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«Il matrimonio è un’associazione a delinquere»: intervista a Michele Placido

Venerdì 15 Febbraio 2019, sul palco del Teatro Poliziano di Montepulciano, è andato in scena Piccoli Crimini Coniugali. Uno spettacolo dell’autore francese Eric-Emmanuel Schmitt, trasposto in italiano da Michele Placido…

Venerdì 15 Febbraio 2019, sul palco del Teatro Poliziano di Montepulciano, è andato in scena Piccoli Crimini Coniugali. Uno spettacolo dell’autore francese Eric-Emmanuel Schmitt, trasposto in italiano da Michele Placido che ne cura anche la regia. Lo stesso Placido è protagonista insieme ad Anna Bonaiuto.

Per un’ora e venti i due protagonisti stanno in scena a scambiarsi battute dense di aforismi sulla vita di coppia, boutade, scherni, invettive. Il classico modulo della commedia borghese francese si snoda in un gioco al massacro tra i due protagonisti. «Il matrimonio è un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione dell’Altro» oppure «Quando vedete una coppia di amici celebrare il loro matrimonio domandatevi chi dei due ucciderà prima l’altro», queste sono le massime che vengono lanciate nel flusso dialogico.

Lo spettacolo si è configurato come un’esibizione di competenza e di esperienza. Michele Placido e Anna Bonaiuto hanno portato sul palco del teatro Poliziano l’erudizione pratica del fare teatro. Nonostante l’espressione contemporanea subisca sovente la fascinazione dell’antagonismo all’accademia, la distruzione del chiaro di luna di futuristica memoria, quando si ha a che fare con una perfetta consapevolezza del mezzo recitativo, della percezione di sé come macchina attoriale (senza scomodare troppo Gilles Deleuze e Carmelo Bene) non si può che applaudire di gusto.

La commedia brillante francese – specie nella rappresentazione di interni borghesi – si basa su schemi meccanici estremamente precisi, con velocità di esecuzione. Si caratterizza per la nevrosi disfunzionale delle espressioni, rappresentare quanto di più intimo e privato ci sia nell’anima del medio-borghese. Molto diversa è la situazione italiana, in cui la tradizione è quella della Commedia dell’Arte, la quale anche dopo la riforma goldoniana, resta fortemente ancorata all’ambientazione popolare, alla rappresentazione “degli uomini peggiori”, come diceva Aristotele. Questa differenziazione si rende esplicita principalmente nelle pause, quasi assenti nell’ambito francese, presentissime e funzionali in ambito italiano. Quando si traspongono testi francesi in Italia, spesso si evita di “adattare”, mantenendo il flusso verbale dell’originale (Le Prènom/Il Nome del Figlio, Le dîner de cons/La cena dei cretini,  per fare alcuni esempi). Piccoli Crimini Coniugali invece vuole essere un adattamento: le pause ci sono eccome, e sono perfette, equilibrate, funzionali, efficaci.

Abbiamo avuto modo di scambiare un paio di battute con Michele Placido, appena arrivato al Teatro Poliziano.

 

LaV: Nella tua carriera hai abituato il pubblico a rappresentazioni di forte impegno civile, spesso confrontato anche con la storia (con la S maiuscola), sia da regista che da attore. Adesso arrivi a teatro con uno spettacolo che invece indaga il microcosmo di una coppia borghese. Come cambia la percezione del proprio lavoro, quando si passa dalla Storia all’intimità delle persone?

Michele Placido: Un attore è un attore sempre. Deve saper interpretare un personaggio storico, così come deve sapere rappresentarne uno di un interno borghese. Allo stesso modo deve saper vestire i panni di personaggi drammatici ma anche di quelli brillanti. Di questi toni brillanti io ne ho comunque affrontati molti nella mia carriera, sebbene siano stati quelli più impegnati, che mi hanno fatto conoscere al pubblico. È vero che ne ho interpretati molti drammatici di forte impegno civile, con grandi registi come Damiano Damiani, Bellocchio, Taviani… ho ricordato Falcone in un film di Giuseppe Ferrara, tra l’altro con Anna Bonaiuto. Ho rappresentato, come regista, Vallanzasca o la Banda della Magliana in Romanzo Criminale… proprio stasera su Rai Due va in onda Suburra-La Serie, della quale ho diretto degli episodi. Ho fatto anche molta commedia però: negli anni 70 e 80 ho interpretato anche la commedia con Comencini e con Monicelli. Un attore bravo deve saper fare tutto con la stessa concentrazione e professionalità.

