In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti di informazione svaluta il lavoro degli articolisti e dei giornalisti, che si trovano ogni giorno a combattere contro altri dieci colleghi pronti a scrivere delle stesse cose. È difficile emergere dal marasma di notizie, gossip e bufale che inondano ogni giorno la nostra bacheca di facebook, la nostra casella di posta o le nostre orecchie attraverso la tv e la radio: l’unico modo per creare qualcosa che abbia davvero un valore è quello di uscire dalle proprie case e andare alla ricerca di storie mai raccontate prima. Questo è quello che cerchiamo di fare con La Valdichiana: non cronaca e attualità ma storie dal territorio, racconti di cose dimenticate. Cerchiamo di dare voce a chi non trova mai uno spazio, asfissiato dalle urla della politica e della cronaca nera. Si tratta di storie che significano tutto per la Valdichiana, perché sono i tasselli della sua epopea che da secoli prosegue e si arricchisce.

La nostra ambizione è sempre stata quella di dare alla Valdichiana un’identità forte, indipendente dalle divisioni amministrative e unita dalle tradizioni e radici comuni, per riportare alla luce il suo valore, le sue bellezze, e aiutarla ad avere un’opportunità in più per il futuro.
Tuttavia, portare avanti un lavoro del genere non è semplice: non esistono finanziamenti pubblici per le realtà editoriali digitali come La Valdichiana, e i grandi investitori non credono più (o non hanno mai creduto) nel valore dell’informazione digitale locale. Se è vero che ancora si trova chi è disposto ad acquistare spazi pubblicitari (e qui ne approfitto per ringraziare tutti i nostri sponsor), è anche vero che sono sempre meno quelli disposti a investire in un progetto perché credono nel suo valore, e non per ottenerne per forza un ritorno di qualche tipo. Quello che un tempo si chiamava mecenatismo è diventato una pratica sempre meno capita e considerata, rendendo tutti i rapporti di finanziamento meramente utilitaristici. Ma una soluzione si trova sempre, e dobbiamo riconoscerci la fortuna di vivere in un momento storico in cui la crisi economica ha spinto le persone a unirsi per aiutarsi a vicenda: l’unione fa la forza.

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È secondo questa logica che è nato Patreon: perché andare alla ricerca di un contratto quando possono essere i nostri fan a sostenerci in prima persona? Patreon è una piattaforma di crowdfunding che permette ai ‘creatori’ – che possono essere scrittori, musicisti, fumettisti, videomaker, game designer, divulgatori e quant’altro – non tanto di raccogliere dei fondi per i propri progetti, ma di chiedere ai propri sostenitori una piccola donazione mensile in cambio di piccole ricompense. I patron – così si chiamano coloro che scelgono di supportare un creatore – collegano la propria carta di credito a Patreon (direttamente o attraverso sistemi più sicuri come PayPal), che poi procederà a scalare mensilmente la donazione scelta per versarla sul conto del creatore. Un sistema di mecenatismo condiviso, semplice da usare ed equo, che può essere interrotto liberamente quando il patron ritiene di non volere o potere più supportare un determinato progetto.

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Nei mesi scorsi avevamo valutato la possibilità di introdurre una versione a pagamento de La Valdichiana, una sorta di abbonamento, perché dopo tre anni di  impegni volevamo che il progetto continuasse a crescere. Non ci vogliamo accontentare di farla sopravvivere, noi vogliamo che La Valdichiana viva di vita propria e fornisca un servizio impeccabile ai suoi lettori.

L’editoria online ha sempre sofferto della gratuità quasi obbligatoria imposta dal formato: se fai pagare per leggere una notizia, probabilmente il lettore piuttosto che pagare andrà a leggerla da qualche altra parte. Non è possibile obbligare tutti a pagare (il sistema del paywall, infatti, stenta a ingranare), ma sembra molto più equo provare a chiedere ai propri lettori un’offerta spontanea proporzionata alle proprie disponibilità.

È stato proprio davanti a questo bivio che ci siamo ricordati dell’esistenza di Patreon. Perché chiedere a tutti di pagare, rendere più difficile l’accesso ai nostri contenuti, quando possiamo semplicemente chiedere una donazione a chi crede nel nostro lavoro, liberamente e spontaneamente?
Questa possibilità è in linea con i nostri valori etici e sicuramente più nobilitante. Abbiamo preparato la pagina, elencato i motivi per cui crediamo di essere meritevoli di un minimo supporto economico da parte vostra (la donazione base è di 5$, quindi circa 4,50€) e ora continueremo a lavorare, impegnandoci per dare sempre il nostro meglio e andare oltre i confini che abbiamo già tracciato.

Se, come noi, credete che raccontare La Valdichiana sia una cosa fondamentale per renderla forte e unita, continuate a leggerci. Dopodiché, se potete, dateci una mano a farlo diventando nostri patron, i nostri mecenate.

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