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Tag: media etruria

Media Etruria, la stazione dei desideri

Una breve rassegna delle vicende riguardanti la stazione dell’Alta Velocità Media Etruria, che potrebbe servire in futuro tutto il territorio della Valdichiana senese, attraverso una linea temporale corredata da foto…

Una breve rassegna delle vicende riguardanti la stazione dell’Alta Velocità Media Etruria, che potrebbe servire in futuro tutto il territorio della Valdichiana senese, attraverso una linea temporale corredata da foto e dichiarazioni.

Facciamo il punto della situazione, individuando le possibili candidate a ospitare la stazione in provincia di Siena o di Arezzo, le criticità e i sostegni al progetto, le difficoltà dei pendolari e le strategie di sviluppo per il territorio.

Un resoconto che parte da settembre 2013 fino ai giorni nostri, in attesa della prima puntata del programma televisivo “Libero Accesso” in coproduzione tra Valdichiana Media e Tele Idea.

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Media Etruria: il futuro della politica e del giornalismo

Di cosa parliamo, quando parliamo di futuro? Il futuro è il tempo che verrà, l’immagina della vita come sarà. Il futuro non è il regno della verità: va immaginato, previsto, progettato,…

Di cosa parliamo, quando parliamo di futuro? Il futuro è il tempo che verrà, l’immagina della vita come sarà. Il futuro non è il regno della verità: va immaginato, previsto, progettato, sperato, temuto. E la politica deve fare la sua parte nella progettazione del futuro, per dare un senso al percorso da intraprendere a livello sociale, culturale e amministrativo per raggiungere determinati obiettivi. La politica non si limita a gestire il presente, ma può e deve immaginare il futuro.

In questo senso, la proposta della stazione per l’alta velocità Media Etruria è una proposta che guarda al futuro. Vengono immaginati i vantaggi che un territorio così vasto (il sud della Toscana, l’Umbria, l’alto Lazio) potrebbe avere grazie al collegamento dell’alta velocità nella tratta Firenze-Roma, vengono presentati progetti, alleanze, condivisioni, piani di sviluppo. Il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, si è fatto promotore della candidatura della sua città per ospitare la stazione di Media Etruria, durante un’iniziativa pubblica che si è svolta al Teatro Mascagni lo scorso 21 novembre: una proposta importante per la Valdichiana e per la Provincia di Siena, e un forte cavallo di battaglia per la candidatura del sindaco renziano per la Regione Toscana oppure per il Parlamento. Poco importa, sul piano politico, verificare la fattibilità, la concretezza e l’opportunità della costruzione della stazione Media Etruria a Chiusi: in campagna elettorale conta la capacità di far sognare, di essere protagonisti, di vivere in maniera positiva il futuro e di restituire speranza al territorio. Conta far parlare di sé e dei propri progetti, nel bene o nel male, catalizzare l’opinione pubblica e rendersi credibili e autorevoli agli occhi del pubblico. Tutto questo è possibile grazie alla proposta di un’idea di futuro, di progetti che guardino al domani.

stampaMa questo è il futuro, come ho detto prima: il regno del sogno e della speranza. Il presente, invece, è il regno della realtà: una proposta come quella della stazione Media Etruria a Chiusi merita di essere presa sul serio, nel bene e nel male, e merita di essere sottoposta a critica razionale, per studiarne l’efficacia, la fattibilità e l’opportunità. A chi spetta questo compito? Non ai cittadini, che hanno i loro consueti lavori da svolgere e non possono avere il tempo di cercare le fonti, filtrarle, controllarle e diventare competenti in tutti gli argomenti. Ed è un compito che non spetta neppure ai politici, che possono limitarsi a tirare l’acqua al loro mulino per farsi eleggere in qualche poltrona. È un compito che spetta al giornalismo.

