La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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Compleanni e notizie: un futuro da “slow journalism”

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la…

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la passione di tutta la redazione. Nel corso di questi anni abbiamo imparato a conoscere meglio il nostro territorio, con l’obiettivo di migliorare noi stessi e il nostro modo di fare giornalismo, per offrire servizi sempre più attenti alle richieste dei lettori.

Tanto rimane ancora da fare e non abbiamo intenzione di fermarci qui: il sesto compleanno coincide con l’apertura della nuova sede a Chianciano Terme, all’interno del Valdichiana Tourist Lab, come punto fisico di incontro tra i redattori e tutti i lettori interessati ad approfondire le storie affrontate dal nostro magazine. Ciò che è importante spiegare, tuttavia, è che la crescita della nostra testata non equivale necessariamente all’aumento delle attività: anzi, il nostro approccio vuole essere quello dello “slow journalism”, investendo principalmente nella qualità.

Che cos’è lo slow journalism? Un movimento che intende migliorare il mondo delle notizie, applicando la dinamica dello “slow food” al giornalismo: un approccio che intende puntare sulla qualità dell’informazione, sulla verifica delle fonti, sulle relazioni con le persone. Lo slow journalism non vuole arrivare per primo sulla notizia, anzi contesta il modello delle breaking news che hanno contribuito a creare il “fast food dell’informazione”. Per una spiegazione più dettagliata e per i modelli di riferimento, ecco un link di approfondimento: Slow Journalism.

Ci siamo avvicinati a questa filosofia nel corso degli anni, scoprendo sulla nostra pelle la validità degli argomenti espressi e utilizzandoli come modello del nostro metodo giornalistico, seppur in un ambito locale e ristretto come il territorio della Valdichiana. In questa ottica si inserisce anche il nostro nuovo progetto, Valdichiana Weekly, il servizio di informazione settimanale che intende potenziare la vecchia newsletter collegata al magazine.

Valdichiana Weekly è una rassegna ragionata e commentata delle principali notizie della settimana riguardanti il nostro territorio; esce ogni lunedì e racchiude anche il calendario degli eventi in arrivo e gli approfondimenti curati dalla redazione. Piuttosto che pubblicare notizie ogni giorno, preferiamo pubblicarle quando serve; piuttosto che rimanere travolti dal flusso indistinto delle “breaking news”, preferiamo prenderci tutto il tempo necessario per verificare le informazioni e inquadrarle in un contesto utile al lettore.

Non sarà perfetto, non sarà definitivo: ma ci proviamo, seguendo un modello che mette al primo posto l’etica professionale e il servizio ai lettori. Provate Valdichiana Weekly, se volete: è comoda da leggere e perfettamente fruibile da smartphone. Siamo ansiosi di ricevere commenti, critiche e suggerimenti!

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Buon quinto compleanno, La Valdichiana!

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un…

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un lasso di tempo nel quale si è in grado di comprendere se l’attività può sopravvivere agli sforzi e agli entusiasmi iniziali e mettere radici profonde nel terreno, per continuare a lungo nel tempo.

La Valdichiana ha compiuto cinque anni, quindi possiamo dire che la fase di startup è stata superata: quella fase in cui era più difficile emergere, ma anche quella fase in cui gli errori potevano più facilmente essere perdonati. Cinque anni fa questo progetto era una scommessa, adesso è una realtà, considerato da molti lettori come un punto di riferimento serio e autorevole. Nel corso di questi anni ci siamo rinnovati e migliorati, ci siamo sforzati di cambiare e di offrire un servizio sempre migliore, mantenendo quanto più possibile saldi i valori etici che abbiamo già descritto a lungo su queste pagine.

Il vostro sostegno ci ha permesso di raggiungere il quinto compleanno, gettando le basi per continuare ancora a raccontare il territorio in cui viviamo. Sarebbe impossibile fare un elenco completo delle tante soddisfazioni di questi anni e delle persone che abbiamo incontrato; per questo, invece che concentrarci sul passato, preferiamo concentrarci sul futuro, e sulla strada che dobbiamo ancora percorrere.

