La Valdichiana

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Tag: juri bettollini

Multiforme e di alto profilo la Stagione Teatrale del Mascagni

È un programma vario e indubbiamente di alto profilo quello messo a punto per la stagione 2018/2019 del teatro Pietro Mascagni di Chiusi. Alla vigilia del concerto che Irene Grandi…

È un programma vario e indubbiamente di alto profilo quello messo a punto per la stagione 2018/2019 del teatro Pietro Mascagni di Chiusi. Alla vigilia del concerto che Irene Grandi vi terrà con i Pastis, venerdì 7 dicembre, il sindaco Juri Bettollini e il direttore artistico, recentemente nominato, della Fondazione Orizzonti d’Arte Gianni Poliziani, insieme alla direttrice della Fondazione Toscana Spettacolo onlus Patrizia Coletta, hanno presentato un cartellone pensato davvero per coinvolgere tutto il pubblico.

Si inizia venerdì 18 gennaio con “Pueblo”, pièce teatrale messa in scena da Ascanio Celestini, con l’accompagnamento musicale di Gianluca Casadei alla fisarmonica. Per la Giornata della Memoria, il 26 gennaio, sarà lo stesso direttore artistico Gianni Poliziani a salire sul palco insieme ad Alessandro Waldergan con “Dov’è finito lo zio Coso”, storia tratta dal romanzo “Lo zio Coso” di Schwed, con la regia di Manfredi Rutelli. “L’uomo, la bestia, la virtù”, celebre commedia di Pirandello, di cui Rutelli sarà ancora regista, è in programma domenica 17 febbraio, giorno in cui nel ridotto del teatro sarà posta una targa come omaggio a Roberto Carloncelli, il direttore artistico della Fondazione Orizzonti prematuramente scomparso questa estate.

La grande tradizione teatrale continuerà mercoledì 27 febbraio, nel segno del genio di Eduardo De Filippo. La sua commedia “Questi fantasmi!” rivivrà grazie alla compagnia di Teatro di Luca De Filippo, diretta da Marco Tullio Giordana. L’appuntamento con il bel canto è previsto invece sabato 9 marzo. I brani più noti della lirica saranno eseguiti dai solisti e dal coro della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi, con la direzione di Alessandro Bianconi e la partecipazione di Eugenio Becchetti al pianoforte.

Giovedì 21 marzo, la comicità di Massimo Lopez e Tullio Solenghi, di nuovo insieme dopo quindici anni, tornerà a far divertire il pubblico, nel ricordo di Anna Marchesini.

Alessandro Fullin, il 29 marzo, proporrà una nuova commedia dal titolo “Piccole Gonne”, liberamente tratto da “Little Women” di Louisa May Alcott. La stagione si concluderà quindi il 7 aprile con Closer, il testo di Patrick Marber da cui nel 2004 fu tratto l’omonimo film, di cui saranno protagonisti sul palco del Mascagni Violante Placido, Fabio Troiano, Chiara Muti e Marco Foschi.

Il teatro Mascagni si prepara ad accogliere tutto questo con una rinnovata energia, anche grazie all’entusiasmo portato da Poliziani, che ha già provveduto in prima persona a dare una nuova immagine alla platea e al foyer, dove il pianoforte è stato spostato in una posizione più privilegiata e alle pareti sono stati affissi i manifesti delle passate stagioni.

«Chiusi ha una storia teatrale di tutto rispetto e questo è un modo per tenerne viva la memoria. Quanto agli spettacoli, sono tutti eventi che offrono una certa profondità di riflessione, pur risultando talvolta leggeri».

«Perchè per teatro – ha esordito Patrizia Coletta – si intende la forma di rappresentazione più alta dell’espressività, un mezzo per la diffusione della bellezza da trasmettere alle nuove generazioni, per educarle ad una complessità che è necessaria, se non si vuole scadere nella bassezza delle semplificazioni usate oggi in tanti slogan. Questo cartellone è un’offerta culturale diversificata per andare incontro alle esigenze della città e delle persone».

E proprio in quest’ottica è stata pensata l’iniziativa di allestire gli spettacoli domenicali in orario pomeridiano.

«Vogliamo così dedicare un’attenzione particolare ai bambini e dare l’opportunità alle famiglie di venire a teatro – ha spiegato Bettollini, oltre che sindaco, presidente della Fondazione Orizzonti. «Questo nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione è il migliore che si potesse formare – ha poi continuato – per le valide personalità che vi sono all’interno, tra cui Fulvio Benicchi in veste di nuovo direttore generale e Gianni Poliziani come direttore artistico. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di impostare una progettualità di alto livello, proprio perchè crediamo nell’importanza del teatro come sostegno alla cultura e al tempo stesso antidoto contro la paura. Il tendente aumento di visitatori giunti negli ultimi mesi è un buon segno che Chiusi, con la sua storia e la sua cultura, sta diventando un punto di interesse sempre più vivo, un aspetto che potrà ulteriormente migliorare con la riuscita del progetto sull’alta velocità».

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Un #umano che ha dato un #senso ad Orizzonti

#Umano era il tema dell’edizione 2017 del Festival Orizzonti; nato nel 2003 sotto la direzione artistica di Manfredi Rutelli per poi passare nel 2014 a quella di Andrea Cigni, fino…

#Umano era il tema dell’edizione 2017 del Festival Orizzonti; nato nel 2003 sotto la direzione artistica di Manfredi Rutelli per poi passare nel 2014 a quella di Andrea Cigni, fino alla scorsa edizione quando il Festival Orizzonti ha subìto una profonda trasformazione sia dal punto di vista organizzativo che per quello artistico.

Nuove cariche e scelte diverse hanno fatto sì che il festival chiusino diventasse più umano, proprio come il tema scelto per l’edizione 2017. Un tema che portava con sé un insieme di significati, ovvero, tornare ad investire sul capitale umano, sulle risorse plurali degli individui e sulle loro enormi potenzialità. Dal punto di vista artistico, l’edizione 2017 del Festival Orizzonti ha segnato una profonda rottura con la linea programmatica che caratterizzava uno dei festival più importanti del nostro territorio.

‘La gestione più umana’ ha dato vita ad un festival più pop e che ha cercato di riedificare una tessitura perduta tra le componenti della comunità specificatamente chiusina, assestata in una posizione media, più generalista, che non ha mancato di dare opportunità a realtà locali di confrontarsi con una struttura rilevante e un brand autorevole come la dicitura OrizzontiFestival. Tuttavia con questa rottura, caratterizzata da un equilibrio tra generalismo e cultura detta alta, l’amministrazione è riuscita a far fronte ad una lacuna e una carenza di strumenti finanziari e strutturali,

Quell’#umano del 2017, allo stesso tempo, è riuscito a dare un #senso all’edizione 2018 del Festival Orizzonti, una XVI edizione dove il ‘senso’ è declinato come senso di appartenenza (ad un luogo, una persona, un gruppo), senso identitario, senso artistico e senso del bello (più che mai soggettivo), poi senso del lascito e di quell’eredità intellettuale che abbiamo fatto nostra, infine senso del dovere di esprimere ciò che siamo e cosa significhiamo.

