La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: giornalismo

Compleanni e notizie: un futuro da “slow journalism”

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la…

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la passione di tutta la redazione. Nel corso di questi anni abbiamo imparato a conoscere meglio il nostro territorio, con l’obiettivo di migliorare noi stessi e il nostro modo di fare giornalismo, per offrire servizi sempre più attenti alle richieste dei lettori.

Tanto rimane ancora da fare e non abbiamo intenzione di fermarci qui: il sesto compleanno coincide con l’apertura della nuova sede a Chianciano Terme, all’interno del Valdichiana Tourist Lab, come punto fisico di incontro tra i redattori e tutti i lettori interessati ad approfondire le storie affrontate dal nostro magazine. Ciò che è importante spiegare, tuttavia, è che la crescita della nostra testata non equivale necessariamente all’aumento delle attività: anzi, il nostro approccio vuole essere quello dello “slow journalism”, investendo principalmente nella qualità.

Che cos’è lo slow journalism? Un movimento che intende migliorare il mondo delle notizie, applicando la dinamica dello “slow food” al giornalismo: un approccio che intende puntare sulla qualità dell’informazione, sulla verifica delle fonti, sulle relazioni con le persone. Lo slow journalism non vuole arrivare per primo sulla notizia, anzi contesta il modello delle breaking news che hanno contribuito a creare il “fast food dell’informazione”. Per una spiegazione più dettagliata e per i modelli di riferimento, ecco un link di approfondimento: Slow Journalism.

Ci siamo avvicinati a questa filosofia nel corso degli anni, scoprendo sulla nostra pelle la validità degli argomenti espressi e utilizzandoli come modello del nostro metodo giornalistico, seppur in un ambito locale e ristretto come il territorio della Valdichiana. In questa ottica si inserisce anche il nostro nuovo progetto, Valdichiana Weekly, il servizio di informazione settimanale che intende potenziare la vecchia newsletter collegata al magazine.

Valdichiana Weekly è una rassegna ragionata e commentata delle principali notizie della settimana riguardanti il nostro territorio; esce ogni lunedì e racchiude anche il calendario degli eventi in arrivo e gli approfondimenti curati dalla redazione. Piuttosto che pubblicare notizie ogni giorno, preferiamo pubblicarle quando serve; piuttosto che rimanere travolti dal flusso indistinto delle “breaking news”, preferiamo prenderci tutto il tempo necessario per verificare le informazioni e inquadrarle in un contesto utile al lettore.

Non sarà perfetto, non sarà definitivo: ma ci proviamo, seguendo un modello che mette al primo posto l’etica professionale e il servizio ai lettori. Provate Valdichiana Weekly, se volete: è comoda da leggere e perfettamente fruibile da smartphone. Siamo ansiosi di ricevere commenti, critiche e suggerimenti!

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Buon quinto compleanno, La Valdichiana!

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un…

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un lasso di tempo nel quale si è in grado di comprendere se l’attività può sopravvivere agli sforzi e agli entusiasmi iniziali e mettere radici profonde nel terreno, per continuare a lungo nel tempo.

La Valdichiana ha compiuto cinque anni, quindi possiamo dire che la fase di startup è stata superata: quella fase in cui era più difficile emergere, ma anche quella fase in cui gli errori potevano più facilmente essere perdonati. Cinque anni fa questo progetto era una scommessa, adesso è una realtà, considerato da molti lettori come un punto di riferimento serio e autorevole. Nel corso di questi anni ci siamo rinnovati e migliorati, ci siamo sforzati di cambiare e di offrire un servizio sempre migliore, mantenendo quanto più possibile saldi i valori etici che abbiamo già descritto a lungo su queste pagine.

Il vostro sostegno ci ha permesso di raggiungere il quinto compleanno, gettando le basi per continuare ancora a raccontare il territorio in cui viviamo. Sarebbe impossibile fare un elenco completo delle tante soddisfazioni di questi anni e delle persone che abbiamo incontrato; per questo, invece che concentrarci sul passato, preferiamo concentrarci sul futuro, e sulla strada che dobbiamo ancora percorrere.

I prossimi mesi saranno caratterizzati da tante novità: per esempio il Mercante in Chiana, la nuova edizione del gioco di carte collezionabili ispirate al dialetto chianino, in cui avrete la possibilità di scegliere i nomi e le illustrazioni. Avremo inoltre il crowdfunding dedicato a “Passione senza fine”, il docufilm che racconta la vita e le emozioni del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena, la cui produzione avverrà nel corso dei mesi a venire. Per non parlare dei tanti eventi da seguire, della nuova stagione di “Giardino Valdichiana” che ci accompagnerà per tutta l’estate, con interviste e musica dal vivo, e nuovi articoli nel nostro negozio online dedicato agli approfondimenti sul territorio.

Tanti progetti in arrivo, quindi, e tante altre sfide che ci aspettano lungo il percorso. Siamo felici dei risultati raggiunti, ma non vogliamo fermarci qui, e speriamo di avervi con noi nel proseguo del cammino. Grazie a tutti e buon compleanno, La Valdichiana!

 

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Quelle notizie che non servono più

Siamo invasi da notizie, tutto il giorno e tutti i giorni. Un bombardamento tossico, un sovraccarico informativo in cui si fatica a trovare il giusto filtro per selezionare le notizie…

Siamo invasi da notizie, tutto il giorno e tutti i giorni. Un bombardamento tossico, un sovraccarico informativo in cui si fatica a trovare il giusto filtro per selezionare le notizie false da quelle vere, le fonti più autorevoli e i contenuti più utili alle proprie necessità. Abbiamo il diritto di essere correttamente informati, ma quante delle notizie che ogni giorno ci raggiungono (anche senza il nostro consenso) ci servono realmente? Quali notizie, in mezzo al flusso dei social network, dei comunicati stampa e degli inforedazionali, degli articoli sponsorizzati e della pubblicità, sono veramente utili alla nostra capacità di comprendere il mondo che ci circonda?

Non abbiamo una risposta, purtroppo. All’inizio di quest’anno il team di giornalisti di Slow News scriveva che “Le news si sono trasformate in commodity. E poi sono diventate troppe. Le news, come molte altre sostanze, sono tossiche, se assunte con un flusso continuo e in maniera eccessiva”. Notizie come commodities, ovvero beni indifferenziati che possono essere ottenuti comodamente, offerti senza differenze di qualità in un mercato a cui tutti possono accedere. E che ormai non costano più nulla, per chi le consuma, e non rendono più nulla, per chi le produce.

L’avvento del giornalismo digitale e dei quotidiani di informazione online, da cui anche “La Valdichiana” ha cominciato il suo percorso più di quattro anni fa, e il loro connubio con i social network come Facebook, ha probabilmente dato una rapida accelerazione a questa situazione. La fruizione di internet è cambiata, seguendo l’evolversi della tecnologia: secondo gli ultimi dati Audiweb, nel maggio 2017 sono stati registrati 30,4 milioni di italiani online. La fruizione di internet da smartphone o tablet riguarda ormai il 60% della popolazione maggiorenne, con 26,5 milioni di utenti unici. Inoltre, l’accesso alle news online continua a cambiare: anche se è aumentato il numero di persone che usano il web per la lettura di notizie, giornali o riviste ( soprattutto tra i giovani della fascia 20-24 anni) con il 53,9% delle preferenze, su scala europea l’Italia rimane il fanalino di coda.

