La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: musical

Tra Un Bacio a Mezzanotte e un Geghegè si vola nel tempo con “Le Adorabili Scanzonette”

Le Adorabili Scanzonette, sotto la direzione di Giulio Benvenuti, torna sul palco del Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena. Dopo il grande successo della prima visione, Nives, Dora, Carmen…

Le Adorabili Scanzonette, sotto la direzione di Giulio Benvenuti, torna sul palco del Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena. Dopo il grande successo della prima visione, Nives, Dora, Carmen e Milly, alias Martina Bardelli, Valeria Cleri (che sostituisce in via eccezionale Emma De Nola), Lisa Lucchesi e Mikela Rebua, sono pronte a tornare in scena al Teatro dei Oscuri. Appuntamento per sabato 22 febbraio alle ore 21:15. Sarà l’opportunità di immergersi nelle atmosfere degli anni 50 e 60, con un quartetto vocale che tra un brano e l’altro ci darà l’opportunità di riflettere sul nostro tempo e sui decenni passati, su come cambiano le relazioni e i rapporti nel corso della nostra vita. Con Le Adorabili Scanzonette, la Compagnia Teatro Giovani Torrita, torna alle produzioni originali di musical, a distanza di anni dai successi di The Rocky Horror Experience e The Wedding Singer. Ne abbiamo parlato con Martina Bardelli (che interpreta Milly) che ci ha raccontato il lavoro dietro lo spettacolo.

 

Con Le Adorabili Scanzonette il pubblico si immergerà in un contesto storico ben preciso. Quale?

Martina Bardelli: Siamo a Roma al liceo Matteotti alla festa di fine anno scolastico 1957/58 dell’istituto. Quattro ragazze hanno il compito di curare l’animazione della serata. Nasce così il gruppo vocale “Le Adorabili Scanzonette”, composto dalle quattro protagoniste, messo insieme dal professor Stònato. Hanno preparato insieme una scaletta con le canzoni in voga nel 1958. Quindi il pubblico si immergerà negli anni ’50. Le canzoni ovviamente sono famose ancora oggi: saranno riconoscibili sia per quelli che hanno vissuto quegli anni, sia per coloro che sono nati dopo. È uno spettacolo coinvolgente per tutte le età. Nel secondo atto, poi, faremo un salto temporale di 10 anni. Nel 1968 viene organizzata una reunion del liceo, con tutti gli ex-allievi.Le protagoniste da ragazze sono diventate donne, i rapporti tra loro sono cambiati e pure le canzoni sono cambiate…

Il lavoro per questo spettacolo è cominciato la scorsa estate, ha esordito a novembre e adesso torna in scena: durante questi mesi come si è evoluto lo show?

Martina Bardelli: Già durante il mese di settembre abbiamo fatto una prova aperta al pubblico, durante la quale gli spettatori sono stati utilizzati un po’ da cartina al tornasole dello spettacolo. Ci siamo basati sulle loro reazioni per poi continuare a lavorare. Rispetto alla messa in scena di Novembre poi c’è una novità importante: non ci sarà Emma De Nola e al suo posto avremo Valeria Cleri che ha curato anche l’aiuto regia. Questo comporta dei cambiamenti rilevanti per lo spettacolo: Le Adorabili Scanzonette si basa sulle dinamiche tra le quattro protagoniste, con quattro attrici che sono in scena per un’ora e mezza: con un’attrice diversa le interazioni tra di noi sono notevolmente diverse. Ovviamente il copione è lo stesso ma c’è un’altra attrice in scena, un altro modo di interpretare un personaggio. C’è stata un’evoluzione significativa soprattutto nel secondo atto, poiché il rapporto tra queste ragazze che sono diventate donne, si rincontrano dopo dieci anni, con tutte le problematiche del caso. C’è un passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta molto marcato e abbiamo lavorato molto per renderlo efficace ai fini dello spettacolo.

Il regista Giulio Benvenuti (che abbiamo già intervistato qui), oggi professionista affermato nel panorama nazionale, è tornato a lavorare per la compagnia nella quale è cresciuto. Com’è stato tornare a lavorare insieme?

Martina Bardelli: Giulio ci ha diretto in maniera estremamente brillante. Nonostante sia un amico e una persona che ha fatto parte del gruppo in passato, ci ha messo in un’ottica di lavoro professionale, con prove intensive e molto serrate, specialmente nella prima fase, nei mesi di agosto e settembre. Conosce benissimo la realtà torritese e ha messo a disposizione la sua preparazione per il progetto, cercando di venirci incontro, aiutandoci dove necessario: è stato molto comprensivo. La sua carriera è in ascesa, sta sfruttando al massimo le opportunità e noi siamo contentissimi per questo. La nostra realtà in ogni caso sta lavorando per diventare sempre più professionale. Lavoriamo per portare in giro il più possibile le nostre produzioni.

Nessun commento su Tra Un Bacio a Mezzanotte e un Geghegè si vola nel tempo con “Le Adorabili Scanzonette”

Favolah, il nuovo musical che racconta l’intramontabile incanto delle fiabe

Per eccellenza la dimensione delle favole è quella che non smette mai di affascinare. Per il potere che ha di suggerire immaginari fantastici e suscitare la meraviglia di storie incredibili,…

Per eccellenza la dimensione delle favole è quella che non smette mai di affascinare. Per il potere che ha di suggerire immaginari fantastici e suscitare la meraviglia di storie incredibili, catalizza l’attenzione non soltanto dei bambini, ma diviene a ogni età la porta d’accesso a un mondo ideale, governato dalla regola che i buoni valori trovino sempre il modo di trionfare sulle forze negative che si frappongono tra i personaggi e il lieto fine. Le favole hanno da sempre rappresentato l’elemento fondamentale di ogni cultura, un espediente per raccontare eventi primordiali, oppure per giustificare avvenimenti indipendenti dalla volontà umana, o ancora per affidare alle generazioni future i valori su cui si è costituita la loro civiltà. Nella storia della letteratura, innumerevoli personaggi di fantasia sono diventati modelli da seguire o rifuggire, le morali contenute nelle pagine delle favole insegnamenti per la vita. Non c’è nessuno a cui non sia mai stata raccontata una favola e, di questo, il merito indiscutibile è anche degli autori, capaci di delineare personaggi semplici, ma perfetti in tutta la loro varietà di pregi e difetti umani, rimasti nel cuore oltreché nei ricordi, fin dalla prima lettura.

Quanto importante sia stato il loro ruolo è il tema centrale di Favolah, il musical portato in scena dalla Compagnia Evoluzione Theatre Company su un testo di Eleonora Benedetti e Erica Picchi, con la regia di Martin Loberto, le coreografie di Erica Picchi e la direzione musicale di Emanuele Derosas. Una pièce che sabato 1 febbraio arriva al Teatro degli Oscuri dopo aver conquistato un ampio consenso di pubblico e critica, ed essersi aggiudicato, nel 2019, il PRemio Italiano del Musical Originale e ben 5 Broadway World Italy nelle categorie miglior testo, miglior spettacolo con partitura originale, miglior partitura musicale, migliore attrice protagonista e miglior attore non protagonista. Uno spettacolo completamente inedito nel testo e nelle musiche che prende vita da una domanda: cosa sarebbe successo se nel passato le favole non fossero state scritte? E così la scena si apre su Charles Perrault, uno degli scrittori di fiabe più celebre di tutti i tempi, vissuto in Francia nel XVII secolo.

