La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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“Visit Chiusi” e l’eredità degli Etruschi

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così…

La Valdichiana è stata una delle sedi più importanti della civiltà etrusca, e tutte le attuali cittadine di questo territorio sono chiamate a fare i conti con un passato così importante, e per certi versi così ingombrante. A prescindere dalle vicissitudini del medioevo o del rinascimento, i borghi della Valdichiana mantengono forti tracce del passato etrusco e devono affrontare la difficile sfida della loro riscoperta e valorizzazione.

Chiusi è una delle città che maggiormente vive questa grande sfida. È stata una delle capitali della civiltà etrusca, uno dei cardini della dodecapoli e la sede di Porsenna, il lucumone che arrivò persino a sconfiggere Roma e ad assoggettarla al suo dominio. C’era un periodo, quindi, in cui Chiusi poteva vantarsi di essere uno dei centri più importanti di tutta la penisola. L’eredità degli etruschi può diventare una parte importante nella valorizzazione culturale e turistica della città e di tutto il territorio.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa di “Visit Chiusi” inaugurata sabato 15 ottobre presso la Sala Conferenze S.Francesco e la Casa della Cultura, grazie al coinvolgimento dell’amministrazione comunale, delle associazioni, delle imprese e di tutto coloro che sono interessati alle tematiche dell’arte, della cultura e del turismo nella città di Porsenna. Un evento aperto alla partecipazione dal basso e al contributo di tutti, per delineare le strategie di sviluppo per il futuro di Chiusi, che si concluderà il prossimo 12 novembre. L’evento è stato introdotto dalla presentazione dei dati sui flussi turistici e sull’indotto economico generato dal comparto della cultura; successivamente i partecipanti si sono suddivisi in sei tavoli di lavoro tematici (cultura e arte, beni culturali patrimonio e turismo, incoming e accoglienza, attività produttive, associazionismo, comunicazione media e marketing) e i contributi realizzati sono stati dibattuti in un’assemblea pubblica, in attesa di un’analisi da parte di esperti di settore e di un programma attuativo di media/lunga durata messo in campo dall’amministrazione comunale.

Il tema degli etruschi e della loro eredità è stato rapidamente messo al centro della discussione dei diversi tavoli di lavoro: il Museo Nazionale Etrusco fa infatti registrare circa 18mila ingressi annuali, in una città che tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere ha chiuso il 2015 con circa 63mila presenze. Una potenzialità turistica importante, quella fornita dai beni culturali e dal ricchissimo patrimonio archeologico della città, che oltre al museo può offrire esperienze uniche come la visita al Labirinto di Porsenna, alla Tomba della Scimmia o alla Tomba della Pellegrina. La crescita di eventi culturali come il Festival Orizzonti o il Lars Rock Fest si accompagna alla nascita di progetti come Experience Etruria, il  distretto turistico interregionale dell’Etruria e la candidatura a Capitale della Cultura 2018 assieme a Orvieto e Viterbo. Infine, non meno importante, l’inserimento dell’Etruria come linea di indirizzo nel Piano di Sviluppo Regionale della Toscana determina la volontà, anche da parte degli amministratori, di investire su progetti di lunga durata per la valorizzazione del patrimonio etrusco e una reale possibilità di crescita sul piano turistico e culturale.

Ho partecipato con interesse ai tavoli di lavoro di Visit Chiusi, sia perché ritengo fondamentale la partecipazione dal basso a progetti di questo tipo, sia perché la tematica risulta della massima importanza. Ritengo che gli etruschi possano diventare il punto di forza di Chiusi anche in ottica di promozione della destinazione turistica in chiave internazionale, sia attraverso i prodotti già presenti (dal Museo Nazionale Etrusco alle tombe), sia attraverso la creazione di nuove opportunità; ad esempio, lo sviluppo di un grande festival a tema etrusco che possa catalizzare l’attenzione di grandi volumi fuori dalla Valdichiana e dall’Italia.

La Tomba della Pellegrina

La Tomba della Pellegrina

Il Lago di Chiusi, i prodotti tipici locali, gli spettacoli culturali e i percorsi di sport e benessere possono essere elementi molto importanti, ma ritengo che debbano essere considerati a completamento di un’offerta che vede la valorizzazione storica, culturale e turistica degli etruschi al primo posto, sia dei progetti che degli investimenti. In un’ottica di competizione globale, l’eredità della civiltà etrusca è l’elemento identitario forte che caratterizza la città di Porsenna e che può renderla il punto di riferimento di un territorio molto vasto. In questo contesto, il progetto di Visit Chiusi sembra tracciare una linea nella giusta direzione, in sinergia con tutti i prodotti turistici che può offrire la Valdichiana nel suo complesso. Il futuro di Chiusi potrebbe passare proprio per il suo passato, grazie all’immenso patrimonio che ci ha lasciato la civiltà etrusca.

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Prospettiva Valdichiana: quanto si guadagna?

Quanto si guadagna in Valdichiana senese? Il tema dei risparmi familiari in questi giorni risuona costantemente nei notiziari italiani a causa di ciò che è accaduto con il famoso Decreto…

Quanto si guadagna in Valdichiana senese?

Il tema dei risparmi familiari in questi giorni risuona costantemente nei notiziari italiani a causa di ciò che è accaduto con il famoso Decreto Salva-Banche, cioè il provvedimento con cui il governo ha deciso di porre rimedio alla crisi profonda di Banca delle Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara, ma che ha lasciato dietro di sé una lunga serie di polemiche, per gli effetti negativi che ha avuto su migliaia di risparmiatori.

La nuova uscita di Prospettiva Valdichiana, a cui faranno seguito nelle prossime settimane altri approfondimenti legati alla ricchezza familiare, questa settimana andrà ad analizzare i dati del Dipartimento delle Finanze relativi ai redditi dei contribuenti italiani nelle dichiarazioni presentate nel 2014, ovviamente focalizzandosi sull’area provinciale e della Valdichiana Senese in particolare, cercando di capire come si distribuisce il reddito nel nostro territorio. Le elaborazioni sono come di consueto a cura dell’Istituto di Ricerca fiorentino reteSviluppo.