La stazione Media Etruria è un tema che tocca concretamente la Valdichiana e tutta la Provincia di Siena. È passato un mese dall’evento del Teatro Mascagni, e ancora nessun giornale si è preso la briga di approfondire la questione. Di fare un’analisi seria, ragionata, ponderata, studiando la fattibilità della proposta e i suoi effetti, di interrogarsi assieme a tutti gli altri soggetti che potrebbero essere coinvolti nella vicenda. È una mancanza di tutto il mondo dell’informazione locale, che riguarda sia i giornali che le radio e le televisioni di questa provincia. Una grave mancanza che colpisce in particolar modo le testate storiche, quelle che escono in edicola e si fanno trovare in bella mostra in tutto i bar, e che dimostrano ancora una volta la loro inadeguatezza a questa fase storica: il Corriere di Siena e La Nazione di Siena. Tra le testate online ho letto solo gli approfondimenti di Valentina Chiancianesi e Marco Lorenzoni (che da una parte è sempre molto critico nei confronti del primo cittadino di Chiusi, ma dall’altra è stato subito tacciato di essere un gufo invidioso, senza ottenere risposte nel merito, con atteggiamenti tipici del peggiore berlusconismo).

watchdog-not-lapdog-300x237Se ci sono stati approfondimenti seri sulla questione dal mondo giornalistico, in provincia di Siena, vi prego di farmeli conoscere, perchè non ne ho trovati. Gli approfondimenti in cui vengono intervistati i vari politici o i vari individui che a vario titolo concorrono a qualche campagna elettorale non servono a niente, non valgono nulla: è tutta propaganda. Non è informazione, è servitù verso il potere. Sulla stazione Media Etruria abbiamo letto tanta propaganda, tanti comunicati stampa. La politica ha fatto la sua parte, immaginando un’idea di futuro e mettendola sul piatto per una legittima lotta al potere tra i vari contendenti. Ma adesso è il giornalismo che deve fare la sua parte, se in questa provincia ha ancora senso parlare di giornalisti. Se avete ancora un briciolo di orgoglio, un barlume di dignità, un’idea di futuro… datevi una mossa!

“La cosa peggiore per i giornalisti ‘usati’ per fare propaganda è quando i lettori se ne accorgono e il giornalista, apparentemente, no.” (Thomas Baekdal)

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Media Etruria: progetto di sviluppo o propaganda elettorale?

Chiusi, cittadina equidistante da Firenze e Roma, e baricentrica tra Perugia, Siena, Arezzo, Orvieto e Terni, è da sempre stata crocevia di scambi economici, punto di riferimento di molti pendolari…

Chiusi, cittadina equidistante da Firenze e Roma, e baricentrica tra Perugia, Siena, Arezzo, Orvieto e Terni, è da sempre stata crocevia di scambi economici, punto di riferimento di molti pendolari e territorio strategico per lo sviluppo del turismo. Proprio per questa sua centralità, il Comune di Chiusi si candida a ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione ad alta velocità MediaEtruria.

Il progetto è stato presentato venerdì 21 novembre al Teatro Mascagni di Chiusi dove sono intervenuti, oltre il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, l’assessore al sistema Chiusipromozione, Chiara Lanari, e il presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, Andrea Rossi, importanti esponenti del mondo sociale, imprenditoriale, politico, economico e istituzionale locale, i quali si sono alternati nel presentare la propria idea a supporto delle opportunità che la stazione MediaEtruria potrebbe portare se costruita nel territorio chiusino.

“Questo progetto, non è un progetto solo di Chiusi, ma di tutto il centro Italia. Media Etruria è un progetto di sostenibilità e una sfida culturale – ha dichiarato il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli – Una stazione dell’alta velocità in linea a Chiusi non è una questione di campanile, ma piuttosto di opportunità. Abbiamo già pronto il progetto e un’area pubblica che può ospitare la stazione permettendo un notevole risparmio nella costruzione. Una stazione dell’alta velocità sarà anche un vantaggio per i pendolari che potranno raggiungere il proprio posto di lavoro in poco tempo migliorando così la propria qualità della vita. La rete ferroviaria della provincia di Siena e Perugia è ferma a tecnologie ormai troppo superate, è il momento di entrare nel futuro per permettere nei fatti lo sviluppo dei nostri territori.”

L’area individuata per la realizzazione della stazione è l’area ex Centro Carni, zona industriale Le Biffe, al confine con Città della Pieve e a 5-6 km di distanza dal punto previsto per l’eventuale location a Ponticelli. Proprio quest’ultima, infatti, era un’idea alternativa per l’ubicazione della stazione, unitasi poi al progetto di Chiusi.

Il convegno di venerdì 21 novembre non segna però l’inizio dei lavori per la nuova stazione; si è trattato infatti della presentazione di quello che dovrà essere realizzato qualora il comune di Chiusi venisse scelto come territorio ideale, diventando così lo snodo principale di un’area molto più vasta, che interesserebbe anche la provincia di Siena e l’Umbria.