LaV: Lavorare in coppia, ricoprendo sia il ruolo di coprotagonista sia quello di regista, nella gestione della scena, immagino significhi entrare in profonda consonanza: com’è stato il lavoro che avete fatto sia con voi stessi che tra di voi?

Michele Placido: Il lavoro è stato un grande divertimento e una grande gioia. È una commedia scritta benissimo ed è stato un piacere addentrarcisi. Quando c’è un bel copione, non ci sono problemi. I problemi arrivano quando non c’è una buona drammaturgia. È più facile interpretare Amleto che un copione modesto. Invece Piccoli Crimini Coniugali è un testo molto bello, di un autore importantissimo, rappresentato in tutto il mondo. Io e Anna ci conoscevamo già molto bene, avevamo già lavorato insieme. Abbiamo fatto addirittura la stessa accademia, la Silvio d’Amico a Roma. La conoscevo molto bene come attrice. Sapevo che lei sarebbe stata perfetta  in questo testo, poiché è molto preparata a passare dai ruoli drammatici a quelli brillanti all’interno della stessa rappresentazione. La difficoltà di questo testo è proprio questa: è una commedia in cui i personaggi sono malinconicamente e dolorosamente sorridenti, scherzosi, in un periodo difficile della loro vita, nell’affrontare gli anni che passano e la paura di invecchiare.

LaV: Recitare nei teatri più piccoli, in provincia, rispetto ai grandi auditorium di città, comporta molto spesso una riduzione della scenografia e di spazio scenico. C’è un cambio percettivo e recitativo, a seconda del contesto in cui si recita?

Michele Placido: Anche qui, un attore deve essere bravo sempre, in qualsiasi contesto. Poi io amo molto venire in luoghi come questi. Io amo moltissimo Montepulciano. È bellissima. Tra l’altro sto preparando, un film per il cinema dedicato al personaggio di Caravaggio e questi luoghi, qua in Valdichiana, potrebbero essere delle ideali ambientazioni per alcune scene. Voglio approfittare di questo passaggio per dare un’occhiata. Chissà…

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Questa settimana al cinema – Dal 2 al 8 Aprile

Storie d’amore drammatiche, fiabesche, intrecciate, pericolose o pirandelliane, venite con noi a scoprire quali sono le novità in programmazione nei cinema della Valdichiana.   Into The Woods Genere: Fantastico, Musical…

Storie d’amore drammatiche, fiabesche, intrecciate, pericolose o pirandelliane, venite con noi a scoprire quali sono le novità in programmazione nei cinema della Valdichiana.

 

Into The Woods
Genere: Fantastico, Musical
Durata: 125 min.
Da Rob Marshall, regista di altre celebri pellicole musicali come Nine e Chicago, arriva nelle sale un film che mischia trama e personaggi delle favole più conosciute al musical. Maledetti da una strega, Meryl Streep, un fornaio e sua moglie, rispettivamente James Corden ed Emily Blunt, non possono avere figli, per rompere l’incantesimo dovranno intraprendere un viaggio nel bosco per trovare degli oggetti magici. Sul loro cammino troveranno Cenerentola, Anna Kendrick,  il suo Principe, Chris Pine, il lupo di Cappuccetto Rosso, Johnny Depp, e tanti altri personaggi delle fiabe.

 

Third Person
Genere: Drammatico, Sentimentale
Durata: 137 min.
Paul Haggis riporta sul grande schermo la sua formula di intreccio narrativo e di personaggi che aveva colpito molti con Crash – Contatto Fisico. Tre città, Parigi, New York e Roma, tre storie d’amore, di tradimenti e di passione, personaggi che non sembrano avere nulla in comune, ma che alla fine si rivelano molto interconnessi. A suggellare il tutto un cast d’eccezione: Liam Neeson, Olivia Wilde, James Franco, Mila Kunis, Adrien Brody, Moran Atias, Maria Bello, Kim Basinger, e Riccardo Scamarcio

 

La Scelta
Genere: Drammatica
Durata: 86 min.
Laura, Ambra Angioini, e Giorgio, Raul Bova, una coppia qualsiasi, non riescono ad avere figli. La cosa non sembra tuttavia sconvolgere l’equilibrio tra i due. Lei subisce uno stupro. Il dubbio della paternità e l’umiliazione li metteranno di fronte ad una scelta durissima. Michele Placido dirige questo film, liberamente ispirato alla commedia drammatica, L’Innesto di Luigi Pirandello.