I prossimi mesi saranno caratterizzati da tante novità: per esempio il Mercante in Chiana, la nuova edizione del gioco di carte collezionabili ispirate al dialetto chianino, in cui avrete la possibilità di scegliere i nomi e le illustrazioni. Avremo inoltre il crowdfunding dedicato a “Passione senza fine”, il docufilm che racconta la vita e le emozioni del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena, la cui produzione avverrà nel corso dei mesi a venire. Per non parlare dei tanti eventi da seguire, della nuova stagione di “Giardino Valdichiana” che ci accompagnerà per tutta l’estate, con interviste e musica dal vivo, e nuovi articoli nel nostro negozio online dedicato agli approfondimenti sul territorio.

Tanti progetti in arrivo, quindi, e tante altre sfide che ci aspettano lungo il percorso. Siamo felici dei risultati raggiunti, ma non vogliamo fermarci qui, e speriamo di avervi con noi nel proseguo del cammino. Grazie a tutti e buon compleanno, La Valdichiana!

 

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Un Giardino rinnovato, la nuova stagione di Giardino Valdichiana

La Valdichiana, come testata, è nata dall’idea di fare un giornalismo che fosse un servizio per la comunità, che aiutasse veramente a documentare la nostra realtà e a creare dei…

La Valdichiana, come testata, è nata dall’idea di fare un giornalismo che fosse un servizio per la comunità, che aiutasse veramente a documentare la nostra realtà e a creare dei ponti tra le persone. Volevamo che fosse un punto di incontro virtuale in grado di stimolare e generare idee. A questo fine, raccontare le storie delle persone è indispensabile. La Valdichiana è un territorio ricco e vivace, dotato di un potenziale culturale e naturale tenuto a freno solamente dalla mancanza di canali di comunicazione adeguati.

Con l’avvento di Facebook Live, a Giugno dell’anno scorso abbiamo inaugurato la prima stagione di Giardino Valdichiana, un format in diretta streaming pensato per dare spazio a coloro che sono l’anima sociale di questo territorio: associazioni, artisti, artigiani, atleti e narratori locali. Abbiamo scelto di dedicare meno spazio alla politica e alle istituzioni di proposito, perché volevamo che il nostro programma fosse accessibile a tutti coloro che avessero voluto venire a raccontarci la propria storia, anche senza un invito formale. L’idea era proprio quella di creare un ambiente aperto ai visitatori occasionali, al divertimento e alle interazioni anche con chi ci guardava online.

A fronte dell’esperienza positiva dello scorso anno, nel 2017 Giardino Valdichiana si ripete con una formula simile ma con qualche sostanziale differenza: invece che ai Giardini Poggiofanti, i nuovi episodi verranno trasmessi dalla bellissima terrazza dell’Enoliteca del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, dentro la Fortezza; dal punto di vista tecnico, la nostra redazione avrà il preziosissimo supporto di Lightning Multimedia Solutions per arrivare al pubblico con immagini e audio di alta qualità.

Mi piace utilizzare il termine ‘evoluzione’ per definire quello che stiamo facendo quest’anno. Noi di Valdichiana Media non amiamo ripeterci, le idee dell’anno scorso non ci stimolano e anche un format molto apprezzato come Giardino Valdichiana per noi è sempre perfettibile, migliorabile.

Qualsiasi bravo scrittore sa che una regola importante della creazione è non affezionarsi troppo alle idee, perché prima o poi la buona riuscita dell’opera richiederà di sacrificarne più di una. Il nostro obiettivo per la seconda stagione è quello di proporvi un programma di qualità superiore e in grado di abbracciare meglio un territorio che è vasto e multiforme; con questa edizione vogliamo tendere la mano alla Valdichiana aretina che rimane ancora più difficile da raggiungere per noi che siamo nati dalla parte senese del fosso, affinché si crei un dialogo tra le due metà della valle. Questa è la nuova sfida che abbiamo scelto di affrontare, e mentre lavoriamo per darvi il prodotto migliore possibili in termini di qualità e contenuti, già pensiamo a cosa potremo fare l’anno prossimo per superarci.

Il successo di Giardino Valdichiana non è solo merito nostro, ma anche della fiducia che ci è stata data, dall’entusiasmo dei nostri spettatori che hanno partecipato in gran numero. Vi invitiamo a rimanere con noi e a farci sentire la vostra voce: fino ad Agosto ci troverete nella Fortezza di Montepulciano all’Enoliteca del Consorzio del Vino Nobile. Venite a trovarci, vi aspettiamo.