Il progetto è stato curato dagli architetti dello studio Pediconi, in maniera del tutto gratuita. Un progetto che guarda al rispetto dei viaggiatori e all’ambiente, alla modernità, intesa come velocità e comodità di trasporti, in un mondo sempre più abituato a vivere a ritmi di vita intesi ed affrettati.

Una infrastruttura molto complessa, sopraelevata, sviluppata in orizzontale e con un involucro in ferro e vetro, intessuto con brise-soleil, un elemento di architettura atto a proteggere dal sole facciate di edifici o ambienti interni, per evitarne il surriscaldamento. Insomma una struttura in stile avveniristico che prevedere anche due binari su viadotto da affiancare ai due della linea AV attuali, per consentire la frenata e la fermata in direzione sud e in direzione nord, ascensori per la salita e la discesa dei passeggeri, il tutto a 9 metri di altezza rispetto al piano stradale della Fondovalle.

Un impianto che coinvolgere tre regioni: Toscana, Lazio e Umbria. Un’importante sinergia che può portare un beneficio a tutti territori, potenziare il turismo, intercettare nuove possibilità per le aziende e per il loro sviluppo.

Sono queste le considerazioni positive espresse da buona parte dei presenti al teatro, tra cui il presidente della Provincia di Siena, Fabrizio Nepi, il presidente della CNA senese, i rappresentanti del consiglio regionale umbro, i sindaci o gli assessori dei Comuni di Fabro, Orvieto, Città della Pieve e Castiglione del Lago, i membri del Partito Democratico umbro e senese, il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, il presidente dell’associazione albergatori di Chianciano Terme nonché il portavoce del comitato pendolari.

Molti, quindi, gli interventi positivi e a favore della realizzazione di Media Etruria. Tuttavia, prendendo in prestito il detto “non è tutto oro quello che luccica”, sono anche stati sollevati alcuni dubbi da mettere in conto al momento della realizzazione di opere di questa portata.

Alta velocità fotoMauro Bianchi, portavoce del Movimento 5 Stelle Montepulciano è intervenuto per sottolineare alcune somiglianze con la Media Padana, la stazione dell’alta velocità di Reggio Emilia, dove attualmente fermano otto treni al giorno, che può essere considerata un po’ la sorella maggiore di Media Etruria. Bianchi ha sollevato la questione dell’ adeguamento all’AV di alcune banchine, già presenti nell’attuale stazione di Chiusi: con questo semplice accorgimento sarebbe possibile già adesso ospitare l’Alta Velocità a Chiusi, migliorando i servizi di trasporto con una spesa molto inferiore, piuttosto che realizzare un’altra stazione e dare inizio a una grande opera dai costi altissimi.

Poi la c’è questione delle migliaia di pendolari che ogni giorno si spostano tra Firenze e Roma per andare a lavoro o a scuola, i quali rivendicano servizi migliori, orari più consoni, treni più veloci e più puliti. Ora, tenendo presente che l’AV percorre solo le lunghe percorrenze, la Media Etruria potrebbe dare risposta alle richieste dei pendolari o sarebbe utile soltanto a pochi viaggiatori?

Certo, è importante incentivare i progetti di sviluppo e le nuove infrastrutture, allo scopo di migliorare il turismo e l’economia, ma è importante anche porsi certe domande prima di investire in opere che rischiano di diventare cattedrali nel deserto. Sempre durante l’assemblea, Bianchi (M5S Montepulciano) ha sollevato l’idea che tutto questo non sia altro che una mossa elettorale del sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli in vista delle prossime elezioni regionali. Tutto è possibile, dal momento che la competizione elettorale è libera e democratica, e ognuno gioca le sue carte migliori per vincerla; tuttavia, resta il fatto che i cittadini e il territorio hanno bisogno di risposte concrete, con dati certi alla mano, esempi tangibili e continui confronti per trovare la giusta soluzione, prima di investire in progetti di questa portata.

Il lavoro, per adesso, è soltanto all’inizio. La strada per portare una stazione AV a Chiusi è ancora lunga, ma in chiusura dell’incontro il sindaco Scaramelli ha dichiarato:

“Il mio sogno è portare Siena e le sue Terre così come tutto il Centro Italia a vivere nel futuro. E questo treno dell’alta velocità non si può non prendere al volo.”