Sembra proprio, dunque, che il Festival Orizzonti abbia trovato la sua dimensione creata dal basso, secondo le richieste del pubblico e le esigenze di tutti coloro che vivono e convivono con il festival. Un percorso triennale che conduce lo spettatore in un’esplorazione più esaustiva delle arti performative nei modi più disparati: guardando gli attori e apprezzando gli spettacoli, ma anche incontrando gli artisti, partecipando a officine e workshops, motivando i giovani soprattutto e gli amatori in generale.

“Un festival fruibile da più soggetti possibili – ha spiegato il direttore artistico Roberto Carloncelli in fase di progettazione – per gli spettatori che vi intervengono per interesse puramente artistico, per quanti vorranno trarne un’esperienza di nuovi apprendimenti, per coloro che vorranno cogliere l’opportunità del festival per conoscere ed apprezzare la bella realtà del nostro territorio a tutto tondo”.

Il Festival Orizzonti 2018 avrà, come di consueto, la location principale nella magica Piazza Duomo per tutte le prime e gli spettacoli serali, la tensostruttura adiacente a San Francesco come spazio per gli appuntamenti pomeridiani con gli artisti del territorio, il tradizionale Teatro Mascagni per il resto degli eventi in programma e un nuovo luogo, dedicato alle kermesse dei bambini in esterna, a Poggio Gallina. Appuntamenti di danza, musica, teatro, workshop e arte coloreranno Chiusi dal 5 al 12 agosto in una XVI edizione differente per finalità, significato e target, che si aprirà con l’attesa prima regionale di Artemis Danza, culminerà con la prima nazionale di Motus Danza e si concluderà con l’imperdibile performance di Rocco Papaleo.

Finalità e scelte, quelle fatte dalla direzione artistica e dalla nuova gestione capeggiata dal presidente-sindaco Juri Bettollini, che hanno attutito i conflitti, recuperato i cocci e ricomposti in visione di una crescita, e tornare di nuovo a portare teatro, danza, opera, poesia, arti figurative, musica e qualsiasi altro tipo di contenuto culturale in un borgo di poco meno di novemila abitanti. Scelte necessarie che hanno rimesso in anche linea la gestione economica della Fondazione Orizzonti con un debito in via di risoluzione.

Insomma quel ‘Lallerare senza lilleri, o almeno provarci’ che il nostro magazine aveva lanciato l’anno scorso ha fatto da monito per un richiamo all’ordine, quell’ordine che il Festival Orizzonti sembra aver trovato con un #senso.

 

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Lallerare senza lilleri, o almeno provarci: la vicenda ondulatoria del Festival Orizzonti fin qui

Inizierò citando me stesso. Copiando e incollando una porzione di testo che chiudeva un articolo apparso su questo stesso magazine, riguardante il Festival Orizzonti 2014: Ecco, il motivo per cui…

Inizierò citando me stesso. Copiando e incollando una porzione di testo che chiudeva un articolo apparso su questo stesso magazine, riguardante il Festival Orizzonti 2014: Ecco, il motivo per cui ha comunque senso fare teatro nelle piazze, mentre intorno rombano i motorini, il vocio dei branchi fuori dai bar disturba l’attenzione, lontano i brusii, i pianti dei bambini e le urla delle madri, gli anziani che si alzano dalle prime file e passeggiano davanti al palco ombreggiando i piani scenici senza il minimo rispetto, il motivo per cui ha comunque senso portare Arte in qualunque strada, a contatto con qualsiasi tipo di umanità, è quel coraggio che va perseguito costantemente, sebbene si ripercuota in tutti i singoli moti di contraddizione, i quali in fondo non sono altro che energie da dirottare, dicevo.

In quel periodo c’era la vivida percezione di avere a che fare con un progetto educativo di importanza vitale per chi, come me, annusava la reale occasione di generare un fulcro artistico di poliedrica portata, multidisciplinare e propulsivo, che si rivolgesse non solo alla cittadinanza del comune di Chiusi, ma che diventasse un punto di riferimento, per tutta la macroarea tosco-umbra, per il teatro di prosa e per – in generale – l’applicazione delle arti liberali. C’era lo sfruttamento del paesaggio e di suggestivi spazi chiusi del borgo chiusino, c’era un notevole sincretismo organizzativo tra entità locali e importanti personalità di rilievo nazionale, formidabili opportunità formative non solo come spettatori, ma anche come interattori attivi nei workshop e corsi tenuti – a prezzi popolari – da affermati professionisti negli ambiti della scrittura e nella gestione pratica delle arti sceniche. Tutto questo faceva parte di un percorso che avrebbe piano piano costituito una comunità di pubblico-attivo consapevole e preparato, con la possibilità di affinare anche professionalità, investendo sia nella soddisfazione degli appassionati, sia nell’accrescimento e nella formazione di neofiti.

Il festival era stato ideato da Manfredi Rutelli nel 2003, che in una recente intervista, rilasciata a Tommaso Chimenti di recensito.net, così si esprime in relazione alle recenti casistiche di cronaca:

«L’ho chiamato Orizzonti proprio perché a Chiusi, con quel nome, c’era bisogno di qualcosa che allargasse le prospettive, culturali e non soltanto ospitando artisti internazionali ma attraverso il coinvolgimento diretto della popolazione dando spazio e luogo a realtà esistenti e dando loro occasione di crescita attraverso la formazione e la partecipazione diretta»

La direzione di Manfredi Rutelli è durata dieci anni. Fino al 2013. In questo lasso di tempo, già il festival dava segnali di crescita, collezionando, sui propri cartelloni – tra gli altri – Cesar Brie e Moni Ovadia, Davide Enia, Nicola Piovani, Giorgio Rossi e Davide Riondino.

Del 2014 è la prima edizione dell’era Andrea Cigni, scelto come direttore artistico tra quarantuno candidati, dopo la decisione da parte dell’amministrazione comunale di allora, di costituire una Fondazione che fosse volta alla valorizzazione, tutela, produzione e  promulgazione dell’industria culturale e della bellezza nel territorio di Chiusi. Il festival alza il tiro. Comincia ad avere pretese di centralità. Si ingigantisce, quindi,  ospitando, tra gli altri, enormi nomi del panorama artistico internazionale: Chiara Guidi con la Socìetas Raffaello Sanzio, Roberto Latini con Fortebraccio Teatro, Philippe Daverio, Ascanio Celestini, Pino Strabioli, Franca Valeri, Pippo Delbono, Valter Malosti, Arturo Brachetti, Abbondanza Bertoni, Emanuele Soavi, Paolo Fresu, Eva Robin’s. Colleziona una pluralità di gesti artistici, di controlli epifanici d’arte, con un’offerta di altissimo livello.