 

Suite Francese
Genere: Sentimentale, Guerra, Drammatico.
Durata: 107 min.
Dal regista Saul Dibb, il film è tratto dal romanzo incompiuto di Irène Némirovsky, scrittrice di origine ebraica morta nel campo di concentramento di Auschwitz. Siamo in Francia, nel 1940, in un paese di provincia vive, attendendo il ritorno del marito dalla guerra, Lucille Angellier, Michelle Williams, insieme a sua suocera, Kristin Scott Thomas. La sua vita viene sconvolta quando all’arrivo dei nazisti nel piccolo paese, le case vengono occupate dall’esercito tedesco. La convivenza con Bruno von Falk, Matthias Schoenaerts, affascinante comandante, fa nascere tra i due una pericolosa storia d’amore.

 

Hungry Hearts
Genere: Drammatico
Durata: 109 min.
Straordinario film diretto da Saverio Costanzo che ha incantato tutti allo scorso Festival di Venezia, dove i due protagonisti  Adam Driver, famoso per la serie Girls, e Alba Rohrwacher, con oltre trenta film alle spalle, si sono aggiudicati la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione. Jude e Mina si incontrano a New York, tra i due nasce immediatamente un’intensa storia d’amore che sfocia subito in un matrimonio e in un figlio. In seguito all’incontro con una chiromante/guida spirituale, Mina decide di proteggere il neonato dal mondo esterno, nutrendolo con piante cresciute nell’appartamento. Da assecondarla inizialmente Jude dopo aver constatato che il bambino soffre di denutrizione, capisce che quella di Mina sta diventando un’ossessione maniacale. La loro storia d’amore che sembrava perfetta prenderà in poco tempo delle pieghe drammatiche.

 

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Il Teatro Poliziano inaugura la stagione con Sergio Rubini e Michele Placido

Il Teatro Poliziano riapre il sipario mercoledì 27 novembre alle 21.15, con uno spettacolo già sold out da settimane. Ad inaugurare la nuova stagione teatrale di Montepulciano, in scena due…

Il Teatro Poliziano riapre il sipario mercoledì 27 novembre alle 21.15, con uno spettacolo già sold out da settimane. Ad inaugurare la nuova stagione teatrale di Montepulciano, in scena due grandi nomi del teatro italiano: Sergio Rubini e Michele Placido, protagonisti di “Zio Vanja“, un capolavoro classico di Anton Cechov, adattato e diretto niente meno che da Marco Bellocchio, regista tra i più anticonformisti del cinema italiano.

Un tris d’assi che fa registrare il tutto esaurito per una pièce dove sono impegnati anche Piergiorgio Bellocchio, Anna Della Rosa, Lidiya Liberman, Bruno Cariello, Maria Lovetti e Marco Trebian, con la partecipazione straordinaria di Lucia Ragni.

Zio Vanja” è stato definito come una geniale anticipazione della drammaturgia novecentesca, riletto dall’originale regia di Bellocchio, autore coraggioso e deciso, che ha saputo portare avanti le sue idee laiche, difendendole con la forza espressiva dell’arte, entrando nella complessità degli argomenti, dalla politica sessantottina alle conseguenze drammatiche degli anni di piombo.

Lo spettacolo, già annoverato tra i più attesi della stagione, ha suscitato l’interesse del pubblico, assicurando al Teatro Poliziano un rilancio consistente degli abbonamenti: +30% rispetto all’anno precedente.