Per dovere di cronaca è importante ricordare che la concorrente di Chiusi, che ha proposto il proprio territorio per la realizzazione dell’opera, è la provincia di Arezzo. Si è fatta strada la proposta di un luogo compreso tra Arezzo e Terontola, con l’ipotesi di un punto tra Rigutino e Olmo, dove linea veloce e linea lenta scorrono parallele. Una soluzione che ha trovato il parare positivo dei tecnici umbri.

L’assessore regionale Ceccarelli, un po’ di tempo fa, aveva spiegato quanto ancora fosse prematuro parlare di location definitive, ma intanto sono stati già messi in piedi alcuni tavoli tecnici di lavoro. A questo si va ad aggiungere la polemica dei pendolari tirrenici, i quali non sono interessati alla collocazione più a sud o più a nord della stazione Media Etruria, quanto contrari alla sua realizzazione a scapito di un progetto alternativo costiero. Per adesso, i giochi sono solo iniziati: vedremo chi sarà il vincitore. Se ce ne sarà uno.

A cura di Valentina Chiancianesi

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Chiusi si candida per ospitare la stazione AV MediaEtruria

Il Comune della Città di Chiusi si candida ad ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione in linea per treni ad alta velocità MediaEtruria. In sintesi di questo si parlerà…

Il Comune della Città di Chiusi si candida ad ospitare e collaborare alla realizzazione della stazione in linea per treni ad alta velocità MediaEtruria.

In sintesi di questo si parlerà nel pomeriggio di venerdì prossimo al Teatro Mascagni di Chiusi quando, alle ore 17:30, si riuniranno: sindaci toscani e umbri, amministrazioni provinciali e regionali, forze politiche, associazioni di categoria, sindacati, strutture termali, albergatori, comitati dei pendolari e università, ma soprattutto tanti cittadini. L’idea della stazione MediaEtruria era stata, in tempi non sospetti, lanciata dal primo cittadino dell’ex capitale etrusca che ribadisce la bontà del progetto.

“Se veramente c’è la volontà di costruire una nuova stazione in linea dell’alta velocità tra Roma e Firenze – dichiara il primo cittadino di Chiusi –  non candidare la nostra città sarebbe un grave errore. La scelta di Chiusi non è dovuta al campanilismo quanto piuttosto al poter sfruttare varie opportunità e per questo sono contento che all’incontro di venerdì parteciperanno anche il neo Presidente della Provincia di Siena Fabrizio Nepi e il presidente dell’Unione dei Comuni in quanto sono, insieme a Chiusi, soggetti che hanno patrocinato l’iniziativa e sostenuto l’intero progetto che può portare in Centro Italia veramente nel futuro . La nostra città è l’unica così baricentrica tra Roma e Firenze che non solo è a metà strada tra i due capoluoghi di regione, ma è anche arteria centrale tra Perugia, Orvieto, Terni, Siena e Arezzo, tutte città collegate bene e velocemente non solo con il treno, ma anche in automobile. Una stazione dell’alta velocità nel nostro territorio potrebbe contare su circa 400 mila passeggeri al giorno oltre a circa 4 milioni di potenziali turisti annuali; i numeri, dunque, ci sarebbero tutti. Costruire la stazione a Chiusi permetterebbe anche di risparmiare sui costi, visto che potrebbe essere costruita nell’area dell’ex centro carni, terreno che l’amministrazione sta bonificando e che permetterebbe di costruire la nuova stazione con circa 20 milioni di euro, una cifra irrisoria nei bilanci di una regione. Il nostro territorio, tra l’altro, ha pagato e sta ancora pagando i tanti danni che l’alta velocità ha provocato smezzando in due il nostro sottosuolo, è l’ora di pretendere qualche cosa in cambio e per questo noi rivendichiamo il diritto di avere questa infrastruttura nel nostro territorio.”

Venerdì prossimo dunque al teatro Mascagni di Chiusi, a partire dalle ore 17:30, la città di Chiusi lancerà la propria candidatura come sede ideale della nuova stazione dell’alta velocità. L’idea è quella di collegare Roma in 41 minuti e Firenze in 39 disponendo di 5 ettari di terreno da destinare a parcheggi liberi da mettere a servizio ai circa 500 pendolari che lavorano nei capoluogo di regione e per le centinaia di strutture ricettive e termali del territorio.