In un articolo apparso il venti maggio duemiladiciassette su Primapagina, Marco Lorenzoni – il quale ha rappresentato una voce attivissima sull’argomento, preponderante nell’apparato di cronaca delle vicissitudini decisionali in relazione alla possibilità di negare Orizzonti17 – scrive:

L’edizione di quest’anno (2017) avrebbe portato il deficit della Fondazione da 200 a più di 350 mila euro, da qui la decisione di fermare la macchina: decisione che consentirà di evitare di accrescere il debito e di mettere in sicurezza il bilancio e che il sindaco-Presidente non ha preso in maniera “monocratica”.

In breve: la fondazione ha riscontrato un rilevante debito, accumulato dalle recenti emanazioni di gare, bandi e progetti. L’urgenza di saldare la lacuna finanziaria ha prodotto dissidi interni, specie tra il sindaco Juri Bettollini e il direttore artistico Andrea Cigni. L’insolubilità delle tensioni ha portato inizialmente alla drastica decisione di sospendere i progetti, lanciati durante l’inverno: dall’allestimento della Madama Butterfly, alla partnership formativa con l’Università Bocconi di Milano, dalla costituzione di un’orchestra Orizzonti Festival, alla selezione per una compagnia stabile, professionale, di attori, diretta dal maestro Roberto Latini. Latini ha provinato 150 persone in nemmeno cinque giorni. Prima di ogni sessione – estenuante – di casting si è seduto, con i suoi consueti silenzi ebbri di sensi, le sue parole, tonanti anche quando emesse sottovoce, in mezzo ad ogni gruppo di candidati e ha detto «Innanzi tutto grazie. Non lo ripeterò più, ma consideratelo come un sottotesto costante di qualsiasi cosa vi dirò d’ora in poi. Grazie per far parte di questo progetto». Ed era una carica sincera, sembrava. La forza di quella progettualità idealistica, che permetteva a persone di candidarsi per prendere parte ad una compagnia diretta da una delle più importanti umanità del teatro italiano, era senza dubbio entusiasmante. Come spesso succede, però, all’idealismo succede sempre un cozzo con la prosaicità delle finanze, dei tempi, dei costi.

Il 14 giugno 2017 si è svolta una conferenza stampa nel caldo afoso delle dieci e trenta antimeridiane nel largo Cacioli, al centro dello snodo di Chiusi città, in cui Juri Bettollini ha presentato la nuova squadra della Fondazione Orizzonti. Questa ha svelato – a sorpresa – il programma del festival 2017. La nuova compagine direttiva ha visto l’ingresso di Lucia Marcucci, come responsabile organizzazione e management, Pasquale Trinchitella, direttore generale e amministratore, ed Edoardo Albani, come responsabile del patrimonio storico e museale. Tra le particole dei trenta grandi centigradi e il sole battente è stato presentato anche il nuovo direttore artistico, Roberto Carloncelli, il quale conosce le realtà artistiche del territorio, tanto che ne ha fatto parte in passato e tutt’ora, nonostante l’esperienza professionale quarantennale nel mondo del teatro, sovente frequenta. Questi ha lavorato a titolo gratuito per un mese, nel caos del turbine polemico che si è abbattuto su fondazione e amministrazione comunale, stendendo un programma di otto giorni, con due spettacoli al giorno. Il festival ha un costo ridotto, controllato, gestito con misure – ovviamente – più ristrette.

Il programma vede il coinvolgimento ingente di entità locali (Setteottavi, Arcadelt, Il Gorro, il duo Longari-Margheriti, nonché – per tangente argomentativa – l’orchestra regionale della Toscana), come a sopperire a quella disaffezione e scisma iterato tra le fonti energiche e produttive di Chiusi, nonché di ospiti di rilievo nazionale (Gioele Dix, Nina’s Drag Queens, Kataklò, Teresa bruno, Sosta Palmizi, Oblivion, Compagnia Virgilio Sieni). La produzione Orizzonti di quest’anno, diretta dallo stesso Carloncelli, vede Oleanna, testo di David Mamet, già recettore di applausi al Festival dei Due Mondi di Spoleto negli anni novanta, riproposto in Piazza Duomo il 30 luglio, con Gianni Poliziani e Benedetta Margheriti.

Il titolo e tema dell’edizione è #UMANO. Che, a quest’altezza, può essere letto in due modi: da una parte è il fulcro riflessivo di un umanesimo secondario, un nuovo rinascimento dalle ceneri della crisi, e il ritornare ad investire su capitale umano, le risorse plurali degli individui, nelle loro enormi potenzialità psichiche e fisiche (come ci ricorda il vitruviano di Leonardo, che sul manifesto campeggia), dall’altra vi è un ritornare all’altezza uomo, in una mediocrità, nel senso oraziano del termine – si badi bene – che riporti i mediocri su un percorso riconoscibile, e accompagnarli, attraverso la crescita futura (auspicata) della manifestazione in una parallela e simmetrica crescita della collettività.

Da una parte quello può essere sottolineato è un’intelligenza amministrativa nel far fronte ad una lacuna e carenza di strumenti finanziari e strutturali, attraverso un equilibrio tra generalismo e cultura detta alta. Equilibrio, la cui riuscita, non può che essere confermata durante i giorni del festival dalle presenze di pubblico, il quale dovrà pagare biglietti di soli 10 euro (8per il circuito off), ridotti a 5 per i residenti.  Si è costituita una cosa pop, che cerca di riedificare una tessitura perduta tra le componenti della comunità specificatamente chiusina, ma che allo stesso tempo si assesta in una posizione media, più generalista, che non manca di dare opportunità a realtà locali di confrontarsi con una struttura rilevante e un brand autorevole come la dicitura OrizzontiFestival.

Dal punto di vista artistico non si può nascondere una profonda rottura con la linea programmatica che ha caratterizzato uno dei festival più importanti del nostro territorio. Manca tutto quell’apparato educativo e di elevazione culturale, di progettualità formativa – e per il pubblico e per gli addetti ai lavori o aspiranti tali – lontanissima dal mero intrattenimento che caratterizzava le edizioni precedenti: non che questo programma sia scevro di interessi sociali e riflessivi, per carità, ma sicuramente in misura minore rispetto alla linea perseguita finora. L’auspicio è che quest’edizione sia una base; un modo intelligente di attutire i conflitti, recuperare i cocci e ricomporli, in visione di una crescita, e tornare di nuovo a portare teatro, danza, opera, poesia, arti figurative, musica e qualsiasi altro tipo di contenuto culturale, a fini educativi, in un borgo di poco meno di novemila abitanti. Un lallerare senza lilleri, o almeno provarci, che sia, prima di tutto, un richiamo all’ordine.

