La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: innovazione

La Valdichiana è con te: ogni settimana, dove preferisci

Il modo di usufruire dei contenuti online è in costante evoluzione, e una testata editoriale deve rimanere sempre al passo coi tempi per offrire un servizio adeguato ai suoi lettori….

Il modo di usufruire dei contenuti online è in costante evoluzione, e una testata editoriale deve rimanere sempre al passo coi tempi per offrire un servizio adeguato ai suoi lettori. Una cosa è certa: anche nei territori periferici come quello in cui viviamo, sempre più utenti utilizzano i dispositivi mobile (smartphone, tablet) per accedere a internet e per usufruire di contenuti digitali. La necessità, da parte chi fornisce questi contenuti, è quindi quella di adattarsi alle loro esigenze e alle loro preferenze; essere al servizio del territorio in maniera innovativa significa anche questo, avere sempre una strategia digitale aggiornata e adeguata al contesto locale e globale.

“La Valdichiana” è la testata editoriale creata dalla nostra redazione nel 2013; inizialmente un quotidiano, si è evoluta in un magazine di approfondimento del nostro territorio. È un magazine web, con uscite settimanali che comprendono inchieste, interviste, eventi e rubriche che puntano sulla qualità, sull’originalità e sulla semplicità di fruizione da dispositivi mobili, per offrire contenuti interessanti ai nostri lettori.

mobile firstLe nostre scelte editoriali sono sempre state improntate alla trasparenza e alla professionalità, il nostro approccio ai social network non si è mai limitato all’utilizzo dei canali di diffusione unidirezionale, ma un costante tentativo di instaurare un rapporto bidirezionale con i lettori, conversare con loro, affiancando occasioni di incontro e di confronti reali alle attività digitali. Abbiamo sempre cercato di evitare le trappole del clickbaiting, lo spam dei link di notizie che rendono l’utente passivo e indifferente, e vediamo con sospetto l’idea di delegare agli algoritmi di Facebook, Google o altre grandi multinazionali le scelte editoriali fatte con professionalità da giornalisti ed esperti di settore (ne ho parlato di recente su Medium, per chi volesse approfondire).

Per questi motivi “La Valdichiana” vedrà potenziare le sue attività digitali già dalle prossime settimane. Il sito web rimarrà al centro del progetto editoriale, ma sarà il concetto di uscita settimanale a godere di uno slancio rinnovato. I principali canali di distribuzione dei contenuti e di conversazione con i lettori, oltre al sito web, saranno la pagina Facebook, la Newsletter e il canale Telegram (non dimenticheremo gli altri social network, YouTube e Twitter su tutti). Ogni piattaforma avrà contenuti personalizzati, per venire incontro alle esigenze delle varie tipologie di lettori: ma a curare i contenuti sarà sempre la nostra redazione, con tutta la professionalità e la passione a cui siete abituati.

“La Valdichiana” è il web magazine di approfondimento del territorio, che esce ogni venerdì mattina. Potete scegliere di usufruire dei nostri contenuti, ottimizzati per l’esperienza mobile, attraverso Facebook, Telegram o la Newsletter: oppure, possiamo semplicemente leggerci in queste pagine. La scelta è vostra! E questo è solo l’inizio: una prima fase di sperimentazione, ma tante cose cambieranno e miglioreranno nei prossimi mesi!

Noi siamo le nostre storie. Non vogliamo dei link da spammare fino a infastidire gli utenti, non vogliamo dei lettori trasformati in numeri che cliccano sui banner. Noi siamo le storie che raccontiamo, e ci sforziamo di offrirvele in maniera sempre più professionale, efficace e innovativa. Speriamo di avervi accanto anche in questa nuova avventura!

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Libero Accesso – 8° puntata: Innovazione

L’ottava puntata di Libero Accesso è andata in onda martedì 14 Aprile su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e si è occupata di innovazione: a partire dall’accesso alla banda larga fino alla…

L’ottava puntata di Libero Accesso è andata in onda martedì 14 Aprile su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e si è occupata di innovazione: a partire dall’accesso alla banda larga fino alla formazione giovanile, passando per le opportunità per le imprese, per lo sviluppo tecnologico e per l’occupazione giovanile, in ottica di superamento del divario digitale.

La discussione è stata affrontata in studio con i seguenti ospiti:

  • Michele Cortonicchi, assessore alle attività produttive del Comune di Torrita di Siena
  • Carlotta Lecami, responsabile lavoro dei Giovani Democratici senesi
  • Rodolfo Damigelli, consigliere comunale lista civica RiFare Torrita
  • Marisa La Stella, Partito Comunista della Valdichiana

Inoltre hanno contributo alla discussione con servizi esterni e interviste telefoniche:

  • Vittorio Bugli, assessore della Regione Toscana
  • Michele Manelli, azienda agricola Salcheto
  • Alessio Bucciarelli, responsabile sviluppo locale Apea
  • Chiara Criscuoli, responsabile ufficio GiovaniSì
  • Claudio Del Re, direttore Terre Regionali Toscane
  • Claudio Franci Antonio Parlapiano, Cefoart Siena

Libero Accesso è una trasmissione aperta al contributo di tutti, che continua nel suo approfondimento giornalistico sui tremi trattati in studio anche nel magazine online “La Valdichiana”. Come un wi-fi libero, tutti possono connettersi e inviare i loro contributi, che possono essere letti e commentati in diretta, oppure partecipare alla conversazione online. Nel corso della trasmissione è infatti possibile interagire attraverso l’indirizzo mail liberoaccesso@teleidea.it, la pagina facebook e l’hashtag su twitter #LiberoAccesso.