Quale futuro si prospetta quindi per una testata di informazione online, in una situazione di decrescente fiducia nei media? “La Valdichiana” è ormai diventato un magazine settimanale di approfondimento, ma la redazione ha sempre trattato le notizie locali attraverso altri prodotti editoriali e l’ecosistema sui social network, fino a diventare un punto di riferimento per il territorio. Qual è il modo corretto di affrontare le problematiche delle news online, quale modello di business intraprendere per perseguire del buon giornalismo e informare correttamente i lettori?

Durante i frenetici mesi di attività estiva abbiamo elaborato un progetto per rilanciare il modo di trattare le news online, investendo ancora di più nel giornalismo locale e nel servizio corretto e trasparente ai lettori. Prima di metterlo in pratica, però, abbiamo pensato di chiedere a voi un’opinione in merito. Quello che vi presentiamo è un breve questionario sull’informazione locale online: può essere compilato in un paio di minuti con le vostre opinioni sul modo di trattare le notizie e sulle abitudini di lettura sul web. Attraverso le vostre risposte cercheremo di elaborare una strategia migliore per fornirvi notizie sempre più accurate e puntuali, con un modello di giornalismo sostenibile e che sia veramente a servizio del lettore. Grazie fin da adesso per il vostro supporto!

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Buon compleanno, pensando al futuro

Era una calda giornata di maggio quando “La Valdichiana” pubblicò il suo primo articolo. Per la precisione, il 3 maggio 2013: l’articolo era la prima parte della “Breve storia della…

Era una calda giornata di maggio quando “La Valdichiana” pubblicò il suo primo articolo. Per la precisione, il 3 maggio 2013: l’articolo era la prima parte della “Breve storia della Valdichiana”, una rubrica di approfondimento sulla storia locale, che già faceva capire il taglio che volevamo dare al nuovo prodotto editoriale. Una testata online per parlare del nostro territorio, senza essere schiavi dell’attualità o inseguire l’emergenza della cronaca, per poter offrire ai lettori degli approfondimenti di qualità.

Sono passati quattro anni, e oggi “La Valdichiana” festeggia uno splendido compleanno. Quattro anni possono essere un periodo breve, per certi versi; d’altra parte, nel settore dell’editoria online, quattro anni sembrano un’eternità. Rubriche, storie, eventi dal vivo, cause di beneficienza… in questi anni il nostro obiettivo è stato il territorio in tutti i suoi aspetti, attraverso una serie di iniziative che hanno cercato di rendere il giornale una creatura viva e attenta, capace di aggregare una comunità di persone curiose e interessate. Ed è stato proprio questo, forse, il segreto del suo crescente successo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi (che è quello che più ci preme, perché i numeri contano poco se i contenuti non valgono niente!)

“La Valdichiana” iniziò come quotidiano online, per poi evolversi in magazine settimanale dopo un paio d’anni. Diretto fin dagli albori dalla giornalista Valentina Chiancianesi, ha potuto contare sulla collaborazione di tante persone, da redattori a blogger, a semplici appassionati; nel corso di questi quattro anni ha contribuito alla formazione di altri giornalisti, che fanno parte tuttora della redazione o hanno proseguito la carriera presso altre testate editoriali. Una redazione che si è sempre contraddistinta per la massiccia presenza di under 35 (che costituiscono anche la totalità dei soci fondatori e di coloro che tuttora ne fanno parte) e per una forte maggioranza femminile. Queste caratteristiche ci hanno sempre resi orgogliosi, perché non era scontato riuscire a sopravvivere per quattro anni con un progetto editoriale del genere, nel sud della Toscana.

I nostri valori

Abbiamo sempre creduto nel giornalismo e nella necessità di recuperare serietà e autorevolezza, mettendo al centro il lettore. I valori su cui abbiamo costruito “La Valdichiana” sono gli stessi di quattro anni fa, e costituiscono la guida della nostra professione. Ci siamo adattati agli eventi, abbiamo affrontato le avversità e ci siamo messi sempre in discussione, ma abbiamo mantenuto i capisaldi di ciò che ci ha spinto a intraprendere quest’esperienza.

Etici: vogliamo dare voce ai protagonisti del nostro territorio, che brulica di vita e di creatività, attraverso un giornalismo trasparente, votato a un approccio costruttivo. Poca attenzione alla cronaca, alle diatribe politiche e all’attualità, nessuna critica distruttiva che non sia accompagnata anche da una proposta positiva.

Indipendenti: non abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici e ci sosteniamo unicamente attraverso gli sponsor e i contributi dei lettori. Siamo riusciti a mantenere il magazine gratuito, fino ad adesso, e contiamo di riuscire a farlo anche in futuro. La mancanza di finanziamenti da parte delle amministrazioni pubbliche garantisce l’autonomia e l’indipendenza del nostro giornalismo.

Viaggiatori: vogliamo scoprire cose nuove e farci coinvolgere, non vogliamo convincervi di ciò che già sappiamo. Ci occupiamo di arte, tradizione, storia, enogastronomia, sport e ambiente, e tanto altro che può suscitare interesse. Ci piace conoscere in prima persona le realtà che raccontiamo, e siamo sempre pronti a viaggiare in lungo e in largo per la Valdichiana: perché siamo una testata online, ma incontrarci dal vivo è più bello!

Ascoltatori: ci sono ancora tante storie da raccontare. Siamo sempre all’ascolto: chiunque può contattarci e raccontarci qualcosa, purché costituisca un valore aggiunto per la comunità chianina. Non tutto è adatto a essere pubblicato sotto forma di articolo: per questo abbiamo sviluppato format alternativi, dalla web tv alla radio, che ci permettono di dedicare spazio a tutti.

Rivoluzionari: ci siamo concentrati principalmente sulla Valdichiana Senese, perché è il nostro territorio di origine e la maggior parte dei redattori vive in questi comuni. Ma abbiamo sempre considerato la Valdichiana unita, senese e aretina: non bastano un canale o una provincia per dividerci.

Sperimentatori: siamo una redazione curiosa e pronta a sperimentare nuove idee. Accogliamo i nuovi strumenti tecnologici come un’opportunità per creare qualcosa di nuovo, cercando di dare sempre il nostro meglio in termini di qualità dei contenuti. Dal canale su Telegram ai programmi in diretta su Facebook, la testata ha un intero ecosistema digitale che ruota attorno al sito web!

Giornalismo e sostenibilità

Avere belle idee e affrontare le sfide con tenacia ed entusiasmo, purtroppo, non è sufficiente. L’editoria affronta una crisi precedente a quella economica globale, e il giornalismo non vive i suoi giorni migliori. Per una testata locale come “La Valdichiana” è difficile raggiungere una sostenibilità economica; tanti esperimenti non sopravvivono che qualche mese, di fronte alle difficoltà dei bilanci. Aver compiuto quattro anni ed entrare nel quinto anno significa che siamo riusciti a trovare un equilibrio e la testata ha cominciato a camminare con le sue gambe, diventando una realtà sempre più concreta.

Come già accennato in precedenza, “La Valdichiana” è una testata libera e indipendente: non può contare su finanziamenti pubblici, e questo non può che provocare una difficoltà maggiore dal punto di vista economico. Per massima trasparenza, quindi, ci teniamo a spiegare come la testata riesce a sopravvivere e come può retribuire il lavoro della redazione e dei suoi collaboratori. Non esiste una ricetta segreta per tutte le testate: nel nostro caso, abbiamo tre settori che garantiscono la sostenibilità e permettono di guardare al futuro.

