A partire dalla mattina di lunedì 8 febbraio Chiusi si è messa in fila per partecipare allo screening di massa con tamponi molecolari, il progetto attuato dall’Asl Toscana sud est nell’ambito del progetto “Territori Sicuri”, voluto dall’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini con Anci, Upi, Misericordie, Pubbliche Assistenze, Riunite e Croce Rossa, con l’obiettivo di individuare persone positive asintomatiche. 

Il progetto ha preso vita con l’allestimento di gazebo in piazza XXVI giugno 1944 a Chiusi scalo grazie ai volontari, ai dipendenti comunali, agli infermieri, ai medici e alle forze dell’ordine, che in cinque giorni hanno permesso l’esecuzione di 5469 tamponi. L’organizzazione è stata modulata sulle prenotazioni effettuate tramite il portale regionale https://territorisicuri.sanita.toscana.it/#/home o tramite i numeri di telefono di riferimento attivati per aiutare chi ha più difficoltà con le procedure on line.

“La Regione – ha commentato l’assessore regionale Simone Bezzini – ha deciso di intervenire rapidamente a supporto della comunità di Chiusi, fornendo ogni sostegno tramite la campagna di screening Territori sicuri che abbiamo promosso proprio per intervenire nelle aree che manifestano segnali di allarme. La risposta della città di Chiusi è stata straordinaria in termini di partecipazione, questi numeri potranno esserci di grande aiuto per cercare di bloccare l’ulteriore diffondersi del contagio, reso ancora più pericoloso per la presenza di varianti. Il mio grazie va a chi ha consentito di mettere in piedi in poche ore una macchina organizzativa così complessa: l’Asl Toscana sud est, tutti gli operatori sanitari e i volontari che si stanno prestando con straordinario impegno per il buon esito dell’iniziativa, l’amministrazione comunale di Chiusi insieme ai suoi cittadini”

Lo screening si è concluso venerdì con la visita del presidente della Regione Eugenio Giani e con il ringraziamento da parte del Sindaco di Chiusi a tutte le istituzioni e a tutti gli operai, volontari e dipendenti che hanno contribuito all’esecuzione del progetto. L’esperienza chiusina ha fatto da esempio a territori vicini e non, anche per la partecipazione attiva dei cittadini i quali hanno prontamente aderito al progetto rispettando i limiti imposti e dimostrando un senso civico da non sottovalutare in una situazione così critica.

“Abbiamo messo in campo un modello di organizzazione e di cittadinanza attiva da prendere a esempio – ha commentato Juri Bettollini, sindaco di Chiusi –, in 48 ore si sono coniugate le energie di tutto il quadro istituzionale, sanitario, del mondo del volontariato. E questo sforzo ha fatto sì che oltre cinquemila persone comprendessero la necessità e l’urgenza di questa operazione sanitaria. Ringrazio tutti, io e la mia città non ci siamo sentiti soli in un momento difficile”.

I tamponi hanno rilevato la positività di 46 persone al test molecolare, mentre altre 27 sono risultate “debolmente positive” e quindi i test sono da ripetere. Queste persone sono state già in carico al dipartimento Prevenzione dell’Asl Toscana sud est.

Il progetto però non è ancora ultimato, per i soli residenti a Chiusi rimasti esclusi o che non hanno potuto prenotarsi è stato messo a disposizione l’Urp del Comune. I nomi che faranno richiesta verranno trasmessi all’Asl che da lunedì 15 procederà a chiamarli per effettuare il test molecolare gratuito.

Chiusi esce dalla zona rossa ma da lunedì 15 febbraio entra in zona arancione, come tutta la Toscana. Inoltre rimangono attive norme restrittive volute dal Sindaco, tra le quali la sospensione delle attività didattiche in presenza, una decisione relativa ai risultati dello screening che evidenziano il 30% dei positivi come interni alle istituzioni scolastiche. Risultati che possono mettere paura ma che non devono abbattere la comunità la quale ha saputo sostenersi per tutto il periodo di criticità mettendo da parte ostilità o insicurezze.

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Chiara Cacace
Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

2 thoughts on ““Territori sicuri”, concluso lo screening a Chiusi

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