Documentazione sull’ottava puntata

Per la copertina che ha introdotto l’argomento della serata è stata realizzata un’infografica sulla situazione della banda larga in Toscana e in Valdichiana, per mettere in luce le opportunità di innovazione delle imprese per le tecnologie digitali e il superamento del divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è invece escluso: INTERNET E BANDA LARGA

Questi alcuni link relativi ai servizi esterni realizzati e ai partecipanti alla discussione in studio:

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Internet e banda larga: la situazione in Toscana e in Valdichiana

La connessione a banda larga è diventata un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo delle imprese, per l’innovazione tecnologica e per il superamento del digital divide, ovvero il divario…

La connessione a banda larga è diventata un tema di fondamentale importanza per lo sviluppo delle imprese, per l’innovazione tecnologica e per il superamento del digital divide, ovvero il divario digitale esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso. Anche se le città e i territori storicamente più produttivi sono interessati maggiormente dalla “rivoluzione digitale” rispetto ai territori periferici, anche in Valdichiana cresce la richiesta di infrastrutture all’avanguardia, fibra ottica e connessione internet ad alta velocità.

Proprio di fibra ottica ha parlato la Regione Toscana, attraverso un nuovo piano per abbattere il digital divide e favorire lo sviluppo economico, con particolare attenzione all’ultimo miglio e all’arrivo della banda larga anche nei comuni più distanti dai grandi centri urbani. Nell’infografica che segue possiamo vedere l’evoluzione della velocità della fibra ottica in Toscana negli ultimi due anni, con particolare attenzione ai comuni della provincia di Siena.

 

 

 

Quali sono le opportunità per le imprese e per i servizi ai cittadini, quali sono le ricette più indicate per favorire l’innovazione e l’occupazione giovanile collegate al settore delle nuove tecnologie digitali? Ne parleremo martedì 14 aprile nel corso dell’ottava e ultima puntata di Libero Accesso, in diretta su Tele Idea (canali 86-625-699 del digitale terrestre) e con gli approfondimenti online nel corso di questa settimana!

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L’agricoltura sociale come modello di welfare rurale

L’agricoltura sociale come frontiera di innovazione per la costruzione di sistemi di welfare nelle aree rurali: questo il tema del principale convegno della 13° edizione di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo…

L’agricoltura sociale come frontiera di innovazione per la costruzione di sistemi di welfare nelle aree rurali: questo il tema del principale convegno della 13° edizione di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è svolto ad Arezzo dal 14 al 16 novembre. Il convegno ha visto la partecipazione delle associazioni di volontariato, delle associazioni di categoria e dei rappresentati istituzionali, tra cui il viceministro delle politiche agricole Andrea Olivero.

L’agricoltura sociale intende favorire il reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità, fornire nuove opportunità economiche a imprese e cooperative, svolgere attività didattiche e servizi socio-assistenziali. È al centro di una legge in discussione in Parlamento, che fornirà le linee guida attraverso i governi regionali e locali potranno applicare politiche innovative di welfare territoriale.

agritour 3AgrieTour non poteva che essere il contenitore ideale per questo tema, come ha illustrato Angela Galasso, del consiglio direttivo di AiCare, l’associazione che si occupa di promuovere le conoscenze in materia di agricoltura sociale e agricoltura civica:

“AgrieTour si è evoluto dal tema degli agriturismi a quello dell’agricoltura multifunzionale. L’agriturismo è stato un modello di successo, e l’agricoltura sociale è l’evoluzione di quel modello. Fornirà importanti opportunità di sviluppo per tutto il settore.”

Le caratteristiche dell’agricoltura sociale sono state illustrate da Giuseppe Cacopardi, direttore generale dello Sviluppo Rurale delle infrastrutture e dei servizi del MIPAAF:

“La legge sull’agricoltura sociale è stata approvata alla Camera, sulla base delle esperienze positive che già sono state avviate in alcune regioni italiane. Ad esempio le Marche, la Toscana e il Piemonte. L’agricoltura sociale ha quattro caratteristiche: l’azienda agricola che assume persone in difficoltà, l’azienda agricola che eroga servizi sociali, la funzione di assistenza medica alla terapia della riabilitazione psichica e fisica, l’opportunità formativa delle fattorie didattiche e delle altre attività relative alla scuola. Il lavoro che abbiamo fatto nel corso degli anni con l’agriturismo va adesso intrapreso per l’agricoltura sociale. Oltre al valore sociale, c’è anche un fondamentale valore economico.”