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Mecenate cercasi: perché abbiamo scelto Patreon

In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti…

In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti di informazione svaluta il lavoro degli articolisti e dei giornalisti, che si trovano ogni giorno a combattere contro altri dieci colleghi pronti a scrivere delle stesse cose. È difficile emergere dal marasma di notizie, gossip e bufale che inondano ogni giorno la nostra bacheca di facebook, la nostra casella di posta o le nostre orecchie attraverso la tv e la radio: l’unico modo per creare qualcosa che abbia davvero un valore è quello di uscire dalle proprie case e andare alla ricerca di storie mai raccontate prima. Questo è quello che cerchiamo di fare con La Valdichiana: non cronaca e attualità ma storie dal territorio, racconti di cose dimenticate. Cerchiamo di dare voce a chi non trova mai uno spazio, asfissiato dalle urla della politica e della cronaca nera. Si tratta di storie che significano tutto per la Valdichiana, perché sono i tasselli della sua epopea che da secoli prosegue e si arricchisce.

La nostra ambizione è sempre stata quella di dare alla Valdichiana un’identità forte, indipendente dalle divisioni amministrative e unita dalle tradizioni e radici comuni, per riportare alla luce il suo valore, le sue bellezze, e aiutarla ad avere un’opportunità in più per il futuro.
Tuttavia, portare avanti un lavoro del genere non è semplice: non esistono finanziamenti pubblici per le realtà editoriali digitali come La Valdichiana, e i grandi investitori non credono più (o non hanno mai creduto) nel valore dell’informazione digitale locale. Se è vero che ancora si trova chi è disposto ad acquistare spazi pubblicitari (e qui ne approfitto per ringraziare tutti i nostri sponsor), è anche vero che sono sempre meno quelli disposti a investire in un progetto perché credono nel suo valore, e non per ottenerne per forza un ritorno di qualche tipo. Quello che un tempo si chiamava mecenatismo è diventato una pratica sempre meno capita e considerata, rendendo tutti i rapporti di finanziamento meramente utilitaristici. Ma una soluzione si trova sempre, e dobbiamo riconoscerci la fortuna di vivere in un momento storico in cui la crisi economica ha spinto le persone a unirsi per aiutarsi a vicenda: l’unione fa la forza.

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È secondo questa logica che è nato Patreon: perché andare alla ricerca di un contratto quando possono essere i nostri fan a sostenerci in prima persona? Patreon è una piattaforma di crowdfunding che permette ai ‘creatori’ – che possono essere scrittori, musicisti, fumettisti, videomaker, game designer, divulgatori e quant’altro – non tanto di raccogliere dei fondi per i propri progetti, ma di chiedere ai propri sostenitori una piccola donazione mensile in cambio di piccole ricompense. I patron – così si chiamano coloro che scelgono di supportare un creatore – collegano la propria carta di credito a Patreon (direttamente o attraverso sistemi più sicuri come PayPal), che poi procederà a scalare mensilmente la donazione scelta per versarla sul conto del creatore. Un sistema di mecenatismo condiviso, semplice da usare ed equo, che può essere interrotto liberamente quando il patron ritiene di non volere o potere più supportare un determinato progetto.

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Nei mesi scorsi avevamo valutato la possibilità di introdurre una versione a pagamento de La Valdichiana, una sorta di abbonamento, perché dopo tre anni di  impegni volevamo che il progetto continuasse a crescere. Non ci vogliamo accontentare di farla sopravvivere, noi vogliamo che La Valdichiana viva di vita propria e fornisca un servizio impeccabile ai suoi lettori.

L’editoria online ha sempre sofferto della gratuità quasi obbligatoria imposta dal formato: se fai pagare per leggere una notizia, probabilmente il lettore piuttosto che pagare andrà a leggerla da qualche altra parte. Non è possibile obbligare tutti a pagare (il sistema del paywall, infatti, stenta a ingranare), ma sembra molto più equo provare a chiedere ai propri lettori un’offerta spontanea proporzionata alle proprie disponibilità.