Il primo settore è quello più classico: la vendita degli spazi pubblicitari. Come ogni testata editoriale, e come la quasi totalità dei siti web, anche “La Valdichiana” mette a disposizione degli spazi attraverso dei banner pubblicitari alle attività commerciali del territorio che desiderano raggiungere il vasto pubblico. Tuttavia, abbiamo sempre mantenuto i banner in sezioni non invasive del giornale, a costo di perdere appetibilità per gli sponsor, per non disturbare la lettura; e non ci siamo mai sottomessi alle metriche quantitative, cercando di raggiungere elevati volumi di traffico per aumentare le visualizzazioni dei banner. Questo sarebbe stato a nostro avviso un errore, perché la ricerca della quantità avrebbe costretto a sacrificare la qualità, e a cadere nel corto circuito di articoli click-baiting che avrebbero fatto perdere tutta l’autorevolezza e la serietà della testata; da un punto di vista più strettamente commerciale, l’incremento dell’utilizzo degli adblock rende necessario per tutte le testata online la ricerca di mezzi alternativi.

Il secondo settore è quello del branded content: lo avrete notato in alcuni speciali realizzati dalla redazione, principalmente per gli eventi. Non abbiamo mai apprezzato il giornalismo che si presta alle marchette, ma pensiamo che si possa comunicare in maniera efficace e trasparente: attraverso il branded content, il cliente non commissiona un pezzo, ma sponsorizza la redazione per la creazione di un contenuto editoriale creato appositamente per raccontare i suoi valori o le sue caratteristiche. Nella pratica, un’azienda di vino non acquisterà uno spazio per scrivere ciò che vuole della sua attività commerciale, ma acquisterà un contenuto editoriale che parlerà del vino, lasciando alla redazione completa autonomia editoriale. Ciò garantisce la massima trasparenza per il lettore, che deve sapere che tale contenuto è stato sponsorizzato da un cliente, ma al contempo è cosciente che ciò che viene scritto non è stato commissionato, bensì è frutto dell’autorevolezza e della professionalità dei redattori. Questa tecnica, che avviene attraverso la società Valdichiana Media (editrice del giornale e fondata dai redattori), consente la massima resa anche per il cliente, che potrà comunicare i propri valori in maniera più efficace e autentica rispetto alla normale pubblicità.

Infine, il terzo settore è quello del finanziamento diretto da parte dei lettori: nello specifico, abbiamo scelto Patreon. Inutile girarci attorno: il giornalismo costa, e la qualità va pagata. Abbiamo deciso di mantenere “La Valdichiana” gratuita per tutti i lettori, evitando quindi di chiuderla ai soli abbonati, ma abbiamo comunque attivato delle forme di finanziamento dal basso che possano aiutarci a rendere sostenibile la testata o ampliare i suoi contenuti. Attraverso Patreon, i nostri lettori possono sostenerci direttamente attraverso una donazione mensile: al raggiungimento di determinate soglie, la redazione attiverà nuovi servizi (inchieste e reportage aggiuntivi, eventi di beneficenza e così via) che consentiranno la crescita costante della testata.

Questo è ciò che siamo riusciti a fare in quattro anni, e speriamo di continuare a fare per molti anni ancora: ma niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza di voi, che avete apprezzato e sostenuto il nostro forzo. A tutti voi vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per il quarto compleanno de “La Valdichiana” e l’augurio di continuare a osservare il territorio con sguardo curioso ed entusiasta.

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Notizie e responsabilità nell’epoca dei social media

La diffusione di internet ha ormai raggiunto una dimensione globale, ed è sempre più veicolata dagli smartphone: grazie ai dati presentati dal rapporto annuale di “We are Social” sul digitale, possiamo comprendere…

La diffusione di internet ha ormai raggiunto una dimensione globale, ed è sempre più veicolata dagli smartphone: grazie ai dati presentati dal rapporto annuale di “We are Social” sul digitale, possiamo comprendere che più della metà della popolazione mondiale nel 2017 utilizzi gli smartphone, responsabili di più della metà del traffico internet. Anche in Italia i dati sono impressionanti: oltre 39 milioni di persone connesse a internet, di cui 31 milioni possono essere definiti come utenti attivi sui social media.

La diffusione delle tecnologie digitali e l’impatto originato dai social media non può essere trascurato dagli editori e da coloro che operano nel giornalismo; anche se la crescita di questi strumenti è stata rapida, l’editoria italiana non è riuscita a tenere il passo della rivoluzione digitale, faticando sempre più a trovare spazio. La crisi ha colpito soprattutto i quotidiani e le testate dedicate alle notizie, sempre più immerse nel vortice dei social media, della fruizione immediata e della difficoltà di monetizzazione.

Eppure, le innovazioni digitali non possono essere trascurate: secondo l’ultimo rapporto britannico Ofcom, per la percentuale di persone che hanno accesso a internet, la televisione è stata sorpassata da internet quale principale mezzo di accesso alle notizie. La differenza diventa ancora più marcata quando parliamo di informazione locale: tra gli italiani che hanno accesso a internet, la stessa internet è la prima fonte di notizie locali (31%) sopra la televisione (23%). Per quanto riguarda internet, ovviamente, sono i social media a farla da padrone, principalmente Facebook, con la sua capacità di penetrazione attraverso gli smartphone in gran parte della popolazione.

Le riflessioni da fare sarebbero numerose: per una testata locale come “La Valdichiana”, che opera a livello locale e che fin dalla sua nascita si è contraddistinta per lo spiccato utilizzo delle tecnologie digitali, è fondamentale comprendere il ruolo sociale che è chiamata a svolgere in un territorio all’interno di un mondo sempre più interconnesso. Da una parte c’è la costante attenzione alle innovazioni del settore e ai processi formativi per rimanere aggiornati, dall’altra la necessità di informare correttamente i lettori che utilizzano sempre più internet e i social media come fonte prioritaria di notizie.

Anche se gli strumenti stanno cambiando, anche se l’orizzonte è difficile da vedere nell’epoca dei social media, l’etica alla base del lavoro giornalistico non è cambiata. Se la stampa è sempre stata considerata come il “Quarto Potere”, la sua importanza non è necessariamente diminuita: il suo potere rimane, ed è di fondamentale importanza nella nostra società, assieme alla responsabilità che ne consegue. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, era la lezione di vita di Spider-Man. E non è un caso che Peter Parker, l’alter-ego del supereroe coi poteri di ragno, lavorasse proprio come giornalista di un quotidiano locale.

La crescente importanza dei social media come fonte di informazione dona agli editori digitali un grande potere, poiché sempre più lettori, anche nei territori più periferici, utilizza questi strumenti per accedere alle notizie locali. Ma è un potere che porta con sé una grande responsabilità, per garantire la correttezza dell’informazione e il rispetto della deontologia della professione giornalistica. Non ci addentreremo in questa sede nel dibattito sulle bufale e sulle “Fake news”: per chi svolge attività giornalistica, per chi opera nel rispetto della legge e dell’etica con testate editoriali regolarmente registrate, l’utilizzo dei mezzi digitali non dovrebbe cambiare il modo di lavorare, semplicemente perché fin dagli albori era chiamato a verificare le notizie prima di pubblicarle.

Quello che voglio affrontare, in realtà, è il modo di stare sui social media: perché tutti gli utenti hanno la possibilità di pubblicare post su Facebook o su Twitter, ma giornalisti ed editori sono chiamati a utilizzare questi strumenti in maniera più consapevole, a prescindere dagli standard minimi e dalle condizioni d’uso dettate dai colossi statunitensi che li controllano. Una testata non può permettersi di pubblicare una notizia falsa, neppure nel suo account Facebook; il suo ruolo pubblico, che qualifica il suo potere, porta con sé una responsabilità che deve essere rispettata anche sui social media.