Nel corso del 2014 i contribuenti della Valdichiana Senese hanno dichiarato un reddito complessivo di circa 800 milioni di Euro, che rappresentano il 20,2% della provincia di Siena. Il reddito medio pro capite dei dieci comuni della Valdichiana si attesta a 16.951 euro: il dato è, insieme a quello relativo al Sistema Economico Locale dell’Amiata Valdorcia (16.544 euro), il più basso tra i vari territori della provincia di Siena (il reddito pro capite provinciale è di 19.455 euro). Anche guardando al reddito medio regionale (19.372 euro) e nazionale (18.958 euro), possiamo constatare come la Valdichiana Senese mostri un dato piuttosto basso.

Se, come detto, il reddito complessivo rappresenta il 20,2% dell’intero reddito provinciale, scorporando il dato tra le varie componenti reddituali, notiamo come il reddito proveniente da lavoro dipendente rappresenti il 18,6% di quello provinciale, mentre quello proveniente dalle pensioni rappresenta il 22,2%: tale dinamica è spiegabile dalla struttura piuttosto anziana della popolazione della Valdichiana Senese che vede una quota di pensionati piuttosto alta. Il reddito proveniente dai lavoratori autonomi rappresenta invece il 18% di quello provinciale, mentre quello relativo ai fabbricati rappresenta il 17,8% di quello della provincia di Siena.

Il reddito da lavoro dipendente rappresenta nella Valdichiana Senese il 48,8% del reddito complessivo: il dato è inferiore rispetto al dato provinciale (52,8%), ma anche i dati regionale (51,3%) e nazionale (54,2%) mostrano una quota maggiore della componente del reddito relativa al lavoro dipendente. Nel nostro territorio, infatti, come già segnalato, è la componente relativa al reddito da pensioni a rappresentare una quota superiore alla media (36,8%): in questo caso a livello provinciale (33,4%), regionale (32,7%) e nazionale (31,3%) la percentuale si mantiene più bassa rispetto a quella che troviamo nella Valdichiana Senese.

Le fonti ufficiali mostrano pertanto una situazione reddituale del nostro territorio apparentemente in difficoltà rispetto ad altre realtà provinciale e alle medie regionali e nazionali. La struttura della popolazione piuttosto anziana fa in modo che la componente attiva sia più contenuta, generando conseguenze anche nelle dinamiche reddituali.

prospettiva valdichiana redditi

Prospettiva Valdichiana è una rubrica creata in collaborazione con Rete Sviluppo

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La risorsa turismo in Valdichiana – dati e analisi

Il turismo è di gran lunga la risorsa più importante per l’economia della Valdichiana senese. Nel 2010 le presenze turistiche negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri della Valdichiana senese sono state…

Il turismo è di gran lunga la risorsa più importante per l’economia della Valdichiana senese. Nel 2010 le presenze turistiche negli esercizi alberghieri ed extra alberghieri della Valdichiana senese sono state pari al 30% delle presenze nell’intera provincia di Siena, per un valore corrispondente a poco meno del 20% del PIL dei 9 comuni. Nell’arco di 5 anni, dal 2010 al 2014, queste presenze sono scese progressivamente da 1.500.000 a 1.200.000, cioè al 25% delle presenze in provincia di Siena, che sono rimaste pressoché stabili.

Chianciano Terme rappresentava nel 2010, con 967.000 presenze, il 64% delle presenze turistiche nella Valdichiana senese. Nel 2014 le presenze a Chianciano Terme sono scese a 656.000, pari al 55% . Ciò significa che la flessione di 20% delle presenze turistiche in Valdichiana negli ultimi 5 anni (da 1.500.000 a 1.200.000) è interamente dovuta alla crisi di Chianciano Terme. Le presenze turistiche negli altri 8 comuni sono infatti rimaste stabili negli ultimi 5 anni, intorno a 540.000.

Sono diminuiti in questi 5 anni gli arrivi di turisti italiani ed è soprattutto diminuita la loro permanenza media, da 3,7 gg nel 2010 a 2,8gg nel 2014. Arrivi e presenze dei turisti stranieri sono rimaste presso che invariate. La quota di presenze dei turisti stranieri sul totale è pertanto passata dal 38% al 46%. La crisi di Chianciano Terme come città termale è alla base del forte calo di presenze di turisti italiani. Le prospettive di una ripresa dipendono dalle possibilità di rilancio delle Terme.

Del tutto diversa è la situazione degli altri 8 comuni, dove le presenze di turisti italiani sono rimaste pressoché stabili (circa 90.000 arrivi e 215.000 presenze), mentre le presenze di turisti stranieri sono aumentate da 305.000 a 325.000 (+6%) e ancor di più gli arrivi, da 82.000 a 92.000 (+12%). La tendenza a ridurre la permanenza media è generalizzata ed è scesa sotto i 3gg nell’ultimo anno. Trattenere più a lungo il turista valorizzando le ricchezze del territorio e premiarne la fedeltà diventa un imperativo per ottenere dei risultati nel breve periodo. Ma è necessario costruire una banca dati mirata sulle attese dei turisti, sulle loro provenienze e sui canali di informazione utilizzati.

Nell’interessante studio Turismo Italia 2020 (piano strategico dello sviluppo turistico in Italia) redatto da un gruppo di lavoro del Ministero del Turismo e pubblicato nel gennaio del 2013, si parla di un incremento mondiale del turismo outbound (fuori dai propri confini) del 5% all’anno (circa 50 milioni di turisti in più all’anno). La Valdichiana senese attrae oggi 200.000 turisti stranieri, ma sia per le sue ricchezze artistiche e culturali, sia per la sua posizione di baricentro dell’Italia Centrale, può esprimere un potenziale enorme.

Ma quali sono i segmenti di turisti stranieri più interessanti? Tedeschi e americani rappresentano oltre un terzo dei turisti delle città d’arte. I paesi del Bric (Brasile, Russia, India, Cina) sono attualmente marginali, ma si prevede che il loro flusso verso le città d’arte europee crescerà enormemente nei prossimi 5 anni, fino a triplicarne il volume. Per questi segmenti di clientela estera è necessario una nuova strategia di promozione e comunicazione che coinvolga l’intero territorio della Valdichiana senese.

(articolo a cura di Giorgio Visintini)

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Turismo in Toscana, dal BTO2014 un tuffo nel 2020

Dal BTO 2014 alla Toscana del 2020: un tuffo nel futuro, attraverso i progetti per la promozione del territorio e per lo sviluppo del turismo. Questi i punti principali della…

Dal BTO 2014 alla Toscana del 2020: un tuffo nel futuro, attraverso i progetti per la promozione del territorio e per lo sviluppo del turismo. Questi i punti principali della presentazione che la Regione Toscana ha offerto a Buy Tourism Online, presso la Fortezza da Basso di Firenze, lo scorso martedì 2 dicembre. Una serie di linee guida che hanno indicato la strada da seguire nel settore del turismo per i prossimi cinque anni, in modo da coprire un arco temporale in linea con i nuovi fondi strutturali europei e consentire investimenti di medio periodo.