Esperienze positive di agricoltura sociale hanno trovato il loro spazio durante il convegno. È il caso della Società della Salute Valdera/Pisa/Alta Val di Cecina, illustrata da Giovanni Forte: le esperienze di integrazione di soggetti in difficoltà hanno portato a interventi efficaci di welfare rurale, responsabilità sociale d’impresa e consumo responsabile. La circolazione dei prodotti agricoli è stata possibile anche grazie a gruppi di acquisto solidale.

Un altro esempio positivo è stato illustrato da Francesca Durastanti, con il progetto “I buoni frutti”, marchio e sistema di franchising per lo sviluppo dell’agricoltura sociale. Dall’esperienza dell’agricoltura civica nasce un progetto per valorizzare i prodotti realizzati dall’agricoltura sociale e promuovere le buone prassi oltre a favorire la rete tra i soggetti coinvolti. Un modello originale di franchising sociale a cui possono partecipare non soltanto imprese ma anche territori, consorzi e comuni.

È stata portata a supporto della discussione anche l’esperienza della cooperativa sociale agricola “Cavoli Nostri”, presentata da Stefania Fumagalli: fondata nel 2011, la cooperativa risponde a bisogni di persone in difficoltà in provincia di Torino, utilizza terreni che erano immobilizzati e dona opportunità di inserimento socio-lavorativo a disabili, rifugiati, marginali. Una positiva esperienza di collaborazione nei processi produttivi agricoli e collaborazione con i settori pubblici e socio-assistenziali.

Molto importante il lavoro svolto dal Cesvot nel settore dell’agricoltura sociale, come ha sottolineato Leonardo Rossi, presidente della sezione di Arezzo:

“Stiamo mappando le associazioni e i progetti di agricoltura sociale in Toscana per arrivare a un registro e a una banca dati unica. Dobbiamo  cominciare a parlare di retro-innovazione: l’innovazione che guarda al passato, a una realtà che era andata perduta. Fino agli anni ’50 oltre il 70% degli occupati lavoravano in agricoltura, poi con il boom industriale abbiamo assistito all’industrializzazione, all’abbandono delle campagne e dell’agricoltura che è stata considerata come un elemento secondario nella visione economica del Paese. Oggi, in un’epoca post-industriale di terziario avanzato, l’agricoltura viene riscoperta. Le associazioni di volontariato hanno un ruolo importante in questa fase, come soggetti promotori di innovazione sociale.”

convegno olivero 2Il convegno è terminato con la tavola rotonda con il mondo delle associazioni di categoria e i rappresentanti istituzionali: hanno partecipato Giuseppe Cornacchia per la CIA, Francesco Fratto per l’Agritrust Confagricoltura, Tulio Marcelli per la Coldiretti, Cristina Martellini per la Regione Marche e Riccardo Brocardo per la Regione Piemonte. Francesco di Iacovo, componente del comitato consultivo MIPAAF, ha ribadito l’importanza dell’agricoltura sociale come modello per il welfare rurale: attualmente le risorse del welfare, sempre in diminuzione, fluiscono principalmente nei centri urbani. Per questo motivo, nei territori periferici è necessario sperimentare nuove forme di innovazione sociale. Sarà necessario condividere le buone pratiche per favorire opportunità economiche e occupazionali.

La chiusura del convegno è stata affidata ad Andrea Olivero, Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali:

“Si arriva alla legge sull’agricoltura sociale dopo un lungo percorso di crescita e sviluppo. Non sono le leggi che fanno nascere le buone idee, ma è compito dello Stato e delle istituzioni riconoscere ciò che emerge dalle attività sociali ed economiche. Grazie ai pionieri, l’agricoltura sociale ha superato questa soglia e deve essere riconosciuta: non è una gentile concessione del Governo ma un nostro dovere, mettere in campo una normativa per consolidare e potenziare il settore.

Oggi più che mai è necessario custodire il nostro territorio e il soggetto principe sono le imprese agricole. In molti casi, da sole non possono svolgere queste funzioni, per via dell’abbandono del territorio rurale delle aree interne. E per ricostruire il territorio non ci si può limitare a ricostruire le opere, non si può ripristinare e basta. Bisogna anche ricostruire le comunità, lavorare nell’ottica di rendere un territorio vivo, assieme alle imprese. Per quarant’anni abbiamo abbandonato questa strategia, lasciando i territori rurali a loro stessi. Per ricostruire una comunità sono necessari servizi e welfare diffuso. Il tema sociale non è quindi un valore aggiunto, ma un elemento cruciale e fondamentale.

Noi ci assumiamo l’impegno di finire in tempi rapidi l’iter legislativo e poi di far conoscere la legge sull’agricoltura sociale per applicarla. Questo è un momento favorevole per accedere alle opportunità del Piano di Sviluppo Rurale, ed è un lavoro che dobbiamo fare in rete con le associazioni di volontariato e di categoria.”