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Chiusi: Il bilancio equo e in equilibrio dalla parte del cittadino

Una seduta consigliare importante quella che si è svolta a Chiusi martedì 30 settembre nella quale, tra le varie materie esaminate, è stato attestato che il bilancio comunale (approvato ad…

Una seduta consigliare importante quella che si è svolta a Chiusi martedì 30 settembre nella quale, tra le varie materie esaminate, è stato attestato che il bilancio comunale (approvato ad inizio anno) e le conseguenti politiche ed intuizioni che lo governano sono in perfetto equilibrio. Il documento sugli equilibri di bilancio, portato all’attenzione del consiglio dall’assessore Bettollini, ha passato il vaglio del consiglio con pieno appoggio di tutto il gruppo di maggioranza che ha dunque confermato la bontà delle azioni e politiche di gestione economiche e finanziarie della città. Gli equilibri di bilancio rappresentano, per una istituzione pubblica, un passaggio fondamentale non solo perché previsti dal Testo Unico, ma perché di fatto possono essere considerati una sorta di consuntivo anticipato, dove analizzare ogni aspetto economico/finanziario considerati in fase di bilancio di previsione ed eventualmente intervenire in modo propedeutico al fine di poter proseguire e perseguire gli obiettivi fissati ad inizio anno. Per tutto questo riscontrare un bilancio in equilibrio non può che essere per tutto il gruppo di governo un motivo di soddisfazione.

“Sarà un autunno di consolidamento delle azioni e delle scelte che abbiamo preso quando ad aprile abbiamo approvato il bilancio preventivo – dichiara Juri Bettollini assessore bilancio e finanze – sono state scelte di cui andiamo orgogliosi perché hanno garantito l’equità sociale abbassato le tasse del Comune ed infatti quest’anno circa 2160 persone non pagheranno l’addizionale Irpef, 430 persone circa in più rispetto al 2013 tra cui soprattutto pensionati e lavoratori a basso reddito. Siamo anche soddisfatti perchè le scelte che abbiamo fatto hanno portato una boccata d’ossigeno alle famiglie che riceveranno uno sconto sulla TASI, comunque applicata al minimo, grazie al bonus di 75 euro a figlio per un massimo di 150 euro. L’autunno che ci aspetta inoltre vedrà i servizi a domanda ancora una volta fermi al 2008 e quindi trasporto, mensa e scuola non subiranno aumenti. Tutto questo ci rende orgogliosi anche perché siamo riusciti contemporaneamente a far partire opere pubbliche molto importanti ed attese per la città come ad esempio i marciapiedi alla stazione o i parcheggi in centro storico e tante altre, che hanno immesso circa 2 milioni e mezzo di euro nell’economia cittadina con tutto l’indotto che ne consegue. A due terzi del mandato il nostro programma elettorale è quasi tutto completato e il tutto grazie alla sola forza delle scelte che hanno reso il nostro bilancio solido e duraturo nel tempo grazie ad intuizioni come il fotovoltaico o il palazzo delle Logge che garantiranno liquidità nelle casse di Chiusi per i prossimi 20 anni. Promettere è spesso facile, mantenere è invece spesso utopia, ma da Chiusi può e deve partire una idea nuova di governo che faccia della parola data al cittadino il proprio motivo di vita.”

Il bilancio del Comune di Chiusi è dunque in equilibrio, nonostante i cambiamenti anticipati nella regolamentazione tecnica del bilancio rispetto a quasi tutti gli altri istituti pubblici del senese, nonostante ulteriori 300 mila euro in meno nel solo capitolo dei trasferimenti statali calcolati nella parte corrente e nonostante la confusione della normativa che genera solo profonda incertezza per quanto riguarda i gettiti da determinare.

La gestione economica/finanziaria della Città di Chiusi incassa dunque una bella conferma, agli occhi del consiglio in vista del prossimo consuntivo, ma soprattutto agli occhi dei cittadini che con il passare del tempo stanno vedendo la propria città cambiare verso sia nelle parole che nei fatti.

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Marcia della pace a Chiusi una tradizione della Città

Dalle scuole di Chiusi Città fino alle sponde del lago, come da tradizione è stato questo il tragitto percorso da circa un migliaio di studenti chiusini in occasione della marcia…

Dalle scuole di Chiusi Città fino alle sponde del lago, come da tradizione è stato questo il tragitto percorso da circa un migliaio di studenti chiusini in occasione della marcia della pace. Ad aprire e guidare il lunghissimo serpentone, nei sei chilometri che separano il centro cittadino dal chiaro chiusino, è stato il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli insieme agli assessori: Juri Bettollini, Andrea Micheletti e Chiara Lanari. Subito dietro gli amministratori della città un tripudio di colori e gioia, manifestata dai ragazzi che per l’occasione sono stati pronti a sfoggiare: striscioni, bandierine o cartelloni tutti con impresso il medesimo messaggio di pace.

foto_07“La nostra marcia della pace – dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – è ormai una vera e propria tradizione della nostra città. È importante che i ragazzi imparino da piccoli a rispettare l’altro, a non usare la forza e a favorire il dialogo; questi sono valori fondamentali della nostra democrazia e per i quali i nostri nonni si sono battuti con lo scopo che nessun altro lo debba più fare. Impiegare una mattinata per marciare dalle scuole al nostro lago è ovviamente un gesto simbolico e per i ragazzi adesso forse rappresenta solo un giorno di festa dallo studio, ma con il passare degli anni sono certo che comprenderanno sempre più il valore che porta con se la parola pace, spesso data erroneamente per scontata, ma invece di enorme valore per inseguire un futuro migliore, prosperoso e libero. Senza il rispetto tra i popoli e senza il dialogo, la vita come noi abbiamo la fortuna di conoscere, non esisterebbe. Per tutto questo sono soddisfatto che da parte delle scuole e di tante associazioni del nostro Comune ci sia una così ampia partecipazione alla marcia della pace perché il nostro paese, inteso come Italia, può pensare ad un futuro migliore solo con la certezza della libertà e della pace per le nuove generazioni.”

Alla marcia della pace di Chiusi, arrivata quest’anno alla quarta edizione, oltre a tanti ragazzi delle scuole con i loro insegnanti e il dirigente scolastico, il parroco e rappresentanti dei genitori hanno partecipato anche rappresentati dell’associazione Volto Amico di Montallese, dell’Auser, dell’associazione per i diritti per gli anziani (ADA) nonché gli uomini della Pubblica Assistenza e dagli uomini delle forze dell’ordine che per tutti il tragitto hanno “scortato” i ragazzi per assicurare loro la massima sicurezza possibile.

Vero protagonista dell’intero tragitto è stato il tripudio di colori ed allegria che i ragazzi hanno portato di cori e bandiere e come al solito i più piccoli si sono contraddistinti per l’originalità di alcune iniziative.
La marcia è terminata come da programma sulle sponde del lago chiusino dove tutti i partecipanti si sono già dati appuntamento al prossimo anno per l’edizione 2015.