Caduto in miseria e disilluso che possano esistere “lieti fini”, egli ha deciso di smettere di scrivere racconti. Ci vorrà l’aiuto delle due fate Polaris e Altair per convincere Perrault a credere di nuovo nella sua missione e finire di mettere in ordine le sue fiabe. Sul palco si alterneranno i personaggi delle sue storie più note, ma in una versione inaspettata, per uno spettacolo che, come spiega il regista:

«È uno show per tutti, divertente per i bambini e capace di ricordare ai grandi di essere stati anch’essi bambini. In uno scenario incantato, le favole svelano quanto la loro espressività sia efficace e resistente alla prova del tempo. Sebbene le epoche siano cambiate e le favole presentino situazioni semplici rispetto alla complessità del presente, le loro morali restano principi validi e applicabili in qualsiasi società civile moderna».

In Favolah Perrault ha smarrito le coordinate per far ritrovare ai suoi personaggi la loro strada e alle fiabe il lieto fine. Rifiutarsi di ultimare i racconti avrebbe significato non consegnare una raccolta di mondi immaginari, senza la quale il mondo sarebbe stato un posto più grigio. L’arrivo sulla scena delle due fate viaggiatrici nel tempo è l’intervento necessario a scongiurare un futuro senza favole e la perdita della fantasia nei bambini, che senza gli scritti di Perrault oggi non potrebbero conoscere i racconti racchiusi ne Histoires ou contes du temps passé, avec des moralitez, la raccolta pubblicata nel 1697, e divenuta celebre con il titolo Contes de ma mère l’Oye, in cui sono contenuti i classici della narrativa La bella addormentata nel bosco, Cappuccetto rosso, Il gatto con gli stivali, Cenerentola, Pollicino, Pelle d’asino.


L’Evoluzione Theatre Company, nata nel 2012 e attualmente formata da otto artisti, affronta in Favolah l’origine di questi racconti, giunti ad essere conosciuti dal pubblico attraverso adattamenti cinematografici che li hanno in parte modificati, ma ancora oggi universalmente riconosciuti come riserva infinita di magia. Lo spettacolo è in scena al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena sabato 1 febbraio alle 19 e alle 21. Per info e prenotazioni: Valdichiana Teatro

2 commenti su Favolah, il nuovo musical che racconta l’intramontabile incanto delle fiabe

Giulio Benvenuti: «La regia delle Adorabili Scanzonette è il mio regalo alla Compagnia Teatro Giovani Torrita»

Ogni ispirazione che prende forma è motivo di entusiasmo, ma quando ciò accade sotto la buona stella di un affetto sincero, allora il risultato non può non essere già di…

Ogni ispirazione che prende forma è motivo di entusiasmo, ma quando ciò accade sotto la buona stella di un affetto sincero, allora il risultato non può non essere già di per sé un bene prezioso. Come nel caso de Le Adorabili Scanzonette, il nuovo musical prodotto dalla Compagnia Teatrale Giovani Torrita, che debutta sabato 30 novembre al Teatro degli Oscuri, con la regia di Giulio Benvenuti. Una veste inedita per il giovane attore che proprio all’interno della Compagnia ha intrapreso la carriera artistica e adesso vi torna da professionista affermato, quale è ormai da anni nel panorama italiano del musical, portando in “regalo”, come segno di rispetto e gratitudine, la firma sulla regia di questo spettacolo inedito.

«Le Adorabili Scanzonette è nato dal desiderio che la Compagnia tornasse a produrre uno spettacolo, a distanza di anni dai successi di The Rocky Horror Experience e The Wedding Singer, poichè in questi anni in tanti ci siamo allontanati dal Teatro degli Oscuri proprio per studiare e perfezionarci e poi abbiamo continuato altrove il nostro percorso artistico. Sono state Martina Bardelli e Mikela Rebua, attualmente insegnanti presso la scuola della Compagnia, ad avanzare la proposta di intraprendere un nuovo progetto, magari ispirato a The Marvelous Wonderettes, musical ambientato nella Springfield degli anni ’50 e ’60, su libretto scritto alla fine del XX secolo da Roger Bean, in scena off-Broadway fino al 2016. E poiché credo che uno spettacolo non arrivi mai a caso nella vita di una persona, ho immediatamente accettato. Ma a condizione di attingere da The Marvelous Wonderettes solo la trama di questo jukebox musical, che si svolge durante un classico ballo di fine anno di una scuola americana, per sostituire i brani con dei riferimenti musicali italiani. Gli anni ’50 e ’60 sono stati un periodo fiorente per la musica italiana e quindi, con gli arrangiamenti vocali e la direzione musicale di Giovanni Giannini, ho voluto dar spazio a quella invece di ricalcare il repertorio originale, che a noi è per lo più sconosciuto. Così anche per quanto riguarda i testi, è seguita una fase di riscrittura che ha portato alla nascita delle quattro protagoniste Nives, Dora, Carmen e Milly: le Adorabili Scanzonette, interpretate da Martina Bardelli, Emma De Nola, Lisa Lucchesi e Mikela Rebua».

Lo spettacolo di Giulio Benvenuti infatti prende il nome dal quartetto composto da queste quattro amiche accomunate dalla passione per il canto, che salgono sul palco in occasione della festa di fine anno della loro scuola. Inizia in questo modo un viaggio nella musica degli anni ’50, di fronte ad un uditorio che è al tempo stesso pubblico della festa liceale e dello spettacolo. Quali temi mette in luce la storia?

«Nel corso dei due atti, le Adorabili Scanzonette si lasciano conoscere, ciascuna con la sua personalità e con il colore che la abita, smentendo le ambizioni decise da quell’omologazione sociale a cui, soprattutto nell’epoca in cui è ambientata la vicenda, era soggetta la figura femminile. Il punto di approdo di questo percorso, sia di crescita per le protagoniste che di scoperta da parte del pubblico, si realizza nella festa d’istituto del 1968, quando le Adorabili Scanzonette sono chiamate a cantare ancora una volta. È lì che si scopre quante cose sono successe nell’arco di dieci anni, quanto gli avvenimenti hanno cambiato le quattro protagoniste, ormai lontane dai tempi di Miss Liceo, quali percorsi di vita hanno intrapreso e se la loro amicizia ha resistito agli eventi, ora che anche la musica è cambiata e già manifesta i sintomi delle rivoluzioni che hanno caratterizzato la fine degli anni ’60. La scena si svolge all’interno di una cornice entro la quale si può scandagliare l’animo delle protagoniste e la loro sempre minor aderenza ai dettami che le vogliono così “adorabili”, quando non necessariamente sentono di esserlo. C’è la valorizzazione del singolo carattere, apprezzabile nella sua dimensione di unicità, che però riesce a integrarsi con gli altri tre per giungere ad un’armonia perfetta, come poi del resto è accaduto alle quattro interpreti durante la preparazione dello spettacolo. Hanno saputo trovare una sintesi che gli consentisse di unire le loro voci e al tempo stesso dare risalto alle diverse personalità delle Scanzonette».

E il risultato quale è stato?