A sostegno del progetto saranno mostrate una serie di slide che cercheranno di spiegare in modo puntuale l’intero progetto di costruzione della nuova stazione. A sostegno della candidatura chiusina, oltre ai Comuni senesi e alla stessa Siena, è arrivato in questi giorni anche il parere positivo di molti Comuni del trasimeno, orvietano e ternano. Intorno all’idea di MediaEtruria e di Chiusi come sede ideale c’è, dunque, un consenso diffuso che sta crescendo giorno dopo giorno e venerdì si proverà a capire da dove partire per fare in modo che questo progetto non rimanga solo una idea disegnata sui fogli.

Comunicato stampa del Comune di Chiusi del 20 novembre 2014,
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Barbetti, Federalberghi: “Media-Etruria essenziale per lo sviluppo del Sud della Toscana”

Nuova stazione per l’alta velocità di Media-Etruria essenziale per lo sviluppo economico e sociale del Sud della Toscana. Il presidente di Federalberghi Chianciano, Daniele Barbetti: “Un’infrastruttura imprescindibile per la Toscana…

Nuova stazione per l’alta velocità di Media-Etruria essenziale per lo sviluppo economico e sociale del Sud della Toscana. Il presidente di Federalberghi Chianciano, Daniele Barbetti:

“Un’infrastruttura imprescindibile per la Toscana meridionale, e in particolare Valdichiana ed Etruria, che rischiano di essere progressivamente tagliate fuori dalle grandi linee di comunicazione”

Appello alle associazioni di categoria: facciamo squadra per la realizzazione della stazione

“La stazione ferroviaria dell’alta velocità sarebbe sicuramente un decisivo fattore di crescita e sviluppo economico per l’intero territorio della Toscana meridionale, che appare oggi progressivamente tagliato fuori dalle grandi linee di comunicazione e quindi sempre più difficile da raggiungere. Per questo come Federalberghi Chianciano chiediamo che si proceda con la progettazione e la realizzazione di una fermata intermedia dell’Av/Ac tra Firenze e Roma, e che essa va ritenuta un’opera strategica irrinunciabile e che deve essere finanziata anche con i fondi del Ministero competente. Fondamentale poi che venga individuata per la fermata una posizione baricentrica tra Siena, Arezzo e il territorio umbro; un territorio dove da sempre si sono fermati i treni veloci, oggi perduti proprio con l’arrivo dell’alta velocità.

Nel 2014 non é più possibile immaginare che la sola autostrada A1 possa supplire alle necessità competitive di un territorio, considerato anche il progressivo taglio che Trenitalia ha effettuato sui treni a lunga percorrenza”.

Il presidente di Federalberghi Chianciano, Daniele Barbetti, si esprime così in merito al recente accordo siglato tra le Regioni Toscana e Umbria. La decisione finale sulla localizzazione sarà presa solo nel 2015, ma per Barbetti non c’è da esitare:

“Nelle prospettive di ammodernamento infrastrutturale della Toscana, non si può dimenticare di questa parte vitale della Regione che è l’area centro-meridionale, caratterizzata da un’economia diffusa e dalla presenza di tante importanti località turistiche, penalizzate dall’assenza di una rete efficiente di collegamenti. Bene dunque lavorare per potenziare gli hub aeroportuali di Firenze e Pisa, ma parallelamente bisogna adoperarsi anche per migliorare i collegamenti ferroviari del sud della Regione. Permettere alle province di Siena e Arezzo di poter contare su una stazione dell’alta velocità, in grado di avvicinarle a Firenze e Roma, significherebbe alimentare in modo considerevole l’economia locale oltre a rendere più facili gli spostamenti dei residenti. Oltre a dare nuovo valore al patrimonio immobiliare di tutta la zona, problema questo che nel caso specifico di Chianciano è particolarmente rilevante. Mi sento dunque di chiedere alle associazioni di categoria ed ai sindacati di condividere questo progetto e farsi carico congiuntamente di sostenerlo, perché dobbiamo fare squadra se vogliamo raggiungere questo obiettivo”.