BTO 2014Alla presenza dell’assessore regionale Sara Nocentini, sono stati presentati i dati sul turismo della regione. La Toscana ha fatto registrate degli ottimi risultati, con 12,3 milioni di presenze annuali, per un incremento di circa 220mila arrivi; la permanenza media si è attestata sui 3,5 giorni. Importante il dato dei turisti italiani, che hanno fatto registrare un aumento del 3%, con un +1,9% di presenze, a fronte di un aumento del turismo straniero di o,7%, con un +0,2% di presenze. Una ripresa del turismo italiano, quindi, rispetto all’annata drammatico rappresentata dal 2013, sintomatico della capacità degli italiani di ricominciare a viaggiare. Secondo le previsioni, saranno i mercati degli Stati Uniti, del Canada e della Cina quelli che godranno di maggiore possibilità di espansione nei prossimi anni, più contenuta la crescita di paesi come il Brasile e la Russia.

La Regione Toscana dimostra sempre più la sua valenza internazionale, con un pernottamento dei turisti stranieri pari al 53,8% del totale. In questo contesto i principali attratori del turismo sono state le città d’arte, che hanno fatto registrare +3,6% grazie al traino di Firenze, Pisa e Siena, oltre al mare, specialmente la Maremma. Male invece è andata la campagna, che ha fatto registrare un calo di -3%, le terme con un calo di -2,7% e molto male la montagna con un calo di -5,8%. I relatori hanno attribuito tale differenza all’estate 2014, che non ha avuto un esito favorevole per colpa delle condizioni meteorologiche. Nell’aumento degli arrivi è importante notare il contributo del web, e l’appeal che la Toscana continua ad avere sia sul mercato nazionale che in quello internazionale.

BTO 2014All’evento hanno partecipato Sara Nocentini, Assessore a Turismo, Cultura e Commercio della Regione Toscana, anche Paolo Bongini, del Coordinamento Politiche per il Turismo, Alberto Peruzzini, Dirigente del settore Turismo per Toscana Promozione, Davide De Crescenzo, direttore e responsabile contenuti di intoscana.it, Mario Curia, Consigliere Delegato di PromoFirenze.

 

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Agricoltura in Valdichiana, tra tradizione e innovazione

Nel corso di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è svolto ad Arezzo dal 14 al 16 novembre, è stato organizzato un interessante convegno sul futuro…

Nel corso di AgrieTour, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si è svolto ad Arezzo dal 14 al 16 novembre, è stato organizzato un interessante convegno sul futuro della Valdichiana e sulle strategie di sviluppo economico a partire da un elemento identitario fondante, ovvero l’agricoltura.

Al convegno hanno partecipato esponenti della Banca di Credito Cooperativo Valdichiana, del Comune di Cortona, dell’Istituto Vegni, della Confesercenti e della Confagricoltori della provincia di Arezzo. Il dibattito è partito dal tema dell’agriturismo e ha fornito importanti contributi sul tema del turismo, dello sviluppo agricolo e agroalimentare, sul rispetto dell’ambiente e del suolo come valorizzazione del patrimonio territoriale della Valdichiana.

Ha aperto il convegno Andrea Sereni, presidente della Camera di Commercio di Arezzo:

“La Toscana è la culla dell’agriturismo. Il modello dell’agriturismo tutela il paesaggio, favorisce il presidio del territorio. Quello toscano, soprattutto, è un paesaggio costruito: è artificiale, frutto di secoli di rapporto tra uomo e natura, con le leopoldine e i cipressi. Valorizzare il territorio, quindi, è il modello per uscire dalla crisi. La globalizzazione uniforma i prodotti, quindi i territori devono puntare sulla qualità aggiuntiva che riescono a produrre con la loro particolarità.”

La valorizzazione del territorio è stata portata anche a EXPO2015, grazie al video che la Camera di Commercio ha presentato nei giorni scorsi: “Arezzo, Grazie mille!”

Il convegno è proseguito con l’intervento di Mario Checcaglini, direttore della Confesercenti:

“Dobbiamo sostenere le piccole imprese del turismo, che hanno bisogno di organizzarsi per reggere il mercato internazionale. Abbiamo ormai perso il 25% della produzione industriale, se non la sostituiamo con altre attività, si creano problemi sociali enormi di disoccupazione e mancanza di sviluppo. Crediamo tutti che il turismo sia l’occasione per creare ricchezza economica. Tuttavia, manca un’organizzazione nazionale e regionale all’altezza. I turisti vengono in Toscana perchè la conoscono, ma le mancanze dell’ENIT e la chiusura delle APT non hanno affatto favorito il turismo.”

L’intervento di Albano Ricci, assessore del Comune di Cortona con deleghe al turismo, alla cultura, all’agricoltura, alle attività produttive e alle politiche giovanili, ha posto l’attenzione sulla necessità di creare un “rinascimento verde” per lo sviluppo della Valdichiana:

“Se vogliamo parlare di futuro e di progresso per il nostro territorio, dobbiamo pensare a Cortona oltre le mura. Dobbiamo pensare alla cultura e alle attività turistiche in interazione con l’agricoltura, l’ambiente, la produzione artigianale. Cultura, ambiente e territorio: tre elementi indissolubili e profondamente integrati. Abbiamo la fortuna di vivere in Valdichiana, ma dobbiamo averne cura: accanto al grande valore agricolo si accompagna un grande valore artistico e culturale. Ma deve anche dare lavoro, altrimenti è solo estetica. Il nuovo rinascimento verde della Valdichiana deve avere l’agricoltura come volano, mettere al centro l’uomo e il suo rapporto con l’ambiente. Oltretutto l’agricoltura è fondamentale anche per la salvaguardia del suolo, quindi è la custode del nostro territorio.”

La presidente di Banca Valdichiana, Mara Moretti, ha ribadito l’impegno della banca a supporto dello sviluppo del territorio:

“La nostra banca è nata nel 1908 come Cassa Rurale e Prestiti di Chiusi, quindi nasce in un ambiente rurale e artigianale, legato alla nostra tradizione. Uno dei settori da riscoprire e valorizzare è l’agricoltura. Un nuovo modo di intendere l’agricoltura che deve tener conto della tutela ambientale.”