È stato proprio davanti a questo bivio che ci siamo ricordati dell’esistenza di Patreon. Perché chiedere a tutti di pagare, rendere più difficile l’accesso ai nostri contenuti, quando possiamo semplicemente chiedere una donazione a chi crede nel nostro lavoro, liberamente e spontaneamente?
Questa possibilità è in linea con i nostri valori etici e sicuramente più nobilitante. Abbiamo preparato la pagina, elencato i motivi per cui crediamo di essere meritevoli di un minimo supporto economico da parte vostra (la donazione base è di 5$, quindi circa 4,50€) e ora continueremo a lavorare, impegnandoci per dare sempre il nostro meglio e andare oltre i confini che abbiamo già tracciato.

Se, come noi, credete che raccontare La Valdichiana sia una cosa fondamentale per renderla forte e unita, continuate a leggerci. Dopodiché, se potete, dateci una mano a farlo diventando nostri patron, i nostri mecenate.

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La Valdichiana e Tele Idea, forze unite per il territorio

Se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che l’unico modo per costruire qualcosa e per superare le difficoltà è quello di unire le forze. La collaborazione è…

Se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che l’unico modo per costruire qualcosa e per superare le difficoltà è quello di unire le forze.

La collaborazione è un meccanismo costruttivo, che permette alle persone di mettere in pratica idee comuni e di realizzare progetti che un individuo da solo non sarebbe in grado di portare a termine, e spesso nemmeno di cominciare.

Contrapposto alla collaborazione c’è l’atteggiamento distruttivo del tutti contro tutti e ciascuno per sé stesso: non è raro che, per danneggiare qualcun altro, le persone finiscano per danneggiare prima di tutto sé stesse, in una dimostrazione di miopia e mancanza di etica che purtroppo vediamo spesso in atto nella quotidianità.

Essendo costituite da persone che credono fortemente nel potere della collaborazione, Valdichiana Media e Tele Idea hanno recentemente stretto un accordo di reciproco supporto tra le due società: l’obiettivo è quello di unire l’esperienza e il valore umano di una rete televisiva storica come Tele Idea con la freschezza di idee e la competenza nei nuovi linguaggi comunicativi di una realtà giovanissima come quella di Valdichiana Media.

Alla base di questo accordo c’è la convinzione che una sinergia tra diverse realtà del campo dell’informazione, che rimangono comunque autonome tra loro, potrà non solo migliorare il servizio complessivo che queste offrono ai cittadini della Valdichiana e delle aree limitrofe, ma anche portare quell’innovazione e quella creatività che è fondamentale per poter marciare a testa alta nel mondo iperconnesso e rapidissimo in cui viviamo oggi.

Avete già visto Valdichiana Media e Tele Idea al lavoro assieme durante il programma Libero Accesso, andato in onda lo scorso inverno e ora integralmente disponibile sul canale YouTube de La Valdichiana. Con Libero Accesso avevamo provato a realizzare qualcosa di diverso, un programma di approfondimento politico che stimolasse discussioni e riflessioni sia negli ospiti che negli spettatori, che erano invitati a partecipare in diretta tramite i profili social delle due testate. La risposta del pubblico è stata ottima, così come l’esperienza degli addetti ai lavori.

Il nostro desiderio è quello di offrire contenuti stimolanti per ogni fascia d’età, valorizzanti per il territorio e per i suoi abitanti, sperimentali e multimediali. Perché considerare televisione e web due mondi separati, quando possono lavorare in sinergia tra loro e arricchirsi vicendevolmente?

Per fare questo, le redazioni della nostra testata La Valdichiana e quella di Tele Idea lavoreranno a stretto contatto, mettendo sul tavolo le rispettive eccellenze professionali per dare a tutti voi, che ci leggete e ci guardate, il massimo.

I risultati si vedranno presto e speriamo che anche voi vogliate unirvi a noi in quest’avventura giornalistica che stiamo intraprendendo, in cui vogliamo investire tutte le nostre forze e la nostra fantasia, trovando sempre il coraggio di provare a costruire qualcosa di nuovo ed emozionante.

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La Valdichiana: aggiornamenti giornalieri su WhatsApp!

La Valdichiana sbarca su WhatsApp! Volete rimanere sempre aggiornati sulle notizie principali del vostro territorio? Volete ricevere informazioni direttamente sul vostro cellulare? La Valdichiana porterà le notizie e gli approfondimenti più…

La Valdichiana sbarca su WhatsApp!

Volete rimanere sempre aggiornati sulle notizie principali del vostro territorio? Volete ricevere informazioni direttamente sul vostro cellulare? La Valdichiana porterà le notizie e gli approfondimenti più importanti del giorno comodamente da voi, grazie al nuovo servizio di news alert su WhatsApp!