«Uno spettacolo che vuole trasmettere armonia al pubblico, chiamato ad essere partecipe e non solo spettatore della scena. Si può dire che ogni volta che si va a teatro è una festa, ma questa volta a maggior ragione, poichè fin dall’ingresso il pubblico si calerà nell’atmosfera della storia, realizzata grazie alla collaborazione di tanti che negli anni hanno gravitato attorno alla Compagnia. A partire dalle scenografie di Matteo Benvenuti, Federigo Bardelli e Maurizio Vanni, alla consulenza vocale di Antonello Angiolillo, docente della Summer Musical Theatre, ai consigli sempre preziosi della direttrice artistica della stagione teatrale Laura Ruocco, fino alla partecipazione, nello spettacolo, di Viola Battenti, proveniente dai nostri corsi di Spaziomusical. Per questo motivo, firmare la regia de “Le Adorabili Scanzonette” ha rappresentato in un certo senso un regalo alla dimensione dove sono cresciuto e dove ho imparato ad apprezzare tutti i ruoli e i mestieri legati al mondo del teatro. In questi anni ho avuto l’onore di lavorare con ottimi professionisti, e ciascuno di loro ha lasciato qualcosa di utile nel mio percorso artistico, arrivato adesso alla prova della regia».

Meglio dietro le quinte o sotto ai riflettori?

«Come regista è difficile trasferire in realtà quello che si ha in testa, ma è una bella sfida: non c’è aspetto che non abbia personalmente valutato, dalle luci ai costumi, anche grazie all’aiuto fondamentale della mia assistente alla regia Valeria Cleri. Sul palco ho intenzione di rimanerci ancora per molto tempo, anche perché vi si imparano molte cose per quando si passa nell’altro ruolo. Sono due mondi complementari che per il momento mi appartengono entrambi, forse un giorno deciderò per l’uno o per l’altro».

Lo spettacolo di Giulio Benvenuti, secondo appuntamento nel calendario della stagione teatrale torritese, è in scena alle 19 e alle 21. Per info e prenotazioni, contattare lo 3801944435.

3 commenti su Giulio Benvenuti: «La regia delle Adorabili Scanzonette è il mio regalo alla Compagnia Teatro Giovani Torrita»

Un’immersione nel musical con la Compagnia Teatro Giovani e la Summer Musical Theatre

È una vera e propria immersione nel musical, quella proposta dalla Compagnia Teatro Giovani per la Summer Musical Theatre, lo stage di teatro, danza e recitazione per piccoli performers provenienti…

È una vera e propria immersione nel musical, quella proposta dalla Compagnia Teatro Giovani per la Summer Musical Theatre, lo stage di teatro, danza e recitazione per piccoli performers provenienti da tutta Italia, che si sta svolgendo in questi giorni presso l’Agriturismo Le Valcelle a Torrita di Siena.

Per l’alto numero di adesioni raggiunto, per la prima volta quest’anno sono stati organizzati due turni, anzichè uno soltanto, in modo da fornire una preparazione più attenta ai quasi 50 ragazzi iscritti. Sotto la direzione artistica di Marco Columbro, che talvolta torna in visita come ospite nel “campus”, vanno a formare il corpo docenti Antonello Angiolillo, per il canto, Barbara Pieruccetti, per la recitazione e Laura Ruocco, per la danza e lo studio del movimento.

Otto giornate di studio intenso compongono un programma che, oltre al perfezionamento artistico, offre un’esperienza di confronto per i ragazzi, come spiega la stessa Laura Ruocco: «I partecipanti allo stage variano per età e per livello di preparazione, quindi è importante che noi insegnanti individuiamo dei percorsi di studio accessibili e al tempo stesso interessanti, così che tutti possano avere un’opportunità di crescita».

Per questo motivo la macchina organizzativa si è mossa con largo anticipo rispetto all’inizio effettivo delle lezioni, trovando nel tema del circo un valido spunto per livelli di lettura di varia complessità, su cui declinare il programma di apprendimento della settimana. Ai partecipanti è stato inoltre fornito prima il materiale su cui lavorare, per arrivare allo stage con una preparazione di base.

«Il tema del circo, inteso nell’accezione etimologica di “cerchio”, con un rimando a quel cerchio della vita dove ognuno occupa un ruolo, il proprio posto, è frutto di un lavoro creativo da parte dei ragazzi, che hanno già consegnato degli elaborati veramente interessanti» racconta Martina Bardelli, una delle organizzatrici dello stage, nonchè insegnante di musical.

«L’obiettivo di questa settimana di lezioni – prosegue Giulio Benvenuti, ormai celebre performer, ma sempre presente alle iniziative della Compagnia dove ha mosso i primi passi nel mondo del musical – è il lavoro sulla creazione del personaggio, che si concretizzerà con l’esecuzione dei brani tratti dal film “The Great Showman”, tra cui “This is me”, una riflessione sui propri difetti che a volte è necessario saper mettere in mostra e valorizzare, anzichè nascondere».

Concetti e temi importanti insomma, ma resi alla portata anche dei più piccoli con un lavoro di tematizzazione che ha assegnato a vari gruppi di allievi i ruoli di maghi, equilibristi, giocolieri e domatori.

Così le giornate trascorrono tra sedute di risveglio muscolare, al mattino, seguite nel pomeriggio da attività di improvvisazione teatrale, canto e recitazione dei testi, in vista del saggio finale in programma sabato 1 alle 17.30 all’agriturismo che ospita i ragazzi. Sarà una lezione aperta nella quale gli allievi esibiranno i progressi acquisiti durante la settimana di stage.

Nessun commento su Un’immersione nel musical con la Compagnia Teatro Giovani e la Summer Musical Theatre

Compagnia Teatro Giovani Torrita, una storia da celebrare

La Compagnia Teatro Giovani di Torrita di Siena compie vent’anni. Dal dicembre 1997 produce spettacoli, intavola confronti di formazione con grandi personalità dell’arte scenica italiana. Si è specializzata nella nobile…

La Compagnia Teatro Giovani di Torrita di Siena compie vent’anni. Dal dicembre 1997 produce spettacoli, intavola confronti di formazione con grandi personalità dell’arte scenica italiana. Si è specializzata nella nobile arte del musical, probabilmente il genere teatrale che riscuote il maggior successo di pubblico. I ragazzi che oggi compongono la Compagnia, hanno voluto omaggiarla, con uno spettacolo tutto dedicato a lei, alla sua storia e ai suoi tanti successi. Auguri: sono 20! Un sogno divenuto realtà è il titolo dello spettacolo che va in scena al Teatro degli Oscuri di Torrita il 20 Gennaio 2018, con una selezione – un The Best Of – delle migliori performance, collezionate lungo tutti i vent’anni dalla pletora di spettacoli portati in scena in tutta Italia dai ragazzi torritesi.

I performers, che sono poi coloro che hanno partecipato negli anni ai vari allestimenti e produzioni, ieri bambini e oggi adulti, ripercorreranno la storia di questi vent’anni attraverso canzoni, aneddoti e ricordi. Uno spettacolo allegro e divertente con i pezzi più famosi dei musical più celebri.

