gli chef di Vetrina Toscana e i Consorzi per aver reso possibile quest’evento, che porterà sotto i riflettori la grande qualità dell’enogastronomia toscana. Ringraziamento esteso naturalmente a casa Sanremo per la gentile ospitalità offerta alla Toscana”.

Il programma prevede nel pomeriggio del 22, giornata finale del festival, un cooking show di cui saranno protagonisti i tre cuochi di Vetrina Toscana: Claudio Vicenzo del ristorante La limonaia (Prato), Luca Cai dell’Osteria Tripperia il Magazzino (Firenze) e Franco Mariani – presidente dell’Unione Regionale dei Cuochi Toscani – del ristorante Nara di Massarosa (Lucca) .

Gli stessi chef, utilizzando i prodotti dei Consorzi, prepareranno una cena, tipicamente toscana, ma con una vena innovativa: il lampredotto, cibo di strada per eccellenza, si trasformerà in un finger food di delicate polpette, i tradizionali tortelli mugellani ripieni di patate si ammanteranno di crema di Pecorino Toscano DOP e tra i secondi spicca un “intingolo” caro al Maestro Puccini.

Per chiudere in bellezza, l’alba del 23 verrà accolta, alla prevista presenza dello stesso vincitore di Sanremo 2014, con un menù a base di bruschetta con pane toscano del Consorzio e Olio Extravergine d’Oliva IGP Toscano, assaggi di Pecorino Toscano DOP e Prosciutto Toscano DOP e straccetti al ragù bianco di Chianina di Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP con farina di castagne toscane, il Neccio di Garfagnana DOP.

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Denuncia shock sull’olio extravergine italiano: “Il 70% è falso!”

Il New York Times pubblica un’infografica in cui “smaschera” il suicidio dell’olio extravergine di oliva italiano. Una striscia di quindici vignette firmate da Nicholas Blechman, l’art director del New York…

Il New York Times pubblica un’infografica in cui “smaschera” il suicidio dell’olio extravergine di oliva italiano.

Una striscia di quindici vignette firmate da Nicholas Blechman, l’art director del New York Times Book Review hanno fatto esplodere un caso internazionale: l’infografica, infatti, è una denuncia shock nei confronti del circuito di contraffazione della produzione di olio extravergine in Italia, dove il 69% degli oli immessi sul mercato sono adulterati con oli di bassa qualità provenienti da altri paesi.

Attraverso lo slideshow che potete consultare a questo link, si ripercorre la catena produttiva dell’olio extravergine di oliva, che utilizza anche olive da altri paesi del bacino del Mediterraneo come la Spagna e la Tunisia. L’alterazione provenire dai paesi dove manodopera e materie prime hanno un minor valore, e quindi un minor costo. Infatti l’Italia viene descritta come il principale importatore di olio d’oliva, che mischia l’olio con altre spremiture da differenti materiali vegetali e aggiunge beta-carotene e clorofilla per modificare sapore e colore. L’applicazione del “Made in Italy”, il crollo della qualità della produzione e delle vendite, corrisponde a un vero e proprio suicidio economico italiano.

Il New York Times parla inoltre di come i controlli svolti dai Nas e dai Carabinieri non siano sufficienti a bloccare le contraffazioni, dal momento che i test sono facilmente raggirabili e alcuni produttori fraudolenti hanno protezioni politiche importanti. Il crollo dei prezzi di mercato proietta quindi un’ombra oscura sulle produzioni e sui falsi “Made in Italy”, non solo dell’olio extravergine.

Una denuncia simile non poteva che provocare delle repliche. La Coldiretti Toscana ha risposto con le parole del presidente Tulio Marcelli:

«Le vignette avranno un effetto negativo sull’immagine e sulle vendite all’estero dei nostri prodotti. Purtroppo il New York Times denuncia con forza e con efficacia una situazione che conosciamo bene tutti, politica compresa, ma a cui probabilmente non si vuole dare una risposta chiara. Una legge per la trasparenza e l’etichettatura c’è, è stata approvata dal Parlamento Italiano dopo lunghe ed estenuanti battaglie della nostra organizzazione che hanno avuto un momento importante anche a Firenze, alla Leopolda con la grande mobilitazione, ma Bruxelles sta tentando di insabbiarla. Provo rabbia ma anche tanta tristezza da imprenditore e da produttore perché ne esce sconfitta l’agricoltura della nostra regione, delle persone serie, degli imprenditori che producono con passione, amore e rispetto del consumatore. E’ un danno per l’Italia e per tutti gli italiani. E’ stata messa in discussione la credibilità e la serietà della più importante agricoltura mondiale di qualità»

Una dura reazione anche da parte di Fabrizio Filippi, presidente del consorzio dell’Olio toscano Igp:

“Il New York Times denuncia una situazione che andiamo denunciando da tempo ma che alza il livello del dibattito ulteriormente. Fino a che non capiremo che questa non è la strada giusta, che questo sistema è sbagliato, e che servono pene severe, il miracolo continuerà ad avverarsi puntualmente diventando purtroppo una brutta abitudine. Il nostro olio non è solo italiano, è toscano al 100%; c’è un’etichetta chiara, evidente, un codice di tracciabilità che è sinonimo di serietà e di qualità. I consumatori possono stare tranquilli”

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