Al centro del dibattito l’intervento del prof. Pierluigi Rossi, medico in scienze dell’alimentazione e docente dell’Università di Bologna:

“Accompagno la Banca Valdichiana da alcuni anni nel dare identità alla nostra produzione agricola. Dobbiamo svegliarci, perché i consumatori adesso hanno una domanda motivata, i comportamenti alimentari sono cambiati: dalle farine ai cereali integrali. Abbiamo perso la battaglia del grano, stiamo perdendo quella dell’olio e rischiamo di perdere quella del vino. Se facciamo delle battaglie sulla quantità perdiamo, dobbiamo puntare sulla qualità. Se seminiamo delle varietà di grano che sono in produzione anche in America o in Canada, non saremo mai nel mercato, perché i nostri prodotti costeranno di più. Le varietà moderne non sono più sostenibili per noi, dobbiamo riprendere i grani antichi e puntare sulla qualità. Le varietà moderne sono più propense a creare problemi quali la celiachia e la stipsi, si forma più glutine nell’impasto e causano danni a lungo termine nei villi intestinali. La domanda di grani antichi e di cereali integrali è in tumultuoso sviluppo, dobbiamo svegliarci e cambiare la produzione.”

convegno valdichiana 2Altri interventi hanno animato il convegno, mostrandosi in sintonia con il filo conduttore degli altri protagonisti. Il presidente di Confagricoltura, Angiolino Mancini, ha criticato il Piano paesaggistico della Regione Toscana e ha rivendicato l’importanza di coinvolgere gli agricoltori nella tutela e nello sviluppo del paesaggio. Mauro Conti, direttore di BiT Spa, ha illustrato l’importanza del progetto di Sviluppo Rurale 2014-2020 e le opportunità per le imprese, che possono rivolgersi al braccio operativo delle BCC per favorire il settore agricolo e ambientale, con tecnici che aiutano gli investimenti del settore. Infine la dirigente scolastica dell’Istituto Vegni, Maria Beatrice Capecchi, ha presentato i nuovi progetti formativi del Polo Tecnico delle Capezzine, che da 128 anni risponde alle esigenze della società e dell’economia prevalentemente agricola del nostro territorio.

Le conclusioni sono state affidate al direttore generale di Banca Valdichiana, Fulvio Benicchi:

“Tutti gli interventi sono stati collegati da due temi principali: tradizione e innovazione. Passato e futuro: il passato come valore del nostro territorio, da cui dobbiamo trarre la forza necessaria per guardare al futuro della Valdichiana. Tutti vogliamo agire in sinergia, dobbiamo mettere in comune risorse, opportunità e idee per superare alla crisi e guardare al domani con maggiore sicurezza, spinti dall’entusiasmo e dalla concretezza. Questa iniziativa è stata un punto di partenza. Insieme, per crescere insieme: noi ci siamo.”

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Qualità e sviluppo rurale: le novità in Valdichiana

Qualità e Sviluppo Rurale srl, società partecipata dall’Unione dei Comuni Valdichiana Senese, Provincia di Siena, Unione Agricoltori di Siena e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, dal 22 luglio ha…

Qualità e Sviluppo Rurale srl, società partecipata dall’Unione dei Comuni Valdichiana Senese, Provincia di Siena, Unione Agricoltori di Siena e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, dal 22 luglio ha un nuovo Presidente, Stefano Biagiotti, con il mandato di rilanciare la società e riconoscendo alla stessa un ruolo di soggetto specializzato nella filiera dell’agroalimentare.

Nata nel dicembre 1999, Qualità e Sviluppo Rurale ha gestito, per 14 anni, prevalentemente il laboratorio agroalimentare che si trova in via di Talosa, nel centro storico della città poliziana, ma dall’8 ottobre ha ottenuto l’uso, grazie al Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi che crede ed auspica la realizzazione del rilancio, di alcuni locali, nel complesso del Palazzo del Capitano, tra cui uno che sarà utilizzato per eventi di informazione e formazione degli addetti della filiera agroalimentare e non solo.

Il progetto di rilancio, che verrà attuato fin dai primi giorni di novembre, prevede, oltre alla gestione del laboratorio agroalimentare con analisi chimiche (su vino, olio, acque e terre) e batteriologiche (su tamponi di superfici per il controllo delle operazioni di pulizia e sanificazione), consulenze ad imprese della filiera agroalimentare (dalle aziende agricole, vitivinicole, ai ristoranti, alle pasticcerie, frantoi, ecc.) con redazione piani di autocontrollo HACCP, manuali di rintracciabilità, documenti di valutazione dei rischi, registri enologici, pratiche per autorizzazioni agli scariche, ecc. grazie a collaborazioni con professionisti del territorio, regolarmente iscritti in albi professionali, avendo come obiettivo principale la qualità della prestazione al minor costo e occupazione.

Sul punto il Presidente Biagiotti afferma:

In questo momento Qualità e Sviluppo Rurale non ha come priorità il profitto enon ci sono passività da ripianare. La gestione sarà oculata per evitare perdite e sprechi, considerando che non è possibile chiedere risorse alla proprietà, soprattutto agli enti locali, per ripianare eventuali perdite di esercizio, e non è intenzione del C.d.A. dover ricorrere a risorse pubbliche da distogliere da altri capitoli di spesa, in questo momento più sentiti. Qualità e Sviluppo Rurale dovrà vivere del proprio lavoro. La proprietà e il C.d.A puntano ad erogare consulenze ad alto valore professionale, grazie a collaborazioni con università, spin-off, enti di ricerca e team di professionisti esperti; a trasformare quelli che sono adempimenti burocratici, per esempio l’HACCP, in sistemi di gestione che consentano di migliorare la qualità, le condizioni di lavoro e le condizioni economiche delle imprese; a creare occupazione altamente specializzata, si pensi che già 4 persone collaborano a questo rilancio. La società si porrà sul mercato adottando la politica del profit-free.

A proposito della nuova sede Biagiotti sottolinea:

Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla proprietà ed in particolare al Sindaco di Montepulciano che, insieme al C.d.A., hanno colto la sfida e, credendo al progetto, ha messo a disposizione, alcuni locali prestigiosi nel Palazzo del Capitano consentendoci di essere operativi. Ora per vincere la sfida è necessario che le aziende agricole, e tutte quella della filiera dell’agroalimentare, diano fiducia al nuovo soggetto.