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Toscana e Umbria, un patto per l’alta velocità in Valdichiana

Continuano i percorsi istituzionali per portare l’alta velocità in Valdichiana. Dopo i primi contatti tra gli assessori ai trasporti della Regione Umbria e della Regione Toscana, lo scorso 14 luglio…

Continuano i percorsi istituzionali per portare l’alta velocità in Valdichiana. Dopo i primi contatti tra gli assessori ai trasporti della Regione Umbria e della Regione Toscana, lo scorso 14 luglio è stato firmato un protocollo d’intesa tra le due regioni in modo da coordinare gli adempimenti per la promozione e la realizzazione di una stazione dell’alta velocità sulla linea Firenze-Roma.

Un altro passo avanti, quindi, per la realizzazione della stazione già denominata Media Etruria, che possa servire miglia di cittadini della Toscana centro-meridionale e dell’Umbria e facilitare l’accesso ai treni ad alta velocità. Prima della realizzazione della stazione è necessario uno studio di fattibilità dell’opera, ma la firma dello scorso lunedì dimostra la volontà politica e istituzionale di portare avanti il progetto. Sull’esempio della stazione Mediopadana, unico scalo viaggiatori intermedio tra le stazioni di Bologna e Milano, la nuova stazione Media Etruria dovrebbe intercettare almeno il 10% dei 180 treni che ogni giorno transitano sulla tratta ad alta velocità.

Il luogo ideale che dovrà ospitare la nuova stazione non è stato ancora individuato con certezza. Sono ancora in ballo le opzioni che coinvolgo la provincia di Perugia (Borghetto o Ponticelli), la provincia di Siena (Montallese o Chiusi) e quella di Arezzo (Terontola). Proprio il territorio tra Terontola e Cortona, punto di contatto tra le tre province che saranno servite dall’alta velocità, sembra il punto ideale per la costruzione della nuova stazione.

«Da oggi – commenta l’assessore regionale toscano ai trasporti, Vincenzo Ceccarelli – questa previsione fa parte dei Piani dei trasporti delle due regioni. A settembre conferiremo l’incarico per studiare la fattibilità di questa operazione i cui risultati dovranno essere prodotti entro gennaio 2015. Abbiamo inoltre chiesto al Governo di inserirla nel XII allegato alle infrastrutture, il documento in cui si fissano le priorità concordate tra Governo e Regioni. Quel che è certo è che di questa fermata potranno beneficiarne sia i cittadini umbri, che quelli di Arezzo e Siena, ma credo che potrà avere ripercussioni positive anche per i grossetani».

«Il protocollo di oggi – afferma l’assessore regionale umbro ai trasporti, Silvano Rometti – rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attuazione delle scelte compiute con il Piano dei Trasporti delle due Regioni relativamente ad un migliore collegamento con l’alta velocità. In questo quadro la nuova stazione sulla direttrice Roma-Firenze, a servizio dell’Alto Lazio, dell’Umbria e della Bassa Toscana, costituisce una scelta strategica per la nostra regione. L’Umbria non può e non deve rimanere isolata dai collegamenti ferroviari che sono il futuro della mobilità, come più volte ribadito dalla stessa Unione Europea. Da tempo c’è stato un proficuo lavoro con il Governo, con le istituzioni interessate ed incontri pubblici per rendere concreta la realizzazione della nuova stazione Media Etruria di cui ora andranno meglio definiti progettazione, modalità e costi perché possa diventare un efficace snodo strategico del sistema dei trasporti, collegato alle principali vie di comunicazione nazionali e capace di intercettare un numero congruo di treni ad alta velocità sulla direttrice Roma-Milano. Ora è necessario entrare nel vivo della scelta, individuando il luogo più idoneo per la sua ubicazione, sulla base di valutazioni di carattere trasportistico, di accessibilità generale ed in relazione all’attuale rete stradale ed alle sue prospettive di potenziamento e sviluppo nell’ambito interessato, tra cui la E78»

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CNA e istituzioni per il rilancio delle imprese in Valdichiana

Un confronto tra rappresentanti delle istituzioni locali e della CNA di Siena e della Valdichiana, per coordinare azioni di rilancio dell’economia e altre importanti iniziative a favore dell’artigianato, della piccola…

Un confronto tra rappresentanti delle istituzioni locali e della CNA di Siena e della Valdichiana, per coordinare azioni di rilancio dell’economia e altre importanti iniziative a favore dell’artigianato, della piccola e media impresa, come motore per lo sviluppo locale. Questo il fulcro dell’incontro che si è tenuto lo scorso lunedì a Montepulciano, a cui hanno partecipato il presidente provinciale della CNA Fabio Petri e quello della Valdichiana, Valeriano Mariottini. Assieme a loro, i rappresentanti delle istituzioni locali: Stefano Scaramelli, sindaco del comune di Chiusi, Riccardo Agnoletti, sindaco del comune di Sinalunga e Michele Angiolini, assessore alle attività produttive del comune di Montepulciano.