L’associazione Giovani Torrita è nata nel 1997 con l’intento i stimolare e sostenere la crescita morale e sociale, promuovendo la diffusione dell’arte della cultura teatrale, con particolare riferimento al teatro musicale, del quale è divenuta punto di riferimento territoriale e nazionale. Il primo spettacolo è tratto da I racconti di natale di Charles Dickens seguito l’anno successivo con Forza Venite Gente, musical sulla vita di Francesco d’Assisi. Sin dai primi anni si avverte l’intento di alzare l’asticella ogni allestimento e affinare la qualità delle produzioni: Joseph, il Re dei Sogni, viene infatti portato in scena per la prima volta in versione italiana, tradotto appositamente per la Compagnia da Franco Travaglio, oggi celebre traduttore delle liriche dei più grandi musical del mondo che arrivano in Italia. Nel 2000 poi va in scena Il Fantasma di Canterville, tratto dall’omonimo romanzo di Oscar Wilde. È in questo periodo che iniziano a nascere i corsi di avviamento al musical per i giovani e i giovanissimi, oggi ormai un’autorità grazie alla scuola di avviamento all’arte del musical, messa in piedi dalla Compagnia, SpazioMusical. La formazione imbastita dalla scuola è costellata da appuntamenti fissi durante l’anno: il più importante è sicuramente la serie di workshop di fine estate, da dieci anni sotto la direzione artistica di Marco Columbro e con insegnanti Laura Ruocco, Antonello Angiolillo e Barbara Pleruccetti, che richiama ragazzi da tutta Italia.

 

È del 2005 la fortunatissima tournée con la versione italiana di Jesus Christ Superstar. In accordo con la compagnia internazionale inglese, diretta da Andrew Lloyd Webber, The Really Useful Group – London, viene curato l’allestimento nella versione italiana di Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in Technicolor.  Il 2008 e 2009 sono dedicati alla messa in scena di una serie di concerti-spettacolo: Musical Greatest Hits Celebration e Make Musical Noto Wall, quest’ultimo realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale con il popolo palestinese Terre di Toscana – Strumenti per la Pace. Nel 2009 inizia la salda collaborazione con Fabiola Ricci, alla quale vengono affidati la regia degli spettacoli e la formazione.

Nell’anno 2010, viene messo in scena The Rocky Horror Experience che debutta il 22 maggio 2010 presso la sala degli ex-macelli di Montepulciano in collaborazione con l’associazione Mattatoio n.5. Nello stesso anno si avverte una cesura forte nella Compagnia, un giro di boa di qualità semi-professionale nelle produzioni: il cast diventa più nutrito, il livello qualitativo delle rappresentazioni aumenta e soprattutto gli investimenti nella formazione dei performer aumentano notevolmente.

L’anno 2011 è segnato dalla partecipazione al progetto You Media – la comunicazione fra e per i giovani: nuovi linguaggi per fare e ricevere cultura, con il co-finanziamento del Comune di Torrita di Siena, al quale la compagnia partecipa attraverso il linguaggio del Musical Theatre proponendo la realizzazione della prima versione italiana di un musical arrivato direttamente da Broadway: The Wedding Singer, con musica dal vivo, su licenza della Music Theatre International – M.T.I., registrando il tutto esaurito nella conseguente tournèe. Con The Wedding Singer nel 2012 la Compagnia viene selezionata per la partecipazione al Festival Nazionale del Teatro Nuovo di Milano, uno dei più prestigiosi teatri milanesi. Il folto pubblico presente in sala e la giuria decretano The Wedding Singer vincitore del primo premio come miglior spettacolo musicale, del terzo premio come miglior spettacolo in assoluto. Il giovane Giulio Benvenuti, prossimo alla carriera professionale, vince il primo premio come miglior performer in assoluto. La Compagnia Teatro Giovani è divenuta, nel territorio torritese, una fucina di performers professionisti, che proprio sulle tavole del teatro degli Oscuri muovono i loro primi passi scenici. Dal 2015 l’Amministrazione Comunale di Torrita affida la stagione teatrale del Teatro deli Oscuri alla Compagnia, con la direzione artistica di Laura Ruocco.

Lo spettacolo di sabato 20 gennaio sarà l’occasione per rivivere ogni tappa dell’evoluzione artistica della Compagnia Teatro Giovani, che all’altezza di vent’anni ha registrato un trend di crescita esponenziale. Lunga vita, quindi, alla passione per i palchi, alla coralità della CTG e alla forza collettiva che porta un gruppo di ragazzi ogni anno ad allestire delle vere e proprie perle. Auguri!

Nessun commento su Compagnia Teatro Giovani Torrita, una storia da celebrare

II talento della Valdichiana conquista la Foresta di Sherwood – Intervista a Giulio Benvenuti, in tour con il musical Robin Hood

“Ogni uomo, quando ne ha l’opportunità, è disposto a donare qualcosa per aiutare il prossimo”. Quando pensiamo a questa filosofia indubbiamente ci viene in mente una storia, un cartone animato,…

“Ogni uomo, quando ne ha l’opportunità, è disposto a donare qualcosa per aiutare il prossimo”. Quando pensiamo a questa filosofia indubbiamente ci viene in mente una storia, un cartone animato, che tutti noi, anche per sbaglio, abbiamo sicuramente visto, questa storia, o forse è meglio dire leggenda, è Robin Hood, il ladro che rubava ai ricchi per donare ai poveri.

La storia è narrata da un Gallo Cantastorie, alias Cantagallo, il quale ci racconta le rocambolesche avventure di Robin Hood e il suo migliore amico Little John. Entrambi vivono nella foresta di Sherwood, rubando ai ricchi per dare ai poveri. Lo Sceriffo di Nottingham tenta in tutti i modi di catturare i due impavidi amici, senza mai riuscirsi e scatenando così l’ira funesta del suo boss, il Principe Giovanni. Quest’ultimo si è appropriato del trono dopo la partenza per le Crociate del fratello, Re Riccardo. Consigliato dal perfido Sir Biss, il Principe Giovanni sta rovinando il regno, creando povertà e arricchendo le casse reali. Tra duelli, inseguimenti, gare di tiro con l’arco e romantici incontri, Robin e Little John cercano in tutti i modi di fermare il malvagio tiranno e riportare serenità al popolo intimorito.

La leggenda di Robin Hood, nel 1973, non è passata inosservata ai collaboratori di Walt Disney che han fatto sì che diventasse il ventunesimo classico della casa di produzione. Dopo Walt Disney sono stati molti i registi che hanno ripreso la leggenda declinandola ma tenendo ben saldo il valore principe che vuole tramandare di generazione in generazione, ovvero il desiderio di condivisione.

Tra i registi che hanno ripreso le avventure del coraggioso ladro gentiluomo, che si tramandano ormai da oltre ottocento anni, c’è Mauro Simone. Robin Hood, firmato Mauro Simone e prodotto da Beppe Danti con Tunnel e Medina Produzioni, è interpretato da Manuel Frattini affiancato da Fatima Trotta, giovane attrice rivelazione, nota al grande pubblico come conduttrice di Made in Sud, che svela le sue doti da performer affiancando Manuel nel ruolo di Lady Marian. Tunnel Produzioni e Medina Produzioni stanno portando in giro per l’Italia Robin Hood da ottobre 2017.

Perché vi sto parlando di questo musical? Semplice, perché nel cast, nel ruolo di Little John, il fidato compagno di avventure di Robin Hood, c’è Giulio Benvenuti, torritese doc che ha mosso i primi passi nel musical proprio grazie alla Compagnia Teatro Giovani Torrita e che lo scorso 18 dicembre abbiamo incontrato al Teatro Signorelli di Cortona in occasione della tappa toscana del musical.