 

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Banca Valdichiana: obiettivo puntato sulla Valdichiana

L’intera giornata di sabato 15 novembre sarà dedicata da Banca Valdichiana a questo territorio che rappresenta la sua area di riferimento. Nella mattinata, infatti, si svolgerà il convegno “Valdichiana: tradizione…

L’intera giornata di sabato 15 novembre sarà dedicata da Banca Valdichiana a questo territorio che rappresenta la sua area di riferimento. Nella mattinata, infatti, si svolgerà il convegno “Valdichiana: tradizione e innovazione” nell’ambito di Agri e Tour ad Arezzo, mentre nel pomeriggio verrà inaugurata a Cortona la mostra delle foto inviate nell’ambito del concorso “Sguardi sulla Valdichiana” promosso dall’associazione “Noi Giovani” di Banca Valdichiana.

Banca Valdichiana insieme con BIT spa e Iccrea BancaImpresa, società sue partner per il “Progetto 3A”, allo scopo di mettere in luce le potenzialità economiche del territorio della Valdichiana dal punto di vista dell’agricoltura, agroalimentare e ambiente, sarà presente con un proprio stand ad AGRIeTOUR, salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale, che si terrà ad Arezzo presso il Centro Arezzo fiere e Congressi dal 14 al 16 novembre. Nella mattinata di sabato 15 novembre, a partire dalle 10, si svolgerà nell’ambito di AgrieTour il convegno “Valdichiana: tradizione e innovazione”, promosso da Confesercenti. Al convegno interverranno la Presidentessa di Banca Valdichiana, Mara Moretti, e il Direttore Fulvio Benicchi, il direttore di Confesercenti Arezzo, Mario Checcaglini, l’assessore alle politiche economiche di Cortona, Albano Ricci, il professor Pierluigi Rossi, medico specialista in scienze dell’alimentazione. Quest’ultimo parlerà dei cereali della Valdichiana, tra tradizione e innovazione, e ci sarà anche una rappresentanza dell’Istituto Vegni di Cortona, che illustrerà il progetto avviato in collaborazione anche con la Banca, che darà vita ad una cooperativa scuola-lavoro, che consentirà ai ragazzi, una volta finiti gli studi presso l’Istituto agrario, di fare le esperienze necessarie per inserirsi poi nel mondo del lavoro. Banca Valdichiana sarà presente al salone nazionale Agri e Tour con  grande stand per tutti e tre i giorni della Fiera:

“un’ottima opportunità – spiegano la Presidente Moretti e il Direttore Benicchi della BCC – per illustrare agli operatori non solo del territorio, ma di livello nazionale, i servizi e le opportunità che la Banca mette loro a disposizione in questo settore grazie alla collaborazione con istituzioni e società partner”.

Nel pomeriggio di sabato 15 novembre invece, alle ore 15, verrà inaugurata a Cortona, in via Nazionale 60, la mostra fotografica “Sguardi sulla Valdichiana” nell’ambito della quale verranno esposte le cinquanta foto ritenute più belle tra quelle inviate in occasione dell’omonimo concorso indetto da “Noi Giovani”, l’associazione che riunisce i soci di Banca Valdichiana di età inferiore ai 35 anni. Tra le foto esposte saranno presenti anche le sei foto vincitrici selezionate dalla giuria composta da Antonio Carloni, Alessio Barbini e Nicola Tiezzi. Ai loro autori – Marco Mazzolai di Torrita di Siena, Giacomo Bischeri di Monte San Savino, Michele Genito di Montepulciano, Federico Cacioli di Castiglion Fiorentino, Maura Talozzi di Chiusi e Luca Micheli di Chianciano – verranno consegnati i premi sabato 22 novembre a Chiusi, nell’ambito della cerimonia di consegna delle Borse di Studio di Banca Valdichiana. Tra le cinquanta foto in mostra, i visitatori inoltre potranno scegliere  le dodici immagini che preferiscono, e che andranno ad abbellire il calendario 2015 di Banca Valdichiana.

Comunicato Stampa di Banca Valdichiana del 12/11/2014. Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Progetto UDOO: l’innovazione unita alla creatività

Una settimana fa è uscito un articolo riguardo alla mia visita al Maker Faire 2014, svoltosi a Roma a inizio ottobre, dove ho curiosato nel mondo dei makers e dell’innovazione tecnologica…

Una settimana fa è uscito un articolo riguardo alla mia visita al Maker Faire 2014, svoltosi a Roma a inizio ottobre, dove ho curiosato nel mondo dei makers e dell’innovazione tecnologica open source. Voglio ora dedicarmi a uno dei progetti che in particolare ha catturato la mia attenzione. Si tratta del progetto UDOO, di casa senese e aretina, che presento attraverso le parole di uno dei co-fondatori, Maurizio Caporali.
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Buongiorno, puoi dare ai lettori della Valdichiana.it una visione generale del progetto?