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Federalberghi, Barbetti: “Stagione difficile a Chianciano Terme, la Regione non può tirarsi indietro”

Intervista a Daniele Barbetti, presidente della Federalberghi di Chianciano Terme, che commenta la stagione turistica che si avvia alla conclusione e chiede alla Regione Toscana di fare la sua parte…

Intervista a Daniele Barbetti, presidente della Federalberghi di Chianciano Terme, che commenta la stagione turistica che si avvia alla conclusione e chiede alla Regione Toscana di fare la sua parte per il rilancio del settore turistico.

Il Presidente dell’Associazione Albergatori Federalberghi di Chianciano Terme, Daniele Barbetti, ha le idee chiare sulle prospettive di sviluppo del territorio e sulla necessità di un piano di rilancio del settore turistico.

Un commento alla stagione turistica che si avvia alla conclusione?

“La stagione turistica è stata drammatica nei mesi di Giugno e di Luglio, con un calo di presenze senza precedenti. Per il mese di Agosto, che dipende fortemente dalla clientela nazionale, abbiamo dovuto registrare un nuovo calo. Una situazione critica, che va a sommarsi ad anni di difficoltà continua e crescente. Il trend, soprattutto per quanto riguarda il mese di Agosto, è negativo già da qualche anno. Il mese di Settembre invece sta tenendo, rispetto al passato; però un mese non fa una stagione. C’è forte preoccupazione sull’anno prossimo: se questo trend è destinato a proseguire, ci saranno nuove chiusure di attività ricettive con immediate ripercussioni sui livelli occupazionali.”

Parliamo nello specifico delle Terme di Chianciano: ci sono prospettive di sviluppo?

“Le Terme di Chianciano rappresentano tuttora l’azienda leader del territorio e il termalismo rimane un elemento identitario e imprescindibile per Chianciano Terme. La messa in salvaguardia dell’azienda operata dal nuovo CdA nel 2013/2014 è sicuramente un fatto di fondamentale importanza. Per il 2015, per dare un orizzonte di speranza concreta alla città, servono però strategie di rilancio di tutta l’offerta.”

fotoPuò farci qualche esempio?

“Completare gli investimenti sulle piscine termali Theia, mettere in campo un piano di promozione e comunicazione innovativo che veda partecipi anche le strutture ricettive, individuare misure straodinarie per sostenere la competitività e la riqualificazione del settore, predisporre un piano delle opere pubbliche che tenga al centro il problema della riqualificazione urbana.”

Per quanto riguarda la cura idropinica, possiamo considerarla un asset su cui investire?

“L’idropinico e più in generale il termalismo sanitario rappresenta un asset imprescindibile per lo sviluppo della città, che va valorizzato e rilanciato attraverso un programma specifico, al quale il Servizio Sanitario Nazionale, tramite la Regione Toscana, non può tirarsi indietro.”

Passiamo al Parco Fucoli: quali prospettive per il futuro?

“Lo spostamento dell’Acqua Fucoli all’interno del Parco Acquasanta obbliga tutta la comunità, sia quella economia, sia quella politica ed amministrativa, ad interrogarsi urgentemente su come rifunzionalizzare il Parco in vista della stagione 2015. Non è infatti immaginabile ipotizzare che la prossima stagione non veda una nuova progettualità partire sul Parco Fucoli; in questo senso faccio un invito alla Regione Toscana, in qualità di socio di maggioranza nella società proprietaria del parco, ad aprire fin da subito un confronto su questo tema.”

Ha lanciato alcuni appelli alla Regione Toscana; qual’è la sua opinione, invece, sulla nuova amministrazione comunale di Chianciano Terme? Che ne pensa delle prime iniziative, ovvero il termalino e la ZTL nel centro storico?

“In merito al termalino, si tratta di un’iniziativa che non ha avuto costi per le casse comunali, quindi sarà il mercato a decidere la sua efficacia. I primi risultati sembrerebbero positivi. La ZTL è collegata al termalino: era inevitabile attivarla nel momento in cui si vuole permettere l’accesso del nuovo servizio al centro storico. Probabilmente nei mesi in cui tale servizio non è attivo, si potrebbe prevedere una sospensione o una rimodulazione della stessa.”

Quali dovrebbero essere le prossime priorità per l’amministrazione comunale?

“Innanzitutto, per quanto di propria competenza, evitare ogni possibile inasprimento della pressione fiscale, ed anzi lavorare a una drastica revisione della tariffa sui rifiuti, che è un costo oggi non più sostenibile per le imprese.
La città ha inoltre bisogno di un piano di sviluppo turistico coordinato e non lasciato a iniziative episodiche e isolate. In questo senso l’Amministrazione non si è ancora espressa in modo del tutto convincente. Ritengo però che anche il mondo delle imprese dovrà dare il proprio contributo di idee per il riposizionamento sul mercato della destinazione, poichè le strategie efficienti per uscire da questa crisi ventennale possono essere individuate solo con un serrato confronto tra il Soggetto Pubblico e gli Operatori del settore, nel mutuo rispetto dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità.
In terzo luogo, è prioritario utilizzare i denari derivanti dall’imposta di soggiorno per stanziare fin da subito risorse spedibili per la programmazione, in vista della stagione 2015, di iniziative di promozione, di acquisizione eventi e congressi, nonchè di animazione turistica della città.”

L’imposta di soggiorno di Chianciano Terme, appunto, rappresenta il gettito più alto tra i comuni della provincia, secondo soltanto a quello di Siena. Che strategie dovrebbe avere l’amministrazione comunale sull’utilizzo di questi fondi?

“ChiancianoTerme è un sistema turistico complesso e come tale va gestito ed organizzato. Le risorse dovrebbero, attraverso bandi o avvisi pubblici, essere reimmesse in circolo al sistema turistico al fine di potenziarne la competitività e la qualità. Inaccetabile sarebbe l’ennesimo utilizzo dell’imposta a copertura di spese correnti dell’amministrazione.”

Si sente parlare della possibile costituzione di una Pro-Loco, qual’è la sua opinione in merito?

“La Pro Loco può essere un’iniziativa utile a condensare energie di cittadini che vogliono, a titolo volontario, contribuire all’animazione turistica della città. Non sarebbe invece immaginabile nè fattibile, per la Pro Loco o altri enti similari, un ruolo di governance del turismo a ChiancianoTerme.”

La revisione delle funzioni delle  province comporterà un inevitabile riassetto delle competenze di promozione turistica. Che ne sarà dell’ufficio Informazioni e accoglienza turistica di Chianciano Terme?