Ciao Giulio, in questo momento stai vivendo un’esperienza strepitosa per la tua carriera da attore, hai un ruolo importante in una produzione altrettanto importante e che ripercorre le gesta di uno degli eroi più amati di sempre. Raccontaci qualcosa di questa bellissima esperienza che stai vivendo e come è nata la collaborazione con Tunnel e Medina Produzioni per questo musical.

“Sicuramente è un’esperienza da cui sto imparando tantissimo, soprattutto perché avere la possibilità di stare in scena con grandi artisti è un’opportunità di crescita unica. C’è sempre da imparare qualcosa e c’è sempre qualcosa da “rubare” guardando i grandi artisti all’opera. La collaborazione con la produzione, come spesso succede, è nata tramite un’audizione a cui all’inizio non ero neanche convito di voler partecipare, ma alla fine una “vocina” mi ha detto che era giusto andare e da lì è cominciato il mio viaggio nelle “Terre di Sherwood“.”

 A Giulio Benvenuti è stato assegnato il personaggio di Little John, fidato amico di Robin che lo accompagna in tutte le sue avventure. Giulio raccontami il tuo personaggio, un ruolo importante, ti aspettavi questa parte?

“Devo ammettere, che data la mia “stazza”, il ruolo di  Little John mi calza abbastanza bene ed è stato una vera scoperta. Grazie al nostro regista, Mauro Simone, improvvisamente questo “orso buono” ha preso forma e Little John non è solo l’aiutante di Robin ma è soprattutto il suo più caro amico, il loro rapporto è unico e autentico basato sulla fiducia e sul supporto reciproco”.

Giulio Benvenuti ha mosso i suoi primi passi nel musical proprio con la Compagnia Teatro Giovani Torrita, sotto la guida di importanti insegnamenti impartiti da Maria Laura Baccarini, Franco Travaglio, Manuel Frattini, Roberto Giuffrida, Fabiola Ricci. Dopo il liceo, al momento di decidere del suo futuro, Giulio non ha avuto dubbi, la sua strada era il musical e la possibilità di far diventare quella passione il suo lavoro e così è stato. Giulio si è trasferito a Roma e si è iscritto alla Teatro Golden Academy che gli ha permesso di formarsi in modo professionale. Giulio, guardando indietro, chi è la persona che più ti ha insegnato in questo lavoro?

“In tutta onestà devo dire che sono stato davvero fortunato perché nel corso di questi anni di studio e lavoro ho avuto il piacere di incontrare persone davvero speciali ed estremamente competenti. Sicuramente Fabiola Ricci è stata una figura fondamentale per la mia crescita artistica; e poi l’incontro con Laura Ruocco è stato quello che ha dato un po’ il via alla mia carriera professionale”.

Prima di interpretare Little John in Robin Hood, Giulio Benvenuti è stato interprete di molti musical e nonostante la sua giovane età può già vantare molte collaborazioni importanti come in ‘The Best of musical” diretto da Chiara Noschese, “Garbatella futbol cleb”, diretto da Michele La Ginestra, e poi ancora “C’è qualche cosa in te…” per la regia di Enrico Montesano, e ancora nel 2012 ha preso parte in “Amleto contro la Pantera rosa” diretto da  Augusto Fornari e prima ancora nel “The Wedding Singer” e nel “The Rocky Horror Experience” diretto da Fabiola Ricci. Qual è il musical che ricordi in particolar modo e perché?

“Credo sia “C’è qualche cosa in te” una commedia musicale con Enrico Montesano, che è stato il mio primo lavoro dopo l’accademia. Ricordo perfettamente il giorno della prima (tre l’altro era anche il mio compleanno!), l’ansia per il debutto, la gioia, l’emozione incredibile ai saluti finali… si direi che il detto “Il primo lavoro non si scorda mai” è azzeccatissimo”.

Ambizione, coraggio, amore e avventura, sono tutti gli elementi che possiamo ritrovare nel musical in cui tu sei attualmente impegnato, ma sono anche un po’ i principi che ti hanno accompagnato nella tua vita fino ad ora. Tutti tasselli importanti e necessari per poter riuscire a fare della tua passione il tuo lavoro, se potessi dare dei consigli ai giovani che vorrebbero avvicinarsi al mondo dello spettacolo, nel tuo caso il mondo del musical, cosa ti sentiresti di dire?

“Per i ragazzi che vogliono avvicinarsi al musical il consiglio che do, anche se forse scontato, è: STUDIATE!. Servono tanta tecnica sia nel canto che nella danza, ma non bisogna dimenticarsi della parte attoriale, perché è la più importante: ogni cosa che facciamo sul palco ha un unico obiettivo, quello di raccontare una storia, e solo i grandi attori riescono a farlo in maniera credibile…anche appesi a testa in giù!”

Robin Hood e Littel John, insieme ai suoi amici, avventori, banditi, arcieri, dame, ancelle e servitori, continueranno a girare l’Italia per tutto il 2018 e per raccontare al pubblico le vicende di un uomo che vuole diventare un eroe semplicemente aiutando i più poveri in una delle leggende più belle di tutti i tempi.

2 commenti su II talento della Valdichiana conquista la Foresta di Sherwood – Intervista a Giulio Benvenuti, in tour con il musical Robin Hood

La tradizione della Filodrammatica di Sinalunga tra storia e aneddoti

La compagnia Filodrammatica Sinalunga, in questo momento, sta “ripassando” SisterS Act, poiché lo spettacolo verrà replicato dal 13 al 15 Ottobre 2017 al teatro Ciro Pinsuti. La Valdichiana è andata a…

La compagnia Filodrammatica Sinalunga, in questo momento, sta “ripassando” SisterS Act, poiché lo spettacolo verrà replicato dal 13 al 15 Ottobre 2017 al teatro Ciro Pinsuti. La Valdichiana è andata a disturbare le loro prove per sapere quale, dei tantissimi spettacoli che l’attuale nutrita compagine, tra attori, cantanti, ballerini e ovviamente direttori dei lavori, enumera nel suo repertorio, porta più nel cuore.

Rebecca Papa, che interpreta la protagonista di SisterS Act, mi rivela: «Sono legatissima a Mamma Mia: è stata la mia prima esperienza da protagonista, in età adulta, ed è stato un lavoro molto impegnativo. Lo stesso però poteri dire di SisterS Act, che mi sta coinvolgendo tantissimo. In più sono felice di condividere il palco a stretto contatto con Vanessa Marcocci. L’ultima volta che siamo state così vicine e così a contatto per la preparazione di uno spettacolo, è stato per Grease, ma sono passato undici anni…», accanto a lei c’è proprio Vanessa Marcocci, la “Madre Superiora”, che mi rivela «Anche per me Sisters Act sembra essere la prova più coinvolgente finora: anche perché è con questo musical che sono tornata sul palco dopo la gravidanza. Se ci penso però anche Grease mi è rimasto nel cuore: eravamo tutti più giovani, energici, ed essendo un musical estremamente corale, ci ha aiutato a rafforzare il nostro gruppo, a farci sentire tutti parte della stessa famiglia».  «Il Re Leone è stato il musical che ci ha fatto fare un salto di qualità, sia per i costumi e per allestimento generale» mi dice Michela Rossi/Suor Maria Patrizia, lo stesso pensa Luca Grazi/Tenente Souther  «Ho adorato il Re Leone, perché è un cartone d’infanzia che avevo nel cuore. Mi sono divertito a fare la parte del cattivo. Da bambino mi impauriva Scar e poi mi sono ritrovato ad interpretarlo».

