“Crescendo noi non ci abituiamo soltanto alla legge di gravità bensì al mondo così com’è. Perdiamo a poco a poco la capacità di stupirci per quello che il mondo ci offre.” (Jostein Gaarder)

Che cosa significa diventare grandi? Crescere, indubbiamente. Diventare più maturi, abbandonando le fasi della vita più infantili per abbracciare l’età adulta. La crescita, vista come un obiettivo positivo e inarrestabile, porta con sé maggiori responsabilità, ma anche la perdita della capacità di stupirsi di fronte al mondo come un bambino ai cui occhi tutto appare nuovo ed entusiasmante.

Per il nostro giornale, diventare grandi significa prendere coscienza delle proprie responsabilità e affrontare il necessario processo di crescita. Quando abbiamo iniziato, vedevamo il mondo come dei bambini, con la carica e il divertimento di chi affronta qualcosa di nuovo. La Valdichiana è stato un esperimento che avrebbe potuto fallire, e invece viaggia a gonfie vele verso il settimo anno di vita, crescendo costantemente. E noi siamo cresciuti assieme ad essa, diventando sempre più consapevoli e responsabili.

Nel corso degli anni abbiamo contribuito a far crescere giornalisti, abbiamo coinvolto tanti collaboratori, abbiamo creato una redazione stabile e un modello giornalistico che sta dando frutti positivi. Ma crescere significa diventare grandi? Non necessariamente. Si può invecchiare senza mai maturare completamente. Invecchiare è un processo biologico, diventare grandi è un processo culturale. Non avviene naturalmente, c’è bisogno di impegno da parte nostra.

Ci siamo impegnati a crescere, senza coltivare manie di grandezza: lo capiamo ogni giorno di più lavorando a stretto contatto con i ragazzi, un impegno che si rinnova anche nel 2020 nei confronti della scuola, dell’ambiente, del teatro e del mondo giovanile in generale. Perché, pur nella crescita, qualcosa dell’adolescenza va sempre mantenuto, anche in età adulta. Ovvero la curiosità, la leggerezza, l’apertura. La capacità di stupirsi nei confronti del mondo, insomma.

Questo è lo spirito che animerà la nostra testata anche nel 2020, tra vecchi e nuovi progetti. Siamo impegnati su molti fronti, in modo da garantirvi il giornalismo a cui siete abituati con l’arrivo di nuove rubriche e articoli interessanti. Saremo ancora più impegnati in progetti collaterali che contribuiscono a mantenere vivo il nostro stupore mentre diventiamo grandi: i video di Specchio, il nuovo corso della radio, i prossimi arrivi nel negozio dedicato al territorio.

Vi facciamo quindi i nostri migliori auguri per il nuovo anno, con la speranza che anche voi possiate mantenere la capacità di stupirvi di fronte al mondo che ci circonda. Come al solito, siamo sempre pronti a parlare con voi, se avete consigli, suggerimenti o critiche. Buon 2020!

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