“L’ufficio è sempre stato un punto di riferimento per l’ambito territoriale della Valdichiana. La legge regionale sul turismo  ha individuato, nel 2000,  i punti IAT di interesse regionale che sono stati poi riconfermati dalla Provincia di Siena nell’ambito del progetto Terre di Siena IAT.  Chiediamo quindi che l’Amministrazione Comunale continui a riconoscere nel punto IAT di Piazza Italia uno strumento indispensabile nelle politiche di promozione e di accoglienza di Chianciano Terme a servizio anche dell’area Valdichiana e si impegni a garantire gli standard e i livelli di servizi offerti e di quelli che potranno essere implementati e migliorati a favore della valorizzazione e della promozione del territorio e a beneficio degli operatori economici”

Sarebbe quindi favorevole a strategie di promozione turistica per l’area Valdichiana?

“I nuovi turisti, oramai in prevalenza stranieri, non si muovono più per una sola motivazione. La Valdichiana è una area ricca di eccellenze e quindi – fatte salve le peculiarità di Chianciano Terme e quelle dei singoli territori – è necessaria una strategia di promozione turistica integrata del territorio. Il rischio concreto è quello di un progressivo isolamento della Valdichiana e di Chianciano Terme, dovuto anche alla progressiva mancanza di collegamenti ferroviari ed aeroportuali efficienti.”

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Ricerca e sviluppo: a Siena la presentazione di tre nuovi bandi

Novità in vista per le imprese che puntano su innovazione e ricerca. Per tutti i tipi di imprese, micro, piccole, medie e grandi, in particolare nei settori di punta delle…

Novità in vista per le imprese che puntano su innovazione e ricerca. Per tutti i tipi di imprese, micro, piccole, medie e grandi, in particolare nei settori di punta delle nuove tecnologie. A settembre saranno pubblicati i tre nuovi bandi che mettono a disposizione contributi per gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione.

«Abbiamo voluto fare una scelta di rottura con il passato. Era essenziale dare nuovo impulso alle imprese e i nuovi bandi guardano in particolar modo a quelle più dinamiche, a quelle che sono in grado di camminare fin da subito con le proprie gambe e garantiscono un uso dei fondi capace di moltiplicare gli effetti dell’investimento, che possono fare da traino alle altre, contribuendo a far crescere davvero competitività e occupazione. Entro gennaio avremo una graduatoria e cominceremo a finanziare chi è in grado di spendere subito. La valutazione dei progetti si baserà sul grado di novità, sulle possibilità di incremento dell’occupazione, sulla concretezza e lo sfruttamento aziendale dei risultati, sul risparmio energetico, sulle competenze coinvolte, la sostenibilità finanziaria, sulle imprese con certificazione ambientale». E’ questo il messaggio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha rivolto stamani a Siena, al forum organizzato dalla Regione per far conoscere i nuovi bandi, a Palazzo Patrizi.

«Proprio ieri in giunta abbiamo approvato una novità ulteriore – ha spiegato l’assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini – che rende più facile l’accesso ai finanziamenti per i progetti di piccole dimensioni. Così, nel bando dedicato alle micro, piccole e medie imprese, abbiamo deciso di abbassare il costo minimo del progetto, per le imprese in cooperazione, da 250 mila euro a 200 mila euro (l’importo massimo resta 3 milioni). Non solo. Per le imprese che presentano un progetto singolarmente c’è un abbassamento della soglia massima del costo per progetto, che passa a 200 mila euro da 250. La soglia minima resta fissata a 50 mila euro. Ad essi si aggiungeranno i voucher per la micro impresa per progetti da 15 a 50 mila euro. Questo ulteriore accorgimento renderà più flessibile uno strumento che già abbiamo pensato proprio per premiare la volontà delle imprese di ripensarsi in un’ottica più dinamica e competitiva».

Il forum, dove ha portato un saluto il sindaco di Siena Bruno Valentini, è stato concluso dal presidente Rossi dopo un intenso dibattito, aperto dall’assessore Simoncini. Nel corso dell’incontro, l’analisi del contesto economico da parte del direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti.

«Oggi possiamo dare al mondo produttivo toscano un’altra buona notizia – ha detto Simoncini – perchè questa data segnava la dead line per la presentazione alla commission europea del nuovo Por, il documento programmatico della nostra regione per il Fondo europeo dei sviluppo regionale per il periodo 2014-20. La giunta l’ha approvato ieri, mentre la scorsa seduta aveva approvato quello per il Fondo sociale europeo. I due fondi insieme porteranno circa 1 miliardo e 500 milioni di risorse, essenziali per lo sviluppo della Toscana. Siamo perfettamente nei tempi prescritti. Abbiamo fatto la nostra parte e ci auguriamo che entro l’anno si chiuda la trattativa con la Commissione Ue. Nel frattempo però, abbiamo deciso di anticipare i fondi per far partire subito i bandi e non ritardare gli aiuti indispensabili per contrastare la crisi con l’innovazione del nostro sistema produttivo. L’abbiamo fatto, appunto, trovando nel bilancio della Regione parte delle risorse che dalla Ue ancora non sono in grado di arrivare. Si tratta di 82 milioni di risorse. E’ da qui che sono tratti gli 8 milioni, destinati ad aumentare e che al momento finanziano i bandi che presentiamo oggi».

Tre bandi, un nuovo modello. I tre bandi sono, nel dettaglio: progetti strategici di ricerca e sviluppo, dedicato alle imprese più grandi associate con altre di diverse dimensioni; progetti di ricerca e sviluppo delle pmi, singole o associate; aiuti all’innovazione delle pmi, singole o associate. Le imprese potranno presentarsi in partenariato con gli organismi di ricerca. I bandi saranno strutturati con un modello “a due fasi”, ovvero una prima fase di presentazione e valutazione delle idee progettuali che poi saranno validate da soggetti esperti e sulla base di una griglia precisa di criteri prefissati. La seconda, vedrà la presentazione dei progetti esecutivi per quelli che hanno superato la prima soglia. (Per un approfondimento ulteriore vedi risorse correlate)

La crisi ha colpito anche la Toscana. Ma, come spiega l’Irpet , c’è uno zoccolo duro di imprese che resistono. «Questa regione – ha concluso Rossi – è ancora in piedi. Qui, nonostante la crisi, ci sono 3.500 aziende dinamiche che, proprio in questi anni, hanno aumentato fatturato e occupazione. Ma non tutto va bene, anche da noi l’emergenza è il lavoro. Ma la Toscana riesce ad essere competitiva e ad attrarre investimenti. Ci sono quindi le condizioni per reagire alla crisi. La scelta che abbiamo fatto con questa nuova impostazione dei fondi comunitari è una spinta ad andare in questa direzione. A queste si aggiungono gli interventi di ingegneria finanziaria, i piccoli prestiti per le pmi, quelli per favorire il risparmio energetico delle imprese e anche misure a favore del turismo, un altro importante motore di crescita della nostra economia».