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Chiusi abbatte la TARI, agevolevolazioni per famiglie con figli

Il Comune di Chiusi abbassa la tassa sui rifiuti (TARI) del 30%; i cittadini hanno tempo fino a martedì 30 settembre per fare domanda e accedere così allo sconto. In…

Il Comune di Chiusi abbassa la tassa sui rifiuti (TARI) del 30%; i cittadini hanno tempo fino a martedì 30 settembre per fare domanda e accedere così allo sconto. In sintesi è questo il risultato di una recente delibera di giunta che ha consentito di redigere un bando specifico finalizzato ad abbattere in modo importante una tra le tasse più odiate dalla cittadinanza. La riduzione del 30% della TARI sarà applicata a tutti quei cittadini che facendo domanda entro il trenta di questo mese risponderanno ad una serie di precisi requisiti. Potranno usufruire dell’agevolazione l’affittuario o il proprietario dell’abitazione principale, i nuclei famigliari con reddito ISEE non superiore a 8.500 euro e i nuclei famigliari con reddito ISEE non superiore a 20 mila euro purchè con un membro della famiglia di età inferiore o uguale a dieci anni.

“Siamo voluti intervenire in modo violento – dichiara il primo cittadino di Chiusi Stefano Scaramelli – perché da sempre consideriamo la TARI una tassa molto ingiusta. Lo sconto del 30% è uno sconto importante che sarà in grado di dare una boccata d’ossigeno a tante famiglie della nostra città. Abbiamo cercato di andare incontro a più persone possibili e per questo ovviamente abbiamo destinato l’abbattimento della tassa ai redditi ISEE più bassi, ma anche a tutte quelle famiglie con un buon reddito, ma con figli a carico. Manca ancora qualche giorno alla scadenza prevista per poter fare domanda, mi auguro e invito quante più persone possibili a richiedere l’agevolazione. La tassa sui rifiuti così come è stata pensata è ingiusta e per questo deve essere cambiata, spesso i cambiamenti sono violenti, ma devono essere fatti per il futuro del nostro paese.”

Juri Bettollini“Credo che questo provvedimento – dichiara Juri Bettollini assessore al bilancio del Comune di Chiusi – sia uno dei più importanti mai presi dalla nostra amministrazione perché la TARI è tassa odiata dalla cittadinanza che spesso non comprende, come noi del resto, il meccanismo contorto che l’ha generata. In questo momento se pur una ripresa si possa vedere all’orizzonte ci sono ancora tante famiglie in difficoltà e la tassa sui rifiuti, profondamente iniqua come quella di adesso, altro non fa che mettere in ginocchio i cittadini. Come amministrazione siamo intervenuti da subito con una tassazione al minimo per quanto riguarda la prima abitazione, con la riduzione dell’addizionale IRPEF della quale hanno beneficiato oltre 400 persone e con un bonus per le famiglie di 75 euro a figlio come sconto TASI con figli; adesso con la violenza necessaria in questi casi, abbattiamo del 30% la TARI con un occhio di attenzione ancora una volta ai nuclei familiari con figli a carico. Ci auguriamo che tutto questo possa rappresentare un segnale vero che cambiare si può e si deve.”

La domanda per accedere alla riduzione dovrà essere presentata dall’intestatario della cartella di pagamento e dovrà essere presentata in Comune mediante consegna a mano all’ufficio protocollo oppure spedita con lettera raccomandata all’indirizzo: Comune di Chiusi/ufficio tributi –piazza XX settembre. All’ufficio tributi sono disponibili sia il bando che la modulistica per la presentazione della domanda, alla quale dovrà essere allegata, oltre una copia del documento di identità, la dichiarazione ISEE riferita all’anno 2013.

Una volta accettata la domanda la riduzione sarà applicata tramite la rideterminazione della somma dovuta oppure tramite un rimborso nel caso il contribuente abbia già provveduto al pagamento della tassa. La graduatoria sarà redatta entro 30 giorni dalla data di scadenza della presentazione delle domande.

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Chiusi: appezzamenti agricoli devastati dai cinghiali

Gli agricoltori chiedono l’aiuto dei cacciatori.  Bettollini sostiene il mondo agricolo e chiede di cambiare le regole “Come assessore con delega all’attività venatoria non posso che condividere la preoccupazione degli…

Gli agricoltori chiedono l’aiuto dei cacciatori.  Bettollini sostiene il mondo agricolo e chiede di cambiare le regole

“Come assessore con delega all’attività venatoria non posso che condividere la preoccupazione degli agricoltori e dei cacciatori per il sovrappopolamento degli ungulati nel nostro territorio e in generale in tutta la Provincia di Siena. Il sudore della fronte ed i grandi sacrifici necessari al lavoro dei campi non possono essere spazzati via da una gestione venatoria inadeguata ed inefficiente. È l’ora di dire basta, è l’ora di cambiare”.

foto_01Con queste parole l’assessore del Comune di Chiusi Juri Bettollini sposa le preoccupazioni più volte manifestate da Coldiretti, Confagricoltura e Cia e allo stesso tempo lancia l’allarme ungulati anche nel territorio chiusino. Anche a Chiusi, infatti, intere piantagioni rischiano di essere spazzate via dall’elevato numero di ungulati (cinghiali e caprioli) che nell’ultimo anno è cresciuto a dismisura andando ben oltre a quanto il territorio agricolo può sopportare. Se è pur vero che da sempre in Toscana ed anche in Provincia di Siena a causa dell’enorme patrimonio agricolo/forestale (pari a circa il 96% della superficie totale) il problema ungulati è sempre stato presente, è anche vero che nell’ultimo anno, secondo le organizzazioni agricole il fenomeno si è intensificato a causa di una gestione faunistiche non adeguata alle esigenze del territorio senese. Posizione che trova pieno accordo nel pensiero dell’assessore Bettollini.

“Non dobbiamo inventarci la luna – dichiara l’assessore Bettollini – ma semplicemente prendere ad esempio quello che fanno i nostri vicini di casa come Arezzo, Grosseto e Firenze e addirittura in Umbria territorio a noi confinante, ma con leggi regionali diverse e con molti meno problemi dei nostri. Se gli ungulati sono cresciuti nel numero la responsabilità è semplicemente di una gestione inefficiente e di una politica lontana dalle esigenze del territorio. Come assessore e anche come dirigente del Partito Democratico di Siena esprimo la mia più assoluta vicinanza alle associazioni di categoria degli agricoltori e dei cacciatori e chiedo con forza che si possa tornare ad applicare gli strumenti dell’articolo 37 della legge regionale che consentivano interventi di contenimento riconoscendo un ruolo importante al cacciatore. Il mondo dell’agricoltura, della caccia, dell’ambiente e soprattutto della politica devono tornare oggi a dialogare insieme ristabilendo quell’equilibrio che fino a poco tempo era riconosciuto come un valore aggiunto del territorio senese. E’ impensabile infatti che in un momento di grande difficoltà economica per tutti, si debbano utilizzare soldi pubblici per stanziare indennizzi agli agricoltori danneggiati da veri branchi di cinghiali e caprioli non gestiti a priori. Gli agricoltori devono poter lavorare serenamente e godere del frutto del proprio sudore.