È importante sottolineare che i social media sono mezzi di relazione e che facilitano la conversazione. Se una testata editoriale li utilizza unicamente come mezzi di distribuzione, pubblicando una serie infinita di link per ricevere visite distratte al proprio sito web, compie a mio avviso un errore e vanifica il suo ruolo. I social media offrono opportunità di relazione, per comunicare in maniera interattiva e non unidirezionale, per parlare assieme ai lettori; a prescindere dalle condizioni d’utilizzo del mezzo, una testata editoriale è responsabile eticamente anche dei commenti e delle conversazioni che riceve sui propri account sui social media.

La nostra redazione si è sempre impegnata a valorizzare il confronto e la conversazione sui social media, a rispondere ai commenti dei lettori e a favorire il confronto civile. Non sempre ci siamo riusciti, soprattutto su Facebook, che avrebbe bisogno di un’attenzione costante da parte di uno staff interamente dedicato. Tuttavia, non cerchiamo scuse: preferisco pubblicare una notizia in meno, se questo serve a curare maggiormente la relazione con i lettori e rispondere alle loro richieste. Preferisco moderare i commenti volgari e cercare di aiutare gli utenti a trovare le informazioni che cercano, piuttosto che utilizzare gli account del nostro magazine come una discarica di link.

Questo è uno dei motivi per cui abbiamo ufficializzato una Social Media Policy, che spiega pubblicamente il nostro modo di utilizzare i social media e le regole da seguire. Si tratta di un regolamento aggiuntivo ai termini d’utilizzo propri dei rispetti social (Facebook, Twitter, Instagram: tutti hanno la loro licenza d’uso, che un utente approva al momento dell’iscrizione) e che spiega il nostro modo di intervenire sui commenti attraverso la moderazione delle volgarità e il rispetto della Netiquette. Una politica di intervento che abbiamo sempre utilizzato, fin dalla nascita della testata, ma che abbiamo deciso di ufficializzare soltanto pochi mesi fa, per rendere evidente a tutti gli utenti il nostro lavoro. Questo strumento chiarisce quindi il nostro potere editoriale di intervenire sulla conversazione online: ma, allo stesso tempo, ci obbliga al rispetto di quella responsabilità pubblica dovuta al nostro ruolo.

Il nostro impegno non è soltanto quello di informare correttamente i nostri lettori, ma anche di dialogare con loro, aiutarli a trovare le informazioni corrette, favorire lo scambio e il confronto pubblico negli strumenti digitali collegati alla nostra testata. I commenti saranno monitorati e moderati, ai messaggi privati verrà sempre data una risposta, nel rispetto reciproco e nella massima trasparenza. Può sembrare banale, ma non lo è affatto, se si considera il panorama locale, nazionale e internazionale.

Dagli errori non ci si difende: dagli errori si impara, chiedendo scusa. Perché il rapporto onesto e autentico con i lettori è l’unica forma di autorità che è rimasta a chi svolge questa professione in maniera seria: ed è una precisa responsabilità che compete ai tanti Peter Parker, anche quando svestono i panni di Spider-Man.

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Oltre la notizia: che succede in Valdichiana?

L’arrivo del nuovo anno è il momento per festeggiare per programmare i buoni propositi per il futuro: si lascia l’anno vecchio e ci si prepara a quello nuovo, mettendo da parte…

L’arrivo del nuovo anno è il momento per festeggiare per programmare i buoni propositi per il futuro: si lascia l’anno vecchio e ci si prepara a quello nuovo, mettendo da parte ciò che è stato e gettando le basi per ciò che dovrà venire. Per quanto ci riguarda, il 2016 è stato pieno di sorprese e soddisfazioni, che ci hanno portato in lungo e in largo per la Valdichiana, raccontando storie e coinvolgendo i lettori in progetti editoriali sempre nuovi.

Anche per questo 2017 non vogliamo perdere lo slancio creativo, la voglia di innovare e di cercare soluzioni sempre più orientate al servizio per i nostri lettori, per far crescere la consapevolezza e le opportunità di tutti coloro che vivono la Valdichiana, o più semplicemente, la amano. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente questa testata giornalistica, che nel corso degli ultimi anni ci ha regalato tante soddisfazioni grazie al vostro supporto e alla vostra collaborazione: anche per quest’anno, quindi, le sorprese non mancheranno!

La prima novità per il 2017 è rappresentata dall’evoluzione della veste grafica del magazine: chi ha visitato la homepage avrà già notato la differenza con il passato: la diminuzione di blocchi relativi agli ultimi articoli delle rubriche e un grande spazio dedicato all’aggregatore dei principali social network. Dal momento che “La Valdichiana” si concentra nell’offrire contenuti e approfondimenti di qualità, a discapito della quantità, le uscite di articoli settimanali rimarranno invariate, ma questo non sarà un buon motivo per frequentare il sito web soltanto una volta a settimana, anzi!

Nel flusso di informazioni del web e nelle centinaia di notifiche dei social network, è sempre più difficile orientarsi: noi crediamo che parte del nostro lavoro giornalistico sia quello di offrire gli strumenti per comprendere questo flusso informativo, curare i contenuti e offrire un servizio quanto più possibile autorevole e verificato. Non andremo a caccia di clic, non cercheremo di blandire gli utenti con informazioni inutili: vogliamo parlare con voi, non al posto vostro. E per far questo, abbiamo modificato la homepage per mettere in risalto i contenuti che riteniamo più utili, autorevoli e verificati del nostro territorio sui social network.

L’aggregatore che trovate nella homepage si aggiorna ogni sei ore, e vi offre una selezione dei contenuti più interessanti per contribuire a informarvi su ciò che succede in Valdichiana. Per il momento ci siamo concentrati sul nostro profilo Twitter, che aggiorna quotidianamente gli utenti con le notizie principali del territorio; a questi tweet sono state aggiunte le nuove uscite video del canale YouTube, e altri contenuti che non sono creati da noi ma che abbiamo verificato e selezionato per l’inserimento in quest’unico contesto editoriale. Ad esempio, la pagina Facebook della Protezione Civile dell’Unione dei Comuni, con tutte le informazioni sugli eventuali allarmi meteo, e le pagine della Questura di Siena e del Centro Pari Opportunità Valdichiana; oppure il profilo Instagram di Valdichiana Living, con immagini e fotografie del nostro territorio. Lo strumento è ancora in fase di test, e i contenuti potranno essere modificati, aumentati o sostituiti, a seconda dei vostri consigli e delle vostre esigenze.

Passare in rassegna tutti i quotidiani e i magazine, scorrere gli stream dei social network, seguire i telegiornali: tutto ciò non è solo sempre più lungo e faticoso da fare, per via della quantità di contenuti prodotti sul web, ma non più sufficiente per comprendere pienamente la complessità del mondo che circonda, anche in un territorio periferico come quello della Valdichiana. Il nostro tentativo è quello di affiancare ai nostri contenuti settimanali, con gli approfondimenti e le rubriche di carattere storico o culturale, gli aggiornamenti sugli eventi e la cura dei contenuti pubblicati sui social network. Visitare la homepage di www.lavaldichiana.it, insomma, sarà un ottimo modo per rimanere costantemente aggiornati su quello che succede nel nostro territorio!

Dare le notizie non basta più: le sfide editoriali del futuro ci impongono di imparare a filtrare, scegliere, spiegare. Senza avere la pretesa di pensare al posto dei lettori, ma dando loro gli strumenti per formare una loro opinione. Questo è quello che abbiamo sempre voluto fare, agendo come compagni affidabili al servizio dei lettori, che sono sempre stati il nostro fine e non il mezzo. Buon anno a tutti!