Si tratta di una scheda, un piccolo computer che unisce un po’ due mondi: quello di Arduino e quello di Raspberry Pi. Da Arduino, microprocessore che collega in maniera semplice dei sensori, a Raspberry Pi, pc open source nato nel 2012, abbiamo voluto creare UDOO (dall’inglese “You do”, Tu Fai). Noi lavoravamo già con Arduino da molti anni, dal 2006 o 2007, e avevamo bisogno di utilizzarlo con un computer; invece abbiamo pensato a qualcosa che fosse non solo più piccolo, ma che unisse sia la parte Arduino che la parte computer. Collegando UDOO a un monitor e a una tastiera, funziona come computer, utile per sviluppare idee, per creare cose.

Si tratta di una tecnologia open source sia dal punto di vista hardware che software, quindi qualsiasi tipo di risorsa che trovi in rete la puoi utilizzare per costruire quel che vuoi. Ci sono due processori: uno è la parte Arduino, l’altro un processore più potente che è il sistema operativo principale, che può essere Linux o Android. Si può scegliere uno dei due, si può cambiare rispetto alle proprie esigenze, dimostrando la flessibilità di questa scheda.

Diciamo che siamo partiti da Arduino per sviluppare un qualcosa che servisse a dare spazio alla creatività: per esempio, se vuoi un player video capace di cambiare video attraverso l’uso della mano, con UDOO lo puoi fare. Dipende comunque dal tipo di applicazione; in alcuni casi serve solo Arduino, ma in altri, a seconda delle specifiche esigenze di ognuno, non basta.

Presentazione Kickstarter del progetto UDOO

A chi è rivolto e quali possono essere le sue applicazioni?

Prima di tutto dal punto di vista educativo è molto utile, perché hai un computer che occupa pochissimo spazio ed è funzionale. Perfetto per la formazione, costa meno di cento euro e consuma intorno a 5-7 watt, mentre un Pc normale 70 più o meno. Abbiamo un laboratorio di computer con 30 schede UDOO che consuma sotto il chilowatt.

A Buonconvento, dove hanno inaugurato un museo della Mezzadria, abbiamo sostituito dei computer “alluvionati”, a un prezzo di costo bassissimo, con le schede UDOO. L’impatto dal punto di vista del costo della scheda e del consumo che si ha, produce il risultato di risparmiare circa 1500 euro l’anno di energia elettrica per venti schede; insomma, in un anno si rientra del costo.

Lo puoi utilizzare per programmare: non ha certo le performance di un computer di ultima generazione, ma dal punto di vista educativo, se devo programmare nei linguaggi di programmazione tipici (C, Java, eccetera) puoi farlo tranquillamente.

Inoltre si può utilizzare per l’elettronica, per l’elettrotecnica: ci collego un motore e faccio, per esempio, un sistema di riconoscimento facciale oppure ci costruisco un robot (vedi video sottostante). Gli oggetti che puoi costruire con UDOO possono avere quel qualcosa in più, e non solo la parte computer. Questo, dal punto di vista educativo, è fantastico: non lavori solo davanti a un Pc ma crei nuovi oggetti interattivi, nuovi artefatti.

Vuoi uno stereo di nuova generazione che si collega a Spotify? Lo puoi fare.

Qual è stato lo sviluppo dell’idea di UDOO?
UDOO è nato da due società: Aidilab e Seco: io sono amministratore della prima. Il progetto nasce da me, Antonio Rizzo, appartenente allo stesso modo ad Aidilab, e Daniele Conti, presidente di Seco. È un’idea che abbiamo avuto a fine 2012 e volevamo portarla avanti, produrla; non avendo i finanziamenti, abbiamo pensato di farlo attraverso un’altra modalità: abbiamo scelto il Crowdfounding, attraverso Kickstarter. Nell’aprile 2013 abbiamo lanciato la campagna avendo come obiettivo il raggiungimento di 27mila dollari, mentre siamo arrivati a 640mila! Abbiamo fatto subito la produzione, visto che è piaciuta moltissimo. Si trova ora sul mercato da fine 2013-inizio 2014, e siamo già diventati tra le dieci schede di questo tipo, chiamate Single Board Computer, più conosciute al mondo.