Personalmente chiederò un impegno serio alla Provincia e al Partito Democratico da sempre vicino a questa tematica in primis con il suo segretario provinciale Niccolò Guicciardini. Fino ad un anno fa la Provincia di Siena faceva della politica venatoria un esempio per tutta la nazione mentre adesso siamo messi alla berlina dai più e questo trattamento non ce lo meritiamo, così come gli agricoltori non meritano di essere presi in giro da norme assurde create da persone che non sanno dove mettere le mani su questo argomento e che con le proprie scelte si sono rese complici della distruzione di mesi di duro lavoro. Nella nomina della nuova Governance della Provincia tutto questo dovrà essere preso in seria considerazione al pari di altre importante tematiche e non lasciato a margine come se fosse un argomento lontano dagli interessi di tantissimi cittadini dei nostri territori. Da Chiusi parte quindi la proposta di formare subito un tavolo di lavoro con tutti i soggetti istituzionali e politici interessati così da risolvere la questione il prima possibile; ne va della sopravvivenza del nostro territorio e della credibilità di tutto il sistema.”

Il Comune di Chiusi è dunque pronto a schierarsi in prima fila sostenendo e restando vicino a tutto il mondo agricolo gravato oltre che dalla crisi anche dalla calamità di animali selvatici che fanno razzia nei campi di tutta la Provincia. Oltre all’agricoltura il fenomeno dell’aumento degli ungulati è particolarmente sensibile anche per la potenziale pericolosità legata allo sconfinare di animali lungo le strade asfaltate e trafficate delle nostre zone e che purtroppo con gli incidenti provocati quasi giornalmente riempiono le pagine di cronaca dei giornali.

In Toscana da una recente stima effettuata dalla Regione sarebbero presenti circa 400.000 ungulati. Numeri così elevati che non possono non porre agli organi competenti il problema della gestione che non può e non deve causare danni alla coltivazioni né tantomeno essere causa di incidenti stradali a volte purtroppo mortali.

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Simona Bonafè (PD) a Torrita: “Vogliamo cambiare anche l’Europa”

“Noi vogliamo cambiare anche l’Europa”: la parlamentare europea del Pd Simona Bonafè alla chiusura della Festa dell’Unità a Torrita Una serata con la parlamentare europea del Partito democratico, Simona Bonafè….

“Noi vogliamo cambiare anche l’Europa”: la parlamentare europea del Pd Simona Bonafè alla chiusura della Festa dell’Unità a Torrita

Una serata con la parlamentare europea del Partito democratico, Simona Bonafè. Centinaia di persone non si sono volute perdere la serata conclusiva della Festa dell’Unità di Torrita di Siena, domenica 27 luglio, con l’ospite d’onore Bonafè che è stata anche protagonista di un dibattito tra attualità, obiettivi, speranze e sogni per il futuro. Tra attualità italiana e ultime notizie e commenti su quanto avviene in Europa, dove la Bonafè è parlamentare da sessanta giorni. Al suo fianco il sindaco di Torrita di Siena, Giacomo Grazi, il responsabile enti locali del Pd senese, Juri Bettollini. ed il segretario dell’unione comunale del Pd torritese Alessio Pieri.

Il primo cittadino torritese ha ricordato gli obiettivi raggiunti nei suoi primi sessanta giorni da sindaco e quanto intende fare nel prosieguo della legislatura, mentre Bettollini ha sottolineato l’impegno per il cambiamento impostato anche nel territorio senese.

“Il cambiamento in Europa va di pari passo con le riforme che dobbiamo fare in Italia, non come fanno coloro che rimangono immobili oppure difendono le caste”, ha affermato la Bonafè che ha parlato ai presenti delle novità che vuole introdurre in vari ambiti e settori il governo Renzi. La parlamentare ha poi parlato dell’esigenza di un’Europa diversa, “con minore austerità e più investimenti, proprio come ha fatto il presidente Obama negli Stati Uniti d’America per superare un momento non semplice. Un’Europa dove l’Italia non vada a farsi dettare le regole da altri. Siamo un grande Paese”. E parafrasando il pensiero di Oscar Farinetti ribadisce “Noi italiani non siamo neppure l’1% della popolazione mondiale, ma nel mondo c’è un 70% di domanda di Italia. Dobbiamo saper rispondere a questa richiesta. Noi abbiamo sempre detto che avremmo cambiato verso all’Europa ma non siamo credibili se prima non mettiamo l’Italia in condizione di essere più efficiente istituzionalmente e più competitiva economicamente”. Due passaggi, quindi, che sono legati indissolubilmente tra loro: Italia ed Europa insieme. “In Europa si decidono sempre più cose che riguardano il nostro Paese, così come per tutti gli altri Stati dell’Unione”, ha detto ancora la Bonafè.

bonafè graziMolti gli applausi per la parlamentare europea del Pd che alle scorse elezioni europee ha fatto incetta di voti anche nel territorio senese. “E lei non si è dimenticata di questa zona ed è tornata qui appena due mesi dopo le elezioni”, ha commentato Juri Bettollini. La serata si è chiusa con più di una fotografia scattata insieme ai volontari e alle volontarie della Festa, che hanno salutato calorosamente la parlamentare europea; poi un saluto nelle cucine e anche un ballo insieme al primo cittadino, Giacomo Grazi.

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Bettollini (PD): “Alta Velocità: una possibilità concreta per la Valdichiana”

Alta velocità, stazione Media-Etruria, il nuovo modello di provincia e il peso dell’Italia in Europa: sono state queste le domande poste a Juri Bettollini dalla redazione de La Valdichiana a…

Alta velocità, stazione Media-Etruria, il nuovo modello di provincia e il peso dell’Italia in Europa: sono state queste le domande poste a Juri Bettollini dalla redazione de La Valdichiana a margine dell’incontro politico, svoltosi a Torrita di Siena, nell’ambito della festa del PD, domenica 27 luglio 2014. Insieme all’assessore Juri Bettollini, l’europarlamentare Simona Bonafè e il sindaco di Torrita Giacomo Grazi, hanno parlato di Europa, dell’importanza dei nostri territori, delle regole alla base delle riforme e di quei segnali di cambiamento che stanno giungendo dalla politica locale, nazionale ed europea.