Iscriversi al nostro nuovo servizio è semplice: tre rapidi passaggi per attivare un canale rapido e totalmente gratuito! A partire dal 1 febbraio 2015 La Valdichiana vi terrà informati giornalmente su WhatsApp con le notizie principali dal nostro territorio: il servizio non prevede nessun costo aggiuntivo e nessuna fastidiosa pubblicità o spam indesiderato. Riceverete un messaggio ogni giorno con le notizie più importanti, immediatamente disponibili per la lettura attraverso i dispositivi portatili; verrete inoltre aggiornati in tempo reale in caso di allerta meteo, problemi eccezionali o breaking news, in collaborazione con il network QuiNews.

Iscriversi al servizio è semplice e gratuito:

  1. Installare WhatsApp sul proprio smartphone
  2. Aggiungere e salvare nella lista contatti il numero +393342143515
  3. Inviare attraverso un messaggio WhatsApp il testo “NEWS ON” (nome e cognome opzionali)

La visualizzazione delle due spunte blu confermeranno l’iscrizione al servizio, e da quel momento riceverete gli aggiornamenti giornalieri da parte della nostra redazione. Per disattivare il servizio sarà sufficiente inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo “NEWS OFF” sempre al numero +393342143515.

Il servizio di informazione tutela la privacy dei lettori: i messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun abbonato potrà vedere i contatti altrui. La Valdichiana utilizzerà i dati personali solamente per il servizio di news alert: ulteriori informazioni sull’utilizzo dei dati personali potranno essere richiesti all’indirizzo info@lavaldichiana.it

Il servizio di news alert su WhatsApp può essere attivato anche attraverso la pagina dedicata: comunicateci il vostro numero di telefono e sarete ricontattati dalla nostra redazione, che vi guiderà all’iscrizione del servizio.

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La Valdichiana: è tempo di cambiamenti

Raccontare un territorio significa viverlo, conoscerlo, entrare in contatto con le sue vere radici culturali: partecipare, in qualche modo, alla costruzione della sua identità. E un territorio come quello della…

Raccontare un territorio significa viverlo, conoscerlo, entrare in contatto con le sue vere radici culturali: partecipare, in qualche modo, alla costruzione della sua identità. E un territorio come quello della Valdichiana non è un territorio da cartolina, bensì un rapporto continuo tra uomo e natura, tra passato e futuro, in cui l’uomo ha contributo a modificare il pesaggio, adattandolo al cambiamento.

Quando abbiamo fondato “La Valdichiana”, meno di due anni fa, lo abbiamo fatto per dare voce a questo territorio. Volevamo creare una testata giornalistica che rivendicasse la Valdichiana come territorio e come identità centrale, che non fosse semplicemente un inserto di un altro giornale o un luogo di confine in altri contesti. Pur senza ospitare un capoluogo di provincia, pur nel suo provincialismo e nella sua rete diffusa di comuni, idee, somiglianze e diversità, eravamo convinti che la Valdichiana avesse una dignità da raccontare. E non volevamo che questo giornale diventasse simile a una cartolina del paesaggio, un luogo in mostra da visitare e non da vivere, schiavo del suo passato. Proprio come gli uomini che hanno modificato il paesaggio della Valdichiana, ci siamo resi conto che il nostro e il vostro giornale aveva necessità di cambiare.

Nel corso di questi 18 mesi circa, abbiamo lavorato per darvi informazione di qualità, abbiamo acquisito autorevolezza e rispetto grazie alla nostra professionalità, affrontando con umiltà e dedizione il lavoro quotidiano. Abbiamo investito su canali di diffusione come i social network senza averne paura, abbiamo cercato di migliorarci in continuazione senza adagiarci sugli allori. Perchè credevamo che il territorio avesse bisogno di un giornale come questo, e noi dovevamo continuamente dimostrare di essere all’altezza di un compito del genere. Abbiamo fatto del nostro meglio: a volte non è bastato, ma ci siamo impegnati per migliorarci, adattarci, cambiare.