La CNA ha richiesto una maggiore attenzione per l’affidamento dei lavori sotto soglia alle imprese e agli artigiani del territorio, oltre alla questione della tassazione delle imprese, che rischia di affossare le attività più piccole e di frenare la nascita di nuove attività sul territorio. Grande rilevanza è stata poi data al tema della burocrazia, che rischia di asfissiare le piccole imprese e gli artigiani:

“Cominciamo dai piccoli segnali – ha affermato Mariottini – uniformando la modulistica e le procedure nei comuni della Valdichiana, cancellando alcuni obsoleti obblighi amministrativi e contestualmente procedere all’abbassamento, se non in alcuni casi l’annullamento, dei diritti di segreteria.”

Il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, ha poi ribadito l’importanza di un nodo ferroviario tra Umbria e Toscana: una stazione dell’alta velocità, simile a quella di Reggio Emilia (era già stato avanzato in passato il nome di Media Etruria) favorirebbe il rilancio dell’economia e permetterebbe ulteriori investimenti sul territorio. Un progetto, quello della stazione dell’alta velocità, che ha trovato l’appoggio del CNA e degli altri rappresentanti delle istituzioni, come utile strumento per far fronte alla crisi economica e rilanciare l’area Valdichiana.

Un impegno concreto per gli artigiani e i liberi professionisti, nell’intervento dell’assessore di Montepulciano, Michele Angiolini:

“Dobbiamo mettere a disposizione tutti gli strumenti per valorizzare e rilanciare le attività produttive, ma anche per salvaguardare le attività artigiane, legate ai vecchi mestieri, poiché se non siamo capaci di trasmetterli alle nuove generazioni rischiano di andare perduti. Abbiamo inoltre intenzione di sostenere progetti di coworking, facilitando la condivisione di spazi e servizi per liberi professionisti, in modo da valorizzare le imprese già esistenti e facilitare la nascita di nuove imprese.”

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Valentini e Scaramelli: “L’alta velocità serve all’intera provincia”

Continua il progetto per realizzare a Chiusi una stazione per l’alta velocità, in attesa della costruzione di una “Media Etruria”. Dopo il sostegno da parte del Governatore della Regione Toscana,…

Continua il progetto per realizzare a Chiusi una stazione per l’alta velocità, in attesa della costruzione di una “Media Etruria”. Dopo il sostegno da parte del Governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli ha potuto dialogare con la Governatrice della Regione Umbria, Catiuscia Marini, durante la direzione nazionale del Partito Democratico. La nuova stazione dell’alta velocità nella cittadina etrusca, infatti, potrebbe diventare uno snodo importante sia per l’Umbria che per la Toscana, con risvolti positivi per almeno tre province e per tutto il territorio della Valdichiana.

Il progetto dell’alta velocità a Chiusi incassa anche l’appoggio del sindaco di Siena, Bruno Valentini, e dell’assessore ai trasporti Stefano Maggi:

“La nostra situazione non è più sopportabile – afferma l’assessore Stefano Maggi – perché impieghiamo in treno da Siena a Roma oltre 3 ore, con un solo collegamento al mattino alle 5,45, che arrivando alle 8,26 sta sotto le 3 ore. Ma da Siena a Chiusi si deve andare con un pullman, soppresso nelle vacanze e in estate. Per il resto, non si sa neppure da dove passare per raggiungere la Capitale: la strada più breve è quella di Chiusi, ma a volte conviene passare da Grosseto, che è servita dai comodi Frecciabianca, e volendo contare su collegamenti frequenti, sebbene più costosi, conviene passare addirittura da Firenze. Certo, abbiamo i bus della Sena che con 9 coppie di corse ci collegano ogni giorno a Roma Tiburtina con un buon servizio, ma più di tanto non possono fare in termini di velocità e il tempo di percorrenza sta anche in questo caso sulle 3 ore fra piazza Gramsci e Tiburtina. E pensare che nel 1990 si andava in treno da Siena a Roma in 2 ore e mezzo! Insomma, mentre gli altri migliorano noi peggioriamo”.