Juri Bettollini, assessore del Comune di Chiusi con deleghe al Bilancio e all’organizzazione, e attuale responsabile enti locali provinciale del Pd senese ha risposto così alle nostre domande:

Alta velocità, è una possibilità concreta per la Valdichiana o un’ipotesi remota?

“È una possibilità concreta per la Valdichiana! Il protocollo firmato tra le due regioni, Toscana e Umbria, prevede l’ubicazione della struttura in Valdichiana, e quindi adesso è evidente che ognuno debba giocare le proprie carte, carte che non devono essere legate a un campanile ma alla competitività di un territorio e alla sostenibilità dell’intervento. Noi crediamo che Chiusi sia il baricentro ideale rispetto al progetto e alla grandi città, Roma e Firenze. In altri territori il progetto avrebbe notevoli importi di realizzazione, mentre sul nostro potrebbe costare addirittura la metà, perché non abbiamo bisogno di fare espropri e abbiamo grandi spazi da mettere a disposizione. Siamo in condizione di cedere l’area per la realizzazione dell’alta velocità, quindi Chiusi si candida a tutti gli effetti a ospitare questa grande opera”.

Juri BettolliniIn qualità di responsabile degli enti locali del PD provinciale senese, crede che il nuovo modello di provincia possa in qualche modo avvantaggiare i territori periferici, oppure si rischia un vuoto di democrazia e di sviluppo?

“Io credo che il nuovo modello di provincia potrà avvicinare la politica al cittadino. Oggi i sindaci ricoprono un ruolo sempre più importante nella comunità, e questo ruolo li porterà ad amministrare in maniera cosciente delle difficoltà e delle esigenze dei nostri cittadini. Credo che questa riforma abbia una valenza positiva, un modo per avvicinare i nostri amministratori ai problemi reali del Paese”.

Le riforme del parlamento italiano sono sufficienti per cambiare peso dell’Italia in Europa?

“Le riforme sono essenziali per cambiare verso e per dire all’Europa che noi siamo un Paese credibile, che le semplificazioni le abbiamo fatte e le stiamo ancora facendo. Ed è con questi primi procedimenti che noi andremo in Europa a chiedere la flessibilità, quella flessibilità che ci chiedono imprese e cittadini per creare posti di lavoro e un rilancio dell’economia.

Oggi servono le riforme: serve la riforma elettorale e la riforma del senato. Questa è anche la sintesi della grande battaglia contro la burocrazia: ridurre una camera che in realtà è un doppione rispetto alla prima, è il grande passo verso la semplificazione di cui abbiamo bisogno. Anche la giustizia ha bisogno di riforme, l’edilizia scolastica, la pubblica amministrazione. In quest’ultimo settore, la proposta messa in campo dal governo Renzi è qualcosa di eccezionale: i dirigenti pubblici, che sono stati per anni degli ostacoli alla realizzazione di tanti investimenti del territorio, verranno premiati se lavoreranno bene e verranno mandati a casa se lavoreranno male. Oggi questa è la grande riforma che stiamo aspettando e sono convinto che prima e poi arriverà”.

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Tria Turris, ancora una vittoria per il terziere Santa Maria

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei…

Per il quinto anno consecutivo il terziere di Santa Maria conquista il Tria Turris dimostrandosi il terziere più forte al Palio delle Torri. Con il quinto sigillo consecutivo, quella dei campioni in carica è ormai una vera e propria egemonia alla quale, per adesso, San Silvestro e Sant’Angelo, gli altri due terzieri della città, poco riescono a fare; arrivati al traguardo rispettivamente in seconda ed ultima posizione.

Il Comune di Chiusi è tornato dalle nebbie del medioevo al digitale dei giorni nostri, ma tutto il fine settimana è stato un vero e proprio tuffo nel passato con un centro storico calato in pieno medioevo che ha coinvolto residenti e turisti, rimasti affascinati dal ritrovarsi ad incontrare antichi cavalieri e nobili dame, oppure nel bel mezzo di un accampamento medievale nella perfetta cornice del parco dei Forti, o ancora a curiosare tra gli scaffali di misteriose botteghe medievali, al secolo i negozi del centro commerciale naturale di Chiusi Città che per l’occasione si sono letteralmente trasformati grazie al coinvolgimento e alla disponibilità dei commercianti. Il Comune di Chiusi ha vissuto un vero e proprio cambio di identità che ha riguardato anche i rappresentanti delle istituzioni; il sindaco Stefano Scaramelli e l’assessore al bilancio Juri Bettollini, con tanto di costumi medievali, hanno sfilato per le vie della città insieme al suggestivo corteo storico, curato nei minimi dettagli ed impreziosito da maestosi abiti di foggia trecentesca.

“Il Tria Turris sta crescendo anno dopo anno e di questo siamo veramente soddisfatti – ha dichiarato il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – il merito va soprattutto ai Terzieri e alle varie associazioni che hanno permesso la realizzazione della festa. La nostra città ha un vero e proprio cuore medievale e le tante persone che in queste serate di festa sono accorse per i vari spettacoli e prove di abilità ne sono la conferma. Quasi dispiace rimettere l’orologio del tempo ai giorni nostri, ma è bello essere consapevoli che a Chiusi tanti giovani e non hanno messo cuore ed anima per la realizzazione di una festa che solo qualche anno fa sembrava una scommessa con un futuro incerto e che invece è adesso una tradizione della nostra Città.”

Tutto il centro storico della città è stato protagonista della festa, ma l’angolo più suggestivo del Tria Turris ancora una volta è stato al Parco dei Forti dove per l’occasione è stato ricreato un accampamento medievale con tanto di taverne, spazi per musici, spettacoli ed addirittura un’arena per i combattimenti, dove si è svolto, nella serata conclusiva, un avvincente torneo di spada tra i cavalieri della compagnia d’arme Santaccio e nei giorni precedenti la tanto attesa Tripartita (una sorta di calcio storico con tre palloni, tre porte e tre giocatori per squadra) vinto dal terziere Sant’Angelo; il torneo d’arco femminile (freccia d’argento) vinto dal terziere San Silvestro (la freccia d’argento è stata Clara Cioncoloni) e quello di arco maschile (palio del Sant’Anello) vinto dal terziere Santa Maria (miglior arciere Michele dell’Agnello).

tria turris 2A conferma della crescita della festa, un altro ingrediente sono stati gli spettacoli di tamburi e sbandieratori dei terzieri cittadini che proprio prima del palio delle torri hanno affascinato i tanti visitatori con numeri ed esercizi di alto livello. Spettacolo che è stato garantito anche dalla compagnia dei falconieri del gruppo “Trata Burata” e della compagnia d’arme di San Marino.