Federica Terrosi, Berta in SisterS Act, mi dice: «Forza Venite Gente è stato uno dei musical in cui ho dovuto impegnarmi maggiormente. Sono molto legata a Forza Venite Gente anche per il messaggio che conteneva, la storia di San Francesco era raccontata in un modo così bello che mi coinvolge ancora adesso». Il musical sulla vita di Francesco d’Assisi è anche indicato da Federica Goti/Suor Maria Ignazia, che mi dice «Forza Venite Gente è forse il musical per il quale ho avuto una parte più rilevante dal punto di vista recitativo. Io di solito mi occupo dell’aspetto coreografico perché sono una ballerina, ma in occasione di Forza Venite Gente il regista mi ha dato fiducia recitativa. Se guardo ancora più al passato ti dico che in qualche modo Rugantino mi ha “battezzato” nella Compagnia e ancora oggi lo sento come quello a cui sono più affezionata».

Francesco Bartolini/Monsignor O’Hara predilige Grease, «è stato il musical nel quale ho avuto un ruolo più importante ma sono legato un po’ a tutte le nostre produzioni, perché c’è qualcosa in ogni esperienza che ti porti dentro», mentre Luca Mosconi/Willy mi svela «preferisco Mamma Mia perché è stato il primo spettacolo con musica dal vivo e con le scenografie in movimento: mi ha coinvolto moltissimo». Giovanna Benocci, che interpreta Suor Maria Lucia predilige la prosa: «lo spettacolo che mi è rimasto nel cuore è Frankestein Junior: io ho debuttato con questa commedia, ho fatto anche una delle parti principali, Elizabeth, è stato divertente ed emozionante; con quello spettacolo ho imparato tutto quello che si può ricevere dal teatro». Gabriele Paolucci/Joy che è un fan degli ABBA, inevitabilmente sceglie Mamma Mia «uno spettacolo con tutte le canzoni che più adoravo, mi ha veramente fatto stare bene. Io sono qui dal 2000 e tutti gli allestimenti mi hanno lasciato qualcosa: siamo cresciuti, non solo di età, ma siamo diventati tutti più bravi; non abbiamo più timore di definirci Attori».

Fabio Panfi, e Fabio Terrosi, che sono due veterani della Filodrammatica Sinalunghese, in maniera molto sentita, mi raccontano l’evoluzione della compagnia in quindici anni. «Sono affezionatissimo all’esperienza de Il Gatto in Cantina, lo spettacolo con cui l’attuale gruppo ha esordito» mi dice Fabio Panfi «o meglio, non proprio ‘attuale’, perché siamo cresciuti moltissimo, anche numericamente. Inizialmente eravamo in otto ed oggi siamo cinque volte quelli che eravamo quindici anni fa. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un gran regista come Marco Mosconi che oltre ad essere bravissimo, ha saputo coinvolgere, grazie alla sua esperienza da Professore nelle scuole di Sinalunga, anche i giovanissimi, i quali sono cresciuti dentro questa compagnia. Sono orgoglioso di ciò che è stato fatto, abbiamo raggiunto un livello che per essere amatoriale è veramente il migliore che, in zona, si possa trovare». Fabio Terrosi invece indica Grease e Mamma Mia, come spettacoli verso cui nutre più affetto: «la cosa più bella, al di là del singolo spettacolo» mi dice «è vedere questo gruppo di persone unite da un legame che li porta a stare insieme, per molte serate durante l’anno, senza parlare di lavoro, senza sbuffare per i problemi di ogni giorno: noi siamo insieme e ci divertiamo facendo qualcosa di bello insieme. Questo è l’importante».

Nessun commento su La tradizione della Filodrammatica di Sinalunga tra storia e aneddoti

Filodrammatica di Sinalunga, fenomenologia di una passione

Nel gergo teatrale inglese, spesso, si parla di Sindrome di Rochester, intendendo con questo epiteto quella dinamica pischica ed emotiva per la quale, coloro che fanno parte di compagnie teatrali…

Nel gergo teatrale inglese, spesso, si parla di Sindrome di Rochester, intendendo con questo epiteto quella dinamica pischica ed emotiva per la quale, coloro che fanno parte di compagnie teatrali e lavorano per settimane – o mesi – ad uno spettacolo, nel momento in cui questo si conclude, la fine delle prove e dei balzi sopra le tavole dei palchi producono un vuoto ritmico, un’assenza per la quale si avverte l’urgenza di ‘ricominciare’, tornare a fare prove, allestimenti, scenografie. Forse è questo germe, questo riflesso sentimentale incondizionato, che da decenni spinge il gruppo Filodrammatica di Sinalunga al lavoro, sempre più raffinato, volto alla realizzazione di allestimenti per spettacoli, il cui successo comprova – e appaga – l’impegno di questo collettivo, che conta oggi più di quaranta elementi attivi nei vari comparti artistici.

Il gruppo “filodrammatico” a Sinalunga, esisteva già alla fine degli anni Trenta, nato in seno all’Opera Nazionale del Dopolavoro, che rappresentava – insieme alle attività sportive – l’unico grande aggregatore culturale artistico del borgo della Valdichiana. Purtroppo, dagli anni Quaranta, e nel periodo della ricostruzione, nel dopoguerra, la Filodrammatica di Sinalunga si sfilacciò, perdendo le sue potenzialità di collettore sociale ed educativo. Il teatro Ciro Pinsuti, e le attività della Filodrammatica, vissero un periodo di silenzio quasi assoluto, finché nel 1973, un gruppo di giovani, recupera l’assetto del gruppo teatrale e getta le basi per quelli che saranno i primi allestimenti della produzione sinalunghese: è di quell’anno un “Sarto per Signora” di Feyedeau, con la regia di Valeria Nardi. Durante gli anni Ottanta, poi, sotto le regie di Antonio Bracciali e Roberto Longi, si portano in scena commedie brillanti, ma anche testi di rilevante impegno, tra cui si annoverano le firme di Pirandello, Fo e De Filippo.

Nel 1993 la Filodrammatica si costituisce come Associazione Culturale, denominata “Sinalunga Storia e Cultura”, e verte il piglio delle proprie produzioni verso la rievocazione di temi storici locali. Si succedono così, lungo gli anni Novanta, allestimenti all’aperto a tema meramente storico, per i quali molto spesso è stata sfruttata Piazza Garibaldi, a Sinalunga. Ne sono esempi il Messer Piero Biancalana, sull’eroico cittadino sinalunghese che, messosi a capo di una rivolta popolare, riuscì a respingere le truppe spagnole al soldo di Cosimo I de’ Medici, o la rievocazione biografica del celebre brigante del XIV secolo Ghino di Tacco, nonché il Povero Diavolo o I Cacciaconti. Allestimenti, questi, per i quali la Filodrammatica stabilì un sodalizio con il regista e sceneggiatore fiorentino Massimo Masini, il quale – come molte altre esperienze in Valdichiana – fondava il suo lavoro sulle operazioni di coinvolgimento diretto di tutte le porzioni di tessuto sociale della comunità, lasciando interagire le varie competenze di ognuno. Di Masini sono anche gli allestimenti frutto dei corsi di teatro, tenuti dal 1994 al 1996, presso il teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, che fanno confrontare i giovani sinalunghesi con testi classici del teatro internazionale: da Ionesco a  Checov, da Schwarz a Campanile.