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Patto 2000: Uniti per lo sviluppo dell’Italia mediana

Patto 2000 selezionato per intervenire ad un convegno nazionale sulla programmazione negoziata. La società si propone come punto di riferimento per i Comuni e per gli operatori privati al fine…

Patto 2000 selezionato per intervenire ad un convegno nazionale sulla programmazione negoziata. La società si propone come punto di riferimento per i Comuni e per gli operatori privati al fine di reperire finanziamenti e sviluppare progettazione d’area.

Un riconoscimento importante quello ottenuto dalla società Patto 2000, soggetto responsabile del Patto Territoriale VATO, con l’invito ad intervenire al convegno nazionale “La programmazione territoriale per lo sviluppo delle infrastrutture” organizzato da CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del Territorio) e dal Ministero dello Sviluppo Economico, per il giorno 11 giugno a Napoli, presso il complesso monumentale “Villa Doria D’Angri”.

“Occasioni di approfondimento ed analisi su uno strumento che tanto ha dato ai territori come quello dei Patti Territoriali vanno colte con determinazione. E la presenza di Patto 2000 è il riconoscimento del lavoro fatto da tutti” – afferma Donatella Porzi, assessore della Provincia di Perugia.

La società, riconosciuta tra le realtà più virtuose nel panorama nazionale dei patti territoriali – sia per la quantità dei progetti portati a termine e la mole di contributi fatti ricadere sul territorio, sia per la capacità di attivare ben quattro bandi di assegnazione delle risorse – può vantare il risultato di aver colto ogni occasione di finanziamento che il Ministero dello Sviluppo Economico ha posto in essere, attraverso un’attività di concertazione con i soggetti pubblici e privati destinatari finali dei contributi.

Il convegno sarà un importante momento di ricognizione sugli effetti della programmazione negoziata nei territori, nonché l’occasione per confrontarsi su come rilanciare il ruolo dei Patti Territoriali in un contesto nel quale la crisi economica rende quanto mai importante individuare con puntualità, rigore ed efficacia le modalità di destinazione delle esigue risorse pubbliche nel settore dello sviluppo economico.

Proprio in questa prospettiva l’assemblea dei soci di Patto 2000, nella sua ultima seduta, ha approvato indirizzi che mirano ad attribuire alla società un nuovo ruolo nello studio e nel finanziamento di progetti d’area, ampliando il perimetro dell’attività societaria, con la prospettiva di cogliere tutte le opportunità di investimento e le esigenze di infrastrutturazione che scaturiscono dai territori delle province di Siena, Terni e Perugia. La logica sarà quella di mettere a sistema il patrimonio già esistente, fare rete tra le varie realtà presenti e implementare il sistema portando sul territorio nuove risorse in coerenza con il progetto complessivo di promozione e sviluppo.

Secondo il Presidente di Patto 2000 Marco Ciarini

“Questa prospettiva dovrà essere perseguita in collaborazione e sinergia con altri soggetti già operanti come Apea e Sviluppumbria, con i quali è stato già avviato un lavoro di coordinamento al fine di lavorare congiuntamente per il reperimento dei fondi europei e nazionali, senza sovrapporre le competenze, bensì cercando di integrare le azioni di ogni soggetto nell’obiettivo comune di promuovere lo sviluppo economico in questo territorio della cosiddetta Italia Mediana”

Sulla stessa lunghezza d’onda Tiziano Scarpelli, assessore della Provincia di Siena per il quale:

“In un contesto di crisi come quella che ha aggredito il nostro Paese negli ultimi anni, tutti gli strumenti di sostegno all’economia ed allo sviluppo economico vanno non solo utilizzati al massimo delle loro potenzialità, ma modulati e dosati in funzione delle effettive esigenze locali, attraverso la concertazione con gli operatori pubblici e privati presenti sul territorio”

Per i Comuni dell’area, Patto 2000 rappresenterà un punto di riferimento aggiuntivo, come lo è stato in tutti questi anni in cui questa società è riuscita ad intercettare complessivamente ben 60 milioni di euro di contributi erogati a fondo perduto, su progetti sia pubblici che privati. Circa altri 3 milioni di euro saranno sbloccati a breve dal Ministero ed ulteriori possibilità di finanziamento potranno scaturire da nuovi canali di finanziamento ministeriali, rispetto ai quali la società si pone in una posizione favorevole alla luce della positività dell’esperienza fin qui intrapresa.

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Nuovo stabilimento SVI SpA a Lucignano, sviluppo ed avanguardia in Valdichiana

Il progetto, avviato nel 2009 ha richiesto un lungo iter burocratico ed amministrativo, ma in questi giorni è ufficiale la partenza dei lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento SVI…

Il progetto, avviato nel 2009 ha richiesto un lungo iter burocratico ed amministrativo, ma in questi giorni è ufficiale la partenza dei lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento SVI SpA.

La società SVI SpA comunica che se tutto procederà secondo i piani di fabbricazione, nei primi mesi dell’anno 2016 la prima parte del nuovo stabilimento di mq. 10.000 sui 16.000 mq. previsti in totale, potrà iniziare a funzionare e la produzione gradualmente verrà trasferita da Città di Castello a Lucignano.
Nonostante le difficoltà incontrate la SVI SpA ha caparbiamente perseguito nell’intento di realizzare uno stabilimento,all’avanguardia in Italia, per la produzione di mezzi d’opera ferroviari per la costruzione e la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria di cui la SVI SpA è leader in Italia ed tra i primi costruttori nel mondo,per i veicoli dedicati alla catenaria ( sistema di conduttori aerei per la trazione elettrica ferroviaria ).

image004Con il nuovo stabilimento la SVI SpA si prefigge di ampliare la propria gamma di produzione puntando su veicoli di grandi dimensioni (veicoli a carrelli ) che oggi per mancanza di struttura produttiva adeguata nei due siti produttivi di cui dispone in Umbria, a San Giustino e Città di Castello e per la mancanza di collegamento diretto con binari alla Rete Ferroviaria Italiana, rende di fatto impossibile lo sviluppo di tale produzione che invece è molto richiesta all’estero.