10866068_708426619272269_1362214249792088555_oSiete stati in tantissimi a seguirci: sul sito, sui social, attraverso le mail e i commenti. Abbiamo sentito una vicinanza e un’apertura che non si è limitata al mondo virtuale: ci siamo incontrati agli eventi, nei convegni, alle conferenza stampa e in tanti altri momenti di ritrovo. Abbiamo pubblicato tantissimi articoli, dando spazio alle notizie ma anche alle rubriche, alle opinioni, ai contributi di blogger e lettori. Abbiamo parlato tanto, ma soprattutto abbiamo ascoltato. Perchè in quest’era dell’informazione una testata giornalistica non può limitarsi a parlare in maniera unidirezionale con l’autorevolezza della pubblicazione regolarmente registrata: deve partecipare a una conversazione, ampliare la partecipazione, usare la sua professionalità per operare un filtro in maniera positiva e garantire la pluralità e la democrazia dell’informazione.

Da quando abbiamo cominciato quest’avventura, quindi, abbiamo fatto tanto. Anche troppo, forse. Ma il risultato è chiaro: “La Valdichiana” non basta più. Abbiamo raggiunto il nostro scopo, abbiamo capito che il territorio ha una sua dignità da raccontare, e il nostro giornale, così come il nostro lavoro, deve cambiare e adattarsi per affrontare le sfide future. Ci assumiamo un rischio: avremmo potuto accontentarci dei successi conseguiti e rimanere seduti orgogliosamente in cima al nostro piccolo feudo, ma vogliamo fare sempre di più e sempre meglio. Vogliamo contribuare a far crescere questo territorio e crescere assieme ad esso. Vogliamo dimostrare continuamente di essere all’altezza.

Siamo lieti di annunciare la nostra partecipazione a “QuiNews”: un network indipendente di testate locali con sede a Firenze, con un’agenzia videogiornalistica che vuole diventare il punto di riferimento online per la Toscana. Abbiamo sposato il progetto e daremo vita a“QuiNewsValdichiana”, la testata giornalistica che si occuperà delle notizie dal territorio. Ospiteremo tutti gli aggiornamenti costanti dal territorio, con notizie di cronaca, attualità, cultura, politica, eventi, economia e tanto altro, in collegamento a un network di carattere regionale.

“La Valdichiana” si trasformerà invece in un magazine di approfondimento locale, con rubriche, inchieste e interviste, con tutta la professionalità a cui vi abbiamo abituati. La Valdichiana, quindi, non lascia: raddoppia. Da una parte il quotidiano, dall’altra il magazine. Ma sempre la stessa redazione, sempre lo stesso approccio, sempre la stessa volontà di essere all’altezza del territorio di cui facciamo parte.

Per una settimana rimarremo offline, in modo da poter aggiornare il layout e i contenuti dei nostri prodotti editoriali. Vi aspettiamo quindi giovedì 22 gennaio, con il nostro quotidiano di informazione QuiNewsValdichiana.it e il nostro magazine di approfondimento LaValdichiana.it. Due prodotti, entrambi gratuiti, entrambi curati da noi.

Siamo convinti che vorrete rinnovarci il vostro affetto. Tutta la redazione vi ringrazia immensamente per la strada che abbiamo percorso assieme negli ultimi mesi: adesso imbocchiamo un nuovo sentiero, e sarà un altro viaggio meraviglioso da intraprendere tutti assieme.

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” (J.Steinbeck)

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2014 – Un anno di Valdichiana

Il 2014 ha ormai le ore contate e tutti si preparano ai festeggiamenti per accogliere il nuovo anno. La Valdichiana vuole celebrare questo ultimo giorno dell’anno facendo un salto indietro…

Il 2014 ha ormai le ore contate e tutti si preparano ai festeggiamenti per accogliere il nuovo anno.
La Valdichiana vuole celebrare questo ultimo giorno dell’anno facendo un salto indietro nel tempo, per ripercorrere assieme a voi gli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2014 dei chianini.

È stato un anno caratterizzato dal maltempo e dal dibattito sull’alta velocità, ma anche da tanti piccoli eventi che hanno influito nel bene o nel male sulla vita in Valdichiana. Protagonisti incontrastati del nostro territorio sono stati ancora gli eventi culturali e folkloristici, che hanno animato l’estate chianina e non solo!