 

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L’editoria torna a scuola: il progetto dei licei poliziani

Per un editore è fondamentale conoscere i propri lettori, e per chi lavora in una redazione web è importante comprendere come le nuove generazioni si approcciano al giornalismo e come fruiscono…

Per un editore è fondamentale conoscere i propri lettori, e per chi lavora in una redazione web è importante comprendere come le nuove generazioni si approcciano al giornalismo e come fruiscono le news online. Il progetto messo in campo dai Licei Poliziani e da Valdichiana Media a partire dal mese di Novembre 2016 risponde proprio a quest’esigenza, avvicinando la scuola all’editoria e permettendo agli uni di imparare dagli altri.

I millennials e l’informazione. Li chiamano “millennials” perché sono nati a cavallo del nuovo millennio e hanno avuto fin dall’infanzia una grande dimestichezza con la tecnologia e con la comunicazione digitale. Nella fascia d’età tra i 15 e i 35 anni dei millennials sono compresi sia gli studenti dei Licei Poliziani che parteciperanno al progetto, sia i professionisti di Valdichiana Media che seguiranno la sala stampa: ma nei quindici anni di differenza tra i due, ci sono differenti tipologie di fruizione dell’informazione online e del modo di approcciarsi all’editoria.

La premessa è infatti doverosa: i millennials non leggono le news online, come ha fatto notare poche settimane fa Datamediahub sulla base dell’indagine estiva messa a disposizione da Audiweb. Gli editori utilizzano Facebook come uno dei principali veicoli di traffico verso i loro contenuti editoriali, ma i millennials non sembrano rispondere con grande interesse, nonostante la loro maggiore dimestichezza con i media digitali rispetto alle generazioni più anziane. La fascia d’età 13-17 anni ha una media del 2% di accesso ai contenuti editoriali pubblicati dagli editori (i link alle news online), e la fascia d’età 18-24 anni ha una media dell’11%, comunque una minoranza rispetto agli ambiziosi obiettivi degli editori digitali. Nonostante l’utilizzo degli Instant Articles, il social media marketing e tutte le strategie digitali che preferite, se i millennials non leggono le news online non è evidentemente un problema di formato o di tecnologia, bensì un problema di tematiche, linguaggi e scelte editoriali.

La Sala Stampa ai Licei Poliziani. Quale modo migliore di affrontare il rapporto tra editori digitali e millennials nel nostro territorio, se non mettere la redazione di questo web magazine in una classe di ragazzi dei Licei Poliziani? In totale i ragazzi coinvolti nel progetto della sala stampa sono 34, due classi terze del Liceo Scientifico impegnate nell’alternanza scuola/lavoro. Assieme a loro Valdichiana Media andrà ad approfondire il ruolo del giornalismo e della comunicazione digitale nelle nuove generazioni, per tutto l’anno scolastico, attraverso laboratori e lezioni frontali, uscite didattiche e momenti di riflessione.

Le attività che si svolgeranno all’interno della sala stampa, appositamente allestita all’interno del plesso scolastico, sono molteplici: dalla realizzazione di un giornalino cartaceo alla registrazione di un telegiornale studentesco, dalla gestione dei social network dei Licei Poliziani all’elaborazione dei comunicati stampa; infine, attraverso la preparazione di inchieste giornalistiche, i ragazzi avranno l’opportunità di apprendere le caratteristiche della professione e mettersi in gioco lungo tutto il percorso del processo editoriale, dall’ideazione di un testo alla sua pubblicazione.

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L’editoria torna a scuola. Di fronte a una classe di ragazzi di circa sedici anni d’età, non si può che tornare con la mente all’analisi precedente sulla fruizione delle news online da parte dei millennials. Questi ragazzi, dopo una breve analisi durante il primo incontro, sembrano in linea con i loro coetanei nella dimestichezza con i social network e nella facilità d’accesso agli strumenti della comunicazione digitale. Tutti possiedono uno smartphone e tutti utilizzano Whatsapp, mentre una decina ha anche Telegram; solamente in due non utilizzano Facebook, mentre in 16 usano anche Snapchat. Soltanto una ragazza afferma di leggere i giornali di carta, ma soltanto perché li trova gratuitamente al bar o perché li porta a casa il padre. Tutti erano a conoscenza dei risultati delle elezioni negli USA (il primo incontro si è tenuto giovedì 10 novembre), grazie alle informazioni trovate nei loro smartphone e negli stream dei social network; in molti casi le notizie su Clinton e Trump li hanno raggiunti senza che le dovessero cercare.

La nostra redazione non ha delle soluzioni a portata di mano. Non sappiamo quale possa essere il futuro degli editori digitali e del loro rapporto con i millennials, ma l’incontro tra i ragazzi delle classi terze e i giovani professionisti della comunicazione digitale non può che essere positivo. Non ci consideriamo dei maestri, perché dai sedicenni c’è tanto da imparare, non solo da insegnare. La sala stampa dei Licei Poliziani sarà una sfida e una splendida esperienza formativa per tutti noi.

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Terremoto, emergenza e verifica delle fonti

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni…

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni subiti da cittadine come Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto hanno fatto registrare quasi trecento vittime e una situazione ancora ben lontana dall’essere risolta.

Questi, finora, i fatti: a distanza di una settimana dal drammatico evento, possiamo parlare di un terremoto che ha causato ingenti danni, distrutto paesi e causato centinaia di vittime. Ma ricostruire i fatti non è così facile come sembra, e il nucleo di informazioni dell’evento accaduto lo scorso 24 agosto può essere difficile da raggiungere. Perché fin dalla mattina successiva al terremoto si sono susseguite notizie, smentite, commenti e opinioni; tra televisioni, giornali, radio e social network, la sovrabbondanza di informazioni ha amplificato, assieme ai fatti, anche errori e notizie non verificate.

Per spiegare l’importanza della verifica delle fonti cercherò di ricostruire l’operato della nostra redazione proprio a partire dal caso del terremoto. Quando siamo di fronte a un’emergenza, la necessità di informare rapidamente tutti gli utenti interessati è continuamente minacciata dal timore di compiere errori o di diffondere notizie false per inseguire la velocità: e questo è un rischio tanto più grande quanto è pronta la redazione a gestire i rapporti con le emergenze. Quello che la nostra redazione ha seguito per trattare l’argomento è stato il Verification Handbook, la guida alla verifica dei contenuti digitali, da poco tradotta in italiano grazie all’associazione Slow News.

La mattina del 24 agosto, come prevedibile, il mondo dell’informazione era scosso dal terremoto del centro Italia: tutte le redazioni dovevano confrontarsi con quello che era accaduto durante la notte, con le sue conseguenze, e con le richieste dei lettori alla ricerca di maggiori informazioni. La nostra redazione si occupa di Valdichiana, quindi trattiamo informazioni locali: nei casi di emergenza nazionale offriamo informazioni relative ai rapporti tra questo territorio e il contesto generale. In questo caso, quindi, la nostra linea editoriale era chiara: capire se in Valdichiana c’erano stati danni, indagare sulla presenza di persone dalla Valdichiana nei luogi dell’emergenza, informare correttamente sulle modalità con cui gli abitanti della Valdichiana potevano aiutare i terremotati.