Un esempio applicativo: Mario, il robottino
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Aggiunge, invece, Michelangelo Guarise, Creative and Developer di UDOO:
Non è solo informatica: oltre alla parte informatica e ingegneristica, UDOO è arte, creatività, design e rapporto umano. Uno strumento tecnologico che può essere applicato in moltissimi modi, dal giochino per adolescente al robot umanoide. Qui, per esempio, abbiamo un drone, che è capace di mandare immagini in real time grazie alla nostra scheda UDOO. Si tratta di un utilizzo che hanno solo i droni più sofisticati: noi mettiamo a disposizione una tecnologia avanzatissima a un costo che, in confronto, è bassissimo.
UDOO è una piattaforma estremamente potente e flessibile: pensa che verrà mandato sulla luna, in quanto selezionato per un progetto nel quale è previsto l’utilizzo di UDOO, un prodotto italiano sviluppato tra Siena e Arezzo, come cervello di un robot capace di girare sulla luna.
Riguardo a questo aspetto, rimando a questo link.
rover1
Carnegie Mellon University’s prototype lunar rover, “Andy.”
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Per coloro che desiderano approfondire le capacità e le applicazioni di UDOO, ecco alcuni link utili:
Qui e qui troverete due video riguardo al Joystick più grande del mondo, che ha riscosso un grande successo a New York.
Qui il video di un progetto multimediale, qui quello di una macchinina radiocomandata.
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Materiale video e link in uscita forniti cortesemente da Michelangelo Guarise, UDOO.
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Ricerca e sviluppo: a Siena la presentazione di tre nuovi bandi

Novità in vista per le imprese che puntano su innovazione e ricerca. Per tutti i tipi di imprese, micro, piccole, medie e grandi, in particolare nei settori di punta delle…

Novità in vista per le imprese che puntano su innovazione e ricerca. Per tutti i tipi di imprese, micro, piccole, medie e grandi, in particolare nei settori di punta delle nuove tecnologie. A settembre saranno pubblicati i tre nuovi bandi che mettono a disposizione contributi per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione.

«Abbiamo voluto fare una scelta di rottura con il passato. Era essenziale dare nuovo impulso alle imprese e i nuovi bandi guardano in particolar modo a quelle più dinamiche, a quelle che sono in grado di camminare fin da subito con le proprie gambe e garantiscono un uso dei fondi capace di moltiplicare gli effetti dell’investimento, che possono fare da traino alle altre, contribuendo a far crescere davvero competitività e occupazione. Entro gennaio avremo una graduatoria e cominceremo a finanziare chi è in grado di spendere subito. La valutazione dei progetti si baserà sul grado di novità, sulle possibilità di incremento dell’occupazione, sulla concretezza e lo sfruttamento aziendale dei risultati, sul risparmio energetico, sulle competenze coinvolte, la sostenibilità finanziaria, sulle imprese con certificazione ambientale». E’ questo il messaggio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha rivolto stamani a Siena, al forum organizzato dalla Regione per far conoscere i nuovi bandi, a Palazzo Patrizi.

«Proprio ieri in giunta abbiamo approvato una novità ulteriore – ha spiegato l’assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini – che rende più facile l’accesso ai finanziamenti per i progetti di piccole dimensioni. Così, nel bando dedicato alle micro, piccole e medie imprese, abbiamo deciso di abbassare il costo minimo del progetto, per le imprese in cooperazione, da 250 mila euro a 200 mila euro (l’importo massimo resta 3 milioni). Non solo. Per le imprese che presentano un progetto singolarmente c’è un abbassamento della soglia massima del costo per progetto, che passa a 200 mila euro da 250. La soglia minima resta fissata a 50 mila euro. Ad essi si aggiungeranno i voucher per la micro impresa per progetti da 15 a 50 mila euro. Questo ulteriore accorgimento renderà più flessibile uno strumento che già abbiamo pensato proprio per premiare la volontà delle imprese di ripensarsi in un’ottica più dinamica e competitiva».

Il forum, dove ha portato un saluto il sindaco di Siena Bruno Valentini, è stato concluso dal presidente Rossi dopo un intenso dibattito, aperto dall’assessore Simoncini. Nel corso dell’incontro, l’analisi del contesto economico da parte del direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti.

«Oggi possiamo dare al mondo produttivo toscano un’altra buona notizia – ha detto Simoncini – perchè questa data segnava la dead line per la presentazione alla commission europea del nuovo Por, il documento programmatico della nostra regione per il Fondo europeo dei sviluppo regionale per il periodo 2014-20. La giunta l’ha approvato ieri, mentre la scorsa seduta aveva approvato quello per il Fondo sociale europeo. I due fondi insieme porteranno circa 1 miliardo e 500 milioni di risorse, essenziali per lo sviluppo della Toscana. Siamo perfettamente nei tempi prescritti. Abbiamo fatto la nostra parte e ci auguriamo che entro l’anno si chiuda la trattativa con la Commissione Ue. Nel frattempo però, abbiamo deciso di anticipare i fondi per far partire subito i bandi e non ritardare gli aiuti indispensabili per contrastare la crisi con l’innovazione del nostro sistema produttivo. L’abbiamo fatto, appunto, trovando nel bilancio della Regione parte delle risorse che dalla Ue ancora non sono in grado di arrivare. Si tratta di 82 milioni di risorse. E’ da qui che sono tratti gli 8 milioni, destinati ad aumentare e che al momento finanziano i bandi che presentiamo oggi».