GENNAIO

La Fondazione Orizzonti di Chiusi annunciava il nuovo tema del Festival
I lavoratori della RDB continuavano le loro proteste
Mons. Stefano Manetti veniva eletto nuovo vescovo della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza
Luca Marcucci veniva confermato presidente della Cia Siena

FEBBRAIO

Nasceva la polemica sulla campagna promozionale “Divina Toscana”
Proseguiva la mobilitazione contro la chiusura del Tribunale di Montepulciano
Il Comune di Chiusi cominciava la demolizione delle strutture in Eternit
Moriva Alfonso Amorosa, primo presidente della Fondazione del Cantiere Internazionale d’Arte

MARZO

Mauro della Lena veniva nominato direttore generale delle Terme di Chianciano
Il Teatro degli Arrischianti di Sarteano abbatteva le barriere architettoniche
La contrada della Stazione di Torrita di Siena vinceva il Palio dei Somari 

APRILE

La Emma Villas vinceva la Coppa Italia di B2 Maschile
Veniva impiantato alle Scotte di Siena il primo defibrillatore cardiaco compatibile con la risonanza magnetica
Il Vino Nobile di Montepulciano era protagonista al Vinitaly di Verona
Si marciava per la legalità a Suvignano

MAGGIO

Si votava per le Amministrative
Si inaugurava la decima edizione della Valle del Gigante Bianco a Bettolle
Daniele Barbetti veniva eletto presidente dell’Associazione Albergatori di Chianciano Terme
I comuni della Valdichiana si schieravano a sostegno del Torrione di Abbadia per il censimento del FAI “Luoghi del Cuore”
A Montepulciano si raccoglievano i fondi per dedicare una lapide a Dindino
Chiusi inaugurava la Domus Romana

GIUGNO

Abbadia di Montepulciano si accendeva per i Giardini in Festa
Si apriva la nuova edizione del Torrita Blues
Veniva presentato a Roma il nuovo Cantiere Internazionale d’Arte
Veniva approvato il progetto definitivo per l’adeguamento degli argini della Foenna

LUGLIO

Iniziava il 39° Cantiere Internazionale d’Arte
A Montepulciano partiva la nuova edizione di Luci sul Lavoro
Apriva la terza edizione del Cortona Mix Festival
Sarteano si vestiva di fantasy per il Civitas Infernalis

AGOSTO

Cominciava il 40° Bravìo delle Botti di Montepulciano
Si concludeva con soddisfazione il Festival Orizzonti di Chiusi
A Montepulciano avveniva un’incredibile scoperta archeologica
Giovanni Lindo Ferretti incantava Sarteano con il suo spettacolo equestre
L’Assessore Marroni visitava l’Ospedale di Nottola
A San Casciano le contrade si contendevano il Palio di San Cassiano
A Trequanda tornava il festival Tre Gotti al Campino

SETTEMBRE

Il Rave Party alla Quercia delle Checche suscitava scalpore
Apriva i battenti la prima edizione del PassKey Art Festival
Il Live Rock Festival infuocava le serate di Acquaviva di Montepulciano
L’ANPI di Torrita di Siena si scagliava in difesa di Piazza della Libertà

OTTOBRE

La Valdichiana veniva candidata a Bene Immatariale dell’UNESCO
Fabrizio Nepi veniva eletto Presidente della Provincia di Siena
Matera veniva eletta Capitale della Cultura 2019
A Trequanda si celebrava la 30^ Festa dell’Olio

NOVEMBRE

 Apriva il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona
Dalla Regione arrivavano le regole per la somministrazione della cannabis
Sinalunga istituiva un registro per le unioni civili
Ad AgrieTour si parlava di agricoltura sociale
Falliva la fusione tra Bancasciano e BCC Montepulciano

DICEMBRE

Pienza e Montepulciano presentavano assieme nuovi itinerari di natura e benessere
Si inaugurava un nuovo museo a Montefollonico
Apriva la 60^ Mostra dell’Artigianato di Montepulciano
Finiva l’associazione dei servizi tra Trequanda, Torrita e Sinalunga

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Tempo di raccolta delle olive: ecco tutte le fasi di lavorazione

L’olio d’oliva è un prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo e principalmente prodotto nelle regioni a clima mite. La Toscana,caratterizzata da un clima salubre, è da sempre un territorio…

L’olio d’oliva è un prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo e principalmente prodotto nelle regioni a clima mite. La Toscana,caratterizzata da un clima salubre, è da sempre un territorio favorevole per questo tipo di prodotto.