A detta dell’assessore c’è la necessità di portare avanti una battaglia perché l’alta velocità serva anche i territori intermedi.

“In concreto dobbiamo ottenere al più presto la sosta di treni veloci a Chiusi, dove attualmente fermano soltanto gli Intercity. La percorrenza di un treno alta velocità da Chiusi a Roma Tiburtina è di circa 45’, che sommati a un’ora di percorrenza Siena-Chiusi, renderebbe possibile raggiungere la capitale in due ore, a infrastrutture invariate e considerando il tempo di coincidenza a Chiusi. Ma in prospettiva dobbiamo fare come ha fatto Reggio Emilia con la stazione Medio Padana, realizzando una stazione Media Etruria nel punto più adatto a servire Siena, Arezzo e Perugia, in modo da avere collegamenti frequenti e veloci, che consentirebbero di arrivare a Roma in meno di 2 ore. Sarebbe una bella scommessa per il futuro della nostra città. Per noi l’ubicazione ideale è a Montallese, dove il treno di Siena incontra lo svincolo della Direttissima. Del resto, l’attuale sistema di utilizzo della ferrovia Direttissima Firenze-Roma ne ha del tutto snaturato il progetto, nato negli anni ’70 per servire anche i territori intermedi, grazie agli svincoli che furono realizzati – dopo un lungo dibattito – a Orte, Orvieto, Chiusi, Arezzo e Valdarno. Ma oggi i treni veloci sfrecciano fra il capoluogo toscano e la Capitale, senza mai fermarsi in mezzo, per oltre 250 km”.

“Come ha ben sottolineato il sindaco Scaramelli – dichiara Bruno Valentini – il tema dell’alta velocità è per la provincia di Siena fondamentale. Come ho detto più volte, nonostante il superamento delle province, il nostro territorio deve continuare a ragionare come sistema integrato e in quest’ottica la stazione di Chiusi può rappresentare una vera e propria porta d’accesso per la Toscana sud”.

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“Media Etruria”: la nuova stazione dell’alta velocità

“Media Etruria”: questo il nome della nuova stazione ferroviaria sulla linea dell’alta velocità che le regioni Umbria e Toscana stanno cercando di realizzare, lavorando di comune accordo, a metà strada tra Arezzo e Chiusi. L’obiettivo…

“Media Etruria”: questo il nome della nuova stazione ferroviaria sulla linea dell’alta velocità che le regioni Umbria e Toscana stanno cercando di realizzare, lavorando di comune accordo, a metà strada tra Arezzo e Chiusi.

L’obiettivo è quello di servire l’Umbria e la bassa Toscana, come annunciato ad Arezzo nei giorni scorsi, dagli assessori regionali alle Infrastrutture e Trasporti Silvano Rometti per l’Umbria e Vincenzo Ceccarelli per la Toscana.

Uno studio di fattibilità individuerà la località più adatta ad ospitare la stazione, tenendo in considerazione le connessioni alle infrastrutture già esistenti sul territorio, quali la linea ferroviaria veloce Firenze-Roma, la linea ferroviaria lenta, l’autostrada A1, la E78 e il raccordo autostradale Perugia-Bettolle/Siena-Bettolle.

“Tra Roma e Firenze – spiega Rometti – non ci sono fermate per i collegamenti dell’alta velocità.Realizzare una stazione intermedia, sul modello di quanto è stato fatto nelle vicinanze di Reggio Emilia, nel tratto ancora più breve fra Milano e Bologna, consentirà più adeguati collegamenti per un bacino di utenza che supera il milione di persone. L’Umbria, attraversata dalle linee dell’alta velocità senza potervi accedere, in particolare il bacino di Perugia, ne trarrà particolare vantaggio. E la fermata sarà un vero motore di sviluppo per il territorio”.

I due assessori si sono assunti il compito di inserire la previsione negli strumenti di programmazione delle due regioni.
Sia Ceccarelli che Rometti hanno sottolineato l’importanza della futura opera, specialmente per le province di Perugia, Siena e Arezzo, e dell’ inserimento della sua previsione negli strumenti programmatori delle due Regioni.

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