È nel 2000 che la direzione passa nelle mani del prof. Marco Mosconi, già forte di una consapevolezza registica ed educativa affinata in anni di laboratori e allestimenti con ragazzi delle scuole medie di Sinalunga. È con la direzione di Mosconi che le scelte artistiche vengono improntate verso la commedia musicale e il musical americano.

Il primo balzo numerico della compagnia si registra nel 2003, quando, per la messa in scena di Aggiungi un Posto a Tavola vengono impiegati venticinque attori, che si cimentano su prosa, canto e ballo. Da questa esperienza la linea “commediografica” di “Garinei e Giovannini” porta la compagnia a confrontarsi con gli impegnativi testi e partiture di Rugantino, nel 2005, e successivamente anche con Alleluja Brava Gente, nel 2009, per il quale il ricavato di tre delle repliche è stato devoluto ai terremotati de l’Aquila dello stesso anno. Nel 2007 la compagnia affronta anche il grande musical americano con Grease, a cui seguirà Il Re Leone, nel 2011, e Mamma Mia, nel 2013. Del 2007 è anche la riduzione della prosa di Frankenstein Junior, di Mel Brooks, che dimostra la poliedricità, sia registica che attoriale, del gruppo. Nel maggio 2015, poi, debutta il musical Forza Venite Gente, di Michele Paulicelli, incentrato sulla figura di San Francesco.

La compagnia continua a portare in giro repliche e produrre nuovi allestimenti, con un ritmo di lavoro che non suona eccessivo definire “professionale”. Ad aprile 2017, e in replica lungo l’autunno incipiente, la compagnia ha portato – e porterà – in scena Sisters Act, tratto dall’omonimo film di Emile Ardolino, sempre con la regia di Marco Mosconi e con le coreografie di Maria Stella Poggioni.

Da quindici anni, la Filodrammatica Sinalunghese, riempie i teatri, porta avanti un progetto di produzione ‘dal basso’, completamente indipendente. Ogni spettacolo conta decine di repliche, riprese anche a distanza di anni, tanto grande è l’affezione la richiesta nei confronti di questi classici della commedia musicale. Frequenti sono le collaborazioni con le associazioni di volontariato, con repliche finalizzate al sostegno economico delle stesse.

2 commenti su Filodrammatica di Sinalunga, fenomenologia di una passione

Questa settimana al cinema – Dal 2 al 8 Aprile

Storie d’amore drammatiche, fiabesche, intrecciate, pericolose o pirandelliane, venite con noi a scoprire quali sono le novità in programmazione nei cinema della Valdichiana.   Into The Woods Genere: Fantastico, Musical…

Storie d’amore drammatiche, fiabesche, intrecciate, pericolose o pirandelliane, venite con noi a scoprire quali sono le novità in programmazione nei cinema della Valdichiana.

 

Into The Woods
Genere: Fantastico, Musical
Durata: 125 min.
Da Rob Marshall, regista di altre celebri pellicole musicali come Nine e Chicago, arriva nelle sale un film che mischia trama e personaggi delle favole più conosciute al musical. Maledetti da una strega, Meryl Streep, un fornaio e sua moglie, rispettivamente James Corden ed Emily Blunt, non possono avere figli, per rompere l’incantesimo dovranno intraprendere un viaggio nel bosco per trovare degli oggetti magici. Sul loro cammino troveranno Cenerentola, Anna Kendrick,  il suo Principe, Chris Pine, il lupo di Cappuccetto Rosso, Johnny Depp, e tanti altri personaggi delle fiabe.

 

Third Person
Genere: Drammatico, Sentimentale
Durata: 137 min.
Paul Haggis riporta sul grande schermo la sua formula di intreccio narrativo e di personaggi che aveva colpito molti con Crash – Contatto Fisico. Tre città, Parigi, New York e Roma, tre storie d’amore, di tradimenti e di passione, personaggi che non sembrano avere nulla in comune, ma che alla fine si rivelano molto interconnessi. A suggellare il tutto un cast d’eccezione: Liam Neeson, Olivia Wilde, James Franco, Mila Kunis, Adrien Brody, Moran Atias, Maria Bello, Kim Basinger, e Riccardo Scamarcio

 

La Scelta
Genere: Drammatica
Durata: 86 min.
Laura, Ambra Angioini, e Giorgio, Raul Bova, una coppia qualsiasi, non riescono ad avere figli. La cosa non sembra tuttavia sconvolgere l’equilibrio tra i due. Lei subisce uno stupro. Il dubbio della paternità e l’umiliazione li metteranno di fronte ad una scelta durissima. Michele Placido dirige questo film, liberamente ispirato alla commedia drammatica, L’Innesto di Luigi Pirandello.

 

Suite Francese
Genere: Sentimentale, Guerra, Drammatico.
Durata: 107 min.
Dal regista Saul Dibb, il film è tratto dal romanzo incompiuto di Irène Némirovsky, scrittrice di origine ebraica morta nel campo di concentramento di Auschwitz. Siamo in Francia, nel 1940, in un paese di provincia vive, attendendo il ritorno del marito dalla guerra, Lucille Angellier, Michelle Williams, insieme a sua suocera, Kristin Scott Thomas. La sua vita viene sconvolta quando all’arrivo dei nazisti nel piccolo paese, le case vengono occupate dall’esercito tedesco. La convivenza con Bruno von Falk, Matthias Schoenaerts, affascinante comandante, fa nascere tra i due una pericolosa storia d’amore.

 

Hungry Hearts
Genere: Drammatico
Durata: 109 min.
Straordinario film diretto da Saverio Costanzo che ha incantato tutti allo scorso Festival di Venezia, dove i due protagonisti  Adam Driver, famoso per la serie Girls, e Alba Rohrwacher, con oltre trenta film alle spalle, si sono aggiudicati la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione. Jude e Mina si incontrano a New York, tra i due nasce immediatamente un’intensa storia d’amore che sfocia subito in un matrimonio e in un figlio. In seguito all’incontro con una chiromante/guida spirituale, Mina decide di proteggere il neonato dal mondo esterno, nutrendolo con piante cresciute nell’appartamento. Da assecondarla inizialmente Jude dopo aver constatato che il bambino soffre di denutrizione, capisce che quella di Mina sta diventando un’ossessione maniacale. La loro storia d’amore che sembrava perfetta prenderà in poco tempo delle pieghe drammatiche.

 

Nessun commento su Questa settimana al cinema – Dal 2 al 8 Aprile

“Compagnia Teatro Giovani Torrita”: dal ’97 continua la scalata

La “Compagnia Teatro Giovani Torrita” nasce nel 1997 da un’idea di Paolo Benvenuti, nata con l’intento di stimolare e sostenere la crescita dei ragazzi attraverso l’arte e la cultura teatrale…

La “Compagnia Teatro Giovani Torritanasce nel 1997 da un’idea di Paolo Benvenuti, nata con l’intento di stimolare e sostenere la crescita dei ragazzi attraverso l’arte e la cultura teatrale in ogni sua forma, con riferimento particolare al teatro musicale.
Nel 2009 ha inizio la salda collaborazione con Fabiola Ricci, ed è grazie al suo contributo che a Torrita nasce l’Accademia Toscana del Musical Theatre: un percorso formativo composto da stage con professionisti del settore e corsi annuali come il Corso di Canto e il Corso di Teatro e Avviamento al Musical per bambini e ragazzi. Matteo Benvenuti ci ha parlato di questa Compagnia, fiore all’occhiello per Torrita di Siena.