Ottobre – Novembre sono i mesi perfetti per la raccolta delle olive. La raccolta delle olive, è un lavoro faticoso, ma altrettanto piacevole, perché si può godere di qualche ora all’aria aperta e fare un lavoro che alla fine può essere anche divertente.

Le olive raccolte, solitamente vengono portate al frantoio entro la fine della giornata, per evitare che inizino a fermentare. Quando l’intero raccolto viene portato al frantoio, e a fine ciclo si può gustare una bella fetta unta con l’olio nuovo dal gusto intenso e leggermente piccante, quelle sì che sono soddisfazioni.

La Valdichiana è andata a scoprire quali sono le fasi di lavorazione delle olive per la produzione dell’olio e lo ha fatto presso il Frantoio La Romita di Montisi, accompagnata dal Frantoiano Carlo Alberto Bindi. Alberto, ha spiegato con passione, in modo semplice ed esaustivo l’intero procedimento.

Buonasera Alberto. Allora, come inizia la lavorazione delle olive?

“Innanzitutto, c’è un sistema che toglie le foglie, i rami e tutti gli altri corpi estranei. Le olive vengono poi lavate, e passano al molino, che riduce olive e noccioli in pasta. Il nostro molino usa otto coltelli che girano frantumando le olive. Gli altri frantoi invece, usano dei molini con i martelli, che frantumano le olive alzando la temperatura di 3/4 gradi.

Gramola in funzione

Gramola in funzione

La pasta ottenuta viene trasferita nelle gramole, che sono dei grossi contenitori dove per 20-30 minuti viene impastata, o meglio “gramolata” molto lentamente. Con la gramolazione, la pasta di olive viene incessantemente mescolata per facilitare la separazione dell’olio.”

Qual è la temperatura giusta per il processo di gramolazione?

“La temperatura deve essere rigorosamente sotto i 27°, quindi bisogna fare molta attenzione che non aumenti. È proprio per via di questa bassa temperatura, che il nostro  metodo di produzione viene definito “a freddo”. Questa procedura fa sì che si rompa l’emulsione tra acqua e olio, di modo che l’olio acquisti il proprio peso specifico e l’acqua il suo. Questo passaggio è fondamentale, poiché le goccioline di olio si aggregano tra di loro, galleggiano e così le due sostanze si separano. Trascorso il tempo di gramolazione la pasta viene indirizzata in una grossa centrifuga, il decanter, dove avviene l’estrazione vera e propria – spiega Alberto – Qui, la pasta fa 3600 giri, così che le sue tre parti costitutiveolio, acqua e sansa – si separino.

Olio Torbido

Olio ancora torbido

Dopo questa fase che cosa succede?

“L’olio così ottenuto, è torbido e contiene ancora qualche particella di sospensione, quindi viene inviato all’ultima centrifuga, nella quale poi diventerà olio finito.”

E per ultimo?

“L’ultima fase di lavorazione si svolge mettendo l’olio in diversi contenitori di acciaio inox e in base alla sua acidità oleica, vengono sistemati in stanze buie e fresche lontano da fonti di calore e luce.”

L'olio del frantoio "La Romita" ha un colore molto simile a quello originale delle olive

L’olio del frantoio “La Romita” ha un colore molto simile a quello originale delle olive

 

 

Perché a volte il colore di un olio è più verde rispetto ad un altro?

“Molti frantoi fanno un olio più verde del nostro, un verde che molte volte va fuori dal range del colore della clorofilla, e allo stesso tempo risulta molto più piccante. Questo è dato dal tipo di olive e dal grado di maturazione. Il colore dell’olio del nostro frantoio è molto simile al colore dell’oliva in sé per sé”.

Ringraziamo il signor Alberto per questa preziosa e accurata descrizione e per averci fatto sentire per un paio d’ore delle vere frantoiane. Nei prossimi articoli parleremo degli aspetti biologici dell’olio e lo faremo con il biologo Mario. Ma ci occuperemo anche di come sarà la raccolta di quest’anno, già severamente compromessa dalla xylella, un insetto nocivo per l’ulivo.

Materiale a cura di Maria Stella Bianco e Valentina Chiancianesi

 

1 commento su Tempo di raccolta delle olive: ecco tutte le fasi di lavorazione

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