La mattina dopo il terremoto, nelle testate web e sui social network sono rimbalzati commenti e notizie sull’onda dell’emozione; addirittura un giornale locale è uscito nella versione online parlando di danni anche in provincia di Siena (l’articolo è stato poi rimosso, quando era ormai chiaro che la notizia non era verificata). La nostra direttrice si è limitata a riportare la notizia che il terremoto era stato avvertito anche nell’area della Valdichiana, uscendo in ritardo rispetto agli altri, ma incrociando i lanci delle agenzie con le informazioni provenienti dalla Protezione Civile e dai responsabili locali. Nel frattempo abbiamo scoperto che un gruppo di circa 70 ragazzi di Chianciano Terme si trovava in campeggio proprio nei pressi di Amatrice: come prevedibile, il rischio di panico era notevole, perché la Valdichiana rischiava di essere coinvolta direttamente nel terremoto. Anche in questo caso la direttrice ha ritardato le pubblicazioni, evitando i titoli sull’onda dell’emozione e del click-baiting, seguendo con correttezza l’ordine degli avvenimenti per tranquillizzare i genitori locali.

Dal momento che sui social network continuavano a susseguirsi gli allarmismi e le richieste di opere di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto, abbiamo fatto un ragionamento interno alla redazione e abbiamo pensato di pubblicare un articolo che chiarisse come si stava muovendo il nostro territorio a livello istituzionale e pubblicare un’infografica sui social network per dare informazioni utili. Abbiamo trovato una serie di linee guida sui comportamenti da tenere in caso di terremoto, ma prima di condividerla abbiamo utilizzato Google Images per verificarne la paternità e siamo risaliti fino alla fonte, seguendo le indicazioni del Verification Handbook.

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Nel tardo pomeriggio del 24 agosto è arrivata una notizia sconvolgente da oltreoceano: la ABC, uno dei colossi media degli Stati Uniti, inseriva Montepulciano tra le città distrutte dal terremoto. Attraverso l’intervista a un presunto testimone oculare, uno dei notiziari più importanti a livello internazionale diffondeva una notizia completamente falsa. Nel giro di poche ore agli uffici turistici locali sono giunte richieste allarmate di americani che volevano chiedere maggiori informazioni sul terremoto o annullare le prenotazioni per le vacanze, sull’onda della falsa informazione trasmessa dalla ABC News. Le smentite da Montepulciano sono arrivate con forza, ma la ABC non ha ancora ufficialmente rettificato, né chiesto scusa per l’errore. Eppure, nei giorni del Bravìo delle Botti, la cittadina è stata visitata da migliaia di persone, e tutti hanno potuto constatare con i loro occhi l’errore compiuto dalla redazione statunitense.

Le vicende successive al terremoto del 24 agosto ci insegnano che anche una piccola redazione locale può fare molto per la verifica delle fonti e per offrire al lettore informazioni utili. Anche la redazione di una grande testata giornalistica può sbagliare: un testimone può raccontare una bugia, oppure può trattarsi di un mitomane alla ricerca di visibilità. Quel che conta è l’approccio, la responsabilità di compiere un passo ulteriore per verificare le fonti a discapito della rapidità di pubblicazione. L’operato della nostra redazione durante il terremoto della scorsa settimana è stato premiato dai lettori, siamo stati ringraziati personalmente da alcuni utenti; l’ufficio stampa di Montepulciano ci ha chiesto aiuto nei rapporti con la ABC, dimostrando apprezzamento per il nostro operato. Credo quindi che le lezioni imparate dal Verification Handbook siano state utili, e che un’informazione corretta e verificata sia sempre la scelta vincente, a discapito della velocità e del click-baitingSe tratti i tuoi lettori con rispetto, ne otterrai reputazione e soddisfazione, e la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro.

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Raccontiamo insieme la Valdichiana, tra musica e parole

Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”,…

Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”, che negli anni si è ritagliata uno spazio sempre maggiore nel nostro territorio, orientandosi sempre più sull’approfondimento piuttosto che sulla diffusione di comunicati stampa, non può prescindere dall’approccio narrativo: il desiderio di raccontare è il carburante del nostro motore. È questo l’approccio che ci ha spinto a realizzare i reportage sui migranti di Torrita, sulla raccolta fondi al Lago di Montepulciano, le analisi economiche, le interviste, i dietro le quinte degli spettacoli teatrali.

Il ruolo dell’editoria e del giornalismo, e quello dei professionisti della comunicazione in senso più generale, vive in questi anni un periodo di grandi mutamenti e si trova di fronte a un futuro incerto. Ma noi crediamo fortemente che sia finita l’epoca in cui il lettore era soltanto un utente passivo. È finita l’epoca in cui soltanto un giornalista poteva diffondere una notizia, soltanto uno scrittore poteva raccontare una storia, soltanto un editore poteva decidere cosa pubblicare; un sistema che era in crisi ancor prima dell’avvento dei social network e dell’user-generated content.

Nell’attuale panorama, dove alcune testate giornalistiche neppure hanno una strategia di presenza sui social network, noi vogliamo osare di più: pensiamo che i social network non siano una piattaforma di distribuzione (come ci insegnano i professionisti del settore), ma che siano uno strumento per migliorare il rapporto con i nostri lettori, per costruire una relazione di fiducia, seria e duratura. Perché “La Valdichiana” è prima di tutto una community, una comunità virtuale che si fonde a una comunità reale che vive in questo territorio, con tutte le sue identità e le sue storie da raccontare.

Impatto Zero

Impatto Zero

Tutto questo per spiegare che il nostro obiettivo è quello di contribuire al racconto del nostro territorio, dialogando con la nostra comunità; evitando però il rapporto unidirezionale dei media tradizionali, con l’asimmetria di potere tipica della televisione o dei quotidiani. Noi vogliamo raccontare le vostre storie, vogliamo aiutarvi a farvele narrare e a farvene conoscere di nuove. Non per appropriarci indebitamente dei vostri contenuti, bensì per costruire assieme un progetto editoriale e valorizzarci a vicenda. Se ci pensate, era questo il vecchio ruolo dell’editoria, sacrificato con il passare del tempo sull’altare del dio Denaro.

Se i nostri lettori hanno storie sul territorio, noi siamo qui per loro. Parliamone assieme, lavoriamoci assieme; facciamole funzionare, facciamoci coinvolgere. Dei passi in avanti in questa direzione sono stati già compiuti, basta osservare le nostre ultime pubblicazioni, gli eventi che abbiamo organizzato e le rubriche che abbiamo lanciato; ma stavolta vogliamo fare ancora di più, fornendo ai nostri lettori tutta la nostra professionalità e la nostra capacità di dialogare.

Inaugureremo il nuovo corso con due storie, che comprendono reportage multimediali ed eventi dal vivo, che riguardano dei giovani artisti del nostro territorio. Aspiranti musicisti, che si impegnano per il salto di qualità dall’impegno amatoriale a quello professionale, e che hanno tanto da raccontare: i Toscana Sud, crew di giovani rapper della Valdichiana che già da un anno porta avanti il contest di freestyle Spit Fix, e gli Impatto Zero, gruppo alternative rock di Trequanda che sta per pubblicare il primo disco.

Toscana Sud

Toscana Sud

Vogliamo raccontare le loro storie, non per pubblicizzare le loro opere, ma per comprendere i loro sogni, le loro speranze, le loro aspirazioni. Vogliamo raccontare le loro esperienze musicali, le loro autoproduzioni, la loro fatica e la loro gioia, i successi e gli insuccessi, perché attraverso di essi possiamo raccontare il fermento del nostro territorio e della nostra epoca. Vogliamo dare gli strumenti a chi volesse imitarli, oppure contattarli per collaborare, per migliorarsi vicendevolmente. Vogliamo aiutare il territorio ad essere sempre più in relazione, a trovare connessioni positive, tutti parte di narrazioni condivise e non più unilaterali.

Noi ci metteremo tutta la nostra passione e la nostra professionalità. Voi non dovrete soltanto leggerci o ascoltarci, voi siete parti di tutto questo. Costruite, scrivete, proponete, partecipate: il potere è nelle vostre mani. Le nostre storie sono le vostre: raccontiamole assieme!