The Wedding Singer” è il vostro ultimo lavoro, ma sappiamo che sono numerosi gli spettacoli che avete messo in scena prima di questo.

“Il primo spettacolo della Compagnia – spiega Matteo – va in scena nel ’97, tratto da “I racconti di Natale di Charles Dickens”, seguito l’anno dopo da “Forza Venite Gente” sulla vita di Francesco d’Assisi. Il successo è notevole e rafforza nel gruppo la voglia di andare avanti impegnandoci in un vero e proprio musical. Viene proposto in versione italiana “Joseph, il re dei Sogni”, tratto da “Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat”, della coppia Webber-Rice, i creatori di musical tra i più famosi nel mondo. Nel 2000, la Compagnia porta in scena “Il Fantasma di Canterville”, musical tratto dall’omonimo romanzo di Wilde, scritto da Franco Travaglio.
Nel 2005 inizia la fortunata tournée con “Jesus Christ Superstar” nella versione italiana tradotta da un gruppo di ragazzi della Compagnia. Gli anni 2008 e 2009 sono stati dedicati alla messa in scena di una serie di concerti spettacolo: “Musical Greatest Hits Celebration” e “Make Musical Not Wall”, quest’ultimo realizzato nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale con il popolo palestinese “Terre di Toscana. Strumenti per la pace”. Altro importante progetto è stato “AstroSchool Musical”, spettacolo creato per il Planetario dei Licei Poliziani, una vera e propria lezione di astronomia in musica. Nel maggio 2010, debutta “The Rocky Horror Experience”.

La scelta di mettere in scena l’opera “The Wedding Singer” è una casualità?

222737_10150184344035770_334726_n“Non è una casualità. Tutto ha inizio quando una sera di dicembre, io e i ragazzi stavamo provando per “AstroSchool Musical”. Arriva Paolo e ci dice che ha una nuova sfida da proporci, infila il cd nello stereo e parte la prima canzone di “The Wedding Singer”: energia allo stato puro!
Decidiamo così di partecipare con la versione italiana di “The Wedding Singer” al progetto You Media la comunicazione fra e per i giovani. “Il Wedding”, è un concentrato di adrenalina che si riflette nelle canzoni, nei fantastici personaggi e in tutto lo spettacolo, dall’inizio alla fine. É un po’ come Grease, solo ambientato nei mitici anni ’80. La prima dello spettacolo si tiene nel maggio 2011 e vince anche dei premi al concorso del Teatro Nuovo di Milano nel 2012. Quest’anno, riporteremo in scena questo bellissimo spettacolo al teatro Mascagni di Chiusi il 23 e 25 Maggio 2014 con un cast rinnovato”. – racconta Matteo

Di spettacoli tra i quali potete scegliere ce ne sono a bizzeffe, quindi viene spontaneo chiedere se avete dei criteri particolari con cui scegliete gli spettacoli da realizzare.

“Di un musical ti devono appassionare le musiche e la storia. Già da quando lo ascolti su cd ti deve venir voglia di ballare e di emozionarti. È stato così per tutti i musical che abbiamo messo in scena. Un Musical ti deve stregare subito! “The Wedding Singer” ne è l’esempio: ti conquista perché è eccezionalmente esplosivo”.

La Compagnia ha partecipato ad importanti concorsi, vincendo anche dei premi. Nel 2012 la Compagnia viene selezionata per partecipare al Festival Nazionale del Teatro Nuovo di Milano. Il 13 luglio, va in scena a Milano “The Wedding Singer”. Il risultato? 1° premio come miglior spettacolo musicale, 3° premio come miglior spettacolo in assoluto, ed uno degli attori, Giulio Benvenuti, vince il 1° premio come miglior attore in assoluto. Nel 2009 ha partecipato al concorso di Musical a Firenze a DanzaInFiera arrivando tra i primi Cinque con una riduzione di Jesus Christ Superstar. In questa occasione, uno dei ragazzi, Federigo Marignatti, ha vinto una borsa di studio che gli ha aperto la strada verso quella che adesso è diventata la sua professione, il performer.

Siete una Compagnia molto coinvolgente, ma se qualcuno volesse entrare a far parte del vostro gruppo deve seguire un iter particolare o deve avere precise competenze?

224099_10150184139875770_6487373_n“In realtà no – spiega sempre Matteo – la nostra è una Compagnia aperta a tutti e chiunque può partecipare. Non ci sono limiti di età e nemmeno di distanza ormai, visto che alla nuova produzione del “Wedding” prendono parte ragazzi che arrivano da tutta Italia!
All’interno della Compagnia ci sono sia persone che lo fanno per hobby, sia ragazzi che vorrebbero avvicinarsi al teatro, alla musica e al musical per professione.
Sicuramente la Compagnia Teatro Giovani Torrita è un’opportunità per chi vuole perfezionare la tecnica vocale e lo studio artistico, ma anche per chi vuole imparare a calcare il palcoscenico e divertirsi nel farlo”.

Fare musical non è una cosa semplice. Quali sono le caratteristiche che una persona deve avere per farlo?

“Prima di tutto bisogna avere tanta voglia di mettersi in gioco, di divertirsi e di imparare. Non è affatto semplice. Nel musical si canta, si balla e si recita nello stesso momento, ma dopo aver imparato la tecnica e aver faticato un pochino, il palco e il pubblico ti ripaga di tutto il sudore versato.
La motivazione e l’approccio usati per realizzare uno spettacolo cambia il risultato dal giorno alla notte. La soddisfazione è mille volte maggiore se ci metti il cuore e l’impegno. Un’altra cosa fondamentale è il gruppo. Fin dal corso dei più piccoli si insegna il rispetto per gli altri. S’impara ad ascoltarsi, a stare insieme e a gestire se stessi in funzione di chi ci sta intorno.
In uno spettacolo, nessuno è “il più importante”, perché tutti sono fondamentali”.

Tanto per fare un po’ i curiosi, rivelateci i vostri progetti futuri. Cosa avete in programma, dopo lo spettacolo al Mascagni di Chiusi?

“Portare “The Wedding Singer” in tantissimi teatri, sempre continuando con la formazione attraverso l’Accademia Toscana del Musical Theatre.
Abbiamo inoltre già tanti appuntamenti estivi al Teatro degli Oscuri di Torrita e ci piacerebbe portare i bambini in tournée con il “Mago di Oz”.
Altro importante appuntamento estivo è la premiazione del Premio Primo, che avremo l’onore di ospitare a Torrita il 29 Giugno. E infine saremo alle prese con lo stage di fine estate, un appuntamento apprezzato e molto atteso, diretto da Marco Columbro con Laura Ruocco, Antonello Angiolillo, Barbara Pieruccetti” – conclude Matteo

Augurandoci di vedere questo gruppo di ragazzi così affiatati e appassionati calcare i palcoscenici di tutta Italia, noi de La Valdichiana.it gli facciamo un enorme in bocca al lupo.

Puoi leggere anche: The Wedding Singer al Teatro Mascagni di Chiusi

Nessun commento su “Compagnia Teatro Giovani Torrita”: dal ’97 continua la scalata

Type on the field below and hit Enter/Return to search