Novità in vista per le imprese che puntano su innovazione e ricerca. Per tutti i tipi di imprese, micro, piccole, medie e grandi, in particolare nei settori di punta delle nuove tecnologie. A settembre saranno pubblicati i tre nuovi bandi che mettono a disposizione contributi per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione.

«Abbiamo voluto fare una scelta di rottura con il passato. Era essenziale dare nuovo impulso alle imprese e i nuovi bandi guardano in particolar modo a quelle più dinamiche, a quelle che sono in grado di camminare fin da subito con le proprie gambe e garantiscono un uso dei fondi capace di moltiplicare gli effetti dell’investimento, che possono fare da traino alle altre, contribuendo a far crescere davvero competitività e occupazione. Entro gennaio avremo una graduatoria e cominceremo a finanziare chi è in grado di spendere subito. La valutazione dei progetti si baserà sul grado di novità, sulle possibilità di incremento dell’occupazione, sulla concretezza e lo sfruttamento aziendale dei risultati, sul risparmio energetico, sulle competenze coinvolte, la sostenibilità finanziaria, sulle imprese con certificazione ambientale». E’ questo il messaggio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha rivolto stamani a Siena, al forum organizzato dalla Regione per far conoscere i nuovi bandi, a Palazzo Patrizi.

«Proprio ieri in giunta abbiamo approvato una novità ulteriore – ha spiegato l’assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini – che rende più facile l’accesso ai finanziamenti per i progetti di piccole dimensioni. Così, nel bando dedicato alle micro, piccole e medie imprese, abbiamo deciso di abbassare il costo minimo del progetto, per le imprese in cooperazione, da 250 mila euro a 200 mila euro (l’importo massimo resta 3 milioni). Non solo. Per le imprese che presentano un progetto singolarmente c’è un abbassamento della soglia massima del costo per progetto, che passa a 200 mila euro da 250. La soglia minima resta fissata a 50 mila euro. Ad essi si aggiungeranno i voucher per la micro impresa per progetti da 15 a 50 mila euro. Questo ulteriore accorgimento renderà più flessibile uno strumento che già abbiamo pensato proprio per premiare la volontà delle imprese di ripensarsi in un’ottica più dinamica e competitiva».

Il forum, dove ha portato un saluto il sindaco di Siena Bruno Valentini, è stato concluso dal presidente Rossi dopo un intenso dibattito, aperto dall’assessore Simoncini. Nel corso dell’incontro, l’analisi del contesto economico da parte del direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti.

«Oggi possiamo dare al mondo produttivo toscano un’altra buona notizia – ha detto Simoncini – perchè questa data segnava la dead line per la presentazione alla commission europea del nuovo Por, il documento programmatico della nostra regione per il Fondo europeo dei sviluppo regionale per il periodo 2014-20. La giunta l’ha approvato ieri, mentre la scorsa seduta aveva approvato quello per il Fondo sociale europeo. I due fondi insieme porteranno circa 1 miliardo e 500 milioni di risorse, essenziali per lo sviluppo della Toscana. Siamo perfettamente nei tempi prescritti. Abbiamo fatto la nostra parte e ci auguriamo che entro l’anno si chiuda la trattativa con la Commissione Ue. Nel frattempo però, abbiamo deciso di anticipare i fondi per far partire subito i bandi e non ritardare gli aiuti indispensabili per contrastare la crisi con l’innovazione del nostro sistema produttivo. L’abbiamo fatto, appunto, trovando nel bilancio della Regione parte delle risorse che dalla Ue ancora non sono in grado di arrivare. Si tratta di 82 milioni di risorse. E’ da qui che sono tratti gli 8 milioni, destinati ad aumentare e che al momento finanziano i bandi che presentiamo oggi».

Tre bandi, un nuovo modello. I tre bandi sono, nel dettaglio: progetti strategici di ricerca e sviluppo, dedicato alle imprese più grandi associate con altre di diverse dimensioni; progetti di ricerca e sviluppo delle pmi, singole o associate; aiuti all’innovazione delle pmi, singole o associate. Le imprese potranno presentarsi in partenariato con gli organismi di ricerca. I bandi saranno strutturati con un modello “a due fasi”, ovvero una prima fase di presentazione e valutazione delle idee progettuali che poi saranno validate da soggetti esperti e sulla base di una griglia precisa di criteri prefissati. La seconda, vedrà la presentazione dei progetti esecutivi per quelli che hanno superato la prima soglia. (Per un approfondimento ulteriore vedi risorse correlate)

La crisi ha colpito anche la Toscana. Ma, come spiega l’Irpet , c’è uno zoccolo duro di imprese che resistono. «Questa regione – ha concluso Rossi – è ancora in piedi. Qui, nonostante la crisi, ci sono 3.500 aziende dinamiche che, proprio in questi anni, hanno aumentato fatturato e occupazione. Ma non tutto va bene, anche da noi l’emergenza è il lavoro. Ma la Toscana riesce ad essere competitiva e ad attrarre investimenti. Ci sono quindi le condizioni per reagire alla crisi. La scelta che abbiamo fatto con questa nuova impostazione dei fondi comunitari è una spinta ad andare in questa direzione. A queste si aggiungono gli interventi di ingegneria finanziaria, i piccoli prestiti per le pmi, quelli per favorire il risparmio energetico delle imprese e anche misure a favore del turismo, un altro importante motore di crescita della nostra economia».

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