Tra gli altri appuntamenti in cartellone, l’11 gennaio 2014 arriva la versione umoristica di “Aspettando Godot”, con Natalino Balasso e Jurji Ferrini. Poi tocca a “I sommesi“, progetto di Carlo Pasquini dedicato alla giornata della memoria (25 e 26 gennaio). Sabato 22 febbraio sarà protagonista Massimo Carlotto, autore noir di cult, con “Crime stories“, mentre venerdì 7 marzo sarà la volta di Alessandro Haber con “Una notte in Tunisia“. La sensibilità femminile di Maria Paiato è in programma per il 13 marzo con “Anna Cappelli. Uno studio“, ma per il grand finale sarà Filippo Timi a presentare “Skianto“, una produzione tutta nuova che si muove quest’anno solo per poche e selezionate anteprime nazionali.

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Stelle al Teatro di Montepulciano per la stagione 2013/2014

Michele Placido, Filippo Timi, Alessandro Haber, Natalino Balasso, Maria Paiato, Marco Bellocchio, sono queste le prestigiose personalità del teatro italiano che animano la stagione 2013-’14 del Poliziano. Montepulciano si conferma…

Michele Placido, Filippo Timi, Alessandro Haber, Natalino Balasso, Maria Paiato, Marco Bellocchio, sono queste le prestigiose personalità del teatro italiano che animano la stagione 2013-’14 del Poliziano. Montepulciano si conferma sempre più presente sul panorama nazionale con un cartellone che alterna innovazioni contemporanee e autori classici come Checov, Beckett e Brecht. Forte anche l’attenzione al territorio, con le forze locali che realizzano un progetto dedicato al Giorno della Memoria e pensato anche per la formazione dei ragazzi. È inoltre in programma, fuori abbonamento, la produzione di Arteatro Gruppo, “L’opera da tre soldi” di Brecht a cui partecipano anche le formazioni legate all’Istituto di Musica “Henze”. I prezzi degli abbonamenti sono sempre più convenienti e quest’anno c’è anche uno spettacolo in omaggio per il pubblico più fedele del Poliziano. La Banca di Credito Cooperativo di Montepulciano e Coop Centritalia rinnovano la convenzione con la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte per garantire ai soci sconti e promozioni sugli abbonamenti.

Si inizia mercoledì 27 novembre con “Zio Vanja”, capolavoro di Checov: uno degli allestimenti più attesi dell’anno, che vede protagonisti due fuoriclasse come Sergio Rubini e Michele Placido, diretti dall’autorevolezza di Marco Bellocchio, regista tra i più anticonformisti del cinema italiano. Il doppio appuntamento con “L’opera da tre soldi” è in agenda per sabato 14 e domenica 15 dicembre: il cast di Arteatro Gruppo guidato da Stefano Bernardini e affiancato per la parte musicale dall’Orchestra Poliziana, dalla Corale Poliziana e dal talentuoso direttore Alessio Tiezzi.

“Aspettando Godot” è un caposaldo nella storia del teatro: arriva al Poliziano sabato 11 gennaio 2014 nell’interpretazione comica di Jurij Ferrini (che firma anche la regia) e di Natalino Balasso, noto per le sue frequentazioni del cabaret televisivo. Sabato 25 e domenica 26 gennaio, la memoria dell’Olocausto è affidata a Carlo Pasquini che mette in scena “I sommersi”, elaborando con macabro umorismo la vita quotidiana in un campo di concentramento. Massimo Carlotto, autore di culto del romanzo noir italiano, presenta invece il 22 febbraio “Crime stories”, un racconto che si snoda tra cronaca nera e letterature, con l’accompagnamento musicale di Maurizio Camardi.

Venerdì 7 marzo tocca ad Alessandro Haber, qui in stato di grazia, interpretare un controverso e decaduto leader politico in “Una notte in Tunisia”. L’altro appuntamento di marzo è previsto per giovedì 13 con “Anna Cappelli, uno studio”, monologo sulla moderna condizione femminile: protagonista Anna Paiato, acclamata dalla critica per questa sua performance. E infine il colpo a sorpresa che arriva per la chiusura della stagione: domenica 13 aprile il Teatro Poliziano ospita in in data unica per la Toscana il nuovo progetto di e con Filippo Timi: s’intitola “Skianto” e va in scena quest’anno solo per poche e selezionate anteprime.

INFO Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte: tel. 0578 757007 / 757089 info@fondazionecantiere.it

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