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Attivisti e guerra civile: Young Syrian Lenses

Raccontare non è mai facile, soprattutto un tema difficile come la guerra civile. Eppure, Ruben e Filippo non si sono scoraggiati. Anche se la guerra civile siriana è in corso da…

Raccontare non è mai facile, soprattutto un tema difficile come la guerra civile. Eppure, Ruben e Filippo non si sono scoraggiati. Anche se la guerra civile siriana è in corso da quasi quattro anni, da quando la Primavera Araba ha intaccato il governo di Assad e ha fatto precipitare il paese in un periodo di nevrosi bellica, la necessità di raccontare quello che sta succedendo è evidente a tutti.

Una necessità particolarmente sentita dai giovani reporter siriani, che sono i protagonisti del documentario “Young Sirian Lenses” di Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti. Dei giovani attivisti media di Aleppo che si trovano a vivere in mezzo alle bombe e che cercano di far passare all’esterno le informazioni della lotta contro il regime di Assad e la drammatica situazione che sta vivendo la popolazione, tra forze contrapposte e corpi dilaniati tra le macerie.

Filippo_BiagiantiAleppo, Tokyo, Montepulciano. Un legame particolare tra città così lontane tra di loro: dalla Siria alla Valdichiana, fino al Giappone. Il documentario ha come intento quello di raccontare la realtà siriana con un approccio umano, senza cadere nella retorica dell’appartenenza religiosa o della spettacolarizzazione della guerra. Un progetto portato avanti e concluso senza budget, in maniera indipendente e volontaria, girato tra il 30 aprile e il 9 maggio 2014 ad Aleppo. Le riprese sono state curate da Ruben Lagattolla, giovane cameraman marchigiano che ha già lavorato sul campo sociologico nel Medio oriente e nei Balcani. Le riprese in Siria hanno avuto come tema centrale l’attività dei ragazzi che lavorano nei network di informazione locali, i loro rapporti con la popolazione, la censura e i media internazionali, per testimoniare i tragici episodi che si verificano ogni giorno ad Aleppo.

Ruben_LagattollaTornato in Italia, Ruben ha cercato aiuto per la produzione e il montaggio, iniziando a collaborare con Filippo Biagianti. Filippo vive e lavora come giornalista a Urbino ma è originario della Valdichiana, è infatti nato a Montepulciano e ha lavorato in questo territorio ai suoi primi documentari, in occasione di una manifestazione simbolicamente importante come il Bravìo delle Botti.

 

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Dopo un lungo periodo di montaggio, i due autori hanno pubblicato “Young Syrian Lenses” e hanno cominciato le prime proiezioni. Hanno viaggiato in tutta Italia con circa 50 date, con il patrocinio di Amnesty International, passando per la selezione ufficiale al RIFF (Rome Independent Film Festival). Nei primi giorni di settembre saranno a Grosseto per il Clorofilla Film Festival, mentre a ottobre li aspetta il Pisa Film Forum.

Il loro più grande obiettivo, tuttavia, resta Tokyo: il 12 ottobre si terrà la nuova edizione del UNHCR Refugee Film Festival, una vetrina internazionale perfetta per far conoscere il loro lavoro e la situazione di Aleppo, per far sì che il loro racconto possa avere un’influenza positiva sulla guerra civile siriana. Un altro poliziano è stato coinvolto nel progetto, quasi per un segno del destino: Michelangelo Severini, originario di Montepulciano, che lavora all’Istituto di cultura italiana a Tokyo, li attende nel paese del Sol Levante per la presentazione ufficiale del documentario.

YSL3Tutto ciò che Ruben e Filippo hanno fatto, assieme agli altri collaboratori, è stato fatto in maniera assolutamente indipendente e gratuita. Il documentario “Young Syrian Lenses” è stato selezionato dal film festival UNHCR di Tokyo, ma le spese di viaggio e di produzione dei DVD saranno a carico degli autori. Per questo motivo Ruben e Filippo hanno pensato di avviare un crowfunding sulla piattaforma Ulule per contribuire alle spese di viaggio: un progetto che prevede la vendita dei DVD con i contenuti speciali.

“L’importanza di partecipare a questo festival è elevata – spiegano i due autori – in quanto ci permetterà di parlare nel contesto delle Nazioni Unite del dramma siriano e di continuare la sensibilizzazione ad agire in maniera seria su questo paese dimenticato! Anche nel caso in cui non sia possibile per voi contribuire al progetto, se ritenete che sia valido condividete la pagina e suggeritelo a degli amici che potrebbero essere interessati.”

La situazione in Siria è drammatica, e anche la possibilità di raccontarla con uno sguardo indipendente è un diritto che non possiamo perdere. Per questo sosterremo il progetto “Young Syrian Lenses“, con la speranza di organizzare una proiezione del documentario nel nostro territorio.

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Libero Accesso, dove il giornalismo mette a confronto una comunità

Raccontare il territorio con passione e innovazione, coniugando l’ottica locale a quella globale: sono questi i concetti che teniamo a mente in ogni nostro lavoro. È stato così anche per…

Raccontare il territorio con passione e innovazione, coniugando l’ottica locale a quella globale: sono questi i concetti che teniamo a mente in ogni nostro lavoro. È stato così anche per la nostra ultima esperienza, Libero Accesso, il programma televisivo co-prodotto insieme a Tele Idea, storica emittente locale.

Per la nostra redazione, Libero Accesso è stato una bella esperienza dal punto di vista lavorativo e formativo. Un lavoro giornalistico scrupoloso con un ritmo rapido e coinvolgente, un approccio vivace e fresco agli argomenti trattati che ha permesso agli spettatori di interagire con gli ospiti in studio.
Abbiamo cercato di raccontare i pregi e difetti di un territorio sempre più in cambiamento: lavoro, sanità, trasporti, immigrazione, scuola e così via. Di questi argomenti ne abbiamo discusso con politici e tecnici, per avere un quadro più completo delle opinioni e delle posizioni, mettendo in condizione il telespettatore di formarsi un proprio punto di vista.

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Alessia Zuccarello e Chiara Magliacane

Dobbiamo ammettere che la produzione di questo programma è stata più lunga e faticosa del previsto. Ma era quello che volevamo, perchè siamo una redazione multidisciplinare e multimediale che non vuole limitarsi alla piattaforma web ma allargarsi anche ai media tradizionali. Perché la reputazione di una testata editoriale, al giorno d’oggi, non si limita al suo prodotto principale, ma fa parte di un vero e proprio brand che comprende il suo ecosistema digitale, le relazioni virtuali e reali con i lettori e con i membri delle nostre comunità.

Il legame con il territorio è evidente, anche se siamo una testata online: il web è un ambiente virtuale dove tutti possono dire la loro opinione, a volte anche nascondendosi dietro a identità fittizie e scatenando le peggiori emozioni, ma quando si è chiamati a parlare in televisione di argomenti delicati come quelli trattati a Libero Accesso, non è sempre facile metterci la faccia. Argomenti fondamentali per la società in cui viviamo, che non possono essere liquidati con una semplice frase di circostanza come: “Grazie, ma l’argomento è troppo difficile!”.

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Alessio Banini

Gli argomenti trattati da Libero Accesso possono essere stati difficili, ma purtroppo o per fortuna sono alcune delle fondamenta della nostra società. Forse siamo abituati ad assistere a programmi televisivi e approfondimenti giornalistici dove si parla a senso unico, lasciando dettare l’agenda ai politici? Con Libero Accesso abbiamo creato un confronto tra tecnici, politici e cittadini per affrontare questi temi da molteplici punti di vista, cercando di proporre soluzioni o di portare alla luce le opinioni altrui, stimolando il confronto.