Tre bandi, un nuovo modello. I tre bandi sono, nel dettaglio: progetti strategici di ricerca e sviluppo, dedicato alle imprese più grandi associate con altre di diverse dimensioni; progetti di ricerca e sviluppo delle pmi, singole o associate; aiuti all’innovazione delle pmi, singole o associate. Le imprese potranno presentarsi in partenariato con gli organismi di ricerca. I bandi saranno strutturati con un modello “a due fasi”, ovvero una prima fase di presentazione e valutazione delle idee progettuali che poi saranno validate da soggetti esperti e sulla base di una griglia precisa di criteri prefissati. La seconda, vedrà la presentazione dei progetti esecutivi per quelli che hanno superato la prima soglia. (Per un approfondimento ulteriore vedi risorse correlate)

La crisi ha colpito anche la Toscana. Ma, come spiega l’Irpet , c’è uno zoccolo duro di imprese che resistono. «Questa regione – ha concluso Rossi – è ancora in piedi. Qui, nonostante la crisi, ci sono 3.500 aziende dinamiche che, proprio in questi anni, hanno aumentato fatturato e occupazione. Ma non tutto va bene, anche da noi l’emergenza è il lavoro. Ma la Toscana riesce ad essere competitiva e ad attrarre investimenti. Ci sono quindi le condizioni per reagire alla crisi. La scelta che abbiamo fatto con questa nuova impostazione dei fondi comunitari è una spinta ad andare in questa direzione. A queste si aggiungono gli interventi di ingegneria finanziaria, i piccoli prestiti per le pmi, quelli per favorire il risparmio energetico delle imprese e anche misure a favore del turismo, un altro importante motore di crescita della nostra economia».

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Luci Sul Lavoro: si discute di politiche industriali, del lavoro e di innovazione nelle imprese

Il collegamento tra politiche industriali e politiche del lavoro da una parte, l’innovazione nelle imprese e lo sviluppo dei nuovi mestieri dall’altra, sono stati il cuore della seconda giornata del…

Il collegamento tra politiche industriali e politiche del lavoro da una parte, l’innovazione nelle imprese e lo sviluppo dei nuovi mestieri dall’altra, sono stati il cuore della seconda giornata del festival “Luci sul Lavoro” di Montepulciano.

La prima tematica è stata affrontata nel convegno di venerdì 11 luglio che ha aperto il programma. Il filo conduttore tra i vari contributi, da quello introduttivo di Raffaele Morese dell’associazione Nuovi Lavori a quello conclusivo del senatore Giorgio Santini, è stato il forte collegamento che dovrebbe esserci tra interventi per favorire l’occupazione, sostegno ai settori produttivi, ricerca, e riforme per migliorare la competitività del sistema Italia. Un mix composito ma necessario per far ripartire l’economia italiana e tornare a una forte creazione di posti di lavoro.

Il focus si è poi spostato sulla sfida del cambiamento dei processi per far entrare l’innovazione nelle imprese. L’obiettivo, come è emerso dal convegno del pomeriggio, dovrebbe essere quello di favorire la nascita nel Paese di un ambiente che promuova la ricerca scientifica e un tessuto imprenditoriale in grado di valorizzarne i risultati e le competenze, anche attraverso lo sviluppo di nuovi mestieri.

Il festival si chiuderà oggi 12 luglio con il dibattito, alle 15, sulla Garanzia Giovani che vedrà protagonista il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, insieme agli imprenditori Santo Versace, Francesca Amadori, Filippo Callipo e Nicola Fiasconaro, oltre al gruppo musicale dei Baustelle. Sarà l’occasione per tracciare un primo punto sull’attuazione in Italia del piano europeo per l’occupazione giovanile.

La Piazza Grande di Montepulciano ospiterà il concerto di chiusura della tre giorni con l’esibizione del noto gruppo musicale dei Baustelle. Il concerto “Fantasma – Titoli di Coda” dei Baustelle, in programma sabato sera, alle 21.00, in Piazza Grande, ad ingresso gratuito, nell’ambito del festival “Luci sul Lavoro”, rappresenta un segno di attenzione che la popolarissima band, nata a Montepulciano, esprime al territorio ed in particolare all’Amministrazione Comunale che, credendo al progetto del nuovo album da cui è nato il tour, mise a disposizione i locali della Fortezza per la registrazione di Fantasma.

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Con i fondi europei, la Toscana punta sul turismo sostenibile

Buone prospettive per lo sviluppo del turismo: grazie all’utilizzo dei fondi europei, la Regione Toscana punta a innovazione e sostenibilità. L’assessore regionale Sara Nocentini è intervenuta il 17 giugno al convegno…

Buone prospettive per lo sviluppo del turismo: grazie all’utilizzo dei fondi europei, la Regione Toscana punta a innovazione e sostenibilità. L’assessore regionale Sara Nocentini è intervenuta il 17 giugno al convegno organizzato da Regione, NeCSTour e Cnr Ibimet, in merito ai temi della ricerca e dell’innovazione nel settore turistico.

“Mentre si chiude una tranche settennale dei Fondi strutturali europei e se ne sta aprendo un’altra, la Toscana intende continuare a svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo del turismo, proseguendo nell’opera di realizzazione di progetti innovativi centrati sulla ricerca e la sostenibilità”.