Grazie al nuovo stabilimento di Lucignano, che verrà connesso ferroviariamente alla Rete Ferroviaria Nazionale, tramite la linea Arezzo-Sinalunga gestita da RFT, sarà possibile avviare quelle produzioni di veicoli di grandi dimensioni per competere nel mercato globale, alla pari con i costruttori già presenti e strutturati in maniera adeguata.

La proprietà della SVI SpA si pone come obiettivo, con questo nuovo stabilimento, di portare l’organico da 65 a 80-100 unità in pochi anni, raggiungendo rapidamente gli obbiettivi previsti nel piano industriale.
Questo può rappresentare per la Val di Chiana una interessante prospettiva di sviluppo in controtendenza con la deindustrializzazione del territorio che in questo momento è in atto.

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Progetto Pilota Chianciano: 380mila euro dalla Regione Toscana

Chianciano Terme sarà il comune simbolo dello sviluppo economico regionale toscano, grazie al “Progetto pilota Chianciano Terme”. 380mila euro saranno i fondi stanziati dalla Regione Toscana e destinati a Chianciano…

Chianciano Terme sarà il comune simbolo dello sviluppo economico regionale toscano, grazie al “Progetto pilota Chianciano Terme”. 380mila euro saranno i fondi stanziati dalla Regione Toscana e destinati a Chianciano Terme, per uno studio di fattibilità che la Regione stessa farà predisporre.

Il “Progetto pilota Chianciano Terme“, è stato inserito dalla Regione tra i progetti considerati strategici per lo sviluppo economico regionale. L’impegno finanziario di 380mila euro da parte della Regione per la stesura dello studio di fattibilità nasce dall’apprezzamento per la proposta elaborata dalla giunta comunale di Chianciano Terme con il gruppo di lavoro che ha realizzato il piano strutturale recentemente approvato; nella proposta si poneva, come strumento metodologico, il Masterplan che individuerà progetti urbanistici privilegiando la rigenerazione dei volumi esistenti.

«Lo studio di fattibilità – afferma il sindaco Gabriella Ferranti– è evidentemente la prima fase di un percorso finalizzato a collegare lo sviluppo e la rigenerazione urbana di Chianciano Terme con canali di finanziamento e di investimenti sia da parte di privati sia finanziamenti comunitari probabilmente già dalla nuova programmazione 2014-2020. Il Masterplan sarà un importante strumento che potrebbe essere decisivo per superare l’attuale situazione di grave crisi dell’economia e di degrado del patrimonio edilizio. È per noi un’ulteriore conferma che abbiamo lavorato bene; il rapporto tra questa amministrazione e la Regione è stato costante e molto proficuo. Il Presidente Enrico Rossi nella recente visita a Chianciano Terme ha manifestato il suo apprezzamento per quanto stiamo facendo. Gli sono piaciute molto anche le piscine termali Theia, alla cui realizzazione, oltre che dalla Regione Toscana, è stato dato un determinante contributo, in diversi ambiti, dalla nostra amministrazione – conclude il sindaco -, tutto ciò fa parte dell’importante eredità che lascio alla futura amministrazione».

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Sarteano, aggiornato e variato il Regolamento Urbanistico

Il consiglio comunale ha approvato in via definitiva la variante di assestamento al regolamento urbanistico, adottato in prima istanza nel gennaio 2012 e nuovamente lo scorso maggio 2013. “Aggiornando il regolamento…

Il consiglio comunale ha approvato in via definitiva la variante di assestamento al regolamento urbanistico, adottato in prima istanza nel gennaio 2012 e nuovamente lo scorso maggio 2013.

“Aggiornando il regolamento urbanistico di Sarteano possiamo attuare uno sviluppo armonico del nostro territorio – afferma il sindaco di Sarteano, Francesco Landi – Sembrano tecnicismi, ma senza questo strumento opportunamente adeguato, ad esempio, nelle aree confermate già nel regolamento urbanistico del 2002 non si poteva proseguire nella fase di realizzazione. Ci siamo interfacciati con i privati, così come con gli enti superiori per adeguarci velocemente e poter dare risposte”.

Una modifica al regolamento urbanistico era necessaria, soprattutto per adeguarsi agli aggiornamenti normativi succedutisi a livello provinciale e regionale, che ne compromettevano la validità e l’attuazione delle misure previste, stoppando le aree pubbliche o private da completare. L’esame delle nuove norme e delle osservazioni della Regione Toscana ha portato alla conferma di sei delle diciotto aree di trasformazione non ancora realizzate, con una conseguente riduzione dei metri cubi previsti inizialmente.

“Le norme regionali sono sempre più stringenti – continua Landi – e ci hanno obbligati a non reiterare molte aree su cui era prevista l’edificabilità. Rimangono comunque ancora previsioni importanti per quanto riguarda il residenziale, commerciale e per attività produttive da poter realizzare nei prossimi anni. Ovviamente si tratta di aree di completamento di margini incompiuti o sfrangiati di insediamenti esistenti, non di complessi costruiti nel vuoto”.

Buone notizie, inoltre, per chi ha piccoli terreni in campagna a destinazione agricola. Sarà più facile realizzare manufatti temporanei in legno, per lo svolgimento delle attività agricole amatoriali. Una modifica introdotta dal comune, consentirà di realizzare casotti temporanei di 20 metri quadrati, relativi a terreni che partono da 2800 metri quadrati.

“Questa variante di assestamento è in funzione di un prossimo aggiornamento del piano strutturale di Sarteano – conclude il sindaco Landi – Siamo stati uno dei primi comuni della provincia di Siena ad essersi dotato di un piano strutturale, nel 2000. Adesso è arrivato il momento di rinfrescare i nostri strumenti urbanistici. Le aree edificabili che abbiamo confermato consentono di dare un notevole impulso all’edilizia: si tratta di possibili interventi adeguati alla tendenza demografica di sviluppo della nostra popolazione sia in termini di nuove aree residenziali, che d’insediamento o potenziamento di attività produttive. La sfida è chiara: dovremo puntare sul completamento di queste aree, sul recupero e la riconversione del patrimonio edilizio. E questa sarà una grande opportunità per le aziende edili, i professionisti e gli artigiani locali”.

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