Spade, archi, bandiere e tamburi, dunque, per il momento si sono fermati, ma neanche il tempo di archiviare il Tria Turris ed il Palio delle Torri che già tutta la città è pronta a proseguire i festeggiamenti in onore della patrona Santa Mustiola. Tanti saranno gli eventi tra i quali la tradizionale processione che si svolgerà venerdì 27 giugno alla presenza di contrade e terzieri. Proprio per quell’occasione piazza Duomo sarà completamente rivestita di tufo per permettere l’esibizione di cavalli e cavalieri che per una notte saranno i protagonisti di quella piazza che potrebbe essere definito il salotto buono di Chiusi.

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A Chiusi Scalo in tantissimi per la Fiera

Una grande torta per festeggiare la ventiseiesima edizione della Fiera della Stazione e il tradizionale concerto dedicato alla Festa della Repubblica e realizzato dalla Filarmonica Città di Chiusi sono stati…

Una grande torta per festeggiare la ventiseiesima edizione della Fiera della Stazione e il tradizionale concerto dedicato alla Festa della Repubblica e realizzato dalla Filarmonica Città di Chiusi sono stati solo i momenti centrali del 2 giugno a Chiusi Scalo, un’intera giornata di festa che in moltissimi tra chiusini e visitatori hanno scelto di trascorrere nella cittadina.

Complice una bellissima giornata di sole infatti, Chiusi Scalo, come ormai da tradizione, si è riempita fin dalla mattina di centinaia di banchetti e di tantissime persone accorse per l’iniziativa avviata dal centro commerciale naturale Chiusinvetrina fin dal 2002. Per i presenti la possibilità di acquistare sui banchetti della Fiera, dai prodotti tipici all’abbigliamento, dai prodotti dell’agricoltura agli animali. Ma anche di fare acquisti di prodotti di marca nei negozi del centro commerciale naturale di Chiusi Scalo che li hanno accolti con la tradizionale professionalità e gentilezza. Chiusinvetrina inoltre ha presentato nell’occasione le ultime due novità in termini di punti vendita, ovvero un negozio dedicato al settore informatico e tecnologico e un altro dedicato a prodotti biologici, vegetariani e vegan, oltreché a prodotti gluten free e per altri tipi di intolleranze alimentari.

??????????Alle 17, la grande torta realizzata dalla pasticceria Margottini e distribuita a tutti i presenti. A tagliarla, il sindaco Stefano Scaramelli, insieme con la presidente di Chiusinvetrina Maria Gliatta, che ha espresso soddisfazione per il nuovo successo di questa che è l’iniziativa più longeva del centro commerciale naturale di Chiusi Scalo. Insieme a loro, il consigliere d’amministrazione di Banca Valdichiana Danilo Cresti, il presidente Cosap Massimiliano Baccari, l’assessore Juri Bettollini e il consigliere comunale Gianluca Annulli.

A seguire il tradizionale concerto dedicato alla festa della Repubblica e realizzato dalla Filarmonica Città di Chiusi in piazza Garibaldi, sempre alla presenza del sindaco Stefano Scaramelli che ha salutato i presenti, dell’assessore Bettollini e del consigliere Annulli.

La Fiera della stazione non è stato comunque che il primo degli eventi promosso dal centro commerciale naturale di Chiusi Scalo per i mesi estivi. L’appuntamento è ora per venerdì 4 e sabato 5 luglio con le “Notti Rosa shopping”, l’iniziativa che da alcuni anni caratterizza l’inizio dei saldi estivi a Chiusi Scalo con due serate di musica, occasioni di acquisto e negozi aperti fino a tardi. Dal primo giovedì di luglio inoltre aprirà lo “Speluzzico”, novità dell’estate 2014 che prevede, ogni giovedì e venerdì di luglio e agosto, in piazza Garibaldi un punto di ritrovo che consentirà ai cittadini di Chiusi e non solo, di godersi il fresco e il paese nelle serate estive. Il 26 luglio infine seconda edizione della gara ciclistica “Trofeo Chiusinvetrina” per le strade di Chiusi Scalo.

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Sinalunga: Pd unito per le amministrative a sostegno di Riccardo Agnoletti

“Il nostro grazie va al Pd di Sinalunga che ha dimostrato grande unità nel lavoro di partecipazione e di ascolto che sta coinvolgendo i democratici e le democratiche nei tavoli…

“Il nostro grazie va al Pd di Sinalunga che ha dimostrato grande unità nel lavoro di partecipazione e di ascolto che sta coinvolgendo i democratici e le democratiche nei tavoli tematici per costruire il futuro della città. Un sentito grazie inoltre va, al grande senso di responsabilità dimostrato da tutti i candidati delle primarie e in particolare ad Andrea Francini. Nonostante il risultato di stretta misura Francini ha infatti dimostrato grande maturità e serietà, rispondendo appieno allo spirito delle primarie e mettendosi al lavoro per il Pd ed il centrosinistra, senza chiedere niente in cambio”.

Con queste parole Niccolò Guicciardini, segretario provinciale del Pd; Juri Bettollini, responsabile enti locali del Pd e Andrea Biangianti, vicesegretario regionale intervengono sul percorso post primarie avviato dal Partito democratico di Sinalunga.

“Oggi – affermano Guicciardini, Bettollini e Biagianti – il candidato sindaco, Riccardo Agnoletti può contare sul supporto e sulla forza di tutto il Pd e di tutti coloro che hanno contribuito al risultato delle primarie. L’unità e la compattezza del Pd daranno ad Agnoletti ancora più slancio per il voto del 25 maggio”.

“Le primarie – dicono ancora Guicciardini, Bettollini e Biagianti – sono state un momento importante in tutto il territorio provinciale. Il Pd senese ha avuto il coraggio di organizzare, in vista delle amministrative, diciotto primarie, che hanno dato un risultato storico in termini di partecipazione, portando oltre 25 mila cittadini alle urne. É necessario che la tornata delle primarie del 9 e 16 marzo, oltre a sancire il suddetto risultato di partecipazione, serva anche per una riflessione sulle modalità organizzative e sulla gestione politica delle stesse in futuro. Questo passaggio é servito anche per comprendere nel futuro l’adozione di tutti quegli accorgimenti necessari alla garanzia in maniera efficace dell’elettorato passivo e attivo e di tutti i volontari che collaborano nello svolgimento delle primarie. In merito al ricorso presentato sulle primarie di Sinalunga, la Commissione di garanzia lo ha rigettato, confermando l’esito del voto, tuttavia rilevando che le irregolarità segnalate hanno evidenziato significativi limiti nello svolgimento e nell’organizzazione delle primarie, in particolare nella formazione del seggio 1 di Sinalunga Centro. Tali limiti segnalati dalla Commissione di garanzia non hanno inficiato il risultato né mortificato il grande sforzo di tutti i volontari che per due domeniche consecutive hanno tenuto aperti i seggi, ma sono utili indicazioni per il futuro verso una regolamentazione più attenta e puntuale”.

Nella foto Niccolò Guicciardini segretario provinciale del Pd

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