“L’obiettivo che ci poniamo – ha aggiunto – è raggiungere modelli di gestione utili ad uno sviluppo sostenibile a partire proprio dai prossimi sette anni di Fse. Per questo serve una politica di settore tesa alla valorizzazione di tutte le destinazioni capaci di essere vincenti ad ogni livello, a partire da una forte capacità di promozione. Il nostro lavoro punta ad un coordinamento forte di tutti i soggetti interessati, capaci di mostrare a chi arriva in Toscana un volto unito e solidale, dove non un solo tassello può indebolire l’immagine di insieme”.

“Accanto a questo – è la conclusione dell’assessore Nocentini – c’è la consapevolezza che oggi lo sviluppo deve essere intelligente; ma lo diventa soprattutto attraverso una spinta che nasce complessivamente dalla rete chi crea il sistema del commercio e del turismo. Una spinta anche semplice, che può tradursi anche solo attraverso l’assunzione esemplarmente innovativa di un giovane a rappresentare la direzione verso il futuro. Proprio dal seminario di oggi, nasce l’esigenza di creare una rete coordinata di università toscane, CNR e centri di ricerca a servizio dell’innovazione dell’intero settore. Con questi nuovi strumenti ci apprestiamo ad iniziare la programmazione per i prossimi sette anni“.

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Expo 2015: la Toscana regala 100 mila euro per le idee migliori

Un “concorso di idee”, con un premio in denaro, per raccogliere le migliori buone pratiche, già sviluppate e operanti in Toscana e le idee innovative Idee innovative e buone pratiche…

Un “concorso di idee”, con un premio in denaro, per raccogliere le migliori buone pratiche, già sviluppate e operanti in Toscana e le idee innovative

Idee innovative e buone pratiche in vista di Expo 2015. E’ questo il tema di una “call for ideas”, un “concorso di idee”, con un premio in denaro, per raccogliere le migliori buone pratiche, già sviluppate e operanti in Toscana e le idee innovative, che devono essere applicabili, da portare all’Expo 2015 come biglietto da visita dell’eccellenza toscana.
Dovranno essere coerenti con il tema dell’Expo “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e in particolare con i sottotemi: scienza e tecnologia per la sicurezza e la qualità alimentare, scienza e tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità, innovazione della filiera agroalimentare, educazione alimentare, nonché “per quanto ad essi riconducibili”, gli aspetti energetici, quelli culturali, sanitari, paesaggistici, ambientali e sociali.
Per individuare le proposte più originali ed efficaci e coinvolgere il maggior numero possibile di interessati la Regione ha emesso un avviso pubblico che consente di candidarsi attraverso la compilazione e l’invio di uno specifico modello allegato.

Due le sezioni: idee innovative e buone pratiche.
Per idee innovative si intende il frutto di un’attività di studio o ricerca svolto da soggetti pubblici o privati i cui risultati ne prefigurano una diretta applicazione, in sostanza si richiedono soluzioni che attendono solo di essere messe in pratica. Possono candidarsi a presentare proposte in questa sezione le imprese e i ricercatori delle università, delle scuole di alta formazione e degli enti di ricerca pubblici e privati toscani.
Le buone pratiche devono invece consistere in esperienze già in atto, sviluppate e operanti in Toscana, meglio se idonee ad essere diffuse e replicabili in situazioni analoghe a quella originale. Possono candidarsi a presentare proposte in questa sezione le imprese, i professionisti, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, associazioni e fondazioni, i consorzi di tutela e le associazioni di valorizzazione dei prodotti riconosciuti come DOP e IGP ai sensi dei regolamenti UE.

Le prime 10 proposte che verranno selezionate in ciascuna sezione saranno presentate dalla Toscana in occasione delle manifestazioni in programma a Expo Milano 2015.
A ciascuna sarà riconosciuto un premio in denaro dell‘importo di 5 mila euro, per un somma complessiva di 100 mila euro, che è stata stanziata da una delibera di giunta.
Tutte le proposte dichiarate ammissibili dopo l’esame di un’apposita commissione, composta da rappresentanti della Regione, delle tre Università Toscane, della Scuola Superiore Sant’Anna, della Scuola Normale Superiore di Pisa, del CNR, dell’IRPET e di Unioncamere Toscana, saranno pubblicate in un catalogo che sarà presentato dalla Regione a Expo 2015.

Con questa iniziativa la Regione mira ad un doppio risultato: evidenziare ulteriormente le eccellenze toscane e creare visibilità e opportunità per coloro che hanno trovato soluzioni ingegnose e creative sui temi coerenti con l’Expo 2015. La vetrina di Milano sarà così un’opportunità di contatto con imprenditori disposti ad investire in Toscana per sviluppare idee innovative e buone pratiche selezionate dalla “call for ideas”.

Il bando sarà consultabile dal 28 maggio sul Burt, il bollettino ufficiale della Regione.

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