Libero Accesso non voleva essere l’imitazione di un talk show generalista, ma un vero e proprio programma di confronto e interazione tra più parti in cui anche gli spettatori potevano partecipare, nell’ottica di quella Social Tv che anche le grandi emittenti stanno sempre più utilizzando. Speriamo di poter ripetere l’esperimento la prossima stagione, arricchendolo con elementi ancora più innovativi e sempre più coinvolgenti, con contenuti di maggiore qualità.

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Matteo Biagi e Alessia Zuccarello

Siamo orgogliosi di aver partecipato alla produzione di Libero Accesso, e non possiamo che ringraziare Tele Idea per l’opportunità che ci ha dato.
Anche il pubblico ci ha dimostrato la sua partecipazione e il suo apprezzamento, dandoci qualche consiglio sui temi da affrontare o sugli ospiti da invitare in trasmissione, oppure criticandoci per migliorare.

Reduci dalla partecipazione al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, possiamo essere ulteriormente orgogliosi di Libero Accesso: un giornalismo che vuole creare coinvolgimento e confronto, quel confronto che se portato avanti in maniera costruttiva, senza cercare la polemica facile o il pollaio televisivo, può servire a migliorare tutta la comunità.
Siamo convinti che il futuro dell’editoria passi per il concetto di membership, ovvero la capacità di interagire con una comunità di lettori affezionati e appassionati. L’unico modo per rendere i nostri lettori membri della comunità de La Valdichiana è quello di mantenere alto il livello qualitativo dei nostri contenuti editoriali, investire continuamente sulla serietà della nostra reputazione online e offline. Perché, anche se il nostro prodotto è gratuito, gli unici “padroni” da cui dipendiamo siete proprio voi, i nostri lettori, che fanno parte della nostra comunità.

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Valentina Chiancianesi e Roberto Cozzi Lepri con gli ospiti

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La Valdichiana: è tempo di cambiamenti

Raccontare un territorio significa viverlo, conoscerlo, entrare in contatto con le sue vere radici culturali: partecipare, in qualche modo, alla costruzione della sua identità. E un territorio come quello della…

Raccontare un territorio significa viverlo, conoscerlo, entrare in contatto con le sue vere radici culturali: partecipare, in qualche modo, alla costruzione della sua identità. E un territorio come quello della Valdichiana non è un territorio da cartolina, bensì un rapporto continuo tra uomo e natura, tra passato e futuro, in cui l’uomo ha contributo a modificare il pesaggio, adattandolo al cambiamento.

Quando abbiamo fondato “La Valdichiana”, meno di due anni fa, lo abbiamo fatto per dare voce a questo territorio. Volevamo creare una testata giornalistica che rivendicasse la Valdichiana come territorio e come identità centrale, che non fosse semplicemente un inserto di un altro giornale o un luogo di confine in altri contesti. Pur senza ospitare un capoluogo di provincia, pur nel suo provincialismo e nella sua rete diffusa di comuni, idee, somiglianze e diversità, eravamo convinti che la Valdichiana avesse una dignità da raccontare. E non volevamo che questo giornale diventasse simile a una cartolina del paesaggio, un luogo in mostra da visitare e non da vivere, schiavo del suo passato. Proprio come gli uomini che hanno modificato il paesaggio della Valdichiana, ci siamo resi conto che il nostro e il vostro giornale aveva necessità di cambiare.

Nel corso di questi 18 mesi circa, abbiamo lavorato per darvi informazione di qualità, abbiamo acquisito autorevolezza e rispetto grazie alla nostra professionalità, affrontando con umiltà e dedizione il lavoro quotidiano. Abbiamo investito su canali di diffusione come i social network senza averne paura, abbiamo cercato di migliorarci in continuazione senza adagiarci sugli allori. Perchè credevamo che il territorio avesse bisogno di un giornale come questo, e noi dovevamo continuamente dimostrare di essere all’altezza di un compito del genere. Abbiamo fatto del nostro meglio: a volte non è bastato, ma ci siamo impegnati per migliorarci, adattarci, cambiare.

10866068_708426619272269_1362214249792088555_oSiete stati in tantissimi a seguirci: sul sito, sui social, attraverso le mail e i commenti. Abbiamo sentito una vicinanza e un’apertura che non si è limitata al mondo virtuale: ci siamo incontrati agli eventi, nei convegni, alle conferenza stampa e in tanti altri momenti di ritrovo. Abbiamo pubblicato tantissimi articoli, dando spazio alle notizie ma anche alle rubriche, alle opinioni, ai contributi di blogger e lettori. Abbiamo parlato tanto, ma soprattutto abbiamo ascoltato. Perchè in quest’era dell’informazione una testata giornalistica non può limitarsi a parlare in maniera unidirezionale con l’autorevolezza della pubblicazione regolarmente registrata: deve partecipare a una conversazione, ampliare la partecipazione, usare la sua professionalità per operare un filtro in maniera positiva e garantire la pluralità e la democrazia dell’informazione.

Da quando abbiamo cominciato quest’avventura, quindi, abbiamo fatto tanto. Anche troppo, forse. Ma il risultato è chiaro: “La Valdichiana” non basta più. Abbiamo raggiunto il nostro scopo, abbiamo capito che il territorio ha una sua dignità da raccontare, e il nostro giornale, così come il nostro lavoro, deve cambiare e adattarsi per affrontare le sfide future. Ci assumiamo un rischio: avremmo potuto accontentarci dei successi conseguiti e rimanere seduti orgogliosamente in cima al nostro piccolo feudo, ma vogliamo fare sempre di più e sempre meglio. Vogliamo contribuare a far crescere questo territorio e crescere assieme ad esso. Vogliamo dimostrare continuamente di essere all’altezza.

Siamo lieti di annunciare la nostra partecipazione a “QuiNews”: un network indipendente di testate locali con sede a Firenze, con un’agenzia videogiornalistica che vuole diventare il punto di riferimento online per la Toscana. Abbiamo sposato il progetto e daremo vita a“QuiNewsValdichiana”, la testata giornalistica che si occuperà delle notizie dal territorio. Ospiteremo tutti gli aggiornamenti costanti dal territorio, con notizie di cronaca, attualità, cultura, politica, eventi, economia e tanto altro, in collegamento a un network di carattere regionale.

“La Valdichiana” si trasformerà invece in un magazine di approfondimento locale, con rubriche, inchieste e interviste, con tutta la professionalità a cui vi abbiamo abituati. La Valdichiana, quindi, non lascia: raddoppia. Da una parte il quotidiano, dall’altra il magazine. Ma sempre la stessa redazione, sempre lo stesso approccio, sempre la stessa volontà di essere all’altezza del territorio di cui facciamo parte.

Per una settimana rimarremo offline, in modo da poter aggiornare il layout e i contenuti dei nostri prodotti editoriali. Vi aspettiamo quindi giovedì 22 gennaio, con il nostro quotidiano di informazione QuiNewsValdichiana.it e il nostro magazine di approfondimento LaValdichiana.it. Due prodotti, entrambi gratuiti, entrambi curati da noi.

Siamo convinti che vorrete rinnovarci il vostro affetto. Tutta la redazione vi ringrazia immensamente per la strada che abbiamo percorso assieme negli ultimi mesi: adesso imbocchiamo un nuovo sentiero, e sarà un altro viaggio meraviglioso da intraprendere tutti assieme.

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” (J